Zucchine tonde ripiene di carne

Cosa serve:

4 zucchine tonde
sale e pepe
2 fettine sottili di mortadella
250 g. tritata di vitello
1 uovo
mollica di pane
latte q.b.
trito fresco di: menta, maggiorana, timo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
poco pangrattato

Far bollire in una pentola abbondante acqua salata.
Nel frattempo lavare bene le zucchine senza tagliare le estremità, altrimenti in cottura si inzuppano d'acqua.

Al bollore mettere a cuocere le zucchine. Far sbollentare una decina di minuti o anche di meno, dipende dalla grandezza e dalla tenerezza delle zucchine. Inserire una forchetta e toglierle dal fuoco quando si sentono morbide (non molli ma appena morbide).


Tagliare solo adesso la calotta, capovolgerle a "pancia in giù" dentro ad uno scolapasta. Le zucchine, in generale, sono spugnose e ricche d'acqua, questa qualità lo è ancora di più. Far raffreddare e colare bene.

Nel frattempo in un robottino tritare finemente le erbe aromatiche, un pugno di mollica di pane precedentemente ammollato in poco latte e poi strizzato, e la mortadella.

Versare questa farcia in una boule. Aggiungere poi la carne, il parmigiano, l'uovo (non occorre tutto, è sufficiente il tuorlo e poco albume), regolare il sale ed il pepe (non molto perchè è già stata salata l'acqua di cottura e c'è la mortadella che è sapida), amalgamare bene il tutto.
Prendere le zucchine e, con l'aiuto di un coltellino affilato, incidere (senza andare troppo in profondità altrimenti si buca la base delle zucchine) tutt'attorno lasciando un po' di bordo. Svuotarle con l'aiuto di un cucchiaino e rimetterle a scolare per una mezz'ora.

Passato il tempo si saranno asciugate. Prelevare poca farcia per volta e riempire le zucchine.

Foderare una pirofila con carta da forno bagnata e strizzata. Accendere il forno a 170° ventilato ( o 180°se statico) e, quando è caldo, infornare per circa 30 minuti.
Sfornare, attendere cinque minuti e servire



N.B. volendo si può evitare di sbollentare le zucchine, quindi occorre scavarle da crude, proseguire come sopra ma far cuocere in forno più a lungo.

P.S. come catalogare questo piatto? ... c'è la verdura che è protagonista ma anche il ripieno è sostanzioso.. praticamente un secondo, potrebbe, per chi non mangia molto, rappresentare piatto unico. Mah: io lo etichetto sia come verdura che come secondo

Numero di agosto del mensile ALICE Cucina ... piccola - piccola ...ci sono anche io!



Che felicità quando ho ricevuto, solo due giorni fa, la comunicazione dalla redazione di Alice Cucina che, nel numero di Agosto, in edicola da oggi 23 luglio, ha selezionato, tra le moltitudini arrivate sul sito posta la ricetta, sei ricette e...tra quelle sei ce n'è una mia! pubblicata (pag. 47). 

La ricetta è precisamente questa:

peperoncini ripieni alla piemontese visibile su http://www.alice.tv/posta-la-ricetta/ e sul blog  con tutti i passaggi,  qui 





sono molto, molto felice :-) Grazie di cuore alla Redazione di Alice Cucina

Ora non resta che correre in edicola! 

Confettura di frutti di bosco

Sì.. è decisamente periodo di conserve: verdure, salse, frutta ecc. ecc.
Non è nulla di rivoluzionaria questa confettura, anzi direi che più classica non si può, ma la posto ugualmente perchè è tra le me preferite, se non proprio la preferita! I frutti sono delle mie piantine :-)

Cosa serve:

1) piccoli frutti misti: mirtilli, lamponi, fragole, ribes rosso, uva spina bianca
2) zucchero: pesare la frutta e poi calcolare la metà (del peso)
3) n. 1 limone naturale (scorza e succo per ogni kg. di frutta) se fosse molto grande calcolarne mezzo.
Lavare delicatamente sotto l'acqua corrente i piccoli frutti, metterli in una pentola dai bordi alti, unire lo zucchero, 
Mescolare e lasciare macerare un paio di ore.


Aggiungere la scorza lavata e grattugiata del limone ed il succo.
Mettere sul fuoco e cuocere a fiamma bassa per un tempo indicativo di un'ora. 

Fare la prova piattino: prelevare un cucchiaio di confettura, metterla in un piattino e farla scorrere inclinando il piattino. Se scorre velocemente farla cuocere ancora un po'. Se invece scorre lentamente la confettura è pronta.

Considerare, poi, che ne vasetti col tempo si solidificherà ancora.
Prendere vasetti pulitissimi e asciuttissimi e capsule nuove di zecca.

Riempire i vasetti (facendo attenzione a non sporcare i bordi, se capita pulire subito con carta da cucina) la confettura bollente. ho creato un post dedicato alle conserve, se vuoi leggere clicca qui

Considerare di lasciare 5 cm di spazio tra confettura e il bordo del vaso.
Chiudere stretto ma senza sforzare troppo le capsule sennò si rovinano.

Capovolgerli ancora caldi a testa in giù. Lasciare raffreddare così e poi riporre la marmellata in cantina o luogo fresco. 


Aspettare almeno un mese, meglio due, prima di consumare. Se ne fosse avanzata un po' occorre consumarla. 

Pomodorini secchi sott'olio fatti in casa (da conservare)

Cosa serve:

pomodorini tipo ciliegino e pachino
origano q.b.
sale fino q.b.
aglio q.b.
olio evo q.b.
sole tanto, tanto sole.

Io ho usato i pomodorini delle piante del mio orto. 


La quantità è a piacere, io li ho fatti in due trance di 2,5 kg. a volta ma naturalmente se uno vuole può farne anche solo mezzo chilo.


Lavare ed asciugare bene i pomodorini, tagliarli a metà per il lungo, metterli su un ripiano (ottima la spianatoia oppure un grande vassoio) ricoperto da un canovaccio di cotone. Salare abbondantemente e mettere i pomodorini al sole la mattina per ritirarli in casa la sera; non devono prendere umidità sennò ammuffiscono. (eh.... qui a Torino non c'è mica il sole del sud! :-))

Ripetere finchè saranno belli secchi. Occorreranno 7/10 giorni e tanta pazienza.
A questo punto, raccogliere i pomodorini secchi in un vassoio o una ciotola e condirli con abbondante origano e fettine d'aglio. Se piace anche un po' di peperoncino (io non l'ho messo perchè ne limita poi l'utilizzo).


Riempire coi pomodorini (SENZA COMPRIMERLI perchè poi un po' gonfieranno) vasetti di vetro puliti e perfettamente asciutti, aggiungere olio evo battendo un pochino il vasetto sul tavolo per eliminare bolle d'aria, (per questo scopo si può anche usare un coltello a punta arrotondata passandolo delicatamente nei pomodorini) e coprirli per bene. Arrivare con l'olio fino ad 1 cm. dal bordo. Coprire con pellicola alimentare per circa 12 ore.
Rabboccare con l'olio se è sceso il livello e poi chiudere con capsule nuove.

A questo punto io sterilizzo. Lo faccio sempre anche se dicono che per le conserve sott'olio non è necessario. Dunque metto i vasetti in una pentolona, copro abbondantemente con l'acqua e calcolo 20 minuti da quando bolle. Lascio raffreddare completamente nell'acqua, controllo che le capsule abbiano creato il sottovuoto quindi si siano abbassate, etichetto e metto in cantina.
Attendere un mese e mezzo/due prima di consumare.





Premi 4° contest mare o montagna?


Ecco i premi in palio per il contest: mare o montagna?


1° classificato categoria mare riceverà un termostato da parete in lamiera, in stile cottage/shabby- chic made in France marca Elya, dipinto a tema marino ed un libricino tascabile di ricette di pesce bianco



1° classificato categoria montagna riceverà un termostato da parete in lamiera, in stile cottage/ shabby-chic made in France marca Elya, dipinto  a tema contadino ed un libricino tascabile di ricette della memoria 


Seppur siano due pensierini di poco valore commerciale, sono stati scelti con grande cura ed attenzione. Spero siano di vostro gradimento!

Frittura di paranza


La frittura di paranza, in realtà è composta da varietà di pesciolini piccoli, con spine, quante più possibili, va da sè che a Torino si trova quel che si trova al mercato,

Chi ama il pesce non può resistere alla frittura di pesce misto, calamari, gamberi ecc. ecc. il fatto è che, come sempre, il fritto va eseguito a regola d'arte perchè sia buono e digeribile, ossia: olio di ottima qualità (evo o arachidi dipende dai gusti personali), la temperatura deve essere giusta, nè fumante nè tiepido, la quantità deve essere giusta, in questo caso meglio troppo che poco, e poi, in ultimo ma non per questo meno importante, anzi... decidere se: infarinarlo, se usare pastella e quale tipo di pastella: alla birra, all'acqua gassata, al vino oppure tempura... eh.... facile dire fritto!

Comunque a me quelle pastella spesse tre dita dove alla fine mangi solo farina unta e il pesce si è perso inghiottito dall'involucro gommoso...beh non mi piace. Credo sia una furberia delle pizzerie o anche qualche ristorante per farti pagare pesce quel che in realtà è una mappazza di cemento che ci si cola giù nello stomaco (a parte che "a naso" secondo me comprano quei sacchi da 10 chili, a 3 euro probabilmente, all'ingrosso, surgelati, appunto già pastellati pronti da tuffare in chissà quale olio di chissà quante settimane... poi uno va a casa e si deve fare flebo di tisane digestive chiedendosi perchè non è rimasto a casa a farsi l'insalatina dell'orto.... quindi meglio farselo da se il frittino oppure, meglio,  andare in un ristorante dove rispettino pesce e cliente :-) certo in città difficile trovarlo, ma c'è-c'è.

In questo caso io ho lavato, asciugato bene e passato nella farina di grano duro rimacinata  mischiata a farina di riso: (perchè? entrambi sono più leggere ed assorbono meno olio della 00)

CALCOLARE A PERSONA:

n.3 triglie
n.5 acciughe
n.2 calamari tagliati a rondelle
n. 1 manciatina di acquardelle

Quando l'olio di arachide è diventato bello caldo, si immerge completamente il pesce, si fa friggere 5-6 minuti, si scola su carta assorbente da cucina, si sala e si serve con spicchi di limone


Torta da 110...

... in realtà questa non è una ricetta..ossia.. è sì la ricetta della crostata di crema e frutta, la ricetta l'avevo postata qui (si vede dalle foto che è datata eh?) classica e semplice pasta frolla + crema pasticcera + frutta + gelatina. Questa torta, nello specifico, è quella preparata per la laurea (la seconda, quella specialistica) conseguita da mio figlio. (noi non amiamo le pomposità, gli eccessi, le fanfarate.. indi per cui compagnia di parenti stretti alla volta di un bell'agriturismo, (tre giorni più tardi) menù sano e semplice della tradizione piemontese e buona - ma anche bella - torta).

Quando? ... no.. non in questi giorni.. bensì (ormai) quattro anni fa, giusti-giusti. ..


Correva l'anno 2011 addì 14 del mese di luglio

Ma non mi sembrava il caso, all'epoca, nè di postare una torta di frutta (di nuovo - uguale come ingredienti al post di cui link qualche riga sopra) nè di fare tanto casino e sbraitare al mondo la mia felicità ma soprattutto le fatiche di mio figlio. (anche se ne ho parlato spesso, qui e là, en passant, nei discorsi, nei commenti - del mio orgoglio di mamma)

La laurea dicevamo, anzi le lauree... 5 anni sofferti, non tanto per lo studio, che è stato tanto, impegnativo, sabato e domenica compresi - niente o quasi sport, niente o quasi svaghi, stancante anche "solo" per le levatacce all'alba per prendere il pullman diretto a Torino e poi uno o due mezzi pubblici per arrivare all'università, non tanto per l'ansia dell'attesa dei risultati, che onestamente sono sempre stati eccellenti, quanto per lo schifo del "sistema" universitario che in Italia fa acqua da tutte le parti, i ragazzi si esauriscono a stare dietro alle loro gravissime lacune burocratiche, ai loro voltagabbana e mancanza responsabilità dei loro tangibili ed indiscutibili errori "d'ufficio", alla totale mancanza di competenza nelle varie segreterie, alla mancanza di puntualità, di serietà e rispetto verso lo studente e, di conseguenza, la persona e verso il denaro che la famiglia suda per dare "un futuro" al proprio figlio.

Io, devo dire, sono fortunata, mio figlio ci ha fatto spendere relativamente poco (se si pensa ai 450 euro solo di abbonamento annuale per i mezzi pubblici ..) retta, tasse, pasti ecc. sono stati agevolati dalle borse di studio per merito (grazie ai 30 e al breve tempo di conseguimento degli esami), e anche per reddito. In ogni caso ho perso il conto. anzi.. non l'ho mai fatto. La gratificazione merita!


Mio figlio si è quindi brillantemente laureato prima del tempo, non coi colleghi del suo corso ma un semestre prima (voleva un'altra borsa di studio :-) e voleva partire per l'estero!) e ci ha portato a casa 
un bel 110!!!



.... fatiche finite?... ma certo che no! E' volato a Dresden e, giusto per non perdere l'allenamento, ha conciliato lavoro con.. altro corso universitario!!! (lì però l'ateneo era tutta un'altra musica) e vai con altro attestato! ...e lasciatemelo dire: BRAVO il mio bimbo! 




Insalata di riso ricca con salmone

Beh... non ci vuole chissà quale capacità per preparare un'insalata di riso! Però odio i vasetti di condimenti pronti per insalata di riso, e.... giuro, ne ho mangiate di insulse e addirittura schifose che mi sono chiesta: "ma come si fa a preparare una roba così semplice e cosi immangiabile!"

Ricordo una volta.. ma no, non posso dirlo che... sembrava di polistirolo quel riso.. ma chi lo sa... magari mi legge. Beh 'na roba ma 'na roba che sarebbe venuta l'acidità di stomaco anche a John Wayne, che come risaputo, faceva colazione con fagioli e interiora di qualche animale cacciato e scuoiato al momento.

Comunque... io detesto neppure troppo cordialmente il riso parboiled, proprio bleah! sembra finto dai! sintetico, mentre lo mastichi sotto i denti fa sgnec-sgnec (e i miei denti sono veri ...non è che i chicchi si attaccano perchè fatti dal dentista..) e poi te credo che non scuoce ..proprio non cuoce per niente. Non mi piace e bon. Io uso quello che adopero per i risotti, quindi carnaroli o arborio o, al limite, roma, tenendolo indietro di cottura. Diciamo un 14-15 minuti invece dei canonici 18 (anche se adesso è di moda - quando mi stanno sulle balle le mode culinarie... - servirlo crudo che ti si appiccica non solo ai denti, ma pure al palato e devi ravanare con la lingua, come un mix tra ramarro e lama, per staccarlo e deglutirlo, alla fine della cena ti sei fatto due mascelle "così".

Quindi dicevo.. lo tengo un po' al dente e, appena scolato, lo passo sotto il getto di acqua fredda del rubinetto per fermarne al cottura e lo faccio scolare. 

Poi lo metto in una ciotola e condisco con: (per 250 g. di riso = per 4/6 porzioni circa)
olio e limone, stempero subito e condisco il riso per non farlo diventare un mattone.
Poi aggiungo:

n. 2 würstel
n. 2 cucchiai di giardiniera (che risciacquo ed asciugo perchè detesto il sapore acido di quel liquido di conservazione) che taglio a cubettini
80 g cubetti di prosciutto cotto
n. 1 piccola lattina scolata dal liquido di conservazione del mix piselli e mais
una cucchiaiata di olive nere
n. 2 scatolette di tonno sgocciolato da 80 g.
100 g. salmone affumicato a filettini (quelle confezioni di scarto per cucinare ...insomma..ma che sono buonissimi e vanno benissimo... )
e poi aggiungo quello che ho al momento: a volte se ho ancora i carciofini che metto sott'olio io, cubetti di formaggio fresco, funghetti, basilico, rucola, pomodorini.

Coprire con pellicola, mettere in frigo ad insaporire un po' e servire 

Insomma.... un'insalata di riso bella ricca, un piatto unico, veloce da fare soprattutto in vacanza da portare sotto l'ombrellone :-)




Mini flan di parmigiano reggiano con funghi porcini e granella di nocciole


Cosa serve per 4 persone:

besciamella classica fatta con 200 ml. di latte (solita percentuale del 10% rispetto al latte di burro e farina)
n. 3 uova (utilizzando 3 tuorli e 2 albumi) bio a temperatura ambiente
120 g. parmigiano grattugiato stagionato 24 mesi 
200 g. funghi porcini freschi 
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
burro per ungere gli stampini

Per guarnire il piatto: 
granella di nocciole q.b. (possibilmente qualità tonda gentile del Piemonte)
scaglie di parmigiano reggiano q.b. 

Accendere il forno ventilato a 160°

Fare la besciamella nel modo classico e, quando pronta, spegnere il fuoco ed unire uno alla volta, tre tuorli, aggiungere anche il parmigiano reggiano, mescolare velocemente per farlo sciogliere bene. 



Montare, con un pizzico di sale, due albumi a neve ferma, ma non fermissima (in modo che i flan in forno gonfino meglio, l'albume montato crescerà ancora)

Unire poco alla volta, consiglio in tre trance, gli albumi montati al composto di besciamella, tuorli e parmigiano reggiano, mescolare dal basso verso l'alto, senza insistere troppo, giusto il tempo di fare incorporare gli albumi. Si otterrà un composto soffice e spumoso. (guardare foto seguente)

Ungere con un po' di burro quattro stampini antiaderenti (o usa e getta) e versare per 3/4 della capienza il composto. (non di più perché i flan cuocendo si gonfieranno, poi si risiederanno, è normale), pulire con carta da cucina i bordi degli stampini se è colato un po' di impasto.

Mettere gli stampini in una casseruola o teglia riempita per metà di acqua bollente e procedere con la cottura in forno a bagno maria per circa 18 minuti, ma dipende dal forno, i flan devono gonfiare e appena dorare in superficie. (guardare 2° fotografia qui sotto)



Nel frattempo preparare i funghi.


In una padella, a fuoco vivo, scaldare un filo di olio evo ed unire i funghi tagliati a pezzi non troppo sottili (io un fungo bello grande) precedentemente puliti con carta da cucina inumidita a strizzata, più e più volte per eliminare ogni residuo di terra (mai mettere i funghi sotto il getto dell'acqua si inzupperebbero come una spugna), saltali scuotendo sempre la padella (o girandoli delicatamente con un cucchiaio di legno) pochi minuti, salarli e peparli alla fine. Tenere da parte.

Quando i flan sono pronti, togliere la casseruola dal forno, togliere gli stampini dal bagno maria e lasciare riposare 2-3 minuti.

Sformare i flan, passando delicatamente la punta di un coltellino lungo i bordi degli stampini, capovolgere ognuno sul piatto da portata, dare un colpo sicuro (ma senza esagerare) per farlo staccare, tenendolo saldamente unito al piatto.

Guarnire il flan di parmigiano reggiano con funghi porcini saltati in padella con scaglie sottili (io ho usato un pelapatate) di ulteriore parmigiano reggiano tagliate al momento e granella di nocciole piemonte.

P.s. per chi avesse ospiti e/o non avesse tempo ... direi di evitare di farli cuocere e riscaldarli in un secondo tempo, ma consiglio di: preparare il composto, metterlo negli stampini, coprire con pellicola e riporre in frigo. Poi quando è ora di servire, pre-riscaldare il forno, metterli nel bagnomaria caldo e procedere col resto della ricetta.



e... siccome non ho preso la ricetta da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 
Grazie! :-)