Fusilli aglio, olio, peperoncino con pomodorini olive e capperi

Un condimento espresso, facile, veloce e molto gustoso

Cosa serve per DUE persone:
160 g fusilli bucati lunghi (o di più, in base all'appetito)
1 spicchio aglio
olio evo q.b.
peperoncino macinato q.b. (a seconda del grado di piccantezza voluto, io circa un cucchiaino)
una dozzina olive taggiasche denocciolate sott'olio
una cucchiaiata capperi sotto sale
sale grosso q.b
una manciata pomodorini/datterini

Dissalare i capperi mentre l'acqua per la pasta è sul fuoco. In una padella capiente far insaporire a fuoco basso l'aglio tritato molto finemente con due giri d'olio evo, unire il peperoncino e i pomodorini tagliati in quattro parti (o due se sono datterini), salare leggermente, fare amalgamare qualche istante, intanto cuocere i fusilli, unire quindi le olive e i capperi strizzati. A un minuto dalla fine della cottura aggiungere un po' d'acqua della pasta nella padella con il condimento e aggiungere i fusilli scolati, fare saltare ed amalgamare la pasta, quindi servire subito



Taccole al pomodoro fresco

Un contorno di stagione leggero e delicato ma molto gustoso e saziante. Non si seguono dosi prestabilite, ma la classica ricetta "ad occhio", in ogni caso riporto un'idea di quantità.

Questo vegetale a me piace tantissimo, in dialetto piemontese si chiamano pois gölú, cioè piselli golosi, e in effetti, lo sono,


Cosa serve:
500 g taccole fresche
1 pomodoro maturo ramato o cuore di bue
cipolla rossa fresca di Tropea q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.

Eliminare i filamenti e le estremità delle taccole, lavarle e farle stufare in un tegame con un filo d'olio evo e la cipolla tagliata sottilmente, unire il pomodoro privato dalla buccia e tagliato a cubettini, aggiungere poca acqua, salare e mettere in coperchio; mescolare ogni tanto aggiungendo poca acqua se serve. Portare a cottura. Servire

Pane con farina tipo 2, lievito madre e grano saraceno

A breve il forno si spegnerà per riaccendersi a settembre, approfitto della temperatura ancora decisamente fresca per panificare.

Se si desidera fare questo pane con il lievito di birra si può assolutamente, anzi sarà meno complicata la lievitazione; in questo caso quindi usare 2-3 g di lievito di birra fresco sbriciolato direttamente nella farina, aumentare la farina di tipo 2 aumentando la dose di 70 g e aumentare l'acqua di 30 g lasciare invariato tutto il resto.



Cosa serve:
420 g farina bio tipo 2
80 g farina di grano saraceno
12 g lievito madre rinfrescato e al raddoppio
12 g sale fino marino integrale
1 cucchiaino malto d'orzo bio in polvere
340 g acqua a t.a.

Mettere le due farine nella ciotola ed aggiungere 300 g d'acqua, dare una mescolata veloce con un cucchiaio di legno, coprire con pellicola e canovaccio da cucina e lasciare riposare (autolisi).

Dopo due ore mettere nella ciotola insieme alle farine il lievito a pezzetti con il malto ed iniziare ad impastare a velocità minima, quando inizia ad incordare unire la restante acqua, poca alla volta e in ultimo il sale. Impastare fino a quando l'impasto risulta liscio e si stacca dalle pareti.

Spegnere, ungere le mani, riversare l'impasto sul piano da lavoro e dare due pieghe a distanza di 15 minuti l'una dall'altra, coprendo sempre l'impasto con pellicola, poi chiudere l'impasto pirlandolo e mettere la palla, con la chiusura verso il basso, in una capiente ciotola leggermente oliata; coprire con pellicola e canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 3 ore, poi trasferirla in frigo a fare maturare l'impasto per 10-14 ore, a seconda dei propri impegni (quindi fino alla mattina successiva e se seguono gli orari che ho usato io).

La mattina o comunque dopo 12/16 ore
Prendere l'impasto e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane.
Trascorso il tempo per la puntatura, allargare l'impasto con delicatezza, usando i polpastrelli in modo da ottenere un rettangolo, portare i lembi dell'impasto verso il centro, arrotolare l'impasto, metterlo nel cestino di lievitazione rivestito con canovaccio ben infarinato con farina di grano saraceno tenendo i lembi chiusi di sopra, spolverizzare anche la superficie, coprirlo con pellicola e canovaccio e lasciarlo lievitare circa 3 ore.
Preriscaldare il forno statico a 250° con la leccarda all'interno.
Capovolgere il pane sulla leccarda tirata fuori dal forno e rivestita con carta da forno, spolverizzare leggermente il pane e rimuovere l'eventuale eccesso di farina, praticare un taglio nella prossimità della congiunzione dei lembi con l'aiuto di una lametta o un coltellino affilato, praticare poi tagli a piacere, io stavolta ho creato un quadrato che sulla forma tonda da sempre un bell'effetto


Spruzzare le pareti e il fondo del forno con acqua (usando uno spruzzino o le mani semplicemente), infornare. Dopo 10 minuti aprire il forno e vaporizzare di nuovo acqua per creare umidità  - attenzione non sul pane! (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) poi abbassare a 220° e lasciare cuocere per 15 minuti, di seguito abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 50 minuti, poi abbassare ancora il forno a 150° e lasciare 10 minuti con lo sportello aperto a fessura.
Infine spegnere il forno, aprire lo sportello a fessura ma lasciare ancora il pane all'interno per 5 minuti.
Tutto questo calare graduale della temperatura farà sì che il pane possa avere una bella crosta croccante esterna, che sia ben cotto internamente e che l'umidità del pane stesso possa evaporare rendendolo asciutto oltre che cotto.
Sfornare la pagnotta e metterla a raffreddare su una gratella (se possibile inclinando il pane dato che è una pezzatura grande, il vapore interno evaporerà meglio).



Alici panate e asparagi bianchi (in friggitrice ad aria)

Confesso che non sono super fan della friggitrice ad aria per cuocere la qualunque, ovvero la uso molto per alcune preparazioni che ritengo risultino gradevoli ed effettivamente molto leggere, per altre occorre un po' d'attenzione a non cuocere troppo le pietanze pena ottenere cibo davvero secco. 

In questo caso sono rimasta soddisfatta, le alici sono riuscite asciutte ma ancora morbide e gli asparagi ben arrostiti ma morbidi, questa qualità va spellata completamente (ad esclusione soltanto delle punte) e lessati in acqua leggermente salata per 20 minuti, altrimenti rimangono legnosi (a prescindere dal passaggio successivo o meno in friggitrice ad aria)


Cosa serve per DUE persone:
una dozzina di alici fresche
1 uovo
mix pangrattato + farina di mais per polenta q.b.
sale q.b.
un mazzo di asparagi bianchi
olio evo q.b.
maionese q.b.
aneto secco q.b.

Pulire, diliscare e lavare bene le alici avendo cura di aprirle a libro (senza staccare la codina), asciugarle con carta da cucina e poi panarle passandole nell'uovo sbattuto e il mix di pangrattato e farina di polenta. Tenere da parte. 

Con il pelapatate pelare bene gli asparagi, lavarli e farli lessare in acqua al bollore leggermente salata, scolarli dopo 20 minuti. Intanto preparare una maionese classica oppure se si preferisce una maionese pastorizzata fatta in casa, aggiungere due pizzichi di aneto secco (opzionale).

Preriscaldare la friggitrice a 180°, inserire quindi gli asparagi dopo averli vaporizzati con olio per circa 8 minuti, rivolandoli a metà cottura, poi far cuocere le alici nella stessa modalità per 5 minuti, controllare che siano cotte e dorate, altrimenti proseguire per altri de minuti, condire quindi con un cucchiaio di maionese e servire caldo.