Crostata di ricotta profumata all'arancia

"Forse" l'ho già detto un tot di volte quanto mi piacciono i dolci con la ricotta.
E' una torta profumatissima, molto ma molto sostanziosa ed è ottima anche come sostituto del pranzo al posto del panino se mangiate forzatamente fuori casa. Ecco: una bella fettona e arrivate all'ora di cena senza stramazzare al suolo. Meglio degustata il giorno successivo e meglio non metterla in frigorifero (esattamente come si fa per la pastiera)


Cosa serve:

Per la pasta frolla:

300 gr. farina 00 
150 gr. zucchero semolato
150 gr. burro ammorbidito
1 pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
la scorza grattugiata di 1 arancia bio
la scorza grattugiata di 1 limone bio
1 uovo intero + 1 tuorlo.

Per la farcia:

500 gr. ricotta di pecora
6 cucchiai di zucchero semolato
4 uova + 1 tuorlo
alcune gocce di aroma concentrato fior d'arancio (o un cucchiaio se è acqua di fior d'arancio)
70 gr. arancia candita 
100 gr. uvetta sultanina
2 cucchiai di pinoli
liquore all'arancia o marsala
cioccolato fondente grattugiato q.b. (un paio di quadretti piccoli)

Alcune ore prima mescolare la ricotta con lo zucchero, coprire e mettere in frigo a riposare
Lavare l'uvetta e metterla in ammollo nel liquore.


Montare il burro ammorbidito con lo zucchero ed unire, una alla volta, le uova; unire gli altri ingredienti, girare la foglia della planetaria (o cutter se si usa robot elettrico) quel tanto che basta per avere un composto amalgamato  avvolgere l'impasto dentro pellicola trasparente e mettere in frigo a riposare almeno un'ora.
Prendere la ricotta e setacciarla, aggiungere lo zucchero, girare molto bene finchè si ottiene un composto liscio, poi aggiungere le uova, l'uvetta strizzata ed infarinata, i canditi, il cioccolato e l'aroma. 




Accendere il forno a 170° statico
In una tortiera da 22D imburrata ed infarinata o rivestita da carta da forno, stendete 3/4 di pasta frolla, bucherellare il fondo con una forchetta, stendete poi la farcia, cospargere con i pinoli e ricoprite a gratella con il 1/4 di pasta fatta a stiscioline.


Infornare per una cinquantina di minuti, ma controllare perchè ogni forno è diverso, fare la prova  stecchino che, in questo caso, non deve essere asciuttissimo come una torta margherita, tanto per fare un esempio, ma nemmeno bagnato. La ricotta dovrà essere cotta ma non asciuttissima e il fondo non deve prendere colore, sennò diventa amaro.







moderazione commenti e....poi...

ok ragazze..... grazie di avermi aiutata così in massa... mi scoccia parecchio ma ho messo la moderazione. Mi scoccia perchè così come Norma non sono sempre col pc acceso, o comunque anche se lo è devo lavorare e non guardo continuativamente il blog, e  mi dispiace di dover lasciare in stand-by le persone.Proprio adesso poi che c'è il contest. Ma che devo fare? avete visto quanti ce n'erano da ieri sera? una ventina... + altrettanti trovati nella cartella spam. Ok ho modificato le impostazioni, ma più in là riprovo a togliere la moderazione.

e.....poi....non è influenza, non passa .. è sempre peggio.. fatico anche a respirare, sono a pezzi, ho male ovuanque, la tosse non mi da tregua, mi fa male pure la lingua (sarà quasi ridicolo ma è così) il dottore mi ha detto che è broncopolmonite con focolaio di non so cosa. Mi girano le @@ perchè devo prendere per forza gli antibiotici per 10 giorni (pure!), ho cercato in tutti i modi di evitarli, ma sono ridotta uno straccio... sempre peggio.

chiedo venia se questi giorni non vedrete magari subito pubblicate le ricette che mi invierete (portate pazienza) chissà se tra 48 ore sarò in grado di cucinare? o se devo mandare tutti in pizzeria? che tristezza...

Dolce focaccia di Natale

Questo è un dolce che è una via di mezzo tra: un pandolce, un pandoro, una brioche.
Si prepara nel periodo delle feste Natalizie, è semplice, senza canditi o uvetta.
Non sono sicura che sia tradizionale solo delle mie parti, ho visto, qua e là, che ci sono ricette simili in varie regioni, oltre alla mia che è il Piemonte.


Da NON confondere con la fugassa della befana (originaria della Val di Susa ma che appartiene anche a noi del Torinese) che farò e posterò più avanti :-)


Purtroppo non ho tutti i passaggi perchè ho finito di preparala ad un'ora nottura indecente ed ero stanchissima però... volete mettere gustarla poche ore dopo, al mattino, con una bella tazza (formato giga) di caffè fumante?


Cosa serve:


per la biga:
50 ml. latte
125 gr. farina manitoba 
5 gr. lievito di birra fresco
1/2 cucchiano di zucchero


per l'impasto:
250 gr. farina manitoba 
10 gr. di lievito di birra fresco
125 ml. di latte
120 gr. di zucchero
120 gr. di burro
2 uova intere
1 fiala di fiori di arancio
1 pizzico di sale
1/2 bicchierino di grappa


Preparare la biga: impastare la farina mescolata allo zucchero con il lievito sciolto nel latte, coprire con pellicola unta di olio e lasciare lievitare tutta la notte (ecco.. io ho fatto la cretinata di fare il procedimento inverso ecco perchè ho finito a notte fonda...) 


La mattina l'impasto sarà così...






Impastare la farina con il sale, con il lievito fatto sciogliere nel latte, aggiungere la biga.
Impastare a lungo finchè l'impasto sia elastico.


Fare lievitare in una boule infarinata per circa un'ora




Riprendere l'impasto, allargarlo su una spianatoia infarinata ed aggiungere gli altri ingredienti. Impastare a lungo finchè si ottiene un composto elastico ma morbido, tutti gli ingredienti devono essere perfettamente incorporati, a tal proposito.. le uova, sbattetele leggermente prima di aggiungerle all'impasto.


Imburrare ed infarinare una tortiera da 18/20D o uno stampo per soufflè/zuccotto.. insomma deve essere alto.


Porre all'interno l'impasto finito, coprire con un canovaccio bagnato in acqua calda e strizzato bene e far lievitare ancora per 2 ore (anche 3) dipende dal calore che c'è in casa. Praticare una profonda croce per aiutare la lievitazione.


Spennellare la superficie con del latte.


Infornare a forno già caldo per circa 45 minuti a 180°/190° dipende dal vostro forno.
Fare raffreddare e buona colazione!





Cioccolato morbido al forno con pistacchi di Bronte

Questo dolce è una crema che, messa in forno si trasforma in una  torta sofficissima internamente e fragrante esternamente. Ha la particolarità di essere priva di lievito e priva di farina,  il pistacchio di Bronte in superficie conferisce la croccantezza che, unita alla sofficità, rende questo dolce davvero goloso.

Cosa serve:


250 g. di cioccolato fondente
200 g. di zucchero semolato
5 uova
150 g. di burro
una manciata di pistacchi tritati di Bronte


Sciogliere il cioccolato a fuoco basso a bagnomaria. Unire il burro fatto precedentemente a pezzetti e mescolare finchè si ottiene un composto morbido e lucido.
Togliere la casseruola dal fuoco ed unire lo zucchero. Mescolare bene finchè lo zucchero sarà sciolto.
Unire un tuorlo per volta (conservando in una terrina gli albumi), assicurarsi di non aggiungere il seguente tuorlo se quello appena aggiunto non sia incorporato per bene.


Montare gli albumi con un pizzico di sale ed incorporarli al composto mescolando dal basso verso l'alto, con un cucchiaio di legno, per non smontare il composto di cioccolato.


Versare in uno stampo  da 22D imburrato ed infarinato.
Spolverizzare con il pistacchio.

Cuocere in forno già caldo per 30 minuti a 180°
La torta deve rimanere morbida dentro e si formerà una crosticina sulla superficie.
Buonissima anche il giorno successivo. Va consumata fredda.








Tortino di radicchio di Treviso tardivo e salsiccia di vitello

Questo è un piatto molto saporito ma, al contempo delicato e pur essendo un tortino salato e dunque con l'aggiunta di uova e poca panna vegetale è, rispetto ad altre preparazioni analoghe, più leggero per la totale mancanza di altri ingredienti grassi, inoltre ho utilizzato la salsiccia di vitello più magra e meno speziata. Il mio macellaio di fiducia la confeziona tutti i giorni, sia quella di vitello che quella di maiale, fresca-fresca si può mangiare anche cruda.

Cosa serve:


g. 250 di pasta sfoglia, se vuoi provare la mia ricetta clicca qui 
2 cespi di radicchio di Treviso
300 g. di salsiccia di vitello
2 scalogni
olio e.v.o.
sale
1/4 di bicchiere di vino bianco secco
2 uova
due cucchiai di panna vegetale
una spolverata di parmigiano grattugiato


Preparare e stendere la sfoglia non troppo sottilmente su carta forno.
Io ho usato la pasta che faccio io e ho ricavato un rettangolo, ma se usate quella pronta è indifferente che sia rettangolare o rotonda.. solo questione di estetica :-)
Far trabordare qualche centimetro di pasta dalla pirofila per poi ripiegarla all'interno in modo tale che possa contenere il ripieno.


In una casseruola antiaderente far stufare in poco olio e.v.o. lo scalogno affettato sottilmente e aggiungere il radicchio tagliato a listarelle. Tenere il fuoco abbastanza basso, deve cuocere dolcemente, non bruciacchiare,  dopo qualche minuto salare ed aggiungere poca acqua,  mettere il coperchio, cuocere per 5 minuti.



A parte, in un'altra casseruola in poco olio e.v.o. far stufare la salsiccia privata della pellicina e fatta a tocchetti con le mani. Sfumare con il vino bianco, quando sarà evaporato, far saltare due minuti, spegnere ed unire la salsiccia al radicchio.
Amalgamare.


Accendere il forno a 180° circa


Prendere la sfoglia già stesa, adagiare il composto e livellarlo.
Sbattere in un piatto fondo le due uova e la panna vegetale, salare leggermente.
Unire il composto di uova a quello del radicchio e salsiccia.
Roteare la pirofila in modo che le uova si distribuiscano bene. Spolverizzare con parmigiano grattugiato.



Cuocere in forno già caldo per una mezz'oretta, dipende dal vostro forno.
Sfornare e sformare il tortino. Attendere qualche minuto, porzionare e servire.















Friceu di patate (crocchette) sofficissime


Friceu in piemontese significa frittella, in realtà, ma il termine viene usato anche per il salato. In tutta sincerità i termini "crocchetta" o "crocchè" non mi piacciono, mi sembra di  italianizzare la parola francese, più corretta, "croquettes", non vorrei sembrare snob..lo so che esiste il termine.. ma vabbè non mi piace lo stesso. 


preferisco friceu


Cosa serve:
patate lessate con la buccia in acqua abbondantemente salata (io ne ho usate 1 kg.abbondante)
1 uovo intero+ 1 tuorlo (se usate meno patate, mettetene solo 1 intero)
prezzemolo tritato fresco
due belle spolverate di saporita  (anche questo mix di spezie mi ricordano la mia infanzia)
sale q.b.
olio e.v.o. per friggere


Giustamente Sara, in un commento qui sotto,mi ha fatto notare che siccome la saporita non è di facile reperibilità, potrei scrivere la composizione in modo tale che possiate ricreare il mix di spezie in casa.

coriandolo
cannella
chiodi di garofano
noce moscata
anice stellato
semi carvi
 

Schiacciate le patate sbucciate nello schiacciapatate quando sono ancora bollenti, aspettare che si intiepidiscano appena ed aggiungere l'uovo, il prezzemolo tritato, la saporita, regolate il sale e mescolate accuratamente con una forchetta.


Nell'olio caldo, ma non fumante, mettete a friggere a cucchiaiate il composto. Non allontanatevi dal fuoco perchè bruciacchiano con facilità. Dopo due-tre minuti abbassate il fuoco, fate friggere ancora due-tre minuti e girate il friceu, ripetete la stessa sequenza.


Scolarle su carta assorbente da cucina ... et voilà. buonissime anche se preparate con anticipo  e poi appena scaldate nel forno tradizionale. Quando ero ragazzina, se ne avanzavano, le mangiavo fredde magari di notte (quando ci si alza con il languorino....) quindi adatte anche per gli stuzzichini e/o aperitivi













Gugelhupf o kugelhupf (dolce Natalizio alsaziano-tedesco)

Bene.. qui occorre una piccola prefazione:
confesso che sono predisposta più a cucinare e mangiare cibi nostrani, sia del mio territorio che di tutto lo stivale, tuttavia, a volte, mi piace sperimentare ricette della tradizione di paesi stranieri, a volte seguo passo-passo la ricetta, altre volte la riadatto ai miei gusti personali.


Ecco: ho cercato sui miei libri di cucina questa ricetta (ne ho trovate 4 - tutte diverse) ho gironzolato per il web: idem come sopra. E... siccome volevo PROPRIO-PROPRIO la ricetta originale, ho chiesto a mio figlio e alla sua fidanzata di cercarmela in loco. eh... sì perchè ora loro si trovano là, lui per lavoro, lei per studio e la voglio dedicare a loro. Poveri... non hanno potuto, dunque, assaggiarlo questo fantastico dolce, ma solo farsi gli occhi su skype.


Quindi: mia nuora (mio figlio era troppo indaffarato) si è presa la briga di andare in libreria, cercare la ricetta, tradurla e me l'ha mandata. Grazie Enrica :-)


Perchè ho fatto tutto sto casotto?


Perchè ho pensato:  sì-sì  figuriamoci se all'estero non trovano la ricetta.. chessò.... delle lasagne! o delle trofie al pesto (tanto per dirne due) ma non sono così sicura che le ricette siano veramente-veramente attendibili. Ergo: non sono così sicura che le ricette nei miei libri fossero papale-papale all'originale. Infatti. 


UNICA VARIANTE CHE HO APPLICATO: il lievito. La ricetta originale prevedeva molto più lievito e meno tempo di lievitazione, io preferisco, sempre, usarne di meno per non aver quel retrogusto fastidioso e per avere un risultato di sofficità maggiore, (paradossale ma è così) ed allungo, dunque, i tempi di lievitazione.


Ora: dopo tutto questo spiegone, passo alla ricetta: (è quello tradizionale, ci sono molte varianti, glassato, col cioccolato ecc.)


Cosa serve:


80 g. uvetta sultanina
2-3 cucchiai di Kirsch (o liquore di ciliegia)
100 + 100 ml. di latte
12 g. lievito di birra fresco (ne ho messo poco più di metà  panetto)
500 g. di farina manitoba 
7 cucchiai di zucchero
200 g. di burro (+ quello per imburrare lo stampo)
10 g. di sale fino
2 uova medie
due cucchiai di mandorle a lamelle
zucchero a velo


Ammollare l'uvetta nel liquore.


Fare intiepidire 100 ml. di latte e fare sciogliere il lievito.


Versare la farina in una spianatoia e fare un buco in centro.
Aggiungere il latte con il lievito e 2 cucchiai di zucchero. Amalgamare, impastare e formare una palla, metterla in una terrina, coprire con un canovaccio bagnato in acqua calda e strizzato, e mettere a lievitare in luogo caldo (io sopra il termosifone) per 20 minuti circa.





Fare sciogliere 200 g. di burro e lasciarlo raffreddare un po'. Scaldare 100 ml. di latte ed aggiungerlo al burro sciolto. Aggiungere 5 cucchiai di zucchero, il sale e le uova precedentemente sbattute leggermente.


Prendere l'impasto ed appiattirlo leggermente. Metterlo dentro una grande boule ed aggiungere i liquidi sopra elencati. Aggiungere l'uvetta strizzata ed infarinata e impastare bene.


Si deve ottenere un impasto morbidissimo.


Imburrare uno stampo per Gugelhupf (io ho usato lo stampo scannellato per budini e bavaresi che è similissimo), infarinarlo leggermente, scuotere l'eccesso di farina e cospargere il fondo con le lamelle di mandorla.


Adagiare ora l'impasto.


Ecco: non deve raggiungere più della metà della capienza. (queste quantità sono per uno stampo da 2.5 dl. siccome lo stampo da budino italiano è da 1.8 circa.... e mi avanzava, dunque, dell'impasto, io ho preparato anche dei piccoli Gugelhupf usando gli stampini per muffin).


Mettere in luogo caldo (come sopra) a lievitare per circa due ore.


Ecco come si è presentato...


Infornare in forno già bello caldo per 45 minuti.


Dopo una ventina di minuti coprire con carta alluminio.


forno elettrico: 200°
Ventilato: 175°
A gas: livello 3


Lasciare raffreddare per circa 30 minuti, cappottarlo e toglierlo dallo stampo e spolverizzare con zucchero a velo.





Ecco una fetta "coricata" era talmente alta che non sono riuscita a fotografarla dritta.. e il mini- Gugelhupf


Una ricetta per i bambini di Rocchetta-Vara: Torta semi-integrale alla mele

Questa ricetta la dedico all'inziativa presa da Melagranata
dedicata all’inondazione che ha colpito la sua regione, quali terribili conseguenze quel diluvio incessante ha causato a Monterosso e Vernazza,nella fattispecie per una casa distrutta occupata da bambini, due case-famiglia.
Per capire meglio, vi invito a leggere il suo post.


Per fare una donazione ecco i riferimenti bancari:


Cosa serve:
100 g. di farina 00
100 g. farina di frumento integrale
100 g. fecola di patate
100 g. di zucchero semolato
2 cucchiai zucchero di canna chiaro
2 uova intere
1 bustina scarsa di lievito vanigliato
100 g. di burro
3 mele grandi renette
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1 limone
1 bicchiere scarso di latte a temperatura ambiente
marmellata di albicocche


Sbattere le uova intere con lo zucchero semolato finchè si ottiene un composto biancastro e spumoso.
Far sciogliere a bagno maria o a fuoco lentissimo il burro. Appena fuso, spegnere e farlo raffreddare.
Unire al composto delle uova, il burro, il latte e la scorza del limone.


Setacciare la farina con la fecola ed il lievito.
Sbucciare ed affettare le mele. Due mele affettatele per il lungo, una mela tagliatela a tocchetti. Spruzzate con un po' di succo di limone le mele tagliate a fettine.


Aggiungere al composto le farine setacciate e il sale. Aggiungere la mela tagliata a tocchetti.



Imburrare ed infarinare una Tortiera possibilmente con il cerchio apribile, e adagiare l'impasto. Livellarlo leggermente sbattendo delicatamente la tortiera sul tavolo. Unire le due mele tagliate per lungo a raggiera, in tondo o come più vi piace e con l'aiuto di un cucchiaio, cospargere qualche cucchiaio di marmellata sia sulle mele che sull'impasto. Spolverizzare ancora con due cucchiai di zucchero di canna.


Infornare a forno già caldo a 170°/180° per circa 40 minuti














Cannelloni freschi di magro

Questi cannelloni freschi li ho farciti con gli spinaci del mio orto e con la ricotta che compro in un caseificio molto piccolo, artigianale che dista a 5 km. da me, producono pochi (ma buonissimi) formaggi con il latte crudo: tomini, ricotta, tome fresche o stagionate. Proprio dietro al punto vendita c'è la loro azienda agricola.


Cosa serve per la pasta:
400 g. farina 00
4 uova
sale
un cucchiaio di olio e.v.o.


Cosa serve per il ripieno:
1 kg. spinaci freschi 
600 g. ricotta vaccina
sale
noce moscata
1 tuorlo (grande)
2 cucchiai di parmigiano


Cosa serve per condire:
besciamella vedi la ricetta che ho postato qui ma raddoppiare le dosi
parmigiano


Intanto scottare in acqua salata bollente gli spinaci, scolarli e strizzarli.
Fare la pasta con gli ingredienti sopra elencati, tirare la sfoglia a mano, col mattarello o con la macchina apposita.


Metter sul fuoco una pentola con acqua, un filo d'olio e sale e al bollore, mettere a cuocere 3-4 sfoglie per volta, per pochi minuti.
Scolare le sfoglie con una schiumarola e "buttarle" dentro ad una boule di acqua fredda per fermare la cottura, dopodichè stendere la pasta su un canovaccio asciutto da cucina.
Procedere così fino ad esaurimento della cottura della pasta.
Ricavare dei rettangoli.




Preparare la besciamella.


Tritare grossolanamente gli spinaci, setacciare la ricotta, unire tutti gli altri ingredienti del ripieno e amalgamare bene.


Riempire un rettangolo,  chiuderlo su se stesso e adagiarlo (con la parte chiusa verso il basso) su una pirofila in pirex (o altra teglia antiaderente) dove si sarà messo sul fondo abbondante besciamella. Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
Ricoprire con altra besciamella (se nel frattempo si è raffreddata e solidificata, rimetterla sul fuoco con poco latte) e abbondante parmigiano grattugiato.


Passare la teglia in forno già caldo a 180° per una ventina di minuti









Baccalà mantecato con polenta pignulet grigliata

La polenta è un piatto che da noi si usa cucinare spesso.

Esistono molte varietà, oggi mi soffermo a parlare di una qualità forse poco conosciuta: il pignulet o pignoletto giallo o rosso.
Vi invito, se vi interessa approfondire l'argomento, a visitare un sito fatto molto bene e spiega di che si tratta meglio di quanto lo potrei fare io. clicca qui.


Io gironzolo sempre nelle fiere/sagre dei paesi e l'ho comprata proprio da un produttore/rivenditore.


Per la ricetta in questione ho usato, però una parte di farina pignulet, gialla in questa occasione (c'è anche rossa) che è a grana grossa, un grano antico coltivato solo dalle mie parti e per pochi molini in zona, ed una parte di farina fioretto, che è a grana fine.


Cosa serve:


2 filetti di baccalà già ammollato. Per vedere la procedura cliccare sulla mia ricetta del baccalà al latte con patate
300 g. polpa di pomodoro (non salsa. ma proprio polpa senza buccia e semi)
1/2 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
prezzemolo fresco tritato
150 g. olive nere dolci
olio e.v.o.

Per la polenta: generalmente mi piace che sia bella soda. Uso quindi: 500 gr. di farina + 1 litro e 1/4 di acqua salata. Cuocere per circa un'ora, mescolando quasi continuamente.
L'ho fatta raffreddare in una pirofila in pirex oliata, poi tagliata a bastoncini e grigliata sulla bistecchiera rovente.


Preparare ora il baccalà:
prendere i filetti ammollati e senza pelle e ridurli a filetti non piccolissimi ma nemmeno grandi (non quanto i famosi bastoncini di pesce per intenderci..un po' più piccoli)
Versare in una casseruola olio e.v.o., unire la cipolla e l'aglio tritati insieme, aggiungere la polpa di pomodoro, condire con poco sale e far cuocere adagio la salsina un quarto d'ora circa. Aggiungere le olive denocciolate e unire il baccalà. Mettere il coperchio e lasciare cuocere una decina di minuti. Aggiungere il prezzemolo tritato e lasciare sul fuoco ancora un minuto.

Servire il baccalà, con il suo sughetto, insieme alle fette di polenta grigliate




Polpettone casalingo....filante

Il polpettone, un po' come per le polpette, le crocchette, le frittelle... hanno proprio il sapore di casa, di focolare, di non-granchè-da-vedere ma buono!
Ecco la mia versione

Cosa serve:

450 g. tritata di vitello x polpette
200 g. tritata di maiale
150 g. prosciutto cotto tritato
100 g. toma dolce (io ho messo bra tenero)
prezzemolo tritato fresco
una grattata di noce moscata
sale
pane raffermo ammollato nel latte e poi tritato
1 uovo
pangrattato
un rametto di rosmarino
un rametto di timo
poco vino bianco

Faccio tritare le carni ed il prosciutto dal macellaio (così l'impasto risulta omogeneo)
amalgamare con gli altri ingredienti (tranne il rosmarino ed il timo)
Bagnare e strizzare bene un foglio di carta forno ed adagiare la carne.
Con le mani anch'esse bagnate, schiacciare la carne e ricavarne un rettangolo, distribuire sopra il formaggio a pezzetti.
Con l'aiuto della carta forno formare la classica forma del polpettone.
Nella stessa carta cospargere del pagnrattato e fare rotolare il polpettone.

Accendere il forno a 170/180°
In una casseruola antiaderente che possa andare anche in forno (o una teglia) fare scaldare poco olio e.v.o. adagiare con cura il polpettone, aggiungere il timo ed il rosmarino e fare rosolare la carne. Delicatamente, con l'aiuto di due spatoline girare il polpettone in modo che si rosoli da tutti i lati.
Sfumare con poco vino bianco.
A questo punto, prendere la casseruola e passare il polpettone in forno per circa 45 minuti.
a metà cottura, giratelo.
Sfornare, fare intiepidire 5 minuti e servilo. Potete anche prepararlo con anticipo e scaldarlo (ed affettarlo) successivamente.



Risotto ciuffi di calamari e gamberi grigi

Questo è un risotto di facile esecuzione e saporitissimo.
Come ho già detto altre volte, io prediligo i gamberi grigi, crudi, non quelli precotti.


Cosa serve: per 4 persone

600 gr. di ciuffi di calamari
3 belle manciate di gamberi grigi
3-4 pomodori maturi o pelati
sale
1/2 bicchiere di vino bianco + una spruzzata
prezzemolo fresco tritato
1 spicchio d'aglio
8 pugni di riso carnaroli (circa 300 gr.) 
fumetto di pesce o, in mancanza, granulato per brodo di pesce
olio ev.o.
poca cipolla

Mettere in una grande casseruola  un filo d'olio e.v.o. e lo spicchio d'aglio in camicia (con la sua pellicina), aggiungere i ciuffi di calamaro e fare prendere colore a fuoco medio, aggiungere il vino e farlo evaporare completamente, aggiungere il pomodoro, regolare di sale, (poco) togliere l'aglio e buttarlo mettere il coperchio. Far cuocere lentamente. solitamente non occorre aggiungere acqua, i ciuffi rilasceranno il loro liquido, idem i pomodori, ma se fosse necessario, aggiungerne un po'.
Se si usano pomodori freschi e ben maturi, pelarli e privarli dai semi, tagliarli a tocchetti. Se si usano i pelati, strizzarli un pochino e tagliare nello stesso modo. Cuocere per circa 35 minuti, poi spegnere.


Nel frattempo far scaldare il fumetto di pesce o preparare del brodo con il granulato; mettere a cuocere il riso: in una casseruola di giusta capienza, fare rosolare poca cipolla in un filo d'olio e.v.o., aggiungere il riso, girare bene perchè incorpori bene il grasso, sfumare con una spruzzata di vino bianco secco e aggiungere del brodo. Girare spesso il riso, aggiungendo, via-via brodo quanto basta per portarlo quasi a cottura.
Non aggiungere altro sale.

Nel frattempo pulire accuratamente i gamberi: sgusciarli, praticare con un coltellino un'incisione sul dorso e sfilare il budellino, risciacquare bene sotto l'acqua. Aggiungere i gamberi ai ciuffi di calamaro.
quando mancheranno cinque minuti di cottura del riso, riaccendere sotto la casseruola con il pesce e unire il riso, unire il prezzemolo tritato.
far cuocere ancora qualche minuto, spegnere. Mantecare con olio e.v.o. e servire.


Noi l'abbiamo gustato con un buon vino: arneis



Strudel di uva, mele e pere

Come ho già detto altre volte, la pasta sfoglia mi piace un sacco, sia in versione salata che dolce. E così..avevo  pere, mele ed uva e anche la pasta sfoglia fatta da me e surgelata. Secondo me nello strudel è buona tutta, o quasi, la frutta. Se si desidera utilizzare la classica pasta strudel cliccare qui per leggere la ricetta

Cosa serve:


250/300 g. di pasta sfoglia


1 pera
2 mele
1 grappolino di uva bianca
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di noci tritate
qualche cucchiaiata di marmellata di albicocche
40 g. pane grattugiato 
burro
3 cucchiai di zucchero
1 uovo per spennellare


Per la ricetta della mia pasta sfoglia clicca qui 

Accendere il forno a 180°
Stendere la sfoglia, fare tostare il pangrattato in una noce di burro per pochi minuti, allargarlo sulla sfoglia con un cucchiaio, di seguito, la marmellata.

Fare una macedonia con la pera e le mele sbucciate e fatte a tocchettini, l'uva (aprite gli acini in due e togliete i semini), e lo zucchero.
Unire i pinoli interi e le noci tritate.
Stendere questo composto sulla sfoglia+pangrattato+marmellata.

Arrotolare la sfoglia, spennellare con un uovo sbattuto e praticare un paio di tagli (questo serve per far fuoriuscire l'umidità ed agevolare la cottura interna)

Spostare lo strudel su carta forno e cuocere per una quarantina di minuti.
Dipende dal vostro forno.




100 follower

WOW 100 follower.. ma GRAZIE infinite a tutti.
Ho sempre pensato: quanto raggiungo i cento sostenitori mi butto anch'io con il mio primo contest.
Ma non avrei mai pensato che ci sarei arrivata in così poco tempo.
Comunque....

Tra qualche giorno vi dirò di che si tratta.

Un abbraccio a tutti e buona domenica :-)

eheheh..... grazie per l'interessamento.. siamo al lavoro! Avrò per Voi una sorpresona (anche per me lo è) una giudice d'eccezione :-) ancora un po' di pazienza, giusto un po'..

Dolcetti al cocco e nocciole

Queste sono le nocciole che abbiamo raccolto nel nostro giardino qualche tempo fa, si.. non sono gigantesche ma sono del nostro alberello e sono buone-buone.

Oggi propongo dei dolcetti al cocco & nocciole davvero golosi.

Cosa serve:
180 gr. burro
100 gr. farina 00
120 gr. zucchero a velo
2 uova + 3 tuorli
100 gr. nocciole tostate e pelate (e tritate finemente)
100 gr. cocco grattugiato
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 pizzico di sale
(facoltativo) 50 gr. cioccolato fondente in scaglie
1 cucchiaio di zucchero semolato

Montare lo zucchero ammorbidito con lo zucchero a velo. Incorporare uova e tuorli, uno alla volta, le nocciole finemente tritate mescolate precedentemente con
un cucchiaio di zucchero semolato, poi aggiungete il cocco (se volete anche il cioccolato) ed infine, 100 gr. di farina setacciata al lievito ed al pizzico di sale.

Formare delle palline e disporle su carta forno un po' distanziate l'una dall'altra.
Infornare per 30/40 minuti a 180°

Minestra di riso e lenticchie piccole


Cosa serve:

125 g. lenticchie piccole
2 patate medie
poca cipolla tritata
olio evo
brodo vegetale (circa 2 l. se la volete più brodosa mettetene di più)
poco sale
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
2 manciate generose di riso

Dicono che non serva mettere in ammollo le lenticchie, io lo faccio lo stesso, seppure per un paio di ore soltanto, in acqua fredda + un cucchiaino di bicarbonato (poi l'acqua la butto).
Mettere sul fuoco una pentola con (tutto a freddo) un filo di olio e.v.o., la cipolla tritata, le patate tagliate a tocconi grossi, le lenticchie scolate.

Aggiungere il  brodo vegetale e la cucchiaiata di concentrato di pomodoro.
Far cuocere lentamente per circa 30 minuti.
Con un cucchiaio, prelevare le patate e, semplicemente, schiacciarle grossolanamente lasciandone qualche pezzo grosso. Sarà piacevole trovarlo nel piatto.

Unire il riso e aggiustare di sale. Mescolare spesso.
Quando il riso è cotto, profumare con un rametto di rosmarino e condire con un giro di olio evo. Servire con abbondante parmigiano grattugiato e, se piace, una piccola spolverata di pepe.



Baccalà al latte con patate

Questa è una ricetta tramandata da madre a figlia e mi ricorda un po' la mia infanzia, oltre al fatto che mi piace moltissimo, ci sono anche affezionata. E' usanza consumare questo piatto la vigilia di Natale, ma noi lo prepariamo, in realtà, tutto l'inverno.


Questa ricetta deve essere pensata un paio di giorni prima del consumo. Il baccalà va tenuto in ammollo per due giorni, cambiando continuamente l'acqua, in modo che si dissali e si reidrati.
Io lo metto in una pentolona e cambio l'acqua 6-7 volte al giorno, (anche di più)  poi, di notte, metto il coperchio e lo metto sul terrazzo. (in frigo quella pentolona non ci sta...) in teoria potrebbe anche stare fuori frigo, ma io preferisco fare così.
I tempi di ammollo sono quindi indicativi, dipende infatti da quanto è salato, da quante volte cambiate l'acqua, da quanto i filettoni sono spessi.. io mi regolo così: dopo 36 ore ne assaggio un pezzettino (dalla parte più spessa) se è ancora salato, lo lascio ancora mezza giornata, altrimenti, lo scolo, lo asciugo con carta da cucina e lo metto in frigo. Quando è ora di pranzo o cena lo cucino.

La parte lunga è questa, per cucinare il piatto, invece, il tempo è rapido.


Cosa serve:

2 filettoni di baccalà sotto sale (che sia vero merluzzo e non filetto di molfa o simili..)
1 cipolla media dorata
prezzemolo fresco tritato
olio e.v.o.
farina bianca
5/6 patate
latte q.b.

Occorre spellare i filettoni. C'è chi non lo fa, ma trovare la pelle non è piacevole, ed inoltre, il baccalà non si amalgherebbe come si deve con le patate.
Dunque armatevi di pazienza: tenere con una certa fermezza il filettone dalla parte più larga, sollevare con delicatezza i lembi e tirare abbastanza decisi, verso la coda. Occhio a non staccare anche la polpa.


Asciugarli bene con carta da cucina. Con l'aiuto di pinzette togliere le spine (se non le avete quelle adatte, usate quelle per togliere le sopracciglia avendo cura di sterilizzarle prima e dopo l'uso).

Mettere sul fuoco una capiente casseruola antiaderente ed aggiungere abbondante olio evo (diciamo un generoso mezzo dito), aggiungere la cipolla tagliata finemente, deve stufare non prendere colore. Aggiungere subito le patate tagliate a rondelle spesse 1 cm. circa o, se sono grandi, a mezze rondelle.


Devono cuocere allegrotte ma non devono essere fritte. NON salate. Questa operazione si vedrà all'ultimo. Dipende da quanto sarà sapido il baccalà che rilascerà, quindi, sapore anche alle patate. Dopo qualche minuto, coprirle con latte e mettete il coperchio. Giratele spesso.

Quando sono quasi cotte, tagliate a tocchi piuttosto grandi i filettoni, (io cerco di sfilare le spine, almeno quelle più grandi, così non le troveremo in bocca), infarinateli ed aggiungeteli sopra le patate. Aggiungere ancora latte che sarà, senza dubbio, necessario.


NON girate il tutto, ma scuotete solamente il tegame e, delicatamente, con un cucchiaio di legno, smuovete le patate sottostanti.

Il baccalà deve rimanere sopra le patate, altrimenti si disfa.
Assaggiate un pezzettino di patata e un pezzettino di baccalà per valutare se aggiungere sale o se va bene così. Aggiungete una generosa spolverata di prezzemolo tritato, mettete il coperchio, fate cuocere ancora pochi minuti, (4-5) e servite.
Questa quantità è per 4 persone. Se avanza, ma ne dubito... il giorno dopo sarà buonissimo! Al massimo aggiungete poco latte.