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Risotto con luppolo selvatico (luvertin)

Una delle mie passioni è raccogliere erbe selvatiche e creare gustose pietanze, come il pesto di aglio orsino, mini burger ceci e aglio orsino, hummus con aglio orsino, crema con asparagi e luppolo selvatico, frittata di luvertin, muffin carciofi e cujet, frittatine soffici alle erbe primaverili, risotto con ortiche e borragine e tante altre, cercate sul blog curiosando nel menu principale.



Cosa serve per DUE persone:
160 g riso carnaroli
un mazzetto di luppolo selvatico (circa 200 g)
brodo vegetale q.b.
una noce burro (oppure olio evo) 
formaggio grattugiato q.b.

Per prima cosa preparare un brodo vegetale ristretto, mettere sul fuoco un litro d'acqua con una cipolla o cipollotto, una costa di sedano, una carota, un paio di pomodorini, un pezzetto di zucchina e/o la verdura di stagione che si preferisce, aggiungere qualche granello di sale e fare sobbollire piano fino a ridurlo di 1/3, tenerlo quindi al caldo. Intanto lavare il luppolo, tagliarlo in tre parti. 
In un tegame antiaderente fare tostare a secco (senza aggiunta di grassi) il riso, io ne uso un tipo di alta qualità. carnaroli piemontese, il risultato finale cambia notevolmente. Scuotere quindi il tegame per mezzo minuto, poi iniziare ad aggiungere un mestolo di brodo caldo, unire il luppolo e proseguire la cottura per 15/17 minuti a secondo se si gradisce più croccante o meno, calcolare il tempo anche considerando la tostatura e la mantecatura, mescolare continuamente (questo crea il risotto più cremoso e omogeneo). A fine cottura spegnere ed aggiungere burro freddo e abbondante formaggio grattugiato (oppure solo un filo d'olio evo se si preferisce una versione vegana). Attendere mezzo minuto e servire

Farfalline in brodo con piselli e patate

Questa è una ricettina per i bambini, facile e veloce adatta alle mamme che hanno poco tempo e/o a chi è alle prime armi. Il tempo è ancora freddino e un piatto di minestra appagante e caldo si gusta con piacere (piace tanto anche agli adulti :-))


Cosa serve per due persone: (dosi per adulti, per i bimbi dimezzare)
2 patate
4 cucchiai piselli surgelati
6 cucchiai rasi di farfalline all'uovo
poca cipolla bianca
olio evo q.b.
sale q.b.
brodo vegetale q.b. (circa 650/750 ml dipende da quanto si desidera brodosa)


Per prima cosa fare un classico brodo vegetale, poi sbucciare le patate, una tagliarla a cubettini molto piccoli, l'altra tagliarla in quattro parti ed unirle al brodo, aggiungere anche i piselli e la cipolla tritata, fare cuocere 15-20 minuti lasciando appena sobbollire, poi estrarre i tocchi grossi di patata e schiacciarli con una forchetta, rimetterli poi nella pentola, unire le farfalline e lasciare cuocere 6 minuti (o il tempo indicato sul pacco della pastina), regolare il sale e servire con abbondante parmigiano (o grana padano) grattugiato servito a parte, ai miei figli quand'erano bimbi piaceva molto l'aggiunta del formaggino :-)

Scarola con porcini

 Questo è un contorno veloce, facile, gustoso e vegano.

Cosa serve per due persone:
1/2 cespo di scarola (oppure 1 se molto piccola)
50 g porcini surgelati
carota, cipolla, aglio e sedano q.b.
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
poco brodo vegetale (o acqua)
un pizzico maggiorana secca

Lavare e tagliare a listarelle la scarola. In un tegame scaldare un filo d'olio evo ed aggiungere l'aglio schiacciato e le verdure tagliate a cubetti piccoli, mescolare e fare stufare 10 minuti, unire un po' di brodo vegetale o acqua secondo necessità, aggiungere i porcini a fette (o a cubetti) e lasciare cuocere ancora dieci minuti, salare e macinare poco pepe e un pizzico di maggiorana negli ultimi minuti di cottura.



Spezzatino di tacchino in bianco con funghi

Questo è un secondo piatto molto gustoso e leggero, la carne risulta tenerissima e succulenta, buonissimo anche riscaldato il giorno successivo.

Puoi provare anche il mio spezzatino di vitello al porto con zafferano e piselli oppure lo spezzatino di faraona al brandy e, perchè no, lo stufato al mirto con patate


Cosa serve per 3/4 persone:

600 g spezzatino di tacchino (coscia)
50 ml latte
un bicchierino vino bianco secco
300 g funghi misti freschi
brodo di carne o vegetale q.b.
trito di: carota, cipolla, sedano, aglio q.b.
rosmarino, salvia, alloro, prezzemolo q.b.
un piccolo peperoncino intero (opzionale)
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
farina bianca q.b.

Versare un filo d'olio evo in un capiente tegame antiaderente, rosolare il trito delle verdure insieme a un rametto di rosmarino, un ciuffo di salvia e due foglie di alloro, poi aggiungere lo spezzatino leggermente infarinato, fare dorare da tutti i lati poi sfumare con il vino bianco, quando è evaporato unire brodo caldo fino a coprire la carne, mettere il coperchio e cuocere mezz'oretta circa mescolando ogni tanto, aggiungere quindi i funghi tagliati e affettati non finemente, salare e pepare, unire il peperoncino se piace (andrà poi eliminato a fine cottura), aggiungere ancora brodo se necessario poco alla volta e terminare la cottura (altri 30 minuti circa). Aggiungere prezzemolo tritato gli ultimi 5 minuti. Servire caldo con il suo intingolo



Lonza alle mele

La carne di maiale (questo vale anche per il pollo, il tacchino, il coniglio, anatra, galletto, faraona...) essendo carne bianca. dev'essere cotta il giusto, non troppo altrimenti diventa stopposa e asciutta, ma nemmeno troppo poco (viceversa, la carne di vitello e manzo gradisce essere brasata a lungo). Le fette devono risultare bianche o leggermente rosacee, ma proprio appena-appena. Se in casa avete a disposizione un termometro a sonda (cosata pochissimo e si trova da acquistare un po' ovunque ormai) potete utilizzarlo, consiglio di considerare una temperatura di 72° al cuore a mio gusto.

Nel caso non ne siate provvisti, per un pezzo di lonza cotta in tegame, calcolate un tempo di cottura di circa 50 minuti per la quantità che ho utilizzato io, in ogni caso controllate. Se verso fine cottura, pungendo la carne coi rebbi di una forchetta, questa risulta difficile da infilzare e fuoriesce liquido trasparente o rosa lasciatela ancora qualche minuto, non è pronta. 



Cosa serve per 3/4 persone:
un trancio di lonza da 700 g circa
olio evo q.b.
un cucchiaino di mix secco tritato: sale, pepe, rosmarino, aglio secco, ginepro, alloro, semi di finocchio, salvia
un rametto rosmarino fresco
due foglie di alloro fresche
1 spicchio aglio
brodo vegetale (o acqua) q.b.
vino bianco secco q.b. (circa 50 ml)
1 mela gala (piccola)

Massaggiare la carne da entrambi i lati con il mix di aromi, steccarla con un rametto di rosmarino e lo spicchio d'aglio (incidere la polpa in profondità ed inserire i due aromi).

In un tegame antiaderente dai bordi alti scaldare un filo d'olio e fare rosolare bene a fuoco sostenuto la lonza, abbassare la fiamma, sfumare con il vino bianco ed unire l'alloro, quando la parte alcolica è evaporata, aggiungere un bicchiere di brodo vegetale, mettere il coperchio e cuocere per circa 40 minuti, rivolando l'arrosto ogni tanto. Controllare che ci sia sempre liquido sufficiente per creare poi, a fine cottura, la salsa di accompagnamento Nel caso aggiungerne un po'. Unire la mela sbucciata e tagliata a piccoli tocchetti, finire la cottura (10/15 minuti circa).


Togliere la carne dal tegame, adagiarla su un tagliere e farla intiepidire prima di tagliarla a fette. Intanto travasare le mele cotte col fondo di cottura nel   bicchiere del frullatore ad immersione ed emulsionare. Se la salsina dovesse essere troppo liquida rimetterla sul fuoco quando è fredda, unire un cucchiaino di maizena o farina di riso, riaccendere il fuoco e, sempre mescolando con una frusta, farla addensare. Servire la lonza a fette nappata con la salsa alle mele (bene averne a sufficienza da servirne ancora a parte)


Risotto porcini, zafferano e polvere di tartufo

Amo molto il risotto (ma dev'essere un riso di ottima qualità, sono ghiotta di funghi porcini e tartufo (idem come sopra) quindi questo primo piatto è davvero uno ei miei preferiti, inoltre lo preferisco alla pasta secca.



Cosa serve per DUE porzioni:

160 g riso carnaroli o arborio
brodo di carne o vegetale q.b. (io preferisco di carne leggero)
trito di: sedano, cipolla, carota e aglio
1/4 bicchiere vino bianco secco
15 g porcini secchi
alcuni stimmi di zafferano
due pizzichi di tartufo nero pregiato in polvere (o una grattata se intero, anche conservato)
una noce di burro al tartufo
abbondante parmigiano grattugiato
olio evo q.b.
sale q.b. se serve (io non l'ho aggiunto perchè il brodo era abbastanza sapido ed ho usato un parmigiano stagionato 30 mesi)


Far rinvenire i porcini in acqua tiepida per una 15 ina di minuti intanto mettere gli stimmi di zafferano in una tazzina di brodo bollente.

Tritare le verdure e farle soffriggere (facendo attenzione che non prendano colore) in un filo d'olio dentro ad un tegame largo e antiaderente, aggiungere il riso e farlo tostare mescolando continuamente, unire il vino e lasciare che evapori completamente, poi unire i porcini strizzati e tagliati a pezzetti e gli stimmi insieme al brodo in cui si sono lasciati in ammollo, mescolare bene ed unire poco brodo per volta portando il riso a cottura (18 minuti in tutto calcolando anche i due o tre minuti di tostatura e sfumatura del vino), mescolare molto spesso, quasi continuativamente in modo tale che l'amido crei un risotto cremoso. Gli ultimi due minuti aggiungere il tartufo. Spegnere e mantecare col burro al tartufo e parmigiano grattugiato, fare saltare il risotto nel tegame o mescolare bene, quindi lasciare riposare qualche istante e servire.

Trippa piccante con datterini e cannellini

Oggi, per la rubrica "al km0" cuciniamo piatti che scaldano cuore e pancia, io ho deciso di portare una ricetta che so non essere per tutti, la trippa si ama o si odia, come tutto il quinto quarto, però da noi è un piatto della tradizione, è famosissima la trippa di Moncalieri soprattutto la trippa alla piemontese con le patate, è povero, semplice da preparare, richiede una lunga cottura (e la pentola a pressione al giorno d'oggi, ci viene incontro), ma soprattutto a me ricorda tanto i miei nonni. Mia nonna la cucinava spesso e ne riservava un piatto per me perchè mia madre (malgrado non l'avesse mai provata in vita sua), non la cucinava. Va detto e sottolineato che è ipocalorica (malgrado tante persone credano erroneamente il contrario), che viene ricavata dallo stomaco (e non dall'intestino), va da se che, come detto prima, che piaccia o meno è questione di gusto personale che è imprescindibile, ma se non si è vegetariani o vegani, il mio consiglio è quello di assaggiarla almeno una volta prima di dire che non è di proprio gradimento, l'importante è cucinarla a dovere.


Cosa serve per due persone:
300 g trippa
150 g cannellini freschi o surgelati
trito di: carota, porro, sedano e aglio
1 foglia alloro
due pizzichi maggiorana
due pizzichi salvia tritata
2 fette prosciutto crudo dolce
1 bacca ginepro
1 peperoncino
una dozzina datterini
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
brodo vegetale q.b.


Lavare accuratamente sotto acqua corrente la trippa, tagliarla a listarelle. Nella pentola a pressione fare appassire il trito di verdure e il prosciutto crudo e il peperoncino tritati in un filo d'olio evo, unire le erbe aromatiche e la trippa, fare insaporire qualche minuto mescolando, aggiungere i datterini tagliati a metà per il lungo, unire brodo quanto basta da coprire la trippa di tre-quattro dita, chiudere il coperchio e calcolare un'ora e un quarto dal sibilo della valvola, mantenendo la pentola su un fuoco piccolo e al minimo. 


Passato il tempo di cottura della trippa, fare fuoriuscire il vapore, aprire la pentola ed aggiungere i fagioli cannellini, regolare sale e pepe, valutare se aggiungere ancora un po' di brodo nel caso si desideri più brodosa, chiudere di nuovo il coperchio e lasciare cuocere 5 minuti dal sibilo. Condire con un filo d'olio evo a crudo.
Servire con parmigiano grattugiato a parte se gradito







Risotto con ortiche e borragine

Adoro le erbe, verdure, aromi spontanei, mi piace davvero tanto andare a cercarle, vorrei che qualche vecchietto m'insegnasse a riconoscere un numero maggiore di quelle che già sono nel mio bagaglio culturale, ma non saprei a chi chiederlo.

Un risotto buonissimo, molto profumato e dal sapore particolare. Ho usato piccole e tenere foglioline di ortiche raccolte in un campo lontanissimo dalla strada dove ho trovato anche borragine spontanea, che è con i suoi fiori, ancora più gustosa di quella coltivata. Sono molto soddisfatta di questo piatto.

Ho usato brodo di carne, giacchè l'avevo a disposizione, ma si può utilizzare con successo anche un buon brodo vegetale un po' ristretto, in questo caso si può evitare di sfumare con il vino bianco se si vuole evitare di dare troppa acidità; se si opta per questa soluzione consiglio di mantecare con una bella noce di burro, io l'ho omesso avendo un brodo già con la sua bella percentuale di grassi (seppur io l'abbia filtrato), ho lasciato il risotto un po' brodoso mantecando solamente col parmigiano e un filino d'olio evo a crudo.


Cosa serve per DUE persone:

100 g fiori e piccole foglie borragine e ortiche 
160 g riso per risotti (per me carnaroli vercellese)
brodo di carne fatto in precedenza e poi sgrassato (oppure vegetale piuttosto ristretto) q.b.
un filo d'olio evo 
un pezzettino cipolla rossa tritata
parmigiano reggiano 24/30 mesi grattugiato q.b.
mezzo bicchiere scarso vino bianco secco
sale e pepe q.b.


Per prima cosa preparare il brodo e tenerlo in caldo.
In un tegame antiaderente mettere un filino d'olio, (ma si può tostare anche a secco) unire il riso e farlo tostare a fuoco moderato per bene scuotendo e rimestando i chicchi; aggiungere la cipolla e il vino, lasciare evaporare qualche istante ed unire un paio di mestoli di brodo bollente, unire i fiori e le foglie delle erbe spontanee tritate a coltello in modo grossolano, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma.  A fine cottura spegnere il fuoco, mantecare con un filino d'olio evo (o burro se si preferisce) e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire decorando con alcuni fiori di borragine

Risotto agli asparagi

Oggi un classico primo piatto, un risotto buonissimo, quasi ogni regione ha la sua qualità di asparagi e il Piemonte non è da meno, io amo questi belli grossi e sostanziosi,  per niente filamentosi, molto saporiti. Ho usato brodo di carne, giacchè l'avevo a disposizione, ma si può utilizzare con successo anche un buon brodo vegetale un po' ristretto.


Cosa serve per DUE persone:
140-160 g riso carnaroli vercellese
brodo di carne fatto in precedenza e poi sgrassato (oppure vegetale piuttosto ristretto) q.b.
200/250 g asparagi freschissimi e sodi (per me del mio territorio)
un filo d'olio evo
una noce abbondante burro
un pezzettino cipollina rossa tritata (di Tropea se disponibile)
parmigiano reggiano 24/30 mesi grattugiato q.b.
vino bianco secco q.b.
sale q.b.


Per prima cosa preparare il brodo e tenerlo in caldo.
Spuntare gli asparagi spezzando il gambo con le mani (quel che viene via, è da buttare), pulire la corteccia esterna del gambo con il pelapatate. Cuocere gli asparagi al vapore mantenendoli sodi.
Condire gli asparagi con un filino d'olio evo, tagliare i gambi a rondelle mantenendo le punte intatte, tenere da parte.
In un tegame antiaderente mettere un filino d'olio e poca cipollina fresca rossa tritata, unire il riso e farlo tostare a fuoco moderato per bene scuotendo e rimestando i chicchi; sfumare con vino bianco secco, lasciare evaporare qualche istante ed unire un paio di mestoli di brodo bollente, unire i gambi degli asparagi precedentemente tagliati a rondelle, abbassare la fiamma e lasciare fremere il liquido mescolando molto spesso aggiungendone man mano che si consuma. A fine cottura (2-3 minuti di tostatura + 14/15 di cottura) spegnere il fuoco, mantecare con burro e una manciata di parmigiano grattugiato, scuotere il tegame, lasciare riposare due minuti e servire decorando i piatti con le punte degli asparagi tenuti da parte e ripassati velocemente in un padellino con poco burro.


Seppie con polenta ottofile croccante

Questo può essere un antipastino per quattro persone o un secondo piatto per due. Io ho usato una polenta di mais autoctono, chiaramente si può fare quella che si preferisce.


Cosa serve per la polenta:
160 g polenta di mais integrale ottofile
640 g acqua
una presa sale grosso
un goccio olio evo

Cosa serve per le seppie:
500 g seppie fresche col nero
qualche pomodorino o mezzo cucchiaino concentrato di pomodoro
la sacca del nero (se non c'è ometterla)
trito di: carota, cipolla, aglio, sedano
un pizzico di peperoncino in polvere
una spruzzata vino bianco
fumetto di pesce (o acqua o brodo vegetale)


Mettere a cuocere la polenta come di consueto: fare bollire l'acqua col sale e l'olio, aggiungere la farina di mais a pioggia, mescolare vigorosamente e abbassare la fiamma al minimo (meglio se con spargifiamma), lasciare cuocere 50/60 minuti mescolando molto spesso. Intanto fare cuocere le seppie: in un tegame soffriggere il trito in un filo d'olio, unire le seppie spellate, pulite e lavate, tagliate poi a listarelle abbastanza spesse, aggiungere il peperoncino se piace e in vino, lasciare sfumare ed unire i pomodorini e il nero, coprire con fumetto o acqua o brodo. Mettere il coperchio e lasciare cuocere per 45 minuti. 

Tenere da parte. Versare la polenta su un tagliere, schiacciarla per ottenere una sorta di lingotto, lasciare raffreddare quel tanto che basta per farla rassodare. Tagliarla poi a fettine e farla rosolare in una padella antiaderente in poco olio evo ben caldo. Servire le seppie con la polenta croccante.

Vellutata di porcini e patate

Oggi alla rubrica "al km 0" portiamo piatti di casa, in tempo di funghi faccio sempre creme e vellutate (c'è differenza tra l'una e l'altra, ma quasi sempre si legge questo errore, lo dicevo qui), non inserisco i link delle mie ricette perchè sono troppe, ma se nella mia home page, nella casella di ricerca, inserite la parola "funghi" oppure "porcini" troverete primi, pasta fatta in casa, carni, minestre, antipasti ecc. in cui questo eccellente ingredienti sia il protagonista. 


Cosa serve per DUE persone:
300 g funghi porcini freschi
100 g funghi champignon freschi
100 g patate
120 g latte
brodo vegetale o acqua q.b.
sale q.b.
30 g burro + q.b. per i crostini
10 g fecola di patate (opzionale, leggere il procedimento)
1 pezzettino aglio
olio evo q.b.
1 o 2 cucchiai panna liquida
crostini di pane q.b.
parmigiano reggiano o grana padano q.b.
poco prezzemolo tritato

Pulire i funghi con un coltellino e poi con carta da cucina bagnata per eliminare ogni impurità, tagliarli a fette.
Tenere da parte qualche fetta di cappella di porcino per guarnire il piatto.


In una pentola antiaderente fare sciogliere il burro con un'idea di aglio,  unire il latte mescolando velocemente, eliminare l'aglio ed unire subito i funghi e le patate a tocchetti, mescolare e fare insaporire 5 minuti, poi aggiungere il brodo (o acqua) q.b. fino a coprire di 2-3 dita, unire il profumo di poco prezzemolo, mettere il coperchio, mescolare spesso e portare a cottura a  fuoco dolce (quando funghi e patate, infilando con una forchetta risultano teneri, è pronta), regolare il sale e il liquido secondo la consistenza desiderata, io l'ho voluta molto densa.
Quando è pronta frullare con il minipimer aggiungendo poca panna, se la vellutata risultasse troppo liquida  unire un mestolo d’acqua fredda in cui si sia fatto scogliere la fecola di patate, aggiungere al composto e far cuocere ancora qualche minuto.


In una padellina con poco olio evo fare saltare pochi istanti le fette di porcino tenute da parte, salarle leggermente.
Impiattare e servire con costini di pane abbrustolito precedentemente in una padella con una noce di burro, guarnire con le fette di porcino ancora calde e un filino d'olio evo a crudo.
Parmigiano se gradito a parte.

Carla: Baccalà in umido
Sabrina: Minestra erbe e legumi di Nonna Rosa
Simona: Vellutata di porcini e patate


Riso integrale con zucchine, blu di capra e noci

Per gli amanti (come me) dei cereali integrali, ecco un riso saziante ed appagante, gustoso e goloso, io ho usato zucchine novelle e tenere del mio territorio e blu di capra anch'esso piemontese delle mie vallate, potete sostituirlo con un formaggio erborinato di vostro gradimento. 


Cosa serve per DUE persone:
150 g. riso integrale 
300 g. brodo vegetale (o acqua)
un cipollotto di Tropea
olio evo q.b.
200 g. zucchine tenere
50 g. blu di capra
alcuni gherigli di noci
sale q.b.

Sciacquare il riso e metterlo in ammollo alcune ore, cambiando ogni tanto l'acqua fino a quando risulta limpida.
In un tegame capiente e dal fondo spesso, mettere un filo d'olio e mezzo cipollotto, unire il riso, farlo tostare ed aggiungere tutto il brodo, portarlo al bollore e cuocere lentamente coperto per 50 minuti circa (se si opta per l'acqua occorre salarla leggermente). Di solito quando il brodo è assorbito tutto, è cotto, ma controllare.
A parte saltare in padella le zucchine tagliate a rondelle con un filo d'olio e il cipollotto restante, salare leggermente e tenere da parte. Quando il riso è cotto unire le zucchine al riso, fare insaporire, se necessario cuocere ancora qualche minuto aggiungendo poco liquido caldo, in ultimo spegnere e mantecare con il blu di capra e le noci spezzettate.

Cous cous integrale al pomodoro piccante con carciofini e praga

Il cous cous mi piace sempre, sia d'estate che in inverno, e quello integrale ancora di più, si presta a molte preparazioni ed è facile e veloce, si accosta a molti ingredienti ma io lo preferisco sempre condito in modo semplice


Cosa serve per DUE persone:
140-160 g. cous cous integrale
brodo vegetale q.b.
olio evo piccante q.b.
un pezzettino peperoncino piccante fresco
poco aglio
basilico q.b.
un pomodoro grande cuore di bue
4-5 carciofini sott'olio (io home made)
100 g. prosciutto di Praga tagliato a cubetti

Preparare il cous cous integrale precotto come scritto sulla confezione con brodo caldo vegetale (di solito per 100 g. di prodotto 120 ml. di liquido)
sgranarlo e condire con olio evo piccante, tenere da parte.
Lavare e sbucciare il pomodoro che dev'essere maturo, eliminare i semi e la parte interna acquosa, tagliarlo a cubettini piccoli, unire un pezzetto di peperoncino fresco o secco tritato, e poco aglio tritato anch'esso, aggiungere il pomodoro condito al cous cous ormai raffreddato, unire il basilico spezzettato con le mani, i carciofini tagliati a listarelle, il prosciutto di Praga.
Mescolare, coprire con pellicola e lasciare insaporire almeno un'oretta in frigo prima di servire.



Spezzatino di agnello brasato al morellino di Scansano con finocchietto

Questo è un tipo di carne che non tutti gli onnivori gradiscono per il sapore un po' pungente della sua carne, la marinatura e gli aromi contribuiscono a conferire sapore e ad eliminare il retrogusto non sempre apprezzato, oltre che a dare morbidezza.


Cosa serve per DUE persone:

600 g. spezzatino di agnello
1/2 bottiglia abbondante morellino di Scansano
un pezzo carota
un pezzo sedano
1/2 cipolla dolce
1 chiodo di garofano
2 bacche di ginepro
1/2 spicchio aglio schiacciato
un rametto rosmarino
una foglia alloro
abbondante finocchietto
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
1/2 bicchiere brodo vegetale o acqua


In una ciotola di vetro di giusta misura(o un contenitore con coperchio) mettere l'agnello a pezzi con gli aromi (tranne l'aglio, l'alloro e il rosmarino), coprire con il vino, pellicola e riporre in frigo almeno 8 ore.
Trascorso il tempo della marinatura, sgocciolare la carne e farla rosolare in un tegame antiaderente con un giro d'olio, l'aglio, il rosmarino e l'alloro. Quando è ben rosolata in ogni sua parte, salare e pepare quindi aggiungere il vino della marinatura ben filtrato (non aggiungere gli aromi utilizzati per dare sapore alla marinatura) e una bella presa abbondante di finocchietto. Lasciare cuocere qualche minuto scoperto in modo che la parte alcolica del vino evapori, poi aggiungere il brodo o l'acqua (caldi), coprire e lasciare cuocere molto lentamente girando ogni tanto la carne per 1 ora abbondante, controllando il liquido se occorra aggiungere un po'.
Servire ben caldo, consiglio con purè di patate o patatine arrosto.

Agnolotti piemontesi tradizionali al sugo d'arrosto (passo-passo)

Oggi, nell'augurarvi buon Natale, vi lascio una ricetta che se correte riuscite a fare per il pranzo del 25 o per S. Stefano, ma che potrete pensare di cucinare anche nelle prossime festività. Al km 0 stiamo mettendo a punto il menu per il cenone di capodanno. Gli agnolotti piemontesi tradizionali si mangiano tutto l'anno ma alla domenica e sulla tavola delle feste sono immancabili, soprattutto quelli fatti in casa, il ricordo va subito a mia nonna, i suoi erano imbattibili, perfetti e squisiti, purtroppo non mi ha mai insegnato la sua ricetta, questa è la mia che è una versione alleggerita, con carni più magre (anche se gli ingredienti base sono gli stessi) rispetto a quella di mia suocera di 35 anni fa.
I nostri agnolotti, rispetto ai ravioli di altre regioni, sono piuttosto piccoli e quadrati, misurano cm. 3x3 infatti si usa venderli a dozzine (due a persona che equivale a 150 g.) ma nulla vita di farli più grandi (tipo chef che sono con la cupola rotonda e taglio quadrato, grossi il doppio) e a mano, ma non devono essere mai e poi mai di forma rotonda o triangolare o altra di fantasia. In questo caso, però, occorre rivedere la quantità di pasta che occorre perchè sarà minore.
Il ripieno varia da provincia a provincia e, oserei dire, da famiglia a famiglia ma quelli classici sono costituiti da carne mista, salumi, verdura (spinaci oppure bietoline), parmigiano o grana e uovo.

Consiglio di non limitarsi a prepararne per uno standard di 4 persone poichè questa è una preparazione che viene bene se fatta di una certa quantità, già che ci si mette al lavoro tanto vale... ma si possono assolutamente congelare).
Io ne ho preparati per 20 persone, cioè ben 504 agnolotti, ovvero 42 dozzine/ 150 g. a persona, una gran faticaccia, ma vi do le proporzioni per 10 porzioni che se volete, eventualmente, potete ancora dimezzare, ma non ve lo consiglio (Per Natale, Pasqua, compleanni domeniche in famiglia o eventi speciali il nostro agnolotto è il re della tavola). Se si congelano, disporli separatamente su un vassoio, quando sono surgelati si possono mettere in un sacchetto, etichettare e metterli nel freezer.
In ogni caso se volete dimezzate e avrete 5 porzioni standard (6 piccole)

La pasta tradizionale dell'agnolotto è piuttosto bianca, contiene poco uovo, io ho fatto una via di mezzo, considerate che è piuttosto tenace e asciutta, resa elastica da un goccio d'olio d'oliva, da subito non è appiccicosa e sarà poi di facile gestione, diversamente lavorala a mano e stenderla senza rulli sarà abbastanza arduo, quindi o fate la classica pasta all'uovo con rapporto ogni 100 g. farina + 1 uovo e mattarello oppure planetaria con la foglia (o anche un robot da cucina provvisto di cutter per assemblare il più), macchina nonna papera e olio di gomito.

Il condimento tradizionale, che poi è quello della dispensa ufficiale dell'agnolotto tradizionale piemontese è:

1) sugo dell'arrosto utilizzato per il ripieno
2) burro (preferibilmente di malga) e salvia
3) ragù di carne di vitello o bovino adulto


Per 10 porzioni: Kg. 1,600 di prodotto finito

Cosa serve per la pasta:
550 g. farina 00
50 g. semola rimacinata di grano duro
4 uova medie
70-80 g. acqua
un goccino olio evo

Cosa serve per il ripieno:
150 g. capocollo di maiale (cercarlo il mano grasso possibile)
100 g. lonza magra maiale
50 g. salame cotto piemontese in unica fetta
70 g. prosciutto cotto magro di coscia in unica fetta (anche un fondino va bene)
220 g. spezzatino vitello (NON manzo/bovino adulto perchè più grasso e occorrono tempi diversi di cottura)
20 g. parmigiano o grana padano grattugiato
200 g. spinaci crudi puliti
1 uovo medio
sale e pepe q.b.
1/4 bicchiere scarso vino bianco secco
150/170 g. brodo vegetale leggero
olio evo q.b.
carota, sedano, aglio, sedano q.b.
un rametto rosmarino, un ciuffo salvia, una foglia di alloro e un pizzico maggiorana
una noce burro
una presa noce moscata
una presa saporita (o, se non disponibile, tutta noce moscata)
besciamella fatta con: 100 ml. latte, 10 g. burro, 10 g. farina e pizzico sale

Per condire:
il sugo della carne usata per la farcia
brodo di carne q.b.
poca maizena
Opzionale: un goccio di crema di latte o noce di burro
parmigiano grattugiato a parte q.b.


Il giorno precedente l'assemblaggio degli agnolotti preparare il ripieno che dovrà riposare il frigorifero 18/24 h. in modo che i sapori e consistenza si amalgamino.
In una casseruola antiaderente di misura fare scaldare un filo d'olio evo con poco trito di: sedano, carota, cipolla e un'idea di aglio, unire poi gli aromi (rosmarino ecc.) ma senza esagerare nella quantità, unire quindi lo spezzatino magro di vitello, la lonza e capocollo tagliato a cubetti, fare rosolare molto bene in tutti i lati (10-15 di minuti), poi aggiungere il vino bianco e farlo evaporare, di seguito unire il brodo vegetale leggero già caldo, mettere il coperchio e cuocere per 50 minuti, poi spegnere e lasciare intiepidire senza togliere il coperchio.
Intanto fare sbollentare per pochi minuti gli spinaci puliti in acqua salata e bollente, scolarli molto bene, attendere che diventino freddi e poi strizzarli, ripassarli in una padellina antiaderente con una noce di burro per asciugarli bene e farli insaporire, poi una volta intiepiditi, tagliarli a coltello (NON frullarli!), tenere da parte.
Ora l'ideale sarebbe avere il tritacarne, ma si può girare l'ostacolo usando un robot da cucina provvisto di cutter: inserire tutta la carne arrostita dopo aver eliminato gli aromi, ben scolata (facendo attenzione a lasciare nella pentola le verdure che andranno poi frullate), unire il prosciutto cotto e il salame cotto tagliato a dadini, tritare usando gli impulsi a bassa velocità e mescolando spesso, occorre ottenere un composto che sembri macinato, non deve essere sminuzzato troppo finemente, e tanto meno una poltiglia (ecco perchè gli spinaci vanno tritati a coltello, anche perchè devono essere amalgamati al resto e non un tutt'uno), riversare dunque il tutto in una capiente ciotola. Il fondo di cottura degli arrosti emulsionare con il frullatore ad immersione e tenere da parte coperto in frigo dentro ad un contenitore o nella pentola stessa.
Alla carne macinata e spinaci tritati unire il parmigiano, le uova, la noce moscata e saporita.

Occuparsi ora di preparare la besciamella: in un pentolino sciogliere il burro con il sale (noce moscata no, c'è già nell'impasto), quando è sciolto e lontano dal fuoco unire la farina, mescolare con una frusta, rimettere sul fuoco basso pochi istanti ed unire poco alla volta il latte, sempre mescolando fare addensare e cuocere qualche minuto, unire la besciamella alla ciotola con gli altri ingredienti, iniziare ad amalgamare il tutto con una forchetta o e poi con una mano (io ho indossato un guanto in lattice adatto al contatto con gli alimenti), impastare il tutto in modo che risulti il più omogeneo possibile, coprire dunque con pellicola e riporre in frigo fino al giorno successivo.



Per preparare la pasta: mettere nella ciotola della planetaria usando la foglia (o robot da cucina provvisto di cutter) gli ingredienti elencati, azionare quel tanto che basta per amalgamare e poi riversare l'impasto sul piano da lavoro e impastare energicamente ancora qualche minuto, formare una palle e coprire l'impasto a campana (girare una ciotola sopra) lasciare riposare 20-30 minuti. Intanto tirare fuori la farcia dal frigo.

Stendere la pasta poca alla volta (due sfoglie in due sfoglie per fare in modo che non si secchi e tenerla sempre coperta, impastare i ritagli) e progressivamente nella sfogliatrice fino ad arrivare al penultimo foro (8 per la sfogliatrice della planetaria / 5 per la nonna papera), ora: si può usare lo stampo oppure tagliarli a mano, è uguale ma la forma dev'essere quadrata e misurare cm. 3x3

quindi distribuire sullo stampo o piano da lavoro abbondante semola rimacinata, e con le mani distribuire a distanza regolare poco impasto (che si presenterà umido ma compatto, non appiccicoso), spennellare con poca acqua fredda i bordi della sfoglia (per farla aderire meglio) appoggiare una seconda sfoglia sopra, con la mano a "taglio" segnare gli spazi tra un agnolotto e l'altro perchè fuoriesca l'aria, poi: se si è usato lo stampo passare sopra il mattarello facendo una leggera pressione, capovolgerlo e dare un paio di bottarelle per segnare meglio gli agnolotti, alzare lo stampo con delicatezza. Se si sono fatti a mano, schiacciare bene in prossimità della divisione degli agnolotti, Poi con una rotella dentellata ritagliarli in modo preciso e regolare. Con i polpastrelli controllare le chiusure e schiacciare un po' per sigillarli bene (fatti a mano non è la stessa cosa che fatti a macchina dei pastifici naturalmente). Man mano che si fanno, metterli ad asciugare su una retina essiccatrice per pasta apposita o infarinati con semola rimacinata e disposti in un unico strato su vassoi ricoperti con carta da forno.

Proseguire fino a terminare gli ingredienti. Con queste quantità io ho ottenuto la perfetta proporzione pasta e farcia.


Gli agnolotti freschi fatti in casa devono cuocere pochissimo (il ripieno, uovo a parte, è tutto cotto e la pasta è fresca), occorre inserirli nella pentola con acqua salata quando inizia il bollore (non bolle grosse), poi quando vengono a galla 3-4 minuti (non di più) di cottura (se si cuociono surgelati non farli scongelare) e scolarli con una schiumarola, non riversarli nello scolapasta, si rovinerebbero e si possono aprire. Se si gradisce condirli con il sugo d'arrosto procedere come segue:

prepare del brodo di carne leggero (NON di dado che rovinerebbe tutto il piatto), quanto basta (dipende da quanti agnolotti dovete condire, in ogni caso potete congelarlo), se volete condire tutta questa dose calcolatene due tazze abbondanti e quando è ancora caldo filtratelo attraverso un colino, aggiungetelo al fondo di cottura della carne arrosto usata per la farcia avendo cura di tenerne da parte un bicchiere. Quando il brodo del bicchiere è freddo unire uno cucchiaio abbondante di maizena, mescolare vigorosamente per eliminare i grumi, versare questo composto in una casseruolina con il resto del brodo mescolato al fondo di cottura dell'arrosto e con una frusta fare addensare sul fuoco medio-basso. Il sugo d'arrosto per gli agnolotti non è MAI densissimo, non è una crema, deve velare il cucchiaio. C'è chi poi aggiunge un ulteriore noce di burro (io no, secondo me copre il sapore del sugo) o uno o due cucchiai di crema di latte al 18% di materia grassa per amalgamare (non panna vera e propria, che è al 30% ) o noce di burro. Io non ho aggiunto niente, ho mantecato con sugo d'arrosto allungato con poca acqua di cottura degli agnolotti. Servire con parmigiano grattugiato o grana padano a parte



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Zuppa di fagioli borlotti con riso e zucca

Tutto ciò che è brodoso, caldo e confortevole da mettere" nello stomaco è una vera manna dal cielo di sti tempi; conosco molta gente che non cucina brodi, zuppe e minestre, un po' con la scusa del fattore mancanza di tempo e le acquistano pronte, ma  se solo leggessero le etichette e notassero di quanti zuccheri, sale, conservanti vari, lieviti e via dicendo sono composte, probabilmente cambierebbero abitudine; una minestra va messa sul fuoco e lasciata li, mescolata ogni tanto, occorre giusto il tempo di lavare e tagliare le verdure insomma.. dai è fattibile, ogni tanto e poi si possono congelare ed è molto comodo ritrovarle, e il sapore... ne parliamo? Spero di avervi convinti :-) 

Cosa serve per DUE persone:
150 g. fagioli borlotti freschi (o surgelati)*
50 g. riso carnaroli (o riso per minestra)
100 g. zucca butternut (quantità variabile, a piacere)
olio evo q.b.
20 g. lardo
battuto di: carota, sedano, cipolla, poco aglio, rosmarino e salvia
1 foglia alloro
1/2 cucchiaio concentrato di pomodoro
brodo vegetale q.b. (o acqua)
parmigiano o grana padano grattugiato q.b.


Per prima cosa sgranare i fagioli e lavarli sotto acqua corrente (*se si adoperano i borlotti secchi, dimezzare la dose, metterli in ammollo e seguire i tempi di cottura indicati sulla confezione), in un tegame, possibilmente in coccio o con fondo spesso in modo da fare cuocere la zuppa molto lentamente, mettere un goccino d'olio e soffriggere il battuto con il lardo tritato, unire i fagioli e fare insaporire, unire quindi la zucca tagliata a cubetti, la foglia d'alloro e coprir con 4 dita di brodo vegetale, aggiungere il concentrato di pomodoro e fare sobbollire molto lentamente, meglio su una retina spargifiamma, per un'ora e 1/4; non bisogna assolutamente far bollire altrimenti i fagioli si spaccano, unire il riso e proseguire ancora altri 18-20 minuti.

Aggiungere liquido (brodo o acqua se necessario e a seconda del grado di densità preferito), verso fine cottura assaggiare e regolare il sale (non salare prima perchè i legumi si rompono e diventano duri). Prelevare parte della zucca e dei fagioli e schiacciarli con la forchetta, rimetterla nel tegame, condire con un giro d'olio evo a crudo, attendere qualche minuto e servire con formaggio grattugiato a parte.

Polpettine di ceci con crema di zucca alla cannella (vegan e senza lattosio)

Oggi è il world vegan day, io sono onnivora anche se ultimamente ho ridotto considerevolmente l'apporto delle proteine animali, invecchiando le necessità alimentari cambiano; diverso è il discorso etico che vira verso tutt'altro argomento. Io sono di natura rispettosa verso le scelte altrui anche quando non le condivido, ovvero non rompo le scatole a nessuno ma esigo che gli altri non s'impiccino delle mie. Ricordo un giorno al supermercato (credo di averlo già raccontato) ero in coda in cassa, prima di me una signora con una bimbetta che avrà avuto 5/6 anni, poso la mia spesa sul nastro scorrevole tra cui del petto di pollo; la bimba: "mamma, cos'è quello?" indicando la confezione di carne, la mamma disgustata: "cadaveri che mangiano le persone cattive".... (una frase del genere) per poi imbarazzarsi (giustamente) incrociando il mio sguardo che senza dubbio non sarà stato amichevole. Il rispetto dev'essere reciproco, anche verso un bambino, sono dell'idea che occorra fornirgli gli strumenti per poter prendere in autonomia le proprie decisioni quando avrà un’ età ragionevolmente matura per poterlo fare;  oltre il fatto che nella crescita l'organismo ha bisogno di nutrimento adeguato, ma questo lo lascio dire a chi ha le competenze per farlo. 

In merito a questa ricetta, aggiungo che sono molto curiosa e mi piace sperimentare sfumature e sapori nuovi, queste deliziose polpettine si possono servire come aperitivo (come ho fatto io) oppure per antipasto o come secondo piatto, in questo caso è sufficiente cambiare le quantità.


Cosa serve:
250 g. ceci secchi
1 costa sedano
1 pezzo carota
1 pezzo cipolla
1/2 pomodoro
30 g. acqua + 20 g. amido di mais
cannella in povere q.b. (a piacere)
un pizzico coriandolo in polvere
1 ciuffo basilico
1 cucchiaino erbe provenzali
1 pizzico aglio granulare
1 cucchiaio farina di mandorle
500 g. zucca butternut
sale e pepe q.b.
brodo vegetale (o acqua) q.b.
pangrattato + farina di mais fioretto q.b.
olio arachide q.b. per friggere

Per prima cosa mettere i ceci in ammollo per 12 ore, poi scolarli e cuocerli per 25 minuti coperti da 4 dita d'acqua in pentola a pressione insieme a sedano, carota, cipolla e pomodoro. Fare sfiatare la valvola, aprire il coperchio, aggiungere una presa piccola di sale grosso, richiudere il coperchio, portare a pressione e cuocere ancora 5 minuti. A fine cottura, fare fuoriuscire il vapore, aprire la pentola e scolarli con le verdure, quindi farli intiepidire. (se si preferisce cuocerli tradizionalmente occorrerà un'ora e mezza circa o fino a quando i ceci risultano teneri).



Intanto preparare la crema: decorticare la zucca, farla a tocchetti e metterla in una casseruola insieme al brodo vegetale, l'aglio, la cannella e il basilico (se si usa la semplice acqua, ricordare di salarla un po'), coprire con due dita e fare cuocere finchè diventa morbida, quindi togliere o aggiungere liquido a seconda di quanto se n'è consumato, si deve ottenere una purea densa, quindi frullare con il minipimer, pepare alla fine.




Nel robot da cucina frullare i ceci con una pastella fatta con l'acqua e l'amido di mais, unire la farina di mandorle e le verdure cotte, poi unire le erbe aromatiche, regolare il sale e formare le polpettine, passarle in un mix di pangrattato e farina da polenta, scuoterle bene e friggerle qualche istante in olio di arachide ben caldo.
Asciugarle su carta da cucina assorbente e servirle con la crema di zucca alla cannella.

Riso integrale con salsiccia di coniglio e tartufo nero d'Alba

Oggi alla rubrica al Km 0 dedichiamo la nostra cucina ai grandi piatti di legumi e cereali, io ho scelto di creare un primo utilizzando due eccellenze territoriali: il riso vercellese e il tartufo nero albese, due fiori all'occhiello del nostro stivale, in aggiunta ho utilizzato una leggera (sia come sapore che come grassi, praticamente nulli) salsiccia fresca di coniglio. Non a caso ho detto riso e non risotto, perchè, come ho già detto altre volte, il risotto vuole intanto l'ingrediente base: il riso, che non può essere parboiled ne integrale, richiede una procedura di cottura (che non è quello d'essere bollito) e una mantecatura precisa, a volte si legge risotto e poi non lo è, facciamo un pochino di attenzione :-)

Visitate la nostra Fiera del tartufo Alba 2021 i miei tartufi sono stati acquistati proprio in quest'occasione


Cosa serve per DUE persone:
160 g. riso baldo integrale
1 (o due) tartufo nero d'Alba
140 g. salsiccia fresca di coniglio (spellata e ridotta in polpa)
brodo di carne leggero q.b. (o vegetale) io l'ho preparato con magatello di vitello e gallina
vino bianco secco q.b. per sfumare
olio evo q.b.
sale (se serve, di solito non occorre essendoci già il brodo saporito e la salsiccia)
grana padano q.b.

Preparare il brodo che deve essere due volte e mezza il volume del riso (si può utilizzare una tazza o un bicchiere come unità di misura) Sciacquare il riso integrale per eliminare eventuali impurità e metterlo in ammollo per circa un'ora. Farlo pre-cuocere in acqua bollente salata per 30 minuti. A parte intanto, fare rosolare ma a fuoco non troppo forte, la polpa sgranata della salsiccia di coniglio, sfumare con un goccio di vino bianco, mettere il coperchio e cuocere per 5 minuti.


Scolare il riso e riversarlo nel tegame con la salsiccia di coniglio già sul fuoco, mescolare e aggiungere brodo poco alla volta, mescolando spessissimo, quindi dopo 20-25 minuti regolare il sale e aggiungere il tartufo precedentemente spazzolato dalla eventuale terra e tagliato a fettine sottilissime con una mandolina (o con il pela tartufi). Lasciare sul fuoco ancora altri 5 minuti. A fine cottura condire con un filo d'olio evo, una spolverata di grana padano e servire subito


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Rolata di coniglio con salsa di fichi freschi

Per la rubrica al Km 0 cuciniamo pietanze con contrasti dolci & salati, io amo molto utilizzare la frutta da abbinare alla carne, adoro i fichi e la scelta su cosa portare è stata davvero semplice. La carne di coniglio è ipocalorica e magrissima ma anche un po' insipida per cui è per cui è perfetta da cucinare con ingredienti che ne esalti in sapore.


Cosa serve:
un coniglio disossato (per me qualità piemontese)
1 etto prosciutto cotto d'alta qualità 
aromi vari: rosmarino, ginepro, salvia, alloro, maggiorana
sape e pepe
1/2 bicchiere vino bianco secco
acqua o brodo vegetale
5-6 fichi freschi sbucciati (a  metro zero e super bio:-))
olio evo q.b.

Fare disossare il coniglio dal macellaio, farcire con gli aromi in polvere e il prosciutto cotto, legare la rolata o usare la rete apposita (si può far fare tutto dal macellaio). In un tegame antiaderente scaldare un filo d'olio e rosolare dolcemente la carne da ogni lato, salare leggermente e pepare, unire il vino e, quando evaporato, aggiungere due dita d'acqua o di rodo vegetale, coprire e cuocere a fiamma dolce per 50 minuti.

Lavare e sbucciare i fichi tagliarli a tocchi ed unirli al coniglio, cuocere dieci minuti poi spegnere e lasciare raffreddare la carne nell'intingolo. Sgocciolare la rolata, eliminare la rete e farla a fette. Prelevare tutto il fondo di cottura e travasarlo in un bicchiere di un frullatore ad immersione, frullare ottenendo una salsina. Rimettere le fette nel tegame, coprire con la salsa ai fichi e scaldare la pietanza. Servire.


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Risotto piselli e pecorino romano

Buon lunedì, oggi un risotto semplicissimo ma molto buono, il sapore dolce dei piselli freschi con la sapidità del pecorino romano risulta una scelta indovinata.

Per DUE persone serve:
140-160 g. riso carnaroli (o arborio o vialone nano o roma)
brodo vegetale q.b.
1 cipollotto di Tropea o 1/2 cipolla dolce
100 g. piselli sgranati (anche surgelati)
1 noce burro
1 filo olio evo
30 g. pecorino romano grattugiato
sale e pepe q.b.

Per il brodo vegetale: (verdura di stagione)
1 litro abbondante d'acqua
carota
cipolla
sedano
patata
mezzo pomodoro
mezza zucchina
poco sale

Mettere le verdure nell'acqua, salare leggermente e fare consumare quasi fino a che il liquido si sarà dimezzato, filtrare e tenere da parte al caldo.

In una casseruola brasare il cipollotto in un filo d'olio, aggiungere quindi il riso e farlo tostare, unire subito i piselli e brodo poco alla volta mescolando quasi di continuo. Portare a cottura, aggiustare di sale, spegnere e mantecare con una noce di burro e il pecorino romano, aggiungere una macinatina di pepe e servire subito.