Biscotti polentini al mandarino e cocco e....buon 8 marzo a tutte le Donne!



...A tutte Voi che passate a trovarmi, oggi,  in omaggio la mimosa del mio giardino...



Cosa serve:
120 g. burro morbido
1 pizzico di sale
110 g. zucchero a velo
la scorza di un mandarino
il succo di 1/2 mandarino
1 uovo intero + 1 tuorlo
200 g. farina di mais fioretto
100 g. farina 00
5-6 gocce di estratto di vaniglia

poi serve:
cocco rapè q.b.


Preriscaldare il forno ventilato a 170°

Lasciare a temperatura ambiente il burro a pezzi finchè diventa morbidissimo, tirare fuori dal frigo anche le uova.
In una ciotola mettere il burro e lo zucchero a velo e montare fino ad ottenere un composto spumoso. Unire il tuorlo e l'uovo intero, continuando a montare, poi aggiungere la scorza ed il succo del mandarino, il pizzico di sale e la vaniglia.
Setacciare le due farine ed unirle in una volta al composto preparato.
Continuare a mescolare con un cucchiaio di legno o l'accessorio a foglia se si usa una planetaria.
Si otterrà un composto morbido ed appiccicoso.
Coprire una placca con carta da forno. Prelevare poco impasto e farlo roteare nei palmi delle mani ottenendo delle palline piuttosto piccole (come fossero piccoli baci di dama), metterle distanziate sulla placca. Inizieranno ad asciugarsi un pochino. Continuare fino a terminare l'impasto. (si otterrà un'infornata di una placca di un forno da 60 cm).


In una piccola ciotolina mettere cocco grattugiato o rapè che dir si voglia.
Riprendere le palline una alla volta, e farle delicatamente ruotare nel cocco in modo che si ricoprano uniformemente.
Rimetterle distanziate sulla carta da forno ed infornare per 15-18 minuti, dipende dal forno. Non devono scurire.


In cottura si allargheranno formando così la classica forma a cupola della polenta riversata sul tagliere.
Ottimi e delicati da servire con il the


Non ho preso la ricetta da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. Grazie! :-)

Coniglio al bodrè vitigno gamba'd pernis



Cosa serve: 
1 coniglio a pezzi (per me la qualità bianco di Carmagnola)
2 bicchieri di vino bodrè vitigno gamba'd pernis (vino di nicchia assolutamente da provare e da servire insieme al coniglio così preparato) 
alcune foglie di alloro
1 cucchiaio di maizena
sale e pepe nero
olio evo q.b.
una noce di burro
1 rametto di timo 
1 bicchierino di marsala secco
brodo vegetale q.b.
1 gamba di sedano
1/2 cipolla bianca
1 carota

In un tegame far scaldare un filo d'olio evo, unire i pezzi di coniglio già sgrassati, lavati ed asciugati in carta da cucina. Far rosolare bene i pezzi da ogni parte ed unire il bicchierino di marsala secco, sempre con fiamma alta, far evaporare. Unire tutti gli aromi e le verdure, salare e pepare. Far insaporire e unire il vino, dopo che è evaporato, abbassare al minimo la fiamma e mettere il coperchio. (Trattasi di vino autoctono piemontese, avviso che costa un botto)



Portare a cottura (40-45 minuti) unendo quando si asciuga, poco alla volta, brodo q.b. per mantenerlo sempre umido. (tenere da parte una tazzina di brodo freddo - a temperatura ambiente)

A cinque minuti dalla fine della cottura stemperare la maizena col brodo tenuto da parte ed unirla al fondo di cottura del coniglio, unire anche il burro, alzare un pochino la fiamma per pochi minuti.

Spegnere e servire.




Crostata di mele caramellate al passito di Caluso

Per chi non conoscesse il passito di Caluso:

Vino da dessert, ottenuto da uve appassite.

Nelle giornate più soleggiate di settembre vengono selezionati i migliori grappoli di Erbaluce, raccolti a mano, e con la massima delicatezza appesi ad uno a uno ai telai in passitaia. Per cinque mesi, il tempo è l’unico protagonista del loro appassimento. Trascorso questo periodo, finalmente arriva il momento della torchiatura: da questo momento il raro nettare ottenuto viene fermentato in un operazione rigorosa e lenta al fine di preservare i profumi e l’aroma dell’Erbaluce. Proprio il trascorrere del tempo, leviga e raffina questo prodotto: il suo colore può variare dal giallo oro all’ambrato, i profumi sono delicati , floreali con note di miele a albicocca appassita ed al palato risulta dolce armonico e pieno, con un persistente retrogusto. Ben si accompagna a dolci sia alla pasticceria secca (torcetti di lanzo, paste di meliga, canestrelli) sia al cioccolato, budino o amaretti. È possibile anche preparare lo zabaglione al Caluso Passito. Ottime proposte sono gli accostamenti a particolari tipi di formaggi stagionati delle Valli (Sacra, Chiusella...) ai formaggi di pecora, ed ai formaggi erborinati (gorgonzola).  Fonte


Cosa serve per la pasta frolla:

250 g. farina 00

100 g. burro 
80 g. zucchero semolato
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di 1 limone naturale
1 uovo + 1 tuorlo

Cosa serve per il ripieno:


5 mele renette

2 cucchiai di zucchero di canna
1 bicchierino di passito di Caluso
1 noce di burro

Poi serve:


burro e farina q.b. per la tortiera

1 savoiardo secco

Preparare la pasta frolla mettendo nel robot da cucina il burro freddo da frigo a pezzi con il pizzico si sale e la farina. Far sfarinare il composto per pochi secondi, poi aggiungere la scorza del limone, lo zucchero, le uova precedentemente leggermente sbattute. Azionare di nuovo le lame quel tanto che basta per fare amalgamare ed assemblare il composto, poi prelevarlo con le mani leggermente infarinate, formare velocemente una palla, avvolgerla con la pellicola e metterla a riposare in frigo almeno una mezz'ora. (volendo si può fare la pasta a mano usando il burro a temperatura ambiente e assemblando gli ingredienti con la punta delle dita molto velocemente).

Trascorso il tempo, prendere la pasta dal frigo.
Accendere il forno a 170°statico.

Imburrare ed infarinare una teglia da crostata da 24D.

Ammorbidire con le mani la pasta e stenderla (conservandone volendo un pezzettino - circa 1/3 - per formare la griglia, ma si può anche non farla, e decidere per avere il fondo della torta più spesso, è solo questione di estetica) nella tortiera compresi i bordi che si possono rifilare con un coltello o una rotella dentellata (come ho fatto io), poi bucherellare bene il fondo.

Sbriciolare il savoiardo e cospargere le briciole sul fondo (servirà ad assorbire l'umidità delle mele saltate in padella, a non far inumidire la pasta)


Sbucciare le mele e tagliarle a fette non troppo sottili (sennò spariranno in cottura). In una capiente padella far spumeggiare una noce di burro, aggiungere le fette di mele, subito dopo lo zucchero di canna, farle saltare (o giratele delicatamente con un cucchiaio di legno) e subito dopo unire il liquore, farle risaltare (o rigiratele) e spegnere subito.
Non devono cuocere sennò si spappolano, devono solo caramellarsi leggermente e prendere il sapore del passito. Tutto molto rapidamente.



Lasciare intiepidire le fette di mele e disporle, ben - ben sgocciolate a raggiera sulla pasta sovrapponendo le fette leggermente.



Stendere la pasta rimasta, formare delle striscioline con la rotella dentellata (o anche con il taglia pizza o anche con un semplice coltello affilato) e disporle a piacere sulla crostata. Deve risultare una griglia larga, le fettine di mela si devono vedere.

Infornare per circa 40 minuti. Controllare la colorazione dei bordi della crostata, devono essere ben dorati.

Fare raffreddare e servire (ottima anche tiepida!)
malgrado il liquore è buonissima anche per i bambini perchè il passito è del tutto evaporato!






Cipolline borettane brasate al vino bianco


Cosa serve per due persone:

350 g. cipolline borettane già pelate
1/2 cucchiaino di zucchero
sale q.b.
vino bianco secco q.b.
una noce di burro
un filo di olio evo
brodo vegetale q.b.

In una padella far sciogliere una noce di burro con un filo d'olio ed unire le cipolline lavate ad asciugate.
Dopo averle rosolate leggermente nel burro spumeggiante, salare, unire lo zucchero, sfumare con u goccio di vino bianco secco (un dito di un bicchiere come si suol dire) e dopo averlo fatto evaporare, aggiungere brodo vegetale caldo fino a ricoprirle. Coprire poi con un coperchio e portare a cottura a fuoco dolce, aggiungendo ancora brodo quando si asciugano (più o meno di nuovo da ricoprirle). A fine cottura farle rosolare nel sughetto che si è formato in modo da caramellarle.


Per avere cipolline morbidissime che si sciolgono in bocca occorrerà circa 50 minuti (anche un'ora).
Un contorno tanto semplice quanto gustoso!

Saccottini al cioccolato

Questi sono saccottini con pasta per cornetti all'italiana, NON sono i pain au chocolat che sono invece fatti con pasta per croissant che è diversa. Ne parleremo quando la posterò, un giorno.


Cosa serve per per la pasta sfoglia lievitata:

Per il primo impasto

350 g farina manitoba
150 g. farina 00
120 g. zucchero semolato
50 g. burro
10 g. lievito di birra fresco
100 ml. acqua tiepida
1 pizzico di sale
3-4 gocce essenza vaniglia
3 uova medie

Per il secondo impasto

250 g. burro
50 g. farina
buccia di mezzo limone bio grattugiata
buccia di mezza arancia bio grattugiata

Inoltre serve:
1 uovo + latte per spennellare

PER VEDERE IL PROCEDIMENTO di come faccio la pasta sfoglia lievitata PASSO-PASSO clicca qui (essendo un procedimento lungo non lo riposto, faccio la stessa pasta sia per le nastrine che per i cornetti all'italiana che per i saccottini)
Poi ricavare rettangoli, appoggiare due o tre pezzetti di cioccolato fondente, distanziati tra loro un cm. ed arrotolare il saccottino mantenendo il lembo finale sotto, appoggiato alla teglia.
Coprire con pellicola senza pvc e mettere a lievitare per circa un'ora- un'ora e mezza in luogo tiepido.



Accendere il forno a 180°
Spennellare con l'uovo sbattuto con il latte ed infornare per 20-25 minuti (dipende come al solito dal forno)




Confettura di pere kaiser con zucchero di canna, limone, cannella e vaniglia

Il periodo migliore per preparare la confettura di pere è proprio questo: autunno-inverno sono più gustose rispetto al periodo primavera-estate, e la qualità è fondamentale, occorre evitare i frutti più acquosi, quindi no le williams e le fiorella che vanno benissimo per dolci al cucchiaio o le martin-sec adatte ad essere cotte nel vino ad esempio, ma per le confetture meglio prediligere qualità con polpa più compatta e soda come abate, conference, decana (in ultimo perchè un pochino filamentosa) e la mia preferita: kaiser. (io l'albero di pere non ce l'ho, questo mi manca.. ho altri tipi di frutta, le compro da una signora che ce l'ha - ovviamente- e so che non usa pesticidi, niente di niente)


Cosa serve:

2 kg. e 1/2 di pere kaiser (peso netto) bio
1 mela matura
1 limone naturale
200 g. zucchero semolato
500 g. zucchero di canna
1 bacca di vaniglia
3-4 tocchettini di cannella


Lavare e sbucciare le pere e la mela. Ridurre pezzettini piccolissimi (oppure pezzi grossi da passare poi al passaverdura quando la confettura è cotta). Mettere la frutta in una capiente pentola, unire la scorza di 1 limone naturale e 1 cucchiaio di succo.


Unire i due zuccheri, i pezzi di cannella, aprire la bacca di vaniglia ed estrarne la polpa con la punta di un coltello arrotondato, unirla alla frutta. Unire anche la buccia della bacca di vaniglia.
Mescolare bene, coprire la pentola e lasciare macerare un'oretta.
Accendere il fuoco alto, portare a bollore, schiumare e abbassare la fiamma. Mescolando spessissimo (quasi continuamente alla fine) fare raddensare la confettura. Un'oretta e mezza circa, dipende un po', come detto nella premessa, dalla qualità scelta delle pere. Io amo le pere kaiser per la consistenza e la granulosità e naturalmente anche per il sapore.


Quando la confettura è pronta (o anche poco prima) eliminare sia la corteccia della cannella che la buccia della bacca di vaniglia.
Lavare bene (anche il giorno precedente) i vasetti.
Verso la fine della cottura della confettura disporli ben lavati e ben asciutti in forno a 100 gradi. Lasciarli una decina di minuti per sterilizzarli.
Invasare subito, con la confettura bollente, chiudere con capsule nuove, capovolgere a testa in giù i vasetti, coprirli con una coperta (vecchio metodo per ritardare il raffreddamento, ma sempre molto efficace) e dimenticarsene ... almeno una notte.

Si sentirà il caratteristico clack che fa la capsula quando crea il sottovuoto.
Ma lasciateli ancora coperti per 8-12 ore. Trascorso questo tempo, rivoltarli, controllare che tutte le capsule si siano abbassate e quindi abbiano creato il sottovuoto, etichettare (importante!) perchè al momento si è sicuri di ricordarsene ..contenuto e data ma poi non sarà così, soprattutto se si fanno altre preparazioni) e riporre in cantina. Altra cosa importante: aspettare un mese prima di consumare perchè la confettura si "deve fare" come tutte le conserve. Per altre "dritte" sulle conserve in generale, clicca sul mio articolo qui
Questa confettura è davvero molto-molto golosa! Da mangiare con fette biscottate e tartine con biscotti leggeri tipo gallette con il the, spalmata sul pane, per farcire crostate sia con frolla classica che al cioccolato, ecc.ecc. versatilissima!

e... siccome non ho preso la ricetta e proporzioni da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. Non che sia una ricetta da chef però.. Grazie! :-)

Torta al latte caldo e cioccolato (Hot milk CHOCOLATE cake)


Cosa serve:

165 g. zucchero semolato
3 uova intere medie
1 pizzico di sale
120 g. latte
60 g. burro
20 g. cacao amaro
150 g. farina 00
8 g. lievito per dolci
50 g.cioccolato fondente

Facoltativo: zucchero a velo

Per fare sì che questa torta riesca perfettamente occorre seguire alla lettera il procedimento.
Preriscaldare il forno a 170° ventilato o 180° statico

Imburrare ed infarinare una tortiera apribile da 22D
Setacciare la farina con il cacao ed il lievito.
Con uno sbattitore elettrico montare per 10-15 minuti le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Deve risultare un composto spumosissimo e molto gonfio.
Nel frattempo mettere un pentolino sul fuoco con il latte, burro e cioccolato. Fare bollire, mescolare per far sciogliere ed amalgamare bene il cioccolato, poi raggiunta l'ebollizione, spegnere.


Nella ciotola dove si sono fatte montare le uova inserire, a pioggia e poco alla volta (diciamo in 5 - 6 riprese) le polveri (farina+cacao e lievito) mescolando con una spatola o un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto per non fare sgonfiare il composto.
Amalgamare in composto quel tanto che basta per far accorpare la farina, non mescolare oltre.
Accendere di nuovo il gas per riscaldare il latte, al primo cenno di bollore, spegnere ed unirlo A FILO piano - piano, (idem come per le polveri ovvero in 5 - 6 riprese) al composto. Inserirlo facendolo colare al bordo della ciotola e mescolare sempre dal basso verso l'alto.


Versare il tutto nella tortiera d infornare per circa 30-35 minuti (dipende dal forno come al solito, fare la prova stecchino.)
Quando è fredda, a piacere, spolverizzare con zucchero a velo.




Cotechino e würstel con crauti

...e lo so che oggi i blog, tutti i siti e anche i motori di ricerca saranno all'unisono strabordanti di cuori e cioccolatini e dolcetti, ed è giusto, sono d'accordo per questa overdose di romanticismo e amore che già ci sono troppe schifezze in giro. Un po' di leggerezza ci vuole.

Io però posto questa ricetta perchè oggi, oltre ad essere S.Valentino, sarebbe stato anche il compleanno di mio marito e voglio omaggiare il suo ricordo: lui preferiva senza dubbio il salato. Non era da piatti delicati di assaggini, nouvelle cuisine ... quando vedeva quei piatti con una, due, tre gocce di una qualche salsa super concentrata e uno, due, tre gamberi oppure una, due, tre mini quadratini di qualche improbabile alimento .. beh si faceva una sonora risata (e anche io veramente...) a lui piaceva mangiare! E gli piaceva la cucina casereccia, tradizionale, sapori decisi, un po' da taverna-trattoria insomma. Che sia chiaro... non è questione di essere grezzi o raffinati.. non c'entra un fico secco. Conosco gente che non riconosce la genuinità di cosa mangia, ma pensa che se un cibo gli viene servito come detto sopra e  in un ristorante costoso lo sia, a prescindere.. poi magari fischia o schiocca le dita per chiamare il cameriere.. :-)

In realtà quindi dovrei omaggiarlo, questo giorno, postando una porchetta allo spiedo con accanto un boccale gigantesco di birra fredda che avrebbe reso maggiormente l'idea..ma anche questo piatto di cotechino, würstel e crauti che avevo in archivio e non ancora pubblicato, fa proprio al mio caso, dato che era tra i suoi preferiti.
..... Anche se ad onor del vero non ho mai capito come mai le torte, dolcetti, cioccolato e ogni sorta di dolciume, magicamente sparisse... che in casa nostra venisse, di notte, a servirsi indisturbato il fantasma formaggino? .... :-)


Cosa serve:

1 cavolo cappuccio o una verza di medie dimensioni
1 cipolla bianca
olio evo
1 cotechino fresco da circa 500 g.
4-6  wurstel grandi
1 bicchiere di vino bianco secco
50 g. lardo pancettato in una sola fetta
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.

Lavare e tagliare a listarelle sottilissime il cavolo, eliminando la costa dura centrale.
In una casseruola dal fondo spesso in poco olio evo fare soffriggere la cipolla (che non deve diventare scura) con il lardo tagliato a cubettini piccoli.
Unire il cavolo, mescolare per fare insaporire ed unire in vino bianco secco, quando è evaporato, aggiungere poco alla volta, brodo vegetale q.b. cuocere a fiamma bassa e con il coperchio per circa 1 ora e mezza, anche due. Dipende se i crauti vi piacciono croccanti o ben cotti. Io preferisco questa seconda opzione. Aggiustare di sale e pepe.


Intanto in una pentola con molta acqua fredda (senza sale ovviamente) cuocere il cotechino (comprato dal macellaio è tutta un'altra musica rispetto a quelli precotti.. ma fate voi). Chiedete il tempo di cottura al macellaio che l'ha insaccato, dipende da quanta cotenna ha usato. Nel mio caso l'ho cotto 1 ora e 3/4 dal bollore.


A 7/8 minuti dalla fine della cottura dei crauti, aggiungere i  wurstel
che non dovranno propriamente cuocere (sono precotti) ma scaldare ed "aprirsi".
Servire il tutto su un piatto di portata capiente possibilmente fatto scaldare a 50° in forno per qualche minuto. Questa pietanza va mangiata caldissima!






Crostata con frolla vegana alla confettura di visciole home made

Per correttezza occorre dire che la pasta frolla per esser tale (frolllata, ovvero riposata) va preparata col burro o lo strutto, che dovrà rassodare. Convenzionalmente chiamiamola frolla, ma non è proprio corretto. 
Cosa serve:

300 g di farina 00
60 g. zucchero semolato
1 pizzico di sale
70 ml di olio evo dal gusto delicato (oppure olio di mais)
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
Acqua fredda q.b. (1/2 bicchiere circa)
Confettura q.b. (circa 250 g.) gusto a piacere (io amarene visciole e miele)


*n.d.r. io ho utilizzato una confettura, preparata in casa dalla sottoscritta, contenente miele dunque la crostata non si può considerare vegana, (solo la frolla lo è) se si intende preparare il dolce senza derivati animali, optare per un'altro tipo di confettura oppure utilizzare zucchero al posto del miele.

In una ciotola mescolare con una forchetta insieme la farina setacciata al lievito ed il sale. Unire l’olio e aggiungere, a filo, l’acqua nella quale si sarà fatto sciogliere lo zucchero (non si scioglierà del tutto, non importa, quello che rimane sul fondo del bicchiere è sufficiente prelevarlo con un cucchiaino. Travasare il composto su un foglio di silicone o su carta da forno (consiglio non un tagliere in legno in quanto la pasta è unta, ovviamente), lavorarla quel tanto che basta per ottenere un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto, come al solito, come si procede per le paste frolle classiche, avvolgere nella pellicola alimentare la pasta e metterla in frigo per almeno 30 minuti. (ma se si ha tempo di aspettare un'ora, tanto meglio)

Preriscaldare il forno a 180°, stendere la pasta sul foglio di silicone leggermente infarinato (o direttamente su un foglio di carta da forno, ricordandosi di tenerne da parte 1/3 per formare la classica griglia in superficie.
Bucherellare il fondo di una tortiera spennellata con pochissimo olio, infarinarla e scuotere via la farina in eccesso, coprendo bene anche i bordi, bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta, farcire con la confettura, per vedere come fare la mia confettura di amarene visciole e miele clicca qui






prendere la pasta rimasta, stenderla, ricavare striscioline per finire di decorare la crostata. Cuocere 35- 40 minuti dipende dal forno.
Fare raffreddare, togliere dallo stampo e servire.



Biscotti soffici al latte profumati alla lavanda

Cosa serve:

250 g. farina 00
100 g. burro
50 g. maizena
8 g. lievito per dolci
la buccia grattugiata di 1 limone naturale
un pizzico di sale
2 uova medie intere
125 ml. latte
100 g. zucchero semolato
1 pizzico di fiori di lavanda secchi

Per prima cosa mettere il latte con i fiori di lavanda a scaldare, spegnere appena freme quindi prima che inizi a bollire e lasciare in infusione fino a quando il latte diventa appena tiepido. Colare via i semi usando un colino e travasare il latte in un bicchiere. I semi andranno buttati.
In una ciotola montare lo zucchero con il burro a pomata (temperatura ambiente da almeno un'ora) ed il pizzico di sale. Quando è diventato un composto spumoso, unire la scorza del limone, le uova, il latte aromatizzato alla lavanda e la maizena setacciata con la farina e lievito.


Si otterrà un composto molto morbido, accendere il forno a 180° se statico o 170° se ventilato. Mettere il composto in un una tasca da pasticcere usa e getta e: se si ha una bocchetta grande piatta e liscia, utilizzarla! Altrimenti tagliare la punta della sac-a-poche e non inserire niente.
Foderare una placca con carta da forno e formare dei bastoncini cicciotti, cercando di dare una forma desiderata (io ovoidale), considerare che cresceranno quindi disporli ben distanti l'uno dall'altro.
Infornare per circa 15 minuti. Controllare, devono dorare ai bordi. Sono biscotti con poco zucchero e poco burro, quindi decisamente più light rispetto ai frollini comuni, non sono naturalmente croccanti, ma al contrario questi biscotti al latte profumati sono sofficissimi come una tortina. Fare raffreddare su una gratella e conservare in una scatola di latta.



Torta salata alle zucchine, carote e porri

Una torta salata sfiziosa e molto carina da presentare 


Per una teglia da 22 D
1 rotolo di pasta sfoglia
1 grande zucchina (circa 150 g ma la prossima volta ne metto due, per avere più ripieno)
2 carote grandi (stessa misura approssimativamente della zucchina - circa 300 g.)
2 porri di Cervere
sale e pepe q.b.
olio evo per spennellare q.b.
2 uova
50 g toma piemontese dolce

Poi serve besciamella preparata con:

300 ml latte
un pizzico di sale
un pizzico di noce moscata
30 g burro
25 g farina bianca

Fare per prima cosa la besciamella nel solito modo, quando è tiepida unire la toma a pezzetti e le uova intere. Mescolare accuratamente e tenere da parte.
Tirare fuori dal frigo il rotolo di pasta sfoglia (che sia di ottima qualità!).
Lavare le verdure e, con l'aiuto di una mandolina o se si ha dimistichezza coi coltellacci o, semplicemente se non si dispone di questo attrezzo, tagliare abbastanza finemente le verdure, facendo molta attenzione a non farsi male (ovviamente) io non le ho tagliate finissime, mi piace mordere!


Accendere il forno ventilato a 180°
Fare sbollentare in acqua leggermente salata:
1) le carote per 2 minuti
2) i porri per 1 minuto
3) le zucchine pochi attimi.
Mettere le verdure in un piatto o un tagliare e tamponare bene con carta da cucina per asciugarle, poi adagiarle separatamente in un piatto.



Stendere la pasta sfoglia in una teglia imburrata e leggermente oliata, versare dentro la besciamella arricchita di uova e toma, sistemare le verdure in modo concentrico schiacciandole un pochino all'interno.

Spennellare con olio evo ed infornare circa 50 minuti.
Tirare fuori dal forno e servire dopo aver atteso una decina di minuti


Krapfen alla crema e ciambelle fritte

I dolci fritti non sono da relegare a questo periodo dell'anno e basta, anzi.. in realtà si vedono e si mangiano anche in estate nelle sagre e fiere, anche in spiaggia quindi.. non so perchè vengano associati solo al carnevale; bisogna andarci piano e togliersi la voglia raramente, si sa che ingrassano e il fritto mangiato troppo spesso bene non fa, non sto predicando bene e razzolando male, queste bombe caloriche le ho preparate su "commissione"  ma un paio le ho gustate anch'io :-)


Cosa serve:

250 g. farina 00
250 g. farina manitoba
1 pizzico di sale
2 uova + 1 tuorlo
40 g. zucchero semolato
70 g. burro a pezzettini a temperatura ambiente
1 bicchiere circa di latte
12 g. di birra fresco

Serve inoltre:

crema pasticcera q.b. (circa 250-300 g.)
zucchero semolato q.b.
strutto e olio di arachide q.b. per friggere (volendo si può usare solo olio, ma il sapore cambia)
In una terrina mescolare il lievito sbriciolato con poca farina, aggiungere il latte appena-appena tiepido in modo da ottenere una pastella. Coprire con pellicola alimentare. Lasciare lievitare una mezz'ora.
Aggiungere gli altri ingredienti alla pastella, impastare bene, regolare il latte. L'impasto deve risultare morbido.
Metterlo in una terrina leggermente infarinata e coperta da pellicola finchè ha raddoppiato di volume.



Riprendere l'impasto lievitato, sgonfiarlo delicatamente, stenderlo con un mattarello e ricavare, con un coppapasta, dei cerchi. Con l'aiuto di un altro coppapasta-tagliabiscotti molto piccolo (o usare il levatorsoli come ho fatto io) ricavare un buco al centro per ottenere la ciambella.
Formare poi delle palline grandi poco più di una noce. (oppure di nuovo usare il coppapasta, stendendo però la pasta molto più spessa)



Mettere ciambelle e  krapfen a lievitare ancora per un paio di ore.
Nel frattempo fare la crema pasticcera. Per vedere come la faccio io clicca qui dimezzando le dosi.
Mettere sul fuoco una pentola con 2/3 cucchiaiate di strutto e olio di arachidi. Quando il grasso è bello caldo friggere, 3 o 4 per volta le ciambelle e i krapfen.


Scolarli con una schiumarola, far assorbire l'olio su carta per fritti e di seguito passare le ciambelle nello zucchero semolato.
Con l'aiuto di una siringa per dolci - sac a poche con il beccuccio stretto e liscio, riempire i krapfen con la crema, passarli nello zucchero.
Servire ancora tiepidi. Buonissimi anche freddi!





Seppia con carciofi



Cosa serve per due persone:

1 seppia grande (700/800 g. circa peso lordo)
4 carciofi con le spine
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe nero
1 spicchio d'aglio in camicia
olio evo q.b.
2 filetti di acciughe sott'olio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
succo di 1/2 limone


In un tegame di coccio o dal fondo spesso far insaporire a fuoco lento l'aglio in un filo di olio evo. Unire subito la seppia pulita, privata dall'osso e dall'inchiostro e spellata (operazioni che può fare il pescivendolo), alzare la fiamma (la seppia "tirerà" fuori la sua acqua) per qualche minuto, unire il vino e, sempre tenendo la fiamma alta, farlo evaporare.


Unire le acciughe intere, non occorre romperle, si disferanno con la cottura, salare e macinare un po' di pepe nero fresco, aggiungere abbondante prezzemolo fresco tritato, mettere il coperchio e far cuocere, a fiamma dolce, per 15 minuti.
Eliminare l'aglio.
Intanto pulire i carciofi eliminando le foglie esterne, le punte con le spine, tagliarli a metà e, con un coltellino, eliminare la barba. Dividere ancora i carciofi in spicchi e tuffarli in una ciotola piena di acqua fredda acidulata col succo del limone.


Passati i 15 minuti, scolare grossolanamente gli spicchi dei carciofi dall'acqua e succo di limone ed aggiungerli alla seppia. Regolare il sale, rimettere il coperchio e far cuocere ancora una ventina di minuti, o poco più, dipende da quando i carciofi saranno belli teneri.
Servire.


Petits buerre


Cosa serve per circa 50 biscotti:
500 g. farina 00
200 g. zucchero semolato
200 g. burro leggermente salato (oppure burro normale + 2 g. sale fino)
125 ml. acqua
1/2 bustina di lievito per dolci



In un pentolino mettere l'acqua, il burro, il sale e lo zucchero.
Mettere sul fuoco medio, quando l'acqua è calda e il burro sciolto, spegnere e lasciare riposare 15/20 minuti mescolando spesso.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito. Unire il liquido e mescolare energeticamente con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto molto morbido ed omogeneo. Versarlo su pellicola alimentare, avvolgerlo, dargli la forma di una panetto e metterlo in frigo almeno 3 ore.
(Si può anche preparare la sera prima e poi tirare fuori il panetto una ventina di minuti prima di usarlo)
Accendere il forno e tirare fuori il panetto dal frigo.Infarinare leggermente una spianatoia e il mattarello.
Col mattarello dare delle "botte" sul panetto di pasta.Occorre toccarlo con le mani il meno possibile.Dopo averlo appiattito come detto sopra, sempre infarinando leggermente la pasta, stenderla ad un spessore di 1/2 cm circa. Ritagliare un rettangolo e conservare i ritagli che andranno impastati velocemente e ritirati col mattarello per poi ricavare altri biscotti.


Posizionare sulla sfoglia leggermente infarinata lo stampino e ricavare i petits-beurre. Trasferirli un po' distanziati sulla placca ricoperta da carta forno e infornare per 12/15 minuti. Dipende dal grado di cottura che piace. Sicuramente dovranno essere dorati ai lati. A me piacciono croccanti e un po' più dorati e li lascio qualche minuto in più.


Sfornarli, metterli a raffreddare su una gratella e, quando sono ben freddi, conservarli in una scatola di latta o un sacchetto tipo quello del panettone o consumarli :-
Con in ritagli di pasta, come dicevo, occorre impastarli ma molto velocemente, (caso mai rimettere il panetto per 10 minuti in frigo), ritagliare altri biscotti. Continuare sino a terminare la pasta. Occorreranno (per un forno da 60 cm) 3 infornate (2 placche e mezza) ossia 50 circa.biscotti