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giovedì 14 febbraio 2019
Noi della rubrica al Km 0 oggi vi suggeriamo delizie per gli innamorati, infatti il tema di oggi è: "come prenderlo per la gola al 💕1° appuntamento", io porto la colazione e, si sa, il buongiorno si vede dal mattino!
Ho preparato questa torta mimosa al cioccolato per il compleanno del mio secondogenito, Marco. Ditemi voi se c'è un amore più grande di quello per i nostri figli :-) .. ho quindi pensato che potrebbe essere il dessert adatto anche per il proprio innamorato/a. Un po' sostanzioso per colazione ma.. perchè no? Questa festa va festeggiata per benino...

Se volete prendere spunto per altre torte farcite potete dare un'occhiata alla Mimosa con ananas fresco, oppure alla torta mousse ati tre cioccolati (di Knam), oppure alla gettonatissima Torta gianduja, e poi la torta dei 21 ideata sempre per il compleanno di mio figlio, ma anche questa pavlova era strepitosa! Insomma cercate a destra della home, menù > categoria "torte di compleanno e dolci farciti"  trovarete alcune idee :-) 

Per questa versione al cioccolato della torta mimosa, essendo un'alternativa alla classica, non esiste una ricetta tradizionale dunque l'ho calibrata secondo il mio personale gusto.
Ho fatto un pan di spagna al cacao tenendomi leggera, l'ho voluto poco preponderante di sapore essendo poi farcito con una crema al cioccolato, ma nulla vieta di farlo più scuro aumentando le dosi del cacao).
Consiglio di farcire questa torta e conservarla naturalmente in frigo, il giorno precedente. I sapori e la consistenza ne guadagneranno. Consiglio poi di fare il pan di spagna uno o due giorni prima la farcitura, in modo da riuscire a tagliarlo con più facilità.

Cosa serve per il pan di spagna al cioccolato e vaniglia (tortiera da 26D)
6 uova
180 g. zucchero semolato
75 g. farina 00
75 g. maizena
30 g. cacao amaro (se si desidera un pan di spagna col sapore più spiccato di cacao, aumentare a 40g. e diminuire la maizena)
1 cucchiaino estratto di vaniglia oppure i semi di mezza bacca

Cosa serve per la crema pasticcera al coccolato (ricetta di Erst Knam)

per la crema:
250 g. latte
i semi di mezza bacca di vaniglia e la scorza della bacca in infusione
2 tuorli
15 g. farina 00
5 g. maizena
40 g. zucchero semolato

per la ganache: (io ho cambiato le proporzioni, Knam per la ganache usa 125 g. panna e 190g. cioccolato)
120 ml. panna fresca da montare (per me centrale del latte di Torino)
170 g. cioccolato fondente al 50% minimo (per me piemontese: Novi)

Cosa serve per la bagna al rum e vaniglia:
200 g. acqua
100 g. zucchero semolato
1 bicchierino rum bianco
1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia

Poi serve:
250 ml. panna fresca da montare (per me centrale del latte di Torino)


Per prima cosa il giorno precedente la farcitura (ma anche due giorni prima) occorre fare il pan di spagna.
Preriscaldare il forno statico a 180°
si può procedere in due modi:

1) mettere le uova leggermente sbattute in un pentolino e scaldarle a bagnomaria fino a 40°, poi trasferirle subito nella planetaria o ciotola usando un frustino elettrico, aggiungere il pizzico di sale, lo zucchero e montare fino a quando si ottiene un composto spumosissimo, quasi bianco, oppure
2) Montare a neve ferma (ma non fermissima) gli albumi col pizzichino di sale e con la metà dello zucchero.
A parte montare i tuorli con l'altra metà dello zucchero e la vaniglia. Unire i due composti (gli albumi nei tuorli) mescolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto.

Per entrambe le opzioni poi proseguire unendo al composto montato delle uova, la farina+maizena+cacao usando un colino/setaccio e mescolando dal basso verso l'alto, in modo da fare amalgamare senza smontare il composto. Mescolare quel tanto che basta, non oltre altrimenti si rovina la massa ricca d'aria e dunque non si otterrà un pan di spagna soffice.
Versare il composto nello stampo imburrato ed infarinato e cuocere per 25-30 minuti. Fare la prova stecchino. Poi sfornare e quando è freddo, ribaltare il pan di spagna su una gratella in modo che raffreddi. Se si prepara il giorno o i giorni precedenti, quando è freddo, avvolgerlo con pellicola alimentare.






Mettere in frigo planetaria (o ciotola) e le fruste che si useranno per montare la panna.
Preparare la crema pasticcera al cioccolato:

mettere a scaldare il latte con la vaniglia (anche in microonde), a parte in un altro pentolino sbattere i tuorli con lo zucchero, unire l'amido di mais e la farina di riso; quando il latte è caldo unirlo al composto di uova, mescolare subito e porre sul fuoco lasciando addensare e cuocere per circa due minuti dal bollore senza mai smettere di mescolare con una frusta. Togliere dal fuoco, travasare in una ciotolina, coprire con pellicola a contatto e lasciare intiepidire. Intanto prepare la ganache tritando grossolanamente a coltello il cioccolato, scaldare la panna e rovesciarla sul cioccolato in tre step, mescolando di continuo fino ad ottenere una crema vellutata, lasciare raffreddare ed unire la ganache alla crema pasticcera. Mescolare accuratamente, coprire con pellicola e tenere a temperatura ambiente.
Montare i 250 ml. di panna non eccessivamente ed unirla alla crema pasticcera al cioccolato ormai fredda, mescolando con una frusta a mano. Amalgamare bene per non formare grumi, coprire e conservare in frigorifero.


Fare la bagna: fare bollire l'acqua con lo zucchero e la vaniglia due minuti. Spegnere. Lasciare intiepidire ed unire il rum. Fare raffreddare completamente.
Prendere il pan di spagna, appoggiarlo su un tagliere o su un sottotorta che si usa per farcire. Tagliarlo in due o tre strati (il mio era altissimo! L'ho tagliato in due ma se si riesce ottenere un'altezza come questa, consiglio di fare tre dischi, sarà più gestibile e di consistenza migliore.)




Eliminare con il coltello dentellato del pane, la superficie (cioè la "crosta"). Appoggiare sul pan di spagna da 26D una tortiera più piccola (24D), incidere con un coltellino tutto attorno alla circonferenza. Da questa ricavare dei cubettini piccolissimi di pan di spagna, saranno quelli che daranno l'effetto mimosa alla torta. Tenere da parte.
Eliminare anche la crosticina dei bordi se ci fosse.
Tagliare ora orizzontalmente il pan di spagna ricavando due o tre dischi a piacere.

Posizionare un disco sul tagliere, bagnare con la bagna alla vaniglia e rum in modo omogeneo e generoso. Farcire con parte della crema. Appoggiare l'altro disco e continuare in questo modo. Farcire poi l'ultimo strato e i bordi della torta.



Cospargere (facendoli aderire) i cubettini di pan di spagna tenuti da parte. Mettere in frigo la torta per alcune ore. Se il giorno precedente è meglio. Tirarla poi fuori dal frigo una ventina di minuti prima di servirla.




Se  replichi la ricetta, per piacere, inserisci il link di provenienza al mio blog, grazie :-)

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lunedì 11 febbraio 2019
Ovviamente questo piatto è chiamato impropriamente carbonara... di carbonara c'è solo l'originale, tutte le altre sono pastasciutte con l'uovo e verdure o pesce, come in questo caso; tuttavia bisogna pur trovare un titolo al piatto e "spaghetti con uovo e salmone" non mi piaceva :-) per cui fatemelo passare dai :-) 


Cosa serve per DUE persone:
160 g. spaghetti
60 g. trancetti di salmone norvegese affumicato
Olio evo q.b.
1 spicchio aglio
2 tuorli
Un goccio vino bianco secco per sfumare
Scorza limone naturale grattugiata q.b.
Prezzemolo e maggiorana q.b.
Una macinata di mix di pepe


Mentre la pasta cuoce come di consuetudine, fare insaporire a fuoco basso un filo d’olio con l’aglio, unire i trancetti di salmone affumicato, sfumare con il vino bianco, fare prendere calore pochi istanti mescolando, poi eliminare l’aglio, aggiungere una spolverata di prezzemolo e maggiorana e spegnere.
Quando gli spaghetti sono al dente, scolarli e farli saltare con il condimento al salmone, a fuoco spento e padella calda, aggiungendo i tuorli precedentemente sbattuti e di acqua di cottura quanto basta per creare una cremina.
Impiattare e unire una grattata di scorza di limone, una macinata di pepe creola ed un filo d’olio evo a crudo. Servire subito (la luce è orribile, abbiate pazienza era sera)


giovedì 7 febbraio 2019
Oggi, per la rubrica Il Granaio - Baking time ho preparato un pane che mi ha dato molta soddisfazione :-) mi sono ispirata alle creazioni bellissime di Josep Pascual, su youtube si trovano molti video da cui prender spunto. Peccato non si trovino le ricette e tutti i passaggi, ecco perchè parlo di ispirazione, per la forma, e purtroppo si vedono solo spezzoni (ovvio... sennò che senso avrebbe partecipare ai corsi? eh!) ma il resto è farina del mio sacco (tra l'altro, non vorrei dire una bestialità, ma mi sembra che lui usi lievito di birra)  poco male, diciamo che me la cavo abbastanza da poter mettere a punto le varie proporzioni acqua-farina ed il resto degli ingredienti ed il procedimento :-) 

Se desiderate altre ricette di pane di semola, ne ho fatte molte altre, ad esempio potete dare un'occhiata a questa ciabatta senza impasto, oppure ad impasto tradizionale, cioè la ciabatta di grano duro Senatore Cappelli,  ciabattine di grano duro Senatore Cappelli, oppure filoncini di semola rimacinata, o ancora questo bellissimo girasole di semola, ma anche queste sfiziose lunette di grano duro di Altamura e molte altre nel menù a destra del blog :-)

Cosa serve per una pagnotta da 760 g. se si usa lievito madre o 700 se lievito di birra fresco:

400 g. semola bio di grano duro rimacinata
290 g. acqua appena tiepida
1 cucchiaino scarso malto d’orzo bio liquido
10 g. sale fino marino integrale
60 g. lievito madre già rinfrescato 4 ore prima (oppure 5 g. lievito di birra fresco)
Olio evo q.b. per spennellare
Semi di sesamo bio q.b.
Semi di papavero q.b.

Rinfrescare il lievito madre, prelevarne 60 g., metterlo in un bicchiere coprendolo con pellicola e lasciarlo lievitare poi mettere nel frigo, come di consueto, quello che servirà per le prossime panificazioni.
Nella ciotola della planetaria o in una capiente ciotola se si impasta a mano, mettere 270 g. di acqua appena-appena tiepida o a t.a e tutta la farina, mescolare in modo grossolano con un cucchiaio di legno, coprire con pellicola e lasciare a t.a. (questa operazione si chiama autolisi, servirà a migliorare il pane).
Quindi lasciare riposare/lievitare impasto e lievito madre in contemporanea per 4 ore.
Se si usa il lievito di birra fresco, naturalmente, si sbriciolerà all’impasto dopo l’autolisi.
Trascorso il tempo, accendere l’impastatrice (o proseguire a mano), iniziare ad impastare a velocità minima aggiungendo il malto e, poco per volta, a cucchiaiate, la restante acqua. In ultimo il sale.
Continuare ad impastare aumentando la velocità fino a quando l’impasto risulta incordato e si stacca dalle pareti.
Oliare una ciotola e oliare anche le mani, prelevare l’impasto e dare due o tre pieghe. Chiuderlo coi lembi di sotto, pirlando la palla di impasto e adagiarlo nella ciotola, coprire con pellicola e poi con un canovaccio, e lasciare a t. a. per alcune ore (dipende dalla stagione, se è inverno 4-5, se è estate 2-3) poi trasferire la ciotola in frigo fino all’indomani mattina o comunque per 12 ore circa.

Trascorso questo periodo (l’impasto freddo da frigo sarà molto maneggevole e di facile gestione oltre che non appiccicoso), riprendere l’impasto, riversarlo delicatamente su una spianatoia o foglio di silicone se occorre leggermente infarinato con la semola, pesarlo e, con un tarocco, prelevarne 240 g. se si è usato il lievito madre o 210 se con l.d.b.
Prendere la parte più grande e portare i lembi di pasta verso il centro (come già detto e fotografato tante volte), arrotolare la palla di impasto pirlandolo, tornendolo, e tenere da parte.

Con il mattarello stendere questa porzione di pasta ottenendo un sfoglia tonda (come da foto), spennellare con olio evo questo rettangolo di impasto e la palla tenuta da parte dalla parte opposta della chiusura dei lembi, cospargere con semi di sesamo e di papavero, schiacciando leggermente per farli aderire; appoggiare la palla di impasto sul rettangolo capovolgendola – quindi la parte coi semi andrà di sotto a contatto con il rettangolo oliato e la chiusura sopra. Chiudere a pacchettino il rettangolo di pasta tutt’attorno alla palla coi semi.





Infarinare un cestino da lievitazione o usare uno scolapasta ricoperto da un canovaccio infarinato o, ancora, oliare con la punta delle dita una ciotola d’acciaio spolverizzarla di farina, appoggiare l’impasto tenendo la chiusura verso l’alto, coprire con pellicola alimentare e fare lievitare al raddoppio.



Il tempo è variabilissimo. Dipende dalla stagione e dal lievito utilizzato.
Io che ho usato (poco) lievito madre l’ho tenuto 4 ore.
Se si usa lievito di birra può bastare presumibilmente un’ora e mezza o poco più. Controllare visivamente la crescita dell’impasto.



Quando l’impasto è pronto per essere cotto, preriscaldare il forno a 250° statico spruzzando (con un vaporizzatore o arrangiandosi con le mani) abbondante acqua sia sul fondo che sulle pareti del forno.
Quando è a temperatura, capovolgere l’impasto (e quindi la parte superiore sarà quella chiusa con all’interno  la palla coi semi) su una leccarda rivestita con carta da forno, spolverizzare con poca farina di semola (se occorre, se si aveva già infarinato il contenitore a sufficienza, non metterne altra), con un coltellino affilato o lametta che si usa solo a questo scopo, praticare un taglio a croce per fare aprire l’involucro di pasta (camicia appunto) e fare fuoriuscire la palla d pane interna coi semi.


Infornare poi dopo 10 minuti poi aprire il forno, spruzzare di nuovo con l’acqua le pareti del forno, abbassare la temperatura a 190° e proseguire la cottura altri per 30-35 minuti.
Il pane è cotto quando, “bussando” il fondo si sente un rumore sordo. Poi spegnere il forno, aprire lo sportello e lasciare all’interno il pane ancora 5 minuti prima di sfornarlo e metterlo sulla gratella a raffreddare.

                                                                 nel forno in cottura....

       la foto del pane tagliato non ce l'ho perchè l'ho portato via, a cena da  amici, mi dispiace:-)

se replichi la ricetta, per cortesia, inserisci il link di provenienza ail mio sito, grazie:-) 

Il nostro paniere completo ha sfornato:


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                                                           @ilgranaiofoodblogger
lunedì 4 febbraio 2019
Cosa serve:

300 g. farina integrale di grano tenero (per me tedesca)
175 g. panna fresca liquida
80 g. datteri denocciolati
120 g. zucchero di canna grezzo
1 pizzico sale
1 uovo
1/4 bustina lievito per dolci
1/4 bustina bicarbonato di sodio (o la punta di un cucchiaino)


Mescolare la farina con le altre polveri, unire la panna e lo zucchero. Azionare per pochi istanti  la planetaria con la foglia o il robot da cucina provvisto di cutter. (o Fare l'impasto a mano, in questo caso mettere tutto in una ciotola e amalgamare con la punta delle dita velocemente, l'impasto non va lavorato ma assemblato altrimenti non diventa friabile).



Unire l'uovo e i datteri tagliuzzati in modo grossolano (i pezzi si devono vedere e sentire). Amalgamare quel poco che serve per unire il tutto, formare un panetto, avvolgerlo con pellicola alimentare e mettere a riposare in frigorifero un'ora.
Preriscaldare il forno statico a 170°
Stendere l'impasto in una sfoglia non sottile, infarinando piano da lavoro e mattarello, coppare con il tagliabiscotti desiderato (io ho usato quello quadrato, tondo e a fiore), adagiare i biscotti sulla leccarda coperta da carta da forno e fare cuocere per 15 minuti, poi aprire il forno a fessura e lasciare ancora dentro la leccarda per 2-3 minuti, poi sfornare e mettere i biscotti su una gratella a raffreddare: di seguito conservarli in una scatola di latta.


           Se replichi la ricetta, per cortesia inserisci il link di provenienza al mio blog. Grazie
venerdì 1 febbraio 2019
Cosa serve per 1 persona (porzione abbondante) o 2 miniporzioni:

2 coscette (con sovracosce) di faraona (con la pelle) disossate dal macellaio
sale e pepe q.b.
alcune albicocche secche
alcune prugne secche senza nocciolo
2 fette prosciutto crudo dolce (di Parma o S.Daniele)
olio evo q.b.
poco vino bianco secco
un bicchierino liquore al mandarino

Salare e pepare la carne, farcire con la frutta fatta a pezzetti e il prosciutto crudo.
Arrotolare le cosce e legarle con spago da cucina.




In un tegame scaldare un filino di olio evo e fare rosolare la carne, sfumare con poco vino bianco e il liquore al mandarino, mettere il coperchio e cuocere per 40 minuti. Se serve aggiungere ogni tanto un goccio d'acqua.
A fine cottura lasciare intiepidire, togliere lo spago, eliminare la pelle (viene via in un attimo ma è da tenere in cottura, in questo modo la carne resterà morbidissima e saporita e non stopposa), servire.


Volendo si può creare una salsina per nappare le rolatine una volta tagliate a fette, semplicemente unendo 1/2 cucchiaino di maienza sciolto in un pochino d'acqua fredda al fondo di cottura, ottenendo così una salsina; io ho evitato perchè avendo mantenuto appositamente la pelle perchè la faraona risultasse morbida, il sughino è risultato essere un po' grassottello e a me non piace (oltre il fatto che è calorico...)

Se replichi la ricetta inserisci per cortesia, il link di riferimento al mio sito, grazie:-) 
lunedì 28 gennaio 2019
Per l'impasto di queste bugie, non ho fatto il mio solito che faccio da vari decenni, ma ho voluto provare quello di Massari. (che è più ricco, ma il mio è più profumato per gli aromi del vino +  liquore e del limone, la ricetta la trovate qui), la farcitura invece l'ho pensata in base a ciò che avevo in dispensa. Buona, mi è piaciuta, anche se alla fine preferisco la classica confettura di albicocche.
Sensazioni: non credo replicherò l'opzione forno... fritte sono un altro pianeta sia per sapore goloso quali sono i dolci del carnevale, che come consistenza. Quelle cotte al forno sono secche invece d'essere friabilissime. 
Morale:  in regime di dieta o si sgarra e se ne mangiano un paio fritte a dovere e si gode, o tanto vale mangiare fette biscottate spalmate con poca confettura light; la gratificazione non è poi così discordante ma la calorie, in ogni caso, si... perchè la bugia cotta in forno non è nemmeno vicina alla golosità della bugia fritta :-) 
questo naturalmente il mio gusto e parere.


Cosa serve:

250 g. farina manitoba
30 g. zucchero semolato
30 g. burro morbido
85 g. uova (2 piccole)
25 g. marsala
2,5 g. sale
Scorza grattugiata mezzo limone
I semi di mezza bacca di vaniglia
Un pizzico di lievito per dolci + un pizzico di bicarbonato di sodio (mia aggiunta dato che le cuocio in forno)

Poi serve per il ripieno:
confettura alle pere q.b. (io, avendo finito la mia home made,  ho usato Fiordifrutta senza zuccheri aggiunti - Rigoni di Asiago) 
crema spalmabile alla nocciola Novi q.b.


Impastare gli ingredienti, formare una palla e farla riposare, avvolta da canovaccio o pellicola, o a campana con una ciotola, per mezz’ora/un’ora.
Stendere la pasta sottilmente.



Alcune le ho tagliate a losanghe e lasciate vuote, altre le ho riempite di confettura e fatte cuocere in forno
Statico preriscaldato a 180° per 8-10 minuti.
Poi spolverizzarle con zucchero a velo




giovedì 24 gennaio 2019
Noi della rubrica al Km 0 oggi prepariamo ricette dedicate al mare fuori stagione; personalmente l'adoro. Il piemonte, si sa, non è sul mare :-))) ma ho potuto in ogni caso cucinare usando anche prodotti a Km0 (anzi metro zero nel mio caso :-)) e di stagione. Io ho preparato la cena ed ho utilizzato pomodoro conservato al naturale dalla sottoscritta (se vuoi vedere ricette di conserve clicca qui, se vuoi leggere consigli su come conservare frutta e verdura clicca qui ) e arance naturali visto che siamo in piena stagionalità.


Cosa serve per DUE persone:

600-800 g. moscardini bianchi freschi
150 g. polpa fine di pomodoro (io ho usato la mia conserva cruda di pomodoro a pezzi)
1 cipolla piccola rossa dolce tagliata a fettine
Il succo di mezza arancia naturale
scorza di arancia naturale q.b.
sale e pepe q.b.
un filo d’olio evo
½ carota tagliata a dadini piccoli (o una intera se piccola)
Acqua q.b.

(Personalmente non amo i molluschi puliti e congelati, ma si possono naturalmente utilizzare)
Pulire molto bene i moscardini dall’inchiostro, eliminare la sacca e il becco, tirare via la pelle se non piace (io la tolgo), lavare a lungo i tentacoli sotto acqua corrente fredda per togliere ogni impurità.
Su un tagliere, con l’aiuto di un batticarne, battere bene i moscardini per renderli più morbidi.



In un tegame caldo senza aggiunta di condimenti, fare rosolare i moscardini, si arricceranno e tireranno “fuori” la loro acqua naturale, quando evaporata, unire tutti gli altri ingredienti tranne la scorza, aggiungere mezzo bicchiere scarso d’acqua, salare leggermente, mettere il coperchio e portare a cottura. (circa 50 minuti).


A fine cottura spolverizzare con la scorza d’arancia e servire con la dadolata di carota e il sughetto


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