Fesa di tacchino con papaya, asparagi e anacardi

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  portiamo a tavola gli asparagi, un altro ortaggio che si ama o si odia. Io ho preparato un piatto unico light a mio avviso molto accattivante ed appagante 
Moltissime regioni hanno il loro asparago dop,igp... Noi in Piemonte nella provincia di Torino abbiamo 22 ettari coltivati ad asparagi, nella provincia di Vercelli 221, nella provincia di Cuneo 89 e così via (dati Istat) un bel numero direi.

Disintossicanti e diuretici, gli asparagi sono ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze energetiche, possiedono proprietà antiossidanti e proteggono i capillari.
Gli asparagi sono costituiti per la maggior parte da acqua e hanno poche calorie. Essi apportano infatti solo 24 kcal per 100 grammi di parte edibile, quindi sono indicati in caso si stia seguendo un regime alimentare ipocalorico. Gli asparagi sono ricchi di fibre e antiossidanti. Le fibre sono molto importanti per aiutare il transito intestinale e smaltire le tossine e per ridurre i livelli nel sangue di colesterolo e glucosio dopo i pasti. Hanno anche un indice glicemico molto basso, quindi sono indicati nell’alimentazione dei soggetti diabetici. Gli asparagi sono inoltre privi di colesterolo e grassi dannosi, e sono anche poveri di sodio, inoltre contengono acido urico e purine quindi sono sconsigliati in caso di calcoli renali o altri disturbi renali, malattie reumatiche e gotta. Chi soffre di insonnia dovrebbe evitare il consumo di asparagi la sera in quanto essi sono energizzanti e quindi potrebbero disturbare il riposo notturno. Un consumo eccessivo può portare a meteorismo e difficoltà digestive. Si consiglia inoltre di introdurre questi ortaggi nell’alimentazione a partire dai 3 anni di età. fonte

Cosa serve per DUE persone

200 g. fesa di tacchino cotta tagliata sottile di ottima qualità (no affettato industriale)
200 g. punte di asparagi (per me piemontesi)
1/2  papaya gold matura ma soda (al tatto il frutto deve essere leggermente morbido)
anacardi non salati q.b. (li sto usando spesso nelle mie insalate, mi piacciono molto, stanno bene con tutto)
alcuni rametti timo
olio evo delicato q.b.
alcune gocce di succo di limone


Pulire gli asparagi eliminando la parte legnosa del gambo, lavarli e farli cuocere a vapore o lessarli, poi salarli e farli raffreddare, intanto lavare e pelare la papaya, tagliarla a metà, eliminare la parte coi semi e la buccia, tagliare il frutto a fettine sottilissime e a cubettini. Disporre sui singoli piatti le fette di fesa di tacchino, gli asparagi, la papaya e gli anacardi precedentemente fatti tostare qualche minuto in un padellino antiaderente.
Condire il piatto con poco olio evo a filo, alcune gocce di limone e il timo fresco. Servire

Un piatto unico leggero a 360° (o un secondo piatto) per una pausa pranzo veloce ma golosa o, in alternativa, servirlo come antipasto riducendo le dosi.


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Rotolo alle mandorle con ricotta, fragole e granella di pistacchio (gluten free)

Oggi noi ragazze di Al Km 0 dedichiamo le nostra ricetta alla festa della mamma 💗ricordo ancora quando i miei ragazzi a scuola preparavano i regalino da portare a casa in occasione della mia festa, era bellissimo! Da grandi, poi, il primo ha continuato a portarmi piantine e fiori che io amo tanto, il secondo.... ehm no. (...sgrunt) spero sempre si ravveda... ci vuole così poco per farci contente noi mamme. Io alla mia porto sempre qualcosa, che siano piante fiorite o dolci fatti da me.
Per questa festa, dunque, oggi voglio esagerare! Per la rubrica porto la colazione ma deve essere per forza una colazione super! Da non dimenticare :-)
Ma siccome si trattava comunque della colazione ho voluto preparare una farcia molto leggera, solo pochissima panna e  un latticino fresco e tanta buona, succulenta frutta di stagione ricca di vitamine. Ho voluto anche che fosse senza glutine per dare spunto a chi ha la mamma celiaca e desidera portarle un dolce buonissimo.


Queste dosi sono per un piccolo rotolo per 2-3 persone (per un rotolo standard seguire la ricetta della pasta bisquit cliccando qui e e per la farcia calcolarne il 50% in più.

Cosa serve per il bisquit alle mandorle e limone:

20 g. amido di mais
2 uova medie
50 g. zucchero semolato
1 pizzico sale
30 g. mandorle pelate
la scorza grattugiata di 1 limone bio (grande, di Amalfi)

Cosa serve per la farcia:

200 g. ricotta pasta fine freschissima
75 g. panna liquida da montare (ma se si preferisce si può usare quella vegetale) *versione light leggere di seguito
50 g. zucchero a velo + quello per lo spolvero
1 cucchiaio zucchero semolato
10 g. granella di pistacchio + quella per decorare
200 g. fragole mature ma sode (tenerne da parte 3 o 4 per decorare) lavate ed asciugate


1° Alternativa: per un rotolo light depennare la panna, optare per 250 g. di ricotta ed aggiungere un paio di cucchiai di latte, se occorre.
2° Alternativa: per un rotolo invece più goloso, invece di decorare con zucchero a velo, ricoprire con altra panna montata leggermente zuccherata.

Per prima cosa tirare fuori dal frigo le uova e farle acclimatare, intanto mettere nel freezer fruste e ciotola per montare la panna e preriscaldare il forno statico a 190°
Separare tuorli dagli albumi. In tritatutto elettrico tritare finemente ed a impulsi le mandorle con 15 g. di zucchero (in modo che non rilascino olio).
In una ciotola montare i tuorli con 20 g. di zucchero fino a quando risultano spumose, poi unire le mandorle, frullare ancora ed unire la scorza del limone, smontare le fruste, lavarle ed asciugarle bene e montare gli albumi con il pizzico di sale e il restante zucchero. Unire l'amido setacciato (oppure unirlo alla fine, se siete sicuri di non formare grumi) Amalgamare la massa degli albumi a quella dei tuorli in due o tre volte usando una spatola o un cucchiaio di legno con un movimento dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Mescolare lo stretto necessario, non a lungo quindi.



Versare il composto, delicatamente, su una teglia o la leccarda rivestita da un foglio di carta da forno. Con la spatola a gomito o il dorso di un cucchiaio, allargare livellando con cautela la massa montata, formando un rettangolo grande cm. 20x24 (in questo caso essendoci nella farcia frutta fresca a pezzi, mi piace sottile, ma si può optare anche per farlo più spesso, in questo caso si arrotolerà con meno fatica, essendoci farina di mandorle è meno elastico, ma si ricava un rettangolo più piccolo).



Infornare per 7-8 minuti (se si fa più spesso 10 minuti) poi sfornare subito e rivolare il biscuit su un foglio di carta da forno nuovo, staccare delicatamente quello sul quale è cotto il bisquit e, subito, quando ancora caldo, arrotolarlo (aiutandosi con il foglio di carta nuovo sul quale ora poggia) chiudere a caramella e tenere a temperatura ambiente fino a quando è raffreddato.





Intanto: tagliare a cubettini piccolissimi le fragole (tenendone da parte qualcuna per la decorazione), condirle con un cucchiaio di zucchero semolato e una generosa spruzzata di limone, coprire la ciotolina con pelliola e mettere in frigo.
Montare la panna e mettere in frigo.
Mettere la ricotta e lo zucchero a velo in una ciotola e mescolare per ottenere una crema. Coprire con pellicola e mettere in frigo.


Dopo circa un'ora il rotolo dovrebbe essere freddo.
Aprire il pacchetto e ridistenderlo. (conservare il foglio di carta da forno che servirà ancora)  Prendere dal frigo le fragole, colarle attraverso un colino a maglie fitte su una ciotolina, spennellare il rotolo di biscquit alle mandorle il succo ottenuto dalla macerazione delle fragole.


Prendere la crema di ricotta ed unire la granella di pistacchio e la panna montata.


Unire anche le fragole.  Distribuire la farcia su tutta la superficie del rotolo. Arrotolare cercando di stringere senza forzare e senza fare fuoriuscire la farcia. Chiudere (serratamente questa volta) un'altra volta nella carta da forno, sempre a caramella, avendo cura di mantenere la chiusura verso il basso, mettere nel freezer per un'ora (deve compattare non surgelare)
Riprendere quindi il rotolo e trasferirlo in frigorifero per altre due ore almeno.





Al momento di servire, aprire il pacchetto, spolverizzare il rotolo con zucchero a velo trasferirlo, con l'aiuto di una spatola, su un piatto di servizio o un bel tagliere (come nel mio caso).
Decorare con le fragole tenute da parte (per non fare in modo che stiano ferme sul rotolo, tagliare una piccola parte della fragola per rendere la base piana), e con qualche mucchietto di granella di pistacchio. Servire


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Insalata di gallina e tarassaco con violette e anacardi

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  portiamo a tavola fiori ed erbe selvatiche .
Chi mi conosce sa quanto io le adori e quanto ami andare in missione a raccoglierle;  sono gelosissima dei "miei" posti, non li dico nemmeno sotto tortura :-)
Certo, si possono comprare (da noi si trovano nelle ceste di vimini al mercato dei coltivatori diretti, altrove non so se e dove le vendano) ma ... vuoi mettere la soddisfazione di procurarsele da soli?
Occorre conoscerle, occorre qualcuno che ci insegni. Va da sè che ci siano molte erbe selvatiche non commestibili e addirittura velenose, quindi ....attenzione, mi raccomando.
Per la ricetta di oggi ho scelto tarassaco, che mi piace tantissimo e mi ricorda mia nonna (i fiori pastellati e fritti sono buonissimi! Ve li consiglio, non li posto adesso perchè non adatti a questa rubrica ma li faccio e li mangio, ecco l'ho confessato :-))) e le violette abbinandoli ad una carne leggera e magrissima, in modo tale da non coprirne il sapore, ma anzi ho cercato di esaltarlo; ho poi aggiunto anacardi non salati per conferire croccantezza e sostanza.

Qui da me in piemonte è consuetudine servire insalatine di gallina, pollo, coniglio, faraona, carni bianche e delicate cotte lessate come antipasto in abbinamento ad ingredienti vari in basa alla stagionalità dei prodotti. Ecco quindi la mia versione, ovviamente light ma se non si è a dieta consiglio di servirla con una maionese fatta in casa al prezzemolo leggera, provare per credere :-)

Cosa serve per un'antipasto per 4-6 persone (o un secondo piatto per 2-3 persone):

1 gallina
1 carota
1 costa di sedano
1-2 cipolline
1 ciuffo salvia
sale e pepe q.b.
tarassaco appena raccolto
alcune violette edibili appena raccolte e/o altri fiori spontanei commestibili
anacardi non salati q.b.
olio evo q.b.
succo limone q.b.


Lavare e cuocere la gallina con le verdure e coperta d'acqua leggermente salata in pentola a pressione per un'ora dal fischio, poi farla raffreddare nel brodo.
Intanto andare a raccogliere il tarassaco e le violette :-)


Sgrassare bene e disossare la gallina cotta e metterla in una ciotolina, regolare di sale, aggiungere una macinata di pepe e condirla con poco olio evo e una spruzzata di succo di limone, se piace dare una grattata anche di un'idea di scorza di limone. Tenere da parte ad insaporire un'oretta.
In un'altra ciotola condire il tarassaco (molto ben lavato in acqua fredda e poi passato in centrifuga per insalata) con sale, olio evo e qualche goccia di limone.

Unire la carne con la verdura, aggiungere anacardi q.b. per dare una nota croccante e saporita all'insalata e servire guarnendo con le violette edibili.

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Insalata primaverile

Oggi noi ragazze della rubrica Light & Tasty portiamo a tavola i ravanelli. A me piacciono moltissimo, soprattutto all'inizio della primavera quando sono molto dolci, poi nel giro di breve tempo iniziano a "pizzicare" purtroppo. Devo consumarli con moderazione, visto che non mi voglio fare del male (idem gli agrumi, le cipolle, la frutta acida, e tanti altri alimenti perchè chi soffre di ernia jetale/gastrite deve evitarli, dato che peggiorano acidità, reflusso e dolore allo stomaco già esistenti).
Ho deciso dunque di preparare una ricca insalata, un piatto unico, usando tra gli ingredienti, non solo questi simpatici ortaggi /tutti i cibi rotondi lo sono) ma anche i suoi germogli, preziosissimi, per avere ancora più gusto e un carico di vitamine e di folato.


Cosa serve a persona:

9-10 uova di quaglia (che corrispondono a 2 di gallina)
100 g. ricotta morbida (per me seirass piemontese)
il gheriglio di 2 noci
6 ravanelli
germogli di ravanello q.b.(crudi o appena sbollentati - a piacere)
pomodorini datterini q.b.
sale e pepe q.b.
olio di noce q.b.
alcuni ciuffi di insalata riccia

Fare lessare le uova per 4 minuti, poi passarle sotto il getto di acqua fredda e sgusciarle.
Lavare e tagliare a metà le uova, sistemarle nel piatto insieme ai ravanelli tagliati a rondelle ed ai pomodorini.
Formare piccole quenelle di ricotta utilizzando due cucchiaini da caffè, condirle con poco pepe macinato fresco.
Sistemarle nel piatto insieme a qualche ciuffo di insalata riccia, terminare con un cucchiaio di germogli di ravanello e condire con sale e olio di noci.


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... ed ecco le mie colleghe cosa propongono

Daniela insalata di cous cous con ravanelli e ceci
Elena ravanelli cotti in forno con miele, aceto balsamico e sesamo
Maria Grazia riso, ravanelli e limone
Milena frittata al forno con foglie di ravanello e uova di anatra

Ciabatta di pane con farina di farro integrale e lievito madre

...e con questo pane credo proprio che la produzione si fermerà fino a settembre,  fa caldo ed io non lo sopporto.


Cosa serve:

350 g. farina di farro integrale bio (ho usato una farina comprata in Trentino presso un'azienda agricola)
200 g. farina 0 bio macinata a pietra
90 g. lievito madre rinfrescata e al raddoppio (se si vuole fare con lievito di birra fresco, usarne 5-8 g.)
15 g. sale fino marino integrale
1 cucchiaino di malto d'orzo bio liquido
400 g. acqua a temperatura ambiente
1 cucchiaio olio evo


N.B. Non ho provato a fare questo pane con lievito di birra per cui do indicazioni ipotetiche sulla base della mia esperienza. Se non si possiede lievito madre, credo si possa optare per utilizzare 5-8 g. di l.d.b. fresco
questa è la proporzione che uso quando panifico con il lievito compresso (solo per alcuni formati di pane), se si panifica in estate metterne di meno.

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 12,30 tirare fuori dal frigo il lievito per acclimatarlo, ore 13,30 rinfrescare il lievito, tenerne da parte 90 g. e l'altro (dopo aver fatto partire la lievitazione, quindi dopo 2 o 3 ore) metterlo in frigo per le panificazioni successive.
Setacciare la farina per arieggiarla. (quel che rimane nel setaccio rimetterlo nella ciotola, non si butta assolutamente!)
Preparare l'autolisi mettendo nella ciotola della planetaria (o ciotola ampia se si impasta a mano) tutta la farina e l'acqua, dare una mescolata rapida e sommaria con cucchiaio di legno, coprire con pellicola o canovaccio umido e lasciare riposare fino alle 17,30 anche questo composto.
Trascorso il tempo di riposo, togliere la pellicola dalla ciotola, mettere il gancio, aggiungere il malto e l'olio, poi iniziare ad impastare lentamente, aumentare poi la velocità poco alla volta e unire il sale. Impastare fino a quando l'impasto si incorda.


Spegnere, oliarsi le mani, prelevare l'impasto che è appiccicoso e piuttosto morbido, poi chiuderlo a palla maneggiandolo tra le mani e, con la chiusura verso il basso, metterlo in una capiente ciotola leggermente oliata; coprire con pellicola e canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 3 ore, poi trasferirla in frigo a fare maturare l'impasto per 10-12 ore (quindi fino alla mattina successiva e se seguono gli orari che ho usato io).

La mattina ore 9,30 circa
Prendere l'impasto al frigo e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Con i polpastrelli aprire l'impasto e formare un rettangolo. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane.
Trascorso il tempo per la puntatura, dare una forma di nuovo rettangolare e arrotolare in modo da ottenere un grande salamotto, tirarlo verso di se in modo leggero, senza premere, in modo da dare forza e tensione all'impasto, poi metterlo in un cestino da ciabatta, piuttosto lungo e rettangolare - io, non avendolo, ho usato il cartoncino della confezione dei pavesini rivestito da un canovaccio abbondantemente infarinato con semola di grano duro e amido di mais - posizionando la parte della chiusura dei lembi verso sopra (in questo modo, ribaltando poi l'impasto per cuocerlo, la chiusura rimarrà di sotto, a contatto con la placca del forno), infarinare nuovamente e chiudere bene il canovaccio.

(chiedo scusa per le foto buie, ma l'ho preparato qualche tempo fa in una giornata uggiosa)



Lasciare lievitare a temperatura ambiente per tre ore (se è estate - o se si usa lievito d.b. ridurre i tempi) avendo cura di posizionare due pesi (tipo due pacchi di zucchero) agli estremi laterali del cartoncino, in modo tale che l'impasto non si allarghi troppo lievitando.
Preriscaldare il forno statico al massimo della potenza (per me 280°) con la leccarda all'interno.
Quando il forno è arrivato a temperatura, estrarre la leccarda facendo molta attenzione perchè ustiona, e posarla su un piano (per protetto da due o tre canovacci da cucina), rovesciare con estrema delicatezza, il cartoncino con l'impasto e, con una lametta o un coltellino affilato, praticare leggere incisioni a piacere lungo la lunghezza del pane e lateralmente più in profondità(vedi foto) o fare le incisione a piacere. (serve sia a dare un'estetica piacevole ma anche a farle ultimare meglio la lievitazione in forno)

Aprire il forno e, con l'aiuto di uno spruzzino, vaporizzare abbondante acqua sul fondo e sulle pareti del forno per creare umidità  - attenzione non sul pane! - (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) Infornare subito nel ripiano più basso del forno lasciare cuocere per 5 minuti poi abbassare a 250° e lasciare cuocere per 10 minuti, di seguito aprire lo sportello e, velocemente, alzare di un piano la leccarda rispruzzare di nuovo acqua e richiudere subito il forno, dopo due minuti abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 30 minuti circa. Infine spegnere il forno, aprire lo sportello a fessura ma lasciare ancora il pane all'interno per 5 minuti.
Controllare ogni forno è diverso, "bussando" il sotto del pane si deve sentire un rumore sordo, lo dico sempre che è semplice ma efficace, per capire se è cotto, deve avere un aspetto ben dorato e cotto (prendere il pane col guanto da forno, naturalmente...)

Sfornare la ciabatta e metterla a raffreddare su una gratella (se possibile inclinando il pane dato che è una pezzatura grande, il vapore interno evaporerà meglio).
Con la tecnica dell'autolisi (sia usando lievito madre che lievito compresso) il pane rimarrà morbido a lungo, digeribile e si conserverà benissimo anche in freezer. Inoltre con la tecnica della fermentazione in frigo e lievitazione a t.a. si ottiene un maggior risultato usando meno lievito (sia che sia di birra o lievito madre).
Quando è freddo, io lo taglio a fette e lo congelo in un sacchetto per alimenti apposito per freezer (non sacchetto di carta del pane quindi), poi lascio scongelare a t.a. le fette che mi occorrono e in poco tempo ho pane fresco in tavola.

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Cestini di barba di frate all'acciuga con uova di quaglia e aceto balsamico

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty cuciniamo le uova! Un altro alimento che credo piaccia a tutti, forse l'ingrediente più usato e versatile nelle preparazioni neutre, salate e dolci.


Le uova sono un ottimo alimento a tutte le età poiché contribuiscono alla regolazione metabolica e garantiscono elasticità e tonicità dei tessuti. Ricordiamo però che i bambini piccoli devono iniziare ad assumere prima il tuorlo (dai 5 mesi) e poi l'albume (dai 12 mesi in poi).
- Per bambini, adolescenti e studenti, un uovo gustato a colazione serve a migliorare la concentrazione e le performance intellettuali.
- Per chi svolge un lavoro "a tavolino", sostituire nel pasto di mezzogiorno la cotoletta con un uovo serve ad alleggerire il pranzo e a prevenire il torpore pomeridiano.
- Nelle donne in fase mestruale o dopo la gravidanza, le uova aiutano a reintegrare il ferro.
- In chi segue una dieta vegetariana, sono utili per garantire il corretto apporto di vitamina B12, fondamentale per il metabolismo del tessuto nervoso, la prevenzione della degenerazione mentale, la maturazione dei globuli rossi e la produzione del Dna, oltre che per combattere lo stress.
- Negli sportivi le uova sono preziose per il contenuto di proteine ad alto valore biologico e per lo zinco, utili per l'efficienza della massa muscolare.
- Negli anziani le uova sono ideali per compensare la minore assunzione di carne in seguito a difficoltà di masticazione e digestione, tipica della terza età.Se non vi sono patologie particolari, una persona adulta sana può consumare fino a 3-4 uova alla settimana.
Vi sono però dei casi in cui le uova non devono essere consumate. Prima di tutto chi soffre di calcoli deve escludere le uova dalla dieta poiché la colecistochinina contenuta nel tuorlo stimola la cistifellea a contrarsi (per far defluire la bile nell'intestino) provocando coliche. Anche in caso di sistema immunitario indebolito, di allergie e di intolleranze alle proteine dell'uovo quest'ultimo va bandito dalla dieta, come pure i cibi che lo contengono. fonte
Tra le diverse specie di uova che troviamo in commercio, ci sono anche quelle di quaglia, caratteristiche per essere un po’ più piccole rispetto a quelle classiche di gallina, pesano intorno ai 10 – 12 g e hanno la particolarità di essere punteggiate. Considerate un alimento curativo e dietetico, sono ricche di oligoelementi e vitamine utili. In confronto all’uovo di gallina, l’uovo di quaglia contiene sei volte più di vitamina B1, quindici volte in più di vitamina B2, cinque volte più di fosforo, ferro, potassio. Contengono anche proteine, vitamine (A, B, E), calcio, zinco e zolfo.
 A parità di quantità le uova di quaglia contengono decisamente meno colesterolo (inoltre quello buono HDL) della maggior parte delle uova di altri animali (vedi tabella sottostante) fonte

Tutti i valori si riferiscono a 100 grammi di alimento
Uovo di gallina
1085 mg
Uovo di tacchino
933 mg
Uova di anatra
884 mg
Uovo di oca
852 mg
Uova di quaglia
844 mg


Cosa serve per DUE persone:

18 uova di quaglia (il corrispondente di 4 uova di gallina)
un mazzo di barba di frate
1 spicchio aglio
una noce di burro
1 acciuga sotto sale
olio leggero q.b.
qualche goccia di aceto balsamico bianco (o tradizionale)

Pulire, lavare, e fare lessare in acqua leggermente salata la barba di frate poi scolarla bene; intanto che la verdura cuoce pulire e dissalare l'acciuga sotto sale; Mettere in una padella il burro, l'aglio e, a fuoco basso, fare sciogliere i due filetti dell'acciuga, unire la barba di frate e farla saltare bene.
Intanto fare rassodare le uova di quaglia (4-5 minuti) poi passarle sotto un getto di acqua fredda e sgusciarle. Eliminare l'aglio.
Servire le uova con la verdura di contorno condite con un filo leggero di olio di mais o di riso e qualche goccia di aceto balsamico bianco.


Un secondo piatto molto semplice e veloce ma leggero e gustoso che appaga anche la vista e che piacerà di sicuro moltissimo ai bambini.
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Acciughe al bagnetto rosso

Ma che belli i pic-nic primaverili! Per la rubrica al Km 0 vi diciamo cosa portiamo.
In piemonte si usa portare non solo pizze, focacce, panini, insalate varie ma anche e soprattutto preparazioni semplici della tradizione e cibi immancabili per le scampagnate, quali salami, gorgonzola, pane campagnolo, tomini e come le nostre immancabili anciue al bagnèt, qui quelle al vert, oggi quelle al rùs :-) ricordo ancora ai tempi delle superiori quando ogni tanto si "tagliava" da scuola (...) e si andava in motorino in una frazioncina, in una osteria, a mangiare i panini con le acciughe al bagnetto e al burro. Che bei tempi!

Variante per questa ricetta: se si desidera un sapore predominante di pomodoro, diminuire la quantità di peperoni e sostituire la stessa con pomodoro fresco maturo.



Cosa serve:
acciughe siciliane polpose sotto sale q.b. per un antipastino per 4 persone se ne calcolano 200 g. peso lordo
per condire occorre all’incirca 2/3 della quantità di salsa che segue

per il bagnetto: 
1 lattina piccola di polpa fine di pomodoro (210 g.)
50g, aceto di vino rosso
1 cucchiaio capperini sotto sale
1 cucchiaio pasta di acciughe
1 cucchiaio doppio concentrato di pomodoro
1 spicchio aglio
¼ cipolla bianca (o mezza se piccola)
50 g. peperone rosso
50 g. peperone giallo (usare solo il peperone rosso se si desidera una salsa più rossa)
2 cucchiai prezzemolo tritato
Una presa peperoncino macinato
Sale e pepe q.b. (pochissimo se necessario)
50 g. + 50 g. olio evo (spiegazione nel procedimento)
50 g. acqua


Lavare i capperini per dissalarli, lavare, asciugare e tagliare a tocchi il peperone.
In un tegame mettere (tutto a freddo): 50 g. olio, la polpa fine ed il concentrato di pomodoro, i capperini, la pasta di acciughe, il peperone, l’aglio (al quale occorre togliere l’anima) la cipolla, l’aceto, 50 g. olio evo, pepe e peperoncino.


Mettere il tegame a fuoco lento con il coperchio e, mescolando spesso, lasciare cuocere 30 minuti. Trascorso questo tempo, unire il prezzemolo (non deve cuocere a lungo altrimenti diventa tossico), regolare di sale, e se necessario, l’acqua; dipende se i peperoni sono più o meno acquosi.


Lasciare consumare ancora 15 minuti, poi spegnere e, quando il composto è ancora caldo, frullarlo nel bicchiere del minipimer ottenendo così una salsa densa e vellutata, unire a crudo e a filo i restanti 50 g. d’olio evo.

 


Lasciare raffreddare il bagnetto e condire le acciughe dissalate, pulite e lavate, mettendo in un contenitore di misura in coccio o porcellana, strati di salsa e acciughe, ultimando con un filo d’olio evo. 

Coprire con pellicola e fare riposare in frigo 6-8 ore prima del consumo.
Tirare fuori dal frigo almeno un’ora prima di servirle.




Pranzo Carla Torta primavera

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Costolette marinate e laccate al miele

Oggi in nostro team Light & Tasty parla e cucina piatti con il miele. Ci sarebbe da scrivere e dire tantissime cose su questo nettare che ci donano le api. In ogni regione, qui in Italia, abbiamo eccellenti mieli, io ne ho usato uno di rododendro che col piatto che ho preparato si sposa benissimo; si tratta di un miele biologico delle mie valli, è un miele tra i tre ad essere presidio slow food, un miele raro che arriva dalle alpi più soleggiate, molto ricercato. 
Le proprietà del miele: svolge un'azione decongestionante per le vie respiratorie e calmante per la tosse; permette ai muscoli un aumento della potenza fisica e della resistenza; al cuore offre una azione cardiotropa; al fegato un'azione protettiva e disintossicante; all'apparato digerente una azione protettiva, stimolante e regolatrice; per il rene ha un'azione diuretica; per il sangue ha influenze antianemiche e per le ossa permette la fissazione del calcio e del magnesio. Al miele sono inoltre ufficialmente riconosciute le proprietà antibiotiche, cicatrizzanti, ricostituenti e lenitive. fonte

Ho voluto cucinare carne bianca per esaltare il sapore del miele (e viceversa) e precisamente quella di agnello che a me piace molto. Alcuni pensano sia carne poco digeribile... altro falso mito da sfatare, basti pensare che all'epoca, la pediatra di mio figlio, me lo aveva consigliato per lo svezzamento quale primo alimento insieme alla tapioca (ora non ho idea cosa dicano le dispense attuali - i protocolli cambiano continuamente). Ovviamente vanno scartate la parti grasse. 
Le calorie del miele per 100 g. sono circa 300
Le calorie per le costolette di agnello per 100 g. sono circa 100

Cosa serve per DUE persone:

10 costolette di agnello sardo
rosmarino col fiore q.b.
sale aromatizzato con: bacche di ginepro, alloro, maggiorana, pepe nero, timo, salvia il tutto tritato
olio evo q.b. (pochissimo)
un bicchierino di vermuth bianco secco
un cucchiaio di miele di rododendro (o comunque di montagna)

Mettere le costolette in una terrina in pirex o ceramica ed irrorarle col vermuth precedentemente emulsionato con un cucchiaino di miele, coprire con pellicola e asciare marinare almeno 3 ore.
Scolare le costolette dalla marinata e scaldare, in una padella antiaderente e a fuoco leggero, pochissimo olio evo con alcuni rametti di rosmarino.
Unire le costolette, alzare la fiamma in modo sia moderata, salare da entrambi i lati col sale aromatizzato.
Cuocere 5 minuti per lato, all'interno la carne deve rimanere leggermente rosata.
Impiattare e decorare con il miele restante a crudo e alcuni ciuffi di fiori di rosmarino.



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... ed ecco le mie colleghe cosa propongono
Daniela macedonia con crema al miele
Elena verza in agrodolce con miele e noci
Maria Grazia avocado toast con dressing al miele
Milena cipolle agrodolci al miele