Arancini di riso siciliani

Questa ricetta, a cui sono molto affezionata, la preparo da più di trent'anni, era di una mia cugina ottima cuoca (l'avevo già postata ma un secolo fa, ora la grafica è migliore). Voglio però provare altre versioni prossimamente perchè si sa, le ricette di famiglia sono sempre tutte buone, ho letto che alcuni preparano un risotto vero e proprio (che forse è meglio, credo si compatti con più facilità) e invece di passare gli arancini in farina-uovo e pangrattato, usano una pastella di sola farina e acqua per poi passarli nel pangrattato (in questo caso credo che la panatura risulti più spessa), anche il ragù è un po' diverso, insomma... sono curiosa e mi cimenterò.


Cosa serve:
400 g. riso vialone
1 bustina di zafferano
40 g. di pecorino siciliano grattugiato
Una noce di burro
1 uovo + 2 uova per impanare
sale q.b.
farina 00
pangrattato
olio di arachide per friggere

Per il ripieno:
300 g. carne di vitello macinata
1 dl. vino bianco secco
70 g. piselli surgelati o freschi sgranati
30 g. concentrato di pomodoro 
200 g. pelati o polpa di pomodoro
1 piccola cipolla
100 g. caciocavallo (o mozzarella fior di latte per pizza, dev'essere asciutta)
sale e pepe
un pezzetto di sedano
basilico fresco
olio evo

Tritare sedano e cipolla e soffriggere in olio evo, aggiungere la carne, fare rosolare e sfumare con il vino bianco. Salare e pepare leggermente, aggiungere il concentrato di pomodoro e i pelati, il basilico e cuocere a fuoco basso, con il coperchio, per circa 45 minuti, intanto scottare i piselli in acqua bollente e salata, tenerli fa parte o unirli al ragù. 
Nel frattempo lessare il riso, aggiungere lo zafferano negli ultimi 10 minuti di cottura, scolarlo al dente, unire il pecorino grattugiato, il burro, l'uovo e, ancora caldo, riversarlo dentro ad una teglia/pirofila precedentemente unta.
Compattarlo con il dorso di un cucchiaio e lasciarlo raffreddare (si può anche prepararlo il giorno precedente conservandolo in frigo).
Ricavare dei quadrati dal riso ormai compatto, prelevarne dunque la porzione e tenerla nell'incavo della mano (umida d'acqua)  iniziando a dare la forma (immaginiamo una pallina tagliata a metà), mettere all'interno una cucchiaiata di ragù e due quadratini di formaggio. 
Sempre con l'incavo della mano (e aiutandosi con le dita dell'altra mano) "accompagnare" la semi-sfera di riso in modo che, chiudendola, si formerà l'arancino. 


Continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti.
Passare ora gli arancini, uno per volta, nella farina, poi nelle uova sbattute, infine nel pangrattato. 


Fare friggere in olio caldo, ma non fumante, facendoli dorare in ogni lato, asciugarli su carta assorbente e servire  
Simona

  1. In effetti quella che uso io è una ricetta un pochino diversa dalla tua. Me l'ha passata una mia amica siciliana della provincia di Catania. Anche qui si sa che da una parte l'Arancina è femmina e nell'altro lato della Sicilia è maschio: Arancino. Ricordo che tanti anni fa sono stata ospite a casa sua e li abbiamo preparati insieme per la prima volta. Me ne ha insegnato due versioni; quella a'carne e quello a'burro che sarebbe in bianco, con la besciamella, i formaggi ecc. Se ti interessa curiosare avevo messo anche io la ricetta sul blog, un pò datata ma la trovi. Ahh, comunque non sai quanti me ne mangerei dei tuoi! ♥

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    1. Infatti hai ragione, i miei cugini (trapanese) dicono arancina. Quello al prosciutto mi piace ma quello classico al ragù lo trovo molto più goloso 😋 in ogni caso è impareggiabile poterlo gustare in Sicilia (verrò a ficcanasare anche la tua versione)

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  2. Intanto assaggio questi, poi quando posterai gli altri, mi faccio avanti ;))))

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  3. Quanto mi piacciono! Ti assicuro che non faccio differenze, mi piacciono tutte le versioni sia al femminile che al maschile :D :D Un bacio

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  4. Ottimi devo provare anche se a marito il riso non piace, Mi viene commento anonimo non riesco cambiare sono Edvige. Ciaooo

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  5. Favolosi anche come farli la foto con la mano e l'arancino, magnifica ricetta solo da mettersi al lavoro per gustarla

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