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giovedì 18 ottobre 2018
Cosa serve:

250 g. farina tipo 1 macinata a pietra (io Antiqua, una farina di grani piemontesi)
100 g. zucchero canna grezzo
80 g. di olio d'oliva evo leggero o di riso
1 uovo intero
acqua fredda q.b.
1 pizzico sale
4 g. lievito per dolci
1 cucchiaino zenzero in polvere
una grattata di zenzero fresco a piacere (io ne ho messo un pezzo grande circa 5 cm.)


Miscelare alla farina lo zenzero in polvere con quello fresco e con il lievito.
Montare lo zucchero con l'uovo. Unire l'olio, il pizzico di sale, poi le polveri miscelate tutto in un sol colpo.
Mescolare velocemente. Aggiungere se serve qualche cucchiaio di acqua fredda.
Formare un panetto, avvolgerlo con pellicola alimentare e mettere in frigo per un'oretta.


Preriscaldare il forno a 170° statico.
Stendere la pasta ad un'altezza di 1/2 cm. e coppare con il tagliabiscotti preferito.


Mettere i biscotti nel forno per circa 12 minuti.
Fare raffreddare e riporre in una scatola di latta


Se replichi la ricetta inserisci per piacere il link di riferimento al mio sito, grazie :-)
martedì 16 ottobre 2018
Oggi, con la rubrica Il granaio - foodblogger festeggiamo il Word Bread Day 2018


#wordbreadday2018

Io ho deciso di offrire un pane carinissimo, oltre che buono, adatto per le occasioni speciali e per i bambini, (che faranno a ruba per prendere la pagnottina con i semi di sesamo o di papavero), ho usato semola di grano duro rimacinata (lo dico sempre che mi piace comprare farine diverse provenienti luoghi opposti) e lievito madre. Eccovi il passo-passo come di consuetudine :-)

Cosa serve:

80 g. lievito madre già rinfrescato (se si vuole usare lievito compresso, sono sufficienti 5 g. sbriciolato nella farina)
250 g. farina di semola rimacinata (io di Altamura)
170 g. acqua a t. ambiente
1/2 cucchiaino di sale fino marino integrale
1/2 cucchiaino di malto d'orzo bio in polvere

Poi serve:
semi di sesamo bio q.b.
semi di papavero bio q.b.



(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 10,00
Rinfrescare il lievito madre e prelevarne l'occorrente indicato nella ricetta, metterlo in una ciotolina, coprirlo con pellicola e tenerlo a temperatura ambiente,  l'altro metterlo in frigo per la successiva panificazione (in un barattolo a chiusura ermetica)

Ore 18,30
Mettere nella ciotola della planetaria la farina e l'acqua, dare qualche giro e lasciare riposare per 30 minuti coperto. Poi unire il lievito madre a pezzi ed il malto  iniziare ad amalgamare con il gancio velocità 1. (Se si fa a mano idem in una ciotola capiente usando, naturalmente, le mani) aumentare un po’ la velocità ed unire il sale. Impastare una decina di minuti, fino a quando l'impasto risulta incordato e liscio.

Formare una palla e mettere a lievitare in una ciotola unta in luogo tiepido (forno spento con luce accesa o su un ripiano in cucina avvolgendo la ciotola con una copertina se è inverno) per 12-14 ore.

La mattina successiva: 
Riprendere l’impasto, dare una serie di pieghe per dare forza alla lievitazione in cottura, passaggio già spiegato molte altre volte (vedere altre ricette nel ricettario) 
Riprendere l'impasto e formare poi le pezzature, tagliare con una raschia/tarocco 2 pezzi. Un pezzo deve essere un po' più grande dell'altro.
Formare con il pezzo più piccola la parte centrale del girasole. Allargare la pasta e riportare i lembi esterni verso l'interno, poi capovolgere la palla di pasta e arrotolarla pirlandola, in questo modo si da forza alla lievitazione, ottenendo una bella forma rotonda. Adagiarla sulla placca rivestita da carta da forno.

Prendere l'altra pezzatura più grande, pesarla e ricavare 8 pezzature piccole. Rifare lo stesso procedimento, quindi formare 8 palline e disporle attorno al corpo centrale del girasole, posizionandole leggermente distanziate.

Coprire il girasole di pane con pellicola e poi con un canovaccio da cucina pulito, eventualmente con una copertina leggera di pile e mettere a lievitare, fino al raddoppio. Quindi 2-3 ore se si usa lievito madre, di meno se si usa lievito compresso.



Preriscaldare il forno statico con un pentolino d'acqua sul fondo a 230°, intanto spennellare il girasole con poco latte, fare aderire al corpo centrale i semi di sesamo, poi nelle palline attorno che simboleggiano i petali dei fiori i semi si sesamo e di papavero alternati;



quando il forno è a temperatura, infornare e cuocere 10 minuti, poi togliere il pentolino d'acqua, e proseguire la cottura per altri 20 minuti, poi aprire il forno a fessura e lasciare ancora il girasole per 5 minuti.
Fare raffreddare il pane su una gratella.





Il nostro paniere completo ha sfornato:


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giovedì 11 ottobre 2018
Noi della rubrica al Km 0 oggi prepariamo ricette ottobrine: via dunque ad iniziare la stagione con i primi cavoli, con le prime pere, i primi cachi e tutte le qualità d'uva.
Io porto la colazione e cosa c'è di meglio di una sofficissima, golosa e leggera torta da credenza? 
Ho scelto di farla con le pere, il limone e i semini di papavero.


Cosa serve per una tortiera da 18D/20D
125 g. zucchero di canna
2 uova
50 g. burro a temperatura ambiente + quello per lo stampo
30 g. olio di mais o girasole
200 g. farina 00 per dolci
½ bustina lievito per dolci
1 pizzico sale
1 pizzico cannella in polvere
½ limone naturale (scorza grattugiata e succo)
2 cucchiai semi di papavero (o q.b. a piacere)
120 g. latte
1 pera kaiser o decana (deve essere matura ma di qualità asciutta e compatta) sbucciata e fatta a tocchetti piccoli per me una qualità piemontese

Poi serve:
Zucchero a velo vanigliato q.b. per la superficie
Burro e farina q.b. per la tortiera

Tirare fuori dal frigo il burro e lasciarlo ammorbidire. Imburrare ed infarinare uno stampo a cerniera. Accendere il forno statico a 180°
In una ciotola montare con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, unire il pizzico di sale, il pizzico di cannella, il succo e la scorza del limone, aggiungere il burro a pezzetti e montare ancora qualche istante.
Unire ora la farina e il lievito, l’olio e il latte in modo alternato. Infine aggiungere la pera a tocchettini e i semi di papavero.
Versare il composto nella tortiera e cuocere per 40-45 minuti (dipende dal forno fare la prova stecchino).


Lasciare raffreddare, spolverizzare di zucchero a velo vanigliato e servire.


       Se replichi la ricetta inserisci, per cortesia, il link di riferimento al mio sito. Grazie!


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lunedì 8 ottobre 2018
A chi non piacciono le lasagne in ogni loro declinazione alzi la mano.... 
oggi una versione con ragù di salsiccia arricchita da succulenti funghi porcini 😋

Cosa serve per una teglia cm. 20x20 (4 persone)

sfoglia fresca per lasagne q.b.
1/2 lt. scarso di besciamella
parmigiano grattugiato q.b.

Per il ragù di salsiccia:

un goccio d'olio evo
1 scalogno
1/2 carota
1/2 costa di sedano
200 g. pasta di salsiccia luganega fresca
200 g. porcini già puliti tagliati a cubetti
500 g. polpa di pomodoro (o pelati tritati finemente)
vino bianco secco q.b.
poco sale


Usare porcini freschi o surgelati. (ho usato quelli che ho congelato in autunno)
In una padella fare saltare i funghi in un filo d'olio, salare e tenere da parte.
In un tegame fare stufare, in un filino d'olio evo, lo scalogno a fettine con la carota e sedano tritati.
Unire la pasta della salsiccia ben sgranata, mescolare bene e fare rosolare, unire un goccio di vino bianco secco e, quando è sfumato, unire il pomodoro, salare (poco), abbassare la fiamma, mettere un coperchio e fare cuocere molto lentamente 50 minuti mescolando spesso, poi unire i funghi e continuare la cottura ancora 10 minuti. Spegnere.

Nel frattempo che il ragù cuoce, preparare la pasta (se la tirate sottile - che rende di più - basteranno 2 uova e 2 etti di farina, altrimenti fate 3 uova e 3 etti di farina)  seguendo questa ricetta: Pasta fresca all'uovo e farla sbollentare per un minuto in acqua a bollore e salata. NON mettere la pasta cruda direttamente in teglia, come consigliano i produttori di sfoglia per lasagne.. rimarrà inevitabilmente un retrogusto di crudo e dolciastro data l'assenza di sale e di precottura.
Buttarle, man mano che si cuociono, in una boule di acqua fredda per fermare al cottura, poi stendere le sfoglie su un canovaccio pulito da cucina per asciugarle.

Preparare una besciamella classica, per la ricetta cliccare qui.
Formare i classici strati (con una teglia di queste dimensioni se ne fanno quattro) sul fondo abbondante besciamella, poi uno strato di pasta, uno di ragù, una spolverata generosa di parmigiano grattugiato. Continuare fino a colmare la teglia.
Cuocere in forno preriscaldato e statico a 180° per 20 minuti.


Ottime riscaldate o preparate il giorno precedente.





giovedì 4 ottobre 2018
Cosa serve:

250 g. farina manitoba 0 W 360
75 g. lievito madre rinfrecato ed attivo al raddoppio
5 g. lievito compresso (di birra fresco)
50 g. acqua 
60 g.uova intere (1 uovo)
25 g. tuorli (1 tuorlo)
5 g. sale fino
90 g. zucchero semolato
10 g. di miele 
1/2 bacca di vaniglia
scorza grattugiata di arancia e limone naturale
70 g. burro ammorbidito (a t. ambiente)
20 g. amaretti sbriciolati finemente
65 g. cioccolato fondente in gocce (o tritato)

Per la ghiaccia alle mandorle serve:

1 albume scarso
5 g. armelline (6-7 di numero)
10 g. mandorle pelate dolci
40 g. zucchero semolato
5 g. maizena

Preparare tutti gli ingredienti pesati. Mettere le gocce di cioccolato nel freezer.


Nella ciotola della planetaria (ma si può fare anche nella macchina del pane o robot provvisto di gancetti ad uncino) mettere la farina con il lievito compresso sbriciolato,  il lievito madre a pezzi, l'acqua e metà delle uova precedentemente sbattute leggermente. Azionare la macchina e fare amalgamare, se si usa la planetaria usare, inizialmente il gancio a foglia e sostituirlo con quello ad uncino solo verso la fine per incordare meglio.

Quando l'impasto inizia ad amalgamarsi unire alternandoli, le restanti uova e lo zucchero. Unire anche gli aromi.
Poco per volta aggiungere il burro, un pezzetto per volta, non inserire quello successivo se il precedente non è stato incorporato ed incordato dall'impasto.
Quando il burro è quasi tutto amalgamato, unire il sale e gli amaretti sbriciolati.
Per ultimo aggiungere le gocce di cioccolato.
Mettere l'impasto in una capiente ciotola imburrata leggermente. Coprire con pellicola alimentare ed un canovaccio e mettere a lievitare per 10-12 ore in luogo tiepido. 


Fare la ghiaccia: in un tritatutto ridurre in polvere gli ingredienti secchi. Mescolarli con una forchettina all'albume, senza montare, coprire con pellicola alimentare e mettere in frigo tutta la notte.



La mattina successiva: riprendere l'impasto lievitato e pesarlo.
Sarà circa 690 g. dividerlo in 7 pezzature, dare una pirlata, coprire con pellicola e lasciare riposare per 20 minuti.
Dividere le pezzature ancora in due parti. Si avranno quindi 14 pezzi di pasta.
Allungare i pezzi ottenendo dei salsicciotti.
Accoppiarne due a due ed attorcigliarli tra loro, poi chiuderli formando una chiocciola.








Disporre i tortiglioni su una placca rivestita da carta da forno, distanziati, coprirli e lasciare lievitare in luogo tiepido per 2 ore (ma anche 3 - dipende dalla temperatura ambientale, ciò che occorre per fare raddoppiare le brioches)
Preriscaldare il forno statico a 180°
Intanto scoprire le brioches e lasciare che l'aria formi una sottile pellicina.
Riprendere la ghiaccia in frigo (se ne avanzerà un po' si può congelare ed utilizzare in altra occasione) e, delicatamente, spennellare i tortiglioni.



Cuocere per 15 minuti, poi per altri 3 minuti abbassando la temperatura a 150° e mettendo il manico di un cucchiaio di legno per tenere lo sportello aperto a fessura.
Sfornare e servire tiepide o fredde.


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Il nostro paniere completo ha sfornato:


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lunedì 1 ottobre 2018
Oggi un antipasto goloso e raffinato, da offrire nelle occasioni speciali.

Cosa serve:

1 kg. funghi porcini (puliti, peso netto) preferibilmente piccoli e sodi
400 ml. aceto di vino bianco
300 ml. vino bianco secco
300 ml. acqua
2-3 foglie di alloro
2-3 bacche di ginepro
2-3 grani di pepe nero
2-3 chiodi di garofano
sale grosso
2-3 foglie di salvia
un rametto di timo
un rametto di santoreggia
un rametto di maggiorana

Poi serve:

olio di girasole bio o d'oliva molto leggero (io, per i porcini, ho scelto quello di girasole bio)
foglie di alloro
aglio

Innanzitutto occorre avere funghi di piccole-medie dimensioni e soprattutto freschissimi, appena colti! (altrimenti meglio lasciare perdere...) io ho avuto la fortuna di trovare funghi alcuni addirittura mignon, grandi quando un tappo di sughero.
Con un coltellino affilato grattare molto delicatamente quanto con cura il gambo del porcino per eliminare bene la terra.

Procedere in questo modo con tutti i funghi, poi proseguire la pulizia strofinando (sempre molto delicatamente) con uno straccio bagnato di acqua tiepida e ben strizzato, passare e ripassare finchè non si vedono più tracce di terra ed impurità. Evitare di lavare i funghi direttamente con l'acqua in modo tale che non si impregnino (si sa, sono come spugne!) bisogna avere pazienza e pulirli perfettamente. Son dell'idea che trovare in bocca residui di terra sia molto fastidioso.
Quando tutti i funghi sono puliti occorre tagliarli con un coltello ben affilato, con taglio secco (non tagliare come se si trattasse di un salame per intenderci altrimenti si rischia di rovinarlo). La grandezza dei pezzi è a piacere, occorre però tenere ben presente che non devono essere a cubetti piccoli, altrimenti poi spariscono.


Mettere sul fuoco tutti gli ingredienti nella lista e portare ad ebollizione. Unire i funghi tagliati e lasciare sobbollire 8 minuti. (quelli piccoli lasciarli interi)
Con l'aiuto di una schiumarola, prelevarli, adagiarli su una gratella ricoperta da canovaccio o un tovagliolo di stoffa e lasciarli asciugare bene 12-15 ore.
Se necessario sostituire dopo qualche ora, il canovaccio.


Riempire i vasetti (sterilizzati) cercando di non lasciare troppi spazi vuoti ma neppure schiacciando i pezzi del fungo per non rischiare di rovinarlo, ogni tanto irrorare con olio di oliva, qualche lamella di aglio, foglie di alloro, colmare con altro olio, battere un po' il vasetto su un piano i modo da elimiare eventuali bolle e chiudere con capsule nuove, facendo attenzione di lasciare 1 cm. circa di spazio tra bordo del vasetto e livello dell'olio.

Ora: di solito si ripone così in cantina, ma io sterilizzo anche le conserve sott'olio, quindi faccio bollire 20 minuti (dal bollore). Fare poi raffreddare il vasetto nell'acqua, poi prelevarlo, controllare che la capsula sia correttamente sottovuoto, etichettare e riporre in dispensa o cantina. Aspettare almeno 1 mese prima di consumare. Si conservano 9- mesi- 1 anno.


Per leggere tutti i consigli sui cibi da conservare e come sterilizzare potete farlo nella sezione del mio blog ad essa dedicata, cliccando qui



giovedì 27 settembre 2018
Noi della rubrica al Km 0 oggi prepariamo piatti con le mele! Alzi la mano chi non le ama.
In tutte le regioni, o quasi, ci sono coltivazioni di mele anche se si coltivano maggiormente da noi al nord. In Piemonte abbiamo veramente tantissime varietà, alcune antiche che io amo davvero molto usare, ricordare e trattare, ne ho parlato davvero molte volte, per cui non mi dilungo oltre.
Per questo antipasto, però, ho voluto usare la classica golden, mi serviva croccantezza ma anche dolcezza e, secondo me, è perfetta per questo scopo.


Cosa serve per DUE persone:

1 petto di faraona (se non si trova, usare il pollo meglio 2 sovracosce che sono umide, al posto del petto)
Alcuni rametti timo
Olio evo q.b.
Sale e pepe q.b.
Un bicchierino marsala secco
Succo limone naturale q.b.
1 mela bio golden
15-20 mandorle siciliane sgusciate

Preriscaldare il forno statico a 190°
In una casseruolina, che possa andare anche in forno, rosolare in un filo d’olio evo e alcuni rametti di timo, il petto di faraona dalla parte della pelle, salare e pepare, sfumare con il marsala, rivolare il petto e spostare la casseruolina nel forno e portare a cottura, circa 25 minuti, girando il petto a metà cottura. Quando è pronto toglierlo dal forno e farlo intiepidire nel sughetto.
Lavare bene la mela, che deve essere biologica perché non va sbucciata, e ricavarne fettine molto sottili, adagiarle in un piatto ed irrorarle subito con succo di limone per fare in modo che non anneriscano e per dare acidità.
Spolpare la carne ed impiattare alternandola con le fette di mela.

Aggiungere le mandorle tagliate in due o tre pezzi col coltello, una spolverata di timo fresco e, in ultimo, un filino di olio evo a crudo.

Se replichi la ricetta, per cortesia, inserisci il link di provenienza al mio sito, grazie :-)
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lunedì 24 settembre 2018
Adoro settembre, il clima, i colori i profumi nell'aria e i frutti che questa stagione ci regala. Di solito preferisco i fichi neri, dal sapore più accentuato, o quelli rossi, ma quando trovo quelli bianchi belli, non li disdegno affatto, e oggi ho scelto questi ultimi, dal sapore più delicato per preparare un antipastino da leccarsi i baffi. Siccome il fico apporta parecchie calorie (e vabbè.. pace!) ho scelto di abbinarlo al latticino più leggero che ci sia, si sa che i fichi (ma anche l'uva) si sposino meravigliosamente col formaggio e dunque ecco la mia ricetta veloce e buonissima. 


Cosa serve per un’antipasto per DUE persone:

200 g. primosale freschissimo artigianale
2 fichi 
5 cucchiai vino bianco secco
1 spruzzata aceto di mele (o bianco)
1 cucchiaio colmo zucchero semolato
1 cucchiaino raso cardamomo in polvere
1 anice stellato
2 chiodi di garofano


Lavare i fichi e tagliarli in quattro parti senza sbucciarli, tenere da parte.
Sistemare il primosale affettato (due fette per persona) in ogni singolo piatto.
In una padella padella antiaderente fare sciogliere lo zucchero insieme al resto degli ingredienti, tenere la fiamma abbastanza alta, scuotere la padella e quando lo zucchero è sciolto unire i fichi, lasciarli caramellare da un lato e poi, con delicatezza, girarli, farli caramellare qualche minuto anche dall’altra parte.
Spegnere e fare intiepidire qualche minuto poi, quando ancora tiepidi, adagiarli sule fette di primosale, condire con il vino speziato e caramellato e servire subito.
                                                         Un piatto molto-molto goloso!


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