Paste di meliga alle nocciole

Questa alle nocciole è la mia variante alle amate paste di meliga più classiche, se cerchi nella banda di ricerca a destra dello schermo in home page del blog "paste di meliga" troverai altre idee.

Al posto della farina di nocciole si possono utilizzare le nocciole, occorre sgusciarle e farle tostare in forno, poi private della buccia (è sufficiente metterle in un canovaccio e strofinarle) e tritarle finemente in un tritatutto elettrico con un cucchiaio di zucchero prelevato dalla quantità elencata negli ingredienti. Mi raccomando in questo caso azionare il tasto ad impulsi.

Questo periodo è perfetto per finire le scorte della frutta secca in casa, o è un'idea da tenere a mente ad ottobre quando ci sarà il nuovo raccolto


Cosa serve:
70 g farina di nocciole (per me del Piemonte)
100 g farina di mais fioretto
90 g farina 00
95 g burro da centrifuga morbido
95 g zucchero semolato 
2 tuorli
1/4 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino pasta di nocciole al 100%
1 pizzico sale


Montare il burro tenuto fuori dal frigo almeno da due ore con lo zucchero, quando il composto risulta bianco e spumoso unire il pizzico di sale poi unire, uno alla volta, i tuorli, la pasta di nocciole e quando il tutto è ben amalgamato, aggiungere le farine precedentemente mescolate col lievito, amalgamare velocemente ed unire se necessario un goccino d'acqua fredda per ottenere un composto morbido ma ancora consistente, è un impasto piuttosto morbido il giusto da poterlo modellare con una sac a poche ma non troppo altrimenti in cottura la pasta perde la sua forma (bisogna provare e riprovare o imparare direttamente da qualcuno che le sappia fare).

Con l'aiuto di una spatola inserire l'impasto in una tasca da pasticcere usa e getta molto spessa e resistente (altrimenti si spacca) o, meglio, in tessuto munito di bocchetta a stella, formare subito le paste di meliga, un po' distanziate tra loro perchè si allargheranno un pochino, sulla leccarda rivestita con carta da forno; mettere la leccarda in frigorifero almeno 20 minuti, meglio ancora se per più tempo.
Intanto preriscaldare il forno statico a 160°/165° infornare per 18 minuti (dipende dal forno).
Trasferire sulla gratella e lasciare raffreddare, conservare i biscotti in una scatola di latta



Risotto con luppolo selvatico (luvertin)

Una delle mie passioni è raccogliere erbe selvatiche e creare gustose pietanze, come il pesto di aglio orsinomini burger ceci e aglio orsinohummus con aglio orsino, crema con asparagi e luppolo selvatico, frittata di luvertinmuffin carciofi e cujetfrittatine soffici alle erbe primaverili, risotto con ortiche e borragine e tante altre, cercate sul blog curiosando nel menu principale.



Cosa serve per DUE persone:
160 g riso carnaroli
un mazzetto di luppolo selvatico (circa 200 g)
brodo vegetale q.b.
una noce burro (oppure olio evo) 
formaggio grattugiato q.b.

Per prima cosa preparare un brodo vegetale ristretto, mettere sul fuoco un litro d'acqua con una cipolla o cipollotto, una costa di sedano, una carota, un paio di pomodorini, un pezzetto di zucchina e/o la verdura di stagione che si preferisce, aggiungere qualche granello di sale e fare sobbollire piano fino a ridurlo di 1/3, tenerlo quindi al caldo. Intanto lavare il luppolo, tagliarlo in tre parti. 
In un tegame antiaderente fare tostare a secco (senza aggiunta di grassi) il riso, io ne uso un tipo di alta qualità. carnaroli piemontese, il risultato finale cambia notevolmente. Scuotere quindi il tegame per mezzo minuto, poi iniziare ad aggiungere un mestolo di brodo caldo, unire il luppolo e proseguire la cottura per 15/17 minuti a secondo se si gradisce più croccante o meno, calcolare il tempo anche considerando la tostatura e la mantecatura, mescolare continuamente (questo crea il risotto più cremoso e omogeneo). A fine cottura spegnere ed aggiungere burro freddo e abbondante formaggio grattugiato (oppure solo un filo d'olio evo se si preferisce una versione vegana). Attendere mezzo minuto e servire

Melanzane agrodolci

Come le fai-le fai, le melanzane sono sempre graditissime.  Cerca nel menù altre ricette, ad esempio nella categoria verdure oppure conserve


Cosa serve:
2 piccole melanzane lunghe
1 piccola melanzana violetta
4-5 pomodori secchi
1 cucchiaio capperi
2 cucchiai salsina concentrata di pomodoro
1/2 cipolla bianca
qualche oliva verde denocciolata
origano q.b
1 ciuffo basilico
1/2 cucchiaio zucchero
1/2 bicchiere aceto balsamico
1/2 bicchiere acqua
una manciata uvetta
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

Dissalare i capperi, metter in ammollo i pomodori secchi una mezz'oretta dopo averli tagliati a dadini insieme all'uvetta. Poi scolare il tutto e tamponare con carta da cucina, tenere da parte. 

Tagliare a fette spesse le melanzane senza sbucciarle e metterle sotto sale per lo stesso tempo, poi asciugarle con carta assorbente da cucina. Tagliare le fette a dadi piuttosto grandi e farli saltare in una padella con poco olio evo a fuoco vivace qualche minuto, poi abbassare la fiamma unire tutti gli ingredienti, fare evaporare l'aceto e mettere il coperchio, cuocere lo stretto necessario perchè le melanzane si ammorbidiscano e si insaporiscano. Spegnere lasciare riposare mezza giornata e servire a temperatura ambiente o leggermente riscaldate.


Pastiera di riso

Questa versione è completamente senza glutine, se non c'è questa necessità ma si gradisce provare una farcitura di riso e non di grano, si può optare per una pasta frolla classica, sicuramente più facile da preparare, in tal caso guarda la ricetta della pastiera napoletana



Per una tortiera da 22D 

Cosa serve per la pasta frolla senza glutine:
180 g farina di riso
30 g farina di mandorle
30 g farina fumetto di mais senza glutine
120 g burro
100 g zucchero semolato
1/4 cucchiaino di lievito per dolci senza glutine
1 uovo
1 pizzico sale
scorza grattugiata di mezzo limone naturale

Cosa serve per la farcia:
70 g riso (io uso il carnaroli)
350 g latte
20 g burro
la scorza intera di mezzo limone
la scorza intera di mezza arancia
alcune gocce di estratto di millefiori o fiori d'arancio
150 g zucchero semolato
270 g ricotta di pecora
2 uova + 1 tuorlo
poco liquore strega (si può omettere)
80 g arancia candita o canditi misti (l'importante siano artigianali di ottima qualità)


Il giorno precedente 
Preparare la frolla: montare il burro morbido con lo zucchero, il pizzico di sale e l'uovo, quando il composto è soffice unire le farine mescolate precedentemente con il lievito e la scorza del limone. Amalgamare velocemente, formare un panetto, avvolgerlo in pellicola alimentare e metterlo a riposare una notte in frigo.
Mettere la ricotta dentro un piccola scolapasta o un colino, posizionarlo sopra una ciotola, coprire con pellicola e mettere in frigo a sgocciolare per mezza giornata.
In una ciotola setacciare la ricotta (è un lavoro noioso ma fa la differenza) aiutandosi con un colino e il dorso di un cucchiaio da minestra, unire lo zucchero e il liquore, mescolare bene ed unire le uova e l'estratto di fiori d'arancio, amalgamare nuovamente e tenere da parte in frigo. 
Preparare la crema di riso: in una casseruola antiaderente far scaldare il latte con la scorza intera degli agrumi (solo la parte gialla e arancione), unire il riso e mescolando continuamente farlo cuocere a fiamma moderata. Quando il latte sarà tutto assorbito sarà pronto, spegnere, eliminare le scorze, unire il burro. Quando il riso sarà freddo aggiungere la crema di ricotta e l'arancia candita cubettata o canditi misti, mescolare accuratamente.

Preriscaldare il forno statico a 150°
Prelevare la pasta frolla dal frigo, stenderla col mattarello e ricavare un disco che possa rivestire lo stampo e il bordi, con un coltello dalla parte opposta della lama, eliminare l'eccesso, bucherellare bene il fondo con i rebbi di una forchetta, riempire il guscio con la crema di ricotta, impastare nuovamente ma rapidamente i ritagli di frolla e stendere di nuovo per ricavare sette strisce da formare la griglia.


Cuocere per un'ora e un quarto, la pastiera va cotta lentamente, la superficie deve caramellare. 
Lasciare raffreddare completamente prima di toglierla dallo stampo, fare riposare almeno 24 h prima di degustare. 


Questo è un dolce che si conserva perfettamente a temperatura ambiente, in luogo asciutto e fresco per una settimana, non bisogna conservarla in frigorifero, si rovinerebbe. Io copro la pastiera a campana con una ciotola di vetro.