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Brioches bicolore zucca e cacao con fava tonka (passo-passo)

Ho approfittato d'aver ancora trovato una zucca gustosissima per impastare queste brioches a mio avviso squisite, se le replichi fammi sapere se sono piaciute :-)  Amo molto cercare sapori nuovi e sperimentare piccole variazioni negli impasti e mi piace giocare con i contrasti, queste mie brioches ci sono piaciute moltissimo, per la fava tonka ringrazio moltissimo il mio caro amico multiblogger Cat d'avermene omaggiate generosamente.



Cosa serve per 6 brioches grandi
300 g. farina manitoba
2 uova medie
80 g. burro morbido
10 g. lievito di birra fresco
5 g. sale fino
30 g. zucchero semolato
12 g. cacao amaro in polvere
100 g. polpa di zucca delica già cotta in forno
mezza fava tonka grattugiata (o di meno per un'aroma meno intenso)
1/2 cucchiaino malto d'orzo in polvere
qualche cucchiaio latte

Poi serve:
zucchero semolato q.b.
zucchero a granella q.b.
tuorlo + latte per spennellare q.b.

Per prima pulire la zucca delica dai filamenti e dai semi (ma si può fare anche dopo averla cotta), e cuocerla a spicchi in forno coperta con un foglio di allumino, dev'essere morbidissima e ben cotta, pesarne 100 g. (circa un quarto abbondante cruda, ma dipende dalla grandezza) quando è intiepidita frullarla con un paio di cucchiai di latte. 

Mettere in planetaria (o nella macchina del pane con funzione solo impasto, oppure in una capiente ciotola se si impasta a mano), usando la foglia, il lievito di birra sbriciolato, la purea di zucca, aggiungere la fava tonka grattugiata e le uova, iniziare a mescolare quindi quando la purea risulta ben amalgamata alle uova, unire la farina setacciata tutta in una volta, di seguito lo zucchero e il malto, procedere lentamente, lasciare sempre che l'impasto possa assorbire bene quando s'inserisce un ingrediente, aggiungere poi un pezzettino per volta il burro non avere fretta altrimenti si perderà l'incordatura. Alla fine inserire il sale.

Impastare circa 20 minuti aumentando la velocità. Se serve aggiungere un goccio di latte, dipende all'acquosità della zucca (la qualità delica è asciutta ma si può comunque differenziare una dall'altra). Deve risultare un impasto elastico, setoso e liscio, quando l'impasto è pronto pesarlo e toglierne 1/3 rimettere la pezzatura più piccola nella ciotola, unire il cacao amaro setacciato e impastare ancora per farlo incorporare bene.

Oliare due ciotole e mettere all'interno i due impasti, quello scuro e quello chiaro separatamente. Coprire con pellicola e canovaccio pulito, chiudere ancora bene con un grande elastico in modo che non entri aria e lasciare lievitare a t.a. per 1 ora circa, poi riporre la ciotola in frigo a maturare tutta la notte. Se si preferisce si possono accorciare i tempi e lasciare lievitare gli impasti nel forno spento con luce accesa fino al raddoppio, ma la maturazione in frigo farà si che il prodotto finale acquisti più sapore, più profumo e una maggior conservazione.


La mattina successiva, tirare fuori dal frigo le ciotole e fare acclimatare 30-40 minuti. 
Pesare i due impasti e ricavare 6 pezzi da ognuno che siano dello stesso peso (naturalmente per la parte scura al cacao saranno più piccole, è giusto così). Coprire i pezzi d'impasto con pellicola altrimenti si asciugano.
Da ogni pezzo di impasto formare dei cordoni lunghi circa 35 cm. accoppiarli semplicemente avvicinando un cordone chiaro a quello scuro e premendo delicatamente per farli aderire e dare la forma che più piace e si desidera.
Io ho formato 2 chiocciole, 2 torchon e 2 girelle intrecciate per ottenere anche un effetto variegato.







Mettere le brioche su una leccarda rivestita con carta da forno, coprire con pellicola e un canovaccio e fare lievitare ancora un'oretta in forno spento con luce accesa.

Tirare fuori la leccarda e preriscaldare il forno statico a 180°.
Scoprire le brioche e lasciare che la superficie si asciughi fino a quando il forno arriva a temperatura, poi spennellarle con tuorlo d'uovo mescolato ad un goccio di latte, spolverizzare in modo leggero le chiocciole con zucchero semolato e le girelle intrecciate con zucchero a granella, i torchon li ho lasciati così com'erano.
Infornare e cuocere 15/18 minuti. Controllare dipende dal forno.
Sfornare e lasciare raffreddare su una gratella, ottime tiepide. 
Profumatissime, gustosissime e sofficissime, perfette anche il giorno successivo, si possono congelare.


Il nostro paniere completo ha sfornato:

Sabrina: Torta fioretto

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Pane integrale di farro con zucca e patate

Un pane molto soffice e profumato, buono-buono-buono! Non ho la fotografia della fetta perchè è stato cibo da asporto :-) Ottimo da abbinare praticamente con tutto, ma perfetto per accompagnare carne di maiale, salumi, formaggi, funghi.
Se si usa una tipologia di zucca diversa bisogna ricalibrare i liquidi e il sale


Cosa serve:
300 g. farina bio di farro integrale 
150 g. farina bio tipo 1 W280/320
1 cucchiaino colmo malto d'orzo bio liquido
100 g. lievito madre già rinfrescato 3-4 ore prima (oppure 2 g. lievito di birra fresco)
1-2 cucchiai semi di zucca
150 g. polpa zucca delica pulita (peso netto) 
2 patate di montagna rosse (pasta gialla)
12 g. sale
260-280 g. acqua (dipende dalle farine e dall'acquosità sia della zucca che delle patate)

Per prima cosa cuocere la zucca in forno avvolta da carta stagnola fino a quando, infilzando la polpa con una forchetta, questa risulti tenera, (30-40 minuti a 180°) farla quindi intiepidire, eliminare buccia, filamenti, semi, pesare la quantità che serve; contemporaneamente mentre la zucca cuoce in forno, fare lessare le patate con la buccia in acqua salata, quando sono cotte, sbucciarle e schiacciarle nello schiacciapatate insieme alla zucca, aggiungere 100 g. d'acqua tiepida presa dal totale indicato negli ingredienti e mescolare per ottenere una purea. 
Nella ciotola della planetaria (o ciotola capiente se s'impasta a mano) mescolare le farine, aggiungere il lievito spezzato e il malto, unire la purea ancora tiepida e iniziare ad impastare unire, poca alla volta, la restante acqua (variabile come ho scritto) o q.b. Bisogna fare assorbire tanta acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido ma malleabile ed incordato. In ultimo unire il sale. Impastare ancora qualche minuto, poi riversare l'impasto in una ciotola capiente ed unta d'olio evo, fare girare bene l'impasto in modo da oliare anch'esso, coprire con pellicola alimentare e poi con un canovaccio in modo che la ciotola sia ben sigillata e non entri aria, e lasciare a temperatura ambiente per un paio d'ore, poi riporre in frigorifero (nella parte bassa) per 14-16 ore.
Io ho fatto l'impasto nel tardo pomeriggio e l'ho ripreso dal frigo la mattina successiva.


Prendere l'impasto e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane.
Dare un paio di pieghe di rinforzo all'impasto, (guardare il video presente nella seziona lievitati salati), fare roteare un lato del pane nei semi di zucca, poi metterlo nel cestino infarinato con la chiusura verso l'alto (e i semi di zucca in basso) coprirlo con pellicola e canovaccio e lasciarlo lievitare circa 3 ore.


Preriscaldare il forno statico a 250° con la leccarda all'interno.
Capovolgere il pane sulla leccarda tirata fuori dal forno e rivestita con carta da forno, spolverizzare leggermente il pane e rimuovere l'eventuale eccesso di farina, praticare un taglio piuttosto profondo in centro con l'aiuto di una lametta o un coltellino affilato, praticare poi altri taglietti e disegni a piacere ai lati.
Spruzzare le pareti e il fondo del forno con acqua (usando uno spruzzino o le mani semplicemente), infornare. Dopo 10 minuti aprire il forno e vaporizzare di nuovo acqua per creare umidità  - attenzione non sul pane! (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) poi abbassare a 220° e lasciare cuocere per 15 minuti, di seguito abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 50 minuti, poi abbassare ancora il forno a 150° e lasciare 10 minuti con lo sportello aperto a fessura.
Infine spegnere il forno, aprire lo sportello a fessura ma lasciare ancora il pane all'interno per 5 minuti.
Tutto questo calare graduale della temperatura farà sì che il pane possa avere una bella crosta croccante esterna, che sia ben cotto internamente e che l'umidità del pane stesso possa evaporare rendendolo asciutto oltre che cotto.
Nei forni di casa occorre avere procedure un po' "arrangiate" per così dire.
Controllare ogni forno è diverso, "bussando" il sotto del pane si deve sentire un rumore sordo, lo dico sempre che è semplice ma efficace, per capire se è cotto, deve avere un aspetto ben dorato e cotto 

Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Biove barbarià a lievitazione naturale (world bread day 2020)

Oggi alcune di noi del team Il Granaio partecipano all'annuale appuntamento del world bread day quale migliore occasione per fare conoscere una farina antichissima del mio amato Piemonte?
Ho voluto entrare  a gamba tesa nel sacco del mulino e usare questo fantastico mix di frumento, segale e malto tostato ed impastarlo con il mio lievito madre per conferire una forma di pane a noi tanto cara, parlo della biova, comunemente di farina di grano tenero e lievito di birra ma io, si sa, amo giocare e sperimentare altrimenti non mi diverto. Sono assolutamente felice del risultato che ho ottenuto, spero piaccia anche a voi.

Il Barbarià© appellativo che deriva da "imbarbarito, imbastardito" era un'antica tecnica
che prevedeva la semina autunnale di una miscela composta da semi di grano e segale.
Si trattava di un metodo che consentiva alle popolazioni montane e pedemontane di ottenere una farina da pane più digeribile di quella che veniva prodotta con la sola segale così che se l'annata fosse stata favorevole alla fine avrebbero ottenuto una farina particolare, buona e sostanziosa.
Qualora invece l'annata fosse risultata difficoltosa, compromettendo lo sviluppo del grano ( più sensibile alle avversità climatiche) avrebbero raccolto comunque la segale, utile per la loro sopravvivenza. fonte



Cosa serve:
90 g. lievito madre già rinfrescato (oppure 2-3 g. lievito di birra fresco)
500 g. farina macinata a pietra barbariat (farine grano tenero e segale con malto di segale tostato) Molino Squillario oppure creare un mix di farine di segale integrale e frumento tipo 1
340 g. acqua a t. ambiente
12 g. sale fino marino integrale
1 cucchiaino di malto d'orzo bio in polvere

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 14,30
Rinfrescare il lievito madre e prelevarne l'occorrente indicato nella ricetta, metterlo in una ciotolina, coprirlo con pellicola e tenerlo a temperatura ambiente,  l'altro metterlo in frigo per la successiva panificazione (in un barattolo a chiusura ermetica).
Preparare l'autolisi mettendo la farina nella ciotola e irrorandola con 300 g. d'acqua, dare una mescolato sommaria, coprire con pellicola e lasciare da parte.

Ore 18,30
Mettere nella ciotola della planetaria la farina il lievito madre a pezzi (o lievito di birra sbriciolato) e il malto, iniziare ad impastare con il gancio velocità 1. (Se si fa a mano idem in una ciotola capiente usando prima una forchetta, poi ribaltare sul piano da lavoro e continuare impastando con le mani), unire poco la restante acqua poca alla volta (aumentando un po’ la velocità), in ultimo unire il sale.
Formare una palla e mettere a lievitare in una ciotola unta, coprire con pellicola e canovaccio tenuto fermo da un elastico, a temperatura ambiente per 3-5 ore, poi trasferire la ciotola in frigorifero fino alla mattina successiva.

Il giorno dopo: 
Tirare fuori la ciotola dal frigorifero e farla acclimatare. Riprendere l’impasto, dare una serie di pieghe per dare forza alla lievitazione in cottura, pesare l'impasto, se fatto con lievito madre sarà 950 g. dividere in 6 pezzature (pesarle), allargarne ognuna con i polpastrelli ottenendo 6 rettangoli, arrotolarne ognuno stringendo le estremità per dare una forma ovaloide appuntita e mettere le pagnottine a lievitare una vicino all'altra divise da un canovaccio infarinato abbondantemente, (agli estremi mettere dei pesi – pacchi di farina o zucchero - in modo che si mantengano schiacciati e crescano in altezza e non in larghezza) far lievitare due-tre ore ben coperti dal canovaccio infarinato avendo cura di mantenere la chiusura delle pagnottelle arrotolate di sotto, a contatto del piano da lavoro.





Preriscaldare il forno statico a 250°
Riprendere le pezzature, rivoltarle con la chiusura verso l'alto, cospargere con farina di riso e, con una lametta (facendo molta attenzione a non tagliarsi) praticare un taglio abbastanza profondo in centro, in prossimità della chiusura 




Spruzzare pareti, fondo e verro interno del forno con acqua per creare vapore e infornare le biove messe sulla leccarda del forno rivestita con carta da forno e cuocere 10 minuti, aprire il forno spruzzare di nuovo poi abbassare a 210°, cuocere ancora 20 minuti, poi abbassare a 170° aprire il forno a fessura e lasciare ancora le biove per 5 minuti, poi togliere dal forno e fare raffreddare su una gratella.

la ricetta è di mia proprietà, se la replichi inserisci il link di riferimento al mio sito, grazie 

Ogni anno, il 16 Ottobre, in occasione del World Bread Day, centinaia di blogger seguono l’invito di Zorra ad unirsi virtualmente nel preparare un alimento base, importante in tutto il mondo sin dagli albori dell'agricoltura: il pane appunto. La Giornata mondiale del pane è stata avviata dall'Unione internazionale dei fornai e dei pasticceri (UIBC), e in questa giornata si commemora anche l'anniversario della creazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). La FAO fu creata nel 1945 per sconfiggere la fame. Il suo motto è "Fiat panis" che tradotto dal latino significa "Sia il pane". Non a caso, la Giornata mondiale del pane coincide con la Giornata mondiale dell'alimentazione."

 #wbd2020 #worldbreadday #worldbreadday2020
Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Pane (cornetto) di Matera

Questo pane è meraviglioso, l'ho fatto e lo propongo in punta di piedi, sperando di non offendere nessuno ma anzi, di omaggiare un prodotto di cui andare tutti fieri. Il pane di Matera ha un disciplinare che ho letto e riletto (è così.. mi piace informarmi bene da più fonti quando decido di occuparmi di un qualcosa che non conosco, cerco di non straparlare e fare brutte figure, spero di riuscirci) seguendo il disciplinare.
I tre tagli simboleggiano la trinità, padre, figlio e spirito santo (per cui chi ne fa di più o di meno  non sa, non si è informato o non ha capito il significato), bisogna premere leggermente sulla pagnotta per fare aprire i tagli (cosa che io non ho fatto perchè presa a dare la forma, a fotografare i vari passaggi, a leggere il disciplinare..  l'ho dimenticato e il pane non si è aperto, uffa! Ma lo posto lo stesso perchè, a parte la forma non perfetta, il sapore e la consistenza sono meravigliosi)
Quando è freddo, io lo taglio a fette e lo congelo in un sacchetto per alimenti apposito per freezer (non sacchetto di carta del pane quindi), poi lascio scongelare a t.a. le fette che mi occorrono.


Cosa serve:
500 g. farina di semola rimacinata di grano duro di Matera
75 g. lievito madre rinfrescato e al raddoppio
12 g. sale fino marino integrale
375 g. acqua a t.a.

(orari indicativi: quelli che ho usato io)
Ore 13,30 tirare fuori dal frigo il lievito per acclimatarlo, (dopo una mezz'ora spesso faccio il bagnetto al lievito lasciandolo in ammollo in acqua leggermente tiepida con un pizzico di zucchero se ha un odore un po' acido, poi lo strizzo e proseguo) ore 14,30 rinfrescare il lievito, tenerne da parte 75 g. e l'altro (dopo aver fatto partire la lievitazione, quindi dopo 2 o 3 ore) metterlo in frigo per le panificazioni successive.


Ore 17,30-18 mettere nella ciotola della planetaria il lievito a pezzetti con l'acqua e, con l'accessorio foglia, scioglierlo facendolo schiumare (se si fa a mano mescolare energicamente con una forchetta in una ciotola) unire quindi tutta la farina e il malto. Mettere il gancio e incordare, impastare fino a quando l'impasto risulta liscio e si stacca dalle pareti, unire in ultimo il sale.
Spegnere, ungere le mani, riversare l'impasto sul piano da lavoro e dare due pieghe a distanza di 15 minuti l'una dall'altra, coprendo sempre l'impasto con pellicola, poi chiudere l'impasto pirlare e mettere la palla, con la chiusura verso il basso, in una capiente ciotola leggermente oliata; coprire con pellicola e canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 3 ore, poi trasferirla in frigo a fare maturare l'impasto per 10-14 ore, a seconda dei propri impegni (quindi fino alla mattina successiva e se seguono gli orari che ho usato io).

La mattina ore 9,30 circa
Prendere l'impasto e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane, guarda il io video se vuoi cliccando qui: video



Trascorso il tempo per la puntatura, allargare l'impasto con delicatezza, usando i polpastrelli in modo da ottenere un rettangolo, portare i lembi dell'impasto verso il centro, arrotolare l'impasto, coprirlo con pellicola e canovaccio e lasciarlo lievitare circa 3 ore.
Preriscaldare il forno statico a 250° con la leccarda all'interno.
Scoprire l'impasto lievitato, alzarlo delicatamente e cospargere il piano da lavoro con una spolverata di farina di semola, con i polpastrelli allargare di nuovo molto delicatamente l'impasto e dare una forma rettangolare, arrotolare e piegare i lembi verso l'interno (guardare foto), verso la metà del rettangolo, girare l'impasto di 90° e fare la stessa cosa con l'altro lato, ribaltare poi una parte sull'altra (guardare il video), tirare verso di se in modo leggero, senza premere, in modo da dare forza e tensione all'impasto, poi dare i tre tagli e spostarlo subito sulla leccarda rovente coprendola con un foglio di carta da forno bagnato, strizzato ed asciugato. (siccome il forno sarà caldissimo, meglio umidificarlo altrimenti brucia). 


Spruzzare le pareti e il fondo del forno con acqua (usando uno spruzzino o le mani semplicemente), infornare. Dopo 10 minuti aprire il forno e vaporizzare di nuovo acqua per creare umidità  - attenzione non sul pane! (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) poi abbassare a 220° e lasciare cuocere per 15 minuti, di seguito abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 50 minuti, poi abbassare ancora il forno a 150° e lasciare 5 minuti con lo sportello aperto a fessura.
Infine spegnere il forno, aprire lo sportello a fessura ma lasciare ancora il pane all'interno per 10 minuti.
Tutto questo calare graduale della temperatura farà sì che il pane possa avere una bella crosta croccante esterna, che sia ben cotto internamente e che l'umidità del pane stesso possa evaporare rendendolo asciutto oltre che cotto.
Nei forni di casa occorre avere procedure un po' "arrangiate" per così dire.
Controllare ogni forno è diverso, "bussando" il sotto del pane si deve sentire un rumore sordo, lo dico sempre che è semplice ma efficace, per capire se è cotto, deve avere un aspetto ben dorato e cotto (prendere il pane col guanto da forno, naturalmente...)
Sfornare la pagnotta e metterla a raffreddare su una gratella (se possibile inclinando il pane dato che è una pezzatura grande, il vapore interno evaporerà meglio). Buonissimo!


Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Pane di semola e grano saraceno

Avevo un fondo di pacchetto di farina di grano saraceno e ho pensato di mescolarla alla semola rimacinata di grano duro pugliese, è risultato un pane buonissimo con la B maiuscola. Ho usato, come sempre, il mio lievito madre che si può sostituire con 1-2 g. di lievito di birra fresco sbriciolato direttamente nella farina, in questo caso accorciare i tempi della prima lievitazione, lasciare intatto il tempo di maturazione del passaggio in frigo e accorciare poi il tempo della lievitazione finale, nel cestino. Sono sufficienti un'ora e mezza/due invece di tre ore.


Cosa serve:

420 g. farina di semola di grano duro pugliese
80 g. farina di grano saraceno
85 g. lievito madre rinfrescato e al raddoppio
12 g. sale fino marino integrale
375 g. acqua a t.a.
1 cucchiaino malto d'orzo bio in polvere

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 13,30 tirare fuori dal frigo il lievito per acclimatarlo, (dopo una mezz'ora spesso faccio il bagnetto al lievito lasciandolo in ammollo in acqua leggermente tiepida con un pizzico di zucchero se ha un odore un po' acido, poi lo strizzo e proseguo) ore 14,30 rinfrescare il lievito, tenerne da parte 85 g. e l'altro (dopo aver fatto partire la lievitazione, quindi dopo 2 o 3 ore) metterlo in frigo per le panificazioni successive.
Ore 17,30-18 mettere nella ciotola della planetaria il lievito a pezzetti con l'acqua e, con l'accessorio foglia, scioglierlo facendolo schiumare (se si fa a mano mescolare energicamente con una forchetta in una ciotola) unire quindi tutta la farina, il malto e il sale. Mettere il gancio e incordare, impastare fino a quando l'impasto risulta liscio e si stacca dalle pareti.

Spegnere, ungere le mani, riversare l'impasto sul piano da lavoro e dare due pieghe a distanza di 15 minuti l'una dall'altra, coprendo sempre l'impasto con pellicola, poi chiudere l'impasto pirlandolo e mettere la palla, con la chiusura verso il basso, in una capiente ciotola leggermente oliata; coprire con pellicola e canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 3 ore, poi trasferirla in frigo a fare maturare l'impasto per 10-14 ore, a seconda dei propri impegni (quindi fino alla mattina successiva e se seguono gli orari che ho usato io).


La mattina ore 9,30 circa
Prendere l'impasto e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane.
Trascorso il tempo per la puntatura, allargare l'impasto con delicatezza, usando i polpastrelli in modo da ottenere un rettangolo, portare i lembi dell'impasto verso il centro, arrotolare l'impasto, coprirlo con pellicola e canovaccio e lasciarlo lievitare circa 3 ore.
Preriscaldare il forno statico a 250° con la leccarda all'interno.
Capovolgere il pane sulla leccarda tirata fuori dal forno e rivestita con carta da forno, spolverizzare leggermente il pane e rimuovere l'eventuale eccesso di farina, praticare un taglio nella prossimità della congiunzione dei lembi con l'aiuto di una lametta o un coltellino affilato, praticare poi altri taglietti e disegni a piacere.

Spruzzare le pareti e il fondo del forno con acqua (usando uno spruzzino o le mani semplicemente), infornare. Dopo 10 minuti aprire il forno e vaporizzare di nuovo acqua per creare umidità  - attenzione non sul pane! (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) poi abbassare a 220° e lasciare cuocere per 15 minuti, di seguito abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 50 minuti, poi abbassare ancora il forno a 150° e lasciare 10 minuti con lo sportello aperto a fessura.
Infine spegnere il forno, aprire lo sportello a fessura ma lasciare ancora il pane all'interno per 5 minuti.
Tutto questo calare graduale della temperatura farà sì che il pane possa avere una bella crosta croccante esterna, che sia ben cotto internamente e che l'umidità del pane stesso possa evaporare rendendolo asciutto oltre che cotto.
Nei forni di casa occorre avere procedure un po' "arrangiate" per così dire.
Controllare ogni forno è diverso, "bussando" il sotto del pane si deve sentire un rumore sordo, lo dico sempre che è semplice ma efficace, per capire se è cotto, deve avere un aspetto ben dorato e cotto (prendere il pane col guanto da forno, naturalmente...)


Sfornare la pagnotta e metterla a raffreddare su una gratella (se possibile inclinando il pane dato che è una pezzatura grande, il vapore interno evaporerà meglio).


Il nostro paniere completo ha sfornato:

Monica: Pane ai cereali
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Simil pain paillasse

Buon 2020! Iniziamo l'anno nuovo con le ricette della rubrica Il Granaio - Baking Time
Oggi ho voluto formare il pain paillasse in due pezzature piccole, (due pseudo mini baguette ritorte per intenderci, a prima vista), al posto di un unico pane, utilizzando anche farina integrale.
E' doveroso dire che è un simil pain paillasse poichè si tratta di un pane coperto da copyright con ricetta segreta, quel che ci è dato a sapere è che occorre obbligatoriamente una lunghissima lievitazione, (e qui batto il 5), sappiamo che ne esistono varietà diverse in base al cerale utilizzato, un pane di proprietà elvetica voluto da uno dei creatori del movimento Slow Baking, ma... ma è un panificato che si trova in Francia, in Austria, in Germania e sembra che la paternità non sia da attribuire alla Svizzera. Io non lo so di mio, so solo quel che leggo in rete, per cui taccio.
Ecco il mio omaggio


Cosa serve:

500 g. farina 0 bio macinata a pietra (per me una farina del mio territorio)
100 g. farina bio integrale macinata a pietra (per me una farina del mio territorio)
80 g. lievito madre rinfrescato e al raddoppio
350 g. acqua
1 cucchiaino malto d'orzo bio in polvere
15 g. sale fino marino integrale
farina di semola rimacinata e di mais fioretto per spolverizzare il pane

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 13,30 tirare fuori dal frigo il lievito per acclimatarlo, ore 14,30 rinfrescare il lievito, tenerne da parte 80 g. e l'altro (dopo aver fatto partire la lievitazione, quindi dopo 2 o 3 ore) metterlo in frigo per le panificazioni successive.Mettere nella ciotola le farine con 300 g. d'acqua, dare una mescolata sommaria, coprire con pellicola e canovaccio fermato da un elastico e tenere da parte.
Ore 17,30-18 mettere nella ciotola della planetaria il lievito a pezzetti ed il malto, fare partire la macchina (o impastare a mano), aggiungendo poco alla volta la restante acqua, in ultimo aggiungere anche il sale. Lasciare incordare, impastare fino a quando l'impasto risulta liscio e si stacca dalle pareti.

Spegnere, ungersi le mani, riversare l'impasto in una capiente ciotola leggermente oliata dandogli una forma arrotondata con la chiusura di sotto, a contatto con la base della ciotola; coprire con pellicola e canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 3 ore, poi trasferirla in frigo a fare maturare l'impasto per 10-14 ore, a seconda dei propri impegni (quindi fino alla mattina successiva e se seguono gli orari che ho usato io).
La mattina ore 9,30 circa
Prendere l'impasto e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane.
Trascorso il tempo per la puntatura, dividere l'impasto in due pezzi, allargarli con i polpastrelli formando un rettangolo, chiudere i lembi verso l'interno, prima i 4 esterni, poi i 2 centrali; arrotolare ottenendo due salsicciotti, coprire con pellicola a canovaccio e lasciare lievitare 3-4 ore (dipende dalla temperatura esterna, se fa molto caldo sono sufficienti anche 2 ore, valutare di volta in volta).


Preriscaldare il forno statico a 250°, mettere all'interno la leccarda in modo che diventi caldissima.
Bagnare, strizzare ed asciugare un foglio di carta da forno (questo passaggio fa si che non si bruci la carta data l'elevata temperatura).
Spolverizzare il piano da lavoro con semola rimacinata e farina di mais per polenta, prendere i due salsicciotti e rotolarli dentro le due farina mescolate dando, nel contempo, una forma strizzata: un lembo si gira in senso orario, l'altro lembo in senso antiorario (come per chiudere una caramella). Trasferire le due "baguette strizzate" dentro la leccarda rivestita dalla carta da forno.
Spruzzare le pareti e il fondo del forno con acqua (usando uno spruzzino o le mani semplicemente) oppure mettere sul fondo un contenitore piccolo usa e getta in alluminio contenete due dita d'acqua, infornare. Dopo 10 minuti aprire il forno e vaporizzare di nuovo acqua per creare umidità  - attenzione non sul pane! (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) poi abbassare a 220° e lasciare cuocere per 20 minuti, di seguito abbassare la temperatura a 150° e lasciare cuocere per altri 5 minuti
Tutto questo calare graduale della temperatura farà sì che il pane possa avere una bella crosta croccante esterna, che sia ben cotto internamente e che l'umidità del pane stesso possa evaporare rendendolo asciutto oltre che cotto.

Il nostro paniere completo ha sfornato:

Sabrina: Plumcake mokacao
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