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Coniglio brasato al marsala con salsina alle erbe aromatiche e fichi

Oggi per la rubrica Light&Tasty prepariamo ricette dedicate al fico. Adoro, visceralmente adoro, questo frutto per antonomasia peccaminoso; così dolce e versatile, buono da servire con cibi salati e dolci, succulento fresco ma golosissimo secco. Non è da bannare nelle diete ipocaloriche, spesso si eliminano cibi consentiti e, anzi, consigliati dai nutrizionisti per le loro proprietà, infatti ne sono consentiti due, meglio se la mattina a colazione, magari associandoli a 2-3 mandorle sgusciate, da alternare ad altra frutta. Dunque.... ecco la mia proposta.


Cosa serve per DUE persone:

1/2 coniglio
un filo d'olio evo
erbe aromatiche q.b. (rosmarino, timo, maggiorana, salvia)
1/2 bicchiere marsala secco
3 fichi neri o rossi o bianchi, a piacere + 1 per guarnire il piatto
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.


Togliere ogni parte grassa del coniglio, lavarlo ed asciugarlo. Metterlo in una piccola boule ed irrorarlo con il marsala secco. Coprire con pellicola alimentare e mettere a marinare in frigo per 3-4 ore.

In un tegame mettere un filo d'olio evo e le erbe aromatiche, quando è caldo (ma non fumante) unire il coniglio, ben sgocciolato dalla marinatura, e farlo rosolare da tutti i lati poi salare e pepare, unire due dita di brodo vegetale, incoperchiare e fare cuocere a fuoco dolcissimo per 40 minuti rivoltandolo ogni tanto.

Lavare e tagliare a spicchi i fichi senza sbucciarli ed unirli al coniglio, mescolare e cuocere ancora 10 minuti unendo, se necessario ancora un pò di brodo vegetale.
A fine cottura, mettere i fichi cotti e tutto il fondo di cottura nel bicchiere del minipimer, unire un goccino d'olio evo a crudo e se occorre un goccio di brodo vegetale, emulsionare per ottenere una salsa densa al punto giusto.
Mettere la salsa a specchio sui piatti individuali, adagiare su ognuno la porzione del coniglio e guarnire con fette di fichi freschi. Servire

la ricetta è di mia inventiva, per cui se la replichi, per cortesia, inserisci il link di provenienza al mio sito, grazie!
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Risotto cremoso alla zucca, gorgonzola di Novara e noci

Oggi alla nostra rubrica Al Km 0 dedichiamo le nostre ricette alla montagna e ai prodotti montanari e quindi viaaaa ai sapori tipici, gustosi, confortanti, che sanno di casa e coccole davanti al camino.
Io ho deciso di utilizzare zucca che cresce abbondante nei nostri orti, noci fantastiche delle nostre piante, riso delle risaie Vercellesi, quindi rimaniamo sempre in Piemonte, ma soprattutto... la regina dei formaggi erborinati: la gorgonzola dolce di Novara! La gorgonzola si produce solo in Piemonte e in Lombardia (diffidate delle imitazioni!) ed è inimitabile ed insostituibile formaggio che padroneggia tutte le nostre merende sinoire, sui taglieri da servire con fumanti paioli di polenta, sui crostini, e in tutte le preparazioni golose che possano venirci in mente. Per saperne di più, vi invito a leggere sul sito ufficiale cliccando qui.

Cosa serve:

280g.-320g. riso carnaroli o roma o vialone nano (quantità in base all'appetito)
brodo vegetale q.b.
200 g. zucca (peso netto pulita)
200 g. gorgonzola dolce DOP di Novara
1 scalogno
olio evo q.b.
una noce burro
8 noci sgusciate
sale e pepe (mix creola)
mezzo bicchiere vino bianco secco

Per il brodo vegetale:

2 l. e mezzo di acqua
carota
cipolla
sedano
patata
porro
poco sale

Mettere le verdure nell'acqua, salare leggermente e fare consumare quasi fino a che il liquido si sarà dimezzato, filtrare ed utilizzare il brodo.


Innanzitutto preparare del buon brodo vegetale e tenerlo caldo sulla fiamma al minimo. Non deve mai raffreddare altrimenti il riso cuocerà in modo non omogeneo.
Pulire la zucca e ridurla a tocchettini piccolissimi, sgusciare le noci rompendole poi grossolanamente con le mani e tenere da parte.
In un tegame fare scaldare un filo d'olio evo, mettere il riso e, mescolando sempre, farlo tostare. Unire il vino e, quando evaporato unire subito un mestolino di brodo bollente, aggiungere ora, solo ora, lo scalogno fatto a fettine sottilissime o tritato (deve rimanere dolce, se si mette prima della tostatura del riso brucia e fa diventare amaro il risotto).
Continuare la cottura aggiungendo, poco alla volta, il brodo bollente. Per una ottimale cottura e cremosità del risotto, occorre mescolarlo spessissimo, quasi continuativamente.
Mentre si mescola, schiacciare con una spatola di legno, i pezzettini di zucca inteneriti facendolo amalgamare al riso.


Dopo 15 minuti di cottura unire la gorgonzola a tocchettini, mescolare sempre, regolare di sale e pepe  e dopo 3 minuti spegnere la fiamma.


Unire una noce di burro e le noci. Mantecare. Fare riposare un paio di minuti e servire.


Questa ricetta è piuttosto comune con più o meno varianti, ma questa è la mia, senza che io l'abbia copiata su libri o altrove, quindi se replichi la mia ricetta, così come l'ho fatta io,  per cortesia, inserisci il link di riferimento e crediti al mio sito, Grazie!


Colazione ospite Terry Plum cake ai pistacchi
Merenda ospite Consuelo Bretzel con lievito madre

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Zuppetta di quinoa e bulgur con baccalà


Cosa serve a porzione:

60 g. mix bulgur e quinoa
120 g. baccalà di ammollato da 2 giorni
olio evo q.b.
un peperoncino piccante qualità arlecchino (o quella che si desidera)
poca cipolla di Tropea
un pezzetto d'aglio
un pezzetto di carota (grande quanto una noce)
prezzemolo tritato q.b.
un cucchiaio scarso doppio concentrato di pomodoro
fumetto di pesce o brodo vegetale q.b. (circa 150-180 ml dipende se si vuole una zuppetta più brodosa o più densa)
sale q.b.

Dopo aver lasciato in ammollo il tempo necessario il baccalà, spellarlo, spinarlo e togliere la pelle. Sbriciolarlo con le mani (avendo l'accortezza di controllare se ci fossero eventuali lische e spine) dentro ad un piatto in modo irregolare, lasciando qualche pezzetto un po' più grosso.

Per la cottura del bulgur e della quinoa seguire le istruzioni sulla confezione, dipende se si è scelto il tipo precotto o meno. (*Io ho portato a bollore acqua salata, come per cuocere la pasta, e fatto bollire i cereali per 12 minuti, scolato bene in un colino grande a maglie fitte)

Intanto preparare il fumetto di pesce con carapace di gamberi e scarti di altri pesci che potete reperire dal pescivendolo oppure optate per un brodo vegetale classico: carota, sedano, un gambo di prezzemolo, poco sale e cipolla. Tenere al caldo.

In una casseruolina fare stufare a fuoco lento un pezzo di cipolla tritata finemente insieme alla carota in un filo d'olio, unire anche l'aglio (che a fine cottura andrà eliminato, poco prima di unire il pesce), aggiungere il fumetto di pesce o brodo vegetale e il doppio concentrato di pomodoro, unire il peperoncino sbriciolato se secco o tritato se fresco e un pizzico di sale.



Fare cuocere 5 di minuti. *Intanto, nel frattempo portare a cottura del bulgur e della quinoa.
Unire prezzemolo tritato al brodo e il baccalà sbriciolato, cuocere 7-8 minuti. Se si dovesse addensare troppo unire un pochino di brodo.
Unire il bulgur e la quinoa al brodo di baccalà, condire con olio evo a crudo e servire bollente.

Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie

Crema di funghi porcini e champignon



Per tre/quattro  persone:

550 g. funghi champignon
150 g. funghi porcini freschi
2 patate grandi
1 pezzettino di aglio
2 scalogno
olio evo q.b.
latte vegetale q.b.
150 ml. panna liquida vegetale
brodo vegetale q.b.
poco prezzemolo tritato
sale e pepe q.b.
1 foglia di alloro

Pulire i funghi champignon eliminando la terra del gambo grattandola con un coltello affilato e passandoli, strofinandoli delicatamente, sotto l'acqua corrente.


Affettarli e metterli in una ciotola.
Pulire i porcini togliendo la cappella dal gambo, grattare quest'ultimo e strofinarlo con una spugnetta bagnata e strizzata per eliminare la terra, passare ripetutamente la spugnetta anche sulla cappella dei funghi ma non passarli MAI sotto l'acqua corrente; tagliarli ed unirli agli champignon.


In una casseruola mettere i funghi con un filo d'olio e gli scalogni affettati sottilmente, fare insaporire a fuoco abbastanza allegro, unire l'aglio e l'alloro poi unire la patata tagliata a tocchetti piccoli.
Unire latte e brodo vegetale in parti uguali q.b. per arrivare "a filo" dei funghi che rilasceranno, in cottura, la loro acqua naturale e regolare di sale, unire anche un cucchiaino di prezzemolo tritato.
Mettere il coperchio e fare sobbollire a fuoco medio per circa 40 minuti.


Generalmente io preferisco, nelle creme, non addensare con amidi nè con farina (che poi a mio avviso, rilascia un retrogusto amarognolo e la consistenza non mi piace, nemmeno sotto forma di roux, ma è un mio gusto personale, preferisco invece utilizzare una patata, appunto), quindi se non si è esagerato coi liquidi,  la crema è pronta per essere frullata o passata al passaverdure coi fori piccoli.
Se ad "occhio" il liquido sembra troppo, soprattutto se ci si accinge a cucinarla per la prima volta, consiglio di toglierne uno o due mestoli e tenerlo da parte, in modo tale che: se la consistenza finale voluta risultasse poi troppo spessa (tipo purè) si è in tempo ad aggiungere un pochino di brodo, se invece si passasse senza fare queste considerazioni si rischierebbe di avere non una vellutata/crema ma un brodo spesso di funghi e non va bene. Poi, con l'esperienza questo passaggio si può evitare.
Dunque: tenere da parte qualche fettina di champignon per decorare il piatto, eliminare la foglia di alloro e frullare (c'è chi poi addirittura la passa al setaccio..ma vabbè...è una finezza, secondo me va bene così).
Aspettare qualche minuto che la schiuma, mescolando la crema o vellutata che dir si voglia (non essendoci il roux non si tratterrebbe di vellutata...) scompaia, aggiungere la panna vegetale, lasciare insaporire qualche minuto, poi versare la crema nelle fondine e decorare con le fettine di champignon tenute da parte, condire con poco pepe nero macinato fresco ed un giro di olio evo.
Servire
Un crema classica e corroborante che non può mancare sulla tavola di chi ama le zuppe e di chi ama i funghi, io la cucino per donare a me stessa e a chi voglio bene, un vero comfort food e, perchè no, per offrire un piatto semplice, veloce ma raffinato quando si ricevono ospiti. Volendo si può servire con crostini di pane, io la preferisco senza.


Zuppa di ceci e cavolo nero e crostoni di pane casereccio fatto in casa con lievito naturale


Cosa serve: 


un mazzo di cavolo nero
150 g. ceci secchi
4 fette pane casereccio (per me con lievito naturale)
aglio
acqua
1 l. circa di brodo vegetale
olio e.v.o.
trito di cipolla, sedano e carota
1 piccola foglia di alloro
parmigiano grattugiato

Per il brodo vegetale:

2 l. e mezzo di acqua
carota
cipolla
sedano
patata
porro
aromi a piacere (prezzemolo, timo, maggiorana)
sale

Mettere le verdure e gli aromi legati nell'acqua, salare leggermente e fare consumare quasi fino a che il liquido si sarà dimezzato. Eliminare gli aromi legati, filtrare ed utilizzare il brodo.

Mettere in ammollo in acqua fredda con un pizzico di bicarbonato i ceci per una notte intera, meglio ancora 12 ore.
Pulire il cavolo nero, che va utilizzato fresco, subito dopo l'acquisto  (non lasciarlo in frigo perchè le foglie sono delicate e si deteriorano velocemente) eliminando la costa centrale che è dura. Tagliarlo a listarelle e lavarlo bene.


Mettere in una casseruola, tutto a freddo, il trito di sedano, cipolla e carota in poco olio evo, la fogliolina di alloro ed aggiungere i ceci sgocciolati; coprire abbondantemente d'acqua fredda leggermente salata.
Far cuocere a lungo, lasciando appena sobbollire, per un'ora e mezza/due. Dipende quali ceci avete usato, io ho adoperato quelli piemontesi che sono abbastanza grossi rispetto, ad esempio a quelli toscani o pugliesi.
Unire poi 1 litro/ 1 litro e mezzo, dipende se volete una zuppa più densa o brodosa, di brodo vegetale, unire il cavolo nero e cuocere ancora per circa 40 minuti.
Spegnere il fuoco, eliminare la fogliolina di alloro e condire con un filo di ottimo olio e.v.o.
Fare tostare il pane in forno e, quando è ancora caldo, strofinarlo con l'aglio fresco.

Servire la zuppa calda con il pane caldo e una bella spolverata di parmigiano.



















Risotto al radicchio tardivo di Treviso

Un risotto buonissimo mantecato con olio evo, senza cipolla e senza vino bianco, due elementi che danno acidità e servono a "sgrassare" la dove ci siano elementi di condimento che lo richiedano, in questo caso sono perfettamente inutili, anzi.. aggrediscono il sapore con retrogusto dolce del radicchio tardivo di Treviso (da non confondere con altri tipi di radicchi che invece sono amarognoli).

*la farina di semi di carrube è facoltativa, è un'alternativa alla più conosciuta maizena, non ha sapore e a volte la uso per addensare una preparazione senza ricorrere a grassi come burro, panna o formaggi (è un elemento che si usa, ad esempio, in gelateria e serve per rendere cremose le creme e sorbetti)


Cosa serve per DUE persone:
2 cespi di radicchio tardivo di Treviso
160 g. riso carnaroli vercellese
brodo vegetale piuttosto ristretto q.b.
olio evo q.b.
parmigiano reggiano 30 mesi grattugiato q.b. (per una versione vegan sostituire con prodotto vegetale)
sale e pepe q.b.
mezzo cucchiaino di farina di semi di carrube (facoltativo)*


Per prima cosa preparare un brodo vegetale facendolo un po' ristretto in modo che sia ben saporito, intanto pulire i cespi eliminando la buccia esterna della radice (non toglierla del tutto perchè è buonissima), lavarli, tagliarli a spicchi e farli brasare col coperchio a fuoco molto lento in una padella antiaderente oliata, rigirare il radicchio di tanto in tanto e lasciare cuocere finchè diventa morbido, salare e pepare quindi tenere da parte.
In un tegame antiaderente mettere un filino d'olio, (ma si può tostare anche a secco) unire il riso e farlo tostare per bene scuotendo e rimestando i chicchi; unire un paio di mestoli di brodo bollente, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma. Dopo 10 minuti aggiungere il radicchio cotto precedentemente lasciandone da parte due piccoli spicchi per decorare il piatto, a due minuti dal termine aggiungere la farina di semi di carruba che è facoltativa, e terminare la cottura (sempre aggiungendo il brodo che serve), regolare il sale (se il brodo è stato fatto bene non servirà molto probabilmente, io non ne ho aggiunto), a fine cottura spegnere il fuoco, mantecare con un filino d'olio evo e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire con il radicchio tenuto da parte.

Gnocchi di semolino, lenticchie e zucca

al Km 0 oggi prepariamo piatti per il capodanno. Io porto la cena e ho deciso di cucinare un primo piatto goloso ma leggero, per non affaticare lo stomaco e lasciare spazio ancora al panettone, allo spumante, al torrone! :-) Ho voluto che il mio piatto rievocasse la tradizione e il buon auspicio e quindi ho utilizzato le lenticchie, che non possono assolutamente mancare, ma ho pensato di servirle sotto forma di gnocchi!!! Vi piace l'idea? Copiatela pure :-) 



Cosa serve a persona (indico le dosi a porzione perchè questi sofficissimi gnocchi vanno serviti direttamente in una terrina monoporzione che passi dal forno alla tavola, quindi regolarsi per moltiplicare le quantità in base ai commensali o alle altre portate e all'appetito)

150 g. zucca (peso netto dagli scarti pesandola cruda)
150 g. brodo vegetale preparato precedentemente
50 g. lenticchie (peso prima della cottura)
30 g. semolino
qualche fiocchetto burro
parmigiano grattugiato q.b.
sale q.b.


Preparare il brodo vegetale, tagliare a cubetti la zucca e cuocerla al vapore fino a renderla morbidissima, tenere da parte.
Sciacquare le lenticchie e farle lessare in acqua e poco sale; i tempi variano rispetto al tipo di legume usato, io ho utilizzato le lenticchie verdi che richiedono una cottura più lunga, quindi regolarsi semplicemente assaggiandole, quando sono tenere, sono pronte e quindi scolarle ed aggiungerle alla zucca cotta (conservando un paio di acqua di cottura da aggiungere alla purea, se necessari), quindi regolare di sale e frullare con il minipimer; si deve ottenere una purea piuttosto densa e compatta.
Mettere sul fuoco il brodo vegetale e, quando bolle, unire il semolino a pioggia, mescolare sempre molto bene con una frusta per evitare la formazione di grumi, cuocere 2-3 minuti, togliere dal fuoco ed unire la purea di lenticchie e zucca al semolino, mescolare vigorosamente.


Lasciare riposare il composto una decina di minuti ed intanto preriscaldare il forno ventilato a 190°
Passare un pezzettino di burro sul fondo di ogni terrina, formare le quenelle con l'aiuto di due cucchiai ed adagiale sul fondo della terrina. Condire con qualche fiocchetto di burro (poco) e abbondante parmigiano grattugiato.


Mettere in forno a gratinare, non occorre molto tempo, bastano 10-12 minuti, l'impasto è tutto cotto e quindi si deve solo formare una golosa crosticina in superficie.
Togliere dal forno, attendere 2-3 minuti e servire.


Se replichi la mia ricetta, inserisci per cortesia, il link di riferimento al mio sito, grazie!
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Risotto ai carciofi e zafferano piemontese

Un risotto buonissimo mantecato con olio evo, senza cipolla e senza vino bianco, due elementi che danno acidità e servono a "sgrassare" la dove ci siano elementi di condimento che lo richiedano, in questo caso sono perfettamente inutili, anzi.. aggrediscono il sapore del carciofo e dello zafferano che sono delicati e di certo non grassi, inoltre avendo già messo a bagno i carciofi in acqua e limone conferiscono al risotto una punta di acidità che per il parmigiano poi usato alla fine, basta e avanza, ma se a voi piace aggiungeteli. Ho usato stimmi di zafferano a Km 0 di produzione di Adriana, una mia cara amica che me ne ha fatto omaggio :-)


Cosa serve per DUE persone:
2 carciofi sodi (io prediligo quelli con le spine liguri, siciliani o sardi)
160 g. riso carnaroli vercellese
brodo vegetale q.b.
olio evo q.b.
due pizzichi stimmi di zafferano (circa una ventina)
parmigiano grattugiato q.b.
sale e pepe q.b.
succo di limone q.b.


Per prima cosa preparare un brodo vegetale, sciogliere dentro ad un bicchiere di brodo caldo lo zafferano, intanto pulire i carciofi togliendo abbondantemente le foglie esterne, la punta e l'interno (la barbetta) utilizzando un coltellino affilato, togliere la parte esterna anche del gambo con tutti i filamenti e conservarne il cuore che è saporito e darà un buon gusto al risotto. Tuffare gambi puliti e cuore di carciofi in una ciotola di vetro contenente acqua fredda e succo di limone (mezzo) poi scolarli, asciugarli con carta da cucina e tagliarli finemente su un tagliere con l'aiuto di un coltello largo ed affilato (opzionale: tenerne da parte qualche rondella per decorare il piatto alla fine)
In un tegame antiaderente mettere un filo d'olio, unire il riso e farlo tostare per bene scuotendo e rimestando i chicchi; unire un paio di mestoli di brodo bollente e i carciofi, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma. Dopo 10 minuti aggiungere anche il brodo con lo zafferano e terminare la cottura (sempre aggiungendo il brodo che serve), regolare il sale (se il brodo è stato fatto bene non servità molto probabilmente), a fine cottura spegnere il fuoco, mantecare con un filino d'olio evo e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire con i carciofi tenuti da parte ed una grattatina di pepe fresco macinato al momento.

Cavolo viola stufato all'aceto di lamponi

Ho comprato il cavolo cappuccio viola perchè ero stufa di vedere ricette nei blog e sulle riviste, e leggere quant'è buono! L'ho comprato perchè incuriosita dal venditore del mercato dei coltivatori diretti (l'ha messo nell'orto, aveva le cassette piene.. doveva ben farlo "fuori"), dico la verità.. secondo me non è vero che è delicato.. non ha proprio sapore! Va bene a chi detesta il genere normale di broccoli, cavoli e cavolfiori, va bene per chi cerca di fare "scena" cromatica nelle foto, ma il gusto.. bah!

Visto che continuavo ad aggiungere sale e brodo vegetale (e continuava ad essere insipido e ad essere croccante, per non dire crudo..) alla fine ho dato una spruzzata di aceto di lamponi, ma solo perchè ce l'avevo in dispensa, e un po' di gusto gliel'ho dato.
Mio figlio mi fa: due ore di gas, il lavandino, coltello, tagliere viola per "sta roba" ? Ma non potevi fare dei normalissimi e buonissimi crauti? ... ... ... ha ragione. Pensate di salvare la cucina dall'odorino perchè "delicato"? No. Puzza uguale.
MA: se come detto se siete tra quelli che amano il pesce che non sa di pesce, il latte che non sa di latte, il liquore che non sa di amaro, e il cavolo che non sa (appunto) di un cavolo...questa ricetta fa per voi.

Cosa serve:

1 cavolo cappuccio viola
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
1 scalogno
1 spicchio di aglio in camicia
olio evo q.b.
aceto q.b. (io di lamponi, ma va bene di mele o di vino bianco)

Lavare, eliminare la costa dura centrale e tagliare (con un coltello ben affilato perchè è piuttosto duro) a listarelle il cavolo. Lavarle e asciugarle nella centrifuga dell'insalata o semplicemente con carta da cucina.
In una capiente pentola fare prendere sapore ad un filo d'olio facendo dorare uno spicchio d'aglio, poi eliminarlo, aggiungere uno scalogno a fettine ed il cavolo.
Mescolare, unire sale e pepe, brodo fino a coprire il vegetale, mettere il coperchio e dimenticarsene perchè ci impiegherà una vita a diventare morbido (certo se piace croccante... fate voi) cosa furba sarebbe metterlo in pentola a pressione, io ci ho pensato dopo, ovviamente.

Alla fine, sfumare con un goccio di aceto, alzare la fiamma per farlo evaporare, mescolare ancora un attimo e servire.
Noi non faremo il bis. Ma si sa, i gusti sono gusti :-)



Crema di asparagi e luppolo selvatico

Per la rubrica al Km 0 oggi prepariamo piatti dedicati alla primavera e le sue primizie. Io ho scelto di mixare un vegetale coltivato ed uno selvatico che vado a raccogliere nei miei luoghi "segreti" :-)
Questa crema di asparagi e luppolo selvatico è nata su due piedi, non ho pesato niente, come consuetudine fare ormai dopo una vita che si cucina, si fa ad occhio. Ho utilizzato solo i gambi degli asparagi, (le punte per un'altra ricetta) mentre la parte bianca va buttata.
Per i crostini da servire con questa buonissima pietanza, vi consiglio un pane nero, di segale, integrale o ai cereali; io naturalmente l'ho fatto in casa con il mio lievito madre (che potete sostituire con lievito di birra fresco), se volete potete prendere spunto nel mio ricettario nella categoria pane e lievitati salati oppure, ad esempio, direttamente leggendo la ricetta del pane nero di Castelvetrano, pane tedesco di segale, pane integrale e semi misti, ecc. ecc.



Cosa serve per DUE persone:

gambi di asparagi q.b. (circa 150 g.)  
luppolo selvatico (da noi in Piemonte si chiama luvertin) q.b. 2-3 grandi manciate
brodo vegetale q.b.
1 patata media
2-3 foglioline di maggiorana
olio evo q.b.
crostini di pane ai cerali o integrale o di segale q.b.
una noce burro (opzionale)
parmigiano reggiano grattugiato q.b.



In una casseruola mettere tutti i vegetali lavati e fatti a tocchetti, coprire di due o tre dita con brodo vegetale (o acqua), salare leggermente e fare cuocere col coperchio finchè infilzando una forchetta si sente la verdura tenera. Frullare con il minipimer ad immersione, deve rimanere una crema piuttosto densa, se serve, aggiungere brodo, in ultimo condire con un filo d'olio evo di ottima qualità.
Mentre la crema cuoce tagliare a cubetti del pane nero che è l'ideale, si sposa benissimo con il sapore di questa crema. 

Fare quindi i crostini facendoli tostare in un padellino antiaderente con una noce di burro oppure al naturale, senza aggiunta di grassi.
Servire la crema calda o tiepida con parmigiano grattugiato e i crostini serviti a parte

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Risotto olio e limone

Si sa che le regioni produttrici di questo magnifico cereale e fautrici di questo delizioso primo piatto siano il piemonte (appunto...), la lombardia ed il veneto, e quindi è una preparazione che non manca mai nei nostri ristoranti e in tutte le case si consuma comunemente quanto la pastasciutta.
Volendo fare una versione a ridotto contenuti di grassi ho scelto dunque di non utilizzare burro, ne brodo di carne, ne elementi grassi che però rendono il risotto cremoso e godurioso; tuttavia anche in chiave light si può assolutamente portare a tavola un risotto gustoso ed appagante.
Per questa versione, dunque, non consiglio di fare il soffritto di cipolla, né di sfumare con il vino bianco poiché non ci sono elementi da sgrassare che giustificherebbero questi ingredienti e passaggi,  inoltre c’è il limone che conferisce già acidità, inutile e controproducente aggiungerne altra.

Cosa serve per DUE persone:

160 g. riso carnaroli
Brodo vegetale q.b.
Olio evo q.b.
Il succo e la scorza grattugiata di ½ limone piccolo biologico
1 foglia alloro
Parmigiano (per me 36 mesi di stagionatura)  grattugiato q.b.

Preparare un brodo vegetale molto leggero (carota, cipolla, un paio di gambi di prezzemolo e sedano) con poco sale.
In un tegame scaldare un filo d’olio evo, fare tostare il riso mescolando bene, unire come di consueto, il brodo bollente, poco alla volta, mescolando spessissimo – quasi continuativamente – in modo che il risotto risulti cotto in modo omogeneo. Unire la foglia lavata di alloro per 5 minuti e poi toglierla (conferirà un aroma che, con il limone, sta benissimo), tenere sempre il brodo caldo.

Ad un minuto dalla fine della cottura (cioè dopo 17 minuti) unire il succo del limone ed infine spegnere e mantecare con un filo d’olio evo, il parmigiano grattugiato e la scorza grattugiata del limone. Impiattare e servire.




                                              Davvero ottimo, leggero, delicato e fresco! 

Risotto con carciofi, funghi e mele

Un risotto buonissimo mantecato con olio evo, senza cipolla e senza vino bianco, due elementi che danno acidità e servono a "sgrassare" la dove ci siano elementi di condimento che lo richiedano, in questo caso sono perfettamente inutili.


Cosa serve per DUE persone:

2 carciofi sodi (io prediligo quelli con le spine liguri, siciliani o sardi)
160 g. riso carnaroli vercellese
brodo vegetale q.b.
olio evo q.b.
100 g. funghi misti surgelati (se è stagione, usare quelli freschi)
1 mela media dolce e leggermente acidula (io ho usato una qualità piemontese che si chiama grigia di Torriana)
parmigiano grattugiato q.b.
sale e pepe q.b.
succo di limone q.b.

Per prima cosa preparare un brodo vegetale, per vedere come lo faccio io clicca qui, intanto pulire i carciofi togliendo abbondantemente le foglie esterne, la punta e l'interno (la barbetta) utilizzando un coltellino affilato, togliere la parte esterna anche del gambo con tutti i filamenti e conservarne il cuore che è saporito e darà un buon gusto al risotto. Tuffare gambi puliti e cuore di carciofi in una ciotola di vetro contenente acqua fredda e succo di limone (mezzo) poi scolarli, asciugarli con carta da cucina e tagliarli finemente su un tagliere con l'aiuto di un coltello largo ed affilato (opzionale: tenerne da parte qualche rondella per decorare il piatto alla fine).


Decongelare i funghi seguendo le indicazioni sulla confezione.
In un tegame antiaderente mettere un filo d'olio, unire il riso e farlo tostare per bene scuotendo e rimestando i chicchi; unire un paio di mestoli di brodo bollente, i funghi e i carciofi, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma. Dopo 10 minuti aggiungere la mela tagliata a tocchetti (tenerne da parte un paio di fettine sottili per guarnire il piatto) e terminare la cottura, quindi altri 6-7 minuti (sempre aggiungendo il brodo che serve), regolare il sale (se il brodo è stato fatto bene non servirà molto probabilmente), a fine cottura spegnere il fuoco, mantecare con un filino d'olio evo e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire con i carciofi e le fettine di mela tenuti da parte.

Stufato di vitello al mirto con patate

E' arrivato il fresco. Non il freddo. Quello c'è già dove abita mio figlio, stamattina portiere dell'auto già bloccate dal ghiaccio. Eppure.. la gente si lamenta. Fino a 20 giorni fa le persone si lagnavano per il caldo, ora piagnucolano per il "freddo" ...(ma se si sta appena bene!!!! Ed io mica abito al sud, dove spesso non necessitano nemmeno di impianto di riscaldamento, ma abito in Piemonte!) al secondo starnuto già si mettono in mutua per "l'influenza" (ma quando mai.. la vera influenza, il virus, arriva verso Natale se non dopo..), se piove, dopo 24 h. di cielo plumbeo dilaga la depressione.... Quanto ciarlare inutile! 
Questo amorevole preambolo verso l'umanità per annunciare il mio stufato che, in ogni caso, si può gradire tranquillamente anche ad agosto :-)

Cosa serve per due persone:

500 g. polpa di vitello nella parte del muscolo (o comunque una parte che richieda lunga cottura)
1/2 carota
1/2 costa di sedano
1/2 cipolla bianca
3-4 bacche di mirto
un rametto di rosmarino, un rametto di timo, un rametto di maggiorana
due rametti di mirto (io l'ho preso dal cespuglio che ho nel mio giardino, devo dire che fa la differenza effettivamente.. conferisce un sapore, un aroma particolare alla pietanza)
un bicchierino di liquore mirto
4-5 patate medie
olio evo q.b.
sale e pepe misto macinato al momento
brodo vegetale q.b.

In un tegame di coccio o dal fondo spesso mettere un filo d'olio evo con le verdure tagliate a cubetti piccoli o tritate e i rametti degli aromi con le bacche. Fare insaporire a fuoco basso ed unire la carne, continuare a fare rosolare a fuoco medio poi pepare, sfumare con il liquore mirto, abbassare la fiamma, coprire la carne con due mestoli di brodo vegetale caldo, mettere il coperchio e lasciare cuocere due ore e mezza, mescolando ed aggiungendo ogni tanto poco brodo.

Pelare, lavare, asciugare e tagliare a cubetti abbastanza grandi le patate ed unirle alla carne, regolare di sale e cuocere ancora 30 minuti mescolando spesso ed aggiungendo se necessario altro brodo.
Quando è il momento di servire, spegnere, lasciare riposare cinque minuti poi eliminare le bacche di mirto, perchè devono dare sapore ma non sono buone da mangiare. Portare a tavola direttamente nel tegame di coccio che manterrà la preparazione bella calda.


Questa ricetta è opera della mia fantasia, replicala tranquillamente se ti piace, mi fa molto piacere, ma inserisci cortesemente il link al mio blog. Grazie

Risotto al nero di seppia con gamberi argentini (al cognac)


Cosa serve per DUE persone:

160 g. riso carnaroli o vialone nano
olio evo q.b.
brodo vegetale o fumetto di pesce q.b. (circa 650-700 ml.)
200 g. gamberi argentini (che sono belli grossi e carnosi)
sale e pepe q.b.
prezzemolo q.b.
cipolla di Tropea q.b.
vino bianco secco q.b.
cognac q.b.
1 sacca di nero di seppia SOLO se sicuri della freschezza! (deve essere stata pescata non più di 24 h prima, altrimenti optare per una bustina da 4 g.)


Per prima cosa sgusciare i gamberi e pulirli bene incidendo, con un coltellino, il dorso per eliminare il budello, lavarli poi sotto acqua corrente fredda e tenerli da parte.


Preparare il fumetto di pesce con il carapace del gamberi e scarti di altri pesci che potete reperire dal pescivendolo oppure optate per un brodo vegetale classico: carota, sedano, un gambo di prezzemolo, poco sale e cipolla. Tenere al caldo.
In una casseruola antiaderente e capiente fare stufare cipolla q.b. in un filo d'olio, unire il riso e mescolando, farlo tostare, sfumare con vino bianco (due dita) e, sempre mescolando, farlo evaporare.

Unire poco alla volta il brodo, mescolando spessissimo, quasi continuativamente.
Intanto in un padellino scaldare un filo d'olio evo e, a fuoco vivace, mettere i gamberi: devono cuocere  30 secondi per parte. Quando li girate, unire un bicchierino scarso (da liquore) di cognac, lasciare evaporare, Spegnere.
Dopo 8 minuti di cottura del riso, unire il nero di seppia e continuare la cottura sempre unendo poco alla volta il brodo e sempre mescolando. A due minuti dalla fine della cottura, unire i gamberi. Pepare. Assaggiare se c'è da regolare di sale. Occorre tenersi cauti, il nero di seppia è già sapido.

Per un effetto puramente cromatico di impiattamento, lasciare qualche gambero da parte per guarnire il piatto volendo. Io li ho inseriti tutti nel risotto, non mi interessava l'estetica, in questo caso.
Spegnere e mantecare con un filo d' olio evo a crudo e prezzemolo tritato. Attendere 2-3 minuti e servire.


Topinambur e patate in umido

Questo semplice e leggero contorno è davvero squisito, l'idea me l'ha suggerita mia cugina Silvia che con topinambur e patate fa una crema che serve con i crostini, (così frega la figlioletta e le fa mangiare qualche ortaggio :-))) naturalmente aumentando la quantità del brodo e poi frullando il tutto, lei usa la cipolla al posto dello scalogno e non aggiunge l'erba cipollina, tenetene conto come ottima alternativa alla mia versione.


Cosa serve per 2-3 persone:
250 g. topinambur (scegliere quelli meno bitorzoluti)
250 g. patate (meglio se vecchie)
2 scalogni
una presa erba cipollina sminuzzata (fresca o secca)
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.

Mettere un filo d'olio evo in un tegame antiaderente con lo scalogno affettato, unire i topinambur e le patate sbucciati e tagliati e rondelle o tocchettini non troppi piccoli, fare insaporire qualche minuto poi coprire con brodo vegetale, mettere il coperchio e mescolare ogni tanto, dopo 10 minuti salare, pepare e aggiungere l'erba cipollina controllare se è necessario aggiungere brodo e portare a cottura 
(15-20 minuti in tutto)
Un contorno facile, morbido sia di consistenza che nel sapore, molto buono.

Farfalline in brodo con piselli e patate

Questa è una ricettina per i bambini, facile e veloce adatta alle mamme che hanno poco tempo e/o a chi è alle prime armi. Il tempo è ancora freddino e un piatto di minestra appagante e caldo si gusta con piacere (piace tanto anche agli adulti :-))


Cosa serve per due persone: (dosi per adulti, per i bimbi dimezzare)
2 patate
4 cucchiai piselli surgelati
6 cucchiai rasi di farfalline all'uovo
poca cipolla bianca
olio evo q.b.
sale q.b.
brodo vegetale q.b. (circa 650/750 ml dipende da quanto si desidera brodosa)


Per prima cosa fare un classico brodo vegetale, poi sbucciare le patate, una tagliarla a cubettini molto piccoli, l'altra tagliarla in quattro parti ed unirle al brodo, aggiungere anche i piselli e la cipolla tritata, fare cuocere 15-20 minuti lasciando appena sobbollire, poi estrarre i tocchi grossi di patata e schiacciarli con una forchetta, rimetterli poi nella pentola, unire le farfalline e lasciare cuocere 6 minuti (o il tempo indicato sul pacco della pastina), regolare il sale e servire con abbondante parmigiano (o grana padano) grattugiato servito a parte, ai miei figli quand'erano bimbi piaceva molto l'aggiunta del formaggino :-)

Risotto con ortiche e borragine

Adoro le erbe, verdure, aromi spontanei, mi piace davvero tanto andare a cercarle, vorrei che qualche vecchietto m'insegnasse a riconoscere un numero maggiore di quelle che già sono nel mio bagaglio culturale, ma non saprei a chi chiederlo.

Un risotto buonissimo, molto profumato e dal sapore particolare. Ho usato piccole e tenere foglioline di ortiche raccolte in un campo lontanissimo dalla strada dove ho trovato anche borragine spontanea, che è con i suoi fiori, ancora più gustosa di quella coltivata. Sono molto soddisfatta di questo piatto.

Ho usato brodo di carne, giacchè l'avevo a disposizione, ma si può utilizzare con successo anche un buon brodo vegetale un po' ristretto, in questo caso si può evitare di sfumare con il vino bianco se si vuole evitare di dare troppa acidità; se si opta per questa soluzione consiglio di mantecare con una bella noce di burro, io l'ho omesso avendo un brodo già con la sua bella percentuale di grassi (seppur io l'abbia filtrato), ho lasciato il risotto un po' brodoso mantecando solamente col parmigiano e un filino d'olio evo a crudo.


Cosa serve per DUE persone:

100 g fiori e piccole foglie borragine e ortiche 
160 g riso per risotti (per me carnaroli vercellese)
brodo di carne fatto in precedenza e poi sgrassato (oppure vegetale piuttosto ristretto) q.b.
un filo d'olio evo 
un pezzettino cipolla rossa tritata
parmigiano reggiano 24/30 mesi grattugiato q.b.
mezzo bicchiere scarso vino bianco secco
sale e pepe q.b.


Per prima cosa preparare il brodo e tenerlo in caldo.
In un tegame antiaderente mettere un filino d'olio, (ma si può tostare anche a secco) unire il riso e farlo tostare a fuoco moderato per bene scuotendo e rimestando i chicchi; aggiungere la cipolla e il vino, lasciare evaporare qualche istante ed unire un paio di mestoli di brodo bollente, unire i fiori e le foglie delle erbe spontanee tritate a coltello in modo grossolano, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma.  A fine cottura spegnere il fuoco, mantecare con un filino d'olio evo (o burro se si preferisce) e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire decorando con alcuni fiori di borragine