Marmellata di cipolle di Tropea

Questa marmellata è da gustare con i formaggi stagionati, pecorini nella fattispecie.
E' da fare in questo periodo con le cipolle fresche di Tropea.

Io la conservo nei vasetti piccoli, da 125 gr. perchè una volta aperto - il vasetto - si conserva per pochi giorni in frigorifero.


Cosa serve:

1 kg. cipolle fresche di Tropea
2 foglie di alloro
2 chiodi di garofano
1 bicchierino di cognac
1 bicchiere di vino bianco secco o rosato (se volete un sapore ed un colore più pronunciato usate il vino rosso)
300 gr. zucchero di canna chiaro
300 gr. zucchero semolato

Tagliate sottilmente le cipolle, metterle a macerare in un recipiente con i due zuccheri, il cognac, le foglie di alloro, i chiodi di garofano, ed il vino.

Lasciare riposare 8 ore coperto da pellicola alimentare.
Mettere il tutto in una pentola di acciaio e lasciare sobbollire, mescolando spesso per 45 minuti circa. Fate la prova piattino. Sappiate, però, che rimane più fluida di una marmellata di frutta.

Eliminare l'alloro e buttarlo. prendere i chiodi di garofano e tritarli finemente, aggiungerli poi alla marmellata. Se la volete a pezzettini, lasciatela così, altrimenti passatela.

Invasate e chiudete con capsule nuove. Fate sterilizzare mezz'ora dal bollore e riponete in cantina o luogo fresco e asciutto.

Ho ricevuto un premio

Ho ricevuto questo premio dai fantastici Sabrina & Luca + la loro Alice Ginevra.

Essendo a digiuno di queste cose.. per quel che ho capito devo scrivere sette cose che più mi piacciono e donare, a mia volta, il premio ad altri dieci blogger.

Ho ancora poche conoscenze e quindi la scelta andrà a quelli che, per ora,  seguo con molto interesse.

Eccoli:

Quindi.. sette cose che mi piacciono.. vediamo..

Mi piace mio marito
Mi piace moltissimo coltivare l'orto
Mi piace avere cure delle mie piante fiorite
Mi piace restaurare mobili antichi
Mi piace il calore e la luce del caminetto
Mi piace la sincerità anche a scapito di qualche discussione
Mi piace non avere troppo frastuono intorno

Ok.. spero di avere eseguito bene il "compito"

Farfalle con pescatrice e zucchine in fiore

Ero andata al mercato per comprare delle seppie, intenzionata a preparare dei tagliolini al nero. Peccato che le vescicole fossero mezze vuote.. e così butto l'occhio su cosa il banco del pesce offrisse e il mio sguardo si è fermato su un bel tocco di rana pescatrice. Fresco-fresco. (caro-caro....) E così ho cambiato menù.

Cosa serve: (per quattro persone)
un trancio di pescatrice da 400 g. (fatevelo spellare dal pescivendolo)
3-4 zucchine piccole-piccole col fiore
3-4 pomodori succosi
400 g. di pasta. Io ho usato le farfalle
sale e pepe
olio e.v.o. q.b.
1 spicchio d'aglio
prezzemolo tritato fresco
1/2 bicchiere vino bianco secco

Cuocete la pasta. Intanto spellate i pomodori, eliminate i semi e tagliateli a cubetti.
Spolpate la pescatrice e fate a cubetti anche il pesce.

In un tegame mettete un po' di olio e.v.o. e aggiungete le zucchine tagliate a rondelle, compresi i fiori ai quali avrete tolto i pistilli, li avrete lavati e fatti a listarelle. Devono rimanere croccanti ma non bruciacchiate.
In altro tegame mettete un filo d'olio e.v.o. e lo spicchio d'aglio, aggiungete i dadini di pescatrice e sfumate col vino bianco secco. Appena evaporato, aggiungete i cubetti di pomodoro. Salate ed, infine, eliminate l'aglio ed aggiungete il prezzemolo tritato e unite anche le zucchine con i loro fiori ormai cotte.

Aggiungete un mestolo di acqua di cottura della pasta per mantecare.
Scolate le farfalle al dente nel tegame che contiene zucchine, pescatrice e pomodori.
Fate saltare in padella per qualche minuto ed aggiungere una spolverata di pepe.


Fiori di mandorla con zucchero di canna

Questi frollini si sciolgono in bocca.
Come tutti i biscotti che si rispettino :-) sono burrosi, ma privi di uova, conferendo in bocca una piacevole sensazione di (finta) leggerezza.

Sono indicatissimi per la colazione: con il caffè sono eccezionali, ma anche con una bella spremuta o con un the in purezza. Da provare anche con un bel bicchiere di latte freddo.



Cosa serve:

150 g. farina 00
150 g. farina di mandorle
150 g. burro ammorbidito a temperatura ambiente
1 pizzico di sale
mezza bacca di vaniglia o qualche goccia di essenza di vaniglia
80 g. zucchero a velo
1 uovo per spennellare
zucchero di canna chiaro per spolverizzare i frollini

Preparate una pasta frolla con le farine, il burro, la fialetta, il pizzico di sale e lo zucchero a velo. Impastate velocemente. Mettete il composto avvolto da pellicola alimentare in frigo per una mezz'ora.

Accendete il forno a 170°/180° regolatevi.. dipende dal vostro forno.

Stendete la pasta non troppo sottilmente, ricavate la forma che più desiderate, io, in questo caso, ho scelto dei fiori.

Allineate i frollini su carta forno, spennellati con l'uovo sbattuto e spolverizzateli con zucchero di canna chiaro.

Eccoli pronti per essere infornati....


Cuoceteli per 12/15 minuti, dipende dal vostro forno. Non devono colorire troppo e devono rimanere morbidi.
Quando li sfornate, metteteli a raffreddare su una gratella. Diventeranno friabilissimi.

Eccoli.. pronti per la colazione.









Cous-cous profumato al basilico e menta

A me il cous-cous piace sempre, d'inverno caldo con pesce o carne e verdure, d'estate cucinato in modo più semplice e veloce, ad esempio così:

Cosa serve:

250 gr. cous-cous
2/3 pomodori grossi e maturi
2 ciuffi di basilico
qualche fogliolina di menta fresca
brodo vegetale (o di dado vegetale se non avete tempo di prepararlo)
olio e.v.o. q.b.

Preparare il cous-cous come indicato sulla confezione, sostituendo l'acqua col brodo vegetale. Condire con abbondante olio e.v.o. (non con il burro)
Quando freddo, aggiungere il basilico fresco e  le foglioline di menta fresca, il tutto tagliato a coltello (o forbici ma non sminuzzato nel tritatutto perchè è buono trovarlo in bocca - e nei denti da mordere), i pomodori belli maturi ma sodi, privati della buccia e dei semi, tagliati a cubetti piccolissimi.
Aggiungere ancora una bella spruzzata di olio.

Fare insaporire almeno un'oretta. Ottimo anche il giorno dopo. Ah... tagliate i pomodori sul cous-cous preparato così il liquido dei pomodori andrà ad insaporirlo ed ammorbidirlo.

Ottimo da gustare così oppure per farcire, riempire, pomodori tipo s.marzano o perini tagliati in due per il lungo, ottenendo così delle "barchette" d’effetto da servire a tavola, magari alternandole ad altre "barchette" ottenute con foglie di insalata belga, farcite con un composto ottenuto con gorgonzola dolce e robiola di mucca o capra (buonissima) condito con olio e.v.o. e cosparse di erba cipollina fresca sminuzzata a coltello.
 


Crostata mandorlata con composta di lamponi al succo d'uva

I lamponi.. li adoro. Letteralmente.
Ho pensato di preparare una crostata semplice, casalinga,  vi assicuro che è una bontà. Non stucchevole ma dolce il giusto, malgrado la farina di mandorle che, anzi, conferisce un sapore unico sposandosi con la succosità dei lamponi.

Ho preparato questa crostata che è adattassima alla merenda dei bambini, (ma non solo.. anche per la colazione dei grandi!)

Cosa serve per la pasta frolla mandorlata:

200 gr. farina 00 
70 gr. farina di mandorle
125 gr. zucchero
125 gr. burro ammorbidito
2 uova intere
1 pizzico di sale

Poi serve:
400 gr. lamponi
la scorza di mezzo limone bio
400 ml. succo d'uva bio
Iniziare preparando la composta di lamponi.
Questa composta non è dolcificata (come è di consuetudine) con lo zucchero, bensì con il succo d'uva ricco di proprietà nutritivi e antiossidanti.

Portare a bollore il succo d'uva, aggiungere i lamponi lavati ed asciugati .
Far cuocere dolcemente girando spesso finchè il composto si sia raddensato come una marmellata.

Intanto preparare una pasta frolla con la farina 00,  la farina di mandorle, la scorza grattugiata di mezzo limone bio, il pizzico di sale, le uova intere, il burro ammorbidito a pezzettini e lo zucchero

Trascorso questo tempo la composta dovrebbe essere pronta. Potete schiacciare con una forchetta i lamponi o passarli, come preferite.

Stendere 3/4 della pasta frolla mandorlata in una tortiera 24D imburrata ed infarinata, bucherellare con una forchetta, spalmare la composta raffreddata, ridistendere con il mattarello il 1/4 della pasta avanzata ritagliare con la rotella dentellata delle striscioline o, se preferite, formate dei salamini, ed infornata in forno già caldo per 35/40 minuti a 170°




Panini da buffet e trecce semidolci

Questi paninetti e le trecce semidolci sono ideali per un buffet o una festa di compleanno per i bambini (e per i grandi :-)) farciti sia con salati: salame crudo, pancetta, prosciutto, tonno e carciofini e tutto quel che la fantasia vi suggerisce. Ma anche con farciture dolci: la classica crema alle nocciole spalmabile, confetture, miele.......



Cosa serve:
250 gr. farina manitoba
270 gr. farina 00
30 gr zucchero
10 gr. sale fino
15 gr. lievito di birra
125 gr. acqua
125 gr. latte
2 uova
30 gr. olio evo
30 gr. burro fuso
latte q.b.
semi di papavero q.b.


Disporre le farine a fontana. Scigliere il lievito e lo zucchero nel latte tiepido ed il sale nell'acqua tiepida.
Unire alle farine, inziare ad amalgamare ed unire un uovo, l'olio ed il burro.


Impastare vigorosamente fino ad ottenere un composto bello liscio. (certo se siete fortunate e avete a vostra disposizione una bella planetaria...:-)))))
Mettere a lievitare in un canovaccio infarinato in un luogo tiepido per circa due ore.


Riprendere l'impasto lievitato e formare delle palline piccole e delle treccine.
Disporle distanziate su carta forno dentro una placca.
Fare lievitare ancora un'oretta.
Sulle treccine spennellare di latte e spolverizzare di semi di papavero.
Spennellare i panini con l'uovo sbattuto.



infornate a 220° per 10 minuti poi abbassarlo a 200° per altri 10, ma controllate, dipende dal forno



Cosce di coniglio con olive taggiasche

Adoro le olive taggiasche, così saporite, versatili per le  preparazioni di piatti gustosi.
Ecco un po' di storia per chi non la conoscesse.
Questa ricetta me la sono inventata, assomiglia al coniglio alla cacciatora.


Cosa serve:
4 cosce di coniglio
2 carote
1 costa di sedano bianco
1 spicchio d'aglio
1 cipolla bianca o dorata tagliata sottilmente
un rametto di timo
2 rametti di rosmarino
2 foglie di alloro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
4 cucchiai di olive taggiasche
sale q.b.
olio e.v.o. q.b.
400 gr. pomodori freschi spellati (o pomodoro a pezzettini in scatola)
un ciuffo di basilico


Mettete in un tegame antiaderente un filo d'olio, l'aglio, la cipolla, il rosmarino, il timo e l'alloro.
Fate stufare 5 minuti, aggiungere le cosce di coniglio e fate rosolare.

Bagnate con il vino e fatelo evaporare tutto.
Salate ed aggiungete la carota e il sedano tagliati a cubettini piccoli.

Eliminate l'aglio (che a questo punto avrà dato sapore al piatto ma non si sfalderà per la cottura prolungata e non ve lo ritroverete in bocca spappolato nel sughetto)

Aggiungete il pomodoro e le olive.
Mettete il coperchio e, girando spesso, portate a cottura (45 minuti circa) a fuoco molto dolce.
Negli ultimi 5 minuti aggiungete il basilico.

Se occorresse, durante la cottura, aggiungete un mestolino di acqua tiepida. Generalmente non è necessario

Un consiglio? col sughetto, se avanza,  potrete condire gli spaghetti :-)

Torta di pesche

Questa torta casalinga è il corrispettivo, più o meno, della torta di mele. Insomma un classico, facile e veloce.

Cosa serve:
125 gr. di burro a temperatura ambiente
125 gr. zucchero + 2 cucchiai (io uso quello di canna chiaro)
2 uova
la buccia di un limone non trattato + il succo di 1/2 limone
200 gr. farina 00
50 gr. fecola di patate
1/2 bustina di lievito
4 o 5 pesche gialle con la buccia
2 cucchiai di latte
1 pizzico di sale
Zucchero a velo q.b.

Sbucciate le pesche sopra un piattino per raccorglierne il succo.
Tagliate a spicchi grandi e irrorateli con il succo di 1/2 limone

Accendete il forno a 180°/190°
Lavorate il burro a crema con lo zucchero aggiungere, una per volta, le uova, la scorza grattugiata del limone, il succo raccolto delle pesche ed il latte.

Setacciare le farine con il lievito ed il pizzico di sal e unire al composto mescolando poco, il giusto per amalgamare.
dovrà risultare abbastanza compatto

Imburrare ed infarinare  una tortiera e versare il composto. Livellarlo e distribuire gli spicchi di pesca, scolati dal succo di limone, a raggiera abbastanza distanti l'uno dall'altro.

Cospargere ora i due cucchiai di zucchero.
Cuocere in forno già caldo per 50 minuti circa. fare la prova stecchino.
Quando la torta è raffreddata, spolverizzare di zucchero a velo

Questa torta si conserva non più di due giorni.

Calamarata


Cosa serve:  4 porzioni
500 g. calamari non piccoli (questa volta ho dovuto usare, invece, quelli piccoli poichè, al mercato, mi sono sembrati più freschi rispetto a quelli che avrei voluto utilizzare. Il sapore non cambia, ma l'estetica voluta si)
300 g.  paccheri o calamarata
300 g. pomodorini pachino
1 spicchio d'aglio
prezzemolo fresco tritato
1 puntina di peperoncino tritato
sale e olio e.v.o. q.b.
1 bicchiere vino bianco secco
Pulite i calamari Lavateli per bene. Tagliarli ad anelli grandi quanto la pasta, i tentacoli potete tagliarli a pezzi o lasciarli interi come ho fatto io.
Scaldare uno spicchio d’aglio in olio e.v.o., in una piccola padella antiaderente, aggiungere un pezzettino di peperoncino. Aggiungere i calamari. Fateli rosolare brevemente a fuoco vivo, poi bagnate con il vino e fatelo evaporare tutto, salateli leggermente e mettete il coperchio.
In un'altra padella antiaderente (questa volta abbastanza grande da contenere poi la pasta), scaldare poco olio e.v.o. ed aggiungere i pomodorini tagliati in due o, se sono piccoli, lasciarli anche interi.
Salateli, fate consumare un po' e dopo una decina di minuti, aggiungerli ai calamari.
Calcolate una ventina di minuti di cottura dall'inizio.
Nel frattempo mettete l’acqua sul fuoco, portatela ad ebollizione e cuocetela pasta. Scolatela molto al dente (conservando un po' dell'acqua di cottura che servirà per mantecare la pasta) e finite la cottura nella padella contenente i calamari e pomodorini.
Aggiungere uno o due mestoli dell'acqua di cottura. L'amido della pasta legherà il tutto.
Aggiungere prezzemolo fresco tritato, anche grossolanamente. Il piatto è pronto

Peperoni all'agro balsamico


Questi peperoni, così cucinati , sono buoni tiepidi ma ancor di più freddi il giorno dopo.
Sono perfetti da portare in tavola con carni cotte sulla brace. Sì.. ok le melanzane e le zucchine grigliate, certo! Ma questi peperoni in bocca insieme alla carne arrostita di maiale sono una vera bontà.
Avete in programma un barbecue? Ecco una verdura di accompagnamento alternativa.
Noi lo abbiamo fatto giusto-giusto qualche giorno fa ed i commensali hanno gradito.


Cosa serve: (3-4 porzioni)
4 peperoni verdi, gialli e rossi carnosi
1 cipolla grande bianca
1 spicchio d'aglio
olio e.v.o. q.b.
sale
1/2 bicchiere di aceto balsamico
1/2 bicchiere d'acqua
2 cucchiai rasi (da minestra) di zucchero


Mondare e tagliare a listarelle non troppo sottili i peperoni.
Metterli a freddo in un tegame in cui avrete aggiunto olio sufficiente (un paio di cucchiaiate), la cipolla tagliata sottilmente e l'aglio.

Fate cuocere a fuoco allegro per 5-6 minuti. Salate
Aggiungete l'aceto, fate evaporare un attimo, aggiungete l'acqua e lo zucchero ed il coperchio.


Portate a cottura. Semplicissima.

Chioccioline di zucchine e salmone


Questi bocconcini, a forma di chiocciola, li avevo preparati, in passato, con il classico ripieno di formaggio e speck. Un gusto un po' invernale.
Ho voluto cambiare i sapori, riadattarli all'estate... ho voglia di freschezza.


Cosa serve:
20 fette di zucchine grigliate
2 cucchiai erba cipollina fresca tagliata fine con le forbici
100 g. caprino
50 g. yogurt compatto bianco (greco è meglio)
100 g. salmone cotto al vapore sminuzzato
1 cucchiaio olio e.v.o.
1 pizzico di pepe (facoltativo)
sale q.b.


Fate cuocere una fetta di salmone al vapore. Salatela. Pulitela bene dalle impurità del grasso e/o eventuali spine, naturalmente eliminate la pelle, pesatene 100 gr. e sminuzzate la polpa in modo grossolano.

Grigliate le zucchine (circa 6 - dipende dalla grandezza), salatele.

Prendete il caprino (deve essere proprio caprino e non rotolini di latte vaccino che hanno un sapore diverso e sono più acquosi), mettetelo in una ciottolina e mescolatelo con l'erba cipollina (io ho usato quella fresca che ho sul terrazzo, in mancanza usate quella secca in proporzioni minori), il salmone sminuzzato, lo yoghurt, il pizzico di pepe se vi piace. Aggiustate la consistenza che deve essere soda e compatta ma non asciutta con olio e.vo. q.b. di solito ne basta un cucchiaio.

Prendete ora le fette di zucchina grigliate e spalmate su ognuna un po' di questa farcia, arrotolatele e fermate l'estremità con uno stuzzicadenti.


Zucchine in carpione

AMO COLTIVARE IL MIO ORTO

Ecco.. questa è un'altra ricetta che ha un tot di varianti rispetto alle varie province; quel che però le accomuna tutte, sicuramente, è l'uso indiscusso di un buon aceto di vino, quindi non balsamico o di mele...

Con questo procedimento, il carpione, in piemontese BRÜSC, si possono egregiamente preparare non solo le suddette zucchine, ma la trota iridea, il petto di pollo impanato...

Io le preparo come mi ha insegnato mia nonna che, da brava piemontese, prediligeva i sapori forti (e grassi). I nonni abitavano nell'alloggio sotto quello dei miei genitori, così io facevo una rampa di scale e, quando cucinava andavo sempre a ficcare il naso. Ho imparato così i suoi trucchetti.


Cosa serve:
800 g./1 kg. di zucchine piccole
olio per friggere (io uso quello di arachidi)
2 cipolle bianche
2 spicchi d'aglio
abbondante salvia: 5-6 ciuffi
2 foglie di alloro
1 bicchiere di aceto di vino bianco (o se volete il carpione più forte, aceto rosso)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere abbondante di acqua
sale q.b.

Tagliate le zucchine a tocchetti lunghi, dopo averle naturalmente lavate, friggetele poche alla volta in olio. Le zucchine devono essere comodamente adagiate nella padella in cui le friggerete, non devono essere sovrapposte, dunque ecco perchè dovete friggerle poche alla volta. La buccia deve formare una pellicina leggermente bruciacchiata e "bollosa" ecco: sono pronte per essere tolte dall'olio. Scolatele su carta da cucina.
Salatele.

Allontanate la padella dal fuoco.
Chiudete le porte delle stanze perchè a questo punto l'aroma che produrrete sarà forte..
versate nella padella, dove avete fatto friggere le zucchine, tutto insieme: aceto, acqua, cipolla tagliata a fettine sottili, l'aglio, la salvia e l'alloro.
Attenzione a non scottarvi.
Rimettete sul fuoco moderato. Deve sobbollire per 7-8 minuti.
Intanto adagiate le zucchine fritte in un contenitore in pirex rettangolare. Non deve essere alto e stretto perchè il liquido dovrà ricoprire perfettamente la verdura (o nel caso del pollo: la carne; nel caso della trota: il pesce...).

Coprite le zucchine con la marinata pronta e caldissima. Lasciate raffreddare. Coprite e riponete in frigorifero 24 ore prima di consumare.
Si conservano qualche giorno, sempre se resistete...

Marmellata di pesche ed amaretti


Questa marmellata è una leccornia.
Provatela non solo per le crostate o sulle fette biscottate: un cucchiaino in uno yogurt bianco, provate a farne appena intiepidire un po' e versatela sul gelato fiordilatte o crema, provate a farcire una crépe.. la fantasia non ha limite.


Cosa serve:
2 kg. pesche gialle pulite (al netto del nocciolo)
700 gr. di zucchero
il succo di 1/2 limone
1 etto di amaretti tritati


Tagliare a grossi pezzi le pesche, metterli in una pentola insieme allo zucchero ed al succo di limone.
Lasciare macerare un'oretta.
Accendere il fuoco e lasciare cuocere dolcemente mescolando molto spesso.
A metà cottura (circa dopo 45 minuti) passare la frutta ed aggiungere gli amaretti.


Continuare la cottura mescolando sempre più frequentemente finchè si raddensa adeguatamente, fare la prova piattino (vedi la ricetta marmellata di ramasin)

Marmellata di ramasin

E' TEMPO DI MARMELLATE!!!

Si tratta di piccole prugne dolcissime, pare che siano quasi esclusivamente coltivate qui in Piemonte, eccoli  i Ramasin.
Questa marmellata è perfetta per le crostate che faccio molto-molto spesso la sera dopo cena, d'autunno e d'inverno, per la colazione del giorno dopo.
Proprio per l'idea che ho di utilizzarla a questo scopo, ho maggiorato la quantità del succo di limone perchè così acquisisce un tocco di sapore acidulino che abbinato alla dolcezza dei ramasin ed alla pasta frolla penso sia una delizia.
Il  succo di mezzo limone (in base poi alla quantità di frutta che utilizzo), invece, lo aggiungo alla mie marmellate sempre per due motivi:
  1. esalta il colore della marmellata
  2. siccome utilizzo poco zucchero, lo stretto necessario, il succo di limone da un aiutino per far sì che la marmellata si conservi bene.

Cosa serve:
2 kg. di ramasin snocciolati
700 g. di zucchero
1 limone

Mettere la frutta, zucchero e succo del limone in una pentola e lasciare macerare per un'oretta.
Accendere e lasciare sobbollire a fuoco molto dolce, mescolando molto spesso all'inzio e quasi continuamente verso fine cottura.
Generalmente questo frutto schiuma molto poco.
La cottura di preciso non saprei indicarla. Io faccio la prova piattino. Ossia: quando vedo che si raddensa parecchio, la passo, lasciando qualche pezzettino intero, poi ne prelevo un cucchiaio e lo lascio scivolare su un pattino. Se scorre troppo velocemente, deve cuocere ancora un po', se invece sciovola lenta, la marmellata è pronta. (credo un paio d'ore. Non uso pectina perchè non mi piace, dunque prediligo la cottura tradizionale)
Quando pronta, prendere i vasetti precedentemente lavati ed asciugati perfettamente - meglio fare questa operazione il giorno prima oppure mettete i vasetti ad asciugare bene al sole - invasare lasciando un cm. circa di spazio dal bordo, chiudere con capsule nuove e cappottare a testa in giù i vasetti bollenti. Lasciarli così finchè diventano freddi.
Eccola... in tutto il suo splendore col suo colore rossastro...


Con questa quantità di frutta ho ottenuto sette vasetti da 250 g. l'uno