Zucca al forno con erbe aromatiche

Non so in altre regioni ma qui in Piemonte la zucca si mangia ancora ed è buonissima! Dolce e compatta in tutta la sua bontà. Noi quando l'avevamo nell'orto, la mangiavamo fino a fine febbraio ma anche a marzo se conservata intatta, da aprire, in cantina o garage in luogo fresco e buio insomma.
Questa l'ho acquistata l'altro giorno al mercato dei coltivatori diretti.(al supermercato non la compro proprio mai! Voglio vederla tagliare al momento, deve essere freschissima, se la comprate già tagliata, fate attenzione ai semi: se sono neri la zucca è vecchia. Fate attenzione alla polpa: se il colore non è omogeneo è vecchia. In ultimo fate attenzione ai filamenti: le sono asciutti.. idem come sopra.)

Davvero una preparazione semplicissima ma molto-molto golosa!  La più buona in assoluto per gustare la zucca, secondo me.


Cosa serve per DUE persone:

zucca q.b. da riuscire a tagliarne 6 fette spesse 2 cm.
sale aromatizzato q.b.
olio evo q.b.
rosmarino fresco q.b.
timo fresco q.b.
erba cipollina fresca sminuzzata q.b.
salvia fresca sminuzzata q.b.
poco pepe

Importante, per la bontà di questo semplice contorno, è acquistare zucca matura al punto giusto e ben soda ed usare aromi freschi, se possibile appena raccolti.
Ho usato il sale aromatizzato che si usa generalmente per insaporire le patate, ed è costituito da aromi secchi quali:
sale marino, aglio, rosmarino, salvia, ginepro, basilico, maggiorana, origano, alloro, coriandolo e prezzemolo.


Preriscaldare il forno ventilato a 180°
Lavare e decorticare bene la zucca. Con il coltello seghettato del pane, fare molta attenzione e tagliare, dallo spicchio della zucca, 6 fette alte all'incirca 2 cm. senza togliere la buccia.

Disporle sulla placca rivestita da carta da forno. Condire con il sale aromatizzato e gli aromi freschi, in modo abbondante, tagliuzzati con le mani (l'erba cipollina con le forbici), condire con un filino di olio evo e pepare molto leggermente. Deve prevalere la dolcezza della zucca.


Cuocere a lungo (circa 50 minuti) a metà cottura bucherellare le fette di zucca con una forchetta.
La cottura sarà perfetta quando le fette saranno ancora perfettamente integre ma tenere (fare la prova infilzando o i rebbi di una forchetta)
Servire le fette di zucca appena tolte dal forno senza aggiungere altri condimenti.



Mini cheesecake salate con "feta" di pura capra, spinacini e pistacchio di Bronte



Ho concepito queste mini cheesecake quale piccolo secondo piatto in regime di dieta intesa sì ipocalorica ma anche e soprattutto con un occhio di riguardo all'aspetto "sano ma gustoso": associazione alimentare corretta, ovvero formaggio con pochi grassi e povero di lattosio qual'è il formaggio fresco di capra rispetto a quello vaccino e di pecora (che è il più grasso in assoluto) +  verdura + carboidrati + frutta secca. 
Vi chiederete: dieta usando il burro chiarificato? SI. Me l'ha spiegato bene un  medico nutrizionista dato che io, notoriamente soggetta al colesterolo alto da sempre per familiarità, ho sbarrato gli occhi. Mi ha spiegato le proprietà e che andrebbe utilizzato ( e quanto, ovvero pochissimo) al posto del burro normale. Comunque non sto a spiegarlo io, che non mi compete. Va detto che solitamente ne uso molto poco - meno di quanto mi sia stato consigliato e lo uso "a crudo", ma questa volta ho sgarrato un pochino, beh non è fritto, è solo sciolto, e poi in questo caso ce n'è davvero un'idea... dai..)

Naturalmente se si desidera preparare queste mini cheese-cake come antipasto per 4 persone, è sufficiente raddoppiare la dose, per 6 triplicarla e così via. Le proporzioni rimangono, in questo caso, invariate. 
Questo formaggio tipo feta lo si trova nei negozi biologici, se si preferisce si può optare per la feta classica che si trova al supermercato che è costituita da latte di pecora e capra, ma è decisamente meno leggero, basta leggere l'etichetta.

Cosa serve per 2 stampini monodose:

100 g. formaggio biologico greco (tipo feta) di capra al 100%
1 noce di burro ghee (chiarificato)
olio evo q.b.
20 g. grissini stirati a mano all'acqua (senza grassi)
50 g. spinacini piccoli-piccoli (peso da considerare quando sono già cotti)
1 albume
granella di pistacchi di Bronte q.b.
sale q.b.
origano siciliano q.b.



Per prima cosa lavare gli spinacini e farli ammorbidire pochi istanti direttamente in una casseruola con un goccio d'acqua e con il coperchio; salarli, lasciarli raffreddare ed eventualmente strizzarli se ci fosse ancora acqua, poi pesarne 50 g. quando sono cotti e tritarli grossolanamente a coltello; tenerli da parte.

Preriscaldare il forno ventilato a 190°
In una tazza sbattere l'albume fino a renderlo schiumoso.
Con le mani sbriciolare il formaggio dentro ad una ciotola, condire con un filo d'olio evo e una spolverata di buon origano siciliano, mescolare ed amalgamare circa mezzo albume.
Mescolare l'altro mezzo agli spinacini.

Mettere i grissini in un tovagliolo di stoffa, chiuderlo e sbriciolarli con l'aiuto di un batticarne o qualcosa di pesante. Non bisogna assolutamente ottenere un pangrattato.. ma briciole irregolari di grissini.

Imburrare due stampini. Per chi non è pratico e rapido nei movimenti in cucina, consiglio vivamente di usare stampini usa e getta in alluminio, in modo tale che, quando si dovrà sformare, essendo un composto molto delicato, il rischio di romperlo è decisamente minore. Sarà sufficiente aprirlo con le forbici invece di capovolgerlo.

Sciogliere, in una tazzina, una noce di burro chiarificato nel microonde. Mettere i grissini sbriciolati in un bicchiere e versare sopra il burro, mescolare subito velocemente.
Mettere metà del composto burro+grissini in uno stampino, l'altra metà nell'altro stampino. Pigiare bene con le dita. Fare ora uno strato con gli spinaci, come sopra schiacciare ed uniformare bene.
Fare un terzo strato con la feta di capra sempre compattando il composto.


In ultimo, spolverizzare la superficie con granella di pistacchi di Bronte.



Infornare per 15 minuti.
Trascorso il quarto d'ora, togliere gli stampini dal forno ed attendere 5-6 minuti. 1) perchè scottano 2) le mini cheesecake si devono rassodare e compattare un pochino.

Ora viene la parte delicata: se si adoperano, come ho fatto io, stampini in silicone o ceramica da forno o acciaio ben imburrati... dare un colpetto rapido sul tavolo, rovesciare la mini cheesecake sul palmo della mano e rivoltarla velocemente sul piatto di portata (movimenti rapidi ma delicati altrimenti si spaccheranno in mano) se si sono usati stampini usa e getta (tipo cuki) aprirli per il lungo usando le forbici ed estrarli facendoli scivolare sul piatto (molto più semplice sicuramente).
Servire subito. Le mini cheesecake salate saranno tiepide e di consistenza al punto giusto per essere gustate.

Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie


Pane tipo mafalda a lievitazione mista

Amo molto il pane, si intuisce dalle ricette che si trovano sul mio blog, immagino.
Lo amo talmente tanto che l'ho venduto per anni nel mio negozio, un tempo. Il profumo del pane caldo ha un qualcosa di ancestrale che abbiamo  nella memoria biologica; chi non lo ama è sterile nell'animo. Secondo me. Così come chi non ama i fiori e le piante.
Mi piace praticamente tutto.
Mi piace ben cotto ma non bruciacchiato. Per chi lo conserva nei sacchetti di nylon e mangia poi chewing-gum....orrore!
Mi piace sia la crosta che la mollica.
Mi piace sia bianco che nero, che con mix di farine, poi di mais e mi piace tantissimo quello di semola, soprattutto e sopra a tutti quello siciliano che è diverso dagli altri. Bisogna mangiarlo, lì sul posto, per capire, annusare e gustare. Credo sia per la qualità del grano che si coltiva in quei campi, Trapani e Castelvetrano ad esempio.
Credo sia anche il forno. Spesso si trovano ancora (che fortuna!) forni a legna, botteghe che da noi non esistono più, non per volontà dei fornai, ma per rottura di balle degli enti competenti che hanno tolto fiato, soldi ed energia a chi voleva solamente lavorare in santa pace... qui mi fermo che altrimenti sparo cannonate. Lo so.
Il pane che segue è tipo mafalda. Lo è solo per la forma. La vera mafalda chiede una percentuale al 100% di farina di semola e che sia siciliana, appunto, ed io sottomano non l'avevo, ma la sto cercando...


Cosa serve per la biga:
125 g. farina 0 macinata a pietra
125 g. farina grano duro rimacinata a pietra
130 g. acqua circa
100 g. lievito madre rinfrescato (oppure 1 g. lievito di birra fresco)

Cosa serve per l'impasto:
la biga
1 g. lievito di birra fresco
500 g. farina grano duro rimacinata a pietra
200 g. farina 0 macinata a pietra
1 cucchiaino colmo di malto di mais liquido (o 5 g. di quello in polvere)
18 g. sale fino
un goccio di olio evo (facoltativo)
280 g. acqua circa

poi serve:
semi di sesamo q.b.

Setacciare le farine sia della biga che dell'impasto finale.
Orari indicativi che ho usato io

Ore 21.00
Preparare la biga mettendo nella ciotola della planetaria (o in una ciotola di vetro se si fa a mano) la quantità delle farine, il lievito madre e circa 50 g. di acqua. Iniziare ad impastare lentamente. Aggiungere acqua quanto basta (come al solito dipende dalla farina quanta acqua incorpora. Deve rimanere un impasto bello sodo) continuando ad impastare o nella planetaria o se si fa a mano su una spianatoia. Mettere a lievitare la palla di pasta coperta da pellicola e messa in una ciotola leggermente oliata, in un ambiente che abbia 18/20° per 10-12 ore.

Ore 09.00
Mettere nella planetaria (o come sopra in una ciotola se si fa a mano) le farine setacciate dell'impasto finale, il giro di olio, il lievito di birra fresco sbriciolato, il malto. Azionare a velocità 1 e fare miscelare bene. Unire, mentre gira, acqua poca alla volta in modo che le farine le incorporino bene e l'impasto si idrati. Queste farine già da sole sono difficili da impastare, insieme poi... occorre avere forza nelle braccia o pazienza ad aspettare che la planetaria incordi bene l'impasto.

Unire tanta acqua quanta serve per ottenere un impasto sodo. (a me ne è servita quanta scritta negli ingredienti). Per ultimo unire il sale sciolto in una tazzina di acqua (acqua presa dalla quantità della ricetta).


Mettere l'impasto a lievitare sempre nella ciotola leggermente unta d'olio e coperta da pellicola, in posto tiepido (bene il forno preriscaldato a 50° poi spento e lasciato ancora intiepidire - oppure con lucina accesa in forno spento - oppure se è estate su un davanzale dove non batte il sole ma che sia caldo) per circa un'ora e mezza- due. L'impasto deve raddoppiare.

Riprenderlo, non sarà affatto appiccicoso
Lavorarlo leggermente senza fare troppa forza altrimenti la lievitazione si rovina, formare grossolanamente un salsicciotto e, con un tarocco/raschia, dividerlo in 4 pezzi (peseranno g. 380/400 circa l'uno).



Stendere con un mattarello un rettangolo, arrotolarlo e, con la parte finale tenuta in basso, tenere i filoni di pasta sulla spianatoia, coprire con pellicola e lasciare puntare (riposare) il pane per una ventina di minuti.


Riprende i filoncini e allungarli arrotolandoli sulla spianatoia con le mani (come per fare gli gnocchi) formare un lungo cordoncino, poi una spirale: l'ultimo cordoncino di pasta va messa in verticale.




Inumidire le mani con acqua, passarle delicatamente sulle mafalde.
Su carta da cucina mettere abbondanti semi di sesamo e far ruotare le mafalde sui semi in modo che aderiscano senza assolutamente schiacciare la pasta.


Mettere le mafalde sulla placca rivestita da carta forno, coprire con un canovaccio (la pellicola si appiccicherebbe ai semi di sesamo) e fare lievitare ancora 40 minuti circa. (dipende sempre dalla temperatura)
Preriscaldare il forno a 220° (io ho l'opzione cottura pane e pizza che è un ventilato particolare, ossia più calore sotto e meno sopra, se si ha questa opzione bene! altrimenti regolatevi voi in base al vostro forno, io prima lo usavo statico) per 25/30 minuti circa mettendo sul fondo del forno un pentolino con acqua calda per i primi 10 minuti.
Sfornare, mettere sulla gratella a raffreddare e portare in tavola.


Scrigni di pesce spada al forno

Cosa serve:

4 fette grandi di pesce spada (da tagliare poi a metà per il lungo) sottili
abbondante parmigiano grattugiato
1 fetta di pancarrè
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe q.b.
una cucchiaiata di uvetta sultanina precedentemente lavata, tenuta a bagno in acqua tiepida 15 minuti e strizzata
una cucchiaiata di pinoli tostati
2 acciughe sotto sale
olio evo q.b.
1 spicchio d'aglio

Poi servono:

foglie di limone non trattato
un goccio di vino bianco secco

Fare tagliare dal pescivendolo le fette di pescespada sottili (ma non tanto da rompersi)
salarle e peparle.
In un padella antiaderente fare scaldare un filo d'olio, unire l'aglio e una fetta di pesce spada tagliata a cubettini, sale e pepare e cuocere pochi minuti. Unire prezzemolo tritato.


Preparare la farcia tritando il pane, unendo le acciughe diliscate e pulite: tritare finemente e mettere in una ciotola, unire gli altri ingredienti e condire con un filo di olio evo. Aggiungere ai cubetti di pesce cotti.
Accendere il forno statico a 180°


Allargare le fette di pesce e farcirle. Chiuderle a libro con stuzzicadenti. Sistemarli su spiedini di legno intervallando foglie di limone non trattato.
Adagiare gli spiedini su una pirofila oliata e mettere in forno, dopo 5 minuti aggiungere il vino e continuare la cottura per altri 10-15 minuti, rivoltandoli a metà cottura, o finchè il pesce risulta cotto (dipende dallo spessore delle fette), servire subito.



Paste di frolla montata variegata alla vaniglia e cacao

Cosa serve:

250 g. farina 00
1 pizzico di sale
220 g. burro molto ammorbidito (di ottima qualità - io ho usato Occelli)
1 uovo medio (se occorre + un pochino di albume)
18 g. cacao in polvere amaro
i semi di mezza bacca di vaniglia
80 g. zucchero a velo
latte un goccio (q.b.)


Per prima cosa preparare tutti gli ingredienti sul tavolo: pesati e setacciati, pronti insomma. Perchè poi le fasi successive non sono difficili ma nemmeno facilissime e bisogna stare "dentro" i tempi.

Nella planetaria, usando la frusta a filo oppure in una ciotola usando le fruste elettriche, montare il burro già bello morbido alla massima velocità per qualche minuto, finchè si ottiene un composto sofficissimo.

Abbassare la velocità al minimo ed unire lo zucchero a velo mescolato precedentemente ai semi della bacca di vaniglia (per estrarli, tagliare la bacca a metà nel verso della lunghezza, e con un coltellino, molto delicatamente raschiare i semi), aumentare la velocità in modo graduale ancora per qualche minuto.



Unire l'uovo precedentemente leggermente sbattuto in una ciotolina e continuare a frullare affinchè l'uovo venga assorbito bene. Unire anche il pizzico di sale. (se sembra un po' asciutto il composto, rompere un altro uovo in una ciotolina, e, con un cucchiaio, prelevare un po' di albume ed unirlo al composto montato - questo dipende dalla grandezza delle uova, io l'ho aggiunto)


Togliere la frusta e, con una spatola, unire a pioggia, la farina precedentemente setacciata.
Amalgamare bene.



La frolla montata, a differenza di quella classica, non va assolutamente messa in frigo a solidificare, anzi deve essere subito usata morbida, così com'è.

Prendere due ciotole uguali e dividere, pesandolo, il composto montato esattamente a metà.

In una tazza stemperare il cacao con poco latte, velocemente per evitare di fare i grumi ed aggiungerlo ad una metà. Si otterrà così una metà bianca ed una nera.



Riempire una tasca da pasticcere inserendo un po' di un composto e un po' dell'altro (per ottenere l'effetto marmorizzato) usare una bocchetta grande a stella.

Su una placca da forno SENZA la carta da forno (c'è già moltissimo burro nel composto non occorre, anzi non si deve, imburrare anche la teglia, altrimenti si otterrà un biscotto alla base unto) a fantasia, comporre i biscotti: a forma di ferro di cavallo, rotondi, a ciambella... ecc.

Far cuocere in forno a 160° se ventilato o 170° se statico per circa 15/20 minuti dipende dallo spessore del biscotto e dal calore del forno. Fare attenzione.. sono delicatissime.


Friabilissime e delicatissime queste paste, si sciolgono letteralmente in bocca.




Broccoli con tonno al gratin


Cosa serve per 3-4 persone:

850 g. broccolo siciliano
una lattina di tonno sott'olio da 80 g.
30 g. parmigiano grattugiato
pangrattato q.b.
burro per la teglia

Per la besciamella serve:

30 g. burro
30 g. farina
sale e noce moscata q.b.
300 ml. latte

Pulire il broccolo dividendolo in piccole cimette. (buttare il gambo coriaceo o se si preferisce, conservarlo per un minestrone di verdura) Lavarlo e farlo lessare in acqua salata già a bollore, fino a quando è diventato morbido secondo il proprio gusto.
Intanto fare la besciamella al solito modo con gli ingredienti elencati. Se non sai come si fa clicca qui

Tritare in un tritatutto il parmigiano tagliato a scaglie con il tonno ben sgocciolato.


Accendere il forno ventilato a 190°
Imburrare una teglia che possa andare in forno e adagiare i broccoli ben scolati sistemandoli in modo omogeneo.
Quando la besciamella è pronta e ancora caldissima, versare dentro il composto di tonno e parmigiano, mescolare vigorosamente. Coprire i broccoli con questa besciamella al tonno ricoprendoli bene.
Spolverizzare con pangrattato ed infornare per circa 20-30 minuti.


Togliere dal forno, attendere 5-10 minuti prima di servire.
Una preparazione molto saporita.


Besciamella - ricetta base - consigli

Cosa serve:

500 ml. latte intero
50 g. burro
50 g. farina 00
noce moscata grattugiata q.b. (due pizzichi)
sale fino q.b. (un pizzico)

Mettere sul fuoco basso, in un pentolino antiaderente o d'acciaio con fondo spesso, il burro con il pizzico di sale, quando il burro è sciolto togliere dal fuoco, unire tutta in una volta la farina, mescolare velocemente e riportare sul fuoco. Continuare a mescolare con una frusta qualche minuto in modo che la farina si tosti; (si chiama roux) in questo modo la salsa non avrà un retrogusto fastidioso di farina cruda.

Ora: c'è chi il latte lo aggiunge precedentemente scaldato per fare più in fretta a raddensare la besciamella. Io lo aggiungo freddo, secondo me il rischio di formare grumi si abbassa notevolmente. A me, sinceramente, viene sempre liscia e vellutata facendo così.
Quindi:  togliere di nuovo dal fuoco il roux ed unire, a filo, il latte freddo sempre mescolando velocemente con una frusta. Unire anche la noce moscata e riportare sul fuoco, che deve essere medio-basso. Attenzione a mescolare bene anche negli angoli del pentolino, altrimenti si brucia.

Continuare a mescolare (ora, volendo, si può usare un cucchiaio di legno) per cuocerla la salsa! Non basta che si raddensi altrimenti sarà latte denso, non besciamella.
Fare cuocere 4-5 minuti la salsa a fuoco minimo.
La salsa è pronta per essere utilizzata.

Per evitare che si formi la pellicina in superficie, mettere la pellicola alimentare, senza pcv, a contatto. Si può anche riscaldare, nel caso si prepari in anticipo, semplicemente allungandola con un goccio di latte, mescolandola in modo piuttosto rapido, sul fuoco.


Ossibuchi di vitello con gremolada di erbe aromatiche ed agrumi

Per DUE persone:

2 ossibuchi di vitellone o manzo
1 carota
1 grande scalogno
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
farina bianca q.b.
vino bianco secco q.b.
brodo vegetale q.b.
3 foglie di alloro
un rametto di rosmarino
alcune foglie di salvia
poco prezzemolo tritato
la scorza di 1 arancia naturale
la scorza di 1 limone naturale


In una casseruola far scaldare un filo d'olio evo, unire la carota lavata, spellata ed asciugata, tagliata a piccoli cubettini, unire lo scalogno tritato e l'alloro. Aggiungere gli ossibuchi infarinati avendo cura di aver fatto praticare dal macellaio (o fatelo voi) tre o quattro taglietti in corrispondenza della pellicina, altrimenti l'ossobuco si arriccerà. Fare rosolare da entrambe le parti, salare (poco) e pepare. Unire il vino bianco e, a fiamma alta, farlo evaporare.
Aggiungere brodo q.b. per coprire di due dita la carne, abbassare la fiamma, aggiungere il rametto di rosmarino, mettere il coperchio e cuocere un'ora e mezza rivoltando ogni tanto gli ossibuchi con l'aiuto di due cucchiai. Aggiungere di tanto in tanto altro brodo se serve.


A fine cottura, togliere la casseruola dal fuoco, togliere gli ossibuchi e tenerli da parte al caldo. Tritare a coltello grossolanamente la salvia e finemente il prezzemolo. Grattugiare la scorza lavata ed asciugata degli agrumi.



Prelevare con un cucchiaio tutto il fondo di cottura e passarlo nel mixer creando una salsina.
Disporre gli ossibuchi in un piatto di portata (possibilmente caldo), cospargere con la salsina e spolverizzare con gli aromi. Servire.


Vincitori Giveaway di Natale

Eccoci arrivati al sorteggio amiche mie e amici miei... Grazie di cuore a tutti per avere partecipato 💕

VINCONO ...




💗 n. 2 TERRY del blog: I pasticci di Terry 





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Ragazze CONGRATULAZIONI !!!

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Tortine di sfoglia alla ricotta con mele

Un giorno vedo la torta sottile di mele di Günther, (che si lamenta, giustamente, per la mancanza di pasticcerie nella sua cittadina, ma vengo io ad aprirne una Günther! Individua il locale, chiamami ed io faccio la valigia!) molto bella, veloce e golosa. Ma: dalle sue parti trova da acquistare la sfoglia con il burro, da noi no...

 Leggete l'etichetta, se già non lo fate, e vedrete di quali schifezze di grassi di ogni tipo e sorta è composta quella che si crede sia una pasta "leggera". Infinitamente meglio l'utilizzo del burro, troppo ed ingiustamente demonizzato (esempio: la mia nutrizionista mi ha persino consigliato il burro ghee a crudo per le proprietà, sali minerali di cui è composto. Ovvio che si tratta sempre di dosi e modo d'uso, non faccio cuocere la bistecca di maiale, magari capocollo, ben rosolato e fritto!)

...tornando alla torta...  e così mi sono detta: "ma falla tu". Quella tradizionale la faccio ogni tanto, ma richiede tempo e non ne avevo - o meglio.. non avevo voglia. Così ho optato per quella alla ricotta velocissima e degna sostituta.


Un mio personale appunto: ho letto su qualche sito... "ricotta o formaggio spalmabile tipo philadelphia". Io, siccome sono curiosa, ho provato.  Non so se ha provato anche chi ha consigliato la variante o se le è venuta in mente questa genialata e l'ha scritta, così, d'amblè ...  Beh.. Fa schifo

Il formaggio in questione non ha niente ma niente a che vedere con la ricotta (che non è nemmeno un formaggio), la pasta rimane nauseante, pesante (non sfoglia nemmeno se ci metti dentro un compressore e soffi aria) rimane compatta, bruciata fuori e cruda dentro.

Ma provate, vi prego, se avete tempo da perdere e ingredienti da buttare nell'immondizia, e datemi il vostro parere...


Cosa serve per 4 tortine di sfoglia alla ricotta:

90 g. burro a t.ambiente (meglio se bavarese da centrifuga)
90 g. farina adatta per fare la pasta strudel (io una qualità tedesca) in alternativa 1/2 Manitoba, 1/2 farina frumento 00
90 g. ricotta pasta fine di alta qualità
1 pizzico di sale
1 mela grande golden
cannella in polvere q.b.
zucchero di canna grezzo q.b.
un goccino di latte
succo di limone q.b.

Fare la pasta sfoglia alla ricotta mettendo nel robot da cucina provvisto di cutter: farina, burro, pizzico di sale e ricotta. Azionare il robot; in una manciata di secondi si otterrà un'impasto morbidissimo, difficoltoso da maneggiare con le mani.




Prendere un foglio di carta da forno, spolverizzarlo leggermente con la farina (se non si ha a disposizione quella che ho usato io che è finissima, usare quella di riso per queste operazioni), infarinarsi leggermente anche una mano e (dopo aver tolto il cutter) prelevare la pasta sfoglia alla ricotta, adagiarla sulla carta forno, con  polpastrelli cercare di dare una forma rettangolare appiattita. Avvolgerla bene e metterla in frigo almeno un'ora. Ma se due o tre è ancora meglio.

Trascorso questo tempo, accendere il forno a 190° ventilato.
Prendere degli stampi da crostatina usa e getta in carta da forno (molto-molto comodi, non si dovranno nè imburrare, nè infarinare) ma naturalmente si possono usare quelli tradizionali o in silicone. Tenerli a portata di mano.

Lavare e sbucciare la mela, detorsolarla con l'apposito accessorio e togliere le estremità più piccole. Poi ricavare 8 fettine di mela regolari nello spessore, adagiarle su un piatto. Irrorare con succo di limone, spolverizzare con cannella in povere e zucchero di canna grezzo.

Prendere  la pasta sfoglia alla ricotta e, con un mattarello debitamente infarinato più volte (usare la farina di riso non quella di frumento 00 altrimenti si fa un pasticcio, la pasta appiccica. Se trovate in Italia la farina che ho usato io (e che ho messo in foto) tanto meglio, perchè è perfetta! Non fare una sfoglia troppo sottile, deve poter sopportare il peso della mela.



Capovolgere gli stampini sulla pasta e ritagliare un cerchio, con un coltellino affilato, 1/2 cm. più largo in modo tale da poter ricavare anche i bordi delle tortine.
Impastare di nuovo i ritagli e finire il guscio delle quattro tortine. (non si avanzerà niente. queste dosi sono perfette - manco farlo apposta dato che ho fatto ad occhio preparando la pasta :-)) - per 4 tortine, appunto.
Bucherellare un pochino il fondo, con un cucchiaino infarinato decorare i bordi.
Mettere, una sull'altra, due fettine di mela per ogni tortina ( invece di tagliare una fetta spessa unica di mela per essere sicura della cottura e che non rimanessero dure. Le torte alle mele chiedono che la frutta sia morbida, non croccante! Ed ho fatto bene perchè erano cotte a puntino)




Mettere poco latte in una tazzina e spennellare sia la mela che la pasta delle tortine. Rispolverare con zucchero di canna in modo generoso. Non rimarranno affatto dolci, la pasta sfoglia alla ricotta ha un sapore neutro, quindi spolverizzate pure abbondantemente.
Infornare per 20 minuti, poi spostare sulla modalità statica a 170° per altri 10 minuti solo son la serpentina di sotto. Sfornare e servire appena tiepide o fredde a temperatura ambiente.
Golosissime e sane! Un peccato di gola che si si può concedere senza indugi.