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Sa coccoi 'e corcoriga (rösti di zucca) ricetta sarda

Ho visto questa ricetta in  rete nelle sue varie declinazioni, sia con la zucca che con altre verdure o patate, e mi ha colpita non per la bellezza estetica (evidentemente) ma per l'idea di bontà e leggerezza che mi ha trasmesso e infatti... è davvero molto buona, facile da fare, veloce, economica e versatile.

Qualcuno (credo i non sardi, ma potrei sbagliare) la chiamano focaccia, ma vedo che ormai ogni verdura cruda schiacciata in una teglia e messa in forno viene chiamata così, che, per una piemontese, è un termine che utilizzato per questa pietanza, lascia un po' interdetti perchè per noi lo è la classica genovese o romana e varianti ma sempre un lievitato. Nella sua lingua originale si chiama coccoi e corcoriga è una ricetta tipica Ogliastrina, per me una sorta di rösti cotto in forno, l'ho voluta fare sottile, anche perché essendo inesperta di questa preparazione e, vista la quasi mancanza di liquidi aggiunti, temevo che la farina rimanesse poco cotta e indigesta, il risultato così è stato perfetto e, a mio avviso, l'aspetto non le rende giustizia (almeno la mia..). Buonissima!



Cosa serve per una teglia da 26D:
400 g zucca delica (peso netto)
120 g semola rimacinata di grano duro
2 cipolle piccole bianche (circa 100 g)
2 cucchiai pecorino sardo semi stagionato grattugiato
una manciata di datterini (una decina)
2 cucchiai olio evo + q.b. per la superficie e teglia
piccolo pezzetto aglio (a me con la zucca piace, mia aggiunta)
sale e pepe q.b.

Pulire la zucca da semi e filamenti e grattugiarla, tritare la cipolla e aglio, mettere la verdura in una ciotola, unire qualche datterino tagliato a pezzetti (gli altri metterli tagliati a metà sulla superficie prima di infornare) aggiungere il resto degli ingredienti, mescolare, coprire con pellicola e lasciare riposare un'oretta in modo che zucca e cipolla rilascino la loro acqua di vegetazione e la semola venga intrisa, tuttavia la mia zucca era davvero asciuttissima, per cui un po' di farina era tal quale allora ho aggiunto un goccino d'acqua, bisogna valutare questo aspetto, se il composto fosse stato liquido, personalmente avrei aggiunto un po' di pangrattato.

Preriscaldare il forno a 200° statico.


Rivestire la teglia con carta da forno, ungerla molto bene e versare il composto, appiattirlo in modo uniforme con le mani inumidite d'acqua, condire la superficie con un giro leggero d'olio ed infornare per 30 minuti, poi abbassare a 180° e lasciare ancora una decina di minuti, deve presentarsi cotto e leggermente abbrustolito in superficie. Sfornare e lasciare intiepidire, risulterà più compatto poi da tagliare, gustare tiepido o riscaldarlo per alcuni minuti in forno già caldo. Si può preparare infatti in anticipo. Va benissimo da servire come contorno, antipasto, per una colazione e merenda salate.



Rustici leccesi (con pasta sfoglia home made)

Ho un legame affettivo con la Puglia e, nella fattispecie, col Salento; non ci vado da tantissimi (ma proprio tanti) anni ma i profumi e sapori sono assolutamente vividi, ecco che, complice la mia innata voglia di sperimentare e variegare le gioie della vita tra cui quella per la tavola , mi sono cimentata a farli in casa, o meglio... ci ho provato, la parte superiore sarebbe dovuta risultare abbassata e invece non ho ottenuto quel risultato estetico anche se ho rispettato tutti i passaggi e misure del caso. Pazienza, il sapore era divino, anche perchè ho utilizzato la pasta sfoglia facile di Iginio Massari che ho preparato in casa.

Il rustico non nasce dalla cucina contadina (come molte altre specialità salentine) è più probabile che la ricetta derivi dagli ambienti aristocratici della seconda metà del 1700, dopo la diffusione della besciamella

Va consumato molto caldo per apprezzarne al meglio il gusto e il filare della mozzarella. In Salento viene usato come spuntino di metà mattina o come stuzzichino serale da passeggio, sia in estate che in inverno. Esistono alcune varianti, come quelli preparati con spinaci e ricotta o con spinaci e mozzarella, ma sono meno conosciuti. È presente nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. fonte


Cosa serve:
350 g pasta sfoglia
100 g mozzarella fior di latte
polpa pomodoro passata o salsa q.b.
1 uovo
100 ml latte
1 pizzico sale
1 pizzico noce moscata
10 g farina 00
10 g burro


Mettere la mozzarella tagliata a scolare in un colino per alcune ore. Preparare la besciamella come di consueto: sciogliere il burro col pizzico di sale e di noce moscata, aggiungere la farina, mescolare con una piccola frusta, aggiungere a filo il latte, portare ad ebollizione sempre mescolando, far rassensare e cuocere due o tre minuti, riversare la besciamella in una ciotolina, coprire con pellicola a contatto e tenere da parte. Ne servirà metà circa, l'altra utilizzarla per altra preparazione. Si conserva in frigo per alcuni giorni.
Preriscaldare il forno statico a 200°

Stendere la pasta sfoglia e ricavare 4 dischi da 10D e 4 dischi da 12D. Adagiare i dischi di sfoglia più piccoli su una teglia rivestita con carta da forno, sbattere l'uovo con una forchettina, spennellare il disco di sfoglia, adagiare sopra ad ogni disco i ritagli di pasta sfoglia (non si butta via niente..) spennellare ancora con l'uovo sbattuto quindi farcire nel centro con un cucchiaio di salsa, qualche cubetto di mozzarella, un po' di besciamella; ricoprire col disco di pasta sfoglia più grande e sigillare i bordi prima premendo con i polpastrelli poi con il manico di un cucchiaio o coi rebbi di una forchetta.




Spennellare anche la superficie dei rustici con l'uovo sbattuto ed infornare per 20 minuti circa. 
Sfornare e consumare caldi o tiepidi.






Stelline di pasta sfoglia con robiola, gorgo, mascarpone e noci

Alla rubrica "al km 0" si continua a festeggiare e a sfornare buone idee per la tavola del Natale e per capodanno, io ho preparato queste stelline di pasta sfoglia (per me home made) super sfiziose e golose, potete fare la pasta sfoglia in casa seguendo ad esempio la sfoglia tradizionale ricetta di Montersino oppure quella facile di Iginio Massari altrimenti potrebbe essere una validissima alternativa quella semplice alla ricotta, ma se volete fare velocissime potete acquistarla, mi raccomando però, che sia di ottima qualità!


Cosa serve:
350 g. pasta sfoglia (per me fatta in casa)
100 g. robiola freschissima
80 g. gorgonzola col mascarpone
gherigli di noci q.b.
1 tuorlo per spennellare

Stendere la pasta sfoglia sottilmente, con uno stampino a forma di stella ricavare 24 stelline, con i rebbi di una forchetta punzecchiarne 12 spennellare quindi la superficie in modo leggero con il tuorlo sbattuto e fare aderire le restanti 12 stelline precedentemente forate con uno stampino più piccolo (in tal modo si otterrà solo un bordo esterno, esattamente come si fa per i vol-au-vent), le stelline piccolissime di pasta sfoglia che si avanzano, si possono spolverizzare con semi di sesamo, cuocerle a parte e offrirle con l'aperitivo. 



Adagiare le stelline di sfoglia sulla placca rivestita con carta da forno e mettere in frigo, intanto preriscaldare il forno statico a 200°.
Quando il forno è a temperatura infornare e cuocere 15 minuti circa, controllare, la sfoglia deve essere cotta e dorata. Sfornare e lasciare raffreddare. 
In una ciotolina mettere i formaggi, condire con un filino d'olio evo, mescolare con una forchettina; inserire la farcia in una piccola sac a poche usa e getta oppure usare un piccolo cucchiaino e riempire le stelline di sfoglia, guarnire con le noci sgusciate. Conservare in frigo fino al momento del consumo




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BUON NATALE! 

Tapas piemontesi di fichi freschi con tacchino, lardo, miele e noci

Alla rubrica al km 0 abbiamo voglia di goduriose tapas in versione tricolore, anzi regionali. Io ho preparato succulenti bocconcini di fichi freschi neri farciti con leggera fesa di tacchino compensata da  morbido lardo :-)) miele per la dolcezza e noci per dare croccantezza. Un finger food veloce da fare, da servire per svariate occasioni, la cosa fondamentale, come ogni semplice preparazione è utilizzare materia prima eccellente, io ho usato un'affettato artigianale, da salumeria, fichi appena colti, noci fresche e miele locale. Tutto a km 0

Uno tira l'altro, garantito.


Cosa serve per ogni bocconcino:
1 fico fresco nero maturo ma sodo
1/2 fetta (o una se piccola) fesa tacchino arrosto tagliata sottile
1/2 fetta lardo d'Arnard tagliato sottilissimo (se non lo trovate usate quello pancettato senza aromi)
1/2 gheriglio noce
miele q.b.

Lavare e sbucciare i fichi, tagliarli a croce facendo attenzione ad arrivare a poco più di metà frutto, inserire la fesa di tacchino, il lardo e la noce, irrorare con miele e servire.
Se siete a dieta vi consiglio di farcire solamente con la fesa di tacchino, omettendo il lardo, saranno comunque buonissimi ed appaganti.

Salatini con pistacchi di Bronte di Knam (biscotti salati)

Inizio (anzi, continuo, perchè lo dichiaro continuamente) col dire che Knam è una certezza, io l'adoro sia come pasticcere che come persona, le sue ricette, tutte quelle che ho provato, sono impeccabili e di riuscita sicura (non si può dire altrettanto di tanti altri suoi colleghi). La pasticceria salata è di casa da noi in Piemonte e appena ho visto questi biscottini salati (che lui chiama salatini) me ne sono innamorata e mi sono messa subito all'opera per sfornarli, sono perfetti da servire con l'aperitivo; un mio amico, che di cocktail se ne intende, mi ha consigliato di abbinare un americano. Sono sapidi al punto giusto e friabilissimi, burrosi e croccanti, grazie al pistacchio si fa fatica a smettere di mangiarli, perfetti anche da offrire a chi non ama il dolce o in occasione di un buffet; perfetti anche da regalare alle donne in dolce attesa desiderose di sfiziosità salate.


Cosa serve:
140 g. burro morbido
50 g. tuorli (2 grandi o 3 piccoli, occorre sgusciare le uova e pesare la grammatura necessaria, poi sbatterli)
180 g. farina 00
50 g. pistacchi (non salati) tritati
4 g. sale fino
un pizzico pepe nero
50 g. parmigiano grattugiato
65 g. edamer grattugiato

Poi serve:
1 tuorlo per spennellare (io ho aggiunto un goccino di latte)

Montare il burro a pomata (tenuto fuori frigo) con i tuorli un po' per volta, unire i formaggi grattugiati, sale e pepe, continuare a mescolare ed aggiungere tutta in una volta la farina, lavorare il meno possibile, infine unire i pistacchi; una volta incorporati, Knam forma un panetto, lo avvolge con la pellicola e lo mette in frigo per almeno 3 ore, poi stende la frolla salata e coppa un un cutter per biscotti. Io, viste le temperature molto alte e quindi con il rischio altrettanto alto di rovinare questa frolla (ricca di burro e grassi), ho scelto di formare due salamotti, da 4 cm. di diametro, manipolandoli lo stretto necessario (poco) li ho avvolti in pellicola e messi i frigo tutta la notte (ma va bene anche 3 ore). Ho optato per questa scelta più sbrigativa in modo da non dover poi impastare i ritagli, stendere di nuovo la pasta e ricoppare, con il caldo che fa temo che la frolla salata si sarebbe rovinata. 


Preriscaldare il forno statico a 180° foderare con carta da forno una leccarda, tagliare i salamotti in dischi da 1 cm. di spessore e adagiarli nella teglia. Sbattere il tuorlo col goccino di latte e spennellare la superficie


Cuocere per 20 minuti, sfornare e disporre i salatini su una gratella, lasciare raffreddare e buona degustazione. Conservare i salatini/biscotti salati in una scatola di latta



Alberelli Natalizi (salati) di pasta sfoglia home made

Eccoci arrivati (finalmente, aggiungo) alle battute finali di questo orribile 2020, speriamo che il Nuovo Anno possa portare a tutti un po' di agognata serenità e leggerezza, per quanto sia possibile.

 Noi del team al Km 0 oggi pensiamo a qualcosa di buono per la tavola di San Silvestro, io mi occupo del pranzo ed ho pensato ad utilizzare al meglio la pasta sfoglia fatta in casa che amo tanto, il sapore e la sfogliatura, rispetto a quella acquistata, non ha paragoni: solo farina e ottimo burro (e non grassi diversi) alla quale ho dato la forma di simpatici Abeti Natalizi farcendoli con prosciutto cotto, pesto e un'oliva per puntale, davvero deliziosi di sapore e molto simpatici.

Cosa serve:
250 g. pasta sfoglia fatta in casa (oppure comprata)
150 g. prosciutto cotto
pesto alla genovese q.b.
alcuni pinoli tritati (o anacardi non salati)
tuorlo + latte per spennellare
semi di sesamo q.b.
12 olive denocciolate verdi
12 spiedini di legno

Tirare la pasta sfoglia formando un rettangolo che sia ben fredda da frigo, spalmare poco pesto e sminuzzare sopra alcuni pinoli o anacardi tritati, adagiare le fettine di prosciutto cotto e, con una rotella tagliapizza, tagliare tante listarelle nel senso più stretto ottenendone una dozzina, avvolgere poi le strisce a nastro formando una forma ad alberello, non stringere troppo perchè la sfoglia in cottura deve aprirsi e sfogliare, appunto; fermare l'albero con uno spiedino di legno e infilzando in cima un'oliva.

Scusate per il fascio di luce riflesso nella foto 😖

Adagiare gli alberelli su una leccarda ricoperta con carta da forno, spennellare con il tuorlo sbattuto con un goccio di latte e spolverizzare con semi di sesamo. Mettere la leccarda in frigorifero.
Nel frattempo preriscaldare il forno statico a 180°-190°


quando arrivato a temperatura, infornare gli abeti di sfoglia e cuocere per 15-18 minuti.
Togliere dal forno e fare raffreddare sulla gratella.
Un simpatico aperitivo, stuzzichino, antipasto che piacerà a grandi e piccini 



Colazione Monica: Non partecipa 
Merenda Sabrina: Nocchiata artenese
Cena Carla: Sushi di carpaccio

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Cantucci salati

Siamo arrivati a dicembre, non illesi, ma i blog di cucina trattano di cibo, buon'umore e leggerezza e quindi parliamo (o per lo meno io parlo) di cucina ed entriamo appieno nel mood natalizio.

I cantucci o biscotti di Prato, sono biscottini friabili deliziosi, davvero squisiti, io li faccio sempre a Natale per la mia famiglia e da regalare agli amici, ricette ne ho provate alcune sia copiandole da vari libri che su altri blog, ma nessuna è risultata perfetta come quella del pasticcere Giovanni Pina, una garanzia, credetemi, se volete farli andate a leggere la ricetta: biscotti di PratoOggi vi propongo una versione salata messa a punto da me sulla falsa riga di quelli classici dolci, risultano un po' più complicati da fare per la consistenza dovuta alla presenza del parmigiano, ma a parte la forma non perfetta il sapore invece è delizioso, perfetti da regalare a chi magari preferisce il salato al dolce, da offrire a Natale (ma non solo) come antipasto, per stuzzichino, per una colazione o merenda salata. 

Cosa serve:
250 g di farina 00
50 g. farina di pistacchi
2 g. ammoniaca per dolci (bicarbonato di ammonio)
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
50 g. burro morbido
2 uova
50 g di mandorle intere sgusciate
50 g di pistacchi non salati o nocciole sgusciate, spellate e tostate
sale q.b.
pepe q.b.
un pizzico di semi di anice o di finocchio


In planetaria o in una ciotola, mescolare le farine, il parmigiano, i semi di anice, sale e pepe, unire il burro morbido e le uova, dare un'amalgamata rapida e poi aggiungere l'ammoniaca per dolci sciolta in un cucchiaio d'acqua e, in ultimo, la frutta secca.
Formare due o tre salomotti sulla spianatoia infarinata. 


Infornare a 180° per 20 minuti, poi sfornarli, farli intiepidire, tagliarli in obliquo e rimetterli a tostare in forno per 7 minuti circa.


Farli raffreddare bene su una gratella prima di servirli. Perfetti per accompagnare i salumi.


Il nostro paniere completo ha sfornato:

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