Plum-cake di mais al limone


Questo è un dolce di una semplicità imbarazzante ma mi riporta alla mia infanzia quando nella mia cittadina, in piemonte, durante le feste ammiravo(e qualche volta potevo gustare) nelle vetrine delle pasticcerie i dolci preparati con la farina di mais. Profumatissimi, semplici, direi casalinghi (ed era proprio quello il bello ed il buono), golosissimi.
Chissà perchè da moltissimi anni non ve n'è più l'ombra. 
Erano tortine a forma di cupola, decorate semplicemente con una spolverata di zucchero a velo e, di tanto in tanto, con qualche fiorellino di zucchero. Mia nonna le faceva così. 
Ho preparato un dolce a forma di plum-cake che mi ricorda molto, per il sapore, colore ed il profumo, quella tortina della festa.


Cosa serve:


125 g. farina di mais fioretto
125 g. farina rinforzata
170 g. burro
130 g. zucchero
4 uova
1/4 di bicchiere di latte
1 bustina lievito per dolci
1 limone bio
zucchero a velo

Sbattere a lungo con le fruste le uova a temperatura ambiente con lo zucchero.
Unire la buccia grattugiata del limone, il latte e le farine setacciate con il lievito.
Unire poi il burro appena fuso a filo, poco alla volta.
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake e versare il composto.
Cuocere nel forno già caldo a 170° per 45 minuti.
Quando è raffreddato spolverizzare con zucchero a velo







Ciambella di ricotta e mele

Cosa serve:

300 g. di ricotta
300 g. di farina 00
250 g. di zucchero semolato
3 uova
1 bustina di lievito
1 limone bio
burro
un pizzico di sale
3 mele renette

Affettare le mele e tagliarle a spicchi, irrorarle con un po' di succo di limone
Montare le uova a temperatura ambiente con 230 g. di zucchero fino ad ottenere
una crema soffice e spumosa.
Aggiungere un pizzico di sale.

Unire la scorza grattugiata del limone, unire la ricotta precedentemente setacciata.
Aggiungere la farina setacciata al lievito.
Imburrare ed infarinare leggermente uno stampo a cerniera.

Versare il composto e disporre a raggiera le mele.
Spolverizzare la superficie con lo zucchero rimasto.


Infornare a 180° nel forno già caldo per circa 40 minuti.
Fare la prova stecchino.
Far raffreddare su una gratella e servire.








Cucina nuova, trasloco e un arrivederci

Come promesso passo per un saluto, un arrivederci a metà novembre (sperando che davvero mi diano la linea adsl come mi hanno detto nell'arco di 15 giorni....) e, come promesso condivido con voi la gioia per la mia nuova cucina.
Incasinata, incompleta, aspirapolvere tra i piedi, valigetta con le placche ancora da ordinare (da scegliere in realtà) applique che mancano e mancheranno ancora per un bel po' visto che non ho avuto il tempo di sceglierle e comunque ho gusti difficili, dicono.. (cioè dicono rompipalle veramente) ma insomma: perchè comprare la prima cosa che capita? per me i dettagli sono importanti. Uno vicino all'altro, poi, nel complesso devono creare un ambiente armonioso PER ME. (questo è un messaggio per i miei figli :-)) e credo che finchè non sarò convinta terrò le lampadine appese ai muri... piatti di plastica sparsi con qualche frutto per smorzare la fame del solito pranzo al volo col solito panino, giacche, sacchi dell'immondizia, secchio per lavare per terra, scatola con mensole che in realtà non so ancora dove collocare... insomma è ancora un casotto infernale.  Però ieri mi hanno finalmente collegato il gas e ci siamo fatti il caffè :-). Quando sarà tutto in ordine e con le mie cose in bella vista, magari ne faccio una finale e la tengo nella mia home page.
(sul davanzale davanti al tavolo però ho già portato delle orchidee... così mi sembrava "più" casa!)

Sotto il piano cottura, come vedete, manca il ripiano, e non solo lì, manca anche sotto il cassetto dell'isola - :-((( sono un po' incavolata (mi domando quando si decideranno a consegnarmelo) e lì farò cucire una tendina (sapete come si usava una volta? ecco.) che farà pandant con i cuscini copri sedia - tovaglia - tendine. Il tutto ancora in cantiere nella mia testolina. Tradotto: starò senza per mesi e mesi...
Ah! dimenticavo: i mobili sono in legno massello rovere patinato bianco-avorio, in perfetto stile country/provenzale (o che dir si voglia),  che mi piace tanto :-)

Vabbè da fare ne ho ancora parecchio e non solo per la cucina, ma non sto a tediarvi per le altre stanze, qui si parla e ci si dedica alla cucina e cucina sia!
Le foto fanno schifo, lo so, le ho fatte di corsa col cellulare, ma giusto per darvi un'idea del contesto: parete attrezzata/isola per pasticciare le mie preparazioni frontale alla parete ed il tavolo e  sedie per 4 persone (anche se in realtà ci si può stare anche in 6) più in là. Ecco.
Boh non so nemmeno se interessi questo post, magari poi lo cancello, ma visto che qualche amica foodblogger mi è stata molto vicina (molto) ed è felice per me... ecco... massì le pubblico, per ora,  và. Grazie ancora e a presto  -spero- :-) bacioni!





A PRESTO!

Gateau di patate e speck


Cosa serve:

1 kg. di patate pasta gialla
50 g. di speck Alto Adige
50 g. fontal nazionale
pangrattato
burro
prezzemolo tritato
saporita
1 uovo intero + 1 tuorlo

Lessare con la buccia le patate in acqua abbondantemente salata.
Schiacciarle con lo schiacciapatate.
Aggiungere lo speck tritato finemente, l'uovo intero ed il tuorlo, una bella spolverata di saporita, prezzemolo fresco tritato e aggiustare il sale.
Amalgamare bene.
Imburrare una pirofila e fare uno strato con metà del composto.

Tagliare il fontal a striscioline e adagiarle sul composto di patate.
Coprire con l'altra metà.
Cospargere con pangrattato e fiocchetti di burro.
Infornare in forno preriscaldato a 190° per circa 20 minuti, poi spegnere il forno
ed accendere il grill per altri 5 minuti.


Servire.

Strudel con pesche, amaretti, cacao e ricotta

Abbiamo gustato le ultime pesche in un goloso strudel :-)


Per 6 persone


Cosa serve per la pasta strudel (dosi per 2 strudel)


250 g. farina rinforzata o 00

60 g. burro
1 uovo
6 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale.

Cosa serve per il ripieno (dosi per 1 strudel)


4 pesche gialle mature

40 g. cacao amaro
10 amaretti
80 g. ricotta
50 g. zucchero a velo
80 g. zucchero semolato
poco latte
pane grattugiato.

FARE LA PASTA PER STRUDEL:


Leggere la ricetta cliccando qui



Dunque sulla sfoglia spolverizzare una cucchiaiata abbondante di pangrattato
precedentemente leggermente tostato in un padellino antiaderente, a fuoco basso, attenzione che non bruci altrimenti diventa amaro

Preparare ora il ripieno:

Pelare le pesche e tagliarle a cubetti. Aggiungere lo zucchero semolato e lasciare macerare una decina di minuti.



Intanto tritare finemente gli amaretti. Metterli in una ciotolina e amalgamare la ricotta, lo zucchero a velo ed il cacao.
Se la ricotta dovesse essere asciutta, aggiungere un goccio di latte.
Deve rimanere un composto morbido ma compatto.


Disporre a mucchietti questo composto sulla sfoglia e sul pangrattato,
cospargere poi anche le pesche scolate dal liquido.


Chiudere la parte più lunga facendo una "piega" di pasta verso l'interno,
in modo tale che non fuoriesca il ripieno.
Arrotolare poi con molta delicatezza lo strudel su se stesso facendo in modo
tale che l'estremità rimanga di sotto.

Trasferirlo (sempre con delicatezza) su carta forno e poi su una placca o pirofila.

Spennellare con latte e praticare due incisioni per far sì che l'umidità esca
e il dolce cuocia perfettamente all'interno.


Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti
Far raffreddare e spolverizzarlo con cacao amaro.







Pane - baguette - semintegrali con pasta madre

Sono appassionatissima di pane. Mangiarlo ma anche prepararlo. Mi piace in tutte le sue forme e mi piacciono quasi tutte le farine, ad essere sincera più è semplice, più lo apprezzo, anche se ogni tanto mi diverto ad arricchirlo con olive, semi, pomodori secchi, noci ecc. ecc. in questo caso si tratta di baguette semintegrali.




Cosa serve:

500 g. farina integrale bio
250 g. farina rinforzata bio
150 g. semola rimacinata grano duro bio
400 ml. acqua
200 ml. latte
1 cucchiaio raso sale
30 ml olio e.v.o
300 g. pasta madre rinfrescata
oppure 35 g. lievito fresco
2 cucchiaini di zucchero

Se si usa il lievito fresco scioglierlo nel latte appena tiepido.
Se si usa la pasta madre scioglierla nell'acqua tiepida.
Amalgamare tutti gli ingredienti insieme alle farine setacciate, impastare a lungo
finchè si ottiene un impasto liscio ed elastico.
Metterlo a lievitare coperto da un canovaccio in luogo tiepido
(va bene il forno spento con la lucina accesa) finchè ha raddoppiato il volume.
Riprendere l'impasto e sgonfiarlo delicatamente.

Dividerlo in due.

Assottigliare l'impasto con il mattarello e arrotolare la pasta.
Praticare tre incisioni trasversali su ogni baguette.
Ricoprire e rimettere a lievitare ancora per due- tre ore



Mettere nel forno un pentolino d'acqua.
Accendere il forno a 220°. Quando sarà caldo infornare il pane.
Dopo 10 minuti abbassare il forno a 180° e continuare la cottura per altri 45 minuti circa.





Frittura di funghi porcini

Cosa serve:

funghi porcini q.b.
uovo sbattuto q.b.
pangrattato q.b.
sale fino q.b.
olio per friggere q.b.



Non lavare sotto l'acqua corrente i funghi, ma grattare con un coltellino affilato il gambo, dividerlo dalla cappella e pulire bene ogni impurità con uno straccetto bagnato e strizzato.

Tagliare a fette, passarle nell'uovo sbattuto, nel pangrattato e friggere.
Spostare i funghi su carta assorbente e salare.
Servire subito...e... buon'appetito :-)))



Baci di dama piemontesi


Oggi occorre un dolcino per tirarsi sù di morale.
Non si preparano in occasioni particolari, durante le feste comandata, si preparano e gustano ogni volta che si ha voglia di golosità, di una coccola per se stessi o da regalare agli altri, per cui si infornano sempre e sempre si trovano nelle pasticcerie.
Qualcuno dice che siano nati da un'idea di rappresentare l'unione tra due bocche, insomma di un bacio, mah! boh. Non lo so, sarà.
Parliamo di baci di dama, ecco.. ci sono due filosofie: chi usa le mandorle, chi le nocciole. Chi usa il cioccolato fondente sciolto, chi la crema gianduia.  Giusto per complicarsi la vita, in Piemonte le ricette subiscono variazioni e variabili da provincia a provincia. Succede così anche nelle altre regioni?
Comunque.. io ho usato le mie nocciole (+ pochissima farina di mandorle) Nel giardino abbiamo un nocciolo, non è gigantesco, produce nocciole piccoline, diventi matto a sgusciarle, ma ne vale la pena perchè sono davvero gustosissime.

Poi, ho usato del burro che avevo comprato in montagna (ne ho comprato una quantità importante e poi l'ho congelato) da un malgaro.
Ed ho usato, per congiungere le due metà, cioccolato fondente + una piccola parte di cioccolato gianduia.

Ho diminuito le dosi del burro, aggiungendo poco latte. Il risultato è stato molto soddisfacente.


Cosa serve:
200 gr. farina 00
150 gr. nocciole sgusciate, tostate, private della pellicina e tritate
50 gr. farina di mandorle o mandorle tostate e tritate
160 gr. di zucchero a velo
160 gr. di burro ammorbidito
1 tuorlo
poco latte
1/2 bustina di lievito.


Per sigillare:
70 gr. di cioccolato fondente
20 gr. cioccolato gianduia


Amalgamare lo zucchero con il burro ammorbidito fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere il tuorlo d'uovo. La farina setacciata al lievito, mandorle e nocciole e poco latte, quel tanto che basta per ottenere un impasto corposo ma non asciutto.
Formare una palla, avvolgerla in pellicola e mettere in frigo per una mezz'ora.
Accendere il forno a temperatura dolce/media 165°/170°
Prelevare un pochino di impasto (dipende da quanto volete sia grandi o piccoli i baci), formare una pallina e disporla sulla placca da forno, ricoperta da carta-forno. Premete ma proprio leggermente. Cuocendo, la pallina tenderà ad allargarsi un pochino.  Continuate fino ad esaurimento della pasta, lasciando un po' di spazio tra una pallina e l'altra.




Cuocere per una ventina di minuti.


Sfornare e mettere a raffreddare su una  gratella. Saranno morbidissimi quando sono ancora caldi, per cui o li prendete con una spatolina o, se li prendete con le mani, abbiate l'accortezza di non premere, sennò li schiaccerete. Raffreddandosi e asciugandosi, diventeranno friabilissimi.



Quando saranno freddi (io questa operazione la faccio il giorno dopo se li preparo di sera, o dopo qualche ora se li preparo di giorno) preparate il cioccolato.
A bagnomaria fate sciogliere i due cioccolati a fuoco bassissimo, mescolando con una spatolina o un cucchiaio di legno.
Prendete una metà, intingetela appena nel cioccolato fuso e caldo e unitela subito ad un'altra metà facendo una pressione lieve.
Ecco i baci di dama piemontesi pronti. 








Bonet al cioccolato

Oggi posto una ricetta conosciutissima e di semplice esecuzione, dunque non mi darete il premio per originalità :-) tuttavia è un dolce al cucchiaio golosissimo che fa parte della tradizione della mia regione, il Piemonte, e quindi non posso non condividere con Voi, più che gli ingredienti e la procedura, già noti, (anche se ogni tanto mi capita di leggere ingredienti aggiuntivi improbabili....) le proporzioni degli stessi che conferiscono poi un sapore diverso. Aggiungo che il bonet, il suo nome,  deriva da un antico recipiente di cottura: uno stampo in rame rotondo, a ciambella. Mia nonna quando era giovane preparava i dolci nel forno a legna e mia mamma, che era piccolina, dice che erano buoni, ma così buoni....



Cosa serve per 8 generose porzioni:

1/2 lt. di latte
200 ml panna liquida
6 uova
80 g. di cacao amaro
2 cucchiai di rum
100 g. di amaretti sbriciolati
6 cucchiai di zucchero + 6 per caramellare



Montare brevemente le uova con i 6 cucchiai di zucchero, unire il rum, gli amaretti, il cacao,
il latte e la panna.
In un casseruolino dal fondo spesso ed antiaderente far sciogliere molto lentamente lo zucchero restante con un goccio di acqua, non mescolare ma agitare il casseruolino,
finchè il caramello è pronto.
Rivestire con quest'ultimo uno stampo col buco.
Versare il composto e cuocere a bagnomaria in forno a 200° per circa 40 minuti.



Lasciare raffreddare, riporre in frigorifero un paio di ore, sformare e servire.







Pasta (Maltagliati freschi) e fagioli di Saluggia

Qui in Piemonte sono molto conosciuti i fagioli di Saluggia, un paese in provincia di Vercelli. Sono legumi gustosissimi adatti alle zuppe e primi piatti. Famosi soprattutto perchè ingrediente principale della più famosa panissa :-)


Cosa serve per i maltagliati:


200 g. farina 00

2 uova medie
un pizzico di sale
poco olio evo
farina di semola rimacinata per spolverizzare

Poi serve:


1 etto e mezzo lardo pancettato

1 cipolla bianca
1 costa tenera di sedano bianco
1 foglia di alloro
1 pezzetto di carota
2 manciate di fagioli freschi o secchi
2 patate
brodo di carne q.b.
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
sale 
parmigiano grattugiato
prezzemolo fresco tritato

Mettere in ammollo i fagioli se si usano secchi per 6/8 ore (sennò saltare questa operazione).


Preparare la pasta fresca: mettere sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungere un pizzico di sale, una cucchiaiata di olio evo e le uova. Impastare fino ad ottenere un composto elastico. Coprire con un canovaccio e lasciare riposare una mezz'oretta.




Intanto mettere sul fuoco una pentola di coccio se si possiede o una pentola da fondo spesso.
Fare stufare in poco olio evo la cipolla, la carota ed il sedano tritati, unire il lardo tritato e fare rosolare. Aggiungere la foglia di alloro e i fagioli. Abbassare la fiamma.
Mentre i fagioli si insaporisco, pelare e tagliare a tocchi grandi le patate ed unirle ai fagioli.



Coprire con circa 1 lt. e mezzo di brodo caldo, (dipende se si desidera una zuppa più brodosa o densa - va a gusti). Unire il concentrato di pomodoro. Se si usa brodo di carne non occorre aggiungere sale, se si usa brodo vegetale o di dado, salare leggermente.
Mettere il coperchio e cuocere finchè le patate saranno morbide. (circa 30 minuti)
Nel frattempo riprendere la pasta. Stenderla sottile col mattarello o con la macchina tirapasta. Ricavare delle strisce. Tagliare in modo grossolano (da qui il termine "maltagliati") con la rotella tagliapasta, se si vuole ottenere l'effetto crestina, altrimenti con un coltello affilato,  tanti rombi.



Infarinarli con farina di semola rimacinata e tenere da parte.
Prelevare 3/4 dei tocchetti di patate e metà dei fagioli con una schiumarola e passarli al passaverdura. Rimettere poi il passato nella pentola. 

Eliminare la foglia dell'alloro. Unire i maltagliati, fare cuocere pochi minuti (dipende da quanto avete tirato sottile la pasta), spegnere il fuoco, condire con un filo di olio evo, una spolverata di prezzemolo fresco tritato e servire con parmigiano grattugiato a parte.







Strudel finissimo di pere, cioccolato e crema


Cosa serve per la pasta strudel (dosi per 2 strudel)

250 g. farina rinforzata o 00
60 g. burro
1 uovo
6 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale.

Cosa serve per il ripieno:

3 pere mature (ottime la qualità e le dimensioni "fiorella")
250 g. latte
40 g. zucchero
15 g. farina 00
2 tuorli d'uovo
la punta del coltello di semi di vaniglia
60 g. cioccolato fondente tritato grossolanamente
ruhm
latte per spennellare
pane grattugiato
zucchero a velo.

FARE LA PASTA PER STRUDEL:

Per vedere come si fa cliccare qui


Dunque sulla sfoglia spolverizzare una cucchiaiata abbondante di pangrattato
precedentemente leggermente tostato in un padellino antiaderente, a fuoco basso, attenzione che non bruci altrimenti diventa amaro.

PREPARARE IL RIPIENO:

Fare la crema montando i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e, sempre mescolando con una frusta, aggiungere poco per volta il latte già tiepido e i semini di vaniglia.
Mettere sul fuoco e sulla fiamma dolce, sempre mescolando, fare raddensare la crema.
Pelare e tagliare a spicchi abbastanza sottili le pere. Metterle a macerare 15 minuti in un bicchierino di rhum.


Prendere la pasta strudel e cospargerla con pane grattugiato, formare poi uno strato di crema intiepidita. Adagiare le fette di pera sgocciolate dal rhum.



Cospargere poi con il cioccolato fondente tritato grossolanamente.
Chiudere "a libro" lo strudel molto delicatamente considerando la pasta sottilissima.
Praticare con il pollice tre fori lungo lo strudel.
Sigillare le estremità.


Spennellare con latte e infornare in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti,
fare raffreddare e spolverizzare con poco zucchero a velo.

 






Cassatine di ricotta piemontesi


Questo dessert è semplice e veloce; è perfetto per un tête-à-tête magari a S.Valentino :-)
Non è da confondere con la più famosa (io l'adoro...) cassata siciliana a base di pan di spagna farcito con crema di ricotta, canditi e cioccolato e foderata con glassa reale e pasta di mandorle.
Queste cassatine sono delicatissime sia nella consistenza che nel sapore. E' necessario poco zucchero, la giusta dolcezza del semifreddo è costituita dalla ricotta dolce al naturale e dall'aggiunta di cioccolato e canditi, non occorre dolcificare troppo.
Si usa il seirass (ricotta piemontese), di consistenza fine, morbida, si scioglie in bocca; è ottenuta con latte misto ovino e vaccino (a volte solo uno o l'altro in base alla stagione) ed una piccola quantità di sale.


Cosa serve per 2 persone:

250 g.di  seirass
35 g. di zucchero semolato
25 g. di gocce di cioccolato fondente
15 g. di canditi misti 
4 g. di colla di pesce (gelatina in fogli)
1 cucchiaio di maraschino
pistacchi di Bronte per guarnire

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per dieci/quindi minuti.
In un casseruolino sciogliere g. 25 di  zucchero con un 1/2 cucchiaio d'acqua, aggiungere la colla di pesce ben strizzata e, a fuoco basso, farla sciogliere.
Spegnere il fuoco.
Mescolare il seirass (se usata altra ricotta dovrete setacciarla, nel caso del seirass, essendo una pasta molto fine non è necessario) a g. 10 di zucchero (quello rimasto), le gocce di cioccolato ed i canditi. Aggiungere la colla di pesce e mescolare con cura. Non usare le fruste, bensì un cucchiaio  o una spatola in silicone.
Aromatizzare con un cucchiaio di maraschino.
Distribuire il composto in due stampini e porre in frigorifero almeno 3 ore.
Al momento di servire, sformare le cassatine (se necessario, immergere qualche attimo gli stampini in acqua calda) su piatti individuali, decorare con una manciata di pistacchi di Bronte tritati. 











Farinata di ceci


Cosa serve:

250 g. farina di ceci

sale e pepe nero
4 cucchiai di olio e.v.o.
poco rosmarino (facoltativo)
700 ml. di acqua

Mettere nel boccale del frullatore l'acqua, la farina, il sale ed il pepe,

l'olio, qualche pezzettino di rosmarino e frullare fino ad ottenere una pastella 
fluida. Lasciare riposare circa 4 ore. (se non piace il rosmarino si può omettere).

Oliare abbondantemente la placca in dotazione del forno e versare il composto.

Lo strato deve essere sottile circa 1 cm.
Infornare in forno preriscaldato a massima temperatura per circa 15/20 minuti.

Togliere dal forno e, se piace, cospargere ancora con un po' di pepe nero

macinato al momento.





Budino alla menta bianca Piemontese



Cosa serve:

1/2 litro di latte
8 gr colla di pesce
3 cucchiai di zucchero
8 cucchiai di sciroppo bio di menta bianca del Piemonte

a piacere decorare con foglioline di menta fresca

Metter i fogli di colla di pesce in ammollo in acqua fredda.
Scaldare il latte, aggiungere lo zucchero, lo sciroppo di  menta e i fogli di colla di pesce strizzati.

Amalgamare bene.

Togliere dal fuoco e mettere il composto nella forma desiderata.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente, poi metter in frigo per 4 ore.
Sformare il budino e servire volendo con foglioline di menta freschissima.








Gallette Bretoni



Cosa serve:


250 g farina 00
150 g. zucchero semolato
60 g. burro salato o leggermente salato
1 uovo
2 cucchiai di latte
1 tuorlo
1/2 bustina di lievito

L'impasto si può fare a mano o nel robot da cucina.
Si procede come per la pasta frolla:
Se fatto a mano usare il burro ammorbidito a temperatura ambiente, 
se fatto con il robot, usarlo a pezzettini freddo da frigo.
Sfarinare il burro con la farina ed il lievito con la punta delle dita (o azionare per un minuto il robot)
aggiungere lo zucchero, l'uovo intero leggermente sbattuto ed il latte.
Non lavorare troppo l'impasto.
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e mettere a riposare in frigo
per un'ora.

Trascorso questo tempo, riprendere l'impasto e lavorarlo velocemente con le mani per ammorbidirlo.


Accendere il forno a 160°

Stendere l'impasto in una sfoglia spessa circa 5 mm.
Ricavare con un tagliabiscotti liscio e abbastanza grande
(le gallette sono grandi quanto i biscotti "digestive")dei dischi.
Spennellare con il tuorlo d'uovo sbattuto con un goccio di latte.



Infornare le gallette, messe su carta forno e sulla placca, per circa 15 minuti.
Io ho usato un accessorio da cucina ricevuto in regalo da mio figlio, lo ha
comprato in Germania, ed ho scritto su ogni galletta "bretagne"





Torta Margherita

Per la torta margherita (o pasta margherita), la torta paradiso, la genoise e il pan di spagna NON va usato il lievito! E' sbagliato. Così come è sbagliato aggiungere latte o qualsiasi altro ingrediente che non sia: farina e fecola (o amido di mais), uova, zucchero e aromi. A volte burro. Punto.
Sono paste cotte tradizionali e di base della pasticceria italiana, rese sofficissime dall'alto contenuto di uova che, inglobando tanta aria, risultano leggerissime e morbide, adatte da farcire o da mangiare al naturale spolverizzate da un leggero strato di zucchero a velo.

Queste sono torte apparentemente semplici, ed è palese non lo siano altrimenti non si spiega perchè moltissimi aggiungono il lievito per avere una scorciatoia, vita facile e sicura.. ma,aggiungendolo, il risultato quale la  sofficità, consistenza e durata della torta non sono paragonabili. Le insidie sono poche ma incisive, avendo comunque cura nel rispettare a tavolino i passaggi e le temperature, il risultato è garantito ed è davvero soddisfacente.


Cosa serve per uno stampo a cerniera apribile da 23-24D:

100 g. farina 00
100 g. fecola di patate
180 g. zucchero semolato
6 uova
110 g. burro
1 cucchiaio raso di marsala secco (o se si preferisce, scorza di limone grattugiata o semi di vaniglia)
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b.

Se si possiede un termometro a sonda e un po' di esperienza, l'ideale è riscaldare le uova leggermente sbattute a bagnomaria, fino a 40° Tenendole sempre in movimento con una forchetta, e poi montarle insieme allo zucchero e saltare il prossimo passaggio fino ad incorporare il marsala e poi proseguire. Anche senza termometro ci si può regolare toccando le uova. Si devono percepire appena calde.
Se si teme di fare la frittata lasciare perdere e procedere come segue:
usare uova lasciate a temperatura ambiente da qualche ora,  montare i tuorli con metà dello zucchero finchè si ottiene un composto molto spumoso e biancastro (circa 15 minuti con le fruste elettriche) occorre incorporare molta aria all'impasto.
Sbattere gli albumi con il pizzico di sale, quando stanno per montare aggiungere il rimanente zucchero, gli albumi devono essere ben montati ma non a neve fermissima (tipo blocco), perchè in cottura devono ancora gonfiare, se sono montatissimi poi non crescono più; aggiungere ora il marsala secco.

Amalgamare con una spatolina i due composti in modo delicato.
Incorporare ora sempre delicatamente, in 3 step e a pioggia, le farine precedentemente setacciate
Unire a filo, sempre mescolando lo stretto necessario dal basso verso l'alto, il burro fuso ed intiepidito (NON deve essere caldo ma solo appena-appena tiepido cioè a 40 gradi))
Trasferire il composto senza sbatterlo e senza livellarlo in una tortiera con cerniera apribile imburrata ed infarinata perfettamente.

 

Cuocere in forno preriscaldato a 170° per 30- 35 minuti. Fare la prova stecchino.
Quando è fredda, spolverizzarla con lo zucchero a velo.

Torta buonissima! Tra le più buone, si scioglie in bocca