Seppie, piselli e patate in umido

Un secondo piatto veramente semplicissimo da preparare ma leggero e gustoso.
Le seppie io, per questo genere di preparazioni, le preferisco grandi e polpose, meglio se con l'inchiostro (le faccio pulire dal pescivendolo e, con la sacca, si possono preparare ottimi risotti o tagliolini).

Cosa serve:

1 kg. di seppie grandi (quindi saranno 2 o 3)
4 patate medie
300 g. di piselli freschi o surgelati 
un ciuffo di basilico
una spolverata di prezzemolo e cerfoglio tritati (se non si ha il cerfoglio, usare solo il prezzemolo)
1 spicchio di aglio
1 cipolla bianca
pelati q.b. (150 g. circa)
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco secco
peperoncino rosso a piacere

Lavare bene sotto acqua fredda corrente le seppie già pulite e tagliarle a listarelle grandi o tocchetti.
In un tegame (perfetto il coccio) far stufare, in poco olio evo, la cipolla, aggiungere l'aglio e la seppia, alzare la fiamma e, a fuoco vivace fare consumare l'acqua che rilascia il mollusco. Eliminare l'aglio.
Unire il vino e, sempre a fuoco alto, farlo evaporare tutto. Abbassare la fiamma, unire i pelati o conserva se fatta in casa), ma va benissimo anche la polpa a pezzettoni di pomodoro,  mettere il coperchio e fare cuocere a fiamma dolce per circa 20 minuti mescolando ogni tanto.

Aggiungere i piselli sgranati o ancora surgelati (io uso quelli miei dell'orto che conservo nel congelatore) e cuocere ancora 10 minuti. Trascorso questo tempo, unire le patate sbucciate, lavate e tagliate a tocchetti. Salare, pepare, unire un pochino (a piacere, facoltativo) di peperoncino fresco a pezzetti oppure un pochino di peperoncino macinato, un ciuffo di basilico, gli aromi tritati e fare cuocere ancora 10-15 minuti. Solitamente non occorre aggiungere altra acqua, ma se occorre, se la preparazione che deve rimanere brodosa, dovesse asciugarsi, aggiungerne un po'.

Per ultimo unire ancora un ciuffo di basilico e servire volendo con crostini di pane abbrustoliti.
Si può omettere la patata, in questo caso aumentare la quantità di piselli.



Torta morbida alle nocciole e cioccolato al latte



Cosa serve:

150 g. farina 00
50 g. frumina o fecola di patate
1 pizzico di sale
2 uova intere
2 cucchiai di brandy (facoltativo)
150 g. zucchero semolato
50 g. burro a pomata 
100 g. panna fresca liquida
qualche goccia di essenza naturale di vaniglia oppure 1/4 dei semi di una bacca
130 g. cioccolato al latte
130 g. granella di nocciole
30 g. mandorle pelate
1 bustina di lievito per dolci
decorazioni di cioccolato fondente (facoltativo)

Tirare fuori dal frigo burro e uova almeno un'ora prima di preparare la torta.
Accendere il forno a 180° statico (o 170° se ventilato)

Per prima cosa mettere in un padellino antiaderente le mandorle, e mantenendo il fuoco bassissimo, tostarle senza che prendano troppo colore, farle raffreddare e tritarle grossolanamente con un coltello. Metterle da parte. Nello stesso pentolino tostare (appena-appena altrimenti diventa amara) la granella di nocciole e mettere da parte.




Setacciare insieme la farina, la frumina (o fecola di patate va benissimo) e il lievito.
Tritare grossolanamente il cioccolato.
In una ciotola montare, fino ad ottenere un composto spumoso, uova, zucchero e il pizzico di sale. Unire, poco alla volta, il burro morbidissimo e la panna. Unire il cioccolato tritato, la granella di nocciole, il brandy e l'essenza di vaniglia o i semi di 1/4 di bacca. Unire le farine setacciate ed amalgamare giusto il tempo di assemblare gli ingredienti, quindi non lavorare troppo il composto. 


Imburrare ed infarinare una tortiera a cerniera da 24D e versare il composto. Livellarlo un pochino col dorso di un cucchiaio, cospargere la superficie con le mandorle tritate ed infornare per 40 minuti circa. (fare la prova stecchino).


Sfornare, lasciare la torta raffreddare quindi toglierla dallo stampo e decorare a piacere con decorazioni in filigrana di cioccolato fondente e servire. (io eviterei di servire questa torta, già molto ricca, con salsine varie. Le torte alle nocciole sono proprio buone così: semplici-semplici)





Spumini - meringhette


Cosa serve:

100 g. albumi
200 g. zucchero semolato
1 pizzico di sale
3-4 gocce di limone

Montare a neve gli albumi iniziando a montarli con metà dello zucchero, il pizzico di sale e le gocce di limone.
Quando iniziano a diventare gonfi e spumosi aggiungere, a cucchiaiate tutto lo zucchero e montare finchè si ottiene un composto fermissimo e spumoso.


Mettere il composto in una tasca da pasticcere con il beccuccio grande a stella, fare dei mucchietti sulla placca foderata da carta forno e lasciare asciugare in forno caldo a 80° per 4 ore circa.


Le meringhe devono rimanere bianche, asciugare non cuocere.
Le gocce di limone servono a togliere il sapore di uovo e a rendere la massa lucida.


La mia zuppa di pesce

Ci sono parecchie versioni di zuppe di pesce, tutte si assomigliano.
Questa è la mia.
Non è mai uguale perchè non mi prefisso il pesce da comprare, vado al mercato e guardo sulla bancarella quello che più mi ispira. Quindi una volta può essere composta maggiormente di crostacei e molluschi, altre pesci grandi a tranci, altre ancora pesci più piccoli e misti.
Non bisogna farsi impressionare dalla quantità usata, occorre ricordarsi che il pesce consuma moltissimo e che c'è anche moltissimo scarto.


Cosa serve:

800 g. di cozze
1,200 kg. pesce misto (scorfani, nasellini, moscardini, seppioline, calamaretti)
200 g. polpa di pomodoro fine
1 cucchiaio doppio concentrato di pomodoro
1/2 bustina di zafferano
sale e pepe q.b.
olio evo
peperoncino
un pezzo di costa di sedano bianco
1/2 carota
1 foglia di alloro
1 bicchiere e 1/2 di vino bianco secco
2 spicchi d'aglio
2 scalogni
trito aromatico fresco: prezzemolo, dragoncello, timo, origano



Pulire o far pulire dal pescivendolo il pesce. Eliminare il becco dei molluschi e le interiora del pesci. Lavare bene e far scolare.
Pulire bene le cozze eliminando il filamento e grattando il guscio.
Possibilmente in una terrina di coccio (ma se non si possiede non fa nulla, utilizzare in questo caso preferibilmente una pentola dal fondo spesso) far colorire appena-appena uno spicchio d'aglio e due scalogni (ai quali togliere l'anima) tagliuzzati a coltello finemente in poco olio evo.


Unire i molluschi, alzare la fiamma, rilasceranno parecchia acqua. Dopo cinque minuti unire 1 bicchiere scarso di vino bianco secco e fare evaporare sempre a fiamma bella decisa. Unire ora la polpa di pomodoro ed il concentrato, il sedano e la carota tritati e la foglia di alloro. Regolare di sale e pepe macinato fresco, mettere il coperchio, abbassare decisamente la fiamma e cuocere lentamente per 25 minuti.

Nel frattempo in una pentola capiente mettere le cozze pulite, unire il restante vino bianco, il restante aglio, pepare e farle aprire a fuoco medio. Mettere il coperchio e lasciare pochi minuti.



Quando si saranno intiepidite togliere le valve dal guscio. (Se avete ospiti conservate qualche guscio per decorare il piatto. Io non ne avevo, eravamo in famiglia e ho preparato che fosse "tutto da mangiare" meno d'effetto da vedere, ma più pratico da sbafare)
Trascorso il tempo di cottura dei molluschi, unire i pesci, eliminare la foglia di alloro, unire il trito aromatico, il peperoncino tagliato a pezzettini piccoli (io ho una piantina di peperoncino calabrese che si chiama "arlecchino" ed è stupendo. Si fa seccare e si conserva benissimo.) ne avevo parlato qui




Unire anche lo zafferano stemperandolo bene son il brodo.
Regolare eventualmente di sale.
Far cuocere ancora indicativamente per 20 minuti. (dipende da quanto sono grandi i pesci, di solito si usano pesci piccoli - da porzione - diciamo sui 150/ 200 g.).



Passato il tempo, recuperare i pesci, metterli in un piatto e lasciare intiepidire; di seguito togliere la testa e la coda e spolparli benissimo eliminando la lisca centrale. (Consiglio di non usare pesci con molte spine per la zuppa altrimenti ve le ritroverete in bocca e/o diventerete pazzi a pulirli). Fare a pezzetti i pesci perfettamente puliti e rimetterli nella zuppa. Unire anche le cozze ed aggiungere ancora una spolverata di prezzemolo tritato.
Tostare in forno o su una bistecchiera antiaderente del pane casereccio. Se piace strofinarlo leggermente con aglio.
Mettere la zuppa sul fuoco giusto il tempo di intiepidirla, condire con un giro di ottimo olio evo, unire le fette di pane abbrustolito e portare in tavola.
C'è chi lo serve come primo piatto, chi come secondo, chi come piatto unico.. insomma dipende dalle dosi e,sicuramente, dall'appetito!




Chutney piccante di pomodorini

Cosa serve: (con queste quantità ho ottenuto n. 3 vasetti da 125 g.) In rosso la mia variante rispetto alla ricetta originale ( tra parentesi, in nero, invece, ricetta nel libro)

2 kg. di pomodorini (ciliegino, pachino, datterino a piacere) io, qualità mista e variabile a seconda di cosa ho raccolto nel mio orto (nel libro: pomodori da sugo)
1 testa d'aglio fresco (6-8 spicchi) (nel libro: 20 spicchi)
1 cipolla media (nella ricetta originale non c'è)
peperoncini piccanti q.b. (a piacere, secondo i gusti e secondo la piccantezza del peperoncino usato), io ne ho usati 5-6 della qualità arlecchino, ne avevo parlato qui (nella ricetta originale al posto del peperoncino c'è 1/2 cucchiaino di fieno greco)
la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere (nel libro: 2 cucchiai di radice fresca di zenzero)
la punta di un cucchiaino di cumino
la punta di un cucchiaino di semi di finocchio
200 g. zucchero di canna (nel libro: zucchero bianco)
200 ml. aceto di mele (il mio fatto in casa, quando farò il post inserirò il link) (nel libro: aceto di vino  bianco)
la scorza ed il succo di mezzo limone naturale
1/2 cucchiaio di sale fino

Consiglio di utilizzare vasetti molto piccoli (io ho usato quelli da 125 g.) perchè il chutney, una volta aperto, va conservato in frigorifero ed utilizzato entro 15 giorni)



Togliere il picciuolo ai pomodorini e lavarli sotto acqua fredda corrente. Metterli, interi, dentro ad una pentola d'acciaio dal fondo spesso. Metterla sul fuoco, non forte, e mescolare spesso in modo che non si attacchino bruciandosi. Lasciarli spurgare l'acqua per una ventina di minuti, poi schiacciarli con l'aiuto di una forchetta e buttare via l'acqua.

Passare i pomodorini con il passaverdura (non va bene frullarli, occorre proprio passarli per eliminare le bucce) e rimettere il passato di pomodoro nella pentola.


Tritare molto finemente (va bene un tritino o un robot con il cutter) la cipolla e l'aglio, unire il trito alla passata di pomodorini.
Unire poi tutti gli altri ingredienti e rimettere sul fuoco la pentola. Il composto deve sobbollire NON bollire forte (come si fa per fare una marmellata) e si deve mescolare molto spesso, alla fine quasi continuamente, non deve attaccare al fondo della pentola.

Lasciare raddensare almeno un paio di ore (dipende molto da quanta acqua avranno tirato fuori i pomodorini anche dopo aver tolto la prima).



Verso la fine della cottura, mettere i vasetti (che saranno già stati lavati il giorno precedente e saranno stati messi ad asciugare bene) nel forno, accendere a 100° e, quando è arrivato a temperatura, spegnere e lasciarli ancora dentro per 5/10 minuti. (questo passaggio serve a sterilizzare i vasetti).

Riempire i vasetti con il chutney bollente facendo attenzione a non sporcare il bordo (in questo caso occorre pulirlo bene con carta da cucina), chiudere con capsule nuove e sterilizzare i vasetti per 15 minuti da quando l'acqua bolle. Lasciarli poi raffreddare completamente nell'acqua, etichettare e riporre in cantina.

Aspettare almeno un mese (meglio due) prima di consumare.
Proprio buono! Io l'ho assaggiato adesso, appena fatto, ma deve riposare un paio di mesi e, sono certa, darà il meglio di sè!
Da servire con arrosti, bolliti, stufati ma anche formaggi di alpeggio e stagionati! 




Grissini alla pizzaiola stirati a mano con lievito madre

Questi grissini sono saporitissimi, si mangiano volentieri anche senza pietanza :-)
Per chi ama il salato,con un buon companatico, diventa una sana merenda o uno spuntino!

Cosa serve:

500 g. farina 0 macinata a pietra (io una farina di un molino di un paese vicino al mio)
due cucchiai di olio evo
260 g. circa di acqua minerale naturale a temperatura ambiente
1 cucchiaino di sale fine
1 cucchiaio scarso di doppio concentrato di pomodoro
una bella spolverata di origano (se è disponibile.. fresco!)
150 g. di lievito madre (già rinfrescato) oppure: 25 g. di lievito madre secco, oppure: 2 g. lievito di birra fresco
1 cucchiaino di malto di riso o d'orzo liquido biologico

Inizio col dire che preparo possibilmente l'impasto la sera prima, poi copro con pellicola e metto in frigo tutta la notte. La mattina tiro fuori l'impasto e lascio a temperatura ambiente almeno un'ora. Il gusto finale ne guadagna! Se non si ha tempo si può anche lasciare a temperatura ambiente a lievitare per almeno 3 ore.

Se si ha una planetaria bene, altrimenti si può tranquillamente fare a mano (io prima mica ce l'avevo la planetaria e il pane, la pizza, i grissini ecc li facevo comunque. Solo le ciabattine e poco altro non si possono fare senza l'impastatrice!)
Mettere nella ciotola la farina setacciata (le farine locali, macinate a pietra, sono assolutamente da preferire. si possono trovare anche nei consorzi agrari della propria città), unire il lievito a pezzi (o sbriciolato nel caso si usasse quello di birra fresco: NON farlo sciogliere in acqua perchè poi la maggior parte rimane nel bicchiere!), unire il malto, l'olio e iniziare a mescolare a velocità minima.


(se si fa a mano mescolare con una forchetta) unire, poca alla volta, l'acqua. La quantità è, come sempre, indicativa, dipende dalla farina, dalla sua forza, quanta ne assorbirà. Deve rimanere un impasto finale liscio e morbido ma sicuramente non appiccicoso.
In una ciotolina mescolare il doppio concentrato di pomodoro con un cucchiaio di acqua ed il sale ed unirlo all'impasto. Continuare ad impastare e aggiungere, in ultimo, l'origano.
Trasferire l'impasto su una spianatoia, impastare ancora nel caso in cui non si abbia usato una planetaria.
Oliare leggermente una ciotola di vetro e mettere l'impasto. Coprire con pellicola e mettere, come detto, in frigo parte bassa, fino alla mattina successiva. Altrimenti fare lievitare per almeno 3 ore in luogo tiepido o forno spento con lucina accesa, o forno preriscaldato a 50° e poi rigorosamente spento (in questo caso dopo aver spento aspettare 10 minuti prima di inserire la ciotola con l'impasto da lievitare).



Riprendere l'impasto e lavorarlo poco senza forza per non compromettere la lievitazione. (E' piuttosto morbido). Stenderlo con un mattarello infarinando bene il piano da lavoro e il mattarello
Tagliare con un tarocco/raschia delle stricioline o usare la rotella tagliapizza, allungare molto grossolanamente, tenendo le estremità con le dita e tirando senza far rompere la pasta ovviamente ma creando appositamente delle imperfezioni (qui in piemonte, patria dei grissini, non amiamo i grissini perfetti, che sembrano tagliati col laser, al contrario amiamo quelli assolutamente imperfetti, sintomo di artigianalità), e disporli un po' distanziati sulla placca rivestita da carta forno. Coprire con pellicola. Lasciare riposare un'oretta abbondante.
Intanto preriscaldare il forno ventilato a 190°
Togliere la pellicola, spolverizzare i grissini con farina di riso. ed infornare per 15 minuti, poi aprire il forno a fessura cuocere ancora 5 minuti o fino a quando siano gonfi e dorati.
Qui in piemonte c'è un po' una diatriba: chi ama il grissino proprio bruciacchiato, chi se lo contende, chi ama il grissino pallido (io sono tra questi.. appena colorito ma ben cotto - il gusto del bruciato non mi piace) a voi la scelta.

Se piacciono più friabili spennellarli d' olio prima di infornarli.





Torta soffice di castagne, cacao e ricotta

Cosa serve:

200 g. farina di castagne
100 g. farina 00
100 g. ricotta 
100 g zucchero semolato
un pizzico di sale
2 uova
50 g. burro fuso
1 bustina di lievito
70 g. cacao amaro
1 cucchiaio di rum
latte q.b. (circa 200 ml)
una manciata di pinoli

Accendere il forno a 180° 

Setacciare in una ciotola le farine insieme al cacao ed al lievito. Sbattere le uova con lo zucchero, unire la ricotta, il pizzico di sale ed il burro fuso ma freddo. Unire anche il rum e poi di seguito il latte, poco alla volta finchè il composto "scrive" forma dei "nastri" per così dire. La quantità del latte dipende dal tipo di farina utilizzata.



Imburrare ed infarinare una tortiera, versare il composto, livellarlo delicatamente e cospargere la superficie con i pinoli.
Infornare per circa 40/45 minuti. Fare la prova stecchino che dovrà essere asciutto.



Togliere dal forno, far raffreddare, sformare e servire.





Rotolini teneri di salmone e insalata russa

Questi morbidi e sfiziosi bocconcini possono essere serviti come antipasto, stuzzichino, con l'aperitivo. Il sapore è delicato e raffinato, adattissimi da abbinare ad un buon prosecco :-)
Sono indicati, dunque, per qualsiasi occasione. Ed... ecco come servire un antipasto tradizionale piemontese qual'è l'insalata russa, in modo rivisitato ed originale abbinandola al più lontano salmone norvegese (sicuramente non facente parte della nostra vecchia e tradizionale cultura, bensì entrato a fare parte della nostra tavola, soprattutto nel periodo delle festività)


Cosa serve:


400 gr. di insalata russa, per la mia ricetta clicca qui
n.1 confezione di pane per tramezzini da 250 gr.
200 gr. salmone affumicato norvegese
semi di papavero

Preparare l'insalata russa.

Prendere fogli di carta stagnola e spolverizzarli di semi di papavero, prendere le fette di pane e spennellarle leggermente con pochissima acqua, solo da un lato (quello che andrà adagiato su carta stagnola)


Appiattire le fette di pane con il mattarello, facendo aderire bene i semini di papavero. Cospargere il pane di insalata russa, poi con le fettine di salmone affumicato.


Chiudere le fette di pane arrotolandole e sigillare i rotolini dentro alla carta stagnola, formando una "caramella". Mettere in frigo per qualche ora.
Aprire i pacchettini e, su un tagliere, tagliare (con delicatezza) fettine regolari.
(aprendo la caramella il risultato è questo)





Praticamente un finto sushi :-)





Concorsi a base di like? No, grazie

Mi limito a fare copia/incolla del post di Giovanna perchè la penso anche io esattamente nello stesso modo, aggiungo che il mio blog non è nemmeno iscritto a fb, le vittorie tramite like suonano altamente farlocche!

"Oggi, 15 settembre 2014, molte FoodBloggers aderiscono ad una protesta organizzata contro quei concorsi in cui i vincitori non sono scelti da una giuria, ma sono decretati dai "Mi piace". 
E' un'osservazione che ho fatto fra me e me molto spesso ed oggi finalmente ve ne parlo,vi spiego le mie/le nostre motivazioni.
Se aderisci alla protesta, condividi questo post e, se hai un blog, pubblicane il testo anche lì.

Perché siamo contrari ai concorsi a base di LIKE?

- perché non premiano la bravura e la competenza;

- perché rappresentano per eccellenza l’anti-meritocrazia;

-perché il vincitore non viene giudicato da un’adeguata giuria di professionisti del settore;

- perché sono la versione facebookiana delle lobby, del nepotismo, delle baronie;

- perché danneggiano anche l'azienda che vi si affida (che finisce per fare spam e non pubblicità).

-perché centinaia o migliaia di like falsi sono il risultato di iscrizioni ai gruppi di scambio like.

Trovo queste motivazioni più che sufficienti a rendere l'idea di tutto quello che di poco simpatico,divertente,formativo e serio c'è dietro a questi concorsi dove vince chi elemosina sul web più "Like"e chi li "produce" in maniera organizzata,una vera tristezza,un continuo seminare di illusioni,infondatezza in un momento in cui c'è bisogno più che mai di tanta tanta onestà..... a tutti i livelli.




Molto meglio una sana e golosa competizione a suon di mestoli e pentole,ma soprattutto… che vinca il migliore e che lo faccia meritandolo !"

Polpettone di tonno e prosciutto al cartoccio con maionese


Cosa serve:
200 g. di tonno sott'olio sgocciolato (peso netto)
150 g. prosciutto cotto
1 uovo
1 patata media (o 2 se sono piccole)
3 cucchiai di pangrattato
3 cucchiai di parmigiano grattugiato

serve inoltre per la maionese:

1 uovo intero + 1 tuorlo
1 pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di senape
150 ml. olio semi
100 ml olio di oliva
il succo di mezzo limone

Fare la maionese:
Mettere nel bicchiere del minipimer (tutto a temperatura ambiente) gli ingredienti tutti insieme. Immergere il minipimer e, con un movimento dal basso verso l'alto, montare. semplice e rapida. Sigillare il bicchiere del frullatore e mettere in frigorifero a riposare e a raffreddare. Intanto preparare il polpettone.


Lessare la patata (o cuocerla a pezzi, sbucciata, al vapore)
Tritare molto finemente il tonno sgocciolato ed il prosciutto cotto.
Unire la patata cotta e schiacciata, l'uovo, il parmigiano e il pangrattato.
Non occorre salare.



Amalgamare con la mani il composto e formare un grande salame.
Avvolgerlo nella carta forno a "caramella" (ossia un cartoccio) e chiudere le estremità con spago da cucina. Avvolgerlo poi in un canovaccio pulito e chiudere nello stesso modo.



Far bollire abbondante acqua e, al bollore, adagiare delicatamente il polpettone. Far lessare per 20 minuti.
Toglierlo dall'acqua e farlo raffreddare bene a temperatura ambiente.
SOLO quando è freddo, tagliarlo con un coltello affilato. (se si taglia caldo, le fette si rompono)
Adagiare le fette su un piatto di portata. Il polpettone è ottimo sia tiepido, ( in questo caso riscaldarlo leggermente a vapore o in microonde) che a temperatura ambiente. si può gustare sia come antipasto che come secondo.
Le quantità di questa ricetta sono riferite ad un'antipasto per 4 persone o un secondo piatto per 2 (porzioni abbondanti)
Servire con la maionese servita in una salsiera a parte.









Maionese fatta in casa fatta con il minipimer

Cosa serve:

1 uovo intero + 1 tuorlo
1 pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di senape
150 ml. olio semi
100 ml olio di oliva (Non extra-vergine perchè troppo gustoso)
il succo di mezzo limone


Mettere nel bicchiere del minipimer (a temperatura ambiente) gli ingredienti tutti insieme.  Immergere il minipimer e, con un movimento dal basso verso l'alto, montare. pronta in due minuti: semplice e rapida.

Sigillare il bicchiere del frullatore e mettere in frigorifero a riposare e a raffreddare per almeno un'ora prima di consumare.


Crème caramel

Un classico che, a casa mia,  non stanca mai! Oggi a forma di ciambella!


Cosa serve:


1/2 lt. latte intero

2 uova
4 tuorli
i semi di mezza bacca di vaniglia
120 g. zucchero semolato
30 g. zucchero semolato per il caramello + 2 gocce di limone

Usare uova a temperatura ambiente.

Preparare il caramello facendo sciogliere lo zucchero con un cucchiaio d'acqua e un paio di gocce di limone, su fuoco dolcissimo finchè diventa ambrato, (non mescolare ma scuotere il pentolino che deve avere il fondo spesso) farlo scivolare nello stampo precedentemente bagnato d'acqua e farlo scorrere bene sul fondo.
Accendere il forno a 160° statico.
Con le fruste montate le uova + i tuorli.
Scaldare bene il latte al microonde con i semi di vaniglia, toglierlo dal microonde e aggiungere un po' alla volta lo zucchero, mescolare per farlo sciogliere bene, e unire il latte al composto di uova.
Versare il tutto nello stampo e cuocere a bagnomaria (lo stampo va messo dentro una tortiera/teglia di capienza maggiore e dev'essere ricoperto di 3/4 d'acqua già molto calda) per un'oretta.



Togliere dal forno, fare raffreddare, coprire con carta di alluminio e mettere in frigo almeno 2/3 ore.
Quindi, con un coltellino, passare bene i bordi dello stampo, sformare su un piatto coi bordi un po' alzati (il caramello diventerà più liquido) e servire.




Uva spina bianca e lamponi alla grappa


...... Ancora conserve! eh beh .... è la stagione no?
Questi sono frutti che coltivo nel mio orticello con grande soddisfazione.
La grappa utilizzata, poi, ovviamente (a chi piace) è ottima da sorseggiare così com'è oppure come bagna per i dolci e, perchè no, per correggere il caffè.
Si possono utilizzare anche i mirtilli! (io quest'anno ne avevo pochi e li ho mangiati freschi e congelati per le macedonie invernali)


Cosa serve:

grappa morbida di ottima qualità q.b.
uva spina bianca q.b.
lamponi q.b.
miele di acacia q.b.

Meglio usare vasetti molto, molto piccoli. Perchè non è poi che questi frutti sotto grappa se ne mangino a piene cucchiaiate! Se ne assapora qualcuno sopra un gelato, soli come dessert magari a fine di pasto sostanzioso, come accompagnamento con una crema inglese, ad esempio.
Io quindi ho usato vasetti piccolissimi da 125 g.
Lavare molto delicatamente i frutti e asciugarli, tamponandoli, con carta da cucina o un canovaccio.


Usare sempre vasetti perfettamente lavati e sterilizzati.

Riempire SENZA schiacciare i vasetti con i frutti scelti, aggiungere 3 cucchiaini di miele di acacia per ogni vasetto (non usare altro miele. Deve essere molto fluido e molto dolce, quindi quello di acacia è l'ideale), ricoprire con la grappa. Coprire poi con pellicola e lasciare riposare tutta la notte. La mattina rabboccare con la grappa che sarà "andata un po' giù". Chiudere bene con capsule nuove, agitare i vasetti e metterli al sole tutto il giorno agitandoli almeno una volta al giorno.

RITIRARLI LA SERA!!!! Non devono prendere umidità.
la mattina seguente rimetterli  al sole come sopra.
Continuare così per 1 settimana. Per quanto riguarda i mirtilli e i lamponi si noterà che la grappa avrà preso il loro colore: bellissimi i vasetti e buonissima la grappa!


Poi etichettarli e riporli in cantina o luogo fresco e aspettare almeno un mese prima di consumare.

Parmigiana di melanzane e zucchine

Ho ancora ricette da postare che avevo cucinato ancora nell'altra casa figuriamoci... con, ovviamente, verdure dell'altro orto. Le foto fanno decisamente pena (si sa... via-via uno migliora, da fotografa scarsissima a fotografa decente.... o almeno ci si prova!), la pietanza invece è stra--buona sempre :-)


Darò dosi approssimative perchè dipende, di base, da quante melanzane e zucchine si sono adoperate, ed io non me lo ricordo di preciso. In ogni caso per una teglia per circa 4 persone 
servono:

n. 2 melanzane tonde violette
n. 4 zucchine grandi
salsa di pomodoro q.b. (possibilmente fatta con pomodori freschi)
farina di riso (o di semola) per impanare q.b.
olio per friggere q.b.
sale q.b.
n. 1 mozzarella da 200 g.
scamorza bianca circa 100 g.
parmigiano e/o pecorino grattugiati q.b.
basilico fresco

Lavare le melanzane, tagliare via le estremità, tagliarle e fette e metterle in uno scolapasta spolverizzandole di sale. Coprire con un piatto e lasciare scolare via l'acqua amara per circa un'ora.

Nel frattempo tagliare a cubetti la mozzarella e metterla in un colino a scolare l'acqua in eccesso.
Tagliare a cubetti anche la scamorza e grattugiare i formaggi.
Asciugare bene con carta da cucina ed infarinarle nella farina di riso, scuotendo bene l'eccesso di farina. tenere da parte.
Lavare, asciugare e tagliare per lungo le zucchine in fette spesse come le melanzane ed infarinarle come sopra.
Friggere, separatamente, le melanzane e le zucchine, Poi mettere le verdure fritte in un piatto foderato con carta da cucina per assorbire l'unto e salare leggermente.


In una pirofila mettere nel fondo un po' di salsa di pomodoro mescolata con due cucchiai di olio, fare uno strato di melanzane, mettere qua e là cubetti di mozzarella e scamorza, qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro e, in ultimo , spolverizzare con i formaggi grattugiati.
Fare un secondo strato identico ma utilizzando le zucchine e proseguire così fino ad esaurimento degli ingredienti, finendo con uno strato di salsa di pomodoro e formaggio grattugiato abbondante. guarnire con basilico fresco


Mettere a gratinare in forno già caldo ventilato a 180° per 30-35 minuti.
Togliere la teglia dal forno, attendere una decina di minuti e servire.
E' ottima anche (e soprattutto secondo me) se preparata il giorno precedente.