Torta allo yogurt, pere cioccolato e nocciole

Cosa serve:

220 g. farina 00
150 g. zucchero semolato
1 pizzico di sale
125 g. yogurt alle nocciole
30 ml. olio di semi
2 cucchiaini di miele di acacia
2 cucchiaini di granella di nocciole
3 uova a temperatura ambiente
1 bustina lievito vanigliato
35 g. cacao amaro
rum q.b.
2-3 pere (dipende dalla grandezza, io ne ho usate 3) kaiser

Sbucciare le pere, tagliarle in due e poi in quattro, eliminare il torsolo e tagliarle a spicchi abbastanza spessi.
Metterle in un piatto ed irrorarle con del rum bianco.
Accendere il forno a 180° statico



Setacciare la farina con il lievito ed il cacao.
In una ciotola, con la frusta elettrica (o planetaria utilizzando la frusta K) montare: uova, zucchero, miele e yogurt alle nocciole. Mescolare bene ed aggiungere il pizzico di sale, la miscela della farina + cacao a cucchiaiate. Unire la granella di nocciole.



Per ultimo unire, a filo, sempre mescolando, l'olio.
Foderare con carta da forno o imburrare ed infarinare una tortiera con cerniera apribile da 22D. Versare il composto e disporre a raggiera o a piacimento le fette di pera in superficie.



Infornare per 45 minuti. Fare la prova stecchino.
Fare intiepidire e servire. (Ottima anche fredda)






Confettura di albicocche, zenzero, cannella e marsala secco

.... E continuiamo con la serie: "sottovetro", essendo tempo di confetture e conserve. Oggi una semplice confettura piuttosto classica di albicocche ma con l'aggiunta del mio zampino!


Questo è stato un personale esperimento che in famiglia è piaciuto molto. Confettura aromatica e molto piacevole. Devo dire che: io dolcifico poco le marmellate o confetture, quindi a chi piace la dolcezza classica deve metterne di più.

Non mi piacciono gli addensanti tipo pectina. Preferisco aggiungere una mela e succo di limone e farla cuocere come si faceva una volta. Fuoco bassissimo, mescolare spesso, quasi continuativamente verso fine cottura fino a che la marmellata inizia ad addensarsi. Dipende dalla frutta, dall'acquosità oltre che dal tipo e qualità. In questo caso la confettura è cotta in quasi 2 ore. (ma dipende dal tipo di frutta utilizzata)

L'aggiunta del succo di limone fa sì che la marmellata risulti di un bel colore chiaro e non si scurisca e la scorza conferisce un buonissimo aroma. Inoltre, il succo, è di aiuto per la buona conservazione e aiuta ad inspessire.

Se volete leggere i miei consigli per la conservazione e preparazione della frutta e verdura, cliccare qui


Cosa serve per ottenere 8 vasetti da 250 g. l'uno:

Kg. 2,800 / 3 di albicocche peso netto (già prive di nocciolo)

kg. 1,200 di zucchero semolato
la scorza e la buccia grattugiata di 1/2 limone naturale
un bicchierino da liquore (corrispondente a poco più di una tazzina da caffè) di marsala secco
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 cucchiaino colmo di zenzero in polvere
1 mela

Lavare e asciugare le albicocche. Denocciolarle, tagliarle a pezzi anche grandi, metterle in una grande pentola possibilmente antiaderente, con lo zucchero, limone scorza e succo, la mela sbucciata e tagliata a cubetti e lasciare macerare un paio d'ore mescolando ogni tanto.

Passato il tempo mettere sul fuoco vivace. Occhio: quando raggiungerà l'ebollizione può trabordare quindi non mettersi a fare altro per casa. Non distrarsi troppo insomma.



Mescolare ogni tanto raccogliendo bene la polpa che si formerà sul bordo della pentola, io non ritengo occorra schiumare, la schiuma viene poi riassorbita, ma se si vuole si può togliere.
Quando l'acqua della frutta inizia a consumare aggiungere la cannella, lo zenzero e il marsala. Mescolare accuratamente e abbassare la fiamma al minimo. Cuocere finchè si vede che si sta addensando. Passare parte della confettura, (solo in parte in modo da lasciare alcuni pezzi di frutta)  con un passaverdura.
Fare la prova piattino: prelevare un cucchiaio di confettura, metterla in un piattino e farla scorrere inclinando il piattino. Se scorre velocemente farla cuocere ancora un po'. Se invece scorre lentamente la confettura è pronta.

Considerare, poi, che ne vasetti col tempo si solidificherà ancora.
Prendere vasetti pulitissimi e asciuttissimi e capsule nuove di zecca.
Riempire i vasetti (facendo attenzione a non sporcare i bordi, se capita pulire subito con carta da cucina) la confettura bollente. Considerare di lasciare 5 cm di spazio tra confettura e il bordo del vaso.
Chiudere stretto ma senza sforzare troppo le capsule sennò si rovinano.
Capovolgerli ancora caldi a testa in giù. Lasciare raffreddare così e poi riporre la marmellata in cantina o luogo fresco. Aspettare almeno un mese, meglio due, prima di consumare. Se ne fosse avanzata un po' occorre consumarla. 





Melanzane (del mio orto) piccantine con aromi sott'olio

Sì lo so che parlo sempre del mio orticello... mi piace! che ci posso fare?



Cosa serve:

melanzane lunghe e strette
sale grosso q.b.
aglio q.b.
origano q.b.
maggiorana q.b.
peperoncino q.b. (io ho usato la qualità arlecchino calabrese)
1/2 lt. aceto di vino bianco 
olio d'oliva o evo a piacere q.b.



Lavare e sbucciare con un pelapatate le melanzane.
Tagliarle a fette spesse almeno 1 cm. occorre calcolare che si "restringeranno". Disporle a strati in un colapasta, salandole con sale grosso. Sopra l'ultimo strato mettere un piatto e lasciarle almeno 4 ore.
Trascorso il tempo mettere sul fuoco una casseruolina con 1/2 litro da aceto bianco e 1/2 litro di acqua. Portare a bollore. Quando bolle mettere, poche per volta, le fette di melanzane. Appena inizia di nuovo a bollire toglierle SUBITO con una schiumarola. Metterle in un grande vassoio o piatto. Continuare così fino ad esaurimento delle melanzane.
Terminata l'operazione disporre le fette di melanzana sopra un canovaccio o più canovacci (ovviamente puliti) a sua volta sopra un ripiano (va benissimo ad esempio una spianatoia di legno oppure vari vassoi).

Metterle poi ad asciugare al sole per tutto il giorno, finchè risultano asciuttissime, anche un po' secche. NON invasarle se non sono perfettamente asciutte o si pregiudicherà la buon a conservazione! MI RACCOMANDO! Se non sono asciutte, ritirale in casa e rimetterle al sole il giorno successivo. Un'altra mezza giornata sarà sufficiente. 



A questo punto spostare le melanzane in una ciotola da insalata e condirle con: origano, maggiorana, peperoncino, fette d'aglio, il tutto a piacere, secondo i gusti personali. 


Mescolare con le mani e poi riempire i vasetti di vetro precedentemente lavato ed asciugato molto, molto bene. l'ideale è farli asciugare al sole o, in alternativa, in forno preriscaldato a 50° e poi spento. 
Pressarle un pochino e coprire con olio d'oliva o evo. Coprire poi i i vasetti con pellicola o un piattino e lasciare riposare 24 ore.
Controllare il livello dell'olio. Quasi sicuramente sarà sceso e occorrerà aggiungerne. Di seguito chiudere i vasetti con capsule nuove e sterilizzare i vasetti ponendoli in una grande pentola, coprendoli d'acqua di almeno 3 cm e facendoli bollire per 25 minuti (dal'ebollizione).
Se volete leggere i miei consigli per la conservazione e preparazione della frutta e verdura, cliccare qui
Questo passaggio, in realtà, non è indispensabile, nel senso che è l'olio che funge da conservante ed il passaggio precedente con l'aceto, tuttavia io sterilizzo TUTTO, ad esclusione delle marmellate o di prodotti conservati sotto alcool. Ritengo sia una sicurezza in più che, tra l'altro, non mi richiede alcuna fatica.

Lasciare dunque raffreddare i vasetti nell'acqua, poi prelevarli e metterli in cantina o in luogo fresco e buio. Si può consumare dopo almeno un mese, meglio dopo due.

L'olio si potrà usare come condimento per la pasta o altro a piacere.



Nello stesso modo, con lo stesso identico procedimento faccio le zucchine, tagliandole di "traverso" in modo da ottenere una fetta oblunga.
Le condisco però con: basilico fresco tagliuzzato con le mani, aglio, alloro e peperoncino.




Pane pullman alla birra

Il pane pullman (che è la classica forma che ormai da parecchi anni si trova sugli scaffali del supermercato, e qui è chiamato bauletto, soffice pensato per sandwich e tramezzini) pare sia originario della Georgia, quindi USA (ovviamente patria del panino mordi e fuggi), però sembra che fosse preparato col lievito istantaneo per torte salate (forse proprio perchè alcool e lievito non si sposano benissimo, ecco che subentra un agente lievitante chimico) e forse anche per avere in fretta un pane pronto da poter essere consumato. Io però ho usato il lievito fresco (non avevo fretta). Perchè pullman? (e aggiungo che deve essere una pangnotta di pane di solito bianco) perchè prende nome da un vagone ferroviario, le cui carrozze hanno la forma, appunto, di questo pane.


Oggi versione alla birra!!!

Cosa serve:

500 g. farina 280W
260 g. birra (* leggi di seguito nel procedimento) circa a temperatura ambiente
5 g. lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero
10 g. sale fino
1 cucchiaino di malto liquido o miele di acacia
30 g. burro fuso

poi serve: burro per spennellare

Io ho usato una birra di grano tedesca non filtrata, (così omaggio mio figlio che attualmente vive in Germania) leggermente opalescente che a me piace molto, la Hacker-Pschorr Weisse, ma ognuno può usare la birra che preferisce, meglio non orientarsi su birre scure dal triplo malto più alcoliche, perchè l'alcool interferisce con la lievitazione e perchè conferirebbero un sapore troppo marcato e amarognolo al pane. (però, ripeto, è questione di gusto)
Travasare la birra in una caraffa e lasciare che si schiumi.
Nella ciotola della planetaria (o ciotola qualunque se si fa a mano) mettere la farina, unire il lievito sbriciolato, il malto, lo zucchero e iniziare ad amalgamare gli ingredienti a velocità minima. (con una forchetta se si fa a mano e poi bisogna travasare sul piano di lavoro l'impasto quando non si riesce più a mescolare) unire, un po' per volta 3/4 della birra scritta nella ricetta . (Come per l'acqua può occorrerne anche un po' di meno o di più, dipende dall'assorbimento della farina che si sta usando, in questo caso si può aggiungere un pochino di acqua, se non si ha a disposizione altra birra), unire poi il burro fuso con sale (va bene fatto sciogliere a microonde, non deve essere caldo, solo fuso.)

Ora valutare quanta del 1/4 di birra avanzato aggiungere all'impasto per il discorso appena fatto. L'impasto deve essere non molle ma malleabile e non appiccicoso, ma nemmeno duro.

Mettere l'impasto in una ciotola capiente leggermente unta di olio, coprire con pellicola alimentare e mettere a lievitare in luogo tiepido fino a quando raddoppia di volume.
Ungere uno stampo da plum-cake con il burro (bene, sia il fondo che le pareti).
Prendere l'impasto, lavorarlo leggermente, stenderlo con un mattarello e formare un rettangolo largo come lo stampo, arrotolare l'impasto (come per un rotolo di pasta biscuit) e metterlo dentro allo stampo. Schiacciare con le nocche delle dita per pareggiare bene il rotolo di pasta.
Coprire con pellicola e fare lievitare ancora fino a quando l'impasto arriva al bordo dello stampo.

Accendere il forno ventilato con un pentolino di acqua messo sul fondo a 200°.

Togliere la pellicola che copre lo stampo, spennellare delicatamente la superficie con burro fuso (abbondante) ed infornare per 20 minuti.
Aprire il forno, togliere il pentolino d'acqua, richiudere, aspettare 5 minuti e abbassare il forno a 180°. lasciare ancora cuocere circa 15 minuti (ma dipende dal forno, dipende da quanto cotto piace il pane. Occorre valutarlo
Quando il pane pullman alla birra è cotto, sformarlo, metterlo su una gratella a raffreddare e servire poi con formaggi molli e stagionati, salumi, salmone e pesce spada affumicato, uova di pesce.




Pane casereccio con semola di grano duro



Cosa serve:

150 g. lievito madre rinfrescato (se si vuole leggere di più sul lievito madre cliccare qui) oppure se non si ha a disposizione penso si possano usare 40 g. di lievito madre secco 
400 g. farina di grano duro macinata a pietra
200 g. farina 0 (zero) macinata a pietra
300 g. circa d'acqua (circa perchè dipende tutto da quanta ne assorbe la farina che si utilizza)
1 cucchiaino colmo di sale fino
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaino di malto di riso 



Mettere nella ciotola della planetaria (se non si ha, usare una ciotola capiente) il lievito madre a pezzi e le farine setacciate.
Unire un po' per volta l'acqua a temperatura ambiente a velocità 1 (o con una forchetta se si fa a mano), unire l'olio e il malto.
Aumentare un po' la velocità aggiungendo la restante acqua o q.b. per ottenere un impasto piuttosto sodo, unire in ultimo il sale sciolto in un pochino di acqua tiepida.

Se si fa a mano, travasare l'impasto su un tagliere e impastare fino a quando l'impasto non sia più appiccicoso ma sia liscio ed omogeneo.

Mettere la palla di pasta in una ciotola spennellata di olio, coprire con pellicola alimentare.
Ora si hanno due possibilità: o si mette in frigo tutta una notte, poi la mattina si tira fuori l'impasto, si lascia a temperatura ambiente per circa un'ora e si rilavora, oppure si fa lievitare in luogo tiepido finchè quasi raddoppia di volume (dipende dal tempo, dalla farina utilizzata)
In seguito impastare senza fare forza brevemente l'impasto lievitato e modellarlo: formare una pagnotta della forma che più piace, io l'ho fatta ovale ma poi lievitando è diventata sul rettangolare :-)

Praticare dei tagli obliqui e mettere a lievitare nuovamente il pane, dopo averlo spolverizzato di farina sulla placca rivestita da carta forno, in luogo tiepido (o forno spento con lucina accesa oppure preriscaldato a 50° e poi spento) per circa due ore.



Un'accortezza: coprire il pane con un canovaccio largo, sistemare tutt'attorno dei pesi tipo pacchi di zucchero o farina o pasta in modo tale che il pane possa lievitare maggiormente verso l'alto e non in larghezza

Preriscaldare il forno statico (io ho notato che per pane di grandi pezzature è meglio quello statico, mentre piccole pezzature va benissimo quello ventilato) a 200° mettendo sul fondo un pentolino con dell'acqua per creare vapore.
Infornare e lasciare cuocere per circa 25 minuti.
Poi velocemente togliere il pentolino d'acqua e abbassare la temperatura a 180° e lasciare cuocere ancora un'altra ventina di minuti. Controllare la cottura. Dipende dal forno, possono volerci anche 10/15 minuti in più. Il pane deve risultare ben dorato e croccante fuori ma morbido con mollica compatta dentro.
Se si "bussa" il fondo della pagnotta si deve sentire un rumore "sordo". Il pane è cotto!




Pollo finto fritto alle erbette aromatiche - al forno



Cosa serve:

(in base all'appetito) fuselli e sovracosce di pollo
olio evo
sale
3-4 rametti di rosmarino
pangrattato q.b.
erbette (se sono disponibili fresche):
timo, erba cipollina, dragoncello, alloro, salvia
un pizzico di aglio secco

Mescolare il pangrattato con l'aglio secco e le erbette tritate finemente,
togliere la pelle ed il grasso al pollo, lavarlo ed asciugarlo bene.

Spennellare i pezzi di pollo con olio evo, passarli nel pangrattato aromatizzato ed adagiarli in una pirofila antiaderente, leggermente unta.




Aggiungere ancora rametti di rosmarino, salare e cuocere in forno preriscaldato per circa un'ora a 190° per metà cottura, poi girare i pezzi di pollo, salare anche quella parte, rimettere in forno ed abbassare la temperatura a 180°. Portare a cottura e servire.
Il pollo così cucinato è leggero, croccante fuori ma morbido all'interno. Piace tanto ai bimbi ma anche ai grandi :-)