Antipasto di melanzane e peperoni all'aceto balsamico (da conservare)

Per questa ricetta, come per quasi tutte le mie conserve, ho usato prodotti dell'orto appena raccolti :-)


Cosa serve:

1,200 Kg. melanzane violette striate o quelle che piacciono (peso lordo)
1,200 Kg. peperoni gialli e rossi carnosi (Io qualità di Carmagnola) (peso lordo)
sale q.b.
aceto balsamico q.b. (circa 80-90 ml.)
olio d'oliva o extravergine (a piacere) q.b.(circa 1/2 lt.) io uso quello evo
n. 2 spicchi d'aglio
qualche rametto di timo 
2-3 rametti di rosmarino

Per questa ricetta occorre cercare melanzane non grandi e il più possibile dritte in modo da ottenere fette simili per dimensione. (il diametro dovrebbe essere all'incirca come quello del vasetto che si andrà ad utilizzare - è solo una questione estetica, se poi le fette sono più grandi o piccole del diametro del vasetto la preparazione è buona lo stesso!)

Lavare e togliere le estremità alle melanzane. Sbucciarle e tagliarle sottili metterle, a strati, in un grande scolapasta e salare generosamente ogni strato. Mettere un piatto sopra in modo da schiacciarle, inclinare un pochino lo scolapasta nel lavandino della cucina (o in una bacinellina) e lasciare che l'acqua amara delle melanzane scorri via. Lasciarle 5-6 ore o anche tutta la notte.


Passato il tempo, prendere le fette di melanzana, strizzarle bene, asciugarle poi, tamponando, con parecchia carta da cucina.
Poi disporre le fette di melanzana, allineandole, su un canovaccio da cucina pulito ed asciutto e lasciare asciugare tutta una notte (dopo qualche ora, se possibile, cambiare il canovaccio)


Facendo un passo indietro: nel frattempo che le melanzane sono sotto sale, lavare i peperoni, asciugarli, metterli in una teglia rivestita da carta forno, salarli ed infornarli a 150° per circa due ore.


Poi metterli, ancora caldi, in un sacchetto di carta (benissimo quello del pane) e lasciarli intiepidire. Questa operazione servirà per spellarli meglio.
Poi eliminare pelle, filamenti e semi, quindi ricavare falde quadrate o rettangolari.
Il giorno successivo:
Prendere vasetti lavati ed asciugati perfettamente e sterilizzarli mettendoli in forno spento a 100°, quando la temperatura sarà raggiunta, lasciarli 10 minuti e poi spegnere il forno. Lasciarli ancora dieci minuti. (per saperne di più sui metodi di conservazione puoi leggere il mio post dedicato alle conserve cliccando qui
Trascorsi i dieci minuti,  si possono usare.
Intanto tritare grossolanamente gli aromi (puliti dal rametto centrale) con l'aglio

Nei vasetti quindi, alternare fette di melanzane, il trito aromatico, una spruzzata di aceto balsamico (in ogni strato di verdure), pezzettoni di peperone, un filo d'olio. Continuare a fare gli strati fino ad 1 cm. dal bordo, colmare ora con l'olio. Con una pinza da cucina o un coltello a punta tonda, schiacciare molto delicatamente le verdure nell'olio in modo da eliminare ogni bolla d'aria.
Coprire i vasetti con pellicola e lasciare riposare una notte (o comunque 10-12 ore) 
Poi rabboccare l'olio se necessario (le verdure ne assorbiranno), chiudere con capsule nuove e fare sterilizzare 20-25 minuti da quando l'acqua bolle.

Fare raffreddare nell'acqua del pentolone, controllare che le capsule siano tutte sottovuoto, etichettare e riporre in cantina o luogo fresco. 
Aspettare almeno un mese prima di consumare. Si conserva un'annetto. Una volta aperta la confezione, conservare in frigo e consumare in breve tempo.
Questa preparazione è una vera bontà e si può servire e gustare sia come antipasto che come contorno. E' anche bella da vedere così colorata a strati! :-) Infatti consiglio di servirla a tavola, a temperatura ambiente, direttamente nel vasetto!



Con queste dosi ho ottenuto n.2 vasetti da 1/2 kg. e n.2 vasetti da 250 g.






Biscotti all''avena e cacao




Cosa serve:
200 g. farina 00
50 g. farina di avena
15 g. cacao amaro
15 g. cacao dolce
1 pizzico di sale
150 g. burro ammorbidito
150 g. zucchero a velo
qualche goccia di essenza di vaniglia

Lavorare il burro a pomata con il pizzico di sale, lo zucchero e le gocce di vaniglia fino ad ottenere un composto spumoso.
Setacciare insieme le farine con i due tipi di cacao ed incorporare al composto di burro.
Formare un rettangolo di pasta, infarinarlo leggermente ed avvolgerlo in pellicola alimentare. Mettere un frigo 2-3 ore (o anche mezza giornata).
Accendere il forno a 170°. Ricoprire una placca con carta da forno.
Riprendere la pasta e lavorarla per ammorbidirla su una spianatoia o foglio di silicone leggermente infarinati. Infarinare anche un mattarello e stendere la pasta ad uno spessore di 1 cm. 

Coppare la pasta con la formina desiderata (io ho scelto quella rettangolare e poi con lo stampino che crea scritte, ho timbrato "cacao").



Sistemare i biscotti un pochino distanziati tra loro sulla placca e infornare per 10-12 minuti circa (dipende dal forno)
Togliere i biscotti dalla placca e sistemarli sulla gratella a raffreddare e poi o in un sacchetto di cellophane o in una scatola di latta per conservarli.



Pagnottelle alla zucca


Cosa serve per il lievitino:
100 g. farina 00
5 g. lievito di birra fresco
acqua q.b. 

Per l'impasto finale:
500 g. farina 00
100 g. farina rimacinata di grano duro
300 g. polpa di zucca (per me quella del mio orto)
30 g. di sale
30 g. di zucchero
30 g. olio evo
10 g. lievito di birra fresco
acqua q.b. (circa 100/150 ml.)
1 cucchiaino di malto d'orzo

In una ciotola mescolare con la forchetta la farina con il lievito sbriciolato e acqua appena tiepida q.b. per ottenere una densa pastella. Coprire con pellicola e lasciare riposare 1 ora e 1/2 
Nel frattempo decorticare la zucca eliminando la buccia, i semi ed i filamenti (quindi i 300 g. si riferiscono al peso netto). Tagliarla a fette e cuocerla al vapore finchè risulta morbidissima. In alternativa cuocere le fette in forno a 200° in una teglia coperta da alluminio.
Quando è cotta frullarla e lasciarla intiepidire o raffreddare.



In una capiente ciotola mettere la farina, il restante lievito, la polpa di zucca, e tutti gli altri ingredienti, (compreso il lievitino) tranne il sale e l'acqua. Iniziare ad amalgamare con una forchetta, poi unire il sale e acqua quanto basta per ottenere un impasto maneggevole. (dipende dal tipo di farina rimacinata usata e dall'acquosità della zucca). Mettere l'impasto sulla spianatoia ed impastare fino ad ottenere un composto elastico ma morbido. 
Oliare un'altra capiente ciotola e trasferire la pasta ottenuta formando una palla. Praticare con un coltello affilato una croce (in modo tale che la lievitazione sia agevolata), coprire con pellicola, mettere la ciotola in luogo tiepido a lievitare per 12 ore. (io l'ho preparata la sera prima di andare a dormire).

Riprendere la pasta e con una raschia o un coltello affilato porzionarla in pezzature a piacere (io ho ottenuto 16 pagnottelle), poi non arrotolarle come fossero palline tra le mani, bensì far scivolare la pasta da sopra a sotto... tra il pollice e l'incavo della mano.
disporre le pagnottelle sulla placca rivestita da carta forno, spolverizzare con farina rimacinata di grano duro, coprire con canovaccio pulito e mettere in luogo tiepido a lievitare ancora altre 2 ore.




Preriscaldare il forno statico a 200° e quando è a temperatura infornare le pagnottelle per 20 minuti, abbassare poi la temperatura a 180° per altri 15/20 minuti circa. 










Pane / pagnotte rosenthal con farina macinata a pietra e lievito madre

Cosa serve:
1 kg farina 0 macinata a pietra (io ho usato una farina di un mulino della mia zona)
50 g lievito madre secco
4 g lievito di birra fresco
20 g sale fino
500/600 g acqua appena tiepida (la quantità dipende dalla farina usata)

Poi serve:
strutto o olio evo

Nella ciotola della planetaria (o se si fa a mano - però è molto faticoso come impasto - in una ciotola normale) versare la farina.
Aggiungere il lievito madre secco e il lievito di birra sbriciolato.
Azionare l'impastatrice lentamente. (O iniziare ad amalgamare a mano).


Scaldare pochissimo, a microonde, l'acqua. Toccandola non bisogna sentirla calda.
Versare l'acqua nella ciotola pochissima alla volta, in modo tale che la farina assorba il liquido molto, ma molto lentamente. Occorreranno 10-15 minuti ad inserirla.
Mentre la planetaria lavora si può aumentare un po' la potenza. Sciogliere il sale mettendolo in una tazzina ed unendo un po' di acqua della ricetta. Unirlo all'impasto.

Per regolarsi quanta acqua usare, bisogna avere già un po' di esperienza nel preparare il pane e lievitati in generale. Toccando l'impasto deve essere molto solido (assomiglia ad una pasta dura ferrarese per intenderci) e non appiccicoso, ma malleabile. E' fondamentale la qualità della farina. Il mio impasto è risultato vellutato con questo tipo di farina 0 che è quasi grigia.

A me ne sono serviti circa 500 g

Ungere pochissimo una ciotola di vetro. Pulirla con la carta scottex in modo da non lasciarla troppo oliata. Adagiare l'impasto, coprirlo con pellicola e metterlo a lievitare in forno spento con lucina accesa per circa due ore o comunque fino al raddoppio del volume nel forno spento e chiuso dopo averlo preriscaldato come spiegato precedentemente.




Riprendere l'impasto, lavorarlo leggermente su una spianatoia senza usare forza, (non occorre infarinare, l'impasto sarà compatto e non appiccicoso), con una raschia/tarocco ricavare dei pezzi di impasto (io ho voluto fare delle pagnottelle piccole), ungere la superficie e tutti i bordi con strutto o olio evo (io ho usato olio evo e un pennello di silicone anche se probabilmente si ottiene una rosa migliore con lo strutto in quanto secca di meno la pasta e quindi i lembi non si appiccicano non aprendosi perfettamente ).


(Non preoccuparsi se le porzioni di impasto ricavate non sono rotonde, non ha alcuna importanza, si darà la forma rotonda nel prossimo passaggio.)
Prendere una pagnotta e sollevare i lembi di pasta tutto attorno al pezzo di impasto, portandoli al centro senza fare forza e senza spingere con le dita.
(si ricaverà facilmente la forma tonda)

Capovolgere il panino e pirlarlo ossia rotearlo sulla spianatoia ma sempre senza fare forza, anzi occorre usare mano leggera.



Mettere i panini a "testa in giù" ossia la parte del "fiore", dei lembi va messa sotto, sulla placca ricoperta da carta forno, mantenendo un po' di distanza tra loro perchè dovranno ancora crescere di volume.
Ho ottenuto una placca del forno da 60 cm. più altra teglia più piccola.





Coprire con pellicola e mettere di nuovo a lievitare sempre in forno chiuso preriscaldato e poi spento (come sopra) almeno un paio d'ore o finchè raddoppiano.
Togliere le teglie dal forno, capovolgere i panini (ora "il fiore" sarà in su")  e accendere a 220° ventilato.
Quando è in temperatura cuocere le rosenthal per circa 15 minuti.











Seppie in umido con prezzemolo, cerfoglio e santoreggia



Cosa serve per DUE persone:
1 seppia grande da circa 700/800 g. (da pulire - peso lordo)
1/2 bicchiere scarso di vino bianco secco
1 spicchio d'aglio in camicia
olio evo q.b.
sale e pepe nero q.b.
abbondante prezzemolo fresco tritato
qualche rametto di santoreggia fresca
cerfoglio fresco tritato q.b.
fumetto di pesce q.b. (circa una tazza) anche granulare se non c'è a disposizione fresco

Io preferisco, sempre, le seppie grandi (anche gigantesche) alle seppioline (quelle già pulite mi piacciono ancora meno) perché sono molto più tenere e polpose, a differenza di quelle piccole, magari decongelate che sono sempre gommose. Le compro con l'inchiostro a prescindere se poi lo uso oppure no.



Far pulire e spellare dal pescivendolo la seppia. Lavarla bene sotto l'acqua fredda corrente e, su un tagliere, ricavare con un coltello ben affilato delle listarelle abbastanza spesse.
In una padella mettere un filo d'olio tanto quanto basta a coprire il fondo del tegame, unire l'aglio ed il prezzemolo e fare soffriggere a fuoco medio (non fare bruciare l'aglio), unire la seppia tagliata, alzare la fiamma, mescolare bene fino a fare evaporare l'acqua che "butta fuori" la seppia, eliminare l'aglio, aggiungere il vino, e quando sar‡ tutto evaporato, salare (poco) e pepare, poi coprire con il fumetto di pesce (o granulare per brodi di pesce), Mettere il coperchio e terminare la cottura. (in totale 1 ora e 15 minuti) se occorre unire, poco alla volta, altro brodo. 

A cinque minuti dal termine della cottura, unire le foglioline di un paio di rametti di santoreggia fresca e cerfoglio tritato.
Lasciare le seppie leggermente brodose e portare a tavola.




Risotto allo zafferano

Cosa serve:

320 g. di riso carnaroli o arborio 
qualche pistillo di zafferano + 1 bustina di zafferano
brodo di carne di vitellone/manzo q.b.
abbondante parmigiano grattugiato e a scaglie per guarnire
1 cipolla media bianca
50 g. burro
un filo di olio evo
1 bicchiere e 1/2 di vino bianco secco

Far per prima cosa il brodo. 

In una capiente casseruola far sciogliere metà del burro col un filo l'dolio evo, unire la cipolla tritata e, a fuoco basso, farla stufare. (non deve abbrustolire), unire il riso e, sempre mescolando, farlo tostare. 
Unire il vino, alzare la fiamma e farlo evaporare, sempre mescolando.
Abbassare la fiamma che dovrà essere media per tutto il tempo della cottura del riso e unire, pochi mestoli per volta il brodo bollente filtrato dalle impurità (meglio farlo il giorno precedente, poi farlo raffreddare, ed eliminare tutto lo strato di grasso depositato in superficie); occorre mantenerlo sul fuoco al caldo per tutto il tempo della preparazione. Per un buon risotto occorre mescolare quasi continuativamente in modo che i chicchi si separino bene e cuociano uniformemente.

Dopo 10 minuti far sciogliere lo zafferano (pistilli e polvere) in un mestolo di brodo ed unire al risotto. 

Unire poi ancora brodo, sempre poco alla volta, (il risotto deve risultare morbido, non asciutto) e portare a cottura (giusta! non al dente e non scotto). Spegnere ed unire, per mantecare, il restante burro e abbondante formaggio grattugiato (grana padano o parmigiano).

Lasciare dunque riposare qualche minuto (se si vuole servire "in forma" utilizzare un coppapasta e lasciarlo riposare un paio di minuti in più, anche se andrebbe servito all'onda e bello bollente - anche se meno "scenico"), servire volendo guarnendo il piatto con scaglie di altro parmigiano.




Insalata pascolo di casa mia




.... ci risiamo: il titolo del piatto. (vedi un paio di post sotto....) Dico piatto e non ricetta perchè, non la considero una vera ricetta. Praticamente questa è un'insalata quasi gratis.
Sono andata nel mio orto e nel mio giardino e ho raccolto ciò che avevo seminato e ciò che la natura offre spontaneamente (vedi il tarassaco).

Beh .. i semi li ho comprati e pure le albicocche secche. Perchè l'ho chiamata pascolo? Ma perchè ho pensato a quando si va in alta montagna e si vedono le mucche, le pecore e caprette felici di brucare e ruminare ciò che la montagna regala, erbetta fresca, fiori (infatti nelle valli dalla mie parti ci sono dei formaggi fatti ancora come una volta - ma non spifferate questa cosa a qualche addetto dell'asl sennò... addio formaggio buono..) e uno di quelli ha proprio il sapore di violetta! Davvero! e....quindi.. nel mio prato non pascolano questi simpatici animali... (ciondola solo mio figlio.. il secondogenito, ma questo è un altro discorso) e così ecco da dove ho preso spunto per il titolo dell'insalata di oggi. Inoltre, se non dico cavolate, nei mangimi per questi animali ci sono anche farine proprio di semi di girasole ecc. 

Ecco qualche foto del mio "negozio"




Cosa serve per 2 persone:

70 g. misticanza primaverile 
70 g. cicoriette primaverili verdi e rosse
1 manciatina di spinacini novelli
1 manciatina di tarassaco
qualche fiore di girasole
1/2 cucchiaio semi di girasole
1/2 cucchiaio semi di zucca
3-4 albicocche secche

Per il condimento e la decorazione:

3-4 steli di erba cipollina
un ciuffo di menta
2 cucchiai di yogurt bianco non zuccherato
un filo di olio evo
aceto bianco q.b.
sale fino q.b.

Lavare ed asciugare bene i vegetali. Tagliare a listarelle le albicocche.
Tostare proprio solo un attimo i semi e farli raffreddare spostandoli subito dal padellino su un piatto.
Mettere il tutto in ciotoline individuali o una insalatiera, a piacere.
In una scodella emulsionare molto bene lo yogurt con un paio di steli di erba cipollina sminuzzata con le forbici, l'olio e l'aceto, regolare di sale. Fare riposare qualche minuto la salsina.

Tutte queste insalatine primaverili ed il tarassaco, sono foglie piccole per cui non sarà affatto necessario doverle tagliare.
Mescolare con il condimento e servire subito.




Merlani al cartoccio

Buon 1° Aprile con gustosissimi, delicatissimi, economici, leggeri e semplici da cucinare, pesci. 


Cosa serve:
2 pesci a persona (se sono piccoli e se non si mangia un primo piatto, calcolarne anche di più)
sale q.b. (io ometto il pepe e l'aglio per questo pesce così delicato)
aromi freschi a piacere q.b.
olio evo q.b.

Accendere e preriscaldare il forno a 180° e preparare il solito cartoccio:
in una pirofila adagiare un foglio di carta da forno, stendere in modo ordinato i pesci eviscerati, lavati ed asciugati, poi salati internamente.
Salare da entrambi i lati, cospargere un trito aromatico a scelta (io vado nel giardino e prendo quel che c'è: prezzemolo, cerfoglio, erba cipollina, santoreggia, aneto) unire un filo d'olio evo, chiudere il pacchetto di carta formando il cartoccio, ed infornare per 20 minuti circa.






Gufi di pasta sablée alle mandorle profumati al mandarino

Questi simpaticissimi stampini me li ha regalati mio figlio Andrea.



Cosa serve:
100 g. farina di mandorle
250 g. farina 00
1 uovo
1 pizzico di sale
125 g. zucchero a velo
150 g. burro morbido
la scorza grattugiata di un mandarino (NON clementina)

Nella planetaria con il gancio a foglia o su in tagliere aiutandosi con un tarocco, sabbiare la farina 00 e la farina di mandorle con il burro. (da qui il nome sablée) ovvero, lavorare velocemente farina e burro in modo che la farina si intrisi del grasso senza lavorarlo con le mani, perchè scaldandolo, si rovinerebbe la friabilità del composto. Unire poi l'uovo precedentemente sbattuto leggermente per renderlo omogeneo, e tutti gli altri ingredienti. Amalgamare molto velocemente. Si otterrà un impasto morbido grazie alla farina di mandorle. 


Avvolgere la pasta in pellicola alimentare leggermente infarinata o carta da forno. Una volta avvolta, appiattirla con le mani molto velocemente, o col mattarello. (in modo tale che sarà avvantaggiata la stesura successiva senza dover lavorare con le mani troppo l'impasto, scaldandolo, che non va bene. Questa è una pasta molto delicata da trattare.


Mettere in frigo un paio d'ore. (ma se c'è il tempo anche tre o quattro)

Passato il tempo, riprenderla, sarà una pasta molto morbida, metterla su una spianatoia o foglio di silicone leggermente infarinato, e stenderla col mattarello (infarinato appena-appena) e ricavare una sfoglia spessa circa 1 cm. Volendo si può stenderla sovrapponendo, tra pasta e mattarello, un foglio di carta da forno. Coppare con il tagliabiscotti preferito. Io ne ho usato uno rotondo (grande quanto i biscotti digestive per intenderci) liscio, poi ho usato un timbro con raffigurato un simpaticissimo gufo.
Sistemare i biscotti su una placca rivestita da carta forno, cercando di maneggiarli il meno possibile, caso mai, passarli dieci minuti in frigo, una volta fatti prima di passare alla cottura.


Infornare in forno già bello caldo a 160° ventilato o 170° se statico, per circa 15-20 minuti dipende dal forno e dalla modalità scelta. Saranno pronti quando i bordi (e la base sotto) inizieranno a diventare dorati, attenzione a seguire la cottura, se bruciano diventeranno amari per via della farina di mandorle: conferisce dolcezza se la cottura è giusta, se va oltre si guasta.
Si possono anche spolverizzare molto leggermente di zucchero a velo.

Questi sono biscotti davvero friabilissimi che si sciolgono in bocca, talmente buoni e delicati con il sapore della mandorla e mandarino che occorre non coprirlo con the o caffè, secondo me. Adattissimi quindi per la merenda dei bambini accompagnati da un buon bicchiere di latte.









Polpettone sofficissimo di pesce e patate


Questo polpettone è delicatissimo, soffice-soffice con il ripieno cotto al vapore o bollito, quindi molto leggero, solo poi fatto dorare in padella per conferire una crosticina appetitosa. Perfetto anche per gli anziani magari con qualche problemino ad addentare cibi troppo duri e perfetto per i bambini!


Cosa serve:

4 grandi patate a pasta bianca
1 uovo
prezzemolo tritato
4 fette di platessa fresca
1 costa di sedano
1 carota
2 scatolette di tonno sott'olio da 80 g. caduna
pangrattato q.b.
olio evo
una grattata di noce moscata
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato

Far lessare le patate e schiacciarle.
Mettere la carota ed il sedano in un casseruolino con acqua leggermente saltata. Far bollire per 10 minuti ed aggiungere i filetti di platessa. Far cuocere 5-6 minuti e scolarli con una schiumarola. Tenere da parte.



Quando le patate schiacciate e la platessa saranno freddi, tritare quest'ultima con il tonno. Unire il tutto, aggiungere la noce moscata, il parmigiano, il prezzemolo e tanto pangrattato quanto serve perchè il composto non sia appiccicoso (ma nemmeno asciutto, andare ad occhio... dipende dalle patate quanto ne assorbono), regolare di sale.



Formare un polpettoncino e passarlo in altro pangrattato.
In una padella antiaderente far scaldare olio evo e far dorare il polpettone da tutte le parti girandolo delicatamente con due cucchiai di legno. Occorre girarlo spessissimo e farlo dorare bene.
Deve solo diventare croccantino, non deve cuocere molto poichè gli ingredienti sono già tutti cotti.
Lasciare intiepidire un po' e servire. E' ottimo anche freddo.





Apple crumble



Cosa serve per la pasta:

150 g. farina 00
1 pizzico di sale
50 g. zucchero semolato
70 g. burro freddo a pezzettini

Cosa serve per il ripieno:

900 g./ 1 kg. mele renette (4-5 mele)
130 g. zucchero di canna chiaro
40 g. di burro
1 cucchiaino scarso (o a piacere) di cannella in polvere
1 cucchiaino scarso (o a piacere) di zenzero in polvere
qualche bacca sbriciolata di cardamomo
i semi di mezza bacca di vaniglia

Facoltativo:

alcune fettine di mela rossa/pink lady per guarnire

Sbucciare e tagliare a pezzettini le mele.
Metterle a cuocere in una padella antiaderente insieme al burro.
Mescolare spesso, quando si sono disfatte unire le spezie.
A fine cottura (dopo circa 15-20 minuti) unire lo zucchero, far cuocere ancora pochi minuti a fuoco basso e spegnere.

Preriscaldare il forno a 180° statico.
Preparare la pasta:
in una ciotola mettere tutti gli ingredienti e, con la punta delle dita, strofinare per ottenere uno sfarinato sbriciolato.
Imburrare una pirofila da forno da 22D o a piacere quadrata o rettangolare (meglio se di ceramica antiaderente) e versare il composto di mele. Cospargere sulla superficie in modo uniforme la pasta sbriciolata. Mettere in forno per 45 minuti



 Trascorso il tempo di cottura, togliere la pirofila dal forno, lasciare intiepidire una decina di minuti e servire. Guarnire a piacere con fettine di mela, lavata ma non sbucciata, tagliata al momento
Un dolce ottimo anche freddo.

Uova mimosa o primavera

Un classico antipasto primaverile, classico, forse scontato, ma BUONISSIMO! Ovviamente quando hai ospiti e vuoi che le uova si sguscino in un battibaleno e perfettamente... il guscio si sbriciola rovinando la polpa dell'albume sodo e....pazienza! 



Cosa serve per 6 persone (ma poi dipende da quante se ne mangia...)

8 uova
160 g. tonno sott'olio
1 cucchiaio di capperini sotto sale
1 acciuga sotto sale o sott'olio
prezzemolo tritato q.b.
3-4 cucchiaiate colme di maionese (se vuoi vedere come la faccio io clicca qui)


Far lessare le uova (tenute prima a temperatura ambiente) per 8 minuti.
Passarle sotto l'acqua fredda per fermare la cottura e farle raffreddare del tutto, poi sgusciarle e tagliarle a metà per il lungo.
Intanto preparare la maionese con 1 uovo intero + 1 tuorlo, un bel pizzico di sale fino, 100 ml. olio di arachidi e 100 ml. olio di oliva, 1/2 cucchiaino di senape dolce ed il succo di 1/2 limone se molto succoso altrimenti anche di 1 intero.


Nel robot da cucina frullare il tonno ben sgocciolato con i capperini dissalati sotto acqua corrente e poi strizzati, con l'acciuga dissalata o scolata dall'olio, 5 o 6  tuorli sodi e prezzemolo.
In una ciotola amalgamare la farcia ottenuta con maionese q.b. per ottenere una crema morbida ma soda.
Inserire la farcia in una tasca da pasticcere e riempire le metà delle uova (o utilizzare semplicemente un cucchiaino)
Sbriciolare utilizzando una grattugia a fori larghi o con uno spremiaglio  (o con le mani) i restanti tuorli sodi e decorare la superficie ed il piatto di portata creando un effetto "mimosa".
Fare riposare in frigorifero un'oretta e servire.