Visualizzazione post con etichetta light. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta light. Mostra tutti i post

Taccole al pomodoro fresco

Un contorno di stagione leggero e delicato ma molto gustoso e saziante. Non si seguono dosi prestabilite, ma la classica ricetta "ad occhio", in ogni caso riporto un'idea di quantità.

Questo vegetale a me piace tantissimo, in dialetto piemontese si chiamano pois gölú, cioè piselli golosi, e in effetti, lo sono,


Cosa serve:
500 g taccole fresche
1 pomodoro maturo ramato o cuore di bue
cipolla rossa fresca di Tropea q.b.
olio evo q.b.
sale q.b.

Eliminare i filamenti e le estremità delle taccole, lavarle e farle stufare in un tegame con un filo d'olio evo e la cipolla tagliata sottilmente, unire il pomodoro privato dalla buccia e tagliato a cubettini, aggiungere poca acqua, salare e mettere in coperchio; mescolare ogni tanto aggiungendo poca acqua se serve. Portare a cottura. Servire

Filetti di pesce gratinati con asparagi al burro

Oggi, per la rubrica al km 0 portiamo il mare in tavola, io mi sono un po' allargata ed ho portato anche l'acqua dolce dato che ho utilizzato branzino e la mia amatissima trota, da brava piemontese :-) che ho servito con ortaggi sempre del mio territorio.

Ho fatto poi una panure molto gustosa utilizzando il pane pano (è giapponese, si trova da acquistare negli ipermercati più forniti) che è particolarmente croccante, con buonissimi aromi, dando una spinta in più alla preparazione, risultata light ma gustosissima (molto meglio del fritto, parola mia)




Cosa serve per DUE persone:
350 g. filetti di pesce a piacere (per me branzino e trota salmonata del mio territorio)
3-4 cucchiai pane panko (o mollica di pane rafferma e grattugiata in modo grossolano)
mix aromi essiccati q.b. (per me aneto, maggiorana, basilico, prezzemolo)
due pizzichi aglio granulare
3-4 cucchiai olio evo
sale e pepe q.b.
350 g. asparagi (per me piemontesi)
una noce burro
fiori edibili per decorare (facoltativo)

Preriscaldare il forno ventilato a 190° (o statico a 200°)
foderare il fondo di una pirofila con carta da forno bagnata e strizzata. Adagiare i filetti di pesce con la pelle verso il basso a contatto con la teglia. Salare, pepare ed oliare leggermente i filetti, massaggiare un po' la carne del pesce, tenere da parte.
In una ciotolina mescolare il pane con gli aromi, un pizzico di sale e l'olio, mescolare bene e ricoprire con questa panure il pesce schiacciando un po' col dorso del cucchiaio.
Pulire gli asparagi: spezzare la parte finale di ogni asparago (ed utilizzarla per fare brodi vegetali o creme di verdura),  quindi con un pelapatate eliminare in modo molto leggero anche la parte esterna della lunghezza degli asparagi (saranno ancora più teneri), lavarli e cuocerli per 12-15 circa minuti a vapore.
Intanto cuocere i filetti di pesce per 18-20 minuti (devono essere ben gratinati ma morbidi all'interno).


Quando gli asparagi risultano cotti ma ancora leggermente croccanti (quindi monitorare la cottura a vapore, dipende dalla grandezza e tenerezza degli ortaggi)  farli saltare pochi istanti in padella con una noce di burro, salare in modo leggero.
Servire impiattando i filetti gratinati con gli asparagi al burro, una spolverata di aneto tritato e qualche fiorellino edibile.


Seguiteci anche sulla nostra pagina facebook cliccando QUI

Gnocchi di patate e farina di farro integrale (trentina) con salsa leggera di porcini freschi

Questo è un piatto dedicato alla cucina light: nelle diete ipocaloriche le patate sono concesse una volta la settimana nella misura di 150g/200g. a persona (naturalmente non fritte). Cosa abbinare? lussuriosi porcini estivi direi (li ho trovati al mercato ad un costo folle....acc) Scelta azzeccata perchè si sa i funghi sono ipocalorici,  la salsina di accompagnamento che ho preparato non è da meno, ed è ugualmente appagante così com'è, ma se non si è a dieta e si desidera un piatto ancora più godurioso si può aggiungere panna (anche vegetale) al posto dell'acqua/latte e una noce di burro a finire il piatto. Parmigiano? si anche! Abbondante :-)

Iniziamo col dire che è complicatissimo indicare una quantità precisa di farina da utilizzare per ottenere gnocchi perfetti! E non parlo dell'aspetto estetico che conta poco (anzi meglio siano un po' grezzi e non calibrati, incavati e rigati perfettamente come solo le macchine sanno fare, si vedono ad occhio nudo quando sono industriali, gommosi e anemici, a me non piacciono, piuttosto cucino un piatto di spaghetti, ma gusti sono gusti naturalmente :-)); piuttosto mi riferisco alla consistenza che dev'essere morbida e poi il sapore dev'essere di patata (e non di fiocchi di...) Qui entra in gioco soprattutto la qualità di patata utilizzata, se è novella o vecchia, se è bianca, gialla o rossa, poi dipende da quanto è calda quando si lavora (perchè il calore-vapore della cottura assorbe umidità dunque più farina, ergo: più si usa farina più gli gnocchi saranno meno soffici e "di patate" appunto), infine dipende dalla tipologia di farina utilizzata. Se si usa una di frumento bianca, o integrale oppure di farro (come in questo caso, io ho usato una farina che ho comprato in occasione di una mini vacanza in Trentino, in una bottega fantastica) bianco o integrale, ma ancora se si aggiunge semolino ecc. le variabili sono molte. Facile dire: "gnocchi" :-) e dunque ecco, nel corpo del procedimento della ricetta, i miei consigli che spero siano utili.

Cosa serve per DUE persone (porzioni piccole)

Per gli gnocchi:
400 g. patate a pasta bianca farinose (meglio se vecchie)
130-170 g. farina di farro integrale
la punta di un cucchiaino lievito istantaneo per torte salate
sale q.b.

Per la salsa:
200 g. funghi porcini freschissimi
la punta di un cucchiaino maizena
acqua (o latte si si vuole una salsa più saporita) q.b.
1 spicchio aglio
olio evo q.b. (un filino)
sale e pepe q.b.
prezzemolo tritato q.b.


Per prima cosa lavare le patate e farle lessare con la buccia, in acqua salata, 35-45 minuti. Dipende da quanto sono grandi. La forchetta deve entrare benissimo fino al cuore della patata. C'è chi le sbuccia per fare prima o le cuoce in microonde per lo stesso motivo io trovo che il sapore ne risente, quindi anche se anche io adotto questi sistemi per altre preparazioni, per fare gli gnocchi, no.

Mentre cuociono occuparsi della salsa:
In una padella, capiente il giusto per contenere poi gli gnocchi cotti, scaldare un filino d'olio evo, fare insaporire l'aglio, unire i funghi precedentemente puliti e tagliati un po' a cubetti e un po' a fettine non sottili. (per pulirli, come già detto altre volte occorre: staccare con un coltellino affilato la cappella dal gambo se il fungo è grosso, altrimenti si lascia intero, poi occorre raschiare il gambo per eliminare la terra ed ogni impurità. NON passarlo mai e poi mai sotto l'acqua corrente ma usare carta da cucina assorbente bagnata e strizzata (occorreranno vari fogli) e pulirlo delicatamente. Unire i funghi in padella e farli saltare, occorreranno pochi minuti. Unire anche il prezzemolo.
Quando sono pronti, buttare via l'aglio, togliere i funghi, quelli fatti a fette tenerli da parte (serviranno per la decorazione del piatto).

Con lo schiacciapatate (o passaverdura a fori piccoli) schiacciare sulla spianatoia le patate appena cotte e sbucciate. Non pigiare sul purè ottenuto ma allargarlo con una forchetta in modo da fare intiepidire la massa. Quando smette di fumare e quindi vuole dire che il vapore è appunto evaporato, iniziare ad inserire la farina, unire il pizzico di lievito. Lavorare al momento solo con una mano aiutandosi con un tarocco (l'altra tenerla pulita per l'aggiunta degli ingredienti), fare un movimento dall'esterno verso l'interno, aggiungere la farina in 3 o 4 step. Attenzione a non aggiungerne troppa anche se il composto sembrerà o sarà piuttosto molliccio, la patata si raddenserà ancora una volta raffreddata del tutto, non farsi trarre in inganno. La quantità, in linea di massima, di farina in proporzione alle patate è di 1/2 (circa). Indi per cui 1 kg di patate= 250 g. farina, come ho detto prima è variabile dipende da tanti fattori. 
E' consigliabile usare patate farinose (secondo me quelle migliori sono a pasta bianca) perchè essendo più asciutte assorbono meno farina. Per lo stesso motivo sono più adatte la patate vecchie.

Quando il composto inizia ad essere più sodo e malleabile, quando si è incorporata tutta la farina, lavorare (poco e senza schiacciare. Non è un impasto per pane o pizza) con due mani. Formare velocemente un panetto.
Spolverizzare leggermente il piano da lavoro e, col tarocco, prelevare un pezzo di pasta, formare i classici salamini piccoli o grandi a nostro piacimento.
Ricavare gli gnocchi. Infarinare un vassoio o semplicemente un tagliare e lasciare da parte.
Portare a bollore abbondante acqua salata per la cottura degli gnocchi, Un attimo PRIMA che l'acqua bolla allegramente (in questo modo si limita il rischio che si rompano) aggiungere gli gnocchi. Come vengono a galla bisogna toglierli con una schiumarola. 


Nel frattempo, riaccendere la padella della salsa ed unire al fondo di cottura due dita di acqua (o latte per una salsa più saporita) nella quale si sarà sciolta la maizena, aggiungere i funghi cotti a cubetti, lasciare sul fuoco il tempo di fare addensare (pochi istanti), aggiustare di sale e pepe e poi rullare la salsa direttamente nella padella. Unire gli gnocchi scolati dall'acqua di cottura, lasciarli insaporire nella salsa ed impiattare.
Decorare il piatto con le fettine di porcino tenute da parte e servire
Volendo dare una grattatina leggera di pepe.

Sgombri arrostiti in forno

Lo sgombro è un pesce molto gustoso, facile da cucinare, molto economico e ricco di omega3 e vitamine ma lo è anche di grassi quanto e più delle sardine (seppur "buoni"), quindi risulta non facile da digerire, infatti lo cucino raramente ed evito assolutamente di cuocerli con olio e/o burro, li prediligo arrostiti senza alcun grasso aggiunto, rilasceranno il loro e il pesce risulterà morbidissimo e saporito, dunque non occorre aggiungere chissà quanti ingredienti per conferire sapore, in questo caso meglio optare per cotture e preparazioni semplici.
Come per tutto il pescato anche il pesce azzurro ha una sorta di stagionalità, di periodo migliore che, in questo caso, va da marzo a giugno.


Cosa serve per DUE persone:
2 sgombri
sale q.b.
aromi q.b. (erba cipollina, prezzemolo, basilico, timo, rosmarino, aneto)

Pulire gli sgombri (meglio farlo fare dal pescivendolo) togliendo la testa e facendo un'incisione nella pancia ed eliminando le interiora, è un pesce che non ha squame ma ha carne delicata e se si vogliono ottenere dei bei filetti occorre un po' di manualità.
Lavare sotto acqua corrente fredda e tamponare.
Preriscaldare il forno statico a 180° e rivestire una pirofila con carta da forno bagnata e strizzata bene.

Praticare tre incisioni con un coltellino affilato su ogni pesce, steccare gli sgombri inserendo nei taglietti e direttamente nella pancia le erbe aromatiche, salare (poco) e cuocere per 30-35 minuti.
Togliere dal forno, attendere 5 minuti ed eliminare coda, pelle e lische, procedere con delicatezza con un cucchiaio e un coltello con la punta arrotondata per ricavare i filetti, adagiarli sui piatti di portata, decorare con timo e qualche verdurina a piacere e servire. D'estate ottimo anche freddo.
Non occorre condire ulteriormente.


Insalata radicchio, finocchio e ananas (senza lattosio)

Al mercato ho trovato dell’ottimo radicchio di Chioggia, rosa di Gorizia e un succoso ananas, ho subito pensato di coniugarli in una golosa insalata 


Cosa serve:
1/2 cespo radicchio rosso di Chioggia
1/2 cespo radicchio rosa di Gorizia
1/4 scarso ananas fresco
120 g. emmenthal dolce senza lattosio
1 o 2 coste sedano bianco
1 finocchio tenero
una manciata pinoli
sale q.b.
olio evo q.b.
aceto di melagrana o mela q.b.

Lavare, asciugare e tagliare a listarelle il radicchio e metterlo in una ciotola ed aggiungere il formaggio a cubetti, i pinoli tostati qualche istante in una padellina antiaderente, lavare le altre verdure, aggiungere quindi il sedano privato dai filamenti e tagliato a tocchi, il finocchio tagliato sottile, l'ananas privato dal torsolo duro e tagliato, mescolare e condire. Servire subito



Risotto al radicchio tardivo di Treviso

Un risotto buonissimo mantecato con olio evo, senza cipolla e senza vino bianco, due elementi che danno acidità e servono a "sgrassare" la dove ci siano elementi di condimento che lo richiedano, in questo caso sono perfettamente inutili, anzi.. aggrediscono il sapore con retrogusto dolce del radicchio tardivo di Treviso (da non confondere con altri tipi di radicchi che invece sono amarognoli).

*la farina di semi di carrube è facoltativa, è un'alternativa alla più conosciuta maizena, non ha sapore e a volte la uso per addensare una preparazione senza ricorrere a grassi come burro, panna o formaggi (è un elemento che si usa, ad esempio, in gelateria e serve per rendere cremose le creme e sorbetti)


Cosa serve per DUE persone:
2 cespi di radicchio tardivo di Treviso
160 g. riso carnaroli vercellese
brodo vegetale piuttosto ristretto q.b.
olio evo q.b.
parmigiano reggiano 30 mesi grattugiato q.b. (per una versione vegan sostituire con prodotto vegetale)
sale e pepe q.b.
mezzo cucchiaino di farina di semi di carrube (facoltativo)*


Per prima cosa preparare un brodo vegetale facendolo un po' ristretto in modo che sia ben saporito, intanto pulire i cespi eliminando la buccia esterna della radice (non toglierla del tutto perchè è buonissima), lavarli, tagliarli a spicchi e farli brasare col coperchio a fuoco molto lento in una padella antiaderente oliata, rigirare il radicchio di tanto in tanto e lasciare cuocere finchè diventa morbido, salare e pepare quindi tenere da parte.
In un tegame antiaderente mettere un filino d'olio, (ma si può tostare anche a secco) unire il riso e farlo tostare per bene scuotendo e rimestando i chicchi; unire un paio di mestoli di brodo bollente, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma. Dopo 10 minuti aggiungere il radicchio cotto precedentemente lasciandone da parte due piccoli spicchi per decorare il piatto, a due minuti dal termine aggiungere la farina di semi di carruba che è facoltativa, e terminare la cottura (sempre aggiungendo il brodo che serve), regolare il sale (se il brodo è stato fatto bene non servirà molto probabilmente, io non ne ho aggiunto), a fine cottura spegnere il fuoco, mantecare con un filino d'olio evo e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire con il radicchio tenuto da parte.