Tagliatelle con crema di porri e speck croccante

Questo è un primo piatto semplice, veloce ma molto saporito e goloso, per iniziare bene la settimana 


Cosa serve per DUE persone:
200 g. di tagliatelle all'uovo fresche o 125 g. di quelle secche (due nidi)
1 porro
100 g. speck tagliato a listarelle
parmigiano grattugiato q.b.
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.

Per prima cosa fare stufare a fuoco dolcissimo il porro tagliato a rondelle (non deve assolutamente prendere colore) coperto costantemente da un dito d'acqua (quindi aggiungerla man mano che si consuma), lasciarlo intenerire (quasi sfaldare) e coperto dal coperchio. Salare e pepare alla fine mantenendo il porro acquoso, poi travasare il tutto nel bicchiere del minipimer e frullare bene per ottenere una crema, riversare nuovamente nel tegame e tenere da parte.
Intanto che l'acqua per cuocere la pasta bolle (salarla poco, c'è già lo speck che da sapore), mettere sul fuoco un padellino antiaderente con un goccino d'olio evo e fare saltare lo speck a fiamma allegra per qualche minuto in modo da renderlo croccante.


Cuocere le tagliatelle e scolarle un minuto prima, prelevare un mestolino di acqua di cottura e allungare la crema di porri, unire le tagliatelle scolate e porre sul fuoco un minuto, mantecare con il parmigiano grattugiato ed un giro d'olio evo.

Impiattare ed unire lo speck croccante. Servire subito

Brioche svedese agli agrumi e spezie

Questa è una brioche che ho fatto di testa mia ispirandomi all’impasto profumatissimo e sofficissimo svedese, ovvero alle kanelbullar (che voglio fare nel prossimo futuro), però la mia è innanzitutto una brioche grande e non tante brioches, ma soprattutto l’impasto è decisamente arricchito di crema e maggior peso di tuorlo, di scorza di agrumi e vaniglia e più burroso, la farcia è altresì più profumata perché alla cannella, zucchero e burro, ho aggiunto cardamomo (nelle ricette originali delle kanelbullar a volte c’è e a volte non c’è) che secondo me ci sta davvero benissimo e il mix di spezie di cui sotto. Che dire… in cucina un’esplosione di profumo pazzesco e in bocca un’esplosione di sensazioni.

Cosa serve per una brioche da 800 g.

Per il lievitino:
100 g. farina manitoba W 360-400
100 g. latte
5 g. lievito di birra fresco
½ cucchiaino malto d’orzo bio

Per l’impasto:
il lievitino
300 g. farina manitoba W 360-400
40 g. tuorli (2 medi)
60 g. crema pasticciera al limone preparata precedentemente
scorza grattugiata di mezza arancia naturale
scorza grattugiata di mezzo limone naturale
polpa di mezza bacca di vaniglia
65 g. zucchero a velo di canna
40 g. burro morbido
100 g. latte
5 g. sale fino marino

Per la farcia serve:
 45 g. burro morbido
45 g. zucchero di canna grezzo
1 busta (5 g.) mix spezie (zenzero, cannella, chiodi di garofano, noce moscata)
2 g. cannella (ulteriore)
2 g. cardamomo

Per spennellare serve:
1 tuorlo + un goccio di latte

Ghiaccia (facoltativa) all’amaretto fatta con:
1 albume scarso
5 g. armelline (6-7 di numero)
10 g. mandorle pelate dolci
40 g. zucchero semolato
5 g. maizena

La ghiaccia occorre farla in giorno precedente e conservarla in frigorifero fino al momento dell'uso. (o farla almeno qualche ora prima, ad esempio prima di iniziare ad impastare): in un tritatutto ridurre in polvere gli ingredienti secchi. Mescolarli con una forchettina all'albume, senza montare, coprire con pellicola alimentare e mettere in frigo.
 Per prima cosa preparare il lievitino mescolando con una forchetta gli ingredienti elencati in una ciotolina, facendo sciogliere il lievito nel latte leggermente intiepidito, unendo poi il malto e la farina in modo da ottenere una pastella, coprire poi con pellicola e lasciare a temperatura ambiente a lievitare per un’ora e mezza. Intanto occuparsi di preparare la crema pasticciera classica con aggiunta di scorza di limone naturale per profumare. Trasferirla poi in una ciotolina o bicchiere e coprire con pellicola a contatto. Tenere da parte.



Tirare fuori dal frigo il burro e farlo a pezzetti in una ciotolina. Tenerlo da parte.
Trascorso il tempo necessario, iniziare a fare l’impasto vero e proprio: nella ciotola della planetaria o una ciotola capiente nel caso si procedesse manualmente, inserire la farina, il lievitino e lo zucchero.
Iniziare ad impastare a velocità minima col gancio, intanto nella ciotolina in cui vi è la crema pasticciera, unire i tuorli, le scorze degli agrumi e i semi di vaniglia, mescolare ed unire all’impasto, aumentare un po’ la velocità ed unire a filo, il latte.
Unire il sale al burro, mescolare ed unirlo, poco alla volta, all’impasto. Fare incordare bene e, quando l’impasto di stacca dalle pareti, spegnere. Togliere il gancio, coprire la ciotola e lasciare riposare l’impasto per 15 minuti.
Imburrare leggermente una ciotola e le mani, prelevare l’impasto e, su un piano da lavoro/foglio di silicone,  dare 2 o 3 pieghe a distanza di 15 minuti l’una dall'altra, coprendo come sempre l’impasto con pellicola o canovaccio da cucina, in ultimo, arrotondare l’impasto tornendolo e metterlo nella ciotola imburrata, coprire con pellicola e canovaccio tenuto ben fermo da un grande elastico, e lasciare lievitare.


Ora si può procedere in due modi:
1 step se si preferisce continuare e procedere con la lievitazione/formatura/cottura della brioche (in base all’ora e in base a quando si vuole avere la brioche fragrante appena sfornata) si lascia lievitare fino a quando l’impasto raddoppia e dipende dalla temperatura ambientale – estate/inverno – che come si sa, incide in modo marcato sulle lievitazioni degli impasti, quindi possono servire 4-6 ore. Bisogna tenere conto che questo è un impasto ricco di uovo e burro, inoltre Io uso poco lievito. Detesto gli impasti che sembrano gonfiati come palloncini ad elio, usare un cubetto di lievito di birra da 25 g. per una brioche come questa significa sì avere il prodotto finito in pochissimo tempo, ma significa anche gonfiare l’intestino come una mongolfiera e di sicuro sia la consistenza dell’impasto che il sapore e la durata sarà lontano anni luce rispetto ad un lievitato con poco lievito a lievitazione medio-lunga. Ad ognuno al propria scelta.
Io ho preparato l’impasto nel tardo pomeriggio-sera e lo volevo infornare la mattina seguente, per avere la brioche da mangiare a colazione/merenda, per cui ho proceduto lasciandolo a temperatura ambiente 2 ore e poi l’ho messo in frigo nella parte bassa a maturare lentamente, tutta la notte tirandolo poi fuori la mattina successiva continuando con il secondo step. (in ogni caso se si inizia a preparare la mattina presto, invece che il tardo pomeriggio come ho fatto io, si riesce ad avere la brioche per l’ora della merenda).

2 step prendere la ciotola con l’impasto lievitato, rovesciarlo in modo delicato sul piano da lavoro, allargarlo con i polpastrelli per ottenere un rettangolo di pasta, coprire con pellicola/canovaccio e lasciare riposare una decina di minuti. Intanto preparare la farcia: in una ciotolina mettere il burro a pezzetti, passarlo pochi istanti al microonde a potenza minima in modo che si ammorbidisca a pomata (non deve assolutamente liquefarsi), unire tutte le spezie, lo zucchero e mescolare vigorosamente con una forchettina, schiacciando bene in modo che non si formino fastidiosi grumi. Infarinare (se occorre) leggermente il mattarello e stendere il rettangolo di pasta brioche in modo che sia uniforme abbastanza sottile ma non sottilissimo (guardare le foto), con una spatola a gomito, o se non disponibile, usare un coltello a punta arrotondata o il dorso di un cucchiaio, spalmare la farcia preparata. Piegare poi a libro (vedi foto) il rettangolo dalla parte più lunga.



Con un coltellino molto affilato praticare alcune incisioni oblique (vedi foto) e poi tagliare in due strisce per il lungo ottenendo così due cordoni di pasta farcita (vedi foto).





A questo punto attorcigliare tutti e due i cordoni facendo ben attenzione a non fare fuoriuscire la farcia spalmata e sistemare questi torciglioni arrotondandoli a spirale su una leccarda coperta da carta da forno. Non stringere i cordoni ma anzi, lasciarli morbidi, perché l’impasto deve ancora crescere.
Coprire con pellicola alimentare e un canovaccio e lasciare lievitare un’ora e mezza-due. Dipende dalla temperatura ambientale, deve comunque visibilmente essere lievitato ancora un po’, non bisogna avere fretta.



Quando la brioche è pronta per essere cotta, preriscaldare il forno statico a 190° vaporizzando, con uno spruzzino, acqua sul fondo del forno e sulle pareti. Tirare fuori dal frigo la ghiaccia e mescolarla al tuorlo sbattuto con un goccio di latte. La ghiaccia è opzionale nel senso che servirà a dare lucidità, sapore e una crosticina invitante alla brioche. (nelle varie ricette però si spennella solo con tuorlo, questo è un passaggio che faccio io, che mi piace) Consiglio: la ghiaccia si può tranquillamente congelare, quindi si può prelevarne metà della dose fatta, metterla in un bicchierino (benissimo ad esempio un vasetto di uno yogurt lavato ed asciugato, poi coperto da pellicola) in freezer. Sarà pronta per il prossimo lievitato.
Quindi: o si usa solo tuorlo e latte oppure si rompe un tuorlo in una ciotolina, si sbatte con una forchettina insieme a un po’ di latte e poi e si mescola con metà (scarsa) di quella dose di ghiaccia all’amaretto.
Non esagerare nello spennellare altrimenti la brioche diventerà troppo scura. A me sinceramente l’aspetto lucido che conferisce la ghiaccia all’amaretto piace molto.



Quando il forno è arrivato a temperatura, eliminare la pellicola o il canovaccio che copre la brioche, spennellarla (senza creare colate) appena con l’opzione preferita, ed infornarla nella parte bassa (penultima) del forno. Dopo 15-20 minuti (quando si vede che scurisce), aprire il forno e, velocemente, coprire la brioche con carta stagnola.
Continuare la cottura per altri 10-15 minuti circa. Quindi 30-35 in totale.
Controllare che sia ben cotta infilando uno stuzzicadenti come si fa per le torte e sfornare mettendo la brioche su una gratella. Davvero buonissima sia tiepida che fredda.


Si può tranquillamente tagliare a fette e congelarla. La mattina, in un attimo, si tira fuori dal freezer e si scongelerà a temperatura ambiente in brevissimo tempo, il tempo di una doccia, di mettere sul fuoco la caffettiera e si avrà una brioche morbida, buonissima e fatta con ingredienti e grassi sani (burro e non margarina e oli strani, malsani) per una golosa colazione.


Il nostro paniere completo ha sfornato:

Natalia: Pandorini salati
Sabrina: Pane e cacao
Zeudi: Pan di spezie
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Crêpes al cacao con marmellata d'arance e vaniglia

Ho per le mani questo vasetto di meravigliosa marmellata bio d'arance di sicilia, poco zucchero di canna e vaniglia che ha fatto con le sue manine un mio amico chef, è di una bontà pazzesca con i suoi golosi pezzettoni di scorza dolce. 
Ho pensato fosse una giusta fine infilarla dentro ad paio di crêpes al cacao svizzero (e che cacao!!!) che ho aromatizzato con un pizzico di cannella. Volendo esagerare, si può essere ulteriormente golosi decorandole poi con una salsa al cioccolato fondente... yum!


Per 2-3 crêpes
60 g. farina 00
10 g. cacao amaro (per me pregiato svizzero che ho ricevuto in regalo)
1 pizzico sale
1 uovo
1 noce burro fuso + quello per la padella
80 g. latte
20 g. succo arancia
1 cucchiaino raso zucchero semolato
cannella in polvere q.b. a piacere

Poi serve per la farcitura:
marmellata arancia bio artigianale (o fatta in casa) io ne ho usata una che ha fatto un mio amico chef utilizzando arance di sicilia bio, vaniglia e poco zucchero di canna


Facoltativo salsa di cioccolato:
50 g. cioccolato extra fondente al 55%
35 g. latte
10 g. burro


In una ciotola setacciare farina, cacao, zucchero, mescolare con una frusta aggiungendo la cannella e il pizzico di sale, unire uovo, succo, latte e burro fuso, mescolare vigorosamente per eliminare eventuali grumi. Lasciare riposare 15 minuti.


Imburrare una padella per crêpes eliminando, con la carta da cucina, l'eccesso, metterla sul fuoco e quando è bella calda (ma non fumante), versare un mestolino di composto facendo roteare la padella per fare allargare la pastella in modo uniforme sulla superficie.
Tenere ora la fiamma moderata (altrimenti se il composto con il cacao brucia, diventa amaro), quando i bordi sono visibilmente cotti, girarla con un colpo secco e veloce (è sufficiente alzare i lembi con le dita, non ci si scotterà facendo un po' d'attenzione), fare cuocere qualche minuto anche dall'altra parte.

Finire la pastella al cacao e lasciare intiepidire le crespelle.
Farcire con la marmellata, piegarle come si preferisce e servirle.

Facoltativo: volendo un dessert ancora più goloso, suggerisco di fare una salsa al  cioccolato facendo scaldare il latte e, a fuoco spento, unire il cioccolato precedentemente tagliato a scaglie con un coltello, unire poi il burro e mescolare con vigore. Versare a filo su queste delizie (io ho solamente spolverizzato poca cannella... mi sono trattenuta :-)))


Insalata di verza alla piemontese

Noi della rubrica al Km 0 oggi prepariamo pietanze dedicate al comfort food e, per quanto possa sembrare strano ai più, non essendo un dolce o una calda zuppa, o golose polpettine... la mia insalata lo è, mi capiranno i miei conterranei piemontesi :-)
Intanto inizio col dire che questa insalata di verza va preparata qualche ora prima di servirla, contrariamente a quasi tutte le insalate che vanno condite e portate in tavola; continuo dicendo che apparentemente sembra semplice, non lo è, la bontà e riuscita del piatto sta nel scegliere adeguatamente le materie prime e nel bilanciare correttamente il condimento e la temperatura dello stesso, ad esempio la verza in assoluto migliore da mangiare cruda è quella raccolta dopo la prima gelata nei campi: sarà molto più buona e tenera, e dev'essere verza! Non cavolo cappuccio, non cavolo cinese, nessun altra qualità che non sia verza.
Va usato aglio italiano giustamente secco ma non vecchio e ottima acciuga sotto sale (in alternativa pasta d'acciughe ma che sia ligure o siciliana e che lo sia al 100%).
Ho scelto questa preparazione tradizionale dei nostri contadini e dei nostri nonni, per me un vero comfort food, perchè va detto che questo è ormai un contorno un po' in disuso, non so se le nuove leve lo conoscano, si tratta di un contorno molto povero o per via dell'aglio (che è OBBLIGATORIO, un po' come per la nostra bagna caöda o il cugino pesto genovese, è imprescindibile) ed è un peccato perchè è buonissimo! Io la preparo spesso quando questo ortaggio è in piena stagione, mi piace moltissimo e voglio che i miei figli sappiano da dove vengono, anche a tavola.


Cosa serve:

1 piccola e tenera verza (o se grande, togliere le prime foglie)
2-3 spicchi aglio
olio evo q.b. (circa una tazzina)
aceto di vino bianco o rosso (NO balsamico) q.b. (circa mezza tazzina)
2 acciughe sotto sale o pasta d'acciughe q.b.
poco sale se serve

Per prima cosa pulire le acciughe e l'aglio (se ha l'anima occorre eliminarla), mettere un piccolo padellino sul fuoco dolcissimo con olio abbastanza abbondante, ovvero... l'insalata non dovrà affogare ma bisogna calcolarne un quantitativo maggiore rispetto al condimento standard di un'insalata verde), aggiungere l'aglio e i filetti di acciuga sminuzzati, puliti e senza lische.
Fare andare pianissimo sul fuoco fin quando l'acciuga si sarà sciolta e l'olio avrà preso sapore dall'aglio (che non deve colorire), poi unire l'aceto (stesso discorso dell'olio, va usato davvero, non poche gocce), lasciare evaporare un minutino, spegnere e lasciare riposare.


Lavare ed asciugare le foglie della verza, su un tagliere, aiutandosi con un coltellino affilato, eliminare la costa interna (e buttarla), raggruppare dunque le foglie, arrotolarle, e tagliarle a julienne finemente. Riporre le striscioline di verza in una boule e versare sopra il condimento ancora ben caldo (non lo fosse, bisogna riscaldarlo un attimo), versarlo sopra, mescolare e coprire con pellicola.
Lasciare "macerare" un paio d'ore a temperatura ambiente.
Al momento di servire eliminare gli spicchi d'aglio e regolare il sale se occorre (di solito non serve, se avrete usato le acciughe, se avrete usato la pasta d'acciughe, potrebbe servire).
Buonissima, fidatevi!

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Budino di ricotta (e mandorle) Artusi

Artusi lo chiama budino ma è un flan, come consistenza. Lui dice di cuocerlo in forno o tra due fuochi (..boh), io d'istinto l'avrei fatto cuocere a bagnomaria, ma alla fine ho fatto come da sua indicazione: forno statico, la prossima volta invece seguo il mio naso per avere un composto più morbido, budinoso appunto e non tendente all'asciutto e spugnoso come questo.

Ho poi aggiunto vaniglia e sale, ho fatto una salsina di cioccolato d'accompagnamento e aggiunto granella di nocciole, il tutto secondo me, c'è stato benissimo :-) (ma la foto con la salsa non ce l'ho, lo abbiamo mangiato prima che potessi fotografarlo)


Cosa serve per 3-4 persone:
200 g. ricotta fresca e asciuttissima
65 g. zucchero a velo
65 g. mandorle pelate (io ho usato 30 g. pelate e 35 g. quelle sgusciate con la buccia)
la scorza grattugiata di 1/2 limone bio
3 uova intere + 1 tuorlo
1 g. vaniglia in polvere naturale o i semi di una bacca (mia aggiunta)
un pizzico sale (mia aggiunta)
burro per lo stampo
farina per lo stampo

Per la salsa al cioccolato serve:
100 g. cioccolato extra fondente al 55%
70 g. latte
20 g. burro

Poi serve:
granella di nocciole o mandorle q.b.

Nota bene: Ho usato uno stampo da bund cake da 18D, il composto crescerà in cottura, (e poi si riabbasserà) per cui bisogna tenerne conto.


Preriscaldare il forno a 170° statico, imburrare bene  ogni scanalatura dello stampo e infarinare eliminando l'eccesso della farina.
In un tritatutto elettrico con il cutter potente, macinare finemente le mandorle con metà dello zucchero a velo usando il tasto ad impulsi per non surriscaldare le mandorle.
Unire il restante zucchero e gli aromi, il pizzico di sale ed iniziare a frullare a velocità sostenuta unendo le uova, una alla volta.
Versare il composto nello stampo a ciambella da bund cake, battere leggermente per livellarlo e togliere eventuali bolle d'aria ed infornare per 45 minuti circa. Per un dolce più grande (dosi della sua ricetta originale, lui dice 60 minuti)


Togliere dal forno e fare raffreddare del tutto, conservare poi il dolce il frigo e servire a fette.
Io, a questo punto, ho fatto la salsa al cioccolato: tagliare il cioccolato a coltello, scaldare il latte e spegnere prima che bolla, unire il cioccolato e mescolare fino ad ottenere una salsa omogenea, lasciare un attimo che intiepidisca ed aggiungere il burro a pezzettini sempre mescolando.


Servire il dessert con la salsa appena fatta e granella q.b. a piacere.
P.s. brutto è brutto eh!? E non dipende da me, ma dalla ricetta... Però è buono :-)


Pizzette da buffet

A chi non piacciono le pizzette da buffet? Quelle morbidose e saporite che sono buonissime anche fredde e anche dopo molte ore averle sfornate.
Per ottenere tutto ciò occorre un impasto diverso dal solito da pizza in teglia o alla pala, serve che sia più ricco, elastico e grasso, ecco perchè bisogna aggiungere l'uovo, il latte, lo zucchero e una buona dose d'olio.
Ho impastato la sera e fatto il passaggio frigo che serve a fare maturare l'impasto, è un passaggio che, cascasse il mondo, faccio sempre: serve a dare da mangiare agli enzimi e rendere poi il pane o pizza o quel che è, decisamente più digeribile e buono di sapore. 

Ho usato una passata ottima di pelati ma non semplice, bensì con aggiunta di acciughe, cipolle, olive e capperi (che si percepiscono appena-appena) per conferire sapore; ho usato scamorza e non mozzarella perchè sulle pizzette, secondo me, bagna troppo la superficie e quindi non va bene, ho usato anche (per metà delle pizzette) il blu di capra. Lo conoscete? gnam! Se non ne avete mai sentito parlare, beh cercatelo. E' un gorgonzola (detto in parole povere, anche se non è proprio così) di capra appunto, quindi super dolce, irresistibile a chi piace il genere.



Cosa serve per l'impasto:
500 g farina 0 W280
50 g olio evo
100 g latte
1 uovo
120 g acqua
2 g lievito di birra fresco
1/2 cucchiaino malto d'orzo in polvere
15 g sale fino

Per condire:
350 g salsa di pelati 
80 g scamorza bianca
80 g blu di capra
origano q.b.
olio evo q.b.

Mettere nella ciotola la farina, sbriciolare il lievito ed unire il latte appena intiepidito, iniziare ad impastare quindi unire l malto, l'uovo e l'olio; continuare ad impastare ed aggiungere poca alla volta l'acqua, infine il sale. Fare incordare fino ad ottenere un impasto elastico e liscio. Formare una palla e mettere a lievitare in una ciotola unta d'olio coprendo con pellicola. Lasciare a temperatura ambiente un'ora e poi spostare in frigo una notte (o comunque 8 ore).


Trascorso il periodo del passaggio in frigo, tirare fuori la ciotola, fare acclimatare 30 minuti. Nel frattempo preriscaldare il forno ventilato a 175° (io ho fatto due teglie ho scambiato i piani a metà cottura, per le pizzette va benissimo il ventilato).
Riversare l'impasto sulla spianatoia, allargare coi polpastrelli formando un rettangolo e dare due pieghe. Ricavare, con un tarocco, alcune striscioline d'impasto e da queste ricavare ancora piccole porzioni da circa 20 g. caduna. 


Formare delle palline (io ho portato i lembi della piccola pezzatura verso l'interno e poi le ho arrotolate pirlandole), poi schiacciarle un po' con i polpastrelli delle dita. Adagiare le pizzette su due leccarde rivestite con carta da forno. 
Preparare la farcia: in una ciotola versare la salsa di pelati, condire con un filo d'olio evo. Io non ho aggiunto sale poichè ho usato quella arricchita di acciughe, capperi e cipolla, se si usa quella semplice va salata un pochino.
In altre due ciotoline tagliare a cubettini piccoli i formaggi.


Riprendere le due teglie, schiacciare di nuovo con delicatezza le pizzette e condirle con la salsa (metterne in abbondanza, poi in cottura e ad impasto lievitato, si "consumerà"), poi due o tre cubettini di formaggio ed infine origano.  Infornare per 15-20 minuti.



Io le ho portate ad una grigliata tra amici, sono state spazzolate, davvero molto buone, da rifare.
Si possono congelare e rimarranno perfette :-)

Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Crema di champignon, porri e zucca

Oggi un piatto super veloce, è lunedì non perdiamo tempo, che la settimana è lunga...

Vi prego... diamo alle cose il loro nome. Io proprio non sopporto quando leggo una cosa per l'altra, la disinformazione, il copia/incolla selvaggio; spesso, spessissimo, si legge vellutata al posto di crema una minestra di verdure (o legumi o funghi o altro) cotta e frullata, la differenza non sta più di tanto nella consistenza (anche se in realtà c'è, ma in generale tutte le passate sono morbide al palato), ma nella preparazione: la crema, come in questo caso, è un mix di ortaggi cotti e frullati nel loro brodo, molto semplicemente; alla base della vellutata, invece, più ricca (e calorica), c'è il roux (quindi con parte grassa in percentuale abbastanza alta e farina, come per la besciamella), che fa da legante alla preparazione che a volte è arricchita ulteriormente da tuorlo d'uovo oppure si aggiunge la panna, inoltre... la riconoscerete ad "occhio" la crema, dopo un breve periodo (magari ferma nella pentola, se fatta in precedenza), tenderà a slegarsi, ovvero la purea si separerà dal liquido, la vellutata....no.
Una golosa ed ottima alternativa può essere una calda zuppa con funghi e patate.



Cosa serve: (se volete fare una crema vegan, omettere il burro ed il parmigiano)

3 porri grandi
400 g. champignon
200 g. zucca (peso netto)
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
parmigiano grattugiato q.b.
acqua q.b.
una noce burro
basilico q.b. per guarnire

Lavare e tagliare a fette i funghi, i porri e la zucca. Mettere i vegetali in una pentola con una noce di burro e farli insaporire a fuoco medio per qualche istante, coprire di tre dita con acqua, salare, mettere il coperchio e cuocere per 30 minuti circa. Aggiungere acqua se necessario, deve rimanere una zuppa molto densa (guardare la foto). Spegnere, regolare sale e pepe, frullare col minipimer ad immersione e condire con un giro d'olio evo.

Servire con parmigiano grattugiato e crostini saltati in padella con una noce di burro (o tostati in forno).

Muffin con farina d'avena, rabarbaro candito, pere e noci

Per la rubrica Al Km0 oggi prepariamo piatti superfood, ovvero pietanze a base di alimenti aventi un contenuto di nutrienti superiore alla media, ricchi quindi di vitamine, minerali, fibre ecc. ecc., io porto la colazione quindi una bella responsabilità... appena alzati dopo un digiuno prolungato si ha sempre bisogno di energia senza appesantire l'organismo. Ho scelto dunque la  farina d'avena (molto ricca di fibra, carboidrati e proteine) che si sposa perfettamente con il dolciastro del rabarbaro (pianta officinale che, tra le altre cose, è digestiva) e la sapidità delle noci (ricche di vitamine e proprietà benefiche per la salute): il tutto bilanciato dal gusto dolce e rotondo della pera (altre fibre e vitamine) che non si deve avvertire nettamente ma nell'insieme del dolcino, e serve anche ad alleggerire il muffin avendo usato poco latte, niente burro, poco olio e poco zucchero di canna (che riprende il retrogusto della frutta secca che ha la farina d'avena)
Ho usato le noci di un coltivatore diretto della mia zona che hanno un sapore fantastico, peccato non poterlo descrivere....

Cosa serve per 6-9 muffin (dipende dalla grandezza):

200 ml. succo di pera
50 g. rabarbaro essiccato zuccherato
70 g. latte
150 g. farina di avena
100 g. farina 00
1/2 bustina baking powder (o lievito per dolci)
80 g. zucchero di canna (se si preferisce un sapore più dolce, aumentare a 100 g.)
40 g. olio di semi
2 uova medie intere
la scorza grattugiata di 1/2 limone naturale
5 noci

Per prima cosa mettere il rabarbaro nel bicchiere del minipimer, aggiungere 120 ml. di succo di pera e mettere in microonde a 500W per 15 secondi. Lasciare in infusione ad ammorbidire per 15 minuti.
Intanto sgusciare le noci e tritarle grossolanamente a coltello. Tenere da parte.
Preparare le polveri setacciando (NON saltare questo passaggio) le farine con il lievito.


Oliare gli stampini per i muffin e preriscaldare il forno a 180°.


Riprendere il bicchiere del minipimer unire il restante succo e l'olio, quindi emulsionare con il frullatore ad immersione, (si otterrà una salsa cremosa - con dentro i pezzettini piccolissimi di rabarbaro -  proprio come fosse maionese), unire le uova, emulsionare ancora poi spegnere l'elettrodomestico ed unire il latte e la scorza di limone.
Amalgamare le polveri con il composto liquido mescolando brevemente e rapidamente con una spatola in silicone o cucchiaio di legno.



Riempire i pirottini per muffin a 3/4 della capacità poi distribuire sulla superficie le noci tritate. Infornare subito.


asciare cuocere per 35 minuti (anche due minuti in più se serve - fare la prova stecchino) fare raffreddare e poi gustare.


Se replichi la ricetta, per cortesia, inserisci il link di riferimento e proprietà al mio sito. Grazie


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