Plum-cake di mais al limone


Questo è un dolce di una semplicità imbarazzante ma mi riporta alla mia infanzia quando nella mia cittadina, in piemonte, durante le feste ammiravo(e qualche volta potevo gustare) nelle vetrine delle pasticcerie i dolci preparati con la farina di mais. Profumatissimi, semplici, direi casalinghi (ed era proprio quello il bello ed il buono), golosissimi.
Chissà perchè da moltissimi anni non ve n'è più l'ombra. 
Erano tortine a forma di cupola, decorate semplicemente con una spolverata di zucchero a velo e, di tanto in tanto, con qualche fiorellino di zucchero. Mia nonna le faceva così. 
Ho preparato un dolce a forma di plum-cake che mi ricorda molto, per il sapore, colore ed il profumo, quella tortina della festa.


Cosa serve:


125 g. farina di mais fioretto
125 g. farina rinforzata
170 g. burro
130 g. zucchero
4 uova
1/4 di bicchiere di latte
1 bustina lievito per dolci
1 limone bio
zucchero a velo

Sbattere a lungo con le fruste le uova a temperatura ambiente con lo zucchero.
Unire la buccia grattugiata del limone, il latte e le farine setacciate con il lievito.
Unire poi il burro appena fuso a filo, poco alla volta.
Imburrare ed infarinare uno stampo da plum-cake e versare il composto.
Cuocere nel forno già caldo a 170° per 45 minuti.
Quando è raffreddato spolverizzare con zucchero a velo







Ciambella di ricotta e mele

Cosa serve:

300 g. di ricotta
300 g. di farina 00
250 g. di zucchero semolato
3 uova
1 bustina di lievito
1 limone bio
burro
un pizzico di sale
3 mele renette

Affettare le mele e tagliarle a spicchi, irrorarle con un po' di succo di limone
Montare le uova a temperatura ambiente con 230 g. di zucchero fino ad ottenere
una crema soffice e spumosa.
Aggiungere un pizzico di sale.

Unire la scorza grattugiata del limone, unire la ricotta precedentemente setacciata.
Aggiungere la farina setacciata al lievito.
Imburrare ed infarinare leggermente uno stampo a cerniera.

Versare il composto e disporre a raggiera le mele.
Spolverizzare la superficie con lo zucchero rimasto.


Infornare a 180° nel forno già caldo per circa 40 minuti.
Fare la prova stecchino.
Far raffreddare su una gratella e servire.








Strudel con pesche, amaretti, cacao e ricotta

Abbiamo gustato le ultime pesche in un goloso strudel :-)


Per 6 persone


Cosa serve per la pasta strudel (dosi per 2 strudel)


250 g. farina rinforzata o 00

60 g. burro
1 uovo
6 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale.

Cosa serve per il ripieno (dosi per 1 strudel)


4 pesche gialle mature

40 g. cacao amaro
10 amaretti
80 g. ricotta
50 g. zucchero a velo
80 g. zucchero semolato
poco latte
pane grattugiato.

FARE LA PASTA PER STRUDEL:


Leggere la ricetta cliccando qui



Dunque sulla sfoglia spolverizzare una cucchiaiata abbondante di pangrattato
precedentemente leggermente tostato in un padellino antiaderente, a fuoco basso, attenzione che non bruci altrimenti diventa amaro

Preparare ora il ripieno:

Pelare le pesche e tagliarle a cubetti. Aggiungere lo zucchero semolato e lasciare macerare una decina di minuti.



Intanto tritare finemente gli amaretti. Metterli in una ciotolina e amalgamare la ricotta, lo zucchero a velo ed il cacao.
Se la ricotta dovesse essere asciutta, aggiungere un goccio di latte.
Deve rimanere un composto morbido ma compatto.


Disporre a mucchietti questo composto sulla sfoglia e sul pangrattato,
cospargere poi anche le pesche scolate dal liquido.


Chiudere la parte più lunga facendo una "piega" di pasta verso l'interno,
in modo tale che non fuoriesca il ripieno.
Arrotolare poi con molta delicatezza lo strudel su se stesso facendo in modo
tale che l'estremità rimanga di sotto.

Trasferirlo (sempre con delicatezza) su carta forno e poi su una placca o pirofila.

Spennellare con latte e praticare due incisioni per far sì che l'umidità esca
e il dolce cuocia perfettamente all'interno.


Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti
Far raffreddare e spolverizzarlo con cacao amaro.







Baci di dama piemontesi


Oggi occorre un dolcino per tirarsi sù di morale.
Non si preparano in occasioni particolari, durante le feste comandata, si preparano e gustano ogni volta che si ha voglia di golosità, di una coccola per se stessi o da regalare agli altri, per cui si infornano sempre e sempre si trovano nelle pasticcerie.
Qualcuno dice che siano nati da un'idea di rappresentare l'unione tra due bocche, insomma di un bacio, mah! boh. Non lo so, sarà.
Parliamo di baci di dama, ecco.. ci sono due filosofie: chi usa le mandorle, chi le nocciole. Chi usa il cioccolato fondente sciolto, chi la crema gianduia.  Giusto per complicarsi la vita, in Piemonte le ricette subiscono variazioni e variabili da provincia a provincia. Succede così anche nelle altre regioni?
Comunque.. io ho usato le mie nocciole (+ pochissima farina di mandorle) Nel giardino abbiamo un nocciolo, non è gigantesco, produce nocciole piccoline, diventi matto a sgusciarle, ma ne vale la pena perchè sono davvero gustosissime.

Poi, ho usato del burro che avevo comprato in montagna (ne ho comprato una quantità importante e poi l'ho congelato) da un malgaro.
Ed ho usato, per congiungere le due metà, cioccolato fondente + una piccola parte di cioccolato gianduia.

Ho diminuito le dosi del burro, aggiungendo poco latte. Il risultato è stato molto soddisfacente.


Cosa serve:
200 gr. farina 00
150 gr. nocciole sgusciate, tostate, private della pellicina e tritate
50 gr. farina di mandorle o mandorle tostate e tritate
160 gr. di zucchero a velo
160 gr. di burro ammorbidito
1 tuorlo
poco latte
1/2 bustina di lievito.


Per sigillare:
70 gr. di cioccolato fondente
20 gr. cioccolato gianduia


Amalgamare lo zucchero con il burro ammorbidito fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere il tuorlo d'uovo. La farina setacciata al lievito, mandorle e nocciole e poco latte, quel tanto che basta per ottenere un impasto corposo ma non asciutto.
Formare una palla, avvolgerla in pellicola e mettere in frigo per una mezz'ora.
Accendere il forno a temperatura dolce/media 165°/170°
Prelevare un pochino di impasto (dipende da quanto volete sia grandi o piccoli i baci), formare una pallina e disporla sulla placca da forno, ricoperta da carta-forno. Premete ma proprio leggermente. Cuocendo, la pallina tenderà ad allargarsi un pochino.  Continuate fino ad esaurimento della pasta, lasciando un po' di spazio tra una pallina e l'altra.




Cuocere per una ventina di minuti.


Sfornare e mettere a raffreddare su una  gratella. Saranno morbidissimi quando sono ancora caldi, per cui o li prendete con una spatolina o, se li prendete con le mani, abbiate l'accortezza di non premere, sennò li schiaccerete. Raffreddandosi e asciugandosi, diventeranno friabilissimi.



Quando saranno freddi (io questa operazione la faccio il giorno dopo se li preparo di sera, o dopo qualche ora se li preparo di giorno) preparate il cioccolato.
A bagnomaria fate sciogliere i due cioccolati a fuoco bassissimo, mescolando con una spatolina o un cucchiaio di legno.
Prendete una metà, intingetela appena nel cioccolato fuso e caldo e unitela subito ad un'altra metà facendo una pressione lieve.
Ecco i baci di dama piemontesi pronti. 








Bonet al cioccolato

Oggi posto una ricetta conosciutissima e di semplice esecuzione, dunque non mi darete il premio per originalità :-) tuttavia è un dolce al cucchiaio golosissimo che fa parte della tradizione della mia regione, il Piemonte, e quindi non posso non condividere con Voi, più che gli ingredienti e la procedura, già noti, (anche se ogni tanto mi capita di leggere ingredienti aggiuntivi improbabili....) le proporzioni degli stessi che conferiscono poi un sapore diverso. Aggiungo che il bonet, il suo nome,  deriva da un antico recipiente di cottura: uno stampo in rame rotondo, a ciambella. Mia nonna quando era giovane preparava i dolci nel forno a legna e mia mamma, che era piccolina, dice che erano buoni, ma così buoni....



Cosa serve per 8 generose porzioni:

1/2 lt. di latte
200 ml panna liquida
6 uova
80 g. di cacao amaro
2 cucchiai di rum
100 g. di amaretti sbriciolati
6 cucchiai di zucchero + 6 per caramellare



Montare brevemente le uova con i 6 cucchiai di zucchero, unire il rum, gli amaretti, il cacao,
il latte e la panna.
In un casseruolino dal fondo spesso ed antiaderente far sciogliere molto lentamente lo zucchero restante con un goccio di acqua, non mescolare ma agitare il casseruolino,
finchè il caramello è pronto.
Rivestire con quest'ultimo uno stampo col buco.
Versare il composto e cuocere a bagnomaria in forno a 200° per circa 40 minuti.



Lasciare raffreddare, riporre in frigorifero un paio di ore, sformare e servire.







Strudel finissimo di pere, cioccolato e crema


Cosa serve per la pasta strudel (dosi per 2 strudel)

250 g. farina rinforzata o 00
60 g. burro
1 uovo
6 cucchiai di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 pizzico di sale.

Cosa serve per il ripieno:

3 pere mature (ottime la qualità e le dimensioni "fiorella")
250 g. latte
40 g. zucchero
15 g. farina 00
2 tuorli d'uovo
la punta del coltello di semi di vaniglia
60 g. cioccolato fondente tritato grossolanamente
ruhm
latte per spennellare
pane grattugiato
zucchero a velo.

FARE LA PASTA PER STRUDEL:

Per vedere come si fa cliccare qui


Dunque sulla sfoglia spolverizzare una cucchiaiata abbondante di pangrattato
precedentemente leggermente tostato in un padellino antiaderente, a fuoco basso, attenzione che non bruci altrimenti diventa amaro.

PREPARARE IL RIPIENO:

Fare la crema montando i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e, sempre mescolando con una frusta, aggiungere poco per volta il latte già tiepido e i semini di vaniglia.
Mettere sul fuoco e sulla fiamma dolce, sempre mescolando, fare raddensare la crema.
Pelare e tagliare a spicchi abbastanza sottili le pere. Metterle a macerare 15 minuti in un bicchierino di rhum.


Prendere la pasta strudel e cospargerla con pane grattugiato, formare poi uno strato di crema intiepidita. Adagiare le fette di pera sgocciolate dal rhum.



Cospargere poi con il cioccolato fondente tritato grossolanamente.
Chiudere "a libro" lo strudel molto delicatamente considerando la pasta sottilissima.
Praticare con il pollice tre fori lungo lo strudel.
Sigillare le estremità.


Spennellare con latte e infornare in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti,
fare raffreddare e spolverizzare con poco zucchero a velo.

 






Cassatine di ricotta piemontesi

Non è da confondere con la più famosa (io l'adoro...) cassata siciliana a base di pan di spagna farcito con crema di ricotta, canditi e cioccolato e foderata con glassa reale e pasta di mandorle.
Queste cassatine sono delicatissime sia nella consistenza che nel sapore. E' necessario poco zucchero, la giusta dolcezza del semifreddo è costituita dalla ricotta dolce al naturale e dall'aggiunta di cioccolato e canditi, non occorre dolcificare troppo.
Si usa il seirass (ricotta piemontese), di consistenza fine, morbida, si scioglie in bocca; è ottenuta con latte misto ovino e vaccino (a volte solo uno o l'altro in base alla stagione) ed una piccola quantità di sale.


Cosa serve per 2 persone:

250 g.di  seirass
35 g. di zucchero semolato
25 g. di gocce di cioccolato fondente
15 g. di canditi misti 
4 g. di colla di pesce (gelatina in fogli)
1 cucchiaio di maraschino
pistacchi di Bronte per guarnire

Ammollare la colla di pesce in acqua fredda per dieci/quindi minuti.
In un casseruolino sciogliere g. 25 di  zucchero con un 1/2 cucchiaio d'acqua, aggiungere la colla di pesce ben strizzata e, a fuoco basso, farla sciogliere.
Spegnere il fuoco. Mescolare il seirass (se usata altra ricotta dovrete setacciarla, nel caso del seirass, essendo una pasta molto fine non è necessario) a g. 10 di zucchero (quello rimasto), le gocce di cioccolato ed i canditi. Aggiungere la colla di pesce e mescolare con cura. Non usare le fruste, bensì un cucchiaio  o una spatola in silicone.
Aromatizzare con un cucchiaio di maraschino.
Distribuire il composto in due stampini e porre in frigorifero almeno 3 ore.
Al momento di servire, sformare le cassatine (se necessario, immergere qualche attimo gli stampini in acqua calda) su piatti individuali, decorare con una manciata di pistacchi di Bronte tritati. 











Farinata di ceci

La farinata mi ricorda l'adolescenza e i week end passati a Torino con il fidanzato e gli amici, sono particolarmente legata (nonchè golosa) di questa preparazione che è, in se per se, semplice ma che nasconde non poche insidie, per la consistenza che dev'essere giusta e senza grumi e per la cottura, va detto che con la temperatura del forno di casa, un po' come per la pizza, non ci si deve aspettare lo stesso prodotto della pizzeria, perchè va (andrebbe...) cotta nella teglia in rame e ad altissima temperatura. 



Cosa serve:
250 g. farina di ceci
sale e pepe nero
4 cucchiai di olio e.v.o.
700 ml. di acqua

Mettere nel boccale del frullatore (o in una grande brocca e poi emulsionare con il minipimer)  l'acqua, la farina, due pizzichi di sale, una bella macinata di pepe e 
l'olio;  frullare fino ad ottenere una pastella 
fluida. Coprire con pellicola e mettere in frigo. Lasciare riposare 4 ore/6 ore.


Oliare abbondantemente la teglia in rame o, se non disponibile, una teglia antiaderente da forno e versare il composto.
Lo strato deve essere sottile circa 1 cm. Questa dose è perfetta per una teglia cm. 38x26 (spazio interno utile)
Infornare nel secondo ripiano (partendo dal basso) in forno preriscaldato ventilato a massima temperatura per circa 20/25 minuti (il mio 250 funzione pane e pizza, più caldo nella parte inferiore), dev'essere croccante fuori e ancora leggermente umida (ma cotta!) dentro. 


Si può anche congelare, molto comodo poi trovarla pronta, scongelandola in frigo o a t.a. per poi passarla pochi minuti in forno già caldo. Togliere dal forno e, se piace, cospargere ancora con un po' di pepe nero macinato al momento.







Budino alla menta bianca Piemontese



Cosa serve:

1/2 litro di latte
8 gr colla di pesce
3 cucchiai di zucchero
8 cucchiai di sciroppo bio di menta bianca del Piemonte
a piacere decorare con foglioline di menta fresca

Metter i fogli di colla di pesce in ammollo in acqua fredda.
Scaldare il latte, aggiungere lo zucchero, lo sciroppo di  menta e i fogli di colla di pesce strizzati.
Amalgamare bene.
Togliere dal fuoco e mettere il composto nella forma desiderata.
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente, poi metter in frigo per 4 ore.
Sformare il budino e servire volendo con foglioline di menta freschissima.








Gallette Bretoni



Cosa serve:


250 g farina 00
150 g. zucchero semolato
60 g. burro salato o leggermente salato
1 uovo
2 cucchiai di latte
1 tuorlo
1/2 bustina di lievito

L'impasto si può fare a mano o nel robot da cucina.

Si procede come per la pasta frolla:
Se fatto a mano usare il burro ammorbidito a temperatura ambiente, 
se fatto con il robot, usarlo a pezzettini freddo da frigo.
Sfarinare il burro con la farina ed il lievito con la punta delle dita (o azionare per un minuto il robot)
aggiungere lo zucchero, l'uovo intero leggermente sbattuto ed il latte.
Non lavorare troppo l'impasto.
Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e mettere a riposare in frigo
per un'ora.

Trascorso questo tempo, riprendere l'impasto e lavorarlo velocemente con le mani per ammorbidirlo.


Accendere il forno a 160°

Stendere l'impasto in una sfoglia spessa circa 5 mm.
Ricavare con un tagliabiscotti liscio e abbastanza grande
(le gallette sono grandi quanto i biscotti "digestive")dei dischi.
Spennellare con il tuorlo d'uovo sbattuto con un goccio di latte.



Infornare le gallette, messe su carta forno e sulla placca, per circa 15 minuti.
Io ho usato un accessorio da cucina ricevuto in regalo da mio figlio, lo ha
comprato in Germania, ed ho scritto su ogni galletta "bretagne"



Torta Margherita

Per la torta margherita (o pasta margherita), la torta paradiso, la genoise e il pan di spagna NON va usato il lievito! E' sbagliato. Così come è sbagliato aggiungere latte o qualsiasi altro ingrediente che non sia: farina e fecola (o amido di mais), uova, zucchero e aromi. A volte burro. Punto.
Sono paste cotte tradizionali e di base della pasticceria italiana, rese sofficissime dall'alto contenuto di uova che, inglobando tanta aria, risultano leggerissime e morbide, adatte da farcire o da mangiare al naturale spolverizzate da un leggero strato di zucchero a velo.

Queste sono torte apparentemente semplici, ed è palese non lo siano altrimenti non si spiega perchè moltissimi aggiungono il lievito per avere una scorciatoia, vita facile e sicura.. ma,aggiungendolo, il risultato quale la  sofficità, consistenza e durata della torta non sono paragonabili. Le insidie sono poche ma incisive, avendo comunque cura nel rispettare a tavolino i passaggi e le temperature, il risultato è garantito ed è davvero soddisfacente.


Cosa serve per uno stampo a cerniera apribile da 23-24D:

100 g. farina 00
100 g. fecola di patate
180 g. zucchero semolato
6 uova
110 g. burro
1 cucchiaio raso di marsala secco (o se si preferisce, scorza di limone grattugiata o semi di vaniglia)
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b.

Se si possiede un termometro a sonda e un po' di esperienza, l'ideale è riscaldare le uova leggermente sbattute a bagnomaria, fino a 40° Tenendole sempre in movimento con una forchetta, e poi montarle insieme allo zucchero e saltare il prossimo passaggio fino ad incorporare il marsala e poi proseguire. Anche senza termometro ci si può regolare toccando le uova. Si devono percepire appena calde.
Se si teme di fare la frittata lasciare perdere e procedere come segue:
usare uova lasciate a temperatura ambiente da qualche ora,  montare i tuorli con metà dello zucchero finchè si ottiene un composto molto spumoso e biancastro (circa 15 minuti con le fruste elettriche) occorre incorporare molta aria all'impasto.
Sbattere gli albumi con il pizzico di sale, quando stanno per montare aggiungere il rimanente zucchero, gli albumi devono essere ben montati ma non a neve fermissima (tipo blocco), perchè in cottura devono ancora gonfiare, se sono montatissimi poi non crescono più; aggiungere ora il marsala secco.

Amalgamare con una spatolina i due composti in modo delicato.
Incorporare ora sempre delicatamente, in 3 step e a pioggia, le farine precedentemente setacciate
Unire a filo, sempre mescolando lo stretto necessario dal basso verso l'alto, il burro fuso ed intiepidito (NON deve essere caldo ma solo appena-appena tiepido cioè a 40 gradi))
Trasferire il composto senza sbatterlo e senza livellarlo in una tortiera con cerniera apribile imburrata ed infarinata perfettamente.

 

Cuocere in forno preriscaldato a 170° per 30- 35 minuti. Fare la prova stecchino.
Quando è fredda, spolverizzarla con lo zucchero a velo.
Torta buonissima! Tra le più buone, si scioglie in bocca

La torta si fa in DUE!!! Torta allo yogurt versione estiva

LA TORTA SI FA IN DUE!!! Con una torta ne otterrete DUE :-)


La torta allo yogurt in versione estate!
La base è la torta allo 
yogurt...tagliata la torta a metà, mettere su entrambe i dischi ottenuti della crema pasticcera e disporre frutta a piacere (condita in precedenza con limone e zucchero) e poi la gelatina di frutta.
In questi giorni sono accaldata, indaffarata, poca voglia di cucinare e anche di mangiare in realtà... ho la testa altrove (più in là vi dirò dove...) e meno male che accorrono in mio soccorso mio figlio (posterò anche una sua creazione a breve...) e la sua fidanzata, ecco... questa torta è proprio sua, l'ha fatta la ragazza di mio figlio a lei il merito! BRAVA!!! ( E GRAZIE...)



Cosa serve per la torta allo yogurt:


n.1 vasetto yogurt naturale

n.3 vasetti farina 00
n.2 vasetti di zucchero
n.1 vasetto scarso di olio di arachidi
n.3 uova medie
una bustina lievito

Cosa serve per la crema pasticcera: clicca qui

Preparare la torta allo yogurt e poi proseguire come descritto precedentemente.
Usare come dosatore il vasetto dello yogurt.
Versare in una terrina lo yogurt, lavare ed asciugare il vasetto.
Aggiungere le uova, lo zucchero e amalgamare bene.
Unire la farina setacciata al lievito e l'olio.
Trasferire il composto in uno stampo a cerniera di 24D.
Infornare in forno preriscaldato a 180° ventilato per circa 45 minuti.
Fare la prova stecchino.

Dividere in due la torta quando è fredda, ottenendo due dischi, farcirli con la crema e guarnirli con frutta fresca a piacere.

Molto semplici adatti alla merenda dei bambini, anche per il compleanno.







Crostata pesche al brachetto, amaretti e cacao


Cosa serve:
pasta frolla clicca qui

Per il ripieno:

80 g. di amaretti secchi tritati
40 g. di cacao amaro
1 bicchierino abbondante di vino brachetto d'Acqui
4 pesche gialle sbucciate
80 g. di zucchero semolato
una noce di burro

Fare la pasta frolla come di consueto.
Preparare il ripieno facendo sciogliere una noce di burro in una casseruola antiaderente, aggiungere  lo zucchero, poi le pesche tagliate a spicchi, fare caramellare a fuoco medio, unire il cacao, gli amaretti sbriciolati finemente ed aggiungere il vino.
Cuocere pochi minuti e spegnere.
Stendere la pasta frolla usandone circa 3/4 bucherellare il fondo, riempire con la farcia.
Prendere la pasta frolla rimasta, ricavare alcune striscioline e formare la classica griglia da crostata.
Infornare in forno già caldo a 170° ventilato per circa 35/40 minuti.

Far raffreddare e servire.
Questa crostata l'ho preparata di corsa e l'effetto estetico, ahimè, non è un granchè al contrario del sapore... davvero golosa!





Ciambella soffice alle albicocche

Cosa serve:

280 g. farina rinforzata o 00
100 g. di burro appena fuso
3 uova
1 pizzico di sale
140 g. di zucchero
zucchero a velo q.b.
170 ml. di latte
1 bustina lievito vanigliato
la scorza grattugiata di 1 limone bio
6 albicocche (o più dipende la grandezza)

Usare gli ingredienti a temperatura ambiente.
Separare i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi con un pizzico di sale
a neve ben ferma.
Separatamente montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere il burro liquefatto,
la scorza del limone, e, alternativamente, la farina setacciata con il lievito ed il latte.

Incorporare gli albumi montati a neve usando una spatolina o un cucchiaio di legno.
Imburrare ed infarinare uno stampo a ciambella e versare il composto.
Lavare ed asciugare le albicocche, tagliarle in quarti e disporle a raggiera.


Cuocere la ciambella in forno preriscaldato a 170° per circa 45 minuti in forno
ventilato o 50 minuti in forno statico.
Lasciare raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.





Coniglio al civet

Questa preparazione non si sa bene se abbia un'influenza più francese che piemontese o viceversa, sia come sia.... è una prelibatezza. Si prepara solitamente in autunno/inverno, ma anche ad agosto, magari in montagna con una buona polenta fa davvero molto piacere trovarla a tavola!!! 
Ah! dimenticavo: CIVET  significa intingolo, perchè questa ricetta regalerà un sughetto vellutato meraviglioso.
Cosa serve:


1 coniglio di circa 1 kg (si può fare anche con la lepre, la ricetta è intercambiabile)
1 bottiglia di buon barbera fermo
1 carota
2 coste di sedano bianco
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
2 fettine di lardo d'arnard
1 cucchiaio di farina 00
brodo vegetale q.b.
burro
una grattata di noce moscata
2 bacche di ginepro
2 chiodi di garofano
sale e pepe nero


Lavare bene il coniglio a pezzi ed eliminare l'eccesso di grasso.
Usare anche il fegato (elemento essenziale per la ricetta).
Mettere la carne ed in fegato in infusione nel vino (deve essere ben coperto) con l'alloro, mezza cipolla, l'aglio, la carota ed il sedano, unire poi anche il ginepro e i chiodi di garofano; coprire con pellicola alimentare e mettere a marinare in frigo almeno 12 ore.


Nel frattempo fare il brodo vegetale. Io lo faccio: così
Trascorso questo tempo, prendere il coniglio, sgocciolarlo.
Mettere in un tegame antiaderente capiente, una noce di burro e far rosolare il lardo d'arnard tritato, aggiungere la cipolla tagliata finemente, il timo ed il rosmarino.
Unire dunque il coniglio e far rosolare bene, finchè si sarà formata una bella crosticina. Salare e pepare. Unire quindi la noce moscata, e tutta la marinata.
Far andare a fuoco allegro. 




Quando il vino sarà evaporato, aggiungere la farina, mescolare ed unire il brodo vegetale fino a coprire la carne.
Mettere il coperchio e far stufare molto lentamente per circa un'ora e un quarto. (anche un'ora e mezza se i pezzi sono grossi).
Togliere i pezzi di carne dalla casseruola, eliminare bacche e chiodi di garofano che avranno già dato il loro sapore, eliminare anche l'alloro.
Prendere tutto il fondo di cottura con le verdure ed il fegato e passare tutto al setaccio (o tritatutto). Rimettere nella pentola il civet (l'intingolo) e adagiare la carne. Lasciare insaporire ancora pochi minuti e servire.
Preferibilmente servirlo con polenta fumante o grigliata e/o patate al forno.






Parmigianine di zucchine tonde e melanzane in fiori di zucca

Adoro sia le parmigiane di melanzane che di zucchine e, ancor di più amo i fiori di zucca. Fritti, ripieni, al forno... e così ho pensato di mettere insieme questi sapori e di portare a tavola queste belle e gustose parmigianine,(esisterà questo termine?) ottime da servire sia come antipasto caldo/tiepido (a me piacciono anche fredde) che come contorno.
L'idea poi della monoporzione è utile e versatile ad esempio anche per un buffet.



Cosa serve per 6 stampini usa-getta tipo cuki:


6 fiori di zucca belli cicciosi
2 melanzane 
2/3 zucchine tonde (dipende dalla grandezza)
2 uova
farina di riso q.b. 
parmigiano grattugiato q.b.
1 mozzarella fiordilatte
qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro
sale e pepe
2 foglie di basilico
2 foglie di menta fresca
olio e pangrattato per gli stampini
olio di arachidi per friggere



Per le fritture di verdure (e di pesce) uso la farina di riso, ogni tanto qualcuno mi chiede il motivo. E', secondo me, l'ideale per ottenere fritti asciutti e leggeri, non assorbe l'olio come la farina di frumento ed il risultato è senz'altro più leggero e più piacevole è il sapore.
Per prima cosa tagliare le  melanzane a fettine sottili senza spellarle e mettere le fette cosparse di sale grosso in un colapasta. Coprire con un piatto e lasciare che "buttino" l'acqua amara per un'oretta. Poi lavarle ed asciugarle perfettamente.
Sbattere le uova. Passare le fette di melanzane nell'uovo facendo sgocciolare molto bene, passarle nella farina di riso e friggere in olio di arachidi caldo ma non fumante. Scolarle su carta da cucina e salare leggermente.
Tagliare le zucchine sempre a fettine sottili e procedere l'impanatura come per le melanzane. Friggere. Salare leggermente.



Oliare leggermente e cospargere di pangrattato 6 stampini, lavare con molta delicatezza i fiori di zucca eliminando il picciolo interno. Tagliarli in due.
Adagiare una fetta di zucchina tonda, poi mezzo fiore di zucca (crudo) sul fondo di ogni stampino, poi disporre le fette di melanzane in modo che trasbordino dallo stampino. Mettere dunque sul fondo una fetta di zucchina tonda, una fettina sottile  di mozzarella, una cucchiaiata scarsa di salsa di pomodoro alla quale si sarà aggiunto un trito di menta, basilico, un pizzico di sale e pepe, una spolverata di parmigiano grattugiato e finire con un'altra fetta di zucchina tonda, rivoltare le estremità trasbordanti delle fette di melanzana.
Continuare in questo modo con tutti gli stampini.



Premere il tutto e ultimare con l'altra metà del fiore di zucca.



Passare gli stampini in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Sfornare, attendere qualche minuto, sformarli e servire.