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mercoledì 24 agosto 2016
Periodicamente (2-3 volte all'anno magari nel cambio stagione più antipatico per stomaco ed intestino, quindi primavera ed autunno e dunque tra poco tempo..) alimentarsi per un mesetto senza glutine, fa solo bene! Soprattutto se si è border line (...e come minimo esami del sangue alla mano.... non sensazioni varie.. da guru o curandere improbabili) 

Perchè dico, per chi non è celiaco, (perchè ovvio che per chi lo è, il cibo a tavola debba essere sempre privo di glutine) di limitarsi a periodi circoscritti nel tempo? .. il motivo preciso-preciso lo so ma non sto a sciolinarlo poichè non sopporto chi parla a vanvera e scrive senza avere competenze del settore, quindi non essendo io medico lascio perdere (ma lo so dato che la mia gastroenterologa me l'ha spiegato molto bene)...

...posso però semplicemente riferire uno stralcio, ovvero che è errato eliminare dalla dieta alcuni alimenti (o inserirne) perchè è di moda, perchè lo dice la pubblicità, perchè così fan tutti... e quindi si crede, su queste  superficiali basi,  di stare meglio. Il senza-senza-senza... SE non ci sono motivi di salute validi e certificati crea più danni che benefici sul medio-lungo periodo all'organismo, all'apparato digerente (che poi non digerirà più un belino di niente) diverso è "una tantum"

Fine del discorso,  passo alla ricetta.

Cosa serve:

150 g. fecola di patate
100 g. farina di riso
1 pizzico di sale
170 g. zucchero semolato
la scorza grattugiata di mezzo limone naturale
1 bustina di cremor tartaro
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
3 uova intere
220 g. carote grattugiate
120 g. burro fuso ma freddo
latte q.b.

Facoltativo: zucchero a velo q.b.


Tirare fuori dal frigo le uova un'oretta prima di fare il dolce.
Grattugiare le carote precedentemente pelate e lavate.

Accendere il forno a 180°

Nella planetaria o in una ciotola mettere le farine setacciate con il lievito, lo zucchero, unire le uova intere ed  il burro.
Azionare la frusta e far amalgamare bene. Aggiungere un pizzico di sale e la scorza del limone.

Unire, in ultimo, le carote grattugiate. Se occorre unire qualche cucchiaio di latte. L'impasto deve essere morbido e "scrivere", ossia: se si alza un cucchiaio di impasto e lo si fa ricadere nella ciotola, deve formare un nastro. Quella è la consistenza giusta.

Versare il composto in una tortiera da 22D imburrata ed infarinata e mettere nel forno per circa 40/45 minuti. Fare la prova stecchino.

Togliere dal forno e, quando è raffreddata, servire. Se piace si può spolverizzarla di zucchero a velo. Io l'ho lasciata al naturale.




domenica 21 agosto 2016
Che c'entra il cous-cous con il pesto genovese e le olive taggiasche? ... niente.
Ma in frigo avevo quello da fare "andare" e mi sono detta: "beh il pesto con la pasta è (ovviamente) ok... le olive taggiasche anche perchè non potrebbero abbinarsi bene al cous-cous che sempre grano è?" e infatti è piaciuto. Certo se magari non avessi usato il piatto giallo, avendo preparato una pietanza gialla dovuto alla presenza del curry e ella curcuma...magari un po' di contrasto avrebbe reso maggiormente l'dea .. ma vabbè pace.

Cosa serve:

250 g. cous-cous precotto
acqua q.b. (leggere sulla confezione - può essere diversa da un tipo ad un altro)
1 cucchiaino curry
1 cucchiaino curcuma
sale e pepe q.b.
2 cucchiai olio evo
2 carote
2 falde di peperone carnoso rosso
1 pezzetto cipolla rossa
1 cucchiaio pesto genovese (classico con aglio!)
2 cucchiai olive taggiasche denocciolate al naturale

Mettere il cous-cous in una ciotola.

Fare sciogliere nell'acqua l'olio, il curry e la curcuma, unire un trito grossolano fatto con: 1 carota, 1 falda di peperone e poca cipolla, salare e portare a bollore. Versare il tutto sul cous-cous.
Unire 1 cucchiaio di olive tagliate a metà, aggiungere una macinata di pepe ed il pesto. Mescolare, mettere un coperchio e lasciare riposare 10 minuti.

Trascorso il tempo, mescolare nuovamente, aggiungere un filo d'olio se necessario, e servire guarnendo con le altre olive, la carota ed il peperone rimasti tagliati sottilmente per lungo (utilizzando un pelapatate).


Può essere un primo piatto o un antipasto. Può essere tranquillamente preparato con anticipo e portato in ufficio, può essere consumato freddo o appena intiepidito al microonde... insomma è versatile.

Ricetta semplice ma non copiata, se la prepari e la posti, per piacere inserisci il link al mio blog, grazie!!!
mercoledì 17 agosto 2016
Cosa serve:

400 g. latte di cocco (una lattina)
200 ml. panna liquida fresca
30 g. cocco rapè
120 g. zucchero di canna grezzo chiaro
la polpa di 1/2 bacca di vaniglia
4 uova intere grandissime xxl

Poi serve:

40 g. zucchero semolato per il caramello
2 cucchiai di cocco rapè + una spolverata per decorare
un ciuffo di menta o melissa (facoltativo) per decorare



Prima di tutto fare il caramello mettendo in un pentolino con il fondo spesso lo zucchero e, senza mescolare mai, ma muovendo solamente il pentolino, farlo sciogliere finchè diventa caramello a fuoco medio, poi travasarlo nello stampo da budino/ciambella e rivestire il fondo e parte delle pareti. Quando si è intiepidito e solidificato, cospargere sul fondo due cucchiai di cocco rapè.

Preriscaldare il forno statico a 180°.

In un pentolino mettere sul fuoco il latte di cocco con la panna, mescolare ogni tanto e fare scaldare senza portare ad ebollizione, poi spegnere e lasciare intiepidire. Intanto in una capiente ciotola, sbattere le uova intere con lo zucchero e la polpa della vaniglia, il composto non deve montare, non deve incorporare aria, ma amalgamarsi bene fino a quando lo zucchero sarà ben incorporato, in questo modo si eviteranno i buchi antiestetici poi nel budino cotto. Unire alla fine i 25 g. di cocco rapè e, a filo, il latte + panna ormai tiepidi (non aggiungere il liquido alle uova se è caldo altrimenti si otterrà un composto che avrà il sapore di frittata perchè le uova si coagulano se si unisce liquido caldo a uova crude).




Appena amalgamato il tutto, versarlo delicatamente dentro lo stampo con il caramello e il cocco rapè sul fondo, mettere lo stampo dentro una pentola appena più grande di diametro dello stampo, contenente acqua calda, e cuocere in forno a bagnomaria per un'ora abbondante.




Togliere dal forno, lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi riporre in frigo per almeno 2-3 ore (ma anche di più se possibile), al momento di servire, mettere su un piano uno o due canovacci piegati, prendere lo stampo e dare un colpo secco sbattendo lo stampo sul ripiano (ma senza esagerare..) in questo modo il dolce si dovrebbe agevolmente staccare senza dover immergere lo stampo in acqua calda rischiando di rovinare la consistenza del budino. Capovolgere dunque su un piatto di portata, dare una spolverata sui bordi del budino con un paio di prese di cocco rapè e servire (volendo guarnendo con un ciuffo di menta o melissa fresca)


N.B. siccome non ho copiato questa ricetta ma è un mio elaborato, (malgrado ce ne siano centinaia di ricette simili, naturalmente..) replicala pure,mi fa molto piacere e sarò felice di leggere commenti e critiche costruttive, consigli in merito, se la pubblichi sul tuo sito/blog inserisci per piacere il link di riferimento di appartenenza a questo post.
Grazie!!!
venerdì 12 agosto 2016
Cosa serve:

80 g. lievito madre rinfrescato la sera prima
40 g. farina segale bio
220 g. farina 0 bio macinata a pietra (per me la solita che compro al molino vicino casa mia)
1/2 cucchiaino di sale marino integrale fino
due cucchiai di olio italiano evo grezzo
150 ml. acqua a temperatura ambiente

Poi serve:

4-6 gherigli di noci
4-6 olive nere condite grandi e dolci col nocciolo (per me siciliane arrivano direttamente da un uliveto di una mia amica, ma ottime anche quelle di Gaeta, devono essere ben saporite ma non piccanti)


In una ciotola stemperare il lievito madre con 3/4 dell'acqua, unire la farina e lasciare riposare 10 minuti.

Mescolare con una forchetta, unire l'olio e il sale, unire l'altra acqua (la quantità del liquido dipende, come sempre dalla farina, da quanta ne assorbe, quindi va sempre intesa come indicativa), riversare l'impasto su una spianatoia ed impastare fino a quando si ottiene una pasta non appiccicosa.

Si otterrà 500 g. circa di impasto.



Oliare leggermente un'altra ciotola capiente e mettere la pasta, coperta da pellicola, a levitare fino al raddoppio. Se fa molto caldo, in estate ad esempio, possono bastare 5-6 ore. Se è inverno anche 10. Come sempre dipende dalla temperatura ed umidità dell'ambiente e soprattutto dalla forza del lievito madre, il mio è maturo e forte, se si ha un lievito "giovane" occorrerà più tempo.

Riprendere poi l'impasto, con l'aiuto di un tarocco/raschia, dividerlo in 4 pezzature, allargare ogni pezzo coi polpastrelli.


Su due pezzi distribuire la polpa delle olive, sugli altri due i gherigli delle noci spezzate grossolanamente con le mani.

Arrotolare la pasta su se stessa e formare 4 pagnottelle, che saranno di 125 g. cadauna.

Metterle, coperte con un canovaccio pulito, su una placca rivestita con carta da forno, a lievitare per circa 2-3 ore.


Cuocere in forno preriscaldato a 220° per circa 10 minuti, poi abbassare a 180° per altri 15 minuti (circa, dipende dal forno)



Ottimi da mangiare così, senza altra farcitura essendo già piuttosto ricchi e sostanziosi, ma se si desidera servirli per un brunch o comunque una colazione o merenda più sostanziosa, consiglio di abbinare fesa di tacchino con le pagnottelle alle olive e bresaola o salmone scozzese non affumicato con le pagnottelle alle noci.

Per un abbinamento vegetariano, invece, consiglio fettine di pomodoro tagliato al momento oppure peperoni abbrustoliti con le pagnottelle alle olive e caprino fresco (vero caprino.. non rotolini di latte vaccino) o zucchine grigliate con le pagnottelle alle noci. Sono solo poche idee, in realtà gli abbinamenti sono tantissimi!

N.b. non ho copiato questa ricetta da nessuna parte, ma è frutto della mia fantasia, quindi replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 
Grazie! :-)

Una colazione perfetta sia per il sapore che per le proprietà nutrizionali, per tutti grandi e piccini e soprattutto per chi non ama il dolce ma predilige il salato!

I benefici nell'introdurre nella nostra dieta le olive, l'olio evo e le noci? Vai a leggerle sul blog del mio amico  Gunther

Con questa ricetta partecipo al contest di Kucina di Kiara e Villa Tilli: Colazioni Dolci e Salate
lunedì 8 agosto 2016


Cosa serve: (naturalmente le dosi sono facoltative, la cosa importante è mantenere la proporzione 1:1)

60 g. lievito madre maturo e attivo rinfrescato la sera precedente (e poi mantenuto in frigo)
60 g. farina tipo 0 W 200-280
1 barattolino piccolo in vetro
1 sacchetto per congelare alimenti piccolo
2 etichette

Mettere nel robot da cucina, usando un cutter, il lievito madre (tirato fuori dal frigo 30-40 minuti prima) e la farina. Usando il tasto ad impulsi (per non fare surriscaldare il composto) tritare per ottenere uno sfarinato piuttosto fine ma NON in polvere, NON esagerare.




Mettere lo sfarinato ottenuto su un vassoio rivestito da carta da forno. Scuotere spesso il lievito madre secco e lasciarlo asciugare per una mezza giornata scarsa in luogo ben arieggiato.



Trasferire il lievito madre secco in una ciotola, impacchettare la ciotola con carta da forno (o carta del pane) in modo che non prenda umidità ma in modo che "respiri" ecco perchè non va usata la pellicola o nylon vari.. e riporre in frigo per una notte.


La mattina successiva dividere il levito madre secco e confezionare:


  1. un vasetto
  2. un sacchetto per congelare alimenti

Naturalmente io non mi sono fatta mancare niente e ho adottato entrambi i sistemi, va da sè che ognuno poi possa decidere per l'uno o l'altro in base alle proprie esigenze.

Etichettare entrambi scrivendo il contenuto e la data di confezionamento, poi conservare il barattolino in frigorifero e il sacchetto nel freezer.

In questo modo si potrà andare tranquillamente in vacanza e/o si potrà non panificare prendendosi una pausa dall'impastare ed infornare ed anche dall'obbligo di dover rinfrescare il nostro lievito madre.

Si conserverà molto bene per lunghi periodi in frigorifero (1-2 mesi) e in freezer (4-5 mesi).

Per riattivare il nostro lievito madre sarà sufficiente aggiungere acqua in quantità adeguata per ottenere il  consueto composto, dopo 3-4 rinfreschi tornerà pimpante.


N.B. Anche se alcuni conosciutissimi blogger dicono che non si fa, che non va bene... io mi fido di più dell'esperienza di un panettiere che fa questo mestiere da 40 anni. Che conosceva bene mio marito ed era stato gentilissimo da spiegarmi alcuni meccanismi in panificazione (poi si impara strada facendo..come in tutte le cose, io non peso più il lievito madre e farina e acqua quando rinfresco, faccio ad occhio e va benissimo! non stiamo li a diventare matti mica è alta pasticceria! Voi direte: "ma se nel post c'è la foto con la bilancia" rispondo: "Si, proprio perchè ho deciso di scrivere un post dedicato e, chi mi conosce, sa che io metto sempre le foto coi passaggi, ad esclusione di quando cucino a casa di altri o sono di corsa) Sicuramente questo fornaio non sa nemmeno come funziona internet, ogni tanto sbaglia i congiuntivi, non sa indicarti le dosi esatte perchè fa anche un po'  di casino con i grammi e gli etti e via dicendo e perchè lui ormai non va solo ad occhio.. ma va ad occhi chiusi.. eppure fa un pane che è una meraviglia senza essere un purista e senza avere la puzza sotto il naso di credersi chissà chi.. anzi. 

Ebbene lui panifica col lievito madre solo una volta solo la settimana perchè i suoi clienti a Torino, così richiedono. Dunque lui il lievito madre lo congela! quando rinfresca per panificare, ne toglie un pezzo e lo congela avvolto da carta da forno! Poi toglie il lievito dal congelatore il martedì, lo lascia a temperatura ambiente, quando scongelato lo rinfresca due volte e il giovedì mattina trovi caldo, profumatissimo e fragrante il suo pane sia bianco che di semola in grandisssssime pezzature (2-4 kg.) nel suo forno.

Dunque la domanda nasce spontanea.. io ho già provato a congelare il mio lievito madre? Si. Posso dire la mia esperienza? No. Si è scassato il congelatore lo scorso anno. Ora l'ho ricongelato. Sia nudo e crudo in forma solida, che secco, in polvere come sopra. Poi vi dirò.. se non sarò sommersa dal lievito madre che si sarà impossessato della mia casa e di me (o se non si scassa di nuovo il frigo..) testerò e aggiornerò il post.
giovedì 4 agosto 2016
Cosa serve per DUE persone:

n. 2 melanzane
250 g. polpa di pomodoro crudo a pezzi/filetti (io quella che faccio in casa)
alcune foglie di basilico
60 g. formaggio francese morbido tipo taleggio (o taleggio stesso)
n. 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
n. 2 cucchiai di pane raffermo grattugiato
olio evo q.b.
n. 1 cucchiaio di capperi sotto sale
un misto abbondante tritato di: prezzemolo, maggiorana, scalogno, salvia, timo

Poi serve:
sale grosso q.b. (per spurgare le melanzane)


Lavare le melanzane e tagliarle per il lungo non troppo sottilmente, altrimenti arrostendole bruciano.
Metterle a strati in un colapasta, cospargendole di sale grosso per fare tirare fuori l'acqua amara di vegetazione, coprire con un piatto e lasciarle un paio d'ore. Poi sciacquarle sotto il getto di acqua fredda del rubinetto, asciugarle bene.

Spennellare ogni fetta con un goccino di olio evo e farle arrostire in una padella antiaderente da entrambi i lati, fuoco medio, mi raccomando, non devono bruciare. Tenere da parte.

Preparare il pomodoro, sbucciandoli, eliminando i semi e tagliandolo a filetti. Metterlo in una ciotola, salare un pochino e condire con poco olio e foglie di basilico (io uso quello che conservo al naturale nei barattoli, per la ricetta clicca qui)


Preparare la parte croccante e gustosa del piatto mettendo in una ciotolina tutti gli altri ingredienti, tranne il formaggio molle francese (o taleggio), unire i capperi dissalati sotto acqua corrente, strizzati e tagliuzzati a coltello e condire con un filo di olio evo ed amalgamare.

preriscaldare il forno a 190°
Assemblare il piatto: oliare una teglia non troppo grande in modo da ottenere quattro strati, fare uno strato di melanzane leggermente sovrapposte, in orizzontale, il seguente in verticale, quello dopo di nuovo orizzontale ecc (come si fa per le lasagne), aggiungere qualche cubettino di formaggio francese, pezzetti di pomodoro e basilico qua e là, senza strizzarli troppo, la benissimo che si sia un po' di acqua di vegetazione, poi unire una spolveratona abbondante del mix parmigiano, pangrattato ed erbe aromatiche.

Infornare per 50/60 minuti. Togliere dal forno, coprire con il coperchio della teglia se c'è o con carta di alluminio (in modo da creare vapore e renderle morbide e ancora più gustose) lasciare riposare una bella mezz'ora e servire tiepide/temperatura ambiente.
(buone anche fredde e buone anche preparate il giorno prima)


lunedì 1 agosto 2016
Cosa serve:

500 g. farina 00 per pizze e focacce (W 170-180)
230 g. acqua (circa dipende dalla farina)
60 g. latte
2 cucchiaini rasi di sale fino
fleur de sel (o sale grosso marino integrale) q.b.
3 cucchiai di olio evo (+ quello per l'emulsione)
alcuni aghi di rosmarino
2-3 pizzichi di santoreggia sbriciolata
origano q.b. (possibilmente fresco)
120 g. lievito madre già rinfrescato (oppure 10 g. lievito di birra fresco)

Mettere nella ciotola la farina con il latte, il lievito e l'olio.
Iniziare ad impastare inserendo, poco alla volta l'acqua appena-appena tiepida. Se si ha la planetaria farla girare sulla velocità 2 e aumentare poco alla volta fino alla 4.

Unire il sale, l'origano, la santoreggia e il rosmarino a piacere spezzettato con le mani.

Potrebbe avanzare dell'acqua come potrebbe occorrerne ancora un po' (ma è difficile); deve risultare un impasto abbastanza compatto ma non duro, sicuramente non appiccicoso.


Oliare una ciotola capiente, mettere l'impasto, coprire con pellicola alimentare e mettere nella parte bassa del frigo a lievitare tutta la notte.

La mattina tirare fuori la ciotola e lasciarla (sempre coperta) a temperatura ambiente almeno un'ora.


Sulla spianatoia leggermente infarinata stendere l'impasto col mattarello, lasciandolo abbastanza spesso (diciamo 1 cm.) tagliare col coppapasta (o in assenza con un bicchiere) dei cerchi di pasta.




Mettere le focaccine sulla placca ricoperta da carta forno, ben distanziate. (io ho usato la placca del forno + un'altra teglia) formare con le dita dei buchini. Ricoprire con pellicola tenendola un po' sollevata (mettere quindi sulla placca un attrezzo/stampo/bicchiere - quel che si vuole) e fare lievitare un'oretta e mezza.




Preriscaldare il forno a 190°.
In una ciotolina emulsionare bene olio evo con un goccio d'acqua e con l'aiuto di un pennello, spennellare


abbondantemente le focaccine. Cospargere poi con qualche granello di fleur de sel (o sale grosso marino integrale) ed infornare per 20/25 minuti. Dipende dal forno e dipende da quanto sono spesse le focaccine. Devono essere ben dorate ma soffici.

Si servono tiepide o fredde sia con farciture salate che dolci

 



N.b. non ho copiato questa ricetta da nessuna parte, quindi replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 
Grazie! :-)
sabato 30 luglio 2016
Sono felicissima di avere vinto il Contest "Ci offrite la colazione?"  del blog Ma come cucini?



Le mug sono strepitose! Bellissime, ancora di più dal vivo :-) e, giuro, sembrano scelte appositamente da abbinare al mio servizio di piatti!
Sono arrivate perfettamente imballate ed incartate con deliziosa carta rosa che profumava di sapone di marsiglia. Un piacere ed una gioia anche a spacchettare.

Ringrazio ancora di cuore Elisabetta e Maria Pia per avere scelto la mia ricetta :-)




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