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Panettone alto milanese di Giovanni Pina

Personalmente adoro le ricette del maestro Giovanni Pina, poco social ma tanto-tanto-tanto bravo. Squisiti i suoi biscotti di Prato/cantucci, stre-pi-to-sa la sua veneziana e colomba all'arancia. Con le sue ricette non si sbaglia mai, anzi.. 

Per ciò che riguarda i vari passaggi di un grande lievitato come il panettone, la gestione del lievito madre e quant'altro occorra sapere, potete leggere di tutto e di più nella sezione dedicata e su altri post (mi sono ripetuta molte volte negli anni) dolci e lievitati per le feste.

Passiamo ora alla ricetta di questo magnifico dolce di Natale


Ingredienti per uno stampo da 1 Kg

Cosa serve per il primo impasto:
220 farina W 360/380
65 g lievito madre
55 g tuorli d’uovo
65 g zucchero semolato
90 g acqua
85 g burro

Cosa serve per il secondo impasto:
il 1° impasto lievitato
90 g farina W 360/380
55 g zucchero semolato
55 tuorli d’uovo
5 g sale fino
20 g miele d’acacia
32 g acqua
85 g burro
65 g di cedro candito
80 g arancia candita
80 g uvetta sultanina

Primo impasto (da fare la sera, leggi la premessa)

Impastate la farina con la gran quantità d’acqua e parte dei tuorli d’uovo.
Quando l’impasto forma corda diventando elastico, inserite lo zucchero idratato con il resto dell’acqua.
Attendete che l’impasto prenda corda e inserite il lievito e il resto dei tuorli.
Quando l’impasto avrà preso di nuovo corda inserite il burro morbido leggermente montato.
Fate lievitare per 10/12 ore a 28°/30° (in mancanza di cella di lievitazione si può utilizzare il forno spento con la lucina accesa)


Sciacquare l'uvetta, avvolgerla in carta da cucina e conservarla in frigo fino al giorno successivo.
Usare tutti gli ingredienti freddi da frigo tranne il burro che dev'essere a temperatura ambiente (leggere i tutorial della altre ricette presenti sul blog)

Secondo impasto (la mattina successiva)
Impastate la farina con il primo impasto lievitato.
Dopo circa 20 minuti, quando la pasta sarà elastica ed incordata unite parte dei tuorli d’uovo, lo zucchero idratato con parte dell’acqua, il sale idratato e il miele.
Attendere prima che l’impasto prenda corda prima di ogni aggiunta.
Incorporate il resto dei tuorli, l’eventuale acqua rimasta, il burro ammorbidito e leggermente montato, quando l’impasto risulta lucido e perfettamente incordato, unite i canditi e l’uvetta mescolando giusto il tempo che risultino incorporati nella massa.

Fate riposare l’impasto circa 20 minuti, poi arrotondate la pasta e ponetela nell’apposito pirottino di carta. Coprite con pellicola alimentare e  fate lievitare per 6/7 ore (o comunque fino a quando l'impasto è a due cm circa dal bordo) ad una temperatura di 28°/30°


Raggiunta la lievitazione, rimuovere la pellicola e lasciare che si crei una sorta di pellicina in superficie (circa 15/20 minuti), intanto preriscaldare il forno; con una lama affilatissima praticate un taglio a croce sulla calotta del panettone, staccate bene le “orecchie”  formatesi e spruzzate la superficie con burro fuso (oppure morbido a cubettini), questo passaggio si può omettere se temente di fare danni.

Ricomponete la calotta ed infornate nella parte più bassa del forno per circa 50 minuti ad una temperatura di 170°

Appena sfornato infilzare con forche per grandi lievitati (o semplici ferri da maglia) e capovolgere subito il panettone. (guardare le altre mie ricette) lasciare raffreddare per almeno 6/8 ore, poi riporlo in un sacchetto di polipropilene precedentemente spruzzato con alcool per liquori (eviterà la formazione di muffe), aspettare un paio di giorni prima di consumarlo in modo tale che i sapori si possano assestare bene, in ogni caso entro 15 giorni, si conserva fino ad un mese se conservato in luogo fresco ma diventerà via-via asciutto.

BUON NATALE!!! 


Carla: risotto con Martini e capesante al profumo di limone e vaniglia
Sabrina: Crostata meringata alla frutta secca
Simona: Panettone alto milanese di Giovanni Pina


Croccante alle mandorle (con cacao, agrumi e cannella)

Ecco la prima idea per le Feste Natalizie, un golosissimo croccante alle mandorle, di facile e veloce esecuzione, piace a tutti; è un dono sempre molto gradito, si può confezionare avvolgendolo in carta oleata (o da forno) legando il pacchetto con uno spago (magari colorato) oppure dentro a graziose scatoline di latta decorate. Gli aromi sono facoltativi, si possono usare tutti o nemmeno uno, a scelta secondo il proprio gusto.

Un'idea in più: aggiungere piccoli cubetti d'arancia candita alla fine, prima di travasare il croccante sul foglio di carta da forno.

Unica accortezza: porre molta attenzione con il caramello perchè ustiona.



Cosa serve:
250 mandorle pelate
150 g zucchero semolato
50 g acqua
q.b. buccia grattugiata limone e arancia (facoltativo)
mezzo cucchiaino raso cacao amaro (facoltativo)
una spruzzata cannella in polvere (facoltativo)


Far scaldare le mandorle in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti (oppure in friggitrice ad aria), occorre che la frutta secca sia tiepida.
Mettere lo zucchero e l'acqua in un tegame a bordi alti e con il fondo spesso, farlo sciogliere a fiamma bassa scuotendo il tegamino, quando si sarà formato lo sciroppo unire gli aromi (se si gradiscono) e le mandorle calde, mescolando in continuazione lasciare che il caramello ambrato avvolga la frutta secca, poi travasarle su una teglia foderata con carta da forno e lasciare completamente raffreddare a temperatura ambiente e poi fare un rapido passaggio in frigo (una quindicina di minuti)

Adagiare il croccante su un tagliere di legno e con un coltello a lama larga e liscia, tagliare il croccante in triangoli o quadrati irregolari, conservare dentro una scatola di latta.



Carla: Apple pie cinnamon rolls
Sabrina: Bussolani Romani al Miele: il Dolce Natalizio Tradizionale di Velletri
Simona: Croccante alle mandorle (con cacao, agrumi e cannella)



Salatini natalizi con pasta sfoglia alla ricotta

Questa non-ricetta è un modo per utilizzare la pasta sfoglia avanzata da altre preparazioni o, perchè no, anche partendo da una sfoglia intatta, è un'idea veloce da preparare e servire come aperitivo. Io ho usato la mia pasta sfoglia alla ricotta (coi giri) ma si può tranquillamente optare per una pasta sfoglia pronta di qualità. 


Cosa serve:
pasta sfoglia q.b.
salsa di pomodoro q.b.
origano q.b.
patè di olive taggiasche q.b.
semi di sesamo bio q.b.
tuorlo per spennellare q.b.

Stendere la pasta sfoglia abbastanza sottilmente e con un tagliabiscotti tondo e liscio ricavare alcuni dischetti, distribuire sopra un cucchiaino di salsa di pomodoro già cotta e un pizzico di origano secco. Su altra sfoglia stendere il patè di olive, arrotolarla su se stessa e tagliare delle girelline, posizionarle poi sulla teglia rivestita con carta da forno e spennellarle con tuorlo d'uovo sbattuto. Ricavare anche delle piccolissime stelline, anch'esse sbattute con tuorlo e spolverizzate con semi di sesamo (come avevo già consigliato nella ricette delle stelle di sfoglia con robiola e gorgo). 



Cuocere i salatini nel forno statico preriscaldato per 8-12 minuti circa (controllare ogni forno è diverso e dipende da quanto sono grandi i salatini). Lasciare raffreddare e servire.

Stuzzichini perfetti da preparare in anticipo, da gustare mentre si addobba l'albero, da offrire mentre si aspetta di sedersi a tavola la vigilia o per il pranzo di Natale, per una golosa merenda a Santo Stefano, indicatissimi da preparare per capodanno. Insomma.. sono sempre graditi.



Dreikönigskuchen con zucca (focaccia dell'epifania)

Ben ritrovati nel nuovo anno e speriamo sia migliore del (dei) precedenti... è un augurio che si ripete ogni volta, vero? Si avvicina l'ultima festività del periodo e, per la prima uscita del 2025, per la rubrica "al km 0" il tema non poteva che non essere quello dedicato all'epifania; per l'occasione ho sfornato questo lievitato davvero sublime, rifatelo e poi mi direte.. (ricordatevi di taggare il mio sito, link a questa pagina, grazie!)

Questa è la forma della focaccia dolce della befana (detta anche corona dei Re Magi) di origine elvetica, ma io l'ho personalizzata creando una versione con farina di farro spelta (tedesca) e di semola rimacinata di grano duro siciliana, un bel mix and match, arricchendo l'impasto della brioche già buono semplice, secondo il mio gusto, ovvero con zucca e frutta candita, squisita, credetemi! 



Cosa serve per il lievitino:
100 g acqua
100 g farina di farro tipo spelta
2 g lievito di birra fresco

Cosa serve per l'impasto:
il lievitino
250 g polpa di zucca butternut (pesata cruda, peso netto)
30 g burro morbido
30 g zucchero semolato
250 g semola integrale (io Tumminia)
150 g farina di farro tipo spelta
1 cucchiaino malto d'orzo in polvere
1 uovo
12 g sale fino
60 g uvetta sultanina
40 g albicocche secche
40 g arancia candita frullata
latte q.b. ( dipende dalla farina, a me ne è servito 35 g)

Cosa serve per la superficie:
1 tuorlo
poco latte
granella di mandorle q.b.
granella di zucchero q.b.

Per prima cosa fare il lievitino: nella ciotola della planetaria (o ciotola capiente in cui si impasterà) mescolare con una frustina a mano o una forchetta gli ingredienti, si otterrà una sorta di pastella, coprire con pellicola e lasciare lievitare per un'ora in luogo tiepido.

Nel frattempo cuocere la zucca pulita e decorticata al vapore fino a quando risulta tenerissima poi frullarla molto bene e tenerla da parte.

Al lievitino pronto unire le due farine precedentemente setacciate, il malto, iniziare ad impastare, unire l'uovo e la purea di zucca, continuare ad impastare per almeno dieci minuti poi aggiungere lo zucchero e quando l'impasto risulta omogeneo, il burro a pezzetti, un po' per volta, in ultimo il sale. Valutare se è il caso di unire un po' di latte, l'impasto deve risultare manipolabile e morbido, non sodo ma neppure appiccicoso, l'aggiunta del latte dipende dalla farina utilizzata e dall'acquosità della zucca. Potrebbe anche capitare di dover, al contrario, aggiungere poca farina, ma sarebbe meglio di no. Chiudere l'impasto con le mani e riporlo in una ciotola imburrata, coprire con pellicola, poi con un canovaccio tenuto ben fermo da un elastico; lasciare la ciotola a temperatura ambiente per un'ora e mezza poi trasferirla in frigorifero per tutta la notte o comunque per 12 ore.

Trascorso il tempo di maturazione in frigo, tirare fuori la ciotola, lavare l'uvetta sotto acqua corrente per eliminare la cera che la riveste e ogni impurità, poi metterla in ammollo in acqua per 15 minuti.

Riprendere l'impasto, versarlo delicatamente sulla spianatoia, allargarlo coi polpastrelli ed inserire l'uvetta strizzata ed asciugata, le albicocche tagliate a cubettini e l'arancia candita, fare incorporare la frutta secca eseguendo due o tre pieghe, poi coprire l'impasto con pellicola e lasciare riposare 10 minuti. Intanto foderare una teglia tonda da 26D (spazio utile interno) con carta da forno, se si imburra leggermente, meglio.


Spolverizzare leggermente il piano da lavoro, se serve, quindi formare 9 pezzature con l'aiuto di un tarocco: una da 270 g circa e 8 da 100 g circa.

Disporre la pallina più grande nel centro della teglia e quelle piccole attorno, un po' distanziate. Coprire con pellicola e mettere nel forno spento con lucina accesa a lievitare fino al raddoppio, le palline di brioche devono risultare belle gonfie. Togliere quindi la teglia dal forno, impostare 180° statico.

In una ciotolina sbattere il tuorlo con un goccio di latte, spennellare bene la superficie della brioche, cospargere quindi con granella di mandorle e granella di zucchero, quando il forno è a temperatura infornare e cuocere per 25/30 minuti avendo cura di coprire il dreikönigskuchen con un foglio di carta di alluminio se scurisce troppo (io l'ho messo dieci minuti prima della fine), sfornare, lasciare raffreddare e gustare questa soffice e deliziosa brioche, leggera sia di consistenza che di grassi e zuccheri, la dolcezza data dall'uvetta e dalle albicocche secche compensano benissimo il poco zucchero inserito nell'impasto. Squisita 





Albero di brioche con noci e arancia

Questa brioche, messa nel pirottino a forma di albero di Natale per l'occasione, ideale anche da portare dagli amici per capodanno, naturalmente si può dare la forma che si desidera; è davvero leggera e soffice, non ho la foto dell'interno perchè non sempre si riesce a fare, se si regala, se la preparazione è fatta su commissione.

La brioche si può gustare in ogni momento della giornata, al naturale o accompagnata da cioccolata calda o dalla bevanda che si preferisce. Per l'impasto finale ho usato una farina di media forza di tipo 1 ma se volete una brioche classica bianca, adoperate una classica manitoba identica a quella usata per fare il lievitino.

Cosa serve per il lievitino:
100 g farina tipo manitoba
10 g lievito di birra fresco
150 ml latte a t. ambiente

Per l'impasto serve:
il lievitino
400 g farina tipo 1 W280
4 g sale fino
60 g burro morbido
60 g zucchero di canna
1 uovo
2 tuorli
50 ml latte
la scorza grattugiata di mezza arancia
1 cucchiaio miele
30 g gherigli di noci
5 g mix spezie natalizie (cannella, anice, coriandolo, semi di finocchio, zenzero, chiodi di garofano, pimento)
2 cucchiai circa marmellata di arance (per me home made)

Poi serve:
1 tuorlo + poco latte per spennellare
zucchero a granella q.b.
marmellata arance q.b.

In una ciotolina mescolare con una forchetta gli ingredienti del lievitino, coprire con pellicola e tenere in luogo tiepido (va bene il forno spento con lucina accesa) per un'ora. Mettere nella ciotola della planetaria (o ciotola qualunque se si impasta a mano) la farina setacciata, unire il lievitino raddoppiato, l'uovo e i tuorli, iniziare ad impastare, poi aggiungere il miele, la scorza dell'arancia e lo zucchero, continuare ad impastare poi aggiungere il latte poco alla volta nel quale si sono fatte sciogliere le spezie, poi unire il burro morbido poco alla volta insieme al sale, infine le noci sgusciate e spezzettate. Fare amalgamare, formare una palla e metterla a lievitare in una ciotola imburrata, coprire con pellicola e lasciarla nel forno spento con lucina accesa per 3-4 ore. 
Riprendere quindi l'impasto lievitato e versarlo delicatamente sul piano da lavoro, con una tarocco spezzare alcuni cordoni e metterli nello stampo a forma di alberello (leggermente imburrato) cercando di dargli una forma seguendo il disegno del pirottino poi, con le mani, inserire qua e la un po' di marmellata di arance per farcire.


Coprire con pellicola, adagiare l'alberello di brioche su una teglia, coprire con pellicola e metterlo di nuovo a lievitare al caldo per un'ora e mezza/due. Tirare quindi fuori dal forno spento l'albero e preriscaldare il forno statico a 180°
Togliere la pellicola, sbattere il tuorlo con un goccio di latte e spennellare bene la superficie della brioche, cospargere poi con zucchero a granella e, quando il forno è arrivato a temperatura, infornare per 30/35 minuti, controllare la cottura con uno stecchino.


Appena tirato fuori dal forno, sciogliere un paio di cucchiai di marmellata di arance con un po' d'acqua scaldandola al microonde pochi istanti a potenza minima, spennellare quindi la superficie dell'albero per lucidarla. Lasciare raffreddare, tagliare a fette e servire.

                                                            BUON ANNO NUOVO! 

Cestini di polenta nera (morado) con porcini e fonduta classica

Io e le mie amiche del "al km 0" per l'ultima uscita dell'anno della rubrica, portiamo in tavola ricette dedicate alla tavola del Natale e/o a quella di S. Silvestro.

La polenta nera morado è un mais nero particolarissimo, il colore del chicco macinato e ridotto in farina in realtà vira sul viola e, una volta cotta, risulta ancora più evidente. Il sapore è ancora più unico, nulla a che vedere con le altre polente che siano gialle (integrali o meno), di mais rossi o bianchi; il sapore non si avvicina nemmeno alla polenta taragna, già piuttosto singolare. Il gusto di questa polenta è pungente con un retrogusto leggermente amarognolo che ben si sposa con il dolce voluttuoso della fonduta classica e con in sapore dei funghi porcini. 

*Nel post spiego come ho fatto i cestini di polenta, io ho usato uno stampo per tartellette, si può anche pensare di farli più grandi usando stampi per muffin, in ogni caso il procedimento non cambia, ma ho faticato parecchio con questo metodo, anche perchè questa è una polenta appiccicosa un po' complicata da gestire, confrontandomi poi con un amico chef mi ha consigliato di provare invece nel seguente modo: versare la dose necessaria di polenta ancora calda negli stampini imburrati, posizionare in centro un bicchierino (anche di carta usa e getta) tipo quelli da liquore o da caffè, riempiendoli d'acqua in modo tale da creare un peso e formare così l'incavo. La prossima volta proverò. 

Sia i cestini che la fonduta si possono preparare in anticipo, il giorno precedente, sia già farciti che da farcire conservandoli poi in frigorifero e passandoli in forno al momento di servire. Se avanza polenta, una volta ben fredda, si può tagliare a cubetti per passarli nel burro spumoso e fare così crostini deliziosi, oppure si può tagliare a fette e grigliare. Naturalmente questi cestini si possono fare sia con la polenta classica di mais giallo che con la polenta bianca, la più delicata.



Cosa serve per 15-20 cestini:
100 g farina di mais nero morado
400 ml acqua
sale q.b.
un goccio d'olio evo

Cosa serve per la fonduta:
100 g fontina d'Aosta
1 tuorlo
latte q.b.
una noce burro

Poi serve:
100 g funghi porcini freschi o surgelati
un pizzico aglio granulare o un pezzetto fresco
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

La sera prima: tagliare a cubetti la fontina d'Aosta (se si preferisce una fonduta più dolce, usare metà o tutto fontal nazionale, non altri tipi di formaggio, soprattutto se di pasta filata o stranieri che non sono lo stesso prodotto), metterla in un pentolino, unire il tuorlo e una noce di burro, coprire con latte q.b. (due dita), coprire con pellicola e lasciare macerare tutta la notte in frigo.

Preparare la polenta di mais nero versando la farina a pioggia, in acqua salata e condita con un goccio d'olio, al primo accenno di bollore. Mescolare con una frusta rigida vigorosamente per evitare la formazione di grumi, poi proseguire con un cucchiaio robusto di legno. Consiglio di cuocerla in un paiolo di rame o una pentola antiaderente.
Abbassare la fiamma al minimo, se disponile usare uno spargifiamma. Cuocere un'ora (questa farina richiede una cottura più lunga) mescolando spesso e quasi continuamente verso fine cottura. Imburrare gli stampini senza eccedere.

Versare quindi la polenta su un foglio di carta da forno adagiato su un piano da lavoro. Coprire la polenta con un altro foglio di carta da forno e con l'aiuto di un mattarello, stendere la polenta ottenendo uno strato spesso circa 1,5 cm. coppare con un cutter liscio e tondo, di misura adeguata allo stampo (considerando di dover rivestire anche le pareti per poter ottenere, appunto, un cestino), e alloggiarlo subito nell'incavo dello stampino. La "sfoglia" di polenta potrà rompersi, ma con santa pazienza si potrà prelevare altri strati di polenta per farli aderire rattoppando il cestino (un po' come accade alla pasta frolla se si sbriciola), a tal proposito leggere la *premessa.


Formare un disegno voluto con l'aiuto del dorso di un cucchiaino (ma è solo estetica, si può anche saltare questo passaggio), lasciare raffreddare, coprire con pellicola e conservare in frigo fino al momento di farcirli.

Pulire i funghi e farli saltare in padella con un filo d'olio e l'aglio granulare (se si usa quello fresco, una volta che i funghi sono cotti, ricordarsi di eliminarlo). Salare e pepare. Tenere da parte. Fare sciogliere la fontina a bagnomaria, mettendo il pentolino dentro ad un altro di misura contenente acqua calda e fremente (non deve mai bollire violentemente), mescolare continuamente con una frusta fino a quando si ottenere la fonduta liscia e legata (non occorre molto).

Riprendere i cestini ed inserire sul fondo i funghi poi colmare con la fonduta, avendo cura di non riempirli fino all'orlo perchè in cottura la fonduta espanderà di volume.

Volendo funghi e fonduta si possono mescolare e amalgamare prima di farcire i cestini, dipende se si preferisce ottenere in bocca un sapore d'insieme o più distinto (come ho scelto io), infornare in forno già caldo a 190° per 15 minuti o comunque il tempo necessario per ottenere una crosticina gratinata, attendere qualche minuto e servire.

Sabrina: Vanillekipferl


Cantucci integrali con zibibbo e cioccolato al caramello salato

Si avvicina la festa per molti più attesa dell'anno e, alla rubrica "al km0", iniziamo a pensare cosa portare in dono a parenti e amici che sia fatto in casa, con le nostre mani e il nostro amore. Io ho preparato fantastici cantucci ingolositi da una glassa al cioccolato al caramello salato di mia inventiva. 

Sono super squisiti, piacciono davvero a tutti, non si può non infornare anche i biscotti di Prato (cantucci) tradizionali e poi i cantucci con pistacchi e gocce di cioccolato di Knam, ma per chi non ama il dolce, si possono preparare i cantucci salati al parmigiano. In ogni caso, saranno tutti molto graditi, se vuoi vedere le altre ricette Natalizie clicca su dolci e lievitati per le feste


Cosa serve:
375 g frutta secca mista sgusciata (mandorle, noci, nocciole, anacardi, noci di macadamia)
295 g di zucchero semolato
100 g di farina integrale
275 g. farina tipo 1 
50 g di farina di mandorle
50 g di burro
1 pizzico sale
25 g di miele d'acacia + scorza grattugiata di mezza arancia
35 g di tuorli
110 g di uova
50 g di latte in polvere
2 g di bicarbonato d'ammonio (ammoniaca per dolci)
1/2 tazzina zibibbo (o altro vino liquoroso dolce a piacere)

Poi serve:
100 g circa cioccolato fondente al 72%
50 g cioccolato bianco
un cucchiaino di caramello pronto
50 g burro salato
1 cucchiaio sciroppo di glucosio o miele
latte q.b.

Tirare il burro fuori dal frigo almeno un'ora prima o passarlo pochi secondi in microonde usando la funzione scongelamento, deve ammorbidire ma non sciogliere.
In una padella capiente ed antiaderente scaldare a fiamma media per pochi minuti la frutta secca scuotendo la padella per uniformare la tostatura che dev'essere lieve, attenzione a non bruciarla, poi spegnere e tenere da parte; intanto preriscaldare il forno a 180° e preparare l'impasto.
Io ho usato la planetaria ma si possono assolutamente fare in una ciotola capiente. Mettere in una ciotolina 25 g di zucchero con la farina di mandorle, il miele e scorza arancia il burro morbido a pezzi e un pizzico di sale, dare un'amalgamata veloce.
Nella ciotola della planetaria usando il gancio a foglia, inserire lo zucchero, il latte in polvere, i tuorli e le uova iniziare a montare poi unire il bicarbonato d'ammonio sciolto in un goccino d'acqua, far girare una manciata di secondi a velocità minima ed unire le farine precedentemente setacciate.

Unire la miscela del burro e lavorare il tempo (breve) per ottenere un composto omogeneo, aggiungere, in ultimo, la frutta secca.
Riversare l'impasto su una spianatoia/foglio di silicone, con una raschia spezzare l'impasto e formare dei filoncini di uguale grandezza. Io ho voluto fare piccoli biscotti, trovo siano più graziosi da servire, quindi ne ho ricavati 6 e messi distanziati tra loro, in due teglie rivestite da carta da forno.


Cuocere in forno ventilato a 170° per 20 minuti e, per avere una cottura più omogenea, avendo infornato insieme due teglie, a metà cottura le ho invertite.
Lasciare che intiepidiscano e poi tagliare delle losanghe della larghezza di un centimetro.
Rimetterli in forno per farli tostare 6/8 minuti dipende dal forno. Sfornare, lasciare raffreddare completamente.

Tritare il cioccolato e metterlo dentro un contenitore che possa andare in microonde, unire il burro salato e lo sciroppo di glucosio (o miele) lasciare sciogliere a 360W o a potenza minore controllando a vista la salsa, mescolare spesso, appena il cioccolato risulta sciolto e la salsa al cioccolato lucida togliere la ciotola dal microonde, se dovesse essere troppo densa aggiungere poco latte, rimettere nel microonde pochi secondi e amalgamare.
Procedere velocemente: spennellare parte dei cantucci con la salsa al cioccolato (meglio non intingerli, si sbriciolano) e adagiarli su un vassoio ricoperto da carta da forno, metter quindi i cantucci in frigo finchè il cioccolato rassoda (ma rimane uno strato sottile, lucido e morbido), quindi degustare, incartare in sacchetti di polipropilene o riporli in una scatola di latta, si conserveranno molto bene.


Ho sistemato i cantucci in una bella scatolina di latta a forma di stella pronti per essere donati.

Sabrina: Chutney di zucca
Simona: Cantucci integrali allo zibibbo con cioccolato al caramello salato


Alberelli segnaposto di panbrioche salato (tutorial)

Archiviato il Natale, alla rubrica "al km 0" pensiamo alla tavola di S. Silvestro, io ho preparato dei segnaposto con cui stupire i vostri amici e, soprattutto, i bambini. Questi alberelli di ricco panbrioche salato sono troppo carini, si possono preparare in anticipo (già inserendoli negli spiedini) e congelandoli, tirandoli poi fuori dal freezer qualche ora prima di metterli a tavola perchè... ovviamente si mangiano!

Con queste dosi si ottengono 10-12 alberelli segnaposto oppure 8 + 2 alberi più grandi da posizionare lungo la tavola. Ho "tagliato" la manitoba con una piccola percentuale di semola rimacinata di grano duro per conferire colorito più caldo, ma si può usare tranquillamente anche solo la manitoba, questo è un impasto molto morbido e profumato grazie all'uso sia dell'olio che del burro, si può utilizzare anche solo l'olio e aggiungere un po' più d'acqua, tra l'altro, in tal caso, occorre tenere conto anche dei liquidi che possono differenziare.



Cosa serve:
250 g farina manitoba
50 g semola rimacinata di grano duro
40 g acqua
1 tuorlo
120 g latte a temperatura ambiente
5 g lievito fresco di birra
15 g zucchero semolato
1/2 cucchiaino raso malto d'orzo in polvere
25 g olio oliva (o mais)
20 g burro fuso
5 g sale fino
semi di sesamo q.b.
semi di papavero q.b.
semi di girasole q.b.
semi di lino q.b.
2 semi di zucca
uovo + latte per spennellare (o solo latte)
n.2 spiedini di legno
n.8 bastoncini di bambù o legno

Fare l'impasto la sera.
Preparare il lievitino mescolando con una forchetta in una ciotolina: 
50 g farina manitoba con il lievito e l'acqua appena intiepidita qualche secondo al microonde; coprire con pellicola e lasciare riposare un'oretta.
Intanto mettere nella ciotola della planetaria (o ciotola capiente se si impasta a mano) la restante farina manitoba + la semola, aggiungere il latte gradatamente, mescolare sommariamente pochi istanti con una cucchiaio di legno, coprire con pellicola e lasciare questa autolisi riposare il tempo del lievitino.
Trascorso questo tempo, aggiungere il lievitino all'autolisi, unire il malto, ed iniziare ad impastare a velocità minima, appena il composto inizia ad amalgamarsi, aggiungere lo zucchero, il tuorlo e poco alla volta l'olio, per ultimo il burro sciolto con il sale. Fare incordare e impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, valutare se occorre unire poca altra acqua (dipende da quanta ne assorbe la farina), incordare e poi trasferire l'impasto in una grande ciotola unta d'olio, coprire con pellicola e un canovaccio fermandolo con un elastico. Lasciare a temperatura ambiente un'oretta e poi trasferire la ciotola in frigo lasciandola tutta la notte.



Al mattino seguente, fare acclimatare una mezz'oretta la ciotola e travasare l'impasto sul piano da lavoro, dare due pieghe a libro a distanza di 15 minuti l'una dall'altra, avendo cura di coprire sempre l'impasto con la pellicola usata per coprire la ciotola.

Pesare l'impasto sarà di 550 g circa, con un mattarello stendere l'impasto in un rettangolo che misuri cm. 35x25, cercare di ottenere un identico spessore per tutta la sfoglia, con un tagliabiscotti a forma di abete cm. 8x7 ricavare n.8 (o più) formine di panbrioche (guardare le foto) alternando il senso in modo da utilizzare quanto più impasto possibile), coppare anche la stessa quantità di "base" dell'albero usando un tagliabiscotti tondo liscio. Fare attenzione a quando si prende dal piano di lavoro a non tirare maldestramente altrimenti si rovinano, occorre molta delicatezza, aiutarsi con la punta di un coltello.
Per gli alberi più grandi da mettere lungo il tavolo per decorarlo come una sorta di centrotavola, usare un tagliabiscotti a stella da cm. 10 e copparne due, poi due con la misura più piccola e altre due con quella più piccola ancora (la più piccola del set) in tutto quindi io ho ottenuto: 

1) 8 alberelli e 8 basi
2) 10 stelle di varia grandezza
3) con i ritagli impastati nuovamente ho fatto dei piccoli panini tondi da 20/25 g caduno e ne ho utilizzati due per fare le basi dei due alberi più grandi.





Mettere tutte le forme di panbrioche un po' distanziate sulla leccarda rivestita con carta da forno, spennellare delicatamente con uovo + latte e fare aderire sugli alberi semi di sesamo, sulle stelle invece semi di papavero, di girasole, di lino e due di zucca su quelle piccolissime (ma poi infilando lo secchino si sono tolte dunque tanto vale) coprire con pellicola e un canovaccio e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Preriscaldare il forno a 200°
Quando il forno è arrivato a temperatura, infornare ed abbassare subito a 180°.

Cuocere per circa 15 minuti, lasciare intiepidire poi assemblarli subito: con l'aiuto di uno spiedino di legno bucare la sommità degli alberelli e inserire un bastoncino fino in fondo facendo attenzione ad "andare ditti" e infilzare anche una base, continuare così per tutti gli alberelli.


Per gli alberi più grandi infilzare le stelle dalla più piccola a quella più grande cercando di rimanere nel centro ed infine infilzare anche una piccola pagnottina che funge da base.

                             


Carla: Brownie muffin
Sabrina: Panettone salato di buon auspicio
Simona: Alberelli segnaposto di panbrioche salato (tutorial)


Vol-au-vent con robiola, aneto e uova di salmone

I vol-au-vent sono immancabili sulla tavola delle feste, da noi in Piemonte sono una certezza soprattutto se farciti con la nostra classica fonduta con o senza porcini. Se li comprate pronti vi consiglio di spendere qualche centesimo in più ma di acquistarli in pasticceria, che siano di sfoglia col burro, se volete cimentarvi a fare la pasta sfoglia fatta in casa, potete provare una delle mie ricette (dalla classica a quella facile alla ricotta) cercando nella sezione preparazioni base.

Questi piccoli vol-au-vent possono essere un'idea elegante e sfiziosa per qualunque occasione, soprattutto se si tratta di una cena a buffet, in piedi; sono molto facili e veloci da preparare e sono davvero delicati e sublimi. Se non gradite (o non trovate da acquistare) le uova di salmone, potete sostituirle con il salmone selvaggio affumicato, oppure il pesce spada affumicato, vi consiglio di evitare le uova di lompo che sono solo un blocco di sale (a mio avviso), la robiola è l'ideale per questa preparazione ma potete sostituirla con ricotta a pasta fine.


Per 8 vol-au-vent mignon serve:
50 g robiola di capra (o vaccina)
50 g uova di salmone
sale, pepe, olio evo q.b.
qualche pizzico aneto fresco o secco bio

Fare (o comprare) i vol-au-vent, scaldarli 5-6 minuti in forno preriscaldato statico a 160°, intanto in una ciotolina mescolare con una forchettina la robiola condendola con un pizzichino di sale, pepe e un filo d'olio evo. Farcire i vol-au vent per metà con la robiola e metà le uova di salmone, guarnire poi con aneto. Servire 


Questa è la mia ultima ricetta prima di Natale, per cui auguro a tutti Buone Feste. 

Panettone tradizionale alle patate di Francesco Favorito (tutorial)

Ricetta da: "La pasta lievitata secondo l'etoile" Di Francesco Favorito

Inizio col dire che non è il primo panettone che faccio, anzi.. ma ho trovato questa ricetta tutt'altro che di facile esecuzione, c'è da dire che è del tutto soggettivo, perchè ad esempio per me è molto più semplice fare il pandoro, come quello di Morandin oppure Pignataro (la mia famiglia predilige il panettone, giustamente :-)) e c'è chi, invece, pensa il contrario. In ogni caso per sfornare questi grandi lievitati non ci improvvisa, consiglio di leggere e rileggere tutto molte volte prima di mettersi all'opera.

Per il mix aromatico: sul libro Favorito elenca ingredienti per 12 panettoni da 1 kg. quindi le dosi sopraelencate sono calcolate in percentuale, ovviamente, per averne 2 di panettoni. E fin qui.. tutto bene. Invece per il mix aromatico, come si vede negli ingredienti ne occorrono 17 GRAMMI. Ovvero fate conto un cucchiaino all'incirca. Ma qui occorre essere maniacalmente precisini. Non si va ad occhio. 

Dalla ricetta che c'è sul libro, sommando gli ingredienti, si ottiene ben Kg 1.028  di mix aromatico, non so se mi spiego. Quindi: è palese che non si possa preparare pochissimo mix, ci sono molti ingredienti da utilizzare e minimi dosi di cui tenere conto, ad esempio il sale. UN grammo.. manco si pesa, come fai a dividerlo ancora? Si può calcolare dalla bacca in su o mezza bacca diciamo.. ma di meno che fai? conti i semi? Possiamo prenotare una camera alla neuro in massa! Ecco che: io ne ho fatto di più, visto che non si può fare diversamente, ed userò lo stesso mix aromatico per il pandoro (che non è che si discosti di molto da quello del panettone) quindi ne congelerò una buona parte nei contenitori dei cubetti del ghiaccio e lo userò per fare biscotti, panbrioche, torte di ogni genere perchè ha un profumo pazzesco! Si conserva 10-15 gg in frigorifero o qualche mese in freezer.

*Nota bene: nelle ricette del maestro Favorito c'è l'opzione di aggiungere una piccola quantità di lievito compresso (fresco di birra) al lievito madre, per ottimizzare lievitazione e tempistiche, lui indica 20 g per 12 panettoni, ovvero 3 g abbondanti a panettone, io questa volta ho provato ad inserirlo ma nella misura di una briciolina per due panettoni (credo meno di un grammo, in effetti da una spintarella, utile se non si dispone di cella di lievitazione) tuttavia credo che non lo inserirò più. Preferisco la lievitazione completamente naturale (e anche la cupola).

Premessa per i tempi di lievitazione: mettere un pezzettino - una pallina - dello stesso lievito rinfrescato, in un bicchierino o caraffina, fare un segno. Questa si chiama "spia" serve a valutare quando il lievito sarà raddoppiato. Occorre farla sempre, ad ogni lievitazione, quindi non lo ripeterò. NON bisogna mai passare al passaggio successivo se non è ancora terminata la lievitazione corretta, pena compromettere il risultato finale. Non bisogna avere fretta. Mai. Quindi dipende dalla temperatura ambientale e dalla forza del lievito, ma anche da come si è lavorato l'impasto. La planetaria va guidata, regolando la velocità, fermandola e mettendo la ciotola in frigo se l'impasto si surriscalda e così via. Dipende da molti fattori insomma. Quindi allungare i tempi, se necessario.

Premessa per creare ambiente temperato per la lievitazione: Tutte le lievitazioni dovrebbero avvenire a 28°-30° costanti, bisogna quindi creare un ambiente di lievitazione. Se non si ha a disposizione una cella di lievitazione, si può optare per accendere pochi minuti il forno lasciando all'interno una ciotolina con acqua calda. Mettere il lievito e rinnovare la procedura (togliendo dal forno il lievito quando lo si riaccende quei 2-3 minuti) ogni ora. Controllare la temperatura con termometro a sonda. Non deve superare tale temperatura altrimenti il lievito inacidisce. Oppure: forno spento con lucina accesa e pentolino di acqua bollente dentro. Da rinnovare quando raffredda.

1° opzione magari si può adottare per i rinfreschi prima di impastare, la 2° opzione per la lievitazione dei panettoni e puntatura. Ovviamente sono tutti "trucchetti" casalinghi, nulla a che vedere con una preparazione di media- alta pasticceria.


LA RICETTA occorrono 3 giorni.
Cosa serve per DUE panettoni da 1 Kg caduno

1° impasto:

200 g lievito madre attivo* (rinfrescato e legato nei giorni precedenti, di seguito la spiegazione)
1 g lievito di birra fresco* (opzionale leggere la premessa)
100 g patate pasta bianca, lesse e schiacciate quando sono calde
1° parte di burro da centrifuga: 8 g (bavarese o artigianale) 
535 g farina manitoba per grandi lievitati W350 (per me W360-390 bio macinata a pietra)
200 g zucchero semolato
1° parte acqua: 150 g (acqua oligominerale naturale imbottigliata non del rubinetto che ha cloro)
175 g tuorli pastorizzati oppure da uova fresche (con le mie uova: 11 ma bisogna pesarli!)
17 g latte intero
1,5 g sale fino 
2° parte di acqua: 50 g
2° parte di burro da centrifuga: 165 g (bavarese o artigianale) 
___________________ Totale impasto: g 1.600 circa (grammo più - grammo meno)

2° impasto:

il 1° impasto lievitato
100 g farina manitoba per grandi lievitati W350 (per me W360-390 bio macinata a pietra)
4 g sale
17 g mix aromatico (* di seguito spiego come si fa)
17 g tuorlo (n. 1)
33 g uova intere (meno di uno: sbattere un uovo intero e pesarlo, prelevare l'occorrente. NON usare o albume o tuorlo)
65 g zucchero semolato
8 g burro di cacao micronizzato (ovvero in polvere - non a pasticche)
75 g burro da centrifuga (bavarese o artigianale)
165 g arancia candita tagliata a cubettini
85 g cedro candito tagliato a cubettini
335 g uvetta sultanina precedentemente ammorbidita (*di seguito spiego come)
opzionale: poco liquore per l'uvetta; io ho usato limoncello

Per il mix aromatico:  

20 g acqua
20 g zucchero semolato
1 g sale (un pizzico)
20 g miele arancio o acacia
20 g sciroppo di glucosio
80 g arancia candita già tritata 
40 g cedro tagliato a pezzettini
4 g scorza grattugiata di limone naturale bio
1 bacca di vaniglia (i semi) 

Tempi di marcia che ho utilizzato io:
1° giorno venerdì ore 11,30 rinfrescare e legare il lievito madre

- rinfrescare il lievito madre (che deve essere già ben maturo e vivo "vecchio" almeno di alcuni mesi, non si può pensare di farlo di sana pianta a novembre...), una parte metterla in frigo come di consueto per prossime panificazione, per i panettoni invece, metterne via 100 g avvolto da un foglio di polipropilene (se non l'avete, usate carta da forno) senza stringere il pacchetto, poi avvolto ancora da un pezzo di canovaccio pulito che non odori di sapone, legare con spago da cucina, ma non stretto perchè gonfierà moltissimo. Questo serve a dare forza al lievito madre. Lasciare a temperatura ambiente fino la mattina successiva (volendo sarebbero sufficienti 12 ore). 

- preparare mix aromatico:
in un pentolino scaldare l'acqua con il sale e lo zucchero, mescolare per ottenere uno sciroppo; dopo pochi minuti quando lo zucchero sarà sciolto, unire il miele, lo sciroppo di glucosio, e quando è ancora caldo versarlo nel robot da cucina provvisto di cutter, in cui precedentemente andranno inseriti tutti gli altri ingredienti.
Azionare il robot e ridurre il tutto in purea. Mettere in un contenitore con coperchio e conservare in frigorifero.
ingredienti mix aromatico

2° giorno sabato ore 8,30 1° rinfresco

- rinfrescare il lievito madre aprendo il pacchettino che sarà gonfissimo. Prelevare il cuore che sarà più forte, io ne rinfresco sempre un po' di più dell'occorrente, non mi regolo stando giustissima con i grammi, poichè se si formassero crosticine secche, le elimino e prelevo sempre la parte centrale che è intatta. Quindi rinfrescare con queste proporzioni: 50 g lievito madre + 50 g farina + 25 g acqua. Mescolare in una ciotola con una forchettina, poi impastare a mano qualche minuto. Arrotolare, fare una croce all'impasto per agevolare la lievitazione. Mettere in un contenitore alto e stretto, coprire con pellicola e mettere a lievitare come spiegato nelle premesse fino al raddoppio. Per me 4 ore.

ore 13,30 2° rinfresco: 
-eliminare l'eccedenza, prendere il cuore dell'impasto e rinfrescare come sopra.

ore 16,30 3° rinfresco: 
-eliminare l'eccedenza, prendere il cuore dell'impasto e rinfrescare come sopra.

-reidratare l'uvetta sultanina in questo modo: lavarla bene sotto l'acqua corrente per eliminare le cere che la avvolgono (che servono come antimuffa - conservante), metterla in una ciotola. Fare scaldare abbondante acqua (ma non bollente) e coprire l'uvetta molto bene (perchè gonfierà), mescolare ogni tanto. Lasciarla per 2 ore, poi scolarla bene, strizzarla e metterla bene allargata sulla leccarda del forno ricoperta da un canovaccio pulito. Tamponare bene poi lasciare asciugare all'aria un'oretta, spruzzare leggermente con pochissimo liquore (Favorito ipotizza rum o maraschino, io ho usato limoncello) poi metterla in altro canovaccio pulito ed asciutto, chiudere a pacchetto e metterla in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

- bollire con la buccia le patate in acqua leggermente salata. Devono essere ben cotte. Sbucciarla e passarla nel passapatate quando ancora ben calde, mettere la purea in una ciotolina e coprire con pellicola perchè non asciughi, tenere da parte a temperatura ambiente.

ore 20,00 mettere ciotola della planetaria e gancio in frigorifero. L'impasto deve lavorare molto e si corre il rischio di surriscaldarlo e rovinare la maglia glutinica.

ore 21,00 fare il 1° impasto.
- preparare e pesare gli ingredienti  sul tavolo e controllare che ci siano tutti,  poi rimettere in frigo quelli freschi (tranne il burro) fino al momento dell'utilizzo. Non rispondere al telefono, non mettersi a fare altro.
Tempo stimato 50-60 minuti

ingredienti 1° impasto

Mettere nella ciotola della planetaria la patata ridotta in purea con la prima quantità di burro (8 g) e il lievito madre (+ la briciola del l.d.b. se aggiunto) iniziare ad amalgamare a velocità minima con la foglia fino ad ottenere un composto compatto. Aggiungere il latte e il sale. Unire ora i tuorli precedentemente leggermente sbattuti, poco per volta. Tutto lentamente. Quando diventa una massa unica, unire la farina precedentemente setacciata, a cucchiaiate. Aggiungere, sempre a cucchiaiate, lo zucchero. Ora unire molto lentamente, un cucchiaio per volta, la prima quantità d'acqua. Non inserire acqua se la precedente non è stata inglobata all'impasto. Tutta questa operazione richiede 25 minuti circa.

Quando l'impasto risulta vellutato ed incordato, unire la seconda quantità d'acqua con la stessa modalità di prima, leggermente più veloci. In questo modo si idraterà in modo corretto l'impasto. (Controllare con un termometro a sonda l'impasto. Se la temperatura supera i 24°, mettere la ciotola con l'impasto + gancio in frigorifero 15 minuti per abbassare la temperatura, altrimenti la maglia glutinica si rovina, compromettendo tutto l'impasto)

Mettere il burro nel microonde e usare la modalità scongelamento per pochi istanti per farlo ammorbidire (MA NON sciogliere ne scaldare) in alternativa tirarlo fuori dal frigo due ore prima di fare l'impasto in modo che sia a pomata. Togliere la foglia ed inserire il gancio. Unire poco alla volta, un pezzettino per volta, all'impasto e lasciare incordare. Al termine si deve ottenere un impasto liscissimo ed omogeneo. Fine impasto ore 22,00 rovesciarlo delicatamente in una ciotola molto grande. Quadruplicherà il suo volume, ovvero 1+3 volte la massa iniziale. Bisogna tenerne conto. Mettere a lievitare ben coperto da pellicola o nylon di lievitazione per almeno 12 ore. In cella di lievitazione oppure forno spento con luce accesa (che non è l'ideale ma se non si ha a disposizione una temperatura adeguata, meglio di niente). Mettere la ciotola della planetaria e il gancio in frigorifero fino all'indomani.

3° giorno domenica

ore 10,00 fare il 2° impasto (controllare se ha lievitato correttamente, altrimenti prolungare l'attesa).
- preparare e pesare gli ingredienti del 2° impasto sul tavolo e controllare che ci siano tutti, poi rimettere in frigo quelli freschi (tranne il burro) fino al momento dell'utilizzo.
Tempo stimato: 45 minuti

Ingredienti 2° impasto

- prendere il 1° impasto, metterlo nella ciotola ed aggiungere farina setacciata, mix aromatico e sale. Iniziare ad impastare lentamente, quando è diventato un corpo unico, poco per volta le uova. Lasciare amalgamare ed incordare. Aggiungere,  un cucchiaio per volta, lo zucchero. Continuare ad impastare fino a quando viene inglobato. Quando l'impasto risulta liscio, unire il burro di cacao micronizzato in più riprese, aumentare un po' la velocità della planetaria, e poco per volta il burro ammorbidito (fare come per il 1 impasto), lasciare incordare bene. Unire anche la frutta candita e l'uvetta.

-Prendere l'impasto e riversalo su un foglio di silicone, con l'aiuto di un tarocco-raschia (l'impasto sarà morbidissimo) raccoglierlo, pesarlo (segnare su un foglietto la cifra, il mio pesa kg 2170) metterlo con estrema delicatezza in una ciotola grande, coprire con pellicola o nylon da lievitazione e mettere a riposare nel forno spento con lucina accesa, per 45 minuti. 
-Riprendere l'impasto e con delicatezza, trasferirlo di nuovo sul foglio di silicone leggermente unto di burro, dividerlo a metà. (mettere su un piatto un foglio di carta da forno, appoggiare una metà e, calcolando la tara del piatto, pesare per avere esattamente due parti uguali. Se non si ha porzionato giusto l'impasto, prelevare la quantità che occorre da quello più grande e farlo incorporare a quella più piccola). Pirlare l'impasto (non facile perchè questo è un impasto molto idratato e appiccicoso) e riporre nel pirottino del panettone.


- Sistemare i due pirottini sopra la leccarda del forno, coprire con pellicola o nylon da lievitazione. Metterli in cella di lievitazione o nel forno spento con lucina accesa fino a quando l'impasto arriva al bordo del pirottino. Occorreranno molte ore. Indicativamente 8 ma possono volercene 12. 
Non infornare finchè non è pronto, fossero anche le due di notte :-) Piuttosto infilate i panettoni in frigo, andate a dormire e riprendete la mattina successiva.

- Quando la lievitazione è completata nel pirottino, toglierli dal forno, eliminare la pellicola e lasciare i panettoni all'aria per 10 minuti, in modo tale che la superficie si secchi un pochino formando una pellicina. Intanto preriscaldare il forno statico a 165°

- Con l'aiuto di una lametta (o un coltellino affilatissimo) fare un'incisione a croce semplice o doppia  a piacere. Si chiama scarpatura, alzare i lembi della pellicina, con molta delicatezza, e spennellare con poco burro fuso ma non caldo o inserire qualche fiocchettino di burro morbido, poi abbassare i lembi.

Cuocere nel ripiano più basso del forno per 55/60 minuti Dopo 50 minuti (NON prima altrimenti si rischia di rovinare la cottura) inserire il termometro a sonda nel panettone, il cuore dev'essere a 94° per essere cotto al punto giusto.

- Togliere dal forno, infilzare le basi con ferri da calza (prima sterilizzati) e capovolgerli a testa in giù per alcune ore. Io li ho lasciati tutta la notte. Dopo 10-12 ore si possono confezionare nei sacchetti appositi in polipropilene. Si consiglia di nebulizzare l'interno dei sacchetto con alcool a 95° (quello per fare liquori) usando uno spruzzino vaporizzatore. In questo modo, se ben chiuso e riposto in ambiente fresco, il panettone si conserva senza formare muffe per una trentina di giorni (ma man mano si asciugherà, meglio consumarlo nei primi 10/15 giorni).

Guarda tutte le mie ricette per le feste troverai altri panettoni, pandori, pan dolce genovese, focaccia della befana, pan brioche e tanto altro.


Carla: Insalata di anatra affumicata con yogurt greco
Sabrina: Calzoncelli di Natale lucani
Simona: Panettone tradizionale alle patate di Francesco Favorito (tutorial)