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Torta salata alla genovese

Ho chiamato questa preparazione "alla genovese" e non "genovese" (attenzione...) perchè di mia inventiva,  mi sono ispirata ai sapori della Liguria (patria, secondo me, delle torte salate) utilizzando la famosa ed unica prescinsêua (formaggio del territorio, dal sapore delicato e leggermente acidulo, che i adoro) poi erbe aromatiche, tra cui la maggiorana, largamente utilizzata nelle loro preparazioni.



Per due tortiere da 18D (io uso stampi in carta da forno usa e getta perchè comodissimi poi anche per sformare alcuni tipologie di torte, come questa, perfettamente; in alternativa imburrate ed infarinate perfettamente ogni angolo e i bordi di due tortiere a cerniera)

Cosa serve per la pasta matta:

100 g farina 00
150 g manitoba
1 pizzico sale
130/140 ml acqua a t. ambiente
70 g olio oliva

Cosa serve per il ripieno:
250 g prescinsêua sgocciolata (è un formaggio fresco, una quagliata genovese) se non si trova sostituirla con 250 g di formaggio quark oppure 200 g ricotta + 50 g yogurt bianco naturale (senza zuccheri)  
1 uovo
100 g melanzane grigliate (peso prodotto cotto)
50 g zucchine grigliate (peso prodotto cotto)
300 g bietoline da costa già lessate e strizzate (peso prodotto cotto)
10 g funghi porcini secchi
1/2 cipolla Tropea (o bianca)
sale e pepe q.b.
basilico, maggiorana, noce moscata, salvia q.b. (qualche pizzico)
la punta di un cucchiaino aglio granulare
1 noce burro
3 cucchiai parmigiano + pecorino grattugiati

Prima di tutto preparare la pasta matta 
avvolgerla in pellicola e metterla in frigo almeno un'ora.
Preparare la farcia: grigliare melanzane e zucchine, fare lessare la bietola da costa (tenere, mi raccomando), mettere in ammollo i funghi porcini secchi in acqua calda.


Trascorso il tempo necessario per il riposo e avendo le verdure pronte, mettere sul fuoco una casseruola con una bella noce di burro, aggiungere i funghi tritati e la cipolla affettata sottilmente, unire le verdure tritate grossolanamente e fare insaporire ed asciugare qualche minuto. Lasciare raffreddare. Versare le verdure in una ciotola ed unire tutti gli altri ingredienti, regolare sale e pepe, coprire con pellicola e mettere in frigo.



Preriscaldare il forno statico a 200°
Riprendere la pasta matta (peserà 400 g.) e dividerla in due panetti da 90 g. caduno e 4 panetti da 55 g. caduno

Sulla spianatoia aiutandosi spolverizzandola con farina, stendere i due panetti più grandi con delicatezza, usando un mattarello infarinato creando un cerchio grande abbastanza per fare trasbordare la pasta dallo stampo di due dita, oltre ad appianare la pasta col mattarello proseguire con le nocche delle mani, attenzione a non bucare la pasta, seguire il mio tutorial

Mentre si stende un panetto, coprire bene gli altri con pellicola in modo che la pasta non si secchi
Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta e riempire con la farcia preparata in precedenza, livellare bene e ricoprire con le altre due sfoglie, sovrapponendole, spennellando bene d'olio evo tra una sfoglia e l'altra.

Con le dita infarinate, ripiegare la pasta strabordante verso l'interno e pizzicare sigillando con la sfoglia di pasta in superficie, formando così un cordone quindi spennellare ancora con olio evo ed infornare per 45/50 minuti.



Se la pasta e la gestione delle sfoglie saranno fatte bene si otterranno torte belle gonfie, croccanti fuori e ben cotte dentro, la pasta si staccherà dallo stampo in carta da forno comunque controllare che siano dorate, altrimenti lasciarle ancora cuocere qualche minuto.
Lasciare riposare 10/15 minuti e servire, buonissime anche fredde, si possono anche congelare e riscaldare (non ne microonde, ma nel forno tradizionale)

                                 

Il nostro paniere completo ha sfornato:



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Arancini di riso siciliani

Questa ricetta, a cui sono molto affezionata, la preparo da più di trent'anni, era di una mia cugina ottima cuoca (l'avevo già postata ma un secolo fa, ora la grafica è migliore). Voglio però provare altre versioni prossimamente perchè si sa, le ricette di famiglia sono sempre tutte buone, ho letto che alcuni preparano un risotto vero e proprio (che forse è meglio, credo si compatti con più facilità) e invece di passare gli arancini in farina-uovo e pangrattato, usano una pastella di sola farina e acqua per poi passarli nel pangrattato (in questo caso credo che la panatura risulti più spessa), anche il ragù è un po' diverso, insomma... sono curiosa e mi cimenterò.


Cosa serve:
400 g. riso vialone
1 bustina di zafferano
40 g. di pecorino siciliano grattugiato
Una noce di burro
1 uovo + 2 uova per impanare
sale q.b.
farina 00
pangrattato
olio di arachide per friggere

Per il ripieno:
300 g. carne di vitello macinata
1 dl. vino bianco secco
70 g. piselli surgelati o freschi sgranati
30 g. concentrato di pomodoro 
200 g. pelati o polpa di pomodoro
1 piccola cipolla
100 g. caciocavallo (o mozzarella fior di latte per pizza, dev'essere asciutta)
sale e pepe
un pezzetto di sedano
basilico fresco
olio evo

Tritare sedano e cipolla e soffriggere in olio evo, aggiungere la carne, fare rosolare e sfumare con il vino bianco. Salare e pepare leggermente, aggiungere il concentrato di pomodoro e i pelati, il basilico e cuocere a fuoco basso, con il coperchio, per circa 45 minuti, intanto scottare i piselli in acqua bollente e salata, tenerli fa parte o unirli al ragù. 
Nel frattempo lessare il riso, aggiungere lo zafferano negli ultimi 10 minuti di cottura, scolarlo al dente, unire il pecorino grattugiato, il burro, l'uovo e, ancora caldo, riversarlo dentro ad una teglia/pirofila precedentemente unta.
Compattarlo con il dorso di un cucchiaio e lasciarlo raffreddare (si può anche prepararlo il giorno precedente conservandolo in frigo).
Ricavare dei quadrati dal riso ormai compatto, prelevarne dunque la porzione e tenerla nell'incavo della mano (umida d'acqua)  iniziando a dare la forma (immaginiamo una pallina tagliata a metà), mettere all'interno una cucchiaiata di ragù e due quadratini di formaggio. 
Sempre con l'incavo della mano (e aiutandosi con le dita dell'altra mano) "accompagnare" la semi-sfera di riso in modo che, chiudendola, si formerà l'arancino. 


Continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti.
Passare ora gli arancini, uno per volta, nella farina, poi nelle uova sbattute, infine nel pangrattato. 


Fare friggere in olio caldo, ma non fumante, facendoli dorare in ogni lato, asciugarli su carta assorbente e servire  

Chiocciole di mozzarella con zucchine e prosciutto cotto

Buon lunedì, oggi una preparazione veloce, leggera e fresca che ricorda i meravigliosi anni '80, infatti la facevo spesso con qualche variante (pomodori, melanzane, bresaola ecc.)  può essere un antipasto come un secondo piatto o decisamente un piatto unico accompagnandolo con un po' di pane o grissini, magari da gustare per un pranzo frugale, sotto ad un gazebo col mare all'orizzonte.


Cosa serve:
130 g. mozzarella in sfoglia
150 g. zucchine chiare
qualche ciuffo rucola
60 g. prosciutto cotto (2 fette)
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

Mondare, lavare e tagliare a fette sottili le zucchine, quindi grigliarle sulla tostiera ben calda e oliata, salare e pepare.
Aprire la sfoglia di mozzarella delicatamente, adagiarla su un foglio di carta da forno quindi fare uno strato col prosciutto cotto ed uno con le fette di zucchine leggermente sovrapposte, cospargere con poca rucola tagliata.


Arrotolare la sfoglia di mozzarella aiutandosi con la carta da forno, quindi avvolgere il rotolo con pellicola alimentare stringendo un po', chiudere a caramella e riporre i frigorifero una mezz'oretta.


Con un coltello seghettato ricavare dal "salamotto" di mozzarella farcita sei/otto fette e disporle sul piatto da portata, condire con un filo d'olio evo e servire.

Insalata di pasta integrale con pomodorini colorati

Per la rubrica al Km 0 oggi cuciniamo piatti accattivanti ma semplici e sani, colorati e leggeri da offrire ai bimbi; io ho pensato di proporre un'insalata di pasta integrale colorata e giocosa ma salutare. Questa è la dose abbondante a persona servita come primo, per due persone se antipasto (per me in realtà è stato piatto unico), per un bambino dimezzare.


Cosa serve:
80 g. mezze maniche integrali
60 g. tacchino al forno
60 g. toma di mucca media stagionatura (per me piemontese)
una dozzina di pomodorini e datterini gialli e rossi (per me di un coltivatore diretto della mia zona)
1 cucchiaio olive taggiasche denocciolate sott'olio
1 cucchiaio capperi sotto sale
alcune fettine sottili cipolla rossa
due ciuffi basilico fresco
un pizzico origano di qualità
1 cucchiaino raso senape di Digione tradizionale
succo di limone q.b.
olio evo q.b.

Mentre la pasta cuoce (scolarla al dente un paio di minuti prima del tempo indicato sulla confezione), preparare il condimento: in una ciotola mettere i pomodorini lavati e tagliati a metà, le olive scolate, i capperi precedentemente dissalati, il tacchino e la toma tagliati a cubettini piccoli-piccoli, alcune rondelle di cipolla rossa fresca e il basilico spezzettato con le mani. Dare una mescolata e tenere da parte.
In una ciotolina emulsionare la senape con mezzo cucchiaio (o di più se piace) di limone e un filo d'olio evo. Allungare poi con alcuni cucchiai di acqua di cottura della pasta.
Scolare le mezze maniche, passare subito la pasta sotto un getto leggero di acqua fredda per fermare la cottura, riversare le mezze maniche (o la pasta corta che si preferisce) nella ciotola, mescolare e condire con l'emulsione fatta. Unire uno o due pizzichi di origano. Coprire con pellicola e fare insaporire almeno un'oretta prima di servire.


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Sformatini di polenta con cuore morbido e porcini al pomodoro

Buon giovedì! Oggi per la rubrica al Km 0 sforniamo preparazioni fumanti e confortevoli io, per antipasto, ho preparato questi sformatini super facili ma d'effetto e, credetemi, buonissimi, sono davvero piaciuti tanto, io ho usato funghi porcini che ho surgelato io, quindi di provenienza del mio territorio, saporiti e sanissimi, se usate quelli congelati abbiate cura di sceglierli di qualità; stesso discorso per la polenta, se volete usate quella precotta, a voi la scelta, io preferisco quella tradizionale :-)



Cosa serve per 4 sformatini:
125 g. farina di mais fioretto (per me piemontese)
500 g. acqua
sale q.b.
olio evo q.b.
toma fresca di capra q.b. (per me piemontese)
1/2 spicchio aglio
150 g. passata di pomodoro densa
100 g. funghi porcini freschi o surgelati
prezzemolo tritato q.b.

Per prima cosa preparare la polenta: mettere sul fuoco una pentola antiaderente con l'acqua, una presa di sale e un goccio d'olio, quando arriva ad ebollizione versare a pioggia la farina sempre mescolando con una frusta, tenere il fuoco bassissimo e cuocere per 45 minuti mescolando spessissimo con un cucchiaio di legno. Intanto che la polenta cuoce, fare saltare in un filo d'olio evo e l'aglio, i funghi puliti e tagliati a fette non troppo sottili, unire la passata, un goccio d'acqua, il prezzemolo, salare e cuocere per 10 minuti. Tenere da parte.

Quando la polenta è pronta, oliare quattro pirottini in carta di alluminio e distribuire metà della polenta negli stampini, pressare con il dorso di un cucchiaio oliato, inserire alcuni cubettini di toma di capra e ricoprire con la restante polenta.


Infornare in forno preriscaldato a 200° ventilato per 10 minuti. Lasciare riposare qualche istante e poi "sporcare" la superficie degli sformatini con pochissimo di sugo (in modo tale che, capovolgendolo, la base risulti rossa), quindi capovolgere gli sformatini di polenta sui piatti di portata e guarnire con il sugo ai porcini. Servire subito.


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Gran fritto misto alla Piemontese

 Il fritto misto alla piemontese è un piatto della tradizione intoccabile ed è lunghissimo sia da preparare che da cuocere, vista l'elevata elaborazione che occorre meglio se si è almeno in due persone per farlo, tipo catena di montaggio :-) è ovviamente un piatto unico (anche se conosco chi ha avuto il coraggio di mangiare antipasti e un ulteriore dolce a seguire), va fritto e servito un po' per volta tutto caldo, a piacere il salato col dolce, oppure prima tutto il salato e poi tutta la parte dolce, va a gusti come si preferisce; io gradisco gustare salato e dolce insieme (certo bisogna azzeccare gli abbinamenti).

Consiglio di preparare tutta la parte che va impanata nell'uovo e pangrattato, poi quella solamente infarinata, dopo aver fatto friggere conservare in una pirofila già calda in forno a 80°, (anche se andrebbe cotto e mangiato subito per gustarlo al meglio, ma anche chi cucina avrà il piacere di sedersi a tavola coi commensali) la parte impastellata invece va intinta, subito fritta e subito servita croccante e calda; quindi va fatta cuocere per ultima.
C'è da dire che preparare in casa il gran fritto alla piemontese è molto impegnativo (lo è anche mangiarlo:-))) se si scova un ristorante che lo cucina ad hoc (e non è assolutamente scontato trovarlo) tenetevelo stretto, ma se volete cimentarvi a preparalo voi in casa avrete bisogno di manovalanza e spazio in cucina per poter appoggiare gli ingredienti di tutte le preparazioni, si può anche optare di ridurre l'opulenza e fare un ottimo fritto misto (senza il  "gran"), in questo caso quello che però non deve assolutamente mancare per la parte salata è: cotoletta di vitello e pollo panate, salsiccia, fegato, cavolfiori e zucchine; per la parte dolce: frittelle di mele, amaretti e semolini. 
Il resto, diciamo, è optional.

Il passo-passo delle preparazioni  lo trovate nelle ricette singole presenti sul blog già fatte in precedenza (di cui inserisco il relativo link nella lista degli ingredienti) e mi riferisco a: porcini, finocchi, semolini, crema pasticcera, baci di dama, frittelle di mele. 
Cliccate sopra e andate a leggere :-) 
 
Cosa serve a persona 

per la parte salata:
2 pezzi di salsiccia di suino fresca (luganega)
1 cotoletta di vitello
1 fettina petto di pollo
1 fettina fegato di vitello
2 pezzetti cervella (*opzionale se gradito)
2-3 rane (* opzionale se gradite)
3-4 fette (tagliate per il lungo) zucchine
3-4 fette melanzane piccole 
a seconda della stagione 3-4 pezzetti di: funghi porcini, zucca, carciofi, (zucca e carciofi idem come i porcini)  finocchi e cavolfiori (cavolfiori idem come i finocchi) usare per tutto pangrattato e non farina di mais. 

per la parte dolce:
2 pezzi crema pasticcera o crema zabaione (aggiungere un bicchierino di marsala alla crema pasticcera)
2 amaretti secchi medi
2 frittelle di mele frittelle di mele
2 prugne secche denocciolate
4 pavesini
confettura albicocca q.b.

Poi serve: 
uovo q.b.
farina bianca q.b.
pangrattato q.b.
marsala + latte q.b.
olio di arachide per friggere q.b.
due o più padelle (una per la parte salata ed una per la parte dolce)
zucchero semolato q.b.
Sale q.b.
carta da cucina assorbente

Impanare la carne passandola prima nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato.
Infarinare la salsiccia, la cervella (precedentemente pulita dalla membrana ed impurità, lavata bene sotto acqua corrente e tenuta a bagno almeno mezz'ora in acqua e aceto bianco) e il fegato.
Panare anche le melanzane, i finocchi e i cavolfiori. Funghi e zucca se ci sono. 
Friggere prima tutta la parte passata solo nella farina, poi quella impanata uovo e pangrattato, poi proseguire con il resto della parte vegetale e le rane passarle in una pastella leggera di farina, uovo e acqua.
Panare anche la crema (o zabaione) avendo cura di farla più densa.
Fare raffreddare a temperatura ambiente almeno un paio d'ore le creme messe ancora calde dentro a contenitori rettangolari e coperte a contatto con pellicola e poi passate in frigorifero per altrettanto tempo (se preparate il giorno precedente è meglio) tagliare cubettoni, passarli nell'uovo e nel pangrattato. Passare uovo e pangrattato anche le prugne e i baci di dama. Tenere da parte.
Prendere un pavesino e spalmare un pochino di confettura di albicocca, coprirlo con un altro pavesino tipo sandwich.
In una ciotolina sbattere un pochino di marsala con un po' di latte, passare sia i pavesini che gli amaretti e poi passarli nel pangrattato. Tenere da parte.
Preparare anche le frittelle di mele. (La ricetta è linkata negli ingredienti)
Friggere anche la parte dolce, fare scolare il fritto e cospargere con poco zucchero semolato.
SERVIRE! (spero di non aver dimenticato niente...)

                          Buon appetito! (Non si dice lo so,  mi è scappato :-))

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Insalata di grani antichi (gluten free) con uova e datterini

Oggi un piatto veloce: perfetta portata unica per chi è a dieta, per gli intolleranti al glutine, per gli amanti dei grani antichi e la cucina salutare


Cosa serve per DUE persone:
170 g. grani antichi (grano saraceno, riso basmati, miglio, quinoa rossa, riso nero)
200 g. datterini
2 uova sode
3 cucchiai olive denocciolate taggiasche
4-5 filetti alici di ottima qualità sott'olio (per me liguri)
trito di: prezzemolo, erba cipollina, basilico e maggiorana q.b.
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
1 spicchio aglio (o un pizzico essiccato)

Fare rassodare le uova per 7 minuti mantenendo il tuorlo leggermente morbido, trascorso il tempo di cottura raffreddare sotto il getto di acqua corrente fredda e sgusciare, tenere da parte.
Fare lessare in acqua salata i grani antichi per 10 minuti poi scolarli e passarli sotto il getto d'acqua fredda per fermare la cottura. Passare l'aglio dentro ad una ciotola per fare in modo che lasci il sapore senza aggiungerlo direttamente nell'insalata (o se si preferisce unirne un pizzico di quello secco al trito degli aromi)
Riunire tutti gli ingredienti (tranne le uova) nella ciotola, regolare sale, pepe ed olio evo, coprire con pellicola e mettere in frigo ad insaporire almeno un'oretta.
Quando è il momento di servire ed impiattare, aggiungere le uova sode tagliate in quattro, unire una macinatina di pepe fresco e buon appetito. Un piatto unico appagante e leggero.


Bagna cauda (caöda) tradizione piemontese


A gentile richiesta, ripubblico la ricetta.
Qui occorre un po’ di storia perché la bagna caöda non è un piatto qualunque, è un’istituzione (è un po’ il corrispettivo della pizza margherita in Campania, o il risotto con l’ossobuco in Lombardia, tanto per dirne due, per intenderci); la ricetta della bagna caöda (che si legge cauda che vuol dire salsa calda-intingolo) fino a qualche decennio fa era tutta un’altra faccenda rispetto ad oggi: molto più forte, sapida, grassa.
La bagna cauda è un rituale, un piatto conviviale, da fare quando si è a tavola con amici e parenti.
La pietanza, (piatto unico) va collocata al centro della tavola nel tegame di terracotta e posto sopra un apposito fornello acceso, nel quale si intingono le verdure lesse e crude. I commensali si stringono attorno alla tavola ed al fujot (così si chiama il tegame). Anche se negli ultimi anni, vuoi per praticità, vuoi perché si è diventati schizzinosi, si usano i fujotini, ossia piccoli tegamini sempre di terracotta, bucati sotto, dove si inserisce una candela per mantenere la temperatura della salsa, che deve essere piuttosto alta. 
Ma io quando a tavola siamo in famiglia uso sono il fujiot grosso dove tutti si servono. 

Ogni famiglia piemontese ha la sua ricetta, i puristi usano solo acciughe, tanto ma tanto aglio, olio (e qualcuno anche burro) ma è veramente difficile da digerire e ha un sapore molto intenso, ognuno preferisce la propria versione, io stessa l'ho mangiata qualche volta in trattoria (in piola, come si dice in piemontese)  o a casa di amici ma la mia, per me, non si batte :-)))


Cosa serve:
Si calcola una testa - ebbene sì una testa (non uno spicchio d'aglio) a persona però in questi ultimi anni ho alleggerito un po’ il carico e ne metto mezza
1/2 etto di acciughe pulite (quindi "sporche" saranno un etto scarso all'incirca). Sotto sale, quelle piccole e rosse (tanto poi verranno sciolte)
Olio e.v.o e burro (oppure solo olio)
panna da cucina q.b.
Latte q.b. (per cuocere l'aglio)
facoltativo: gherigli di noce tritati

verdure cotte:
patate lessate con la buccia e poi sbucciate
peperoni arrostiti al forno e spellati
cipolle lesse o cotte al forno (che è meglio)
cavolfiore lessato
broccolo lessato 


verdure crude:
cardo, possibilmente quello gobbo, al quale si toglieranno col pelapatate, i filamenti (un po' come si fa con il sedano)
verza
topinambur (si mangia sia cotto che crudo a piacere)
insalata belga
barbabietola 
finocchi

Queste sono le verdure che si utilizzano a piacere. Ma: non devono mai mancare i peperoni, il cardo, le patate e le cipolle.

Il lavoro lungo è preparare le verdure e pulire le acciughe.
Prima di tutto preparare le verdure come descritto sopra.
La quantità è ad occhio, dipende quanto uno mangia e quanta bagna si prepara, comunque all'incirca una patata a testa, una cipolla, una falda di peperone e così via.
Sbucciare l'aglio e togliere l'anima (quel pezzettino interno verde), fallo cuocere in un po' di latte. Il latte poi si butta. Questa operazione consentirà di eliminare il gusto forte dell'aglio e di renderlo, per così dire, più digeribile.


Qualcuno poi versa questo latte nella bagna e così va a farsi benedire "l'alleggerimento". (Nota: mia nonna lo tagliava a fettine sottili-sottili e lo faceva friggere. Non metteva la panna, se non negli ultimi anni, evidentemente si era "modernizzata" Ma metteva moltissimo burro)
Mettere sul fuoco il fujot, con olio abbondante e un bel pezzo di burro. A piacere aggiungere due/tre noci tritate, aggiungere l'aglio schiacciato con una forchetta e, poche alla volta, le acciughe;  mantenere il fuoco medio, cuocere a fuoco bassissimo (meglio ancora con uno spargifiamma) e lasciare che le acciughe si sciolgano dolcemente e si amalgamino ottenendo una salsa omogena.






Aggiungere poi, a cucchiaiate, poca panna. Assaggiate. Se è troppo forte o troppo densa, aggiungete un altro po' di panna. Non deve essere troppo liquida ne troppo densa
Questa è una versione mini della bagna caoda con parziali qualità dei verdure, ma se avete l'occasione d'avere almeno tre o quattro ospiti vi consiglio di portare a tavola tutta la varietà descritta e, magari, calcolare una o due porzioni in più di bagna, per il bis che sicuramente non mancherà :-)






Cous cous ai 4 cereali con ceci, zucchine e peperoni all'agro

Per la rubrica al Km 0 oggi dedichiamo le nostre preparazioni alle ricette straniere italianizzandole e/o utilizzando prodotti tipici del nostro territorio, (in questo caso io ho abbinato i nostri famosi peperoni) "dal mondo alla nostra cucina" tema molto divertente! 
Io porto il pranzo e ho deciso di cucinare un ingrediente che mi piace tantissimo, ovvero il cous cous, il mio preferito in assoluto è quello con il pesce, alla trapanese e fatto a mano (e non quello precotto) partendo dalla giusta semola dalle sapienti mani di chi sa come fare, mi piacerebbe molto imparare, siccome ho visto da piccola come si fa, so che non è facile per niente e mi adeguo utilizzando quello in scatola (va da se che il paragone è impietoso...) e mi accontento, qualche esempio:
Cous cous con pomodoro, menta e basilico  (il più semplice ed il mio preferito)
Cous cous speziato con pesto, olive e verdure
Cous cous con pistacchi, taccole e champignon (vegan)
Sformatini di cous cous con verdure
Cous cous alla "ligure"

Questo cous cous è stata una piacevole sorpresa, veramente buonissimo molto gustoso e ha una consistenza migliore rispetto al solito, è fatto con farine di: grano duro integrale, farro, kamut e sfarinato di mais, l'ho comprato in un'erboristeria della mia città, e lo ricomprerò :-)


Cosa serve per 3-4 persone

Per le verdure in agrodolce:
300 g. zucchine
1 peperone rosso carnoso (di Carmagnola o quadrato di Cuneo)
2-3 rametti timo
1 spicchio aglio
1/4 cipolla rossa
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
1/4 bicchiere aceto balsamico Modena
1/2 bicchiere acqua
1 presa zucchero

Poi serve:
220 g. cous cous ai 4 cereali bio
220 g. acqua
un pizzico sale
un pizzico pepe nero
olio evo q.b. per condire il cous cous e q.b. per condire i ceci
cipolla rossa dolce (possibilmente di Tropea) q.b. a piacere
250 g. ceci lessati e salati (peso inteso già cotti)

Fare scaldare un filo d'olio con cipolla a rondelle e l'aglio in camicia, aggiungere subito i peperoni e le zucchine tagliate a tocchetti, salare, pepare, lasciare cuocere 5 minuti mescolando spesso e poi unire il timo, l'aceto e l'acqua.
Portare a cottura desiderata ma consiglio di lasciare le verdure un po' croccanti.
Preparare il cous cous seguendo le indicazioni sulla confezione, nel mio caso pari peso cous-cous/acqua (che io salo leggermente, ma proprio un'idea) e condisco con un filo d'olio, una volta freddo e sgranato metterlo in una ciotola ed aggiungere i ceci cotti, salati e conditi con poco olio, sale e pepe, unire le verdure e la cipolla affettata finemente.
Lasciare insaporire almeno un'ora prima di servire.


Un ottimo piatto unico, piacerà molto a chi gradisce il sapore agrodolce e ama l'aceto balsamico, una preparazione vegana che metterà tutti d'accordo, si prepara in fredda ed è buono in ogni stagione anche se perfetto quando le temperature sono alte e la verdura usata è di stagione. Io l'ho servito come piatto unico
Colazione Monica: Cheesecake de Zena
Merenda Sabrina: Sweet lassi
Cena Carla: Leche tigre

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