Crostatine di grano saraceno con crema alla nocciola e fava tonka

Queste sono tortine abbastanza grandi, una monoporzione generosa perfetta per un'abbondante colazione, sono nutrienti e golose, l'ideale per chi ama il sapore unico del grano saraceno integrale (coi ritagli potete fare ottimi biscottini)


Cosa serve per 4 crostatine da 12D:
100 g. farina 00
200 g. farina di grano saraceno integrale
100 g. zucchero semolato
1 uovo
buccia grattugiata di mezza arancia bio
1 pizzico sale
1 pizzico fava tonka grattugiata
1/2 cucchiaino scarso di lievito per dolci
crema spalmabile alla nocciola q.b.
granella di pistacchio q.b.
zucchero a velo q.b.

Montare il burro morbido (tenuto a temperatura ambiente almeno un'ora) con lo zucchero e la scorza dell'arancia, unire l'uovo aggiungere il pizzico di sale e quello della fava tonka grattugiata, amalgamare bene ed aggiungere in una volta sola le farine precedentemente setacciate.
Lavorare l'impasto il meno possibile, se si usa la planetaria utilizzare la foglia, oppure il robot da cucina col cutter, se si fa a mano, dopo aver montato burro, zucchero e uovo, assemblare il resto con la punta delle dita velocemente. Formare un panetto, avvolgerlo con pellicola alimentare e porre in frigorifero due o tre ore.

Con farina 00 infarinare leggermente piano da lavoro e mattarello molto spesso, prendere la frolla dal frigo, liberarla dalla pellicola e dare dei colpetti con il mattarello per appiattirla prima di stenderla in una sfoglia di circa 1/2 cm. (si può anche stenderla tra due fogli di carta da forno). Rimetterla in frigo una decina di minuti e di seguito coppare con tagliapasta/taglia biscotti che sia più grande in modo che anche i bordi degli stampini vengano rivestiti.
Farcire con la crema di nocciola e la granella di pistacchi.




Cuocere in forno preriscaldato a 170° statico per 20 minuti circa, sfornare, spolverizzare in modo molto leggero con zucchero e velo, lasciare raffreddare completamente e servire.



Marmellata di limoni e mandarini con vaniglia

Oggi, al Km 0 prepariamo le conserve, si perchè anche in inverno c'è tanto da mettere sotto vetro, io ho scelto di fare la mia marmellata preferita, quella di agrumi, questi frutti sono super bio, arrivano direttamente dall'agrumeto di mio cugino, in Sicilia, me li ha spediti col corriere espresso ed ho potuto ottenere una conserva sublime.



Marmellata da fare in tre giorni

Cosa serve:
1 kg. limoni (peso netto dagli scarti) naturali buccia edibile e sottile
1 kg. mandarini (peso netto dagli scarti) naturali buccia edibile
1,150 kg. zucchero (ovvero metà peso dei mandarini e 2/3 del peso netto dei limoni)
950 g. acqua
1 bacca di vaniglia (solo la scorza non i semi)

1° giorno:

Lavare accuratamente i limoni e i mandarini strofinandoli con una spugnetta pulita, togliere le estremità e tagliarli per il lungo poi a fettine sottili, eliminare la parte bianca centrale e i semi eventuali, metterli in una grande ciotola (recuperando anche il succo sul tagliere), pesare i limoni per regolarsi quanta acqua e zucchero utilizzare seguendo le proporzioni indicate negli ingredienti. (segnare il peso se si teme di dimenticarlo). Mettere le fette degli agrumi in una grande pentola (suddivisi in due o più pentole se la qualità è maggiore) e coprire con acqua abbondante. Mettere in frigo o luogo fresco coperta da pellicola. Scolare le fette nello scolapasta dopo 12 ore e cambiare l'acqua,  lasciare di nuovo macerare per altre 12 ore. 

2° giorno:

Scolare le fette degli agrumi, cambiare l'acqua, porre la pentola sul fuoco e portare al bollore, spegnere e lasciare raffreddare, fare macerare altre 24 h. sempre in frigo o luogo fresco 

3° giorno:

Sterilizzare vasetti e tappi già lavati (in forno a 100° per mezz'ora) e tenerli al caldo. Scolare le fette e buttare l'acqua. Ricoprirle con abbondante acqua nuova e portare a bollore, lasciare cuocere fino a quando le scorze risulteranno tenere (controllare infilandole con una forchetta) una quindicina di minuti. Scolarle 

Intanto in una larga casseruola antiaderente preparare uno sciroppo con l'acqua e lo zucchero indicato negli ingredienti, aggiungere anche la bacca di vaniglia (senza semi perchè conferirebbero un colore scuro alla marmellata, per cui ho usato la polpa per altra ricetta e la buccia per questa marmellata, ha conferito un'aroma favoloso lasciando intatto il colore), quando lo zucchero è sciolto e lo sciroppo bolle aggiungere le fette di limone e di mandarino sgrondate, abbassare il fuoco e lasciare cuocere ancora una quindicina di minuti, ci sarà ancora parecchio sciroppo, è giusto così, controllare bene che non ci siano semi, eliminare la bacca di vaniglia (si può lavare, lasciare asciugare e riutilizzare, magari mettendola dentro al barattolo dello zucchero) e frullare con il frullatore ad immersione lasciando qualche scorzetta intera che fa sempre piacere trovarla, rimettere sul fuoco che deve essere bassissimo (meglio se con uno spargifiamma) e lasciare addensare, altri quindici minuti di solito sono sufficienti, non troppo perchè poi la marmellata  raddenserà ancora col riposo nei vasetti. 

Invasare quando ancora calda, chiudere, rivoltare i vasetti con il tappo a contatto del tavolo e lasciarli in quella posizione 30 minuti, poi rivoltarli, coprirli con una coperta e lasciare che raffreddino completamente per almeno 8-12 ore, poi etichettare e riporre in cantina. 


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Carciofi stufati con gamberoni al brandy

Questo semplice piatto può essere servito come secondo con contorno per una persona oppure diminuendo la quantità, come antipastino per tre commensali.


Cosa serve:
3 gamberoni
2 carciofi con le spine
un pezzettino aglio
poco olio evo
sale e pepe q.b.
prezzemolo q.b.
un goccio brandy

Pulire i carciofi come di consuetudine eliminando le foglie coriacee esterne, eliminare abbondante estremità spinosa, tagliarli a metà, con un coltellino affilato togliere tutta la barbetta e tagliarli a fettine. Fare scaldare un filo d'olio con poco aglio (da eliminare a fine cottura), fare brasare i carciofi aggiungendo poca acqua via-via che cuociono, devono risultare teneri.

In un altro padellino antiaderente, scaldare poco olio, unire i gamberoni già puliti dal budello e privi di testa e carapace, mantenere la fiamma dolce e farli cuocere 3-4 minuti per lato, quando si voltano sfumare con un goccio di brandy, salare e pepare a fine cottura. Servire con i carciofi.

Fugassa d'la befana (focaccia dolce tipica piemontese dell'epifania - tutorial)

Alcune ricette sono tranquillamente personalizzabili ed è divertente creare varianti, poi ci sono certe ricette della tradizione sulle quali non si può farla passare liscia a chi scrive e fa cavolate senza senso, mi dispiace, la fugassa d'la befana è tra queste e quindi occorre una premessa esaustiva, perchè non si tratta di una semplice brioche/focaccia dolce, è molto ma molto di più, e non è fatta a forma di stella, non nel Piemonte occidentale per lo meno, se volete leggere mi fa piacere, :-) altrimenti andate direttamente alla ricetta, non mi offendo.

Questo è un dolce piemontese che si trova da acquistare nei negozi (ma anche al mercato in alcuni banchi di rivendita prodotti da forno locale) e si prepara subito dopo capodanno, soprattutto in occasione dell'epifania (ma poi si trova e si mangia per tutto il mese di gennaio e a volte anche oltre), non c'entra niente con la focaccia salata, questa è una sorta di pasta dolce (non troppo) lievitata costituita da ingredienti semplici, la cui prerogativa è la caramellizzazione della superficie che quindi deve essere golosa e croccante, senza la quale questa focaccia dolce non si caratterizza rispetto ad altre tipologie di pasta brioche; la superficie dunque risulta piuttosto scura, ergo non confondetevi...  non è maldestramente bruciata. Sapore e consistenza tra esterno ed interno: l'uno dolce e croccante,  l'altro soffice e moderatamente zuccherato, sono quindi perfettamente bilanciati. Questa è la vera focaccia della befana del mio territorio, ne ho viste altre versioni molto diffuse sia in internet che su alcuni libri molto recenti di cucina regionale, attribuite alla focaccia della provincia di Cuneo, la cui forma dicono è a 16 spicchi, attorcigliatissimi, costituita da un impasto arricchito con uvetta, a volte liquore, ma soprattutto dalla superficie spennellata e lucidata con uovo + latte, ovvero come una comune brioche... (leggi sopra) e a volte con zuccherini colorati; sinceramente io non l'ho mai vista fatta così e sono diversamente giovane :-), ma può darsi che sia sempre esistita e che non sia (come invece io suppongo…) una variante virale partita da qualche internauta. Mah non so.. ormai la rete da per tradizione quel che non lo è mai stato e le persone si fidano (io stessa cerco sempre fonti autorevoli ma li dietro al monitor e alla tastiera ci possono essere persone che scrivono ma in realtà non sono per niente ferrate; mi è capitato di leggere su siti di interesse pubblico (comunali e regionali) ricette molto, ma molto fantasiose su capisaldi come ad esempio la nostra bagna cauda, descritta in modo da far rabbrividire e scandalizzare noi piemontesi, un po' come se un romano leggesse che la carbonara va fatta con panna, pancetta, vino bianco, ecco... ho reso l'idea?.

In ogni caso, nelle nostre panetterie (io ne sono stata titolare e parlo a ragion veduta) e pasticcerie (e per nostre intendo Torino e provincia) la fugassa d'la befana è questa, zucchero e burro in più o in meno a 8 spicchi ritorti una sola volta e ricongiunti a formare petali di un fiore. Esiste anche un'altra ricetta di focaccia dolce più semplice (ma non è della befana, si fa e si mangia tutto l'anno) senza arancia candita, senza ghiaccia (ma con tanto zucchero in superficie, sempre per caramellare), non si creano i petali e si lascia liscia (no buchi, no salamoia dolce, quella è la focaccia dolce di Alessandria, ed è ancora diversa, prima o poi farò entrambe). Se devo dire tutta-tutta la verità ce ne sarebbe una versione più complessa, simile ad un panettone basso e infatti è ricca di uova e burro, più alta, impastata con lievito madre ed inforcata appena cotta e messa a testa in giù, esattamente come si fa per il panettone (e le colombe, i grandi lievitati), ma ormai si vedono sempre più raramente se non nelle pasticcerie storiche di un certo livello (e mi piacerebbe tanto avere la ricetta per provarla). Spero di aver chiarito un po' le idee se qualcuno le avesse confuse riguardo la nostra focaccia della befana :-)

A fronte di questo aggiungo che: 

1) io uso poco lievito perchè detesto il suo retrogusto e preferisco i lievitati leggeri e digeribili, indi per cui faccio lievitare a lungo e maturare in frigo, ma se volete impastare ed infornare in giornata aumentate il *lievito a 15 g. saltate il passaggio a temperatura controllata (frigo) e accorciate i tempi.

2) se non volete fare la ghiaccia ma spennellare la superficie con uovo + latte (MA non è questa focaccia) consiglio di aumentare un po' la quantità di *zucchero nell'impasto. 

3) ultimissima cosa, ma non meno importante: questa non è una torta da forno/da credenza in cui si aggiunge il pizzico di sale. Questo è un lievitato dolce e occorre inserire la giusta quantità di sale (anche se dolce, appunto) diversamente si sbilancia il sapore e ne inficia la lievitazione stessa (il sale è un elemento fondamentale), diffidare se leggete ricette in cui manca o non è specificata la quantità. Ok, credo sia tutto... non male per una "semplice" focaccia dolce :) ma si sa, le ricette semplici occorre farle bene e non è detto che siano le più facili.



Per una focaccia da 32D


Per l'impasto serve:
500 g. farina forte tipo 0 260/280 (13%/14% proteine)
5 g. lievito di birra fresco* leggi premessa
180 g. latte
100 g. burro morbido
100 g. uova (2 medie)
10 g. sale fino
i semi di mezza bacca di vaniglia
la scorza di un'arancia naturale
50 g. arancia candita
85 g. zucchero semolato* leggi premessa
20 g. miele

Per la ghiaccia serve:
35 g. albume (1 medio)
2 g. armelline (o qualche goccia di aroma naturale mandorla amara)
5-6 gocce aroma fiori di arancio
40 g. farina di mandorle (o mandorle spellate tritate finemente)
60 g. zucchero a velo
1 cucchiaino liquore all'amaretto
1 cucchiaino olio di mais

Per la superficie serve:
zucchero a granella q.b
zucchero a velo q.b.
zucchero semolato q.b.
poco burro

Per prima cosa preparare la ghiaccia (se ne avanzate un po' si può mettere in un bicchierino di carta da caffè e si congela, ottima da usare per altre brioche e torte varie, muffin), mettere tutti gli ingredienti in un piccolo tritatutto elettrico e, usando il tasto ad impulsi, ottenere un composto leggermente granuloso ma omogeneo, metterlo in una ciotolina, coprire con pellicola e tenere da parte in frigo. Preparare il lievitino: (servirà ad utilizzare poco lievito e a rendere leggero e digeribile l'impasto, consiglio vivamente di non saltare questo passaggio) in una ciotola sciogliere il lievito con 100 g. di latte leggermente intiepidito, mescolare con una forchetta, unire 100 g. di farina e sbattere per formare una pastella, coprire con pellicola e lasciare riposare un'ora e mezza. 

Intanto pesare e preparare gli altri ingredienti che devono essere tutti a temperatura ambiente. In un piccolo tritatutto elettrico frullare l'arancia candita con il miele e i semi della bacca di vaniglia poi aggiungere anche la scorza grattugiata dell'arancia. Tenere da parte. Tagliare a cubetti il burro e tenere da parte. Trascorso il tempo indicato, procedere con l'impasto vero e proprio: in una ciotola capiente qualunque ( o della planetaria se si usa, in questo caso montare l'accessorio foglia) inserire il lievitino, le uova precedentemente sbattute e il restante latte (a t.a), amalgamare a lungo poi unire la restante farina poca alla volta, inserire lo zucchero poco alla volta, tutti gli aromi e il sale, tenere in ultimo il burro che va inserito un pezzetto per volta, lentamente; continuare ad impastare dentro la ciotola fino a che l'impasto prende consistenza poi travasare sul piano da lavoro e proseguire con le mani.

Imburrare molto bene una ciotola e mettere all'interno l'impasto chiuso a palla, coprire con pellicola e un canovaccio tenuto fermo da un elastico e lasciare la ciotola a temperatura ambiente un'ora e mezza, poi in frigo (leggi punto 1) per una notte o comunque per 12 ore.


Tirare fuori dal frigo la ciotola e lasciarla acclimatare a t.a. per un'ora, intanto rivestire con carta da forno tagliata a misura, uno stampo usa e getta di alluminio resistente microforato da 32D, imburrare la carta da forno (VA fatto altrimenti si fatica a staccare gli spicchi per dare forma alla fugassa). Riversare delicatamente l'impasto sulla spianatoia, dare due pieghe a libro a distanza di 10 minuti (sempre coprendo l'impasto con pellicola), dare una forma sferica e posare l'impasto sullo stampo, coprire con pellicola e attendere 10 minuti. Togliere la pellicola, imburrare le mani e distribuire sulla superficie qualche fiocchetto di burro morbido, allargare l'impasto dal centro verso l'esterno fino ad arrivare a metà stesura. NON forzare. Ricoprire con pellicola e attendere di nuovo 10 minuti. Questi step, si dice lasciare "puntare" l'impasto, permette al glutine di rilassarsi e renderlo elastico e maneggevole, non bisogna avere fretta se si vuole ottenere un certo prodotto, altrimenti meglio optare per una ciambella o una torta di mele e la focaccia andate a comprarla :-))) infine eliminare la pellicola e terminare la stesura dell'impasto facendo roteare lo stampo fino ad arrivare quasi al bordo. 

Con le forbici da cucina praticare 8 tagli a croce senza arrivare al centro (guardare le foto) poi effettuare per ogni spicchio una semplice torsione a caramella sotto-sopra (180°) non girate più e più volte; infine congiungete le estremità arrotondando la focaccia, l'effetto è simile quello dei petali di un fiore, otto per l'appunto (non di più))



Coprire un ultima volta con pellicola e mettere la focaccia a lievitare in luogo tiepido un'ora e mezza circa, va benissimo il forno spento con la lucina accesa (si può anche preriscaldare a 50° poi spegnere, accendere la lucina, aspettare un pochino che la temperatura si abbassi a 30° circa ed inserire la focaccia all'interno). Quando è quasi ben lievitata tirarla fuori dal forno e preriscaldare in modalità statica a 190°. Tirare fuori la ghiaccia da frigo. Quando il forno è a temperatura distribuire con l'aiuto di una sac a poche (o semplicemente con una spatolina e mano leggera) la ghiaccia sulla focaccia, spolverizzare poi con poco zucchero a velo e alcuni granelli di zucchero. Spruzzare sul fondo e le pareti del forno un po' d'acqua per creare umidità ed infornare per 30 minuti. Tirare fuori dal forno la focaccia, spolverizzare con abbondante zucchero semolato (due-tre belle prese) e rimettere in forno nella parte alta per fare caramellare la superficie e abbassando la temperatura a 170° per altri dieci minuti circa. Una parte di zucchero dev'essere sciolto e la superficie della fugassa risultare brunita e caramellata, una parte intatto e croccante. C'è chi a focaccia sfornata aggiunge altro zucchero semolato, per me va bene così.Verificare la cottura con uno spiedino di legno (come si fa con le torte).

Sfornare e lasciare intiepidire su una gratella. Degustare.

Si può conservare due o tre giorni avvolgendola in un sacchetto di polipropilene (quello dei panettoni) o si può anche congelare, sia intera (alcuni negozi la congelano) che a fette. Ottima servita con zabaione caldo o cioccolata calda.


                                  

Il nostro paniere completo ha sfornato:


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Farfalle integrali con broccolo piccante e mandorle

Il primo post dell’anno vuol essere una pausa dai dolci delle feste (ma solo per qualche giorno eh? 😄) 

Questo è un buonissimo e sano piatto di pasta integrale. 

Cosa serve per DUE persone:

160/200 g. farfalle di semola integrale (a seconda dell'appetito)
200/250 g. broccolo siciliano
aglio granulare q.b. oppure un pezzettino di aglio schiacciato
peperoncino secco piccante tritato q.b.
sale q.b.
una manciata mandorle sgusciate
un pizzico maggiorana oppure origano se piace
olio evo q.b.

Dividere il broccolo in piccole cimette e cuocerlo a vapore.
Tagliare in 3 o 4 parti le mandorle, farle tostare qualche istante in un padellino antiaderente a fiamma bassa (devono solo scaldare non bruciare), tenere da parte.
Intanto cuocere la pasta come di consueto tenendola indietro di cottura di un minuto.

In una larga padella mettere olio evo q.b. l'aglio a piacere (consiglio di non ometterlo perchè ci sta proprio bene) e il peperoncino, lasciare insaporire a fiamma bassissima qualche istante poi unire il broccolo cotto, salare, unire un mestolo di acqua di cottura della pasta e aggiungere le farfalle (se la pasta non è ancora cotta, spegnere sotto la padella e riaccendere al momento opportuno), unire se piace un pizzico di maggiorana o origano, saltare la pasta ed impiattare, aggiungere le mandorle e servire.



Spongata

Questo sarà l'ultimo post dell'anno per cui ho deciso di chiudere in dolcezza augurando a tutti voi che passate di qui un sereno 2023!

Amo molto le ricette della tradizione, della mia, del mio territorio, ma anche quelle di tutto il nostro bel Paese e delle altre Nazioni. Sono fermamente convinta che vadano preservate. Questa ricetta della spongata è di famiglia della mia amica Cecilia del blog idee in pasta sul suo sito potete leggere tutte le info storiche di questo dolce natalizio e anche tutti gli accorgimenti da adottare per ottenere un dolce veramente squisito e fatto ad hoc, perchè come dice giustamente lei, questo non è per chi ha fretta, per chi non ha pazienza di aspettare i tempi corretti di maturazione che richiedono queste preparazioni.

Io ho solo fatto due piccole varianti secondo il mio gusto, ovvero ho utilizzato fichi secchi al posto del cedro e marmellata di arance e limoni (più un rimasuglio di confettura di susine gialle) home made al posto della confettura di albicocche che, con i fichi secchi e il resto degli ingredienti, è risultato un connubio di sapori perfetto. Alcune mie considerazioni: siccome in questa ricetta gran parte del ripieno è dato dal pangrattato come da antica ricetta (e non biscotti come ho letto che qualcuno usa, probabilmente da ricette un po' più moderne o rivisitate)  il sapore di base è neutro, quindi un protagonista importante, insieme alle spezie, a mio avviso è il miele, io ne ho usato uno molto-molto aromatico di fiori alpini delle Langhe (valli Cuneesi), ha conferito un aroma intenso che ha fatto la differenza, indi per cui vi consiglio d'usarne uno davvero buono. Questo dolce delle feste ci è piaciuto tantissimo! E' davvero squisito, ho avuto buon occhio :-) 
Grazie infinite a Ceci per la ricetta (io ho dimezzato le dosi della ricetta originale che sono per due torte e ne ho fatta una)



Cosa serve per una spongata da 24D

Per la pasta:
200 g. farina 00
60 g. burro morbido
1 pizzico sale
85 g. zucchero semolato
50 ml. vino bianco 
1 goccino olio d'oliva
zucchero a velo per spolverizzare

Per il ripieno:
100 g. miele (per me di fiori di montagna del Cuneese)
100 g. confettura di albicocche (per me un mix delle mie fatte in casa: susine gialle, marmellata di arance e di limoni)
60 g. mandorle pelate
60 g. nocciole sgusciate
50 g. pane grattugiato
25 g. scorza arancia candita
25 g. cedro candito (io 35 g. fichi secchi qualità morbidi, quelli nelle bustine)
25 g. pinoli
25 g. uvetta sultanina
7 g. mix di spezie in polvere: cannella, chiodi di garofano, noce moscata
1 pizzico pepe 
1 goccio cognac


Per prima cosa preparare il ripieno. Pesare tutti gli ingredienti e tenerli a portata di mano, intanto fare tostare il pangrattato in forno a 180° per 20 minuti mescolandolo dopo 10 minuti. In un tritatutto elettrico tritare finemente le mandorle e le nocciole. Sciacquare l'uvetta e metterla in ammollo in acqua. Fare a cubettini la scorza d'arancia candita e i fichi secchi (togliere il peduncolo), tenere da parte.  
In una padella capiente mettere il miele, accendere il fuoco dolce e, quando è sciolto unire il pangrattato ormai intiepidito, mescolare accuratamente, aggiungere mandorle e nocciole tritate, le spezie e i pinoli interi. Mescolare per avere un composto ben amalgamato.
Spegnere il fuoco. Incorporare nell’ordine: marmellata, canditi, il goccio di cognac e l’uvetta scolata e strizzata.
Trasferire il composto in un contenitore di vetro che chiuda bene per non fare passare aria e riporre in frigorifero a maturare per almeno una settimana dice Cecilia (io l'ho lasciato 9 giorni).

Trascorso il periodo di riposo del ripieno fare la pasta, si può fare con la planetaria o a mano, in una ciotola.
Lavorate insieme il burro e la farina, unire lo zucchero tutto in una volta continuando ad impastare.
Aggiungere un filo d’olio e un pizzico di sale e il vino a filo.
Bisogna ottenere una pasta morbida, liscia ed elastica quindi occorre regolarsi per la quantità di vino in base a come si presenta l’impasto.
Trasferire la pasta sulla spianatoia, formate un panetto, avvolgerlo con pellicola e farlo riposare un’oretta in frigo.
Trascorso il tempo di riposo della pasta toglierla dal frigo e togliere anche il ripieno. 
Spolverizzare leggermente la spianatoia (se serve) e dividere l'impasto a metà, tirare la pasta col mattarello molto sottilmente ottenendo due dischi, attenzione però a non farla rompere, adagiare un disco di pasta su una teglia rivestita con un foglio di carta da forno, disporre la farcia lasciando liberi i bordi, premere sul ripieno con le mani o col dorso di un cucchiaio per pressarlo e livellarlo, coprire con il secondo disco di pasta, premere i bordi per farli aderire,


Coprire la spongata con un canovaccio e lasciare riposare al fresco per altre 12/24 ore. Cecilia dice: le scale, assolutamente non frigo, piuttosto infornare senza fare ulteriormente riposare. Io non ho scale a disposizione a tale scopo, per cui presumendo una temperatura fresca intorno 10 gradi ho fatto riposare la spongata sul balcone per alcune ore diurne, poi ho infornato. 

Accendere il forno statico a 175°C, bucherellare la superficie della spongata coi rebbi di una forchetta per non fare gonfiare la pasta e a far uscire il vapore del ripieno in cottura (io ho fatto qualche disegnino natalizio) infornare e cuocere il dolce per 30 minuti circa o fino a quando sarà leggermente dorata (per me 45 minuti, ovviamente dipende dal forno)


Lasciare raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo. Attendere qualche giorno prima di degustarla in modo che i sapori si possano amalgamare al meglio e si possano sprigionare i profumi (io ho aspettato 4-5 giorni)


Cecilia consiglia di chiudetele in un foglio d’alluminio e di conservarle in un luogo fresco e asciutto, in questo modo si manterrà a lungo.
Io l'ho avvolta in un foglio di polipropilene (quello per i panettoni) in attesa di essere gustata e l'ho spolverizzata con lo zucchero a velo prima di tagliarla.



Stelline di pasta sfoglia con robiola, gorgo, mascarpone e noci

Alla rubrica "al km 0" si continua a festeggiare e a sfornare buone idee per la tavola del Natale e per capodanno, io ho preparato queste stelline di pasta sfoglia (per me home made) super sfiziose e golose, potete fare la pasta sfoglia in casa seguendo ad esempio la sfoglia tradizionale ricetta di Montersino oppure quella facile di Iginio Massari altrimenti potrebbe essere una validissima alternativa quella semplice alla ricotta, ma se volete fare velocissime potete acquistarla, mi raccomando però, che sia di ottima qualità!


Cosa serve:
350 g. pasta sfoglia (per me fatta in casa)
100 g. robiola freschissima
80 g. gorgonzola col mascarpone
gherigli di noci q.b.
1 tuorlo per spennellare

Stendere la pasta sfoglia sottilmente, con uno stampino a forma di stella ricavare 24 stelline, con i rebbi di una forchetta punzecchiarne 12 spennellare quindi la superficie in modo leggero con il tuorlo sbattuto e fare aderire le restanti 12 stelline precedentemente forate con uno stampino più piccolo (in tal modo si otterrà solo un bordo esterno, esattamente come si fa per i vol-au-vent), le stelline piccolissime di pasta sfoglia che si avanzano, si possono spolverizzare con semi di sesamo, cuocerle a parte e offrirle con l'aperitivo. 



Adagiare le stelline di sfoglia sulla placca rivestita con carta da forno e mettere in frigo, intanto preriscaldare il forno statico a 200°.
Quando il forno è a temperatura infornare e cuocere 15 minuti circa, controllare, la sfoglia deve essere cotta e dorata. Sfornare e lasciare raffreddare. 
In una ciotolina mettere i formaggi, condire con un filino d'olio evo, mescolare con una forchettina; inserire la farcia in una piccola sac a poche usa e getta oppure usare un piccolo cucchiaino e riempire le stelline di sfoglia, guarnire con le noci sgusciate. Conservare in frigo fino al momento del consumo




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BUON NATALE! 

Torta Fedora (pasticceria siciliana)

La torta Fedora fa parte della pasticceria siciliana o meglio, di una parte dell'isola, perchè ho chiesto a mio cugino (marsalese) se la conoscesse e mi ha risposto negativamente, idem ad una conoscente catanese, per cui non so l'origine, so solo che l'avevo vista in qualche sito e mi era piaciuta da subito, ovviamente ... io amo i dolci con la ricotta di pecora per cui ho voluto fare delle ricerche e ho letto che si tratta di un dolce datato, infatti esteticamente ricorda le torte classiche degli anni '80 e '90 e a me sinceramente sta benissimo non apprezzando per niente i dolci moderni con glasse, gelatine, zucchero a volontà, coloranti; tuttavia ho voluto omettere le ciliegie candite proprio perchè fasulle (diciamo), preferendo senza dubbio la scorza d'arancia candita di qualità. Per la farcia (molti dolci siciliani si contraddistinguono per la stessa identica farcia che poi viene utilizzata in diversi modi, ad esempio cannoli, sfinci) mi sono regolata secondo il mio gusto nel rapporto ricotta/zucchero/gocce di cioccolato (come ad esempio nei miei cannoli siciliani) tenendo conto che in questa torta c'è anche la bagna con la sua bella dose di zucchero, credo di averla bilanciata molto bene perchè è risultata dolce il giusto (secondo il nostro palato nordico). Ho poi usato pistacchi di Bronte interi tritandoli io a coltello e un liquore alla mandorla fatto in casa che ho ricevuto in dono, in modo che riprendesse il sapore della frutta secca, abbinamento azzeccatissimo, se non trovate un corrispettivo in rete ho letto che usano un liquore all'arancia, vedete voi, io non l'avessi avuto avrei senza dubbio usato un marsala secco. Davvero ottima! L'ho preparata per il compleanno di mio figlio Andrea



La mia tabella di marcia:

1° giorno:
- fare il pan di spagna
- comprare la ricotta e metterla in frigo a sgocciolare dentro ad un colino a sua volta dentro ad una ciotola, coperta da pellicola e lasciarla per tutta la notte o per almeno 8 ore

2° giorno
- fare la crema di ricotta e farcire la torta; fare riposare il frigo tutta la notte o per almeno 8 ore
- mettere nel frigo il contenitore (piccolo) e la frusta per montare la panna

3° giorno
- degustare la torta

Per 8-10 fette
Cosa serve per il pan di spagna all'arancia (stampo da 22D):


100 g. farina 00
20 g. fecola di patate
4 uova
120 g. zucchero semolato
1 pizzico sale
buccia grattugiata 1 arancia naturale
1 semi di mezza bacca di vaniglia

Cosa serve per la farcia:
800 g. ricotta di pecora freschissima
170 g. zucchero a velo (non vanigliato)
i semi di mezza bacca di vaniglia
50 g. gocce di cioccolato extra fondente

Cosa serve per la bagna:

200 ml. acqua
50 ml. liquore mandorlato (o liquore all'arancia o marsala secco) se ci sono bambini spremuta d'arancia fresca
la buccia della bacca di vaniglia

Cosa serve per decorare:
100 ml. panna liquida fresca
1/2 cucchiaino zucchero a velo (non vanigliato)
mandorle a lamelle q.b.
pistacchi di Bronte (non salati) sgusciati q.b.
10 filetti scorza arancia candita (o ciliegie rosse candite se si preferisce)

Fare il pan di spagna seguendo la mia ricetta aggiungendo gli aromi, sfornare e lasciare raffreddare bene, poi avvolgerlo con pellicola alimentare e tenere da parte fino al giorno successivo.
Mettere la ricotta dentro al un colapasta a sua volta adagiato dentro ad una ciotola, coprire con pellicola alimentare e mettere in frigo (leggere la tabella di marcia).


Il giorno successivo prendere la ricotta, buttare via il siero scolato nella ciotola, e passarla al colino a maglie strette rimettendola così dentro al ciotola vuota. E' una seccatura ma va fatto altrimenti non si otterrà una crema vellutata ad hoc. quindi mettere a cucchiaiate la ricotta dentro al colino e schiacciare col dorso di un cucchiaio da minestra passandola tutta. Aggiungere i semi della mezza bacca di vaniglia avanzata dal pan di spagna, lo zucchero a velo e mescolare molto bene con una spatola fino a fare assorbire lo zucchero, poi unire le gocce di cioccolato, mescolare, coprire con pellicola alimentare e mettere in frigo.
Preparare la bagna: in un pentolino d'acciaio inserire l'acqua, lo zucchero e la buccia della bacca di vaniglia avanzata dal pan di spagna e dalla crema; portare a bollore e fare ridurre lo sciroppo di 1/3 (qualche minuto sul fuoco), poi spegnere, fare intiepidire ed unire il liquore (o la spremuta). Fare completamente raffreddare.


Prendere le mandorle a lamelle e farle scaldare a fuoco dolce 2 o 3 minuti in un padellino antiaderente scuotendolo continuamente, attenzione che si bruciano facilmente. Fare raffreddare e tenere da parte.
Prendere i pistacchi e tritarli grossolanamente a coltello, tenere da parte.
Montare la panna insieme a poco zucchero a velo, inserirla in una piccola sac a poche usa e getta e conservarla in frigo fino al momento dell'utilizzo.
Prendere il pan di spagna e tagliarlo esattamente a metà col coltello seghettato del pane. Eliminare la crosticina superiore (e buttarla).
Con metà della bagna inumidire molto bene e omogeneamente la prima metà del pan di spagna, distribuire in modo uniforme 3/4 della farcia, ricoprire con la seconda metà del pan di spagna, bagnare anche questo e ricoprire con la restante farcia spalmandone un velo anche sul bordo.
Fare aderire le mandorle a lamelle e i pistacchi di Bronte tritati (io ho appoggiato un coppapasta in centro della torta ed ho inserito i pistacchi, poi ho distribuito le mandorle a lamelle su tutta la torta), fare alcuni ciuffi con la panna montata e adagiare sopra i filetti di arancia candita.
Coprire la torta a campana con una grande (ma grande!!!) ciotola se l'avete e mettetela in frigo fino al giorno dopo per degustarla riposata con tutti i sapori amalgamati e morbida il giusto.
Toglierla dal frigo una quindicina di minuti prima di servirla.



Panettone speziato Francesco Favorito (semi-integrale)

Ricetta ispirata dal libro: "La pasta lievitata secondo l'etoile"

Ho variato leggermente alcuni ingredienti, senza che inficiassero sul bilanciamento della ricetta, ovvero ho sostituito una piccola parte della farina per panettone con quella integrale adatta a lunghe lievitazioni con una percentuale alta di proteine (14%), ho sostituito la frutta secca con limone candito e albicocche secche (ma morbide), il mix aromatico di Favorito per un paio di panettoni è praticamente impossibile da creare, bisogna farne parecchio e poi al limite congelarlo, io ho optato per un'emulsione di arancia candita, vaniglia e miele (con aggiunta mia di lecitina di soia che serve a dare maggior sofficità e texture, non avendo additivi, questo escamotage naturale serve a tale scopo); la glassa che ha fatto il pastry chef è cremino al latte, io preferisco il fondente e, per temperare il cioccolato lo spiego nel procedimento.  Pubblico, in fondo, anche la foto del suo panettone che ovviamente è meraviglioso, il mio è un cugino lontano di quelli brutti :-) e poi sono negata a creare certe decorazioni, ahimè, ma il sapore è molto buono, su quello garantisco. Aggiungo che Favorito per questa ricetta usa il lievito madre e in aggiunta una piccola dose di lievito di birra, ho voluto seguire questa indicazione ma, sinceramente, anche come durata del panettone, grandi lievitati in generale, ho avuto risultati migliori usando solo lievito madre, per quanto mi riguarda poi, impastare questo panettone in particolare mi ha fatto tribolare abbastanza, infatti non sono contenta per niente per l'estetica, ma visto che il sapore è ottimo, soprattutto per chi ama  le spezie, lo pubblico. 



Io ho sfornato 3 panettoni di pezzature diverse, ma queste sono dosi per un panettone da 1 kg. (oppure 2 da 500 g.) Per vedere come rinfrescare il lievito e per capire le tempistiche clicca qui

Questi sono i tempi di marcia che ho utilizzato io e che sono INDICATIVI tutto dipende dalla forza del proprio lievito, dall'orario che si ha a disposizione e dalla temperatura di lievitazione. 

1° giorno venerdì ore 11,30 rinfrescare e legare il lievito madre

- rinfrescare il lievito madre (che deve essere già ben maturo e vivo "vecchio" almeno di alcuni mesi, non si può pensare di farlo di sana pianta a novembre...), una parte metterla in frigo come di consueto per prossime panificazione, per i panettoni invece, metterne via 100 g. avvolto da un foglio di polipropilene (se non l'avete, usate carta da forno) senza stringere il pacchetto, poi avvolto ancora da un pezzo di canovaccio pulito che non odori di sapone, legare con spago da cucina, ma non stretto perchè gonfierà moltissimo. Questo serve a dare forza al lievito madre. Lasciare a temperatura ambiente fino la mattina successiva (volendo sarebbero sufficienti 12 ore). 

2° giorno sabato ore 8,30 1° rinfresco

- rinfrescare il lievito madre aprendo il pacchettino che sarà gonfissimo. Prelevare il cuore che sarà più forte, io ne rinfresco sempre un po' di più dell'occorrente, non mi regolo stando giustissima con i grammi, poichè se si formassero crosticine secche, le elimino e prelevo sempre la parte centrale che è intatta. Quindi rinfrescare con queste proporzioni: 50 g. lievito madre + 50 g. farina + 25 g. acqua. Mescolare in una ciotola con una forchettina, poi impastare a mano qualche minuto. Arrotolare, fare una croce all'impasto per agevolare la lievitazione. Mettere in un contenitore alto e stretto, coprire con pellicola e mettere a lievitare come spiegato nelle premesse fino al raddoppio. Per me 4 ore.

ore 13,30 2° rinfresco: 

-eliminare l'eccedenza, prendere il cuore dell'impasto e rinfrescare come sopra.

ore 16,30 3° rinfresco: 

-eliminare l'eccedenza, prendere il cuore dell'impasto e rinfrescare come sopra.

-reidratare l'uvetta sultanina in questo modo: lavarla bene sotto l'acqua corrente per eliminare le cere che la avvolgono (che servono come antimuffa - conservante), metterla in una ciotola, coprirla d'acqua, lasciarla per 2 ore, poi scolarla bene, strizzarla e metterla bene allargata su un vassoietto ricoperto da un canovaccio pulito, tamponare bene poi lasciare asciugare all'aria un'oretta, spruzzare leggermente con pochissimo liquore (Favorito ipotizza rum o maraschino, io ho usato grappa) poi metterla in altro canovaccio pulito ed asciutto, chiudere a pacchetto e metterla in frigorifero fino all'utilizzo.

ore 20,00 mettere ciotola della planetaria e gancio in frigorifero. L'impasto deve lavorare molto e si corre il rischio di surriscaldarlo e rovinare la maglia glutinica.

ore 21,00 fare il 1° impasto.

- preparare e pesare gli ingredienti  sul tavolo e controllare che ci siano tutti,  poi rimettere in frigo quelli freschi (tranne il burro) fino al momento dell'utilizzo. Non rispondere al telefono, non mettersi a fare altro.

Tempo stimato 40-45 minuti

SI PARTE!

1° impasto:
65 g. lievito madre attivo* (rinfrescato e legato nei giorni precedenti, di seguito la spiegazione)
1 g. lievito fresco di birra
175 g. farina per panettone W 360-390
30 g. farina integrale per lunghe lievitazioni (14% proteine)
105 g. acqua
28 g. tuorlo
8 g. latte intero
28 g. burro


2° impasto:
il 1° impasto lievitato
70 g. farina per panettone W360-390
12 g. latte in polvere magro
2 g. sale fino
15 g. arancia candita frullata + 15 g. miele acacia o millefiori o arancia + scorza grattugiata di mezza arancia + i semi di mezza bacca vaniglia + 3 g. lecitina di soia granulare (lui 8 g. mix aromatico)
35 g. tuorlo (n. 1)
30 g. sciroppo di glucosio e fruttosio (lui 30 g. zucchero invertito)
45 g. zucchero semolato
48 g. acqua
45 g. burro da centrifuga bavarese o artigianale
1 g. noce moscata in polvere + cannella in polvere
40 g. arancia candita tagliata a cubettini
25 g. limone candito tagliato a cubetti (lui 25 g. gherigli di noci)
40 g. albicocche secche ma morbide tagliate a cubettini (lui 40 g. mandorle pelate dolci)
75 g. uvetta sultanina precedentemente ammorbidita (*di seguito spiego come)
opzionale: poco liquore per l'uvetta; io ho usato grappa

Per la glassa cremino al fondente:
100 g. cioccolato fondente al 70%
20 g. olio di arachidi
20 g. burro chiarificato


Mettere nella ciotola della planetaria in quest'ordine: farina, zucchero, sale, tuorlo, latte, acqua, lievito compresso sbriciolato e lievito madre a pezzi, azionare la macchina e fare impastare 25 minuti con l'accessorio foglia. Velocità minima, quando si è ottenuta una massa incordata aggiungere il burro a pomata poco per volta, non inserire altro burro se non è stato inglobato all'impasto che deve risultare liscio e omogeneo.

Se l'impasto si surriscalda e la temperatura supera i 24°, mettere la ciotola con l'impasto + gancio in frigorifero 15 minuti per abbassare la temperatura, altrimenti la maglia glutinica si rovina, compromettendo tutto l'impasto)

Mettere in una ciotola imburrata molto grande, io uso un contenitore alto e stretto graduato, l'impasto quadruplicherà il suo volume, ovvero 1+3 volte la massa iniziale. Bisogna tenerne conto. Mettere a lievitare ben coperto da pellicola o nylon di lievitazione per almeno 12 ore a 26°-30° in cella di lievitazione a temperatura controllata, in mancanza consiglio in forno spento con luce accesa.

era sera, foto buia, spiacente

- preparare il MIO mix aromatico: scaldare leggermente il miele al microonde, unire la lecitina di soia ed emulsionare a lungo con una forchettina, unire la scorza di arancia frullata perfettamente, la scorza grattugiata e i semi di vaniglia. 

Mettere in un contenitore con coperchio e conservare in frigorifero.

- preparare il burro aromatico: in una ciotolina fare ammorbidire il burro del secondo impasto nel microonde, mescolare la cannella e la noce moscata, coprire con pellicola e conservare in frigo. Mettere ciotola della planetaria e gancio in frigorifero.

3° giorno domenica 

Fare il 2° impasto (controllare se il 1° ha lievitato correttamente, altrimenti prolungare l'attesa).

- tirare fuori dal frigo il burro speziato

- preparare e pesare gli ingredienti sul tavolo e controllare che ci siano tutti,  poi rimettere in frigo quelli freschi (tranne il burro) fino al momento dell'utilizzo.

Tempo stimato: 45-50 minuti

- prendere il 1° impasto, metterlo nella ciotola ed aggiungere farina setacciata, il latte in polvere, il mix aromatico e il sale. Iniziare ad impastare lentamente, col gancio, quando è diventato un corpo unico, poco per volta il tuorlo e lo sciroppo di glucosio e fruttosio. Lasciare amalgamare ed incordare. Aggiungere,  un cucchiaio per volta, lo zucchero semolato. Continuare ad impastare fino a quando viene inglobato. Quando l'impasto risulta liscio, unire l'acqua in più riprese, aumentare un po' la velocità della planetaria, e poco per volta il burro ammorbidito con le spezie (fare come per il 1 impasto), se non dovesse essere morbido a pomata, passarlo pochi secondi in microonde a potenza minima, dev'essere morbido ma non fuso, lasciare incordare bene. In ultimo unire anche la frutta e l'uvetta. Lasciare amalgamare pochissimi istanti.

-Prendere l'impasto e riversalo su un foglio di silicone, con l'aiuto di un tarocco-raschia (l'impasto sarà morbidissimo) raccoglierlo, pesarlo (segnare su un foglietto la cifra se se n'è impastato per più di un panettone) metterlo con estrema delicatezza in una ciotola grande, coprire con pellicola o nylon da lievitazione e mettere a riposare nella cella di lievitazione o  forno spento con lucina accesa, per 45 minuti. 

-Riprendere l'impasto e con delicatezza, trasferirlo sul piano da lavoro leggermente unto di burro, dividerlo in pezzature volute tenendo conto che nel pirottino occorre mettere il 10% in più (quindi per il panettone da chilo la pezzatura sarà di kg. 1.100 per il panettone milanese, per i panettoni glassati va bene inserire il peso esatto. Pirlare l'impasto, lasciare riposare 15 minuti e ripetere la pirlatura (non facile perchè questo è un impasto molto idratato e appiccicoso) poi riporre nel pirottino del panettone.

- Sistemare il pirottino (o i pirottini) sopra la leccarda del forno, coprire con pellicola o nylon da lievitazione. Metterli di nuovo nella cella di lievitazione o in ambiente caldo a temperatura costante di 26°-30° oppure nel forno spento con lucina accesa fino a quando l'impasto arriva al bordo del pirottino, nel forno occorreranno molte ore. Indicativamente 8 se si ha la temperatura adatta, ma possono volercene 12. Non infornare finchè non è pronto, fossero anche le due di notte :-) se si è stanchi ed è troppo tardi, si può mettere il pirottino in frigo ed andare a dormire, in questo modo si rallenterà moltissimo la lievitazione e si rimanderà l'infornata.


- Quando la lievitazione è completata, eliminare la pellicola e lasciare i panettoni all'aria per 10 minuti, in modo tale che la superficie si secchi un pochino formando una pellicina. Intanto preriscaldare il forno statico a 165°

- Con l'aiuto di una lametta (o un coltellino affilatissimo) fare un'incisione a croce semplice o doppia  a piacere. Si chiama scarpatura, alzare i lembi della pellicina, con molta delicatezza, e spennellare con poco burro fuso ma non caldo o inserire qualche fiocchettino di burro morbido, poi abbassare i lembi. Se si glassa con ghiaccia alla nocciola o con la glassa al cioccolato non fare la scarpatura (che comunque è facoltativa a prescindere, si può anche non fare)

Cuocere nel ripiano più basso del forno 
per 35/40 minuti il panettone da 1/2 kg. 
per 45/50 minuti il panettone da 750 g. 
per 50/60 minuti il panettone da 1 kg. 

A 5 minuti dalla fine (NON prima altrimenti si rischia di rovinare la cottura) si può controllare inserendo il termometro a sonda nel cuore panettone (per essere ben cotto la temperatura va da 94° a 98° dice Favorito, a volte i 94° danno un prodotto crudo e a volte 98° asciutto, dipende da un'infinità di fattori per questi lievitati fatti in casa) 

- Togliere dal forno, infilzare le basi con i ferri appositi e capovolgerli a testa in giù per alcune ore. Io li ho lasciati tutta la notte.

Fare la glassa al cremino fondente o al latte a seconda di quale si preferisce: (metodo casalingo :-))
fare sciogliere a bagno maria 70 g. di cioccolato e portarlo a 50° (INDISPENSABILE il termometro a sonda), attenzione che non entri in contatto nemmeno una goccia d'acqua, allontanare quindi dal fuoco la ciotola, aggiungere i restanti 30 g., mescolare accuratamente con una spatola in silicone e portare la temperatura a 28°, quindi riscaldare di nuovo la ciotola (sempre a bagno maria) per riportare il cioccolato a 32° (in questo modo si avrà il cioccolato temperato in modo veloce e semplice, ottenendo così una glassa liscia, lucida, sottile che non si creperà), spegnere e lontano dal fuoco unire l'olio e il burro (precedentemente fuso in microonde e raffreddato), emulsionare bene; quando la glassa è appena tiepida, versarla sul panettone in modo omogeneo senza spatolare. Prima che indurisca, decorare con frutta candita e/o secca (io ho usato arancia e limone canditi a filetti e nocciole tostate). Attendere alcune ore che la glassa indurisca ed asciughi perfettamente prima di confezionare il panettone nei sacchetti appositi in polipropilene. 


Si consiglia di nebulizzare l'interno dei sacchetto con alcool a 95° (quello per fare liquori) usando uno spruzzino vaporizzatore, quando sarà evaporato, inserire il panettone. In questo modo, se ben chiuso e riposto in ambiente fresco, il panettone si conserva senza formare muffe per una trentina di giorni, ma fatto in casa essendo privo di qualsivoglia conservante meglio consumarlo in 15 giorni poi (secondo me) seccherà.


                                   

Il nostro paniere completo ha sfornato:


Questa è l'ultima uscita alla quale parteciperà la nostra Federica, per impegni lavorativi, a malincuore, deve rinunciare a fare parte del team con la promessa di rientrare non appena sarà possibile e noi la aspetteremo a braccia aperte. Grazie di cuore Fede!!!

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Torcetti piemontesi al burro e latte

I torcetti, in Piemonte, sono una cosa seria :-) ne avevo già parlato nel mio precedente post dove poter vedere anche il passo passo torcetti al burro piemontesi, stavolta ho aggiunto il latte al posto del vino e aromatizzato con limone. La prossima volta provo a fare quelli al miele, anche molto golosi e meno calorici. Si fanno, mangiano e regalano sempre da noi, ma a Natale sono senza dubbio un dono molto gradito da ricevere, infatti io li ho regalati; un tempo (si chiamavano anche torchietti) era semplicemente un impasto dei grissini avanzato ed arricchito con burro, (infatti occorre usare una farina debole, e non forte altrimenti verranno duri, non friabili), poi attorcigliati e passati nello zucchero da regalare ai bambini per l'epifania.


Cosa serve:
400 g. farina 00
1 pizzico sale
160 g. burro morbido
50 g. latte 
30 g. acqua frizzante circa
80 g. zucchero semolato + q.b. per la copertura
8 g. lievito di birra fresco
scorza grattugiata di mezzo limone naturale

In una ciotola mettere la farina mescolata al lievito sbriciolato, unire il latte e la scorza grattugiata del limone, iniziare a mescolare con una forchetta (quando l'impasto prende forma, continuare con una mano ma sempre dentro la ciotola, solo alla fine versare l'impasto sul piano da lavoro), unire lo zucchero e il burro a pomata poco alla volta, poi il pizzico di sale, unire poca acqua quanto basta per ottenere un impasto morbido e malleabile ma non appiccicoso, formare una palla e metterla in una ciotola unta di burro, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio.

Versare l'impasto sulla spianatoia e con un tarocco spezzare piccole dosi di impasto e formare dei filoncini lunghi circa 18-20 cm. chiudere le estremità per ottenere delle ciambelline ovali, passare quindi i torcetti in una pirofilina contenete abbondante zucchero per "impanarli" poi adagiarli uno per volta sulla placca rivestita con carta da forno, avendo cura di distanziarli leggermente poichè in cottura lieviteranno ancora. Coprire con pellicola alimentare e lasciarli lievitare ancora 45-50 minuti. Preriscaldare il forno statico a 170° e cuocere per una ventina di minuti poi farli raffreddare su una gratella, conservarli in una scatola di latta.
Si possono servire a fine pasto con un vino dolce liquoroso o semplicemente sgranocchiati da soli a merenda