Melanzane al funghetto

Cosa serve per due persone:

n. 1 melanzana grande (o 2 se sono piccole)
olio evo
sale e pepe
n. 1 o 2 spicchi d'aglio
origano q.b.

Togliere le estremità alla melanzana, lavarla, non togliere la buccia, tagliarla a cubetti grandi e metterla in un colapasta. Salare, coprire con una ciotola o un piatto facendo pressione, lasciare che la melanzana elimini l'acqua amara per un'oretta.

Prendere i cubetti di melanzana, strizzarli con delicatezza, asciugarli con carta da cucina.

In una capiente padella scaldare olio extra vergine di oliva (abbondante - la melanzana un po' ne assorbe) con uno o due spicchi d'aglio.
Unire le melanzane, mantenere la fiamma decisa e girarle quasi in continuazione, smuovere la padella, farle saltare. Tutto questo perchè si rosolino bene senza bruciare. Se si cuocessero a fiamma bassa i cubetti di melanzana assorbirebbero molto olio, diventerebbero molli e si rovinerebbe il piatto. Spolverizzare con origano di qualità. Occorreranno dieci minuti scarsi.
Servire scolate bene dall'olio belle calde




Crème brulèe ai frutti di bosco

Io ho usato lamponi, mirtilli e fragoline di bosco che coltivo nel mio orto :-)


Cosa serve:

300 ml latte intero
100 ml. panna liquida fresca
frutti di bosco q.b.
100 g. zucchero semolato
4 tuorli
2 uova intere medie
1/2 baccello di vaniglia
la scorza grattugiata di mezzo limone bio
burro per gli stampini
zucchero di canna q.b. e lamponi q.b. per la guarnizione

Lavare velocemente i frutti di bosco sotto un getto leggero di acqua corrente e asciugarli con carta da cucina tamponando.
Accendere il forno a 180°. Imburrare gli stampini di coccio o ceramica e preparare il bagnomaria usando una teglia da forno nella quale andranno messi gli stampini. L'acqua deve essere già calda e deve arrivare a 3/4 degli stampini.

Scaldare il latte e la panna con la scorza del limone e i semini di mezza bacca di vaniglia. Appena inizia a bollire, mescolare e spegnere. Lasciare intiepidire.
In una ciotola capiente mescolare i tuorli e lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Versare a filo il latte + panna  sulle uova mescolando in continuazione.

Prendere i cocci o stampini che siano e disporre sul fondo qualche frutto di bosco a scelta (anche la quantità va a gusto, io ne ho messi una dozzina, i più grossi li ho tagliati a metà con un coltello seghettato), versare sopra la crema. 



Trasferire gli stampi nel bagnomaria, coprire con carta d'alluminio ed infornare per 45 minuti circa.
Lasciare raffreddare a temperatura ambiente poi coprire con pellicola e trasferire nel frigo qualche ora. Se preparati il giorno prima ancora meglio.
Tirare fuori dal frigo gli stampini 10/15 minuti prima di servire.
Accendere il grill alla massima temperatura e mettere la grata più vicina possibile alle serpentine del grill.

Al momento di servire la crème brulèe cospargere la superficie (dopo aver tolto ovviamente la pellicola) con lamponi ed una cucchiaiata a stampino di zucchero di canna. 
Mettere le ciotoline sulla griglia appena sotto il grill, tenere il forno socchiuso (così non cuocerà e non si scalerà anche la crema che invece internamente deve rimanere fredda) e lasciare qualche minuto, circa 7/8: il tempo necessario perchè la superficie diventi bella croccante e servire. (occhio che le ciotoline saranno roventi....)



Insalata contadina



Il mio orto

Cosa serve:

200 g. fagioli borlotti freschi lessati

4 patate novelle di piccola/media grandezza lessate 
200 g. pomodorini pachino o datterini
sale e pepe
basilico, mentuccia e cerfoglio freschi q.b.
olio evo q.b.
aceto di vino
aglio tritato
1/2 cipollina bianca fresca


Fare lessare i fagioli (dopo averli sgranati naturalmente) in acqua leggermente salata finchè diventano morbidi (ma non si devo disfare). Dunque scolarli bene e tenerli da parte (consiglio di conservare il brodo dei fagioli, sarà ottimo per cuocere un risotto! provare per credere)
Far lessare le patate, dopo averle lavate, in acqua salata, farle raffreddare e poi tagliarle a rondelle un po' spesse. Volendo si può anche lasciarla la buccia, le patate novelle ce l'hanno finissima ed è sufficiente lavarle molto bene prima di cuocerle.
Lavare, asciugare e tagliare a tocchi i pomodori.
Mettere il tutto in un'insalatiera, aggiungere la punta di uno spicchio d'aglio, la mezza cipollina, o cipollotto, tagliato a fettine piccolissime e sottili, regolare il sale, se piace pepare e cospargere con basilico, mentuccia e cerfoglio freschi sminuzzati con le mani. 

In una ciotolina emulsionare olio evo e poco aceto di vino (io ho messo 

quello rosso ma si può usare a piacere anche quello bianco), condire l'insalata.
Lasciare riposare un'oretta perchè si insaporisca e servire. 



Confettura di fragole e fragoline di bosco al limone


Ecco le mie fragole rifiorenti e le mie fragoline di bosco coltivate (vabbè... avrei anche potuto fare la foto prima di raccoglierle e non dopo...)



se volete seguite altri consigli leggendo qui

Cosa serve:

1,200 kg. fragole e fragoline di bosco in proporzione variabile secondo disponibilità del vostro orto (o dell'orto di qualcun'altro :-)
600 g. zucchero semolato
1 mela
4 cucchiai di succo di limone naturale
vino bianco q.b.


Togliere il picciuolo alle fragole, lavarle velocemente sotto un getto delicato di acqua fredda e metterle in uno scolapasta.
Quando sono tutte lavate, a manciate, immergerle in una ciotolina colma di vino bianco, scolarle subito (praticamente occorre dare un ultimo risciacquo nel vino bianco che conferirà sapore ed aroma), tagliarle a tocchetti piccoli (quelle di bosco lasciarle intere naturalmente) e metterle in una pentola di acciaio. Tagliare a cubetti piccolissimi anche la mela precedentemente sbucciata.


Unire lo zucchero e lasciarle macerare per 6-8 ore con il coperchio.
Spremere il succo del limone, filtrarlo ed aggiungerlo alle fragole + mela.
Mettere la pentola sul fuoco (senza coperchio) e cuocere la confettura mescolando molto spesso, fino a che si inspessisce. Schiumare ogni tanto.
(un'oretta e mezza circa - fare la prova piattino, ossia versare in un piattino un cucchiaino di confettura. Se, inclinandolo,  scorre acquosa occorre ancora cuocerla, se la consistenza è più densa va bene) La confettura di fragole non diventa molto spessa, si raddenserà nei vasetti.

Usare vasetti lavati il giorno precedentemente, ben asciutti (io li passo anche nel forno a 50° per una decina di minuti), usare capsule nuove, sempre!

Invasare la confettura fino a 1 cm. dal bordo. Chiudere subito con la capsula e capovolgere il vasetto per circa un'ora (anche due).
Poi girare il vasetto, scuoterlo senza usare troppa forza, coprire tutti i vasetti con una coperta e lasciare che si raffreddino completamente.
Etichettare e riporre in cantina.
Aspettare uno/ due mesi prima del consumo.




Fusilli tiepidi con zucchine novelle e tonno

Oggi ho fatto tardissimo, una di quelle giornate dove non sai cosa devi fare prima, allora bisogna tirare un lungo respiro, trattenere un attimo l'aria nei polmoni, espirare, mettere in ordine il caos mentale e ricominciare facendone una per volta (di cosa) portandola possibilmente a termine.
Ecco: ore 13,30 una fame boia, niente di pronto. La spesa è da fare.. 
Corro nell'orto, prendo due zucchine novelle, piccole, di quelle che puoi mangiare anche crude tenerissime col fiore. Raccolgo anche altri 3 fiori, mentre allungo il passo l'occhio cade sull'angolino dei gusti e raccolgo un ciuffetto di aneto (che con il tonno ci sta proprio bene) e uno di finocchietto (si sposa benissimo con le zucchine) e corro in casa. Qualcosa ne verrà fuori.... penso. Ho pensato bene :-)


Cosa serve PER DUE PERSONE:
g. 160 fusilli corti (o altra pasta corta a piacere)
n. 2 zucchine genovesi piccoline e tenere col fiore
altri 3-4 fiori di zucchina
1 spicchio d'aglio grande 
sale e, volendo, pepe
un ciuffetto di finocchietto 
un ciuffetto di aneto + un'altro per guarnire il piatto
g. 100 di tonno in olio evo sgocciolato
bottarga di tonno q.b.
olio evo q.b.
Mettere la pasta a cuocere come di consueto.
Intanto in una padella capiente far insaporire l'aglio schiacciato e sbucciato in un filo di olio evo. NON deve prendere colore altrimenti diventa amaro.
Unire le zucchine tagliate a cubetti, dopo averle lavate, e i fiori dopo averli lavati e tagliati a grandi listarelle.

Non deve cuocere molto, anzi... le zucchine devono rimanere belle croccanti, farle quindi saltare in padella (o girare spesso con un cucchiaio), quindi cottura breve. Negli ultimi due minuti unire il tonno sbriciolato grossolanamente, il finocchietto e l'aneto tritati (va benissimo a coltello) e, volendo, aggiungere pepe ed una bella spolverata di bottarga di tonno. Eliminare l'aglio.


Scolare i fusilli al dente e passarli in padella ad insaporire,
Condire poi con un filo di olio evo a crudo e servire (o aspettare che si intiepidiscano. Magari buoni anche freddi chi lo sa! Bisognerebbe provare, Siamo in estate!)




Consigli per conservare frutta e verdura: marmellate, chutney, confetture, ortaggi, liquori...ecc.ecc.




MARMELLATE, CHUTNEY E SUCCHI

·     La marmellata di frutta è una tecnica di conservazione antica. La frutta viene lavata, tagliata a pezzi e cotta a lungo nello zucchero (o miele o fruttosio) fino a che diventa densa. Viene quindi messa bollente in barattoli puliti ed asciutti. Si usano i coperchi metallici a vite (twist-off) in modo tale da poter assicurare la chiusura ermetica. Ad ogni sterilizzazione vanno cambiati. Ma per  la marmellata-confettura non occorre la sterilizzazione, è più che sufficiente il calore sprigionato dalla preparazione bollente a crearla. Una volta riempiti i vasetti, fino ad 1 cm. Dal bordo, (che deve essere accuratamente asciugato e pulito con carta da cucina) vanno capovolti a testa in giù e lasciati così per almeno due ore, di seguito si ri-capovolgono nel verso giusto, si aspetta che siano perfettamente raffreddati, (io li copro con una coperta per rallentare ulteriormente il raffreddamento, era tecnica di mia nonna ed io sono affezionata ai vecchi metodi) si controlla che la capsula-coperchio si sia abbassato, si etichetta (io consiglio di etichettare il coperchio, tanto poi verrà buttato e non riutilizzato, mentre i vasetti sì e la colla delle etichette è tremenda da togliere! Ed infine si ripone in cantina dove dovrebbe riposare un mese almeno prima del consumo.

Si gusta con i biscotti, nella preparazione di crostate e torte, con le cialde e gallette, come salsa di accompagnamento ai gelati e semifreddi. In paesi come Germania, Svezia, America si prepara con un minore contenuto di zuccheri (infatti è più una composta di frutta) e si serve spesso con carni e pesci.

Confettura o marmellata?

Pare che il termine marmellata derivi dal nome portoghese della pianta delle mele cotogne Nella legislazione attuale (D.Lgs 50/04) con il termine marmellata si possono designare solo i prodotti a base di agrumi (limone, arancia, mandarino, pompelmo, bergamotto, clementine, cedro). Tutti gli altri frutti danno origine a prodotti che si dovrebbero indicare più correttamente come confettura.
Tra le conserve di frutta c’è anche la gelatina che è prodotta esclusivamente con il succo della frutta e non con la polpa e la buccia, è trasparente e cristallina.

Poi ci sono i succhi, le mostarde, i canditi e molte altre golosità
· I chutney sono condimenti speziati di origine indiana, una sorta di salsa a base di frutta, aceto, zucchero e, appunto, spezie. Un chutney può essere consistente o morbido, dolce (ottimo sul pane) o piccante (adatto da servire coi formaggi, carne lesse e insaccati)

Quantità di zucchero:

Le conserve di frutta in generale prevedono l’impiego di una certa quantità di zucchero, (di solito 750 g. per kg. Di frutta) si può ridurla la volte (dipende dalla frutta utilizzata – io generalmente ne metto metà/metà) ma senza esagerare e naturalmente senza eliminarlo pena la cattiva conservazione del preparato. Si può però utilizzare miele o fruttosio.

La pectina: (farla in casa)

Per la preparazione delle marmellate e confetture è meglio evitare frutta troppo matura perché povera di pectina (deve essere matura al punto giusto anche per un’altra serie di motivi), la sostanza che, in associazione con lo zucchero gelifica le conserve dolci.
Per lo stesso motivo è meglio no sbucciare la frutta (a meno che la ricetta non lo richieda espressamente) perché contiene pectina, soprattutto sotto la buccia di: mele, pere ed agrumi.
In commercio esistono confezioni di pectina da aggiungere alla frutta per ridurre i tempi di cottura

PER FARE LA PECTINA IN CASA:

· Fare bollire il succo di un limone con le bucce ed il torsolo di 4 mele (5 se non sono molto grandi), ben lavate per 15 minuti. Filtrare il composto, invasarlo ben caldo, quindi capovolgere i barattoli e lasciare raffreddare prima di metterli in dispensa. Si può utilizzare questa pectina in aggiunta di conserve di frutta che ne contengono poca, ossia: albicocche, amarene, fichi, fragole, lamponi, pesche ed uva. Un valido aiuto per ridurre i tempi di cottura.

CONSIGLI UTILI

Le marmellate e confetture sono il risultato di un perfetto quanto delicato equilibrio fra zuccheri, acidi e pectina. Uno squilibrio provoca una marmellata troppo liquida o cristallizzata o ammuffita.

· Se la marmellata non gelifica significa che manca pectina alla frutta. Aggiungere una mela tagliata o utilizzare pectina.
· Se la marmellata cristallizza significa che è poco acida. Occorre rimetterla sul fuoco dopo aver aggiunto ¼ di succo di limone (o poche gocce se la frutta utilizzata è poca)
· Se la marmellata fermenta significa che non è ben cotta. Non bisogna metterla nei barattoli perché ammuffirebbe. Bisogna porla nuovamente sul fuoco e mescolare fino a completare la cottura, per verificare la cottura usare il metodo infallibile del piattino: mettere un piattino per 5 minuti nel freezer, poi versare un goccio di marmellata sul piattino freddo, se la goccia non cola e ha un bel colore brillante, la marmellata (o confettura) è pronta da invasare.
· Per ottenere una marmellata compatta, lasciare la frutta a riposare in una pentola svasata, larga e capiente sommersa dallo zucchero che aspira l’acqua della frutta e fa scoppiare le membrane cellulari della frutta, preparandola a rilasciare pectina. Ottima cosa è anche aggiungere qualche goccia di limone (come detto prima)


Come avvitare i tappi?
Se i vasetti non vengono ben chiusi, i liquidi all'interno, mentre si sterilizza, potrebbero fuoriuscire, rendendo inattiva la sterilizzazione. Non bisogna però avvitarli troppo, ossia con troppa forza perchè si guasterebbero e perchè l'aria non uscirebbe alterando il sapore delle conserve. inoltre i vasetti potrebbero rompersi, quindi se fate chiudere i vasetti al marito chiedetegli per piacere di farlo in modo saldo ma senza metterci tutta la forza da Incredibile Hulk :-)

Come sterilizzare i contenitori?
Prima di tutto i vasetti, come detto, vanno precedentemente ben lavati e ben asciugati, meglio se si ha il tempo, farlo in giorno prima e metterli ad asciugare bene al sole se è estate altrimenti con un canovaccio, poi li sterilizzo (insieme alla capsule anch'esse lavate ed asciugate) in forno per 25/30 minuti a 100°  
Se si usano le guarnizioni devono essere integre e nuove (e non vanno messe in forno altrimenti seccano e si spaccano), se si usano i tappi, devono essere nuovi
Quindi una volta riempiti ad un cm. circa dal bordo e chiusi bene come detto sopra, vanno messi in una capiente pentola (molto capiente, deve coprire di almeno 4 dita i vasetti, meglio se 5 o 6 dita) e non devono toccarsi, altrimenti si rischia che si rompano durante la bollitura, si può mettere uno o due o quanti ne servono, canovacci da cucina tra i vasetti in modo da creare un cuscinetto.

Seguire i tempi di sterilizzazione considerandoli da quando l'acqua bolle. BOLLE, bolle grandi non da quando sobbolle. Fare attenzione se l'acqua si consuma, in questo caso farne bollire un po' in un pentolino e aggiungerla.
Terminato il tempo di sterilizzazione, lasciare i vasetti raffreddare nell'acqua, poi estrarli, asciugarli bene, controllare che il tappo abbia svolto la sua funzione, ossia si sia abbassato, etichettare e mettere in cantina.
NON pensare di accelerare i tempi di raffreddamento estraendo i vasetti dalla pentolona calda e passandoli sotto il getto di acqua fredda, perchè i tempi indicati nella ricetta della sterilizzazione tiene conto anche del periodo di raffreddamento in acqua calda.

Per quanto tempo sterilizzare?
Se nella ricetta non sono indicati i tempi (ma generalmente lo sono) si può calcolare (da quando bolle):
20-30 minuti per 250 g. di prodotto (vasetti da 250 g. intendo)
30-40 minuti per 500 g. di prodotto
40-50 minuti per 1 kg. di prodotto


S.O.S: IL BOTULINO!!!

Il Clostridum botulinum in realtà è un batterio che è presente nel nostro corpo e anche nel cibo che mangiamo. Ma come???? Com'è possibile? Eh sì è così, il problema è quando ce n'è troppo! quando la sua presenza eccessiva causa intossicazioni gravi, a volte letali. però attenzione: non facciamoci prendere dal panico rinunciando a preparare bontà in casa che diversamente non troveremmo mai in commercio: occorre documentarsi bene e non improvvisare, occorre seguire bene le regole igieniche e di sterilizzazione e tenere ben presente che si dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) riuscire a distinguere le preparazioni "sospette", perchè il botulino si manifesta rendendo torbido il liquido di conservazione, la frutta e verdura è molle, spappolata, le capsule dei vasetti si gonfiano, i cibi diventano forti, rancidi.

Va detto che si sviluppa in ambiente senza aria e a temperatura che va dai 3° ai 30° (dunque un raggio molto ampio di azione)  MA: la condizione sfavorevole al botulino è l'acidità inferiore al Ph 4.5 indi per cui non si sviluppa nei sott'aceti, ne in presenza di limone, sale e zucchero o con preparazioni coi pomodori (che sono acidi).

Nelle marmellate e preparazioni di frutta occorre ci sia la giusta quantità di zucchero si può diminuire ma senza andare sotto una certa percentuale, in base al tipo di frutta utilizzata, anche l'aggiunta di un po' di succo di limone aiuta a creare acidità
Io, personalmente, sterilizzo anche le preparazioni sott'olio. Per sicurezza.


PREPARAZIONE E SCOTTATURA DELLE VERDURE

Le verdure, come d'altronde anche la frutta, devono essere sane, possibilmente comprate dal coltivatore diretto (quindi del territorio) così non avrà subito choc termici dello stare in frigo, dell'essere raccolto acerbo ecc. e magari il contadino lo conoscete e siete (abbastanza) sicuri che non usi pesticidi balordi.

L'ortaggio poi deve avere un bel colore e la polpa soda (una melanzana raggrinzita di certo non ha un aspetto fresco).
Lavare poi la verdura sotto l'acqua corrente fredda ed asciugarla.
Se si vogliono mettere nei vasetti ortaggi interi (carciofini, cipolline, peperoncini piccanti ecc.) conviene fare una cernita nelle ceste del contadino e sceglierne quanto più possibile grandi uguali, non solo per l'estetica, ma anche e soprattutto per i tempi di cottura, altrimenti si rischia che una cipollina risulti croccante e una molle.

Per la scottatura occorre seguire le ricette, buona regola comunque è: mettere le verdure nel liquido bollente (per i minuti indicati nella ricetta) di solito da 3 a 10 min. prelevarle con una schiumarola e metterle a sgocciolare su un piano inclinato (ottimo un bel tagliere). Sembrerà crudissima ai non esperti ma non è così.. abbiate fiducia. Cosa importante: NON mettere a sbollentare molta verdura tutta insieme perchè il liquido bollente perderebbe la temperatura, ci impiegherebbe un tot di tempo a riprendere il bollore (ed è da questo punto che si calcola il tempo di cottura) vanificando la cottura stessa che non sarà più uniforme e perfetta.


METODI DI CONSERVAZIONE

Il sale:
Un metodo infallibile ed antichissimo è il sale che disidrata la verdura o il pesce, assorbendone l'umidità ed il liquidi. Deve essere usato quello grosso marino. Non quello iodato, nè quello con aromi o spezie.
Si dispone il pesce o le verdure (tagliate a fette) a strati e tra uno strato e l'altro occorre fare uno spessore di sale, avendo cura di iniziare e finire con uno stato di sale e non con il prodotto da conservare.

Occorre schiacciare un pochino perchè il prodotto su consuma riducendone il volume.
Il vaso: si utilizza quello a chiusura ermetica con la guarnizione in gomma.
Una volta aperta la preparazione si deve conservare in frigorifero.

L'agrodolce:
Quello che fa da padrone per la conservazione agrodolce è l'aceto. Quindi deve essere scelto di buona/ottima qualità. Occorre poi dire che anche lo zucchero ha la sua importanza ma si può anche usare il miele ad esempio.

L'olio:
Nelle conserve bisogna usare un olio che sia possibilmente extra-vergine di oliva o di oliva, ma la cosa importante è che sia di ottima qualità. Bisogna poi fare attenzione a quale tipo abbinare rispetto alla preparazione da conservare: un olio forte, dal sapore marcato andrà bene per i palati abituati ai gusti decisi o alle conserve di olive, o al contrario di verdure poco saporite (zucchine ad esempio) ma in linea generale meglio usare un olio dolce, ad esempio quello Siciliano o del Garda o della Liguria. Io personalmente non uso mai quello di semi, ma si può usare, se piace.

Come ho già detto, solitamente per queste preparazioni sott'olio non serve sterilizzare. Io sterilizzo ugualmente. E' una mia precauzione.
Le verdure vanno messe nei vasetti asciuttissime! Vanno poi leggermente pigiare per fare uscire le bolle d'aria che si formano nei vasetti. Poi occorre aspettare almeno 24 ore, controllare se il livello dell'olio si fosse abbassato (di solito sì si abbassa un pochino) e occorre rabboccarlo. Poi si può chiudere con le capsule/tappi.

L'aceto:
Le conserve sott'aceto sono le più facili e sicure da preparare perchè l'acidità crea una barriera ai microorganismi, quindi non c'è bisogno di sterilizzare, però occorre comunque fare attenzione ad invasare verdure (o funghi o salse o frutta... sì anche frutta!) ben ben asciutte. Occorre usare aceto bianco (quello rosso è troppo forte e colorerebbe il prodotto da conservare) di buona qualità. Si usa in proporzione con acqua per far sbollentare le verdure e poi per conservarle.

L'alcool etilico:
Si usa per conservare la frutta, uccide i batteri ma non le spore


Lo zucchero:
Lo zucchero, come conservante, si usa soprattutto per preparare marmellate ed affini; praticamente si comporta come il sale: assorbe l'acqua del prodotto da conservare, disidrata l'alimento e crea un ambiente sfavorevole ad  alcuni batteri. Non a tutti.. infatti si unisce, a volte, acidità (ad esempio limone) o si sterilizza.

Crostata alle fragole e crema allo zabaglione leggero

Dilemma: si dice zabaione, zabajone o zabaglione? Ho fatto una ricerca: pare si dica in tutti e tre i modi, pare sia più corretto (derivato dal latino -  e qui aspetto le bacchettate sulle dita da mio figlio se dico cretinate...) dire zabaione. Bene: detto ciò a me piace la terza opzione e me ne infischio altamente del latino (che mi è sempre risultato ostico) :-) 


Cosa serve per la pasta frolla alla vaniglia:

250 g. di farina 00
120 g. burro
120 g. zucchero
1 tuorlo + 1 uovo intero
un pizzico di sale
1 bustina (8 g.) di vaniglia bourbon zuccherata (si trova nei negozi di prodotti bio)

Cosa serve per la crema:

500 ml. latte intero
4 tuorli d'uovo
80 g. zucchero
30 g. farina 00
10 g. marsala secco

Poi servono circa 300 g. di fragole (io ho usato quelle del mio orto)

Preparare la pasta frolla alla vaniglia seguendo il procedimento che ho spiegato qui oppure inserendo nel robot da cucina la farina e il burro freddo a pezzi. Azionare le lame per pochi secondi in modo da ottenere uno sfarinato. 

Unire il pizzico di sale, le uova leggermente sbattute, la vaniglia e lo zucchero. Ri-azionare il robot per un paio di minuti affinchè il composto si amalgami, poi assemblarlo ancora per un attimo con la punta delle dita (avendo tolto la lama 
ovviamente....) formare una palla e avvolgerla con pellicola alimentare. 

Mettere in frigo a riposare almeno mezz'ora.
Intanto fare la crema:
In un casseruolino sbattere i tuorli con lo zucchero finchè diventano spumosi. A parte, scaldare il latte al microonde. Unire al composto delle uova la farina, mescolare vigorosamente e poi unire il marsala.
Aggiungere, a filo, il latte caldo, mescolando continuamente. Mettere sul fuoco (basso) il composto e, sempre mescolando, fare addensare la crema. 
Appena si vede che si sta addensando, diminuire al minimo la fiamma e far cuocere un paio di minuti mescolando vigorosamente.
Spegnere e porre il casseruolino dentro una boule riempita per metà con cubetti di ghiaccio. Questo fa sì che la crema si raffreddi e si solidifichi più in fretta. Mescolare spesso in modo che non si formi la pellicina



Accendere il forno a 180°(statico)
Riprendere dal frigo la pasta frolla, toglierla dalla pellicola, maneggiarla un po' tra le mani per renderla setosa e stenderla col mattarello infarinato leggermente.
Imburrare ed infarinare appena-appena uno stampo per crostata.
Stendere la pasta frolla alla vaniglia e bucherellarla con una forchettina. 
Stendere sopra della carta da forno e cospargere di ceci (o fagioli secchi) cuocere in forno già caldo per 15 minuti. Si chiama (per chi non lo sapesse) cottura in "bianco".



Togliere la teglia dal forno, eliminare la carta da forno e i ceci (conservarli per la prossima cottura in bianco) e rimettere la tortiera in forno per altri 6/7 minuti.



Togliere dal forno, aspettare che il "guscio" di frolla sia freddo (l'ideale è mettere lo stampo in frigo finchè il guscio diventi bello  freddo e compatto e poi tirarlo fuori dal frigo, passare molto velocemente lo stampo sul gas per ammorbidire il fondo e proseguire....)  e poi, delicatamente, sformarlo su un piatto da portata, su un tagliere adeguato, su un'alzatina o dove si vuole.
Lavare le fregole e asciugarle bene. Tagliarle in due o tre fette (dipende da quanto sono grandi le fragole).
Quando tutto è freddo, riempire il guscio con la crema, decorare con le fragole a fette, mettere in frigo almeno un paio di ore e servire.








Pasta frolla alla vaniglia

Cosa serve per la pasta frolla alla vaniglia:

250 g. di farina 00
120 g. burro
120 g. zucchero
1 tuorlo + 1 uovo intero
un pizzico di sale
1 bustina (8 g.) di vaniglia bourbon zuccherata (si trova nei negozi di prodotti bio)




Preparare la pasta frolla alla vaniglia seguendo uno di questi tre sistemi

  • inserendo nel robot da cucina la farina e il burro freddo a pezzi. Azionare le lame per pochi secondi in modo da ottenere uno sfarinato. Unire il pizzico di sale, le uova leggermente sbattute, la vaniglia e lo zucchero. Riazionare il robot per un paio di minuti affinchè il composto si amalgami, poi assemblarlo ancora per un attimo con la punta delle dita (avendo tolto la lama ovviamente....) formare una palla e avvolgerla con pellicola alimentare. 

Oppure:


  • inserendo nella ciotola della planetaria farina, il pizzico di sale e il burro freddo di frigo a pezzi usando l'accessorio a foglia. Azionare pochi istanti, unire le uova precedentemente sbattute, zucchero e vaniglia. Azionare pochi istanti finchè il composto sia amalgamato formato. Mettere in frigo come sopra.


Oppure:



  • a mano: dentro ad una ciotola mettere farina, pizzico di sale e burro a temperatura ambiente a pezzi. Con la punta delle dita (NON col palmo della mano perchè si surriscalderebbe troppo la pasta e si "straccerebbe" rovinandola) e molto velocemente amalgamare gli ingredienti. Si otterrò un composto non omogeneo. va bene così. Trasferire su una spianatoia o foglio di silicone, fare un buco in centro e mettere zucchero, vaniglia e le uova precedentemente leggermente sbattute. Sempre usando la punta delle dita, con un movimento rotatorio veloce assemblare il tutto. Avvolgere a palla in pellicola. (volendo ci si può aiutare con un tarocco freddo) Non va impastata! Mettere in frigo a riposare almeno mezz'ora.

Polpo con patate

Oggi un classico che non stanca mai, non passa mai di moda, è semplice da cucinare. Sarà anche banale ma io penso che ci saranno anche persone non espertissime in rete che cercano ricette come questa 

Cosa serve per un antipasto per 4 persone o un secondo piatto per 2 persone:
1 polpo da 800 g. possibilmente di scoglio
5-6 patate
2 spicchi di aglio
sale e pepe
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 foglia di alloro
il succo di 1 limone
olio evo q.b.
prezzemolo tritato fresco



Mettere sul fuoco una pentola con abbondante acqua leggermente salata e con la carota, cipolla e sedano, unire anche l'alloro.
Pulire il polpo eliminando il becco e lavando bene le ventose dall'eventuale inchiostro nel caso si sia comprato da pulire.

Al bollore aggiungere il polpo, mettere il coperchio e far sobbollire per circa 40 minuti. Controllare con una forchetta. La carne del polpo deve essere soda ma cotta! 

Colarlo dentro ad uno scolapasta, aspettare 5 minuti (giusto per non scottarsi) e pelarlo sotto un filo di acqua corrente. C'è chi lo lascia da pelare a me non piace (la pelle la lascio solo ai moscardini o ai polpi piccoli diciamo dai 3 etti in giù)
Farlo raffreddare. Quando è freddo tagliarlo a tocchi non troppo piccoli altrimenti in bocca poi si "perde", mettere i pezzi in una terrina e condirli con gli spicchi d'aglio: 1 tagliato solo a metà, l'altro a pezzettini piccoli (se si preferisce lasciarli entrambi interi), unire una manciata di prezzemolo tritato, un pizzico di pepe nero, il succo del limone, olio evo q.b. e regolare il sale.

Coprire con pellicola alimentare e mettere ad insaporire in frigo tutta la notte.

Il mattino seguente lessare in acqua leggermente salata le patate con la buccia. NON fare mai e poi mai cuocere le patate con il polpo. Diventano viola e diventano (di sapore) una schifezza. Inoltre il polpo deve insaporirsi parecchie ore, le patate devono cuocere ed essere servite il giorno stesso.
Farle raffreddare, pelarle e tagliarle a tocchi un po' più piccoli del polpo. Unirle al mollusco, mescolare e lasciare insaporire ancora qualche ora in frigo.
Al momento di servire eliminare l'aglio intero. Se si preferisce consumarlo fresco tirarlo fuori dal frigo una mezz'oretta prima, se si preferisce servirlo tiepido scaldarlo pochissimo in microonde.
Io di solito d'estate lo servo freddo e d'inverno tiepido.





Ricotta al limone cotta al forno

Questo velocissimo, leggero ed ottimo dessert non so proprio come catalogarlo... non è una torta, non è un lievitato, non è sicuramente un semifreddo & simili.. mah!  Direi che è più un flan .. ed è senza farina, ottimo anche per chi è intollerante al glutine; lo etichetterò come dolce al cucchiaio anche se in realtà non è nemmeno questo...




Cosa serve:

500 g. di ricotta vaccina

110 g. di zucchero semolato + un cucchiaio
3 uova
1 limone bio con la scorza spessa

Scolare bene la ricotta dal suo liquido e setacciarla.
Montare gli albumi con un pizzico di sale.
Frullare la ricotta con i tuorli, lo zucchero. Aggiungere la scorza
del limone e un cucchiaio di succo. Con un cucchiaio di legno, o una spatola, aggiungere gli albumi
montati a neve ferma, amalgamare bene.
Versare il composto in uno stampo 18x18 o una tortiera 18D ricoprendo il fondo
con carta forno. (se preferite una consistenza più spessa, utilizzare naturalmente uno stampo più piccolo)
Livellare il composto molto delicatamente e cospargere la superficie con 
un cucchiaio di zucchero.





Infornare in forno già caldo a 170° per 50 minuti.
Sfornare a fare raffreddare. Servire. Una delizia, fidatevi :-)



Polpi affogati con spaghetti

In questo piatto ho usato i peperoncini arlecchino... è una qualità non fortissima, il colore cambia: passa dal giallo all'arancione, al viola ed infine rosso; è bellissima da vedere infatti oltre che commestibile è una bellissima pianta ornamentale, quando i peperoncini diventano rossi sono più piccantini. Ecco.
Io ho avuto la fortuna di avere in omaggio alcuni semi di questo peperoncino molto buono, e li ho seminati in un vaso, è nata una pianta rigogliosa, così rigogliosa che ho fatto seccare una quantità sostanziosa di frutti. (Ne ho ancora una bella scorta)
La pianta poi l'ho dimenticata all'esterno in giardino e, ahimè, è morta dal freddo. (povera!) Il prossimo anno ne farò un'altra avendo poi l'accortezza di ritirala al riparo e al calduccio in inverno!



Ecco un'immagine presa dal web (quando riavrò la mia pianta la sostituirò)

Cosa serve per 2 persone:

n.2 polpi da 250 g. l'uno (così la presentazione del piatto è più carina, ma si può scegliere di cuocerne uno solo da 500 g. e poi tagliarlo a metà)

n. 1 foglia di alloro
n. 1 spicchio d'aglio schiacciato
1/2 cipolla fresca bianca 
olio evo q.b.
sale e pepe
n. 2-3 peperoncini qualità "arlecchino" in alternativa usare 1 peperoncino classico rosso 
n. 2 pomodori maturi
basilico e prezzemolo tritato
150 g. spaghetti
vino bianco secco q.b.



In un tegame di coccio (se possibile) far insaporire in olio evo uno spicchio d'aglio schiacciato con mezza cipolla tagliata a rondelle fini. Unire la foglia di alloro (che secondo me conferisce un aroma buonissimo in questo piatto dai sapori decisi) e i polpi precedentemente puliti e ben sciacquati.

Tenere la fiamma piuttosto vivace ed unire il vino bianco secco, quando è evaporato unire i pomodori precedentemente fatti sbollentare pochi secondi, spellati e tagliati a tocchetti. Unire poi poco sale (il polpo così cucinato è giù piuttosto saporito), una grattata di pepe nero e peperoncino a piacere. Aggiungere poi qualche foglia di basilico fresco.

Non occorre aggiungere acqua perchè il polpo ne tirerà fuori un bel po' e perchè ci sono già i pomodori che sono acquosi.
Mettere il coperchio, abbassare la fiamma e far cuocere almeno 45 minuti.
Togliere l'aglio. Togliere i polpi (o il polpo) e tenerli al caldo.
Se la pelle non piace a questo punto occorre spellarlo. Io quelli grossi li spello, quelli piccolini no.



Cuocere come di consueto gli spaghetti tenendoli un paio di minuti  indietro di cottura, scolarli e riversarli nel tegame di coccio nel sughetto bollente, far mantecare qualche minuto a fuoco acceso. In ultimo unire il prezzemolo fresco tritato.
Impiattare, unire il polpo sugli spaghetti e servire.

Un primo piatto/ piatto unico semplice ma molto gustoso! Il condimento che preferisco per la pasta di semola è il pesce!  



Plum-cake light alle mandorle e arancia

SOFFICISSIMO!!!


Cosa serve:

250 g. farina 00
50 g. fecola di patate
80 g. farina di mandorle
1 bustina di lievito
180 g. zucchero
la scorza grattugiata di un'arancia naturale
100 ml. succo di arancia naturale
80 ml olio di mais
50 ml. circa di latte
3 uova
1 pizzico di sale

Mescolare le farine con la fecola ed il lievito.
Accendere il forno a 180°

Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. 
Unire il succo di arancia e l'olio. Unire la scorza grattugiata.
Aggiungere, poco alla volta, la miscela preparata delle farine.
Unire il pizzico di sale e il latte. Se, necessario, aggiungerne ancora un goccio. 
Imburrare e infarinare uno stampo da plum cake (anche se nel vero plum - cake vi è una dose consistente di burro - invece questa è una versione light diciamo...).



Versare il composto e cuocere per circa 45 minuti. Controllare la cottura con uno stecchino. 






Budinetti di ricotta con lamponi e mirtilli

Ecco quindi avevo in casa un pochino di ricotta freschissima, i miei amati frutti rossi e tanta voglia di un dolce al cucchiaio e così ispirandomi alla fantasia ho preparato questi budini che mi sono venuti molto buoni al primo colpo senza dover (secondo me) apporre modifiche al secondo o terzo o quarto tentativo....


le mie piantine :-)

Cosa serve per due budinetti:

125 g. ricotta pasta fine (o setacciata)
50 g. latte intero
40 g. zucchero semolato
1 uovo intero + 1 tuorlo
2-3 gocce di essenza di vaniglia
la scorza grattugiata di mezzo limone bio
2 cucchiai di succo di ace 
20 frutti tra lamponi e mirtilli (+ quelli per decorare vedere le due opzioni in fondo alla ricetta)

N.B. Se si vuole fare 4 budinetti o un budino grande raddoppiare tutte le dosi tranne per le uova che dovranno essere 4 tuorli + 1 uovo intero

Accendere il forno a 180°
Con una frusta amalgamare bene la ricotta con lo zucchero, aggiungere il latte e le uova, una alla volta. Mescolare poco dopo aver aggiunto le uova. Unire l'essenza di vaniglia, la scorza del limone e il succo ace.



Far fondere una piccola noce di burro e imburrare gli stampini con l'aiuto di un pennello o, se non si possiede, con carta da cucina.


Distribuire il composto negli stampini, distribuire su ogni budinetto  una decina di lamponi e mirtilli (5+5) tagliati delicatamente a metà. poi adagiare gli stampini in un bagnomaria già caldo. (dentro ad una teglia) (scaldare acqua o far scorrere quella calda del rubinetto) gli stampini (o lo stampo se fate un budino grande) devono essere immersi per 3/4 nell'acqua del bagnomaria.


Mettere nel forno per 30/35 minuti circa se con forno statico, oppure 25/30 minuti se forno ventilato. Se si opta per un budino grande utilizzando uno stampo da mezzo litro - dunque raddoppiando le dosi indicate -  allungare il tempo di cottura quasi del doppio o finchè il composto si sia rassodato. La classica consistenza del budino. Considerare che, raffreddandosi, si solidificherà maggiormente.



Togliere dal forno, lasciare ancora gli stampini nel bagnomaria per 5 minuti, poi toglierli; a questo punto si può:

farli intiepidire e servirli con una salsa ottenuta facendo cuocere, a fuoco basso, un paio di cucchiai di frutti di bosco con un cucchiaio di zucchero e qualche goccia di limone per 10 minuti, passare la salsa al setaccio o, semplicemente, schiacciare grossolanamente con una forchetta e cospargerne in piatto di portata prima di sformare i budinetti.

Oppure come ho scelto io: 
raffreddare a temperatura ambiente i budinetti, sformarli sul piatto da portata,  passarli nel frigorifero per un paio d' ore, e servirli guarniti molto semplicemente con altri lamponi e mirtilli al naturale o fatti precedentemente macerare in zucchero e porto rosso e poi scolati. Indi spolverizzare leggermente con zucchero a velo e servire.


Consistenza morbida e vellutata. Golosissimi!




Torta salata con patate e porri alla birra home made



Cosa serve:

1 rotolo di pasta sfoglia (oppure preparala in casa. Per vedere le mie versioni cliccare qui e qui)

3 uova
125 g. crescenza
50 g. parmigiano grattugiato
4 porri (solo la parte bianca)
3 patate
150 ml di birra chiara
sale q.b.
100 g. pancetta dolce tagliata a cubetti
olio evo q.b.

In una casseruola antiaderente e capiente far rosolare la pancetta, unire subito i porri lavati e tagliati a rondelle fini, unire le patate tagliate a fettine sottili, regolare di sale (non molto che c'è già la pancetta ad insaporire), aggiungere la birra. Portare a cottura mescolando spesso. (una ventina di minuti)

Tirare la sfoglia e riempirla col composto dopo avere bucherellato il fondo con i rebbi di una forchetta.
Sbattere le uova con il parmigiano e versarle sopra la farcia di patate e porri. Mettere, quà e là dei tocchetti di crescenza.




Infornare nel forno già preriscaldato ventilato a 180° per circa 35° minuti. Dipende dal forno potrebbero occorrere anche 5 minuti in più o in meno. Quando la pasta è dorata, la torta è pronta.

Toglierla dal forno, attendere 5-6 minuti e servirla.

Buonissima anche il giorno successivo e buonissima anche fredda. Adatta per un pic-nic, per una tavolata con gli amici ecc. ecc.