Zimtsterne (biscotti svizzeri natalizi)

Oggi noi della rubrica al Km 0  prepariamo piatti per la tavola del Natale! 🎄 
Io ho voluto omaggiare la terra che da alcuni anni ospita mio figlio, la Svizzera tedesca, preparando biscotti natalizi a forma di stellina, attenzione... non sono di difficile esecuzione, ma le insidie sono nella cottura, sia del pasticcino che della glassa e nello spessore. Ho letto, mi dispiace dirlo, un bel po' di fesserie in merito che spiegherò bene nel procedimento con tanto di "prove - provate" per dimostrare ciò che sostengo, (sacrificando una piccola parte d'infornata per chi si chiama S. Tommaso :-)) sperando che vi sia utile se desiderate cimentarvi a sfornare queste delizie.

La ricetta, siccome un po' di dolci e cucina me ne intendo ... (modestia a parte) e leggendo su vari blog e siti mi sembrava fossero a (mio) buonsenso sbagliate, inoltre volevo quella reale e non recuperata in rete magari copiata ed incollata ovunque,  l'ho chiesta ed avuta da un'amica di mio figlio - grazie Enrica - che vive anche lei in Svizzera e che ha frequentato corsi di pasticceria locale, per cui ho potuto confrontarla con ciò che avevo precedentemente subodorato e infatti ...  
vorrei aggiungere che questi biscotti non sono di origine tedesca, non sono di origine altotesina, non sono di origine austriaca (si legge di tutto..) ma elvetica (Svizzera tedesca/a nord del Paese), appunto. 

Cosa serve:

120 g. albumi a t.ambiente (circa 4)
1 pizzico sale
2 gocce di succo di limone
335 g. zucchero a velo
2 cucchiaini cannella in polvere
465 g. farina di mandorle
1/2 cucchiaio kirsch (io non l'avevo a disposizione per cui ho usato un profumato porto bianco)
1 cucchiaino miele acacia


Preparare la meringa montando gli albumi con il pizzico di sale, le 2 gocce di limone e metà del peso dello zucchero a velo, quando inizia a gonfiare bene, unire l'altra parte di zucchero a velo.


Deve risultare una massa gonfissima, soda e lucida. Tenerne da parte un terzo (quindi 140 g.) per glassare. (mettere il composto in una ciotola coperta da pellicola in frigo).
Preparare le stelline: mescolare la farina di mandorle con il miele, la cannella ed il liquore, incorporare la meringa mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non fare smontare il composto.
Spolverizzare con poco zucchero a velo un foglio di carta da forno, appoggiare il panetto dell'impasto, coprirlo con un altro foglio di carta da forno e stendere il composto alto 1 cm. usando un mattarello.



Coppare con un tagliabiscotti di media grandezza a forma di stella e mettere i dolcetti sulla placca rivestita con carta da forno.
Impastare velocemente i ritagli dell'impasto e procedere come prima fino ad esaurimento della pasta.
Prendere ora la glassa e con MOLTA pazienza e precisione coprire perfettamente le stelline.
Prelevare poca glassa con la punta di un cucchiaino, adagiarla al centro di ogni stellina, poi con l'aiuto di uno stuzzicadenti, allargare la glassa fino alle punte della stellina coprendo così tutta la superficie, cercando di formare uno strato omogeneo di glassa.
Fare RIPOSARE almeno 6 ore o, meglio, tutta una notte a temperatura ambiente lasciandole scoperte, in modo tale da asciugare sia la glassa che i dolcetti di mandorla.




Preriscaldare il forno statico a 90°
Infornare per 8 (OTTO) minuti e togliere immediatamente dal forno.
Fare asciugare ulteriormente le zimtsterne per almeno 12 ore prima di confezionarle e poterle appoggiare l'una sull'altra senza che si attacchino.


NON BISOGNA CUOCERLE A 150° per 15 minuti o addirittura a 250° come scritto in tantissime ricette tutte uguali ed identiche perchè non di tratta di frolla alla mandola ma E' pasta di mandorle! e  diventerà gomma da masticare/bostik! le mandorle tireranno fuori il loro olio rendendole unte e la glassa (che è meringa) si brucia!!! E NON vanno glassate dopo la cottura, ma prima di metterle in forno, la meringa deve essere cotta, friabile, sottile come un foglio di carta.

Guardate la foto che allego qui sotto... fate il paragone: la differenza tra zimtsterne cotte correttamente e quelle sbagliate. Peccato non potervi fare assaggiare la consistenza ed il sapore dei due pasticcini...


se sono biscotti di frolla successivamente glassati non sono zimtsterne, sono stelline glassate! Chiamiamo le cose col proprio nome per piacere :-)... se vedete invece immagini di zimtsterne perfette, ma nel procedimento leggete che sono state cotte in forno rovente o altre incongruenze sappiate che non sono realistiche e probabilmente sono state acquistate... (queste cose si vedono ogni giorno e fanno arrabbiare chi invece le cose le fa sul serio) oppure di fatto si tratta di una frolla (forse) alle mandorle, una glassa all'acqua, ovvero acqua e zucchero a velo e non zimtsterne ovvero pasticcini alla mandorla e glassa di albume e zucchero (cioè meringa), molto ma molto più semplici da fare e cuocere.  Quindi... occhio al falso :-)) 

                     ...ed ecco le vere zimtsterne da offrire agli ospiti e regalare ai nostri cari...

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...ed ecco il mio albero di Natale... AUGURI!


Chocolate cake raspberries and chestnut cream

Questa torta l'ho ideata  per il compleanno del mio primogenito. Oggi compie ben 31 anni. (acc....)
Si tratta di una torta costituita da una marquise al cacao farcita con una ganache al cioccolato fondente, una crema di marroni alla vaniglia, scaglie di cioccolato bianco e lamponi. Vi ho ingolosito? leggete la ricetta e, se vi piace, replicatela, non cambiate per piacere il nome della torta, grazie :-) 
                                          Auguri Andrea, Buon compleanno!!! 
Se ti interessa cercare altre torte per i compleanni clicca sulla foto a destra del blog sulla categoria "torte di compleanno e dolci farciti", potrai trovare, ad esempio, la torta ganduja, la dark bundt chocolate cake, la pavlova, la torta afrikana di Knam, la torta dei 21, la torta mimosa e tante altre idee.

Cosa serve per una tortiera apribile da 18/20D (sei persone)

Un pan di spagna al cioccolato per la ricetta clicca qui
200 g. crema di marroni di 1° qualità 
150 g. cioccolato fondente al 50% cacao
225 g. panna liquida da montare
Cioccolato bianco q.b.
Lamponi freschi q.b.
150 g. circa acqua
2 cucchiai rasi zucchero semolato
Rum q.b.

Preparare il pan di spagna al cioccolato il giorno precedente, avvolgerlo in pellicola alimentare quando è freddo e tenerlo da parte.
Fare la ganache facendo scaldare la panna e, prima che bolla, spegnere ed aggiungere il cioccolato tagliato a pezzetti con il coltello, mescolare fino a quando si scioglie. Oppure: fare sciogliere il cioccolato nella panna in microonde pochi minuti a 360W, facendo molta attenzione che non bruci.
Coprire con pellicola  il contenitore della ganache. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigorifero lasciandola fino a quando sarà freddissima.


Intanto tagliare a metà il pan di spagna, eliminare la superficie con un coltello seghettato e preparare la bagna al rum: in un pentolino fare bollire l’acqua con lo zucchero alcuni minuti, sempre mescolando, per ottenere uno sciroppo, spegnere e quando è tiepido unire rum q.b. ( a piacere, io ne ho messo due cucchiai, se non piace si può unire il corrispettivo di succo di lamponi senza zucchero). Bagnare bene la prima metà del pan di spagna. Con le fruste elettriche montare la ganache fino a quando risulta spumosa e soffice come panna montata (non esagerare altrimenti diventerà burrosa e fastidiosa in bocca con retrogusto di burro), prelevarne 1/3 e metterla in una ciotola, unire poco per volta la crema di marroni mescolando con una spatola. Farcire con questa crema e poi cospargere di riccioli di cioccolato bianco bianco (semplicemente prendendo una tavoletta e ricavare le scaglie usando un coltellino affilato).


Coprire con la calotta del pan di spagna, bagnare di nuovo con la bagna al rum e farcire sia sopra che i bordi della torta con la ganache tenuta da parte. Decorare con lamponi freschi lavati ed asciugati e ancora con riccioli di cioccolato bianco. 


Coprire la torta a campana con una ciotola di vetro, oppure con carta di alluminio facendo attenzione che non tocchi la farcitura, mettere in frigo almeno 8 ore. Se preparata il giorno precedente è meglio. Quando è il momento di servirla, con l’aiuto di due spatole, trasferire la torta su un’alzatina o piatto di portata e tirarla fuori dal frigo un’oretta prima di servirla se è inverno, mezz’ora se è estate.


      Se replichi la ricetta, inserisci per cortesia, il link di riferimento al mio sito, grazie!

Panettone piemontese con glassa alle nocciole su ricetta di Leonardo di Carlo

Oggi per la nostra rubrica di lievitati è l'ultima uscita prima di Natale ðŸŽ„(la prossima sarà il 27 dicembre, state sintonizzati per altre sfornate in pieno clima delle Feste!).
Io ho deciso di fare due bei profumatissimi panettoni fatti in casa, un grandissimo lavorone ma l'immensa soddisfazione d'offrirlo ai propri cari ripaga della stanchezza e dell'ansia da prestazione :-).
Se vuoi vedere altri miei grandi lievitati e dolci di Natale, puoi trovare nel menù della sidebar a destra di questa home page, la pagina dedicata, puoi vedere ad esempio la corona dei Magi con farina di farro, segale, miele e nociil pandoro di Morandinil panettone milanese impastato senza planetaria Lo Stollen, Kugelhopf (alcune ricette sono molto datate con foto pessime, ma le ricette sono sempre validissime :-))
La ricetta del pastry chef Leonardo Di Carlo è una garanzia! Avevo già provato l'impasto per la colomba e ne sono rimasta molto soddisfatta, per cui vi consiglio di provarlo, ho apportato alcune modifiche non sostanziali di mio gusto, "piemontizzando" il suo panettone :-)  (ho variato gli aromi naturali, ho fatto un'aggiunta di crema pasticcera che dona una sofficità e gusto che mi piace molto e ho aggiunto del burro di cacao per lo stesso motivo, quindi ho variato la quantità dei tuorli per equilibrare), ho fatto di testa mia una glassa con le nostre nocciole piemontesi tonda gentile che vi consiglio di provare perchè sono davvero speciali! 



Prima di iniziare grandi lievitati, il lievito madre lo rinfresco tutti i giorni i tre giorni antecendenti, poi procedo nel modo seguente:
per i tre rinfreschi che precedono la lavorazione del primo impasto:
Ore 21 rinfresco e legatura p.m. lasciare a t.a. ovvero tirare fuori il lievito dal frigo, farlo acclimatare per un'oretta, prelevarne 100 g. dal cuore, farlo a pezzettini un una ciotola, aggiungere 50 g. di acqua non calcarea a t.a. mescolare velocemente con una forchetta finchè si è ben sciolta e schiuma, poi aggiungere 100 g. farina manitoba che si usa per fare il lievitato, rovesciare l'impasto sul piano da lavoro, impastare bene, formare un salsicciotto, metterlo in un sacchetto per congelare, avvolgerlo ancora in un tovagliolo di stoffa (che non profumi di ammorbidente..)e legarlo come fosse una rolata, ma non stretto. (Guardare i miei post del panettone o della colomba) Lasciare tutta la notte a t.a.

Ore 9 del giorno dopo fare il primo rinfresco  aprendo il salsicciotto lievitatissimo, prelevando 30 g. di lievito madre nel cuore del salsicciotto e lo rinfresco con 30 g. farina (stavolta con solo farina manitoba, la stessa che userà per fare i panettoni) + 15 g. acqua, sempre con lo stesso metodo. Ottenuto il mio impasto, do due o tre pieghe, lo arrotolo per pirlarlo ottenendo una pallina, pratico un'incisione a croce e questa volta non lo lego più ma lo metto in un alto e stretto contenitore (bicchiere alto ad esempio). Coprire con un disco di carta da forno, poi con pellicola alimentare e mettere a lievitare in luogo caldo (forno spento con lucina accesa)

Ore 14 secondo rinfresco: prendere 60 g. lievito e rinfrescare nuovamente con 60 g. farina manitoba e 30 g. acqua. Rifare la pallina pirlata di impasto, taglio a croce, coprire e lasciare di nuovo lievitare.

Ore 19: 1° impasto

Dosi per 2 panettoni da 1 Kg. caduno o 4 da 500 g. o 2 da 750 g. + 1 da 500 g.

Ingredienti primo impasto:
200 g. di acqua tiepida
120 g. di zucchero
125 g. di lievito madre rinfrescato e attivo
400 g. di farina manitoba bio W360-390
170 g. di burro di ottima qualità a pomata
100 g. tuorlo (circa 6 medi)

Ingredienti secondo impasto:
150 g. farina manitoba bio W360-390
40 g. miele di acacia
120 g. zucchero
85 g. tuorlo (circa 5 medi) la ricetta originale ne prevede 100 g. ma io ho diminuito perchè ho aggiunto crema pasticciera
8 g. burro di cacao micronizzato (mia aggiunta)
60 g. crema pasticcera al limone soda (mia aggiunta)fatta con 125 ml latte, 1 tuorlo, 20 g. maizena, 30 g. zucchero semolato
240 g burro di ottima qualità a pomata (la ricetta ne prevede 250 g. ma io metto anche il burro di cacao)
8 g sale
30 g acqua
200 g di scorza arancia candita di ottima qualità tagliata a cubetti
50 g. cedro candito di ottima qualità tagliata a cubetti
300 g uvetta sultanina
50 g mix aromi* (mia aggiunta guardare la ricetta della colomba)
I semi di una bacca di vaniglia (ne ho ridotto un po' la grammatura perchè sono già presenti nel mix di aromi che uso)
poco liquore (io limoncello)
9 g. scorza grattugiata di arancia bio (la ricetta prevede una crema all'arancia, ma metto già sia scorza che arancia candita frullata nel mix di aromi ed ho optato per questa scelta)

Per la glassa (dosi per due panettoni da 1 Kg.)

50 g. mandorle grezze
25 g. farina di nocciole (per me piemontesi gentili tonde)
180 g. zucchero semolato
5 g. cacao amaro in polvere
5 g. fecola di patate
5 g. farina di mais
100 g. di albume
8 g. armelline (mia aggiunta)

                                                        LIEVITO MADRE PRONTO

                                                      INGREDIENTI 1° IMPASTO
Ore 17: tirare fuori dal frigo burro e uova.
Procedimento 1° impasto ore 19:
Mescolare lo zucchero e l'acqua nell’impastatrice, usando la frusta a k al minimo insieme alla pasta madre, aggiungere la farina poco per volta a cucchiaiate. Aumentare la velocità al 2 fino a quando l’impasto comincia a fare i “fili”, a questo aggiungere il burro un pezzetto alla volta, a t.a. aspettando sempre che assorba il precedente prima di aggiungerne altro.
Quindi una volta aggiunto tutto il burro e l’impasto è ben compatto e si staccava dai bordi della planetaria, unire i tuorli, poco per volta, senza fretta. Occorre farli incorporare lentamente.
Non trascurate questo particolare perchè è importante che da adesso in poi non si perda più la corda dell’impasto. Continuare ad impastare fino a quando l’impasto non è diventato bello lucido. Ci vorrà circa quaranta minuti dall’inizio. Negli ultimi 5 minuti cambiare la frusta e mettere il gancio.
Raccogliere l’impasto con la spatola rigida, e con le mani bagnate, prendere l’impasto e chiuderlo sotto raccogliendo a palla. Metterlo in una larga ciotola, coprire con telo da lievitazione (ne ho comprato uno grande su un sito che vende farine, ma si può coprire con pellicola facendo vari giri, poi mettere nel forno spento con luce accesa a lievitare.
E' passata circa un'ora.

                                                              1° IMPASTO FINITO

Tirare fuori dal frigo le uova che serviranno l'indomani mattina per il secondo impasto.
Finito il primo impasto, preparare le sospensioni


-Sciacquare l'uvetta dentro ad un colino, poi metterla in ammollo in acqua tiepida per 30 minuti, poi asciugarla molto bene tamponandola con abbondate carta da cucina, metterla in un piatto, spruzzarla con liquore a piacere - io mandarinello di Sicilia - indi avvolgerla in altra carta da cucina asciutta e riporre in frigorifero.
-fare a cubetti l'arancia candita e il cedro canditi che devono essere di ottima qualità
Mettere la frutta candita in una ciotola coperta da pellicola e conservare il tutto il frigorifero.

*Preparare la crema pasticcera al limone:
Preparare una crema abbastanza soda, aromatizzata con abbondante scorza di limone grattugiata, utilizzando 125 ml latte, 1 tuorlo, 20 g. maizena, 30 g. zucchero semolato, tenerne da parte il necessario in una coppetta, coprire con pellicola, mettere in frigo.

                                                    INGREDIENTI GLASSA

Preparare la glassa:
Mettere nel robot provvisto di cutter tutti gli ingredienti e frullare. Travasare la glassa in una capiente sac a poche (io uso quelle professionali che si trovano da acquistare nei negozi specializzati) misura cm. 45. Se non si trova, occorrerà riempirne due più piccole. Ripiegare il bordo e fermare con una mollettina. Io la metto in un contenitore alto e stretto (bene il bicchiere del minipimer ad esempio), riporre in frigorifero fino all'utilizzo.




                                                              GLASSA PRONTA

La mattina per me ore 9,30 ad impasto raddoppiato, preparare e pesare tutti gli ingredienti del 2° impasto. Metterli sul tavolo e controllare che ci sia tutto. Burro a pomata!(quindi o si tira fuori dal frigo almeno un'ora prima o si passa pochissimi secondi nel microonde potenza minima, deve ammorbidire non sciogliersi)

                                                     INGREDIENTI 2° IMPASTO

Preparare due composti: di burro e di tuorli.
1) con una forchetta mescolare in una ciotola il burro con il sale, i semi della bacca di vaniglia, il mix aromi. Tenere da parte.
2) con un cucchiaio fare sciogliere i tuorli con lo zucchero, miele, crema pasticciera, burro micronizzato. Tenere da parte

                                    COMPOSTO UOVA E COMPOSTO BURRO

Mettere l'impasto lievitato nella planetaria e iniziare a fare lavorare alla velocità minima con il gancio fino a quando riprende la sua corda, non dovrà mai più perderla, ora bisogna unire gli ingredienti poco alla volta, un cucchiaino per volta senza aggiungerne altro se il precedente non è stato assorbito e l’impasto ha ripreso la corda. A questo punto aggiungo due/terzi della farina prevista, sempre poco alla volta, aumentando la velocità fino al 2. Il miele con gli aromi, un cucchiaino alla volta.
Nel frattempo, mentre aspetto che l’impasto assorba quello che aggiungo, ho messo metà dei tuorli in una ciotola e ho sciolto lo zucchero, sbattendo con una forchetta. Quando ho finito con il miele, aggiungo questo composto di tuorli e zucchero, sempre un cucchiaino alla volta.
Quindi il burro, un pezzetto alla volta, la restante farina e infine gli ultimi tuorli, sempre poco alla volta.
Infine sciolgo il sale in poca acqua e aggiungo anche questa un goccio alla volta, sempre facendo girare sul 2. Il resto dell’acqua lo aggiungo sempre goccia a goccia e se vedo che non ne assorbe più mi fermo.
Faccio la prova velo.
Fare ripartire la planetaria al minimo e aggiungere le scorze di arancia e l'uvetta ben asciugata.

                                                                         PROVA VELO

Mettere l’impasto sul piano da lavoro, fare delle pieghe e mettere in una ciotola, coprite e mettete in forno spento con la luce accesa per un oretta.


Riversare ora l'impasto sul piano da lavoro e lasciarlo puntare per 15-20 minuti sempre coperto da un telo.



Ungere sia le mani che il piano di lavoro di burro, con una raschia/tarocco porzionare l'impasto in base ai pirottini utilizzati (pesare la dose giusta, non andare ad occhio) pirlare l'impasto più volte e mettere nei pirottini. coprire con pellicola e mettere a lievitare in forno spento con luce accesa fino a quando l'impasto arriva al bordo.


Dipende dalla temperatura e dalla forza del lievito, possono volerci 8 ore come 12
a questo punto togliere i pirottini dal forno, scoprirli dalla pellicola e lasciare che la superficie faccia la pellicina una ventina di minuti in frigo. Intanto accendere il forno


Glassare quindi i panettoni non toccando mai l'impasto con la sac-a-poche, fare con molta delicatezza, quindi infornare a 165° forno statico. Per lo stampo 1 Kg. occorrono 50 minuti, per quello da 500g. 40 minuti e per quelli piccoli da 100g. la temperatura a 160° per 30 minuti circa. Se inizia a scurire abbassare di 5° la temperatura del forno.

Fate sempre la prova stecchino sempre! Io a volte mi sono affidata al termometro a sonda ma non è stato utile, magari ne ho uno non professionale non lo so... secondo i gradi al cuore del panettone (o colomba non ricordo..) il lievitato era cotto a puntino, ma era visibilmente chiaro che non lo fosse, indi per cui mi affido al vecchio e caro spiedino di legno: quando è asciutto il panettone è cotto, PERO'... non prima dei tempi suindicati altrimenti può abbassarsi e rovinarsi se si apre il forno prima del tempo.(a me è successo anche questo)
Appena sfornati, infilzarli con le forche da pasticceria o con ferri da maglia (puliti con acqua e amuchina ed asciugati)  metterli a testa in giù appoggiandoli a due sedie e lasciarli così fino alla mattina successiva, poi rivoltarli e confezionarli in sacchi di polipropilene, che si acquistano nei negozi specializzati.
Consiglio di vaporizzare con uno spruzzino, una o due volte alcool a 95° (quello per fare i liquori) prima di inserire i panettoni, e poi chiudere bene. In questo modo si eviteranno formazione di muffe essendo una preparazione casalinga priva di conservanti e schifezze varie. Si conserverà un mese.
Meglio aspettare qualche giorno prima di consumarlo, i sapori si amalgameranno meglio e si potrà gustare in tutta la sua bontà.




Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Risotto olio e limone

Si sa che le regioni produttrici di questo magnifico cereale e fautrici di questo delizioso primo piatto siano il piemonte (appunto...), la lombardia ed il veneto, e quindi è una preparazione che non manca mai nei nostri ristoranti e in tutte le case si consuma comunemente quanto la pastasciutta.
Volendo fare una versione a ridotto contenuti di grassi ho scelto dunque di non utilizzare burro, ne brodo di carne, ne elementi grassi che però rendono il risotto cremoso e godurioso; tuttavia anche in chiave light si può assolutamente portare a tavola un risotto gustoso ed appagante.
Per questa versione, dunque, non consiglio di fare il soffritto di cipolla, né di sfumare con il vino bianco poiché non ci sono elementi da sgrassare che giustificherebbero questi ingredienti e passaggi,  inoltre c’è il limone che conferisce già acidità, inutile e controproducente aggiungerne altra.

Cosa serve per DUE persone:

160 g. riso carnaroli
Brodo vegetale q.b.
Olio evo q.b.
Il succo e la scorza grattugiata di ½ limone piccolo biologico
1 foglia alloro
Parmigiano (per me 36 mesi di stagionatura)  grattugiato q.b.

Preparare un brodo vegetale molto leggero (carota, cipolla, un paio di gambi di prezzemolo e sedano) con poco sale.
In un tegame scaldare un filo d’olio evo, fare tostare il riso mescolando bene, unire come di consueto, il brodo bollente, poco alla volta, mescolando spessissimo – quasi continuativamente – in modo che il risotto risulti cotto in modo omogeneo. Unire la foglia lavata di alloro per 5 minuti e poi toglierla (conferirà un aroma che, con il limone, sta benissimo), tenere sempre il brodo caldo.

Ad un minuto dalla fine della cottura (cioè dopo 17 minuti) unire il succo del limone ed infine spegnere e mantecare con un filo d’olio evo, il parmigiano grattugiato e la scorza grattugiata del limone. Impiattare e servire.




                                              Davvero ottimo, leggero, delicato e fresco! 

Ciambelline di Natale con spezie e melata

Noi della rubrica al Km 0 oggi apriamo le danze alle ricette Natalizie, che bello! Infatti il tema odierno è: “addobbando l’albero ed il presepe”. Tra due giorni è la Festa dell'Immacolata e, come di consuetudine e tradizione nella maggior parte delle famiglie, si veste la casa a festa, si inizia a pensare ai doni, al menù della vigilia e del pranzo di Natale. 
Dico la maggior parte perchè poi c'è chi è anti-natale, anti-capodanno, anti-festa degli innamorati, anti-pasqua e pasquetta, anti-tutto... semplicemente un guastafeste insomma...:-))
Inoltre vedere case, negozi e vie cittadine con le luminarie prima del tempo, con 20° esterni magari, non ha alcun sapore. Si perde del tutto la magia. Secondo me. 
Passo alla ricetta che ho fatto per l'occasione,  per il giorno dell'Immacolata, appunto, dopodomani. Mentre si sale e si scende per le scale per andare in cantina e in garage a recuperare albero, luci, decorazioni e addobbi... ho pensato di infornare biscotti speziati e "innevati"  a forma di ciambelline, con una graziosa stellina centrale al posto del foro per poterli, se lo si desidera, appendere all'Albero.

Cosa serve:
320 g. farina bio tipo 00
1 uovo
110 g. zucchero di canna grezzo
50 g. melata di bosco (io piemontese)
110 g. burro al sale rosa dell'himalaya che è delicatissimo (oppure sceglierlo leggermente salato)
1 cucchiaino cannella in polvere
1 cucchiaino  coriandolo in polvere
2 cucchiaini zenzero in polvere
2 prese spezia "saporita"
10 g. latte in polvere
1/2 cucchiaino bicarbonato di sodio
scorza di un'arancia grattugiata

Poi serve:
zucchero a velo di canna


Mettere tutti gli ingredienti insieme (burro freddo a pezzi) nella ciotola della planetaria usando il gancio a foglia, oppure nel robot da cucina col cutter. Azionare brevemente, il tempo di fare amalgamare l'impasto.



Compattarlo dentro a pellicola alimentare formando un panetto.
Lasciare in frigo un paio d'ore.


Preriscaldare il forno statico a 170°.
Stendere la pasta non troppo sottile e ricavare i biscotti della forma desiderata. Metterli un po' distanziati sulla placca foderata da carta da forno e fare cuocere per 12 minuti.
Intanto fare lo zucchero a velo di canna mettendone qualche cucchiaio in un macinino da caffè, azionare e macinare qualche minuto.



Fare raffreddare i biscotti su una gratella e, quando freddi, spolverizzarli con lo zucchero preparato

Se replichi la ricetta, per piacere, inserisci il link di riferimento al mio blog. Grazie



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Carciofi stufati interi

Questa è la cottura più saporita (e quindi soddisfacente) e assolutamente dietetica che si possa fare.
Di primo acchito, con le foglie accartocciate, sembrerebbero carciofi alla giudea quindi fritti, invece no. Appagano dunque sia la vista che la gola.


Cosa serve a persona:

2 carciofi grandi e freschissimi (io compro quelli sardi o di Albenga, questi sono quest'ultimi)
prezzemolo e menta tritati finemente
sale e pepe q.b.
un filo olio evo
acqua q.b.
poche gocce di succo di limone

Pulire i carciofi mantenendo un pezzo di gambo ed eliminando le foglie esterne dure, tagliare anche abbondantemente le punte. Tagliare dritto il più possibile.
Appoggiare, capovolti, i carciofi in una casseruolina di giusta misura. Salare e pepare, condire con qualche goccia di succo di limone ed un trito di prezzemolo e, se c'è, menta.


Coprire con due dita d'acqua e un filo d'olio evo.
Mettere sul fuoco con il coperchio. I carciofi cuoceranno praticamente con il vapore; aggiungere acqua calda man mano che si consuma. Non rivoltare MAI i carciofi ma smuoverli di tanto in tanto in modo che non si attacchino al fondo del tegame.
Occorrerà parecchio affinchè i carciofi risulteranno teneri infilzando i rebbi di una forchetta, ma il tempo dipenderà anche dalla grandezza dei carciofi.
Quindi possono occorrere 30 minuti come 45.


A fine cottura condire ancora con un filino d'olio evo a crudo.