Gateau di patate e speck


Cosa serve:

1 kg. di patate pasta gialla
50 g. di speck Alto Adige
50 g. fontal nazionale
pangrattato
burro
prezzemolo tritato
saporita
1 uovo intero + 1 tuorlo

Lessare con la buccia le patate in acqua abbondantemente salata.
Schiacciarle con lo schiacciapatate.
Aggiungere lo speck tritato finemente, l'uovo intero ed il tuorlo, una bella spolverata di saporita, prezzemolo fresco tritato e aggiustare il sale.
Amalgamare bene.
Imburrare una pirofila e fare uno strato con metà del composto.

Tagliare il fontal a striscioline e adagiarle sul composto di patate.

Coprire con l'altra metà.
Cospargere con pangrattato e fiocchetti di burro.
Infornare in forno preriscaldato a 190° per circa 20 minuti, poi spegnere il forno
ed accendere il grill per altri 5 minuti.



Servire.

Strudel con pesche, amaretti, cacao e ricotta

Abbiamo gustato le ultime pesche in un goloso strudel :-)

Per 6 persone

Cosa serve per la pasta strudel (dosi per 2 strudel)

250 g. farina rinforzata o 00
60 g. burro
1 uovo
6 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale.

Cosa serve per il ripieno (dosi per 1 strudel)

4 pesche gialle mature
40 g. cacao amaro
10 amaretti
80 g. ricotta
50 g. zucchero a velo
80 g. zucchero semolato
poco latte
pane grattugiato.

FARE LA PASTA PER STRUDEL:

Leggere la ricetta cliccando qui


Dunque sulla sfoglia spolverizzare una cucchiaiata abbondante di pangrattato
precedentemente leggermente tostato in un padellino antiaderente, a fuoco basso, attenzione che non bruci altrimenti diventa amaro

Preparare ora il ripieno:

Pelare le pesche e tagliarle a cubetti. Aggiungere lo zucchero semolato e lasciare macerare una decina di minuti.


Intanto tritare finemente gli amaretti. Metterli in una ciotolina e amalgamare la ricotta, lo zucchero a velo ed il cacao.
Se la ricotta dovesse essere asciutta, aggiungere un goccio di latte.
Deve rimanere un composto morbido ma compatto.


Disporre a mucchietti questo composto sulla sfoglia e sul pangrattato,
cospargere poi anche le pesche scolate dal liquido.


Chiudere la parte più lunga facendo una "piega" di pasta verso l'interno,
in modo tale che non fuoriesca il ripieno.
Arrotolare poi con molta delicatezza lo strudel su se stesso facendo in modo
tale che l'estremità rimanga di sotto.

Trasferirlo (sempre con delicatezza) su carta forno e poi su una placca o pirofila.

Spennellare con latte e praticare due incisioni per far sì che l'umidità esca
e il dolce cuocia perfettamente all'interno.


Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti
Far raffreddare e spolverizzarlo con cacao amaro.







Pane - baguette - semintegrali con pasta madre

Sono appassionatissima di pane. Mangiarlo ma anche prepararlo. Mi piace in tutte le sue forme e mi piacciono quasi tutte le farine, ad essere sincera più è semplice, più lo apprezzo, anche se ogni tanto mi diverto ad arricchirlo con olive, semi, pomodori secchi, noci ecc. ecc. in questo caso si tratta di baguette semintegrali.



Cosa serve:

500 g. farina integrale bio
250 g. farina rinforzata bio
150 g. semola rimacinata grano duro bio
400 ml. acqua
200 ml. latte
1 cucchiaio raso sale
30 ml olio e.v.o
300 g. pasta madre rinfrescata
oppure 35 g. lievito fresco
2 cucchiaini di zucchero

Se si usa il lievito fresco scioglierlo nel latte appena tiepido.
Se si usa la pasta madre scioglierla nell'acqua tiepida.
Amalgamare tutti gli ingredienti insieme alle farine setacciate, impastare a lungo
finchè si ottiene un impasto liscio ed elastico.
Metterlo a lievitare coperto da un canovaccio in luogo tiepido
(va bene il forno spento con la lucina accesa) finchè ha raddoppiato il volume.
Riprendere l'impasto e sgonfiarlo delicatamente.

Dividerlo in due.

Assottigliare l'impasto con il mattarello e arrotolare la pasta.
Praticare tre incisioni trasversali su ogni baguette.
Ricoprire e rimettere a lievitare ancora per due- tre ore



Mettere nel forno un pentolino d'acqua.
Accendere il forno a 220°. Quando sarà caldo infornare il pane.
Dopo 10 minuti abbassare il forno a 180° e continuare la cottura per altri 45 minuti circa.





Frittura di funghi porcini

Cosa serve:

funghi porcini q.b.
uovo sbattuto q.b.
pangrattato q.b.
sale fino q.b.
olio per friggere q.b.




Non lavare sotto l'acqua corrente i funghi, ma grattare con un coltellino affilato il gambo, dividerlo dalla cappella e pulire bene ogni impurità con uno straccetto bagnato e strizzato.


Tagliare a fette, passarle nell'uovo sbattuto, nel pangrattato e friggere.

Spostare i funghi su carta assorbente e salare.

Servire subito...e... buon'appetito :-)))



Baci di dama piemontesi


Oggi occorre un dolcino per tirarsi sù di morale.
Non si preparano in occasioni particolari, durante le feste comandata, si preparano e gustano ogni volta che si ha voglia di golosità, di una coccola per se stessi o da regalare agli altri, per cui si infornano sempre e sempre si trovano nelle pasticcerie.

Qualcuno dice che siano nati da un'idea di rappresentare l'unione tra due bocche, insomma di un bacio, mah! boh. Non lo so, sarà.

Parliamo di baci di dama, ecco.. ci sono due filosofie: chi usa le mandorle, chi le nocciole. Chi usa il cioccolato fondente sciolto, chi la crema gianduja.  Giusto per complicarsi la vita, in Piemonte le ricette subiscono variazioni e variabili da provincia a provincia. Succede così anche nelle altre regioni?


Comunque.. io ho usato le mie nocciole (+ pochissima farina di mandorle) Nel giardino abbiamo un nocciolo, non è gigantesco, produce nocciole piccoline, diventi matto a sgusciarle, ma ne vale la pena perchè sono davvero gustosissime.


Eccole.....




Poi, ho usato del burro che avevo comprato in montagna (ne ho comprato una quantità importante e poi l'ho congelato) da un margaro.


Ed ho usato, per congiungere le due metà, cioccolato fondente + una piccola parte di cioccolato gianduja.
Ho diminuito le dosi del burro, aggiungendo poco latte. Il risultato è stato molto soddisfacente.


Cosa serve:


200 gr. farina 00
150 gr. nocciole sgusciate, tostate, private della pellicina e tritate
50 gr. farina di mandorle o mandorle tostate e tritate
160 gr. di zucchero a velo
160 gr. di burro ammorbidito
1 tuorlo
poco latte
1/2 bustina di lievito.


Per sigillare:


70 gr. di cioccolato fondente
20 gr. cioccolato gianduja


Amalgamare lo zucchero con il burro ammorbidito fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere il tuorlo d'uovo. La farina setacciata al lievito, mandorle e nocciole e poco latte, quel tanto che basta per ottenere un impasto corposo ma non asciutto.


Formare una palla, avvolgerla in pellicola e mettere in frigo per una mezz'ora.


Accendere il forno a temperatura dolce/media 165°/170°


Prelevare un pochino di impasto (dipende da quanto volete sia grandi o piccoli i baci), formare una pallina e disporla sulla placca da forno, ricoperta da carta-forno. Premete ma proprio leggermente. Cuocendo, la pallina tenderà ad allargarsi un pochino.  Continuate fino ad esaurimento della pasta, lasciando un po' di spazio tra una pallina e l'altra.



Cuocere per una ventina di minuti.


Sfornare e mettere a raffreddare su una  gratella. Saranno morbidissimi quando sono ancora caldi, per cui o li prendete con una spatolina o, se li prendete con le mani, abbiate l'accortezza di non premere, sennò li schiaccerete. Raffreddandosi e asciugandosi, diventeranno friabilissimi.


Quando saranno freddi (io questa operazione la faccio il giorno dopo se li preparo di sera, o dopo qualche ora se li preparo di giorno) preparate il cioccolato.


A bagnomaria fate sciogliere i due cioccolati a fuoco bassissimo, mescolando con una spatolina o un cucchiaio di legno.


Prendete una metà, intingetela appena nel cioccolato fuso e caldo e unitela subito ad un'altra metà facendo una pressione lieve.


Ecco i baci di dama piemontesi pronti. 







Bonet al cioccolato

Oggi posto una ricetta conosciutissima e di semplice esecuzione, dunque non mi darete il premio per originalità :-) tuttavia è un dolce al cucchiaio golosissimo che fa parte della tradizione della mia regione, il Piemonte, e quindi non posso non condividere con Voi, più che gli ingredienti e la procedura, già noti, (anche se ogni tanto mi capita di leggere ingredienti aggiuntivi improbabili....) le proporzioni degli stessi che conferiscono poi un sapore diverso. Aggiungo che il bonet, il suo nome,  deriva da un antico recipiente di cottura: uno stampo in rame rotondo, a ciambella. Mia nonna quando era giovane preparava i dolci nel forno a legna e mia mamma, che era piccolina, dice che erano buoni, ma così buoni....


Cosa serve per 8 generose porzioni:

1/2 lt. di latte
200 ml panna liquida
6 uova
80 g. di cacao amaro
2 cucchiai di rum
100 g. di amaretti sbriciolati
6 cucchiai di zucchero + 6 per caramellare


Montare brevemente le uova con i 6 cucchiai di zucchero, unire il rum, gli amaretti, il cacao,
il latte e la panna.

In un casseruolino dal fondo spesso ed antiaderente far sciogliere molto lentamente lo zucchero restante con un goccio di acqua, non mescolare ma agitare il casseruolino,
finchè il caramello è pronto.

Rivestire con quest'ultimo uno stampo col buco.

Versare il composto e cuocere a bagnomaria in forno a 200° per circa 40 minuti.


Lasciare raffreddare, riporre in frigorifero un paio di ore, sformare e servire.







Pasta (Maltagliati freschi) e fagioli di Saluggia

Qui in Piemonte sono molto conosciuti i fagioli di Saluggia, un paese in provincia di Vercelli. Sono legumi gustosissimi adatti alle zuppe e primi piatti. Famosi soprattutto perchè ingrediente principale della più famosa panissa :-)

Cosa serve per i maltagliati:


200 g. farina 00

2 uova medie
un pizzico di sale
poco olio evo
farina di semola rimacinata per spolverizzare

Poi serve:


1 etto e mezzo lardo pancettato

1 cipolla bianca
1 costa tenera di sedano bianco
1 foglia di alloro
1 pezzetto di carota
2 manciate di fagioli freschi o secchi
2 patate
brodo di carne q.b.
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale 
parmigiano grattugiato
prezzemolo fresco tritato

Mettere in ammollo i fagioli se si usano secchi per 6/8 ore (sennò saltare questa operazione).


Preparare la pasta fresca: mettere sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungere un pizzico di sale, una cucchiaiata di olio evo e le uova. Impastare fino ad ottenere un composto elastico. Coprire con un canovaccio e lasciare riposare una mezz'oretta.




Intanto mettere sul fuoco una pentola di coccio se si possiede o una pentola da fondo spesso.
Fare stufare in poco olio evo la cipolla, la carota ed il sedano tritati, unire il lardo tritato e fare rosolare. Aggiungere la foglia di alloro e i fagioli. Abbassare la fiamma.
Mentre i fagioli si insaporisco, pelare e tagliare a tocchi grandi le patate ed unirle ai fagioli.



Coprire con circa 1 lt. e mezzo di brodo caldo, (dipende se si desidera una zuppa più brodosa o densa - va a gusti). Unire il concentrato di pomodoro. Se si usa brodo di carne non occorre aggiungere sale, se si usa brodo vegetale o di dado, salare leggermente.

Mettere il coperchio e cuocere finchè le patate saranno morbide. (circa 30 minuti)


Nel frattempo riprendere la pasta. Stenderla sottile col mattarello o con la macchina tirapasta. Ricavare delle strisce. Tagliare in modo grossolano (da qui il termine "maltagliati") con la rotella tagliapasta, se si vuole ottenere l'effetto crestina, altrimenti con un coltello affilato,  tanti rombi.




Infarinarli con farina di semola rimacinata e tenere da parte.
Prelevare 3/4 dei tocchetti di patate e metà dei fagioli con una schiumarola e passarli al passaverdura. Rimettere poi il passato nella pentola. 

Eliminare la foglia dell'alloro. Unire i maltagliati, fare cuocere pochi minuti (dipende da quanto avete tirato sottile la pasta), spegnere il fuoco, condire con un filo di olio evo, una spolverata di prezzemolo fresco tritato e servire con parmigiano grattugiato a parte.