Trota salmonata agli aromi dell'orto e al mirto

Calcolare a persona:

1 trota salmonata eviscerata, lavata ed asciugata
sale e pepe rosa q.b.
aromi misti abbondanti: salvia, erba cipollina, bacche di mirto, maggiorana, malva
un bicchierino da liquore di mirto artigianale
olio evo q.b.
poca acqua

Farcire la pancia della trota con aromi, sale e pepe.
Adagiare il pesce sulla padella con un goccio di olio evo, far rosolare la pelle, salare e pepare, girare delicatamente la trota con l'aiuto di una spatola ed un cucchiaio, salare e pepare anche l'altro lato.

Unire il liquore, farlo evaporare ed abbassare la fiamma, unire un pochino di acqua e portare a cottura mettendo il coperchio.
Saranno sufficienti 10 minuti circa, dipende dalla grandezza della trota, ma per una da porzione basteranno.
Impiattare e guarnire con altri aromi

e... siccome non ho preso la ricetta da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 
Grazie! :-)

Costolette di agnello agli aromi e fiori di lavanda, panate e fritte


Cosa serve a persona:
5 costolette di agnello
1 uovo
farina bianca q.b.
pangrattato q.b.
olio di arachide o evo per friggere
sale q.b.
aromi freschi sminuzzati con le mani: prezzemolo, erba cipollina, santoreggia, maggiorana, rosmarino e fiori di rosmarino, salvia, fiori di lavanda 
Poi serve: ciuffi di menta di rosmarino (o aromi a piacere) per guarnire

Mescolare il pangrattato con gli aromi ed i fiori.
Passare le costolette nella farina e scuoterle bene per eliminarne l'eccesso. Passarle nell'uovo sbattuto e nel pangrattato aromatizzato.
Schiacciare bene per fare aderire la panatura alla carne.


Scaldare l'olio possibilmente in una padella di rame o ferro o comunque adatta alla frittura. Far dorare a fuoco alto le costolette da ambo le parti, poi abbassare a fiamma moderata e farla ancora friggere per 5 minuti da ambo le parti, salare (sempre da ambo le parti). Si avrà la carne leggermente rosata e tenera.


Adagiare le costolette su carta da cucina assorbente, trasferirle in un piatto da portata e servire con rametti di aromi freschi.








Torta al grano saraceno, con mele, kefir e cocco



Cosa serve:
90 g. cocco grattugiato
110 g. farina di grano saraceno
60 g. fecola di patate
2 uova medie
1 bustina cremor tartaro + 2 cucchiaini rasi di bicarbonato 
la buccia grattugiata di 1 limone naturale
100 g. zucchero di canna
50 g. burro fuso ma non caldo
50 g. latte di kefir
30 g. latte vaccino intero
30 g. olio di semi
1 yogurt (125 g.) intero alla vaniglia
3 mele renette

zucchero di canna q.b. per spolverizzare la torta
burro e farina q.b. per lo stampo



Imburrare ed infarinare uno stampo a cerniera da 24D.
Preriscaldare il forno a 180° se statico o 170° se ventilato
In una ciotola mescolare le farine, il cremor tartaro con il bicarbonato, lo zucchero. Mescolare bene e mettere da parte. Sia il cremor tartaro che la fecola di patate che ho usato io sono iscritti al prontuario gluten free PRONTUARIO AIC 2013


In un'altra ciotola mescolare le uova con la buccia del limone, il latte vaccino e di kefir, l'olio ed il burro fuso, lo yogurt. Tutto insieme. 
Versare la parte secca (le farine) a cucchiaiate nel composto liquido delle uova. Non occorre mescolare a lungo, bisogna solo amalgamare gli ingredienti.
Lavare e sbucciare le mele, unire al composto una mela tagliata a tocchettini piccoli.
Versare il composto nella tortiera, tagliare le altre due mele a fettine e disporle a raggiera o come piace, sull'impasto.


Spolverizzare con zucchero di canna ed infornare.


Fare cuocere un'oretta buona o fino a quando infilando nel centro della torta, uno stecchino, risulterà asciutto. Dipende, come sempre, dal forno. (Io, forno statico, l'ho cotta per un'ora e dieci minuti)
Togliere la torta dal forno, passare il coltello attorno ai bordi che saranno leggermente caramellati, farla raffreddare nella tortiera, poi  sformarla e servirla.



e... siccome non ho preso la ricetta da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 
Grazie! :-)



Muffin alla ricotta, pancetta e scamorza affumicate




Cosa serve per 10/12 muffin medi:
150 g. farina 00
50 g. frumina
un pizzico di sale
un pizzico di pepe nero
1 cucchiaio di erba cipollina fresca tagliuzzata fine
70 g. scamorza affumicata tagliata a cubetti piccoli
120 g. pancetta affumicata tagliata a cubetti piccoli
20 g. pomodori secchi sott'olio tagliuzzati
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
8 g. lievito per torte salate (mezza bustina)
1 pizzico di bicarbonato di sodio
100 g. ricotta morbida
1 uovo intero
200 g. latte
1 cucchiaio di olio evo

preriscaldare il forno a 180° se ventilato o 190° se statico

Setacciare farina, lievito, il pizzico di bicarbonato (facoltativo) e frumina.
In una ciotola capiente mescolare l'uovo con il latte, il cucchiaio di olio e la ricotta setacciata, unire uno per volta, tutti gli altri ingredienti, amalgamare bene ed unire, per ultime, le polveri setacciate.


Imburrare ed infarinare uno stampo da muffin o rivestire gli stampini con dei pirottini di misura (come ho fatto io).

Riempire con il composto per 3/4 ed infornare per 25-30 minuti. Fare la prova stecchino che deve esser ben asciutto.
Sfornare, attendere 5 minuti e servire. Si mangiano anche freddi a temperatura ambiente. All'interno rimarranno un po' umidi, è normale! e' una consistenza tipica dovuta alla presenza della ricotta.

Padellata di coniglio con peperoni agli aromi e aceto balsamico


Cosa serve per 2-3 persone:

1/2 coniglio tagliato a pezzi
una spruzzata di  aceto balsamico di Modena
1 peperone grande rosso
1 peperone grande giallo
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
aromi misti freschi: rosmarino, santoreggia, maggiorana, origano, due bacche di ginepro, due chiodi di garofano, timo, il tutto a piacere, q.b.
1 spicchio d'aglio
1/2 cipolla bianca
una faldina di scorza di limone naturale
brodo leggero o acqua q.b.

Pulire bene il coniglio da eventuali pelucchi, togliere il grasso, lavarlo ed asciugarlo.
In una casseruola scaldare un filo d'olio e fare rosolare il coniglio, sfumare con l'aceto balsamico, tenere la fiamma del gas allegra e, quando evaporato, unire tutti gli ingredienti elencati tranne i peperoni.

Far rosolare ancora un pochino, poi abbassare la fiamma, unire un pochino di brodo o d'acqua, mettere il coperchio e cuocere per 30 minuti circa.
Pulire i peperoni lavandoli, eliminando la costa bianca interna e i semi, tagliarli a pezzetti.
Eliminare l'aglio e la scorza del limone, Unire i peperoni al coniglio e continuare la cottura ancora per circa 15 minuti, salare anche i peperoni e aggiungere ancora un pochino di brodo o acqua se necessario. Deve rimanere brodosa per la "scarpetta"



Torta soffice con pesche bianche e mandorle

Questa torta semplicissima è, di base, molto simile alla casalinga torta alle mele. Buonissima per la colazione e la merenda! Unica accortezza: consumarla entro un paio di giorni poichè le pesche essendo acquose, seppur cotte all'interno dell'impasto, con questo caldo, ammuffiscono un fretta


Cosa serve:
150 g.  farina 00 (+ q.b. per infarinare la tortiera)
50 g. fecola di patate
50 g. farina di mandorle
1 bustina di lievito per dolci
1 grattata di scorza di limone naturale + qualche goccia di succo
125 g. zucchero semolato + q.b per spolverizzare la superficie della torta)
125 g. burro (+ quello per la teglia)
3 uova intere
1 pizzico di sale
latte q.b (circa 1/2 bicchiere scarso)
3 pesche (o 4 se sono piccole) bianche

Tirare fuori dal frigo le uova ed il burro; tagliarlo a tocchetti e lasciarlo a temperatura ambiente che si ammorbidisca.
Intanto setacciare le farine ed il lievito in una ciotola.

Accendere il forno a 170° se ventilato o 180° se statico.
Sbucciare le pesche e tagliarle a spicchi in otto parti, spruzzarle con qualche goccia di limone e tenere da parte.

In una capiente ciotola montare a spuma il burro morbido con lo zucchero, quando il composto è diventato biancastro unire, una alla volta, le uova (non aggiungere la seguente se quella precedente non è ben incorporata all'impasto), unire poi la buccia del limone e, a cucchiaiate le polveri setacciate. Frullando sempre con le fruste elettriche ma alla velocità minima o comunque bassa. 
Unire latte q.b. per ottenere un composto che "scrive a nastro", quindi morbido e soffice.
Imburrare ed infarinare una tortiera, versare il composto, disporre le fette di pesca a raggiera, schiacciarle un pochino dentro l'impasto (poi cuocendo affonderanno un po' ed è così che dev'essere)
Cospargere la superficie con pochissimo zucchero (proprio solo un'idea) ed infornare per 50 minuti (fare la prova stecchino)

Fare raffreddare nella tortiera e poi sformarla.
Questa torta è buonissima servita con una pallina di gelato alla vaniglia



Quiche alle melanzane, peperoni, formaggio ed erbe aromatiche



Cosa serve:
300 g. pasta brisèe (clicca qui per vedere ingredienti e procedimento, omettendo l'aggiunta del timo)
2 melanzane lunghe
1 peperone giallo
maggiorana q.b. (possibilmente fresca)
1 ciuffo di basilico fresco
1 spicchio d'aglio
2 pomodori maturi
1 scalogno
100 g. formaggio emmenthal dolce francese
olio evo q.b.
sale 

Preparare la pasta birsèe e stenderla sottile con il mattarello ottenendo una sfoglia rotonda; pareggiare le estremità con una rotella dentellata. 
In una pentola piena d'acqua salata e a bollore, immergere il pomodori. Dopo appena 1 minuto, prelevarli con la schiumarola e pelarli. 
Eliminare i semi in eccesso e tagliarli a cubetti.
In una capiente padella far scaldare olio evo (il fondo dev'essere coperto) con uno spicchio d'aglio in camicia. Fa saltare le melanzane precedentemente lavate e tagliate a cubetti non troppo piccoli. La fiamma non deve essere troppo alta ma nemmeno troppo bassa. Le melanzane non devono nè bruciare nè diventare molli.

Mescolare spesso e lasciare cuocere 5 minuti. Aggiungere il peperone lavato e tagliato a cubettini piccoli.
Scuotere la padella e mescolare spesso. Far cuocere altri 5 minuti. 
Unire i pomodori e salare. Cuocere ancora un paio di minuti. Non di più.


Stendere la pasta brisèe su carta da forno e metterla in una tortiera rotonda da 24/26D.
Bucherellare il fondo con una forchetta. riempire con la dadolata di verdure, unire la maggiorana e il basilico spezzettato. Ricoprire la superficie con il formaggio tagliato a dadini piccoli e infornare in forno già caldo (statico) a 200° per 40 minuti circa.

Controllare perchè dipende dal forno. 
Togliere dal forno e servire subito.




Pesto alla genovese

... premessa: prima che qualche genovese doc mi salti agli occhi (che quando si parla di piatti super tradizionali di un luogo occorre andarci cauti, io stessa a volte vedo la ricetta della nostra bagna caöda, ma anche preparata da grandi chef eh! che però non sono piemontesi e mi si rizzano i capelli!)... dico subito che per chi non è originario del luogo è ovvio che non possa avere una ricetta tramandata, ergo è altrettanto ovvio che nessuno me la possa avere lasciata in eredità, dunque la mia non è sicuramente originale nel senso più ampio del termine; ma penso che non per questo chi non è ligure o, nella fattispecie genovese, non possa amare nel cimentarsi nel preparare (e magari anche abbastanza bene) una salsa, un piatto in generale che non appartenga al proprio territorio.

Non so se ho reso l'idea con tutto sto pasticcio di parole...



Il pesto alla genovese io lo preparo così

Cosa serve:

100 g. foglie di basilico fresco, lavate e perfettamente asciugate 
120 g. parmigiano reggiano grattugiato
80 g. pecorino sardo stagionato grattugiato
n. 2 spicchi d'aglio
una presa di sale grosso
olio evo q.b. (possibilmente di olive taggiasche)
2 cucchiai di pinoli

(in genere vado ad occhio dopo tantissimi anni che lo preparo.. ma approssimativamente il peso del basilico deve essere circa la metà del formaggio)

In un mortaio pestare l'aglio (consiglio di togliere l'anima) con il sale, quando è ridotto in poltiglia, unire i pinoli e poi il basilico. 
Dopo tanto olio di gomito e pazienza, travasare il pesto in una ciotola, unire il parmigiano ed il pecorino, mescolare con un cucchiaio di legno, unire, a filo, olio q.b. per ottenere una salsa morbida.
Io lo conservo in bicchierini di plastica corredati dal loro coperchietto nel freezer, dunque metto poco olio e ne aggiungo altro al momento di condire  trenette, trofie, lasagnette, gnocchi, ecc.
Ho letto da qualche parte che si consiglia, in caso di congelamento del pesto, di unire i formaggio solo all'utilizzo.. mah.. io trovo che poi abbia meno sapore trovo anche che si conservi benissimo anche fino ad un anno (ma... secondo me, a meno che non ne abbiate preparato per l'esercito, si consuma prima...)





Biscotti offelle alla panna e vaniglia



Cosa serve:
200 g. farina 00
100 g. zucchero a velo + q.b. per spolverizzare
80 g. burro morbido di ottima qualità
1 cucchiaio di panna liquida
1 pizzico di sale
1 uovo
i semi di una bacca di vaniglia
la scorza grattugiata di mezza arancia naturale
Tirare fuori dal frigo il burro, farlo a cubetti e lasciarlo ammorbidire a temperatura ambiente.

Incidere la bacca di vaniglia, estrarre, con la punta di un coltello rotondo, i semi e mescolarli ai 100 g. di zucchero a velo. (la buccia si può conservare per aromatizzare il latte quando si farà qualche crema, oppure se messo in un vasetto con zucchero si otterrà zucchero vanigliato)
Su una spianatoia (o nella planetaria o ancora in un robot da cucina provvisto di cutter) mettere la farina, in centro il burro e il pizzico di sale. Lavorare molto velocemente l'impasto. (se fatto a mano usare possibilmente un tarocco in modo da non scaldare il burro col calore delle mani), unire l'uovo leggermente sbattuto con la panna, la scorza dell'arancia e lo zucchero. 
Assemblare gli ingredienti lavorando il meno possibile l'impasto. Avvolgere la pasta in pellicola alimentare e mettere in frigorifero almeno un'ora.

Accendere il forno a 160°/170°
Su una spianatoia leggermente infarinata lavorare un pochino la pasta con le mani per renderla omogenea e morbida (ma non esagerare - giusto il tempo di renderla lavorabile), stenderla ad uno spesso di 1 cm. scarso e, con l'aiuto di un taglia-biscotti a forma ovale.


Fare cuocere, un pochino distanziati tra loro, su una placca rivestita da carta forno. (io a volte imburro comunque la placca per mantenere fermo il foglio di carta da forno)
Cuocere in forno pre-riscaldato a 160° se ventilato o 170° se statico per circa 15/20 minuti, devono diventare dorati nei bordi.
Quando sono cotti trasferirli su una gratella a raffreddare. Spolverizzare poi con zucchero a velo. 





Melanzane arrostite profumate all'aglio e santoreggia


Cosa serve per DUE persone:
1 grossa melanzana lunga (io la qualità striata violetta, dolcissima con pochi semi) 
sale e pepe q.b.
aglio q.b.
olio evo
santoreggia q.b. (possibilmente fresca) se non si ha a disposizione, utilizzare origano
Lavare bene le melanzane (se ne calcola mezza a persona), senza sbucciarle tagliarle a metà per la lunghezza e poi ancora a metà (dunque se ne ricaveranno quattro spicchi per melanzana).
Adagiarle su una teglia rivestita da carta forno, praticare dei tagli nella polpa dell'ortaggio ed inserire fettine d' aglio e pezzettini di santoreggia


Salare e pepare leggermente, condire ancora con la santoreggia ed olio evo abbondante, quindi infornare in forno ventilato già caldo a 180° per circa 20 minuti, poi coprire con un foglio di alluminio e far cuocere ancora per altri 20 minuti circa o comunque fino a quando la polpa delle melanzane risulta morbida e cotta. 
Servire calde. 
Una preparazione tanto semplice quanto gustosa! Ottime come contorno alla carne (o pesce) alla brace, diciamolo..le melanzane grigliate hanno proprio stufato!

Pesche sciroppate home made

.... ancora conserve???? ebbene sì. Se non ora: quando! 
Non è proprio semplicissimo preparare perfettamente la frutta sciroppata. Perchè bastano due minuti in più di cottura e la frutta si sgretola, perchè se non è matura al punto giusto, dunque acerba, rimarrà asprigna e non gradevole, se al contrario, è troppo matura, si spappolerà.

Se si mette troppo zucchero, risulterà stucchevole, se se ne mette troppo poco, ne inficia la buona conservazione.. vi ho fatto passare la voglia e state andando a suonare il campanello al Sig. Del Monte? ma no...dove andate!
Io ho provato a preparare lo sciroppo per ricoprire la frutta (quasi tutte le ricette che ho letto sia in rete che nei libri di conserve, prevedeva questo passaggio, beh: secondo il mio modesto parere, non solo non serve,in quando la frutta è già di per se molto acquosa, ma addirittura, per me, si conservano di meno e perdono la polposità
Quindi io, dopo qualche tentativo di metodo, ho fatto così e mi sono trovata bene...



Cosa serve:

1 kg. percoche (preferibilmente perchè più polpose e compatte) o pesche spaccatelle mature al punto giusto (nè troppo, nè troppo poco)
350/400 g. zucchero (peso lordo con buccia e nocciolo dunque) a piacere secondo il gusto personale
succo di 1 limone
facoltativo: pezzettini di cannella o buccia di vaniglia (ecco come riciclare la buccia quando l'interno, la polpa, i semini insomma sono stati utilizzati per dolci vari)

Mettere sul fuoco un pentolone di acqua. Quando bolle, unire le percoche, tenere sempre altissima la fiamma, dopo UN MINUTO, toglierle con la schiumarola e passarle sotto il getto dell'acqua fredda del rubinetto.

Spellarle e tenere da parte, poi dividerle a metà e se sono troppo grandi rispetto al contenitore (ad esempio rispetto ad un vasetto da 250 g, tagliarle anche in quarti)


Sterilizzare i vasetti seguendo le mie indicazioni cliccando qui,

Riempire i vasetti (meglio optare per quelli da 300 g. o 500 g.) con le pesche (inserendole con la pancia rivolta verso l'altro) pigiandole leggermente con delicatezza, cercando quindi di lasciare meno spazi vuoti possibili. Tra uno strato e l'altro, cospargere con abbondante zucchero e una spruzzata di succo di limone. Inserire, facoltativamente, per aromatizzare, pezzettini di cannella o vaniglia, io consiglio di aromatizzarne solo una parte, non so...uno o due vasetti, e gli altri lasciarli al naturale perchè se poi le utilizzerete per altre preparazioni non è detto che il sapore degli aromi sia il più corretto. Terminare con uno strato di zucchero.

Coprire con una griglietta di plastica (in commercio due misure, eventualmente la ritagliate fosse grande) questo serve a fare stare le pesche "sotto" lo sciroppo che si formerà, al contrario verranno a galla. Spolverizzare con un altro po' di zucchero.

Chiudere con i tappi twist off nuovi.

Agitare con energia il barattolo per far sì che lo zucchero possa distribuirsi in ogni dove.
Lasciare riposare due o tre ore, coprendo i vasetti con un canovaccio o pellicola, ri-agitare i barattoli.


Seguire la procedura della sterilizzazione sempre cliccando qui. (sterilizzare 35/40 minuti)
Quando i barattoli sono freddi (ricordarsi di farli raffreddare nel pentolone), controllare che le capsule siano correttamente abbassate, dunque che il prodotto sia sottovuoto, etichettare (contenuto-data di produzione) e riporre in cantina. Aspettare un paio di mesi per consumare.

Si conservano un annetto



Zucchine tonde ripiene di carne


Cosa serve:

4 zucchine tonde
sale e pepe
2 fettine sottili di mortadella
250 g. tritata di vitello
1 uovo
mollica di pane
latte q.b.
trito fresco di: menta, maggiorana, timo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
poco pangrattato

Far bollire in una pentola abbondante acqua salata.
Nel frattempo lavare bene le zucchine senza tagliare le estremità, altrimenti in cottura si inzuppano d'acqua.
Al bollore mettere a cuocere le zucchine. Far sbollentare una decina di minuti o anche di meno, dipende dalla grandezza e dalla tenerezza delle zucchine. Inserire una forchetta e toglierle dal fuoco quando si sentono morbide (non molli ma appena morbide).


Tagliare solo adesso la calotta, capovolgerle a "pancia in giù" dentro ad uno scolapasta. Le zucchine, in generale, sono spugnose e ricche d'acqua, questa qualità lo è ancora di più. Far raffreddare e colare bene.

Nel frattempo in un robottino tritare finemente le erbe aromatiche, un pugno di mollica di pane precedentemente ammollato in poco latte e poi strizzato, e la mortadella.
Versare questa farcia in una boule. Aggiungere poi la carne, il parmigiano, l'uovo (non occorre tutto, è sufficiente il tuorlo e poco albume), regolare il sale ed il pepe (non molto perchè è già stata salata l'acqua di cottura e c'è la mortadella che è sapida), amalgamare bene il tutto.
Prendere le zucchine e, con l'aiuto di un coltellino affilato, incidere (senza andare troppo in profondità altrimenti si buca la base delle zucchine) tutt'attorno lasciando un po' di bordo. Svuotarle con l'aiuto di un cucchiaino e rimetterle a scolare per una mezz'ora.

Passato il tempo si saranno asciugate. Prelevare poca farcia per volta e riempire le zucchine.
Foderare una pirofila con carta da forno bagnata e strizzata. Accendere il forno a 170° ventilato ( o 180°se statico) e, quando è caldo, infornare per circa 30 minuti.
Sfornare, attendere cinque minuti e servire


N.B. volendo si può evitare di sbollentare le zucchine, quindi occorre scavarle da crude, proseguire come sopra ma far cuocere in forno più a lungo.
P.S. come catalogare questo piatto? ... c'è la verdura che è protagonista ma anche il ripieno è sostanzioso.. praticamente un secondo, potrebbe, per chi non mangia molto, rappresentare piatto unico. Mah: io lo etichetto sia come verdura che come secondo

Numero di agosto del mensile ALICE Cucina ... piccola - piccola ...ci sono anche io!



Che felicità quando ho ricevuto, solo due giorni fa, la comunicazione dalla redazione di Alice Cucina che, nel numero di Agosto, in edicola da oggi 23 luglio, ha selezionato, tra le moltitudini arrivate sul sito posta la ricetta, sei ricette e...tra quelle sei ce n'è una mia! pubblicata (pag. 47). 

La ricetta è precisamente questa:

peperoncini ripieni alla piemontese visibile su http://www.alice.tv/posta-la-ricetta/ e sul blog  con tutti i passaggi,  qui 





sono molto, molto felice :-) Grazie di cuore alla Redazione di Alice Cucina

Ora non resta che correre in edicola! 

Confettura di frutti di bosco

Sì.. è decisamente periodo di conserve: verdure, salse, frutta ecc. ecc.
Non è nulla di rivoluzionaria questa confettura, anzi direi che più classica non si può, ma la posto ugualmente perchè è tra le me preferite, se non proprio la preferita! I frutti sono delle mie piantine 


Cosa serve:
1) piccoli frutti misti: mirtilli, lamponi, fragole, ribes rosso, uva spina bianca
2) zucchero: pesare la frutta e poi calcolare la metà (del peso)
3) n. 1 limone naturale (scorza e succo per ogni kg. di frutta) se fosse molto grande calcolarne mezzo.
Lavare delicatamente sotto l'acqua corrente i piccoli frutti, metterli in una pentola dai bordi alti, unire lo zucchero, 
Mescolare e lasciare macerare un paio di ore.


Aggiungere la scorza lavata e grattugiata del limone ed il succo.
Mettere sul fuoco e cuocere a fiamma bassa per un tempo indicativo di un'ora. 
Fare la prova piattino: prelevare un cucchiaio di confettura, metterla in un piattino e farla scorrere inclinando il piattino. Se scorre velocemente farla cuocere ancora un po'. Se invece scorre lentamente la confettura è pronta.

Considerare, poi, che ne vasetti col tempo si solidificherà ancora.
Prendere vasetti pulitissimi e asciuttissimi e capsule nuove di zecca.
Riempire i vasetti (facendo attenzione a non sporcare i bordi, se capita pulire subito con carta da cucina) la confettura bollente. ho creato un post dedicato alle conserve, se vuoi leggere clicca qui

Considerare di lasciare 5 cm di spazio tra confettura e il bordo del vaso.
Chiudere stretto ma senza sforzare troppo le capsule sennò si rovinano.
Capovolgerli ancora caldi a testa in giù. Lasciare raffreddare così e poi riporre la marmellata in cantina o luogo fresco. 
Aspettare almeno un mese, meglio due, prima di consumare. Se ne fosse avanzata un po' occorre consumarla.