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venerdì 21 luglio 2017
Che soddisfazione vedere i nostri pelosi sgranocchiare biscotti sani fatti in casa per loro :-) 
Ho preso spunto dalla ricetta di Consu che a sua volta ha preso spunto da Dani che non so dove l'abbia presa :-) in ogni caso tutte abbiamo modificato qualcosa in base al gusto o esigenze dei nostri amici a 4 zampe. Io ho omesso l'uovo e l'olio rendendo la ricetta leggerissima, ma ho aggiunto invece carote crude per conferire una nota dolce ed accattivante nonchè apportare vitamine allo snack. Dunque ecco la mia versione che pare sia stata gradita, i padroni dei bau mi hanno detto di avere faticato a fare la foto tanto si sono tuffati velocemente sul biscotto, vero Anna? :-) 

Giusto mio figlio Marco (che è più pestifero del suo lupo) l'ha fatto pazientare per lo scatto :-)



Cosa serve:

80 g. farina di farro bianca
240 g. farina 00
160 g. tonno al naturale
80 g. carote grattugiate
acqua q.b.


Sbucciare, lavare e tritare le carote.
In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti (tranne l'acqua) compreso il liquido di conservazione del tonno.
Non aggiungere sale che ai cani non fa bene.
In un robot da cucina provvisto di cutter versare gli ingredienti già premescolati, fare partire l'elettrodomestico ed unire, a filo, attraverso il foro per aggiungere gli ingredienti, acqua q.b. per ottenere un impasto omogeneo e malleabile.



Preriscaldare il forno a 180°statico.

Versare la pasta su una spianatoia leggermente infarinata e stenderla col mattarello ad uno spessore di 1/2 cm. circa.
Siccome io non ho usato nè uovo, nè olio, non avendo aggreganti non è semplicissima da lavorare, tende ad appiccare un po' ma si può fare.
Coppare i biscotti con lo stampino scelto, adagiarli sulla placca rivestita da carta da forno ed infornare per 20 minuti, alternando a metà cottura le teglie (che saranno due - una piena a metà).
fare raffreddare e deliziare  vostri amici a 4 zampe :-)





Logan

Ugo

Kate
martedì 18 luglio 2017
Cosa serve per DUE persone:

750 g. calamari grandi
120 g. fusilli corti
una manciata spinacini piccoli e freschissimi
un pezzettino aglio
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
3 cucchiai olive taggiasche denocciolate sott'olio
una manciata basilico ligure
1 cucchiaio pinoli
qualche granello sale grosso
poco succo limone
un ciuffo salvia
1 foglia alloro
prezzemolo tritato q.b.


Pulire (o far pulire dal pescivendolo) i calamari eliminando l'interiora, la cartilagine ed anche la pelle.
Sciacquare bene sotto acqua corrente. Fare lessare i calamari in acqua salata a bollore. Il tempo? Ci sono varie scuole di pensiero, chi cuoce pochi minuti, chi a lungo. A me i calamari gommosi e al dente non piacciono, preferisco la seconda opzione, quindi sono cotti quando inserendo una forchetta si capisce che sono morbidi (una trentina di minuti o poco più).
Nel frattempo preparare il condimento: lavare il basilico, asciugarlo e metterlo nel bicchiere del minipimer unendo qualche granello di sale grosso, i pinoli e olio evo q.b. per ottenere un'emulsione non troppo fluida. Tenere da parte.

Scolare i calamari, passarli sotto un getto di acqua fredda per fermare la cottura e poi tagliarli a rondelle (e i ciuffi in 2 o 3), metterli in una ciotola, condirli con prezzemolo, le olive, una mancinata leggera di pepe nero, una spruzzata di succo di limone.


Dare una sciacquata alla pentola e rimetterla sul fuoco con acqua e sale per cuocere la pasta.
Scolare la pasta al dente e passarla sotto il getto di acqua fredda del rubinetto per fermarne la cottura. Unire la pasta ai calamari, condire con l'emulsione al basilico, mescolare bene, coprire con pellicola e lasciare insaporire un'oretta.


Lavare e passare nella centrifuga per l'insalata gli spinacini.
Su un piatto da portata sistemare gli spinacini (che poi al momento del pasto potranno essere mescolati all'insalata di pasta e calamaro), adagiare i fusilli con i calamari e servire subito.


Con questa ricetta partecipo al Contest di Francesca Summery food contest 

venerdì 14 luglio 2017
A Pinerolo, la mia città, si tiene un'importante rassegna (la 41° quest'anno) dell'artigianato locale, rivolto ai piccoli bottegai e ai produttori locali, non solo pinerolesi, bensì di altre zone piemontesi e non solo; infatti è immancabile il banchetto di spezie ed infusi indiani, ma anche prodotti provenzali per lo più biancheria per la casa.  Artigiani del legno, della paglia, del ferro, tappezzieri che foderano sedie antiche.. ce ne sarebbe da raccontare!



Ma a noi, per la rubrica "al Km 0" interessa il cibo, ed ecco che posso elencarvi alcuni prodotti di nicchia, d'eccellenza, del territorio che potete trovare e gustare se passate da qui in quei giorni.


Purtroppo le foto che pubblico non sono tutte mie, alcune sono di repertorio, la rassegna si svolge verso la metà di settembre ogni anno e mobilita il centro storico della cittadina, quest'anno si terrà dal 7 al 10/9 (ne avevo scatti miei veramente..ma ho dovuto ripristinare il pc ed il contenuto non salvato su altro dispositivo è andato perduto. Magari le sostituirò con foto fatte da me prossimamente).
Troveremo, oltre che stand allestiti con cucina e si potranno gustare piatti tipici (immancabile la polenta con la salsiccia o con la gorgonzola), i famosi nostri gofri (che non sono waffel!!!!) gustati sia con salumi che formaggi che con nutella o confetture. 


Ai banchetti si potranno comprare e gustare le nostre tipiche e uniche paste d'melia (paste di meliga) le mie sono qui, baci di dama, i miei sono qui, i torcetti al burro, i miei  sono qui e poi tutte le crostate immaginabili, farcite con confetture artigianali soprattutto. La farina regina, senza ogni dubbio è la farina di mais. Fioretto, 7 file, pignulet rosso e pignulet giallo, bramata, integrale, poi la farina di grano saraceno - taragna. Farine integrali e ai cerali. 


Troviamo forni portati in fiera dove i mastri panificatori si fanno i muscoli stirando a mano tonnellate dei nostri famosi grissini torinesi. Naturali, alle noci, alla cipolla, alle nocciole, alle erbe, all'aglio, al rosmarino... ma anche le nostre uniche biove! Ecco qui apro una parentesi. Queste pagnotte si chiamano singolarmente BIOVA - plurale BIOVE. In internet spesso leggo errori. ma anche le stirà e le magre. che è un pane simile alla biova ma più lungo e con meno mollica, la micca che è un pane grosso, casereccio che dura vari giorni, quello prediletto dai nostri nonni per fare la 

sùpa. (zuppa di latte e pane).

Ma troviamo pani di ogni genere e forma, focacce semplici e con cipolle, ripiene e farcite, focaccine con gli aromi e poi pizze e pizzette di sfoglia, di pasta, con ogni tipo di farcitura, anche integrali e con le farine di cui sopra;  in piemonte c'è una vasta cultura sul pane, c'è anche troppa scelta secondo me, la gente non è mai contenta...

Abbiamo coltivazioni importanti di mais, ma anche di riso (non molto nel pinerolese, qualche risaia si trova ma la fa da padrona la provincia di Vercelli, tuttavia qualche biscotto  di farina di riso, sui banchetti si trova, si trova il riso e la farina naturalmente.

Non mancano stand di show cooking 


Poi...cioccolata!!! Siamo in piemonte non può mancare cioccolata di ogni gusto e con ogni farcitura.
Nelle mie valli e precisamente a Luserna S. Giovanni (20 minuti di auto da me) sorge La Caffarel  azienda che è il nostro fiore all'occhiello, divenuta famosa ormai in tutto il mondo ed è in assoluto la cioccolateria che preferisco! 
Nel 1865 Isidor Caffarel, figlio di Paul, che una quarantina d'anni prima aveva avviato il laboratorio e inventato il gianduiotto, simbolo di Torino. 


Potrebbe interessarti: http://www.torinotoday.it/cronaca/cioccolato-piu-buono-torino.html
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sigep-2017-caffarel

poi.. salami di ogni tipo: d'asino, al barolo, all'aglio sono i più gettonati. Poi famoso è il lonzino stagionato, la mustardela delle nostre valli occitane, non dimenticandosi dei lardi speziati ed aromatizzati.


Troviamo (manco a dirsi)  stand con vini. Non molti in verità per la nostra fiera. Sono per lo più autoctoni, Troviamo tanti mieli e marmellate, propoli, favo, polline, confetture e gelatine, marmellate e composte di frutta sia dolci che piccanti da gustare con carni e formaggi.

Ecco questi sono i prodotti alimentari principi e principali della nostra bella rassegna pinerolese. 
Non mancano negli ultimi anni (apro una polemica) banchetti di prodotti che non sono piemontesi. ADORO la mozzarella di bufala, AMO i cannoli siciliani ma... con la rassegna dell'artigianato piemontese.. mi spiegate cosa c'entrano? Niente. Il Comune dovrebbe fare un passo indietro, magari intascare un po' di meno dagli standisti ma dare il giusto lustro ai nostri prodotti e poi magari organizzare un'altra mostra itinerante (come una che c'è a Torino dedicata alle regioni d'Italia), ma in questo contesto stonano.


Ma veniamo quindi alla ricetta di oggi per la rubrica "al Km 0" che come avete potuto intuire è dedicata alle Sagre e Fiere



Cosa serve:

200 g. farina 0 locale (piemontese per me)  bio W 280
50 g. farina manitoba W 340 locale (piemontese per me) bio
170 g. acqua a t.a.
8 g. sale fino marino
qualche granello sale grosso
1 cucchiaino scarso malto d'orzo in polvere
80 g. lievito madre già rinfrescato
2 cucchiai olio evo per l'impasto
emulsione di acqua + olio evo q.b. per la superficie
alcuni steli di rosmarino con il fiore

Rinfrescare il lievito, deve essere attivo al raddoppio (cioè raddoppiare il proprio volume in 3 ore)
Verso le ore 20: mettere nella ciotola della planetaria (usando l'accessorio foglia, sarà un impasto molto morbido) oppure in una ciotola capiente se si impasta a mano, le due farine e 150 g. d'acqua, mescolare, coprire con un canovaccio e lasciare riposare un'ora.
Trascorsa l'ora, unire il malto, il lievito e l'olio, iniziare ad impastare a velocità minima se si usa la planetaria o mescolare con una spatola rigida se si fa a mano, lasciare lavorare una decina di minuti (se si impasta a mano, riversare l'impasto su un piano da lavoro leggermente infarinato o in silicone. Unire ora il sale e la restante acqua ma poca alla volta. Si otterrà un impasto molto morbido, idratato.


Mettere l'impasto in una ciotola unta d'olio in modo uniforme, coprire con pellicola poi con un canovaccio (io fermo il canovaccio mettendo un grande elastico che aderisce alla ciotola), se si fa in inverno, coprire ancora con una copertina di pile e lasciare lievitare tutta la notte, altrimenti lasciare a temperatura ambiente.
La mattina successiva dopo 12-14 ore, riprendere l'impasto, dare due o tre pieghe e stenderlo con i polpastrelli, formando un rettangolo di circa cm. 25x28, su una placca-leccarda rivestita da carta da forno oliata.

Coprire con due o tre strati di pellicola in modo che sia ben sigillata e lasciare ancora lievitare 2-3 ore.
Preriscaldare il forno statico a 200°
Intanto preparare in una scodellina un'emulsione di olio evo e acqua in proporzione di 2/3 olio ed 1/3 acqua. (tenerne poi un po' da parte) sbattere bene con una forchettina, scoprire la focaccia dalla pellicola alimentare e, con le mani unte,  creare tante fossettine sulla superficie facendo attenzione a non bucarla e a non sgonfiarla,  versare l'emulsione  a filo sulla focaccia e spalmarla su tutta la superficie facendo andare l'emulsione anche nei buchini.


Cospargere ora qualche granello di sale grosso e rosmarino con i fiori precedentemente lavato ed asciugato.


Infornare per 20 minuti, poi abbassare a 180° e lasciare ancora cuocere 5-10 minuti fino a leggera doratura.
Appena sfornata, spennellare ancora leggermente la superficie con l'emulsione (risbattuta perchè nel frattempo olio e acqua si saranno riseparati).



Ottima sia calda che fredda e, soprattutto, altamente digeribile.


N.b. se si desidera una focaccia meno idratata e croccante ma più piena e più soffice, non aggiungere acqua nel 2 step e formare un rettangolo più piccolo.



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martedì 11 luglio 2017
Una ricetta semplice da preparare, fresca ma sapida e gustosa che racchiude tutto il sapore del mare, della pelle calda dal sole e delle vacanze!


Cosa serve per DUE persone:

500-600 g. moscardini freschi (non decongelati)
2 spicchi aglio in camicia
150 g. pomodori piccadilly o pachino
cerfoglio tritato q.b. (in mancanza, usare prezzemolo riccio)
olio evo q.b.
mezzo cucchiaino di zucchero semolato
sale e pepe q.b.
1 pizzico zenzero in polvere (facoltativo)


In un filo d'olio mettere ad insaporire l'aglio, unire subito i moscardini puliti e lavati, aggiungere la metà dei pomodorini tagliati in due o tre parti, salare, pepare, mettere il coperchio e a fiamma bassa, portare a cottura (circa 45 minuti), mescolando spesso.

Quando mancano 5 minuti a fine cottura, in un padellino antiaderente, fare scaldare un filino d'olio, unire i pomodori (interi) rimasti, farli saltare a fuoco vivo, unire subito un pizzico di sale e lo zucchero; farli saltare qualche minuto in modo da farli ben glassare, aggiungere (se piace) un pizzico di zenzero.

Unire i pomodorini glassati ai moscardini e fare insaporire ancora 5 minuti.
Servire spolverizzando con cerfoglio fresco tritato.



Con questa ricetta partecipo al Contest di Francesca Summery food contest 



venerdì 7 luglio 2017
Pane di Hokkaido o anche conosciuto come pane dolce asiatico, è un metodo di panificazione giapponese (di cui non mi dilungo perchè piuttosto famoso per cui in rete si trovano tutte le info molto facilmente), particolare e di facile esecuzione che renderà questo lievitato soffice come una nuvola. Io ho usato solo lievito madre, se si adopera lievito di birra fresco, consiglio di adoperarne una briciola (3 g.) nei libri che ho consultato si sono adoperati o lievito di birra (ma una quantità troppo elevata per i miei gusti) o lievito madre con l'aggiunta di una piccola quantità di l.d.b. appunto. Io ho fatto di testa mia, in tal senso, e non me ne sono pentita affatto :-) 

Cosa serve:

235 g. farina tipo 0 biologica 230- 260W
85 g. latte
40 g. uova (romperne una, sbattere con una forchettina e pesare la giusta grammatura)
85 g. lievito madre già rinfrescato e al raddoppio
40 g. zucchero semolato
4 g. sale fino marino integrale
20 g. burro morbido a t.a.

Per il tang zhong (water roux) serve:

15 g. farina tipo 0 biologica 230- 260W
65 g. acqua

Rinfrescare il lievito madre il giorno precedente e poi la mattina tirarlo fuori dal frigo e rinfrescarlo nuovamente, tenerne da parte 85 g. in una ciotola, coprirlo con pellicola e mantenerlo a temperatura ambiente (il resto metterlo il frigo per le future panificazioni).
Ore 17
tirare fuori dal frigo il burro e l'uovo. (quest'ultimo sgusciarlo, sbatterlo, pesarlo: quel che avanza conservarlo in frigo in una tazzina, coperto da pellicola, si userà a pane lievitato per lucidarlo)

Ore 18
Preparare il roux mettendo a scaldare l'acqua e portarla a 60-65° (se non si dispone di termometro, fino a quando l'acqua inizia a fare le bollicine - a fremere), poi allontanare il pentolino dal fuoco ed aggiungere, tutta in una volta, la farina, mescolare velocemente con una frusta, riportare sul fuoco e, sempre mescolando, fare cuocere per 2-3 minuti. Poi spegnere e fare raffreddare.

Nella ciotola della planetaria (o in una ciotola normale capiente se si impasta a mano) mettere tutti gli ingredienti tranne il sale ed il burro. Iniziare ad impastare e fare incordare a velocità minima. Quando l'impasto è omogeneo, unire il sale ed il burro morbido un pezzettino per volta.
Mettere l'impasto in una ciotola, coprirla con pellicola alimentare, poi con un canovaccio e mettere a lievitare (se non fa caldo, coprire anche con una copertina di pile) fino al mattino seguente. (io non ho usato in aggiunta lievito compresso, o solamente lievito compresso, ma unicamente lievito madre, per cui i tempi di lievitazione sono naturali e lunghi)

Ore 9
Riprendere l'impasto, versarlo dolcemente su un piano da lavoro e sgonfiarlo con delicatezza. Pesarlo e porzionare in 6 pezzature dello stesso peso.



Prendere una teglia ed imburrarla oppure, come ho fatto io, usare una teglietta usa e getta in carta da forno, molto comoda, non occorre ungerla.
Stendere ogni pezzatura con il mattarello ed ottenere così un rettangolo, arrotolare su se stessa la pasta e dare una forma arrotondata, posizionare poi i sei paninetti in modo omogeneo e distanziato nella teglia.



Coprire con pellicola alimentare, poi con un canovaccio e mettere a lievitare fino al raddoppio (il libro che ho consultato dice 30 minuti a 26°-27° gradi.. ma io non li ho in casa - chi li ha?-  e non ho cella di lievitazione, quindi l'ho messo nel forno spento con la lucina accesa per 2 ore. Come faccio sempre insomma.
Togliere poi la teglia dal forno, accenderlo a 170° statico e portarlo a temperatura.
Intanto tirare fuori l'uovo avanzato il giorno precedente, mescolarlo con un goccino di latte e spennellare la superficie del pane.
Infornarlo e cuocere per circa 30 minuti.



Lasciare raffreddare e degustare. Sofficissimo! Ottimo sia per le colazioni che le merende, sia col dolce che con il salato, ma anche da servire a tavola per il pranzo e la cena. Versatilissimo e rimane soffice a lungo!

Con questa ricetta partecipo al contest "Impastiamo insieme" di Cucinando con Paola e Semi di vaniglia con la collaborazione di Farine Ruggeri 

IL MIO NUOVO CONTEST

mercoledì 5 luglio 2017
Premessa: qui in Piemonte non esiste pasticceria che non venda, estate ed inverno, grandissime meringhe con la panna, io so che la meringa deve asciugare, non deve cuocere per cui temperature basse e tempi lunghi in forno, deve rimanere friabilissima esternamente e morbida dentro in modo che si scioglierà in bocca. Non deve caramellare altrimenti risulterà gommosa e collosa. Quindi io decisamente sconsiglio una temperatura più alta che va bene per le torte con poca meringa in superficie, e vanno passate in forno alto (o addirittura grill) pochi istanti. 

Io ho voluto optare per una leggera variante, ovvero ho sostituito parte dello zucchero con miele di acacia (che rimane fluido e non cristallizza) sia nella meringa che nella crema. Un delicato ed aromatico risultato :-) 

Cosa serve per DUE Pavlova al miele monoporzione  (o una piccola Pavlova per 2-3 persone)

Per la meringa francese al miele serve:

2 albumi (da uovo medio)
80 g. zucchero semolato
1 cucchiaio di miele di acacia mielizia
20 g. zucchero a velo vanigliato
1 pizzico sale
alcune gocce di succo di limone (7-8)
la punta di un cucchiaino di maizena

Per la crema chantilly al miele serve:

150 ml. panna fresca da montare
35 g. miele di acacia mielizia
zucchero a velo vanigliato per spolverizzare la frutta
frutta q.b. (consigliabile acidula)

Tenere gli albumi a temperatura ambiente per alcune ore prima dell'utilizzo.
Preriscaldare il forno a 80° - Massimo 90°


Mettere gli albumi in una ciotola e scaldarli a bagnomaria per alcuni minuti in modo che si intiepidiscano appena. Poi toglierli dal bagnomaria e trasferirli nel boccale della planetaria (o usare una ciotola che sia alta e montare con le fruste elettriche), unire il pizzico di sale e le gocce di limone. C'è chi usa l'aceto di mele, ma poichè ovviamente oltre che lucidare la meringa serve per dare aroma, preferisco il limone.
Montare a massima velocità. Quando il composto inizia a gonfiare aggiungere, un po' per volta, lo zucchero semolato mescolato allo zucchero a velo vanigliato. Unire poi, a filo, il miele. Si deve montare finchè si ottiene un composto a neve fermissima.


Adagiare sulla leccarda un foglio di carta da forno.
Trasferire la meringa in una tasca da pasticcere e, usando un beccuccio grande, formare due dischi da 10D (volendo fare un disegno sulla carta da forno, io l'ho fatto a mano libera ad occhio) partendo dal centro, formare una sorta di chiocciola, poi formare tre strati in altezza.


Mettere le due mini palvova al miele in forno ad asciugare per 2 ore. Ogni tanto (diciamo ogni 20-30 minuti) aprire per qualche istante il forno in modo che evapori il vapore che man-mano si forma.
Intanto che la meringa è in forno, mettere nel frigo il contenitore che si userà per montare la panna e le relative fruste elettriche.

                                                                            da cuocere

Trascorse le due ore, spegnere il forno, aprire a fessura e lasciare ancora la meringa in forno dieci minuti, poi toglierle dalla leccarda con una spatola e delicatamente trasferirle su ua gratella a raffreddare del tutto.
Si possono preparare anche il giorno precedente ma andranno farcite solo al momento di servirle (o al massimo una mezz'oretta prima)

                                                                            cotta

Montare la panna che deve essere ben fredda aggiungendo, poco alla volta e a filo, il miele.
Attenzione: la panna deve essere ben montata ma senza esagerare, altrimenti avrà un retrogusto fastidioso di grasso, di burro.
Non occorre usare la tasca da pasticcere per farcire. Anzi.. in questo caso, avendone poca, è senza dubbio consigliabile usare una spatola - un cucchiaio, in modo da non sprecarne nemmeno un grammo.

Riempire delicatamente i due gusci di meringa e farcire con frutta tagliata a pezzetti.
Spolverizzare la frutta con poco zucchero e velo vanigliato e servire.



Con questa ricetta partecipo al Contest di Ale di dolcemente inventando "Summer Mielizia"
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