Filetto di maiale arrosto con mele magnana caramellate


Ho usato le mie mele a metro zero e super bio :-)

i miei giovani alberelli 


Cosa serve per 2/3 persone:

1 filetto di maiale (circa 450-500 g.)
un rametto di rosmarino
sale e pepe
1 bicchierino di Calvados  (per chi non lo conosce è acquavite di mele)
olio evo q.b.
due noci di burro
2 mele rosse (per me la qualità Magnana - tipica del Pinerolese, della Val Pellice e Val Chisone)
2 pizzichi di zucchero semolato





In una casseruola antiaderente dal fondo spesso far spumeggiare una noce di burro con un filo di olio evo e un rametto di rosmarino, unire il filetto di maiale e rosolarlo a fuoco vivace da tutte le parti. Salare e pepare da entrambi i lati.



Sfumare con mezzo bicchierino di Calvados e farlo evaporare, eliminare il rosmarino, abbassare la fiamma, aggiungere un bicchierino piccolo di acqua calda, coprire con un coperchio e cuocere a fuoco medio, girando spesso la carne senza bucarla, per 35/40 minuti. (dipende un po' quale grado di cottura si gradisce, a me la carne di maiale e bianca in generale, al contrario di quella rossa, piace che sia cotta!) Se il fondo asciuga aggiungere poco alla volta, pochissima acqua calda.
Togliere la carne dal fuoco e metterla su un tagliere. Lasciare riposare 5 minuti in modo che i succhi della carne vengano ben distribuiti internamente.
Tagliare il filetto a fette non troppo sottili, anzi devono essere abbastanza spessotte, diciamo un bel centimetro, saranno più appetitose da mordere!
Sbucciare  le mele ed unirle al fondo di cottura, aggiungere una piccola noce di burro, fare spumeggiare ed alzare la fiamma, unire ora il rimanente mezzo bicchierino di Calvados. 



Girare velocemente ma delicatamente le mele, spolverizzarle con due pizzichi di zucchero e metterle in un angolo della casseruola. Aggiungere, con l'aiuto di una forchetta e di un cucchiaio, le fette del filetto, girarle velocemente nel sughetto.
Spegnere e servire qualche fetta di carne e di mela per ogni commensale. 







Fettuccine allo zafferano con funghi porcini

Questi  funghi porcini non solamente sono italiani, (e non provenienti già vuoti, secchi, molli, che puzzano di muffa ed insapori da chissà quale paese... come spesso si trovano nei mercati e supermercati) ma... sono freschissimi, profumati, belli gustosi e sodi e... ta-dah! sono  raccolti nel bosco dietro casa mia!!! 


Cosa serve 

Per le fettuccine:
300 g. di farina di grano duro
un pizzico di sale
un goccio di olio
acqua tiepida q.b. (circa 150 ml)
1 bustina di zafferano

Per il sugo:
fughi porcini q.b. a piacere (io ne ho usati quasi due etti)
prezzemolo e cerfoglio (se l'avete) freschi tritati q.b.
vino bianco secco q.b.
sale e pepe
olio evo
1 spicchio d'aglio

Preparare le fettuccine mettendo la farina, sale, olio in una ciotola, unire, mescolando con una forchetta, 50 ml. di acqua nella quale si sarà fatto sciogliere lo zafferano, unire poi altra acqua q.b. al fine di ottenere un impasto sodo, rovesciare la pasta su un piano da lavoro ed impastare finchè si ottiene un composto liscio e non appiccicoso. La quantità di acqua è approssimativa perchè dipende dalla farina, da quanto liquido assorbe.

Formare una palla. Mettere poi l'impasto a riposare mezz'ora avvolto in un tovagliolo.
Nel frattempo pulire bene i funghi eliminando ogni traccia di terra grattando bene il gambo con un coltellino, quindi pulire bene tutto il fungo con una spugnetta o uno straccetto man mano inumidito in acqua tiepida. Ripetere finchè il fungo (o i funghi se sono piccoli) sono ben puliti e senza terra. Possibilmente evitare di mettere i porcini direttamente sotto l'acqua per evitare che si impregnino e si inzuppino perdendo di sapore, ma se c'è qualche grumo di terra ostinato, passarli velocemente sotto l'acqua tiepida corrente. NON metterli mai e poi mai in ammollo.



Quindi asciugarli e tagliarli a grossi pezzi. In una padella antiaderente soffriggere l'aglio in un filo abbondante di olio evo. Unire una manciatina di prezzemolo tritato e i funghi. Farli saltare a fuoco vivo per 5 minuti, poi eliminare l'aglio, unire una generosa spruzzata di vino bianco, farlo evaporare, abbassare la fiamma e cuocere altri 5 minuti. Spegnere.
Occuparsi ora di stendere la pasta, ricavare le fettuccine stendendo un po' di impasto per volta nel rullo della macchinetta oppure stenderlo col mattarello tutto in una volta, si seguito arrotolarlo e tagliare a mano le fettuccine oppure utilizzare l'accessorio apposito della macchina per la pasta (la "nonna papera"), metterle ad asciugare sull'apposito attrezzo o semplicemente distese su un canovaccio infarinato per una mezz'oretta.



Far bollire acqua salata, immergere la pasta e farle cuocere pochi minuti dal momento in cui riaffiorano in superficie. Scolarle con l'aiuto di un colino e metterle, a saltare, nella padella già calda con i funghi porcini. Far insaporire il tutto, aggiungere un mestolino di acqua di cottura e, se necessario, un filo di olio evo e un'altra spolverata di prezzemolo e cerfoglio fresco. Servire.











Seppie, piselli e patate in umido

Un secondo piatto veramente semplicissimo da preparare ma leggero e gustoso.
Le seppie io, per questo genere di preparazioni, le preferisco grandi e polpose, meglio se con l'inchiostro (le faccio pulire dal pescivendolo e, con la sacca, si possono preparare ottimi risotti o tagliolini).

Cosa serve:

1 kg. di seppie grandi (quindi saranno 2 o 3)
4 patate medie
300 g. di piselli freschi o surgelati 
un ciuffo di basilico
una spolverata di prezzemolo e cerfoglio tritati (se non si ha il cerfoglio, usare solo il prezzemolo)
1 spicchio di aglio
1 cipolla bianca
pelati q.b. (150 g. circa)
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco secco
peperoncino rosso a piacere

Lavare bene sotto acqua fredda corrente le seppie già pulite e tagliarle a listarelle grandi o tocchetti.
In un tegame (perfetto il coccio) far stufare, in poco olio evo, la cipolla, aggiungere l'aglio e la seppia, alzare la fiamma e, a fuoco vivace fare consumare l'acqua che rilascia il mollusco. Eliminare l'aglio.
Unire il vino e, sempre a fuoco alto, farlo evaporare tutto. Abbassare la fiamma, unire i pelati o conserva se fatta in casa), ma va benissimo anche la polpa a pezzettoni di pomodoro,  mettere il coperchio e fare cuocere a fiamma dolce per circa 20 minuti mescolando ogni tanto.

Aggiungere i piselli sgranati o ancora surgelati (io uso quelli miei dell'orto che conservo nel congelatore) e cuocere ancora 10 minuti. Trascorso questo tempo, unire le patate sbucciate, lavate e tagliate a tocchetti. Salare, pepare, unire un pochino (a piacere, facoltativo) di peperoncino fresco a pezzetti oppure un pochino di peperoncino macinato, un ciuffo di basilico, gli aromi tritati e fare cuocere ancora 10-15 minuti. Solitamente non occorre aggiungere altra acqua, ma se occorre, se la preparazione che deve rimanere brodosa, dovesse asciugarsi, aggiungerne un po'.

Per ultimo unire ancora un ciuffo di basilico e servire volendo con crostini di pane abbrustoliti.
Si può omettere la patata, in questo caso aumentare la quantità di piselli.



Torta morbida alle nocciole e cioccolato al latte



Cosa serve:

150 g. farina 00
50 g. frumina o fecola di patate
1 pizzico di sale
2 uova intere
2 cucchiai di brandy (facoltativo)
150 g. zucchero semolato
50 g. burro a pomata 
100 g. panna fresca liquida
qualche goccia di essenza naturale di vaniglia oppure 1/4 dei semi di una bacca
130 g. cioccolato al latte
130 g. granella di nocciole
30 g. mandorle pelate
1 bustina di lievito per dolci
decorazioni di cioccolato fondente (facoltativo)

Tirare fuori dal frigo burro e uova almeno un'ora prima di preparare la torta.
Accendere il forno a 180° statico (o 170° se ventilato)

Per prima cosa mettere in un padellino antiaderente le mandorle, e mantenendo il fuoco bassissimo, tostarle senza che prendano troppo colore, farle raffreddare e tritarle grossolanamente con un coltello. Metterle da parte. Nello stesso pentolino tostare (appena-appena altrimenti diventa amara) la granella di nocciole e mettere da parte.




Setacciare insieme la farina, la frumina (o fecola di patate va benissimo) e il lievito.
Tritare grossolanamente il cioccolato.
In una ciotola montare, fino ad ottenere un composto spumoso, uova, zucchero e il pizzico di sale. Unire, poco alla volta, il burro morbidissimo e la panna. Unire il cioccolato tritato, la granella di nocciole, il brandy e l'essenza di vaniglia o i semi di 1/4 di bacca. Unire le farine setacciate ed amalgamare giusto il tempo di assemblare gli ingredienti, quindi non lavorare troppo il composto. 


Imburrare ed infarinare una tortiera a cerniera da 24D e versare il composto. Livellarlo un pochino col dorso di un cucchiaio, cospargere la superficie con le mandorle tritate ed infornare per 40 minuti circa. (fare la prova stecchino).


Sfornare, lasciare la torta raffreddare quindi toglierla dallo stampo e decorare a piacere con decorazioni in filigrana di cioccolato fondente e servire. (io eviterei di servire questa torta, già molto ricca, con salsine varie. Le torte alle nocciole sono proprio buone così: semplici-semplici)





Spumini - meringhette


Cosa serve:

100 g. albumi
200 g. zucchero semolato
1 pizzico di sale
3-4 gocce di limone

Montare a neve gli albumi iniziando a montarli con metà dello zucchero, il pizzico di sale e le gocce di limone.
Quando iniziano a diventare gonfi e spumosi aggiungere, a cucchiaiate tutto lo zucchero e montare finchè si ottiene un composto fermissimo e spumoso.


Mettere il composto in una tasca da pasticcere con il beccuccio grande a stella, fare dei mucchietti sulla placca foderata da carta forno e lasciare asciugare in forno caldo a 80° per 4 ore circa.


Le meringhe devono rimanere bianche, asciugare non cuocere.
Le gocce di limone servono a togliere il sapore di uovo e a rendere la massa lucida.


La mia zuppa di pesce

Ci sono parecchie versioni di zuppe di pesce, tutte si assomigliano.
Questa è la mia.
Non è mai uguale perchè non mi prefisso il pesce da comprare, vado al mercato e guardo sulla bancarella quello che più mi ispira. Quindi una volta può essere composta maggiormente di crostacei e molluschi, altre pesci grandi a tranci, altre ancora pesci più piccoli e misti.
Non bisogna farsi impressionare dalla quantità usata, occorre ricordarsi che il pesce consuma moltissimo e che c'è anche moltissimo scarto.


Cosa serve:

800 g. di cozze
1,200 kg. pesce misto (scorfani, nasellini, moscardini, seppioline, calamaretti)
200 g. polpa di pomodoro fine
1 cucchiaio doppio concentrato di pomodoro
1/2 bustina di zafferano
sale e pepe q.b.
olio evo
peperoncino
un pezzo di costa di sedano bianco
1/2 carota
1 foglia di alloro
1 bicchiere e 1/2 di vino bianco secco
2 spicchi d'aglio
2 scalogni
trito aromatico fresco: prezzemolo, dragoncello, timo, origano



Pulire o far pulire dal pescivendolo il pesce. Eliminare il becco dei molluschi e le interiora del pesci. Lavare bene e far scolare.
Pulire bene le cozze eliminando il filamento e grattando il guscio.
Possibilmente in una terrina di coccio (ma se non si possiede non fa nulla, utilizzare in questo caso preferibilmente una pentola dal fondo spesso) far colorire appena-appena uno spicchio d'aglio e due scalogni (ai quali togliere l'anima) tagliuzzati a coltello finemente in poco olio evo.


Unire i molluschi, alzare la fiamma, rilasceranno parecchia acqua. Dopo cinque minuti unire 1 bicchiere scarso di vino bianco secco e fare evaporare sempre a fiamma bella decisa. Unire ora la polpa di pomodoro ed il concentrato, il sedano e la carota tritati e la foglia di alloro. Regolare di sale e pepe macinato fresco, mettere il coperchio, abbassare decisamente la fiamma e cuocere lentamente per 25 minuti.

Nel frattempo in una pentola capiente mettere le cozze pulite, unire il restante vino bianco, il restante aglio, pepare e farle aprire a fuoco medio. Mettere il coperchio e lasciare pochi minuti.



Quando si saranno intiepidite togliere le valve dal guscio. (Se avete ospiti conservate qualche guscio per decorare il piatto. Io non ne avevo, eravamo in famiglia e ho preparato che fosse "tutto da mangiare" meno d'effetto da vedere, ma più pratico da sbafare)
Trascorso il tempo di cottura dei molluschi, unire i pesci, eliminare la foglia di alloro, unire il trito aromatico, il peperoncino tagliato a pezzettini piccoli (io ho una piantina di peperoncino calabrese che si chiama "arlecchino" ed è stupendo. Si fa seccare e si conserva benissimo.) ne avevo parlato qui




Unire anche lo zafferano stemperandolo bene son il brodo.
Regolare eventualmente di sale.
Far cuocere ancora indicativamente per 20 minuti. (dipende da quanto sono grandi i pesci, di solito si usano pesci piccoli - da porzione - diciamo sui 150/ 200 g.).



Passato il tempo, recuperare i pesci, metterli in un piatto e lasciare intiepidire; di seguito togliere la testa e la coda e spolparli benissimo eliminando la lisca centrale. (Consiglio di non usare pesci con molte spine per la zuppa altrimenti ve le ritroverete in bocca e/o diventerete pazzi a pulirli). Fare a pezzetti i pesci perfettamente puliti e rimetterli nella zuppa. Unire anche le cozze ed aggiungere ancora una spolverata di prezzemolo tritato.
Tostare in forno o su una bistecchiera antiaderente del pane casereccio. Se piace strofinarlo leggermente con aglio.
Mettere la zuppa sul fuoco giusto il tempo di intiepidirla, condire con un giro di ottimo olio evo, unire le fette di pane abbrustolito e portare in tavola.
C'è chi lo serve come primo piatto, chi come secondo, chi come piatto unico.. insomma dipende dalle dosi e,sicuramente, dall'appetito!




Chutney piccante di pomodorini

Cosa serve: (con queste quantità ho ottenuto n. 3 vasetti da 125 g.) In rosso la mia variante rispetto alla ricetta originale ( tra parentesi, in nero, invece, ricetta nel libro)

2 kg. di pomodorini (ciliegino, pachino, datterino a piacere) io, qualità mista e variabile a seconda di cosa ho raccolto nel mio orto (nel libro: pomodori da sugo)
1 testa d'aglio fresco (6-8 spicchi) (nel libro: 20 spicchi)
1 cipolla media (nella ricetta originale non c'è)
peperoncini piccanti q.b. (a piacere, secondo i gusti e secondo la piccantezza del peperoncino usato), io ne ho usati 5-6 della qualità arlecchino, ne avevo parlato qui (nella ricetta originale al posto del peperoncino c'è 1/2 cucchiaino di fieno greco)
la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere (nel libro: 2 cucchiai di radice fresca di zenzero)
la punta di un cucchiaino di cumino
la punta di un cucchiaino di semi di finocchio
200 g. zucchero di canna (nel libro: zucchero bianco)
200 ml. aceto di mele (il mio fatto in casa, quando farò il post inserirò il link) (nel libro: aceto di vino  bianco)
la scorza ed il succo di mezzo limone naturale
1/2 cucchiaio di sale fino

Consiglio di utilizzare vasetti molto piccoli (io ho usato quelli da 125 g.) perchè il chutney, una volta aperto, va conservato in frigorifero ed utilizzato entro 15 giorni)



Togliere il picciuolo ai pomodorini e lavarli sotto acqua fredda corrente. Metterli, interi, dentro ad una pentola d'acciaio dal fondo spesso. Metterla sul fuoco, non forte, e mescolare spesso in modo che non si attacchino bruciandosi. Lasciarli spurgare l'acqua per una ventina di minuti, poi schiacciarli con l'aiuto di una forchetta e buttare via l'acqua.

Passare i pomodorini con il passaverdura (non va bene frullarli, occorre proprio passarli per eliminare le bucce) e rimettere il passato di pomodoro nella pentola.


Tritare molto finemente (va bene un tritino o un robot con il cutter) la cipolla e l'aglio, unire il trito alla passata di pomodorini.
Unire poi tutti gli altri ingredienti e rimettere sul fuoco la pentola. Il composto deve sobbollire NON bollire forte (come si fa per fare una marmellata) e si deve mescolare molto spesso, alla fine quasi continuamente, non deve attaccare al fondo della pentola.

Lasciare raddensare almeno un paio di ore (dipende molto da quanta acqua avranno tirato fuori i pomodorini anche dopo aver tolto la prima).



Verso la fine della cottura, mettere i vasetti (che saranno già stati lavati il giorno precedente e saranno stati messi ad asciugare bene) nel forno, accendere a 100° e, quando è arrivato a temperatura, spegnere e lasciarli ancora dentro per 5/10 minuti. (questo passaggio serve a sterilizzare i vasetti).

Riempire i vasetti con il chutney bollente facendo attenzione a non sporcare il bordo (in questo caso occorre pulirlo bene con carta da cucina), chiudere con capsule nuove e sterilizzare i vasetti per 15 minuti da quando l'acqua bolle. Lasciarli poi raffreddare completamente nell'acqua, etichettare e riporre in cantina.

Aspettare almeno un mese (meglio due) prima di consumare.
Proprio buono! Io l'ho assaggiato adesso, appena fatto, ma deve riposare un paio di mesi e, sono certa, darà il meglio di sè!
Da servire con arrosti, bolliti, stufati ma anche formaggi di alpeggio e stagionati! 




Grissini alla pizzaiola stirati a mano con lievito madre

Questi grissini sono saporitissimi, si mangiano volentieri anche senza pietanza :-)
Per chi ama il salato,con un buon companatico, diventa una sana merenda o uno spuntino!

Cosa serve:

500 g. farina 0 macinata a pietra (io una farina di un molino di un paese vicino al mio)

due cucchiai di olio evo
260 g. circa di acqua minerale naturale a temperatura ambiente
1 cucchiaino di sale fine
1 cucchiaio scarso di doppio concentrato di pomodoro
una bella spolverata di origano (se è disponibile.. fresco!)
150 g. di lievito madre (già rinfrescato) oppure: 25 g. di lievito madre secco, oppure: 3 g. lievito di birra fresco
1 cucchiaino di malto di riso o d'orzo liquido biologico

Inizio col dire che preparo possibilmente l'impasto la sera prima, poi copro con pellicola e metto in frigo tutta la notte. La mattina tiro fuori l'impasto e lascio a temperatura ambiente almeno un'ora. Il gusto finale ne guadagna! Se non si ha tempo si può anche lasciare a temperatura ambiente a lievitare per almeno 3 ore.

Se si ha una planetaria bene, altrimenti si può tranquillamente fare a mano (io prima mica ce l'avevo la planetaria e il pane, la pizza, i grissini ecc li facevo comunque. Solo le ciabattine e poco altro non si possono fare senza l'impastatrice!)

Mettere nella ciotola la farina setacciata (le farine locali, macinate a pietra, sono assolutamente da preferire. si possono trovare anche nei consorzi agrari della propria città), unire il lievito a pezzi (o sbriciolato nel caso si usasse quello di birra fresco: NON farlo sciogliere in acqua perchè poi la maggior parte rimane nel bicchiere!), unire il malto, l'olio e iniziare a mescolare a velocità minima.


(se si fa a mano mescolare con una forchetta) unire, poca alla volta, l'acqua. La quantità è, come sempre, indicativa, dipende dalla farina, dalla sua forza, quanta ne assorbirà. Deve rimanere un impasto finale liscio e morbido ma sicuramente non appiccicoso.

In una ciotolina mescolare il doppio concentrato di pomodoro con un cucchiaio di acqua ed il sale ed unirlo all'impasto. Continuare ad impastare e aggiungere, in ultimo, l'origano.

Trasferire l'impasto su una spianatoia, impastare ancora nel caso in cui non si abbia usato una planetaria.
Oliare leggermente una ciotola di vetro (o di metallo ma NON di plastica) e mettere l'impasto. Coprire con pellicola e mettere, come detto, in frigo parte bassa, fino alla mattina successiva. Altrimenti fare lievitare per almeno 3 ore in luogo tiepido o forno spento con lucina accesa, o forno preriscaldato a 50° e poi rigorosamente spento (in questo caso dopo aver spento aspettare 10 minuti prima di inserire la ciotola con l'impasto da lievitare).



Riprendere l'impasto, ri-lavorarlo poco senza forza per non compromettere la lievitazione. (E' piuttosto morbido)

Tagliare con un tarocco/raschia del pezzetti. Allungarli molto grossolanamente, tenendo le estremità con le dita e tirando senza far rompere la pasta ovviamente ma creando appositamente delle imperfezioni (qui in piemonte, patria dei grissini, non amiamo i grissini perfetti, che sembrano tagliati col laser, al contrario amiamo quelli assolutamente imperfetti, sintomo di artigianalità), e disporli un po' distanziati sulla placca rivestita da carta forno. Spolverizzare i grissini con una generosa dose di farina.

Coprire di nuovo con pellicola.
Lasciare riposare una mezz'oretta/40 minuti.

Intanto preriscaldare il forno ventilato a 180° con un pentolino d'acqua sul fondo per creare umidità.




Togliere naturalmente la pellicola ed infornare per 10 minuti. Poi togliere velocemente il pentolino, abbassare la temperatura a 160° e cuocere ancora un'altra decina di minuti o fino a quando siano gonfi e dorati.
Qui in piemonte c'è un po' una diatriba: chi ama il grissino proprio bruciacchiato, chi se lo contende, chi ama il grissino pallido (io sono tra questi.. appena colorito ma ben cotto - il gusto del bruciato non mi piace) a voi la scelta.

Se piacciono più friabili spennellarli di olio prima di infornarli.





Se replicate la ricetta per cortesia inserite il link al mio sito
Grazie!

Zuppa di cavolo nero alla livornese

Questa ricetta l'ho presa dal sempre fidato e vecchio libro di cucina "il cucchiaio d'argento" (vecchio davvero... il mio 1° libro di cucina, risale ai fini anni '80)


... e sono tutti cavoli miei! :-)


Cosa serve:

2 mazzi di cavolo nero eliminando le foglie esterne dure (io quello del mio orto)
1 o 2 pomodori maturi (sempre del mio orto...) (o pelati)
1 carota
1 cipolla media bianca (mezza se è grande)
1 piccolo spicchio d'aglio
sale e pepe
olio evo
qualche rametto di timo fresco
fette di pane casereccio abbrustolite
brodo vegetale (1 lt. e mezzo circa o 2 se si vuole una zuppa più brodosa)

In un tegame far stufare per 6-7 minuti, in un giro d'olio, la cipolla, la carota ed il sedano tritati grossolanamente con l'aglio schiacciato. Le verdure devono brasare non abbrustolire quindi fuoco molto dolce.


Nel frattempo eliminare la costa centrale delle foglie del cavolo nero, lavarlo e prelevandone poco alla volta, tagliare a listarelle sottili. Se si ha timore di affettarsi anche una falange, si può usare facilmente le forbici. Non farà chef capo mastro ma chi se ne frega.


Unire il cavolo alle verdure stufate (prima eliminare l'aglio che tanto avrà già dato sapore), fare insaporire un pochino, unire i pomodori spellati, strizzati e tagliati grossolanamente. (se non ci sono disponibili usare 2 o 3 pelati), unire poi il brodo caldo, regolare sale e pepe, mettere il coperchio e far cuocere, lentamente, un'ora e mezza aggiungendo brodo se necessario.


Servire bollente con fette di pane, preferibilmente toscano, leggermente tostato (che io ho strofinato con aglio)





Torta soffice di castagne, cacao e ricotta

Cosa serve:

200 g. farina di castagne
100 g. farina 00
100 g. ricotta 
100 g zucchero semolato
un pizzico di sale
2 uova
50 g. burro fuso
1 bustina di lievito
70 g. cacao amaro
1 cucchiaio di rum
latte q.b. (circa 200 ml)
una manciata di pinoli

Accendere il forno a 180° 

Setacciare in una ciotola le farine insieme al cacao ed al lievito. Sbattere le uova con lo zucchero, unire la ricotta, il pizzico di sale ed il burro fuso ma freddo. Unire anche il rum e poi di seguito il latte, poco alla volta finchè il composto "scrive" forma dei "nastri" per così dire. La quantità del latte dipende dal tipo di farina utilizzata.



Imburrare ed infarinare una tortiera, versare il composto, livellarlo delicatamente e cospargere la superficie con i pinoli.
Infornare per circa 40/45 minuti. Fare la prova stecchino che dovrà essere asciutto.



Togliere dal forno, far raffreddare, sformare e servire.