Polpettone di melanzane e patate cotto in forno

Questo piatto è una bella e buonissima alternativa al polpettone di carne, adatto ai vegetariani che mangiano i derivati, e a chi è intollerante al latte (ho usato parmigiano 30 mesi che ne è naturalmente privo), leggero di calorie e praticamente privo di grassi, perfetto per i bimbi e gli anziani, insomma... provatelo :-)




Cosa serve per un polpettone piccolo per 2 persone:

200 g. melanzana (peso netto a crudo)
100 g. patate
1 tuorlo (se si raddoppia la dose calcolare un uovo intero)
Prezzemolo tritato q.b.
3-4 foglie basilico
30 g. parmigiano
30 g. pangrattato + q.b. per impanare
Sale e pepe q.b.
Un pizzico di saporita o noce moscata
40-50 g. fontina d’Aosta
4-5 cucchiaini Olio evo


Per prima cosa lavare, sbucciare e tagliare a fette spesse la melanzana, mettere le fette in un colapasta, salarle e lasciare che spurghino l’acqua amara alcune ore, poi asciugarle, tagliarle a tocchi e cuocerle al vapore insieme alle patate sbucciate e tagliate. Sconsiglio di bollirle perché si inzuppano d’acqua, piuttosto cuocerle in forno avvolte da carta stagnola.


Quando melanzane e patate sono cotte e ancora calde, metterle in un robot da cucina provvisto di cutter ed inserire anche tutti gli altri ingredienti tranne la fontina e l’olio evo, il basilico meglio spezzettarlo con le mani.
Azionare il robot per ricavare un composto molto morbido ma malleabile. Lasciare intiepidire. Regolare di sale e pepe. Intanto preriscaldare il forno ventilato a 200°.



Tagliare la fontina a cubettini piccoli e amalgamarli al composto di melanzane, formare un piccolo polpettone e passarlo velocemente nel pangrattato (siccome è molto morbido ci si può aiutare facendolo ruotare nella carta da forno con all’interno il pangrattato), poi prenderlo con due mani in modo da non schiacciarlo e adagiarlo in una pirofila ricoperta da carta da forno. 


Con un cucchiaino cospargere il polpettone di olio evo, rivoltarlo e fare la stessa cosa dall’altro lato, servirà a formare una crosticina saporita. Volendo aggiungere un ramettino di rosmarino. Infornare e cuocere per 20 minuti.
A fine cottura, fuori dal forno lasciare riposare 5 minuti e poi servire tagliato a fette. Gustosissimo ma leggero. La fontina di Aosta ci vuole, per dare anche un po’ di sostanza e gusto deciso alla pietanza ipocalorica, se non disponibile, usare comunque un formaggio che fonda bene e che sia saporito.



Bisco-merenda al cacao ripieni di fichi neri freschi e mandorle

Buongiorno e bentrovati! Per la rubrica al Km 0  torniamo a tenervi compagnia e vogliamo iniziare la stagione dedicando le nostre ricette alla ripresa attività scuola e lavoro preparando piatti da asporto e quindi facilmente trasportabili, che non si sciupino messi nello zainetto e nella ventiquattr'ore. 
Io porto la colazione e ho deciso di preparare golosissimi biscottoni, una sorta di merendina di frolla morbida al cacao e vaniglia  farcita con una golosa composta di fichi neri, dolci e succulenti e arricchita da mandorle. 
Due porzioni ed ecco un goloso e sano spuntino, un bel carico di energia a metà mattina che farà affrontare la giornata al meglio :-) 


Cosa serve per la frolla al cacao e vaniglia morbida:

300 g. farina 00
60 g. acqua a t.a.
160 g. zucchero semolato
i semi di 1/2 bacca di vaniglia (o un cucchiaino di estratto naturale)
1 tuorlo d'uovo medio
70 g. olio leggero d'oliva o di girasole bio
5 g. lievito per dolci
1 pizzico bicarbonato di sodio
1 goccio marsala secco
15 g. cacao amaro setacciato

Cosa serve per il ripieno:

45 g. zucchero semolato
1 bustina zucchero vanigliato (8 g.)
1 cucchiaio marsala secco
400 g. fichi freschi neri, maturi ma sodi (peso lordo) per me fichi della pianta di amici, quindi bio e a Km.0
1 cucchiaino aceto bianco 
70 g. biscotti leggeri tipo gallette
30 g. mandorle pelate
una noce burro

Per prima cosa fare la pasta per il guscio:
sciogliere nell'acqua lo zucchero, unire il tuorlo e la vaniglia, aggiungere il marsala e l'olio, poi la farina con il lievito, il bicarbonato ed il cacao; amalgamare velocemente, formare un panetto, avvolgerlo in pellicola alimentare e metterlo in frigo un paio d'ore almeno.


Intanto preparare il ripieno; sbucciare i fichi e tagliarli a pezzetti, metterli in una padella con il burro e tutto lo zucchero, fare saltare un paio di minuti ed unire il marsala e l'aceto, lasciare caramellare a fuoco basso e, quando tutto il liquido dei fichi sarà assorbito ed i fichi disfatti, spegnere e tenere da parte.
In un tritatutto elettrico ridurre le gallette in polvere, unire al composto di fichi mescolando bene.
Tagliare a coltello in modo grossolano le mandorle ed unirle al composto.


Foderare la leccarda con carta da forno.
Infarinare leggermente il piano da lavoro e stendere con l'aiuto del mattarello, la pasta in modo non troppo sottile. Disporre la farcia nel mezzo, ripiegare la pasta e sigillarla di sotto premendo leggermente. (se non si è stesa in forma regolare, ritagliare l'eccedenza con una rotella per pizza o un coltello non seghettato e formare dei biscotti semplici al cacao).



Tagliare il salomotto in due parti (per praticità, ma si può lasciare anche intero), avvolgerlo con pellicola e metterlo in frigo almeno mezz'ora, intanto Preriscaldare il forno statico a 165°- 170°.
Ricavare biscotti rettangolari e disporli sulla leccarda, fare cuocere per 15-20 minuti (dipende dal forno), lasciare raffreddare e degustare.
Si conservano bene in una scatola di latta per alcuni giorni

Se replichi la ricetta, essendo di mia invenzione, inserisci per cortesia il link di provenienza al mio sito, grazie :-) 
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Pasta sfoglia tradizionale Leonardo Di Carlo

Oggi una ricetta base: la pasta sfoglia ricetta di Leonardo Di Carlo che ho fatto tempo fa ma non ancora postata. Adoro questo pasticcere di cui ho già fatto sia il panettone  che la colomba, con successo ed entusiasmo, ma dico la verità: non è facile da lavorare, è piuttosto dura, poco idratata (eppure ho seguito alla lettera ingredienti e procedimento) ed io preferisco di gran lunga quella di Montersino o quella ricotta coi "giri". La posto comunque 1) per condividere la ricetta 2) se non è piaciuta a me non è detto che non piaccia ad altri, anzi.... ognuno ha i suoi gusti. 



Cosa serve per un peso totale di circa 980 g.

per il pastello:
416 g. farina 260W-280W (io ho usato quella della Garofalo)
7 g. sale fino
85 g. burro piatto per sfoglia (già laminato) io ho usato burro Corman
135 g. acqua

Poi serve:
335 g. burro piatto per sfoglia (già laminato) io ho usato burro Corman


Per prima cosa fare il pastello mettendo in planetaria (ma si può fare a mano avendo forza nelle braccia) tutti gli ingredienti (burro a pezzetti) ed impastare quel tanto che basta per ottenere un composto grumoso. Riversare il pastello sul piano da lavoro e compattarlo, avvolgerlo poi in pellicola alimentare e mettere in frigo un'ora.


Trascorsa l'ora rimodellare il panetto di burro per renderlo plastico; allargate il pastello con il matterello dandogli la forma rettangolare, mettete al suo centro il panetto di burro realizzato sempre in forma rettangolare ma più piccolo, circa la metà.



Chiudete le due estremità laterali di pastello coprendo completamente il panetto, avendo cura di non sigillarle. Appiattite con il matterello e, una volta raggiunto lo spessore di 1,5 cm, piegate la sfoglia in 3, avvolgere la pasta con pellicola alimentare e mettere in frigorifero 20/30 minuti a riposare.
Stendete nuovamente la sfoglia allo spessore di 1,5 cm, ma questa volta effettuate 4 pieghe. (guardare le fotografie)



Riporre la sfoglia, coperta da pellicola, in frigorifero e lasciare riposare per altri 60 minuti, quindi tiratela fuori dal frigorifero e ripetete nuovamente le pieghe a 3 (di nuovo riposo in frigorifero) e poi ancora le pieghe a 4.


Una volta ottenuta la sfoglia, prima di utilizzarla è necessario lasciarla riposare in frigorifero per almeno 1 ora (l'ideale è lasciarla alcune ore, anche tutta una notte). Ora si può porzionare e congelare oppure lasciarla in frigorifero ed utilizzarla nell'arco di due o tre giorni.


Pane tartaruga (con lievito madre)

Ben ritrovati con la nostra rubrica di lievitati e torte di casa! Iniziamo un altro anno con le mani in pasta con grande entusiasmo di gola e condivisione :-) 

Generalmente questo tipo di pane (forme di animaletti o comunque tutti i lievitati modellati) si fa utilizzando un impasto ricco di glutine (dunque di solito con una manitoba) e grasso: con uova, latte, zucchero, burro e lievito di birra che, in effetti, è molto più facile da gestire per le pezzature piccole.
Io, notoriamente bastian contraria e stimolata nel percorrere altre strade, ho voluto dare forma a queste simpatiche tartarughine impastando una farina di tipo 1 biologica, lievito madre e zero grassi: in pratica un impasto per un pane di campagna o ciabatta. Ho faticato un pochino, lo ammetto, ma il risultato mi ha soddisfatto appieno anche perchè l'ho regalato a due bimbi e avevo il desiderio che lo potessero gustare al pasto, volevo inoltre che fosse un pane sano fatto solitamente con farina, acqua e lievito ma lo desideravo con una forma carina, (insomma volevo tante cose tutte insieme :-)) 
In ogni caso se desiderate fare tartarughe di pane semidolce potete usare una farina 0 W 280-320 usando acqua e latte in parti uguali ed aggiungendo 40 g. di zucchero. Se si vuole aggiungere anche l'uovo occorre diminuire i liquidi, come ad esempio le mie colombelle di pane al latte, oppure il pane di Hokkaido 

Che siano di buon auspicio ai bimbi (ed ai genitori.....) per iniziare al meglio l'anno scolastico.
Sarebbe una bellissima idea se prenderete spunto per impastare insieme a loro, magari nelle domeniche autunnali piovose, che ne dite?


Cosa serve per due tartarughe da circa 500 g. caduna:

160 g. lievito madre già rinfrescato o 5-8 g. di lievito di birra fresco
500 g. farina bio tipo 1 macinata a pietra
300 g. acqua a t. ambiente
1 cucchiaino colmo di sale fino marino integrale
1 cucchiaino di malto d'orzo bio in polvere

Poi serve:
4 olive denocciolate taggiasche sott'olio
uovo + latte per spennellare

Se si vuole adoperare lievito compresso (di birra fresco) usare 5- 8 g. sbriciolato direttamente nella farina. Calcolare poi le proporzioni del corpo della tartaruga che saranno leggermente diverse da quelle da me elencate perchè si avrà meno impasto rispetto a quanto ottenuto usando lievito madre.

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 10,00
Rinfrescare il lievito madre e prelevarne l'occorrente indicato nella ricetta, metterlo in una ciotolina, coprirlo con pellicola e tenerlo a temperatura ambiente,  l'altro metterlo in frigo per la successiva panificazione (in un barattolo a chiusura ermetica)

Ore 18,00
Mettere nella ciotola della planetaria la farina e l'acqua, dare qualche giro e lasciare riposare per 30 minuti coperto. Poi unire il lievito madre a pezzi ed il malto  iniziare ad amalgamare con il gancio velocità 1. (Se si fa a mano idem in una ciotola capiente usando, naturalmente, le mani) aumentare un po’ la velocità ed unire il sale. Impastare una decina di minuti, fino a quando l'impasto risulta incordato e liscio.
Formare una palla e mettere a lievitare in una ciotola unta in luogo tiepido (forno spento con luce accesa o su un ripiano in cucina avvolgendo la ciotola con una copertina se è inverno) per 12-14 ore.



La mattina successiva: 
Riprendere l’impasto, dare una serie di pieghe per dare forza alla lievitazione in cottura, passaggio già spiegato molte altre volte (vedere altre ricette nel ricettario) 
Riprendere l'impasto, pesarlo, dividerlo a metà (cioè due tartarughe) e formare poi le pezzature, tagliare con una raschia/tarocco come segue: 

80 g. per la testa
25 g. per le 4 zampe
10 g. per la coda
300 g. per il corpo




Arrotolare prima da un lato, poi dall'altro (tenendo sempre la chiusura verso l'alto) le pezzature, poi pirlarle ottenendo delle forme rotonde. Adagiare prima la palla d'impasto più grande, che sarà il corpo della tartaruga, su una leccarda ricoperta da carta da forno, poi sistemare le quattro zampette leggermente sotto alla pancia della tartaruga, poi la coda. In ultimo allungare leggermente la pallina che andrà a formare la testa e pizzicare anche lei sotto al corpo della tartaruga.








Con la punta di un coltellino, scavare due buchini ed infilare due olive ben asciugate con carta scottex, dall'olio di conservazione, in modo da formare gli occhi.



Fare la stessa cosa con le altre pezzature per formare la seconda tartaruga. Metterle sulla placca un po' distanziate.
Coprire con pellicola in modo leggero, poi con un canovaccio da cucina pulito.  Lasciare levitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Per me tre ore. Se si usa lievito compresso basteranno 60-90 minuti


Preriscaldare il forno statico con un pentolino d'acqua sul fondo a 200° 
Intanto sbattere un uovo con un goccio d'acqua e spennellare uniformemente le due tartarughe; con le forbici incidere la bocca, e fare tre tagli alle zampe, con un coltellino affilato ritagliare tutto attorno il dorso in modo abbastanza profondo, poi formare la classica griglia del carapace.


Quando il forno è a temperatura, infornare e cuocere 15 minuti, poi togliere il pentolino d'acqua, e proseguire la cottura per altri 20 minuti, poi aprire il forno a fessura e lasciare ancora le lunette per 5 minuti. Fare raffreddare il pane su una gratella.



               I bimbi saranno felici di giocare a mangiare la testa, una zampa, un pezzo di dorso... :-))

Il nostro paniere completo ha sfornato:


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Triglie in umido con pomodorini


Cosa serve per DUE persone:

300-350 g. triglie già pulite e sfilettate
1 cucchiaio olive denocciolate sott'olio taggiasche
1 spicchio aglio
alcuni pomodorini
olio evo q.b.
sale, pepe e peperoncino q.b.
vino bianco secco per sfumare q.b.
poca acqua
una presa di buon origano (io di Pantelleria)

Fare sfilettare le triglie dal pescivendolo, lavarle ed asciugarle.
In un tegame con poco olio evo, fare insaporire a fuoco basso l'aglio con i pomodorini tagliati a pezzi, unire i filetti di triglia e le olive poi sfumare con il vino, alzare la fiamma e quando è evaporato, unire poca acqua, condire con gli insaporitori; mettere il coperchio e fare cuocere alcuni minuti.


Servire caldo

Crostata semplice di pesche


Cosa serve:

230 g. farina 00
100 g. zucchero semolato
80 g. burro + q.b. per la superficie
1 pizzico sale
la buccia grattugiata di 1/2 limone naturale
4 g. lievito per dolci
2-3 pesche gialle con la buccia (dipende dalla grandezza, io ne ho usate 2 e 1/2) mature ma ancora ben sode.
zucchero di canna q.b. per la superficie


Fare come di consueto la pasta frolla e metterla in frigorifero almeno un'ora. Preriscaldare il forno statico a 170°
Imburrare ed infarinare uno stampo da crostata (se è antiaderente con il fondo amovibile non occorre).
Riprendere la pasta, rimodellarla pochi istanti tra le mani e sulla spianatoia per renderla liscia ed elastica e stenderla ad uno spessore adeguato (il ripieno sarà abbondante non deve essere troppo sottile, per lo stesso motivo la frolla deve essere fatta con il lievito), bucherellare il fondo.
Lavare ed asciugare le pesche senza sbucciarle, non temere che una volta cotte la fastidiosa peluria della buccia svanirà, meglio tenerla perchè le fette rimarranno intatte ma cotte, diversamente si disferanno.
Tagliare le pesche a fette piuttosto sottili e sistemare un po' sovrapposte sul fondo dello stampo mantenendole non coricate, bensì un pochino oblique.
Cospargere con burro a fiocchettini e zucchero di canna (se non disponibile usare quello semolato), infornare e cuocere per 35/40 minuti, dipende dal forno, il bordo della crostata deve risultare dorato e le pesche ben gratinate.


Lasciare raffreddare completamente prima di togliere dallo stampo e servire.
Ottima, semplice ma davvero molto golosa, si manterrà bene per 3-4 giorni se la temperatura esterna non è troppo elevata, altrimenti consumare nel giro di due giorni.
(Consiglio di non mettere in frigo, la frolla ne risente per friabilità e consistenza)


Gateau di patate sapore mediterraneo

Continuiamo il filone peperoni vista la stagionalità con questa preparazione golosa. (mia mamma ne ha fatto fuori metà tutto da sola :))))
Adoro il gateau di patate in ogni declinazione, o quasi (ecco..di pesce non lo apprezzo per quanto ami sia patate che pesce, insieme non li gradisco così come accade per la pasta fresca ripiena), l'ho preparato anche semplice con prosciutto e formaggio e poi con carne e piselli (ricetta di mia mamma) - foto vecchissime devo rifarlo prima o poi e rinnovare le immagini, ma fidatevi... è buonissimo), poi quello con funghi porcini ed infine con lo speck altotesino. Provateli tutti!



Cosa serve per uno stampo da 24D: (per un stampo da 18D calcolare metà dose abbondante)


1,200 kg. di patate
1/2 kg. di peperoni  (peso al netto - già puliti)
2 cipolle di Tropea oppure primaverili bianche
olio e.v.o.
sale e pepe
basilico fresco
prezzemolo tritato q.b.
maggiorana e timo q.b.
2 cucchiaiate di capperini di Pantelleria sotto sale
2 cucchiaiate olive denocciolate 
poco burro
pangrattato
1 uovo (per lo stampo da 18D usare solo il tuorlo)
una spolverata di saporita


Far lessare le patate con la buccia in acqua abbondantemente salata.
Nel frattempo mondare e lavare i peperoni e tagliarli a listarelle corte.
Far scaldare poco olio evo in una padella antiaderente, aggiungere le cipolle
tagliate a rondelle sottili e i peperoni, far stufare molto lentamente per una decina 
di minuti, poi aggiungere i capperini dissalati, le olive, regolare il sale ed il pepe, unire poi un bel ciuffo di basilico fresco,
un trito di maggiorana e timo, aggiungere poca acqua se necessario, mettere il
coperchio e continuare a far stufare le verdure finchè rimangano cotte ma
ancora leggermente croccanti.
Schiacciare le patate con l'apposito utensile.
Aggiungere un uovo intero, prezzemolo tritato ed una spolverata di saporita, aggiustare di sale. 
Chi non conoscesse la saporita ne ho parlato qui Amalgamare bene.


Oliare e cospargere con pangrattato una teglia a cerniera di 24D. Io ho messo anche carta da forno sul fondo.
Prelevare metà del composto di patate e ricoprire la teglia.
Adagiare tutte le verdure cotte e ricoprire con quasi tutta l'altra metà rimanente 
delle patate. Cospargere poi qualche fiocchetto di burro e con una spolverata di pangrattato.
Infornare in forno già caldo a 180° ventilato per circa 35-40 minuti
Sfornare, lasciare intiepidire e servire.
Ottimo, davvero ottimo questo gateau preparato il giorno precedente e mangiato anche freddo.


                                                                       stampo da 18D