Panettone classico milanese con lievito madre (impasto senza planetaria)

Questo post vuole essere una dimostrazione che, con pazienza ed accortezza (ma anche un po' di esperienza pregressa coi lievitati) passione, amore e molta fortuna... si riesce a sfornare un ottimo, soffice, ben alveolato ed apprezzato panettone anche se non si possiede la planetaria. Avevo usato un semplice robot da cucina, che tutti possiedono, utilizzando le fruste per impasti (quindi non quelle a filo per montare - guardare la foto) e poi le mie braccia. 

Ergo: dato che chi mi segue sa che ho da tempo la planetaria, si può intuire  che non l'ho preparato quest'anno. Ma nemmeno l'anno scorso. Chi mi conosce sa che i cavoli miei non li racconto, C'è tempo, e luogo in cui farlo, persone di cui fidarsi e alle quali affidarsi, poche in realtà. Io sono riservata, e non mi impiccio degli affari degli altri e non sopporto chi parla a vanvera, figuriamoci poi scrivere in internet alla mercè di chiunque (brava gente ma anche balordi) come se questo fosse un diario personale, giammai! .. ma .. ecco.. MA questa volta voglio fare uno strappo alla mia regola.

Poi quasi sicuramente cancellerò tutto tra un po' di tempo, non so.


Non avevo postato la ricetta  l'anno in cui li ho preparati, (plurale perchè erano due) poichè era a ridosso del Natale (forse giusto il 22 o 23 dicembre) e non avevo avuto il tempo di preparare le 150 foto fatte ed il post. Così ho pensato: vabbè pubblico il prossimo anno.

Invece l'anno successivo mio marito si è ammalato, e poi qualcuno di voi conosce l'epilogo, gli altri lavorino di fantasia.  Quindi il panettone di questo post è stato l'emblema per me dell'ultimo Natale bello, che abbiamo trascorso insieme. Pubblicare questa ricetta, proprio questa.. successivamente, mi dava (me la da ancora veramente..) la sensazione come mettere nel cassetto un ricordo che voglio tenere vivo, a costo di sembrare masochista, ma ognuno fa come meglio crede nella vita, (senza dover essere giudicato se si occupa dei fatti propri e non quelli degli altri), e condividerlo mi dava la sensazione di attribuirgli  meno importanza, "sporcarlo" ... so, razionalmente, che non è così..  ma si sa la mente fa strani scherzi..mi sono fatta, come si suol dire, "forza" (parola eccessiva per il contesto di un panettone, mi rendo conto, ma occorre capire il significato che ha per me;  beh.certo non è da tutti capire.. chi non è dotato di adeguata sensibilità (e qualcuno che conosco ne è privo-a totalmente) non capirà di cosa parlo, ma sinceramente non mi frega un fico secco.

Ora ho deciso di pubblicare quel primo ed ultimo (ad oggi) panettone che ho fatto perchè:

1) era piaciuto tantissimo a tutti noi, a lui che diceva di non amare i canditi, si era sbafato mezzo panettone da solo...  soprattutto a lui che era fiero di sua moglie e di quello che di buono portava a tavola, l'aveva fotografato e mostrato (con mio imbarazzo) ai suoi clienti abituali, lui aveva girato mezza Torino (sant'uomo) per trovare i pirottini per panettoni, ed era tornato a casa contentissimo di avermi fatta felice. Ora, (incredibile) a distanza di una manciata di anni, si trovano anche al supermercato. Si trova di tutto insomma.
2) proprio perchè facente parte di un bel ricordo anche se intimo, struggente e ancora molto doloroso - da metabolizzare..  come se io glielo "debba" questo post 
3) ho deciso che devo ricominciare a preparare panettoni per i miei figli e per quelle poche persone che stimo, infatti sono in produzione, credo che mio marito approverebbe, anzi mi darebbe della sciocca per avere smesso. Ho tempi lunghi che ci posso fare.
4) il motivo pratico, non simbolico e non sentimentale: credo possa essere un validissimo aiuto anche per chi vuole provare a sfornare questa deliziosa versione non possedendo una planetaria, certo è innegabile che non sia soffice come una nuvola come quello incordato con una'impastatrice, ma sono certa potrà ingolosire molto comunque e dare soddisfazione;  dunque.. già questa motivazione basterebbe per pubblicarlo.

... ecco la ricetta molto ben dettagliata come mio solito fare.. 


...aggiungo che avevo guardato molte ricette di chef famosi, (anche se sto valutando con mano, quanto sia più affidabile una versione che tratta di impasti contenuti per quanto riguarda quantità ed ingredienti reperibili del panettiere sotto casa e di blogger esperte...) ne ho presa una, poi due, poi tre..  e poi in corso d'opera, cambiato proporzioni qua e la in base a come si presentava l'impasto, in virtù del fatto che non ho usato planetaria, per cui non saprei chi indicare quale sia stato il mio ispiratore.

Cosa serve PER DUE PANETTONI alti DA 1 KG. L'UNO:

1° impasto: 

250 g. lievito madre maturo (leggere sotto)
460 g. farina forte W 350 per lievitati importanti
180 g. zucchero semolato
170 g. acqua minerale naturale (non del rubinetto si rischia che abbia troppo cloro)
200 g. tuorli (11 tuorli dipende dalla grandezza delle uova)
250 g. burro

2° impasto:

1° impasto lievitato (1.300 g.)
120 g. farina forte W 350 per lievitati importanti
40 g. zucchero semolato
60 g. tuorli (3 tuorli dipende dalla grandezza delle uova)
10 g. sale (2 cucchiaini rasi)
10 g. malto liquido (1 cucchiaino colmo)
50 g. burro
200 g. arancia candita
50 g. cedro candito
300 g. uvetta sultanina lavata e messa in ammollo per una mezz'ora in acqua calda con un pochino di rum, poi asciugata.
i semi di 1/2 bacca di vaniglia
10 g. miele di acacia (1 cucchiaino colmo)
scorza grattugiata di 1 limone naturale

Orario indicativo di lavoro:

1° giorno ore 9.00 circa

Rinfrescare 50 g. di lievito madre impastandolo con 50 g. di farina W 350 e 20 g. d'acqua minerale naturale, fare lievitare 4 ore.


 

dopo 4 ore...


Ore 13.00 circa

Rinfrescare di nuovo: 100 g. di lievito madre con 200 g. farina W 350 e 90 g. d'acqua minerale naturale. Impastare e formare un panetto. Avvolgerlo in un canovaccio pulito. Legarlo come fosse un salame e mettere a lievitare in forno spento con lucina accesa.

Fare lievitare 20 ore.



 2° giorno 


Dopo 20 ore.....



 2° giorno ore 9.00 

Aprire il fagotto con il lievito madre che sarà gonfissimo e duro (segno che il lievito è maturo e ben attivo). Prelevare il cuore della pasta e buttare tutta la parte secca (che sarà molta)  (quella restante "buona" conservarla in frigo come di consueto) pesarne 100 g. impastarla con 200 g. di farina W 400 e 90 g. d'acqua minerale naturale.





Fare un panetto, stenderlo con il mattarello, piegarlo a libro e metterlo, coperto da pellicola, in forno spento con un pentolino di acqua bollente a lievitare per 3 ore. Poi lasciare a temperatura ambiente un'altra ora.
 1

  2

 3

1° piegatura da lievitare..



... dopo 3 ore di lievitazione si presenta così:


Ore 13.00 circa

(Ripetere il procedimento un'altra volta 1,2 e 3). Scartare quindi la parte secca e/o che non serve, prelevarne 100 g. impastare con 200 g. di farina W 400 e 90 g. d'acqua, fare un panetto, stenderlo con il mattarello, piegarlo a libro.

Questa seconda "piegatura" va seguita da quest'operazione: arrotolare la pasta e fare un taglio a croce e metterlo, coperto da pellicola, in forno spento con un pentolino di acqua bollente a lievitare per 3 ore. Poi lasciare a temperatura ambiente un'altra ora.


arrotolare la pasta


 taglio a croce



Messa a lievitare



 lievitata



Tirare fuori dal frigo 250 g. di burro e farlo a cubetti e tirare fuori dal frigo anche una dozzina di uova. Pesare 200 g. di tuorli. (Metterli in una ciotola e coprirli con pellicola sennò si seccano)

Ore 17.00 circa

Preparare il 1° impasto:

Se si ha la fortuna di avere un'impastatrice "seria" bene! Molto bene! 
Quindi nella premessa dicevo... quando ho preparato questo panettone e quindi mi sono aggiustata con il semplice robot da cucina che ho provvisto di ganci... gancini và! Occorre mantenere una bassa velocità. 

Inserire nella ciotola 250 g. di pasta madre, la farina, lo zucchero e l'acqua. Azionare i ganci alla velocità minima o poco più. Fare andare un quarto d'ora. Poi, poco alla volta inserire alternando, burro e tuorli. Ma poco alla volta davvero centellinando gli ingredienti. Non inserire burro o tuorlo se quello precedente (burro o tuorlo) non è incorporato bene nell'impasto. In tutto fare impastare ancora una mezz'oretta. Non avere fretta.

Al termine prendere l'impasto e metterlo a lievitare in una grande ciotola di vetro o ceramica imburrata e coperta da pellicola nel forno spento per tutta la notte. Se la temperatura della casa non è fredda si può lasciare anche a temperatura ambiente.


1° impasto da lievitare (la luce è quel che è.. era sera)




3° giorno ore 8.00

Farsi un bel caffè doppio :-) ma anche triplo, legarsi i capelli e tirarsi su le maniche.

Tirare fuori dal forno l'impasto lievitato.


...eccolo dopo aver tolto la pellicola



Intanto che il caffè passa, tirare fuori dal frigo 50 g. di burro e farlo ammorbidire leggermente al microonde o portarlo a consistenza pomatosa a temperatura ambiente.

Mettere l'impasto lievitato (1.300 Kg.) nella ciotola del robot (o per i fortunelli nella planetaria col gancio) con i ganci, unire gli ingredienti del secondo impasto: lo zucchero, i semi della vaniglia e la scorza del limone grattugiata. Il miele ed il malto. Fare andare i ganci piano-piano.



Unire poi la farina poca alla volta, il sale, I tuorli d'uovo leggermente sbattuti, poco alla volta (continuare a non avere fretta...) non incorporare del tuorlo se il precedente non è assorbito, (mantenere sempre bassi i giri dei ganci), Unire poi sempre poco alla volta il burro morbido. 



Far girare in tutto una bella mezz'ora, unire alla fine i canditi fatti a cubettini e l'uvetta. Far mescolare giusto il tempo per amalgamarli all'impasto poi spegnere.



 Impasto finito. Evviva.. PERFETTO! (si insomma.. per non aver usato la planetaria eh!)


Prendere la bilancia da cucina e mettere sopra un piatto calcolando la tara.

Imburrare leggermente (strofinando proprio il panetto di burro) un piano da lavoro o un foglio di silicone. Fare la stessa cosa con le mani.

Con una raschia o un coltello affilato o una spatola grande, dividere l'impasto in due. Pesare le due porzioni che devono essere uguali. Se uno pesa più dell'altra metà, togliere quel poco di impasto che serve ed unirlo alla parte più leggera.

1) arrotolare le due porzioni (si dice professionalmente "pirlatura" - vedere su youtube caso mai se non si sa di cosa parlo) si tratta di arrotolare la pasta velocemente e formare una perfetta sfera. Mantenere i lembi di sotto.



2) Posizionare le due "palle" su carta forno e coprire con un canovaccio per una mezz'ora. Ripetere l'operazione della Pirlatura, poi prendere i due impasti e, delicatamente, metterli dentro ai due pirottini di carta.


3) Appoggiare i pirottini dentro ad una placca da forno per creare stabilità.







Panettoni in forno a lievitare per la cottura





Mettere a lievitare nel forno spento (con lucina accesa) coperti da pellicola.
Mettere nel forno un pentolino con acqua bella calda per creare umidità.
Dopo tre ore rinnovare l'acqua calda.

Quando la pasta ha quasi raggiunto il bordo (ci vogliono 8 ma anche 12 ore dipende dalla forza del lievito, dalla temperatura, da tante cose insomma....per i miei ce ne sono volute 10 ) tirare fuori dal forno, togliere la pellicola e lasciare asciugare la superficie per 30/40 minuti.

Preriscaldare il forno statico a 180°.

Procurarsi una lametta o un cutter per alimenti molto tagliente e fare attenzione a non farsi male. 

Molto delicatamente incidere la pellicina che si è formata in superficie. Incidere una croce, alzare le orecchie che si sono formate ed inserire fiocchetti di burro. Richiudere le orecchie. Questa operazione è molto delicata, infatti io credo di aver sgonfiato un pochino la superficie avendo usato il cutter invece della lametta o forse la superficie non era abbastanza secca non so.. tant'è che si è abbassato un pochino e ha, secondo me, rovinato la bella cupola lievitata anche in cottura. Pazienza, per noi erano perfetti lo stesso, forse sono troppo pignola..

Infornare i panettoni e dopo 10 minuti abbassare a 160° e coprire con carta d'alluminio la superficie. Cuocere ancora per 40 minuti circa ma controllare. (dicono di non aprire per i primi 45 minuti ma io l'ho fatto e non è successo nessun patatrack) Gli ultimi 20 minuti io ho controllato spesso infilando uno spiedino di legno. Ho tirato fuori i panettoni dal forno quando è risultato bello asciutto. Ossia dopo quasi un'ora per la cottura di due panettoni da 1 kg.

Infilzare subito la base dei panettoni con spiedini di acciaio o ferri da maglia ben lavati e sterilizzati (io li ho lavati con amuchina) formando una croce (vedi foto) e, velocemente, metterli a testa in giù a raffreddare. Devono stare così per 12 ore circa. 
Io ho preso due pentoloni che uso per fare cuocere le conserve e mi sono arrangiata in questo modo. E' importantissima questa fase, pena lo sgonfiamento della cupola.




Poi capovolgerli e metterli in sacchetto di polipropilene speciale per panettoni e colombe, spruzzato con alcool a 95° (quello per fare liquori) I sacchetti si comprano nei negozi specifici di ingrosso e dettaglio carta alimentare - non si trovano nei supermercati.

Buon Natale!!!!


Se replichi la ricetta, visto che non ho usato la planetaria, mi sono regolata da sola, e quindi per piacere, inserisci il link al mio sito.
Grazie







Pigne di pane al miele di bosco con lievito madre

Ho pensato che a Natale a tavola c'è un alimento che viene trascurato, quello più importante per tutti gli esseri umani in tutto il mondo. Spesso non si mangia e, anzi, c'è un grandissimo spreco. Sarà che è il mio cibo preferito, ma mi da un gran fastidio vederlo buttare; è così: si da grande spazio soprattutto ai dolci, ma anche alle paste ripiene, a secondi sontuosi, persino ai contorni arricchiti ed infine grande protagonista è anche la frutta, sia  fresca che secca. E .....il pane?

Ecco che ho pensato fosse carino, magari per invogliare a mangiarlo, di dare una forma che potesse abbellire le tavole Natalizie o, perchè no, a colazione del 25 dicembre, magari con burro e miele.
Ho pensato ad una forma che ricordasse gli oggetti coi quali abbelliamo la nostra casa, che potesse essere fattibile creare. Ecco che ho pensato alle pigne!
Poi volevo abbinarlo ad un buon miele. Ma non solo per l'estetica, bensì anche e soprattutto per il sapore, volevo un gusto ed aroma non troppo dolce, trattandosi comunque di un pane adatto ad abbinare burro e zucchero o marmellata piuttosto che formaggi o mostarde, o ancora a salumi. Dunque questa scelta mi è sembrata la più azzeccata.




Cosa serve:

150 g. lievito madre già rinfrescato (oppure 1-2 g. lievito di birra fresco)
350 g. farina bio tipo 0 macinata a pietra W 280
150 g. farina tedesca finissima (adatta per fare strudel)
1 cucchiaino raso di sale fino marino integrale
2 cucchiaini di miele
250 g. acqua a temperatura ambiente

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 10,00 circa
Rinfrescare il lievito madre e prelevarne l'occorrente indicato nella ricetta, metterlo in una ciotolina, coprirlo con pellicola e tenerlo a temperatura ambiente,  l'altro metterlo in frigo per la successiva panificazione (in un barattolo a chiusura ermetica)

Ore 17,30 circa
Setacciare le farine insieme per mescolarle e per arieggiarle. NON saltare questo passaggio.

Nella ciotola della planetaria (o ciotola capiente se si impasta a mano) mettere tutta l'acqua poi unire le farine, mescolare con una forchetta, coprire con un canovaccio e lasciare riposare una ventina di minuti.
Unire il lievito madre ed il miele. Azionare la planetaria (o riversare il tutto su una spianatoia ed impastare a mano) e fare incordare, quando l'impasto è amalgamato, unire il sale. Non aggiungere olio o burro o strutto. Niente grassi questa volta. (ma se si preferisce, si può aggiungere una cucchiaiata di olio evo).
Mettere l'impasto in una capiente ciotola leggermente oliata e coprirla con pellicola e anche con un canovaccio pulito. 
Lasciare lievitare in frigorifero fino alla mattina successiva, dunque per 14-16 ore.


Prendere l'impasto ben lievitato, riversarlo molto delicatamente sul piano da lavoro. Se occorre leggermente infarinato (l'impasto non sarà comunque appiccicoso, sarà soffice ma ben sostenuto e vellutato) e iniziare a fare le solite pieghe di cui parlo spesso.
Quindi farle per tre volte.
Ogni volta lasciare "puntare", cioè riposare coperto da 3-4 fogli di pellicola sovrapposti e poi da un canovaccio, sul ripiano per 20 minuti.
Riprendere l'impasto. Pesarlo.
Se si usa lievito madre, per mezzo kg. di farina, sarà sul chilo. In questo caso 900 g.


Porzionare ottenendo 6 pezzature. Quindi caduna di g. 1,50 circa.
Devono essere uguali! Se le pezzature hanno peso differente, prelevare un pochino di impasto da quella più grande ed incorporarlo in quella più piccola.
Formare dei cordoncini lunghi circa 50-52 cm.
Con la raschia/tarocco (o un coltellino) praticare dei tagli larghi circa 1 cm. e che siano profondi circa la metà, o poco più, dello spessore del cordone. La base deve essere intatta.
Arrotolare poi su se stesso ogni cordone formando una sorta di chiocciola, dunque per ottenere l'effetto "pigna" simulare una sorta di spirale leggermente conica, MA tenere la mano leggera, ovvero non bisogna stringere la spirale, bisogna invece lasciare spazio alla lievitazione. Appoggiare le spirali-chiocciole sulla placca rivestita con carta da forno.



Coprire con canovaccio pulito ed asciutto e fare lievitare ancora per 2 ore o comunque fino al raddoppio.

Quindi: quando manca mezz'ora alla completa lievitazione, preriscaldare forno statico a 230° Con dentro un pentolino d'acqua bollente sul fondo.
Aspettare ancora 10 minuti da quando si spegne la lucina che indica forno a temperatura.
Infornare per 10 minuti. Ripiano non centrale bensì la misura sottostante.
Poi togliere il pentolino d'acqua, mantenere la stessa temperatura. Per il pane piccolo occorre minor tempo di cottura ma temperatura alta, per le pezzature grandi, temperatura più bassa e in ribasso man mano che cuoce e tempi più lunghi, questo per garantire una perfetta cottura sia esternamente che internamente.
Continuare la cottura delle pagnotte ancora per 15-20 minuti. Dipende dal forno. Il pane deve essere, come sempre, ben cotto e croccante (a me ne sono bastati 15), poi aprire il forno per 5 minuti. Di seguito, spegnere ma lasciare ancora dentro il pane, anche se si deve tenere il portello del forno completamente aperto, per altri 5 minuti prima di sfornare e mettere le pagnotte a raffreddare su una gratella.
"bussando" il fondo deve sentirsi un rumore "sordo-vuoto" come già detto tante volte. Non è facile stabilirne la cottura, occorre esperienza e un po' di fortuna coi forni di casa..

Non so se queste pagnotte assomigliano alle pigne .. mah forse solo nella mia immaginazione :-) ma che buone però! 
Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà
 Grazie






Rolatine di pollo alla cacciatora con patate

Oggi, 1 dicembre, è iniziato il countdown del rinfresco giornaliero del lievito madre per la produzione dei panettoni, pandori e vedremo cos'altro... se ce la faccio (ma mi sembra siano sufficienti i due grandi lievitati per eccellenza), intanto coccoliamoci con questo secondo facile, familiare e semplicemente buono.

Cosa serve:

5-6 sovracosce di pollo disossate
salvia e timo tritati
sale e pepe q.b.
qualche ciuffo di basilico fresco
alloro, rosmarino
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
1 piccola carota
2 fette di prosciutto cotto
3 fette di pancetta arrotolata
mezzo bicchiere di vino bianco secco
olio evo q.b.
una lattina di pomodori pelati a pezzi
4-5 patate
farina q.b.


Fare disossare le sovracosce dal macellaio.
Farle anche battere un pochino.
Aprirle, salarle e  peparle leggermente, cospargerle con gli aromi tritati, distribuire su ognuna del prosciutto cotto e della pancetta.
Chiuderle arrotolandole e fermare la chiusura con stuzzicadenti o con spago da cucina (che saranno più belle da vedere, ma poi i commensali ne diranno di tutti i colori per toglierlo.... e si rischia di fare pasticci essendoci il sugo...ma fate voi :-)))

In una casseruola antiaderente o in rame stagnato, mettere un filo di olio evo, la cipolla tagliata a fettine, la carota tagliata a pezzettini, l'aglio schiacciato e tagliato a metà (poi va eliminato una volta che ha rilasciato sapore), il rosmarino e l'alloro. Tutto a freddo.


Fare soffriggere appena-appena ed unire le rolatine infarinate, girarle non appena prendono un pochino di colore, unire il vino bianco e farlo sfumare bene, aggiungere ora il pomodoro e mezzo bicchiere di acqua, aggiungere il basilico.
Mettere il coperchio, abbassare la fiamma e cuocere per 20 minuti.
Aggiungere le patate tagliate a tocchetti, regolare di sale e pepe e lasciare cuocere a fuoco bassissimo, sempre con il coperchio per altri 30-40 minuti e servire
Naturalmente si possono fare anche con il petto di pollo e la cottura sarà decisamente più breve, ma non risulteranno altrettanto morbide. Sarà che questo piatto mi ricorda l'infanzia, sebbene non sia stata per niente felice,  ma a mio parere questa ricetta è un vero comfort food.




Biscotti morbidi con datteri, mandorle e miele - senza zucchero senza burro

Capita, a volte, che alcune ricette nascano per caso e poi non si abbandonino più; questi biscotti sono il risultato di voglia di qualcosa di buono ma, in regime di dieta, dovendo mangiare senza zucchero e senza burro e dovendo limitare altri alimenti... è un pochino duretta..

... ma non mi sono persa d'animo e ho cercato d'ottenere la dolcezza e morbidezza nei prodotti che fanno bene alla salute, ecco che ho aperto la dispensa ed ho afferrato il miele, la frutta secca e rimasugli di farine (quasi tutte di molini locali) macinate a pietra. 
Biscotti morbidi, molto- molto golosi; piaceranno senz'altro a chi ama gusti meno convenzionali e non stucchevoli ma soprattutto a chi ama mangiare in modo sano senza dover rinunciare al dolce.


Cosa serve:

100 g. farina bio tipo 0 macinata a pietra
50 g. farina bio di canapa macinata a pietra
50 g. farina bio tipo 1 macinata a pietra
1/2 bustina lievito per dolci
45 g. datteri morbidi senza nocciolo
30 g.mandorle sgusciate
45 g. olio evo delicato
1 uovo intero medio
3 cucchiai di mielbio d'arancio
1 cucchiaino scarso di cardamomo in polvere
1 pizzico di sale
acqua fredda q.b. (2 cucchiai circa, ma dipende dalla farina)

Usare la planetaria con l'accessorio foglia, oppure un robot da cucina con il cutter.
In un tritatutto mettere i datteri e le mandorle, usare il tasto impulsi fino ad ottenere un composto tritato grossolanamente, tenere da parte.

Nella ciotola setacciare farine + lievito, aggiungere il cardamomo, il pizzico di sale, l'uovo, il mielbio d'arancio e l'olio. Azionare sul 2 la planetaria per qualche minuto.


Aggiungere la frutta secca tritata precedentemente, fare amalgamare di nuovo un minuto, poi verificare la consistenza che sarà senz'altro appiccicosa data la presenza della frutta secca, ma si deve poter manipolare bene, se il composto è asciutto aggiungere un pochino d'acqua. Io ne ho messi 2 cucchiai ma dipende dalla farina. (Se si vuole fare una variante ed usare una 00 comune, basterà 1 o addirittura non occorrerà)

Assemblare il composto con una mano, direttamente nella ciotola (nel robot.. beh...superfluo dirlo ma non si sa mai: togliere prima il cutter) ed avvolgerlo in pellicola alimentare senza pvc, dando la forma di un panetto rettangolare e metterlo in frigo per almeno un'ora.


Preriscaldare il forno statico a 170°

Stendere la pasta (che, come detto, sarà un po' appiccicosa) con un mattarello infarinato, o su un foglio di carta da forno oppure sul tappetino di silicone; eviterei la spianatoia in legno.
Stenderla non sottile. Non sono delicati pasticcini con tantissimo burro e farina bianchissima, non si sciolgono in bocca, sono tutto il contrario: sono biscottoni rustici ma morbidosi, tutti da mordere,  per cui devono belli spessi, anche se leggeri di peso, per cui abbondiamo con la misura diciamo... un bel centimetro. Quindi con l'aiuto di un tagliabiscotti dalla forma desiderata, io li ho fatti rettangolari, ricavare i dolcetti da mettere un po' distanziati sulla placca del forno, rivestita dalla solita carta.


Impastare i ritagli e ricavare altri biscotti.
Con queste dosi e misure io ho fatto 16 corposi biscotti.

Infornare per 15 minuti, poi spegnere aprire del tutto il forno e lasciare ancora 5 minuti i biscotti dentro a stemperare calore e ad evaporare umidità, poi metterli su una gratella a raffreddare, infine, in una scatola di latta nella quale si conserveranno soffici benissimo per molti giorni.



Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
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Se volete vedere come li ha replicati Mara nella sua versione con cannella cliccate qui

Zuppetta di quinoa e bulgur con baccalà


Cosa serve a porzione:

60 g. mix bulgur e quinoa
120 g. baccalà di ammollato da 2 giorni
olio evo q.b.
un peperoncino piccante qualità arlecchino (o quella che si desidera)
poca cipolla di Tropea
un pezzetto d'aglio
un pezzetto di carota (grande quanto una noce)
prezzemolo tritato q.b.
un cucchiaio scarso doppio concentrato di pomodoro
fumetto di pesce o brodo vegetale q.b. (circa 150-180 ml dipende se si vuole una zuppetta più brodosa o più densa)
sale q.b.

Dopo aver lasciato in ammollo il tempo necessario il baccalà, spellarlo, spinarlo e togliere la pelle. Sbriciolarlo con le mani (avendo l'accortezza di controllare se ci fossero eventuali lische e spine) dentro ad un piatto in modo irregolare, lasciando qualche pezzetto un po' più grosso.

Per la cottura del bulgur e della quinoa seguire le istruzioni sulla confezione, dipende se si è scelto il tipo precotto o meno. (*Io ho portato a bollore acqua salata, come per cuocere la pasta, e fatto bollire i cereali per 12 minuti, scolato bene in un colino grande a maglie fitte)

Intanto preparare il fumetto di pesce con carapace di gamberi e scarti di altri pesci che potete reperire dal pescivendolo oppure optate per un brodo vegetale classico: carota, sedano, un gambo di prezzemolo, poco sale e cipolla. Tenere al caldo.

In una casseruolina fare stufare a fuoco lento un pezzo di cipolla tritata finemente insieme alla carota in un filo d'olio, unire anche l'aglio (che a fine cottura andrà eliminato, poco prima di unire il pesce), aggiungere il fumetto di pesce o brodo vegetale e il doppio concentrato di pomodoro, unire il peperoncino sbriciolato se secco o tritato se fresco e un pizzico di sale.



Fare cuocere 5 di minuti. *Intanto, nel frattempo portare a cottura del bulgur e della quinoa.
Unire prezzemolo tritato al brodo e il baccalà sbriciolato, cuocere 7-8 minuti. Se si dovesse addensare troppo unire un pochino di brodo.
Unire il bulgur e la quinoa al brodo di baccalà, condire con olio evo a crudo e servire bollente.

Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
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Pizzette e salatini di sfoglia.. in attesa del Giveaway


A chi non piacciono le pizzette ed i salatini alzi la mano...
Oggi non una ricetta vera e propria ma un'anteprima: il 23 novembre 2016 (data a me cara) partirà il mio Giveaway che terminerà il giorno dell'epifania, il 6 gennaio 2017. Il tema?

  1. lievitati dolci e salati di Natale
  2. biscotti dolci e salati di Natale
.. ma Vi darò tutti i dettagli dopodomani.. alle ore 11!

...nell'attesa... servitevi pure 😋

Cosa serve per questo vassoio

500 g. di pasta sfoglia per vedere la ricetta clicca qui
salsa pomodoro q.b.
olio evo q.b.
mozzarella sgocciolata q.b.
würstel q.b.
peperoni in agrodolce o arrostiti q.b.
prosciutto cotto q.b.
acciughe sott'olio  sgocciolate q.b.
tonno sott'olio sgocciolato q.b.
farcia ottenuta con ricotta e spinaci lessi e tritati 

facoltativo: origano q.b.
facoltativo: semi di sesamo e papavero

Poi serve:

1 uovo
poco latte


Per le pizzette: stendere, non troppo sottilmente, la pasta sfoglia, copparla con un tagliabiscotti rotondo di piccole dimensioni. Farcire con salsa di pomodoro, precedentemente emulsionata con un goccio di olio evo,  mozzarella e, volendo, origano.


Per i salatini: stendere la pasta, farcire con pezzettini di ingredienti sopra elencati, o con quanto dice la fantasia, arrotolare o dare la forma desiderata. Spennellare con l'uovo sbattuto con un goccio di latte.

Se piace (a me piace! ma stavolta non c'erano a disposizione) cospargere i salatini con semi di sesamo e/o papavero.
Infornare il tutto (saranno due teglie) a 180° statico per circa 15 minuti (dipende dal forno)




Pane leggero alla zucca e farro bianco

Questo pane l'ho voluto fare per dimostrare cosa si può ottenere utilizzando pochissimo lievito di birra fresco! (inorridisco quando leggo 25 grammi per mezzo chilo di farina)  ho usato 3 g. di lievito per quasi 1 kg. di farina, giusto perchè c'è la zucca, e occorre essere sostenuto, altrimenti  avrei usato 1 g.,  lunga lievitazione e grandissima digeribilità, un pane leggerissimo, croccante e molto saporito. Impastato a mano. Ho voluto prepararlo anche per dare un'idea da sfornare alle amiche e amici non sono avvezzi al lievito madre che di solito utilizzo e preferisco.
Spero di avere fatto cosa gradita :-)



Cosa serve per due pagnotte da 800 g. l'una:

Per il lievitino:
3 g. lievito fresco di birra
150 g. farina 0
150 ml. acqua temperatura ambiente

Per il secondo impasto:

Il lievitino precedente
400 g. farina di farro bianca bio
400 g. farina 0 W 280-300
600 g.di zucca cruda con la buccia (ovvero 400 g. polpa di zucca cotta)
2 cucchiaini di sale marino integrale fine
1 cucchiaino colmo di malto d'orzo (se proprio non si ha in casa, sostituirlo con miele ma non è la stessa cosa..)
2 cucchiai di olio evo grezzo
acqua a temperatura ambiente q.b. (circa 180 - 200 ml.) dipende da quanto è rimasta acquosa la polpa della zucca e dipende dalla farina utilizzata (come sempre..)

Mettere nel forno il pezzo di zucca (con la buccia) a 190° finchè, bucandola con una forchetta, si sente morbidissima.


Fare il lievitino, mescolando con una forchetta, all'interno di una ciotolina gli ingredienti sopra elencati. (il lievito sbriciolato nella farina), come si ottiene una sorta di pastella, coprire con pellicola e mettere a lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido. NON sciogliere il lievito nell'acqua riversandola poi nella farina, perchè è poco e in parte rimarrebbe attaccato ad un bicchiere. Io lo sbriciolo direttamente nella farina, molto più pratico e non ci sono sprechi.
Trascorso il tempo (intanto la zucca dovrebbe esser cotta) Prendere una ciotola capiente e inserire nell'ordine:


la farina di farro bianca e quella di frumento setacciate insieme, il lievitino, il malto, l'olio, la polpa di zucca ormai tiepida e frullata con il minipimer. Mescolare con una forchetta, unire, POCA alla volta, acqua q.b. per ottenere un composto che si faccia fatica a mescolare con la forchetta. Unire il sale per ultimo.
Versare l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata ed impastare abbastanza da fare amalgamare bene gli ingredienti. Considerare che sarà un impasto morbido (si otterrà una pagnotta leggera, non dico come una ciabatta, ma sicuramente non compatta e pesante come un pane di campagna) quindi rimarrà in ogni caso appiccicaticcio.
Formare una palla e metterla in una capiente ciotola unta per bene, coprire con pellicola e lasciare maturare in frigo per 14-18 ore  Questo è un impasto con pochissimo lievito e lunga maturazione. Ne conseguirà un'ottima digeribilità e ottimo sapore.


Dunque trascorso il tempo di riposo in frigo, riprendere l'impasto (sarà molliccio) e riversarlo delicatamente sulla spianatoia leggermente infarinata.
Impastare brevemente senza sbattere l'impasto! (altrimenti si perderà la lievitazione...) formare per due o tre volte delle pieghe a libro ed ogni volta coprirlo ed attendere 20 minuti di riposo, poi proseguire dividendo l'impasto in due parti (pesarlo, altrimenti si rischia in cottura che uno rimanga crudo, l'altro bruciato se non è uguale) se si toglie/aggiunge un pezzetto di impasto, non fa niente.. lo si incorpora alla metà più piccola tranquillamente..
arrotolarlo prima da un lato, poi dall'altro, in modo da formare delle pagnotte oblunghe, spolverizzarle di farina e rimetterle a lievitare (sulla placca rivestita da carta da forno), distanziandole il più possibile. Non importa se poi in cottura si attaccheranno.

Con un coltellino affilato ed infarinato, praticare due o tre tagli sulle pagnotte. (se si desidera che siano meno evidenti, praticare i tagli solo prima della messa in forno)
Coprire il pane con un canovaccio pulito e asciutto da cucina e fare lievitare ancora (l'ultima volta!) per circa 3 ore.


Quindi ore 9,30 > ore 12,30 messa in forno.


Accendere il forno a 240° statico mettendo sul fondo un pentolino d'acqua per creare un po' di umidità nel forno
Quando è a temperatura, non prima, infornare.
Lasciare cuocere 20 minuti, poi togliere dal forno il pentolino d'acqua (a questo punto non serve più, anzi il pane deve acquisire croccantezza) ed abbassare la temperatura a 190° statico, continuare la cottura per altri 35 minuti (ma controllare.. il pane deve risultare ben dorato sia sopra che sotto, dipende dal forno, possono volerci 5-10 minuti in più)
Togliere dal forno e mettere le pagnotte su una gratella a raffreddare

Un pane fragrante, colorato, leggerissimo e molto gustoso! si presta molto bene ad essere congelato.

Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie 😉

Crostata al cacao e fichi secchi con mele e pere


Cosa serve per la crosta:

35 g. fecola di patate
4 g. lievito per dolci
190 g. farina 00 180W
15 g. cacao amaro
1 pizzico di sale
80 g. burro freddo
80 g. zucchero semolato
60 g. fichi secchi (qualità morbidi senza picciolo)
1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia
la scorza grattugiata di 1 arancia naturale bio
2 uova intere medie

Cosa serve per la farcia:

2 mele golden
2 pere kaiser
1 noce di burro
2 cucchiai di zucchero di canna grezzo


Preparare la pasta mettendo nella ciotola della planetaria (usando l'accessorio foglia) oppure usando un robot da cucina provvisto di cutter: la farina setacciata con la fecola, il lievito, il cacao e il pizzico di sale. Unire il burro freddo a pezzettini ed azionare l'elettrodomestico qualche istante, si otterrà uno sfarinato.

In un tritino elettrico ridurre in poltiglia i fichi, unirli al composto sfarinato. Unire anche la scorza d'arancia precedentemente lavata ed asciugata (solo la parte arancione, fare attenzione a non grattugiare la parte bianca che è amara) aggiungere anche lo zucchero, l'essenza di vaniglia e le uova.


Azionare nuovamente la planetaria o robot che sia per qualche minuto, affinchè il composto si assembli in modo compatto. Risulterà una pasta morbida.
Avvolgerla in pellicola alimentare e riporla in frigo un paio d'ore (ma se c'è il tempo anche tutta la notte come ho fatto io).


Trascorso il tempo necessario per fare riposare la pasta, accendere il forno ventilato a 170° e preriscaldarlo.
Lavare e sbucciare le due pere e le due mele, tagliarle a fette abbastanza spesse ma corte (diciamo quanto lo spicchio di una clementina), in una padella fare spumeggiare il burro, unire la frutta e subito lo zucchero di canna grezzo. Fare saltare (o mescolare delicatamente con una spatolina di silicone o legno) due o tre minuti. Spegnere e fare intiepidire. La frutta rilascerà la propria acqua.



Nel frattempo tirare fuori la pasta dal frigo, toglierla dalla pellicola e, dopo aver infarinato le mani, maneggiarla per renderla morbida. Infarinare il piano di lavoro (ottimo il foglio di silicone quando si preparano crostate e biscotti con cacao e frutta candita o frutta secca appiccicosa, poi si pulirà in un batter d'occhio, al contrario la spianatoia di legno rimarrà difficoltosa perchè assorbe). infarinare leggermente anche il mattarello e stendere la pasta abbastanza alta, diciamo 1 cm e 1/2, lasciandone da parte un pezzettino per formare poi la consueta griglia.
Lo spessore deve essere generoso perchè il ripieno di questa crostata è abbastanza pesante, dunque non bisogna rischiare che sia fragile e si rompa.

Imburrare ed infarinare (io faccio questo passaggio anche con le teglie antiaderenti, credo durino più a lungo) uno stampo rettangolare cm. 35x10 dal fondo amovibile, molto utile quando si preparano crostate con generoso ripieno (avanzando un pochino di pasta) oppure uno stampo da crostata classico rotondo da 22D. Foderarlo con la pasta stesa rifilando poi i bordi con un coltello dalla punta arrotondata.
Prendere lo stampo e bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta.



Riempire in modo casuale (quindi non allineare le fettine di frutta .. ma poi fate come volete naturalmente! :-)) scolando bene le mele e le pere con una schiumarola (altrimenti la pasta di bagna e risulterà cruda), formare poi una griglietta con la pasta avanzata, stendendola e ritagliandola con una rotella dentellata, o se si preferisce liscia, e mettere in forno per circa 35-40 minuti, dipende come al solito dal forno. Controllare infilando uno stuzzicadenti nella crosta. Deve risultare asciutto.

Negli ultimi 8/10 minuti di cottura consiglio di impostare il forno sullo statico calore inferiore.
Quando la crostata è pronta, spegnere e aprire del tutto il forno ma lasciare ancora lo stampo sulla gratella del forno. Poi sfornare e aspettare che sia completamente fredda prima di sformarla.
P.s. Un consiglio:  Se non si usa uno stampo con fondo amovibile, (rettangolare o rotondo che sia)  essendo delicata, forse meglio servirla direttamente nella teglia di cottura per evitare una possibile rottura.

Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie

Pasta frolla al cacao con fichi secchi

Cosa serve:

35 g. fecola di patate
4 g. lievito per dolci
190 g. farina 00
15 g. cacao amaro
1 pizzico di sale
80 g. burro freddo
80 g. zucchero semolato
60 g. fichi secchi (qualità morbidi senza picciolo)
1 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia
la scorza grattugiata di 1 arancia naturale bio
2 uova intere medie

Preparare la pasta mettendo nella ciotola della planetaria (usando l'accessorio foglia) oppure usando un robot da cucina provvisto di cutter: la farina settacciata con la fecola, il lievito, il cacao e il pizzico di sale. Unire il burro freddo a pessettini ed azionare l'elettrodomestico qualche istante, si otterrà uno sfarinato.


In un tritino elettrico ridurre in poltiglia i fichi, unirli al composto sfarinato. Unire anche la scorza d'arancia precedentemente lavata ed asciugata (solo la parte arancione, fare attenzione a non grattugiare la parte bianca che è amara) aggiungere anche lo zucchero, l'essenza di vaniglia e le uova.

Azionare nuovamente la planetaria o robot che sia per qualche minuto, affinchè il composto si assembli in modo compatto. Risulterà una pasta morbida.

Avvolgerla in pellicola alimentare e riporla in frigo un paio d'ore (ma se c'è il tempo anche tutta la notte come ho fatto io).

E' possibile congelarla


Questa versione non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie

Ossibuchi di agnello con aromi, miele di rododendro e olio di noce

Per questa ricetta ho unito sapori utilizzando prodotti eccellenti  appartenenti a questi territori:


  • Piemonte: (la mia regione) noci e miele di rododendro bio di alpeggio di Rorà (TO) poco distante da casa mia, una mezz'oretta di auto. Melissa del mio giardino :-) 
  • Trentino - Lombardia - Veneto: Tra montagne e lago: Olio evo del Garda
  • Valle d'Aosta: Olio di noce spremuto a freddo
  • Sardegna: Agnello

Cosa serve per DUE persone:

ossibuchi di agnello sardo q.b. (3 se grossi o 4 se piccoli)
1 bicchierino di grappa secca
1 chiodo di garofano
alcuni rametti di timo e rosmarino (del mio giardino)
sale marino integrale e pepe nero macinato fresco q.b.
alcune foglie di melissa (del mio giardino) secca o fresca
brodo vegetale (o acqua)
miele di rododendro artigianale bio d'alpeggio Piemontese q.b. (io quello delle api di un conoscente di famiglia)
un filo d'olio evo del Garda
un goccio d'olio di noce della Valle d'Aosta
il gheriglio di 2 noci


Aromi nel mio giardino: salvia, melissa, timo, maggiorana

Incidere la pellicina esterna in modo che gli ossibuchi non si arriccino in cottura.
In una casseruola antiaderente far rosolare la carne in un filo d'olio evo del Garda, (notoriamente eccellente e delicato) le spezie e gli aromi. (Sarebbe l'ideale creare un sacchettino di garza alimentare in cui racchiuderli, per poi eliminarlo a fine cottura).

Salare e pepare da entrambe le parti, sfumare con la grappa e, quando è evaporata,  coprire con brodo vegetale caldo e mettere il coperchio. Mantenere la fiamma molto dolce. Scuotere il tegame e, di tanto in tanto, rivoltare l'ossobuco; aggiungere brodo o acqua calda se serve.
Cuocere 1 ora e mezza circa.


A fine cottura togliere il chiodo di garofano e gli aromi, (che devono dare sapore, ma il commensale non deve ritrovare tra i denti, ecco perchè il mio consiglio di cui sopra), togliere la carne e tenerla da parte al caldo (ad esempio metterla in una pirofila da forno precedentemente scaldata e poi coprire gli ossibuchi con carta stagnola), unire al fondo di cottura un cucchiaio abbondante di miele di rododendro artigianale bio, le noci ridotte in polvere precedentemente.

Mescolare accuratamente.


Servire gli ossibuchi con la salsina calda e decorare il piatto con un richiamo di miele di rododendro emulsionato con un goccio di olio di noci.
Se si desidera dare croccantezza al piatto lasciare le noci sgusciate e tritate grossolanamente. In questo caso, però, addensare il sughetto facendo sciogliere un cucchiaino di maizena in due dita d'acqua fredda, unirlo al fondo di cottura.

P.s. NON usare l'olio di noce, che è pregiatissimo e molto delicato, in cottura:  va usato esclusivamente a crudo, è un'ottima fonte di Omega-3  / Omega-6, ricco di minerali e vitamine.

Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.

 Grazie


Rape stufate in agrodolce

Per due persone:

400 g. rape violette piccole e sode
2 cucchiaini di zucchero
una noce di burro
un filo d'olio evo
una tazzina di aceto di mele
sale q.b.

Scegliere rape violette (e dentro bianche) sode.
In una padella sciogliere una noce di burro con un filo d'olio evo.

Mescolare lo zucchero all'aceto. Mettere le rape sbucciate e tagliate a fettine e fare saltare un attimo nel burro. Non devono prendere colore o acquisiranno un sapore amarognolo.

Salare, unire l'aceto di mele con lo zucchero e dopo che sarà evaporato coprire a filo con acqua (o brodo vegetale leggero). Mescolando spessissimo, cuocere per una decina di minuti o comunque fino alla morbidezza desiderata.

Se asciuga, aggiungere un pochino di acqua.


Anche se l'aspetto non è goloso, (d'altronde sono rape...) a chi ama questo ortaggio, la versione agrodolce, penso piacerà :-)