Zucca in padella agli aromi dell'orto

Cosa serve:

Zucca q.b.
olio evo q.b.
aromi misti freschi: rosmarino, salvia, santoreggia, timo a piacere (io quelli del mio giardino)
un pezzettino d'aglio
sale q.b.

In una padella, dal fondo spesso o in rame, scaldare un filo di olio evo con l'aglio e gli aromi lavati e ben asciugati (fuoco basso! attenzione a non farli bruciare)


Unire la zucca tagliata a dadini e, mescolando spessissimo, fare cuocere alzando il fuoco per qualche minuto per farla dorare esternamente, poi abbassare la fiamma e continuare la cottura a fuoco moderato una quindicina di minuti o comunque secondo il grado di cottura desiderato.
Salare alla fine
A volte si cercano ricette complicate o si utilizzano tanti e/o inusuali ingredienti per cucinare le verdure, quando poi, secondo me, preparate in modo semplice e sano con aromi che troviamo nei nostri giardini che ne esaltano il sapore, sono più buone.

Arrosticini di ovino e polenta alla piastra.. evviva l'equinozio d'autunno


Oggi non una vera ricetta (sarebbe come spiegare come si prepara una bistecca ai ferri :-)) piuttosto una proposta per salutare l'equinozio d'autunno (è avvenuto ieri) che io amo particolarmente!!! 
Finalmente si respira, l'aria è frizzantina, i colori degli alberi e dei campi si tingono di giallo, arancione, ruggine. IL cielo si vela di svariate tonalità fredde che adoro. I laghi anche.
A tavola si propongono cibi corroboranti ed appaganti. Potrei parlare per ore ma mi fermo qui.


(fotografia coperta da copyright All Rights Reserved http://www.batuffolando-ricette.com/)


Cosa serve a persona:

polenta q.b.
arrosticini di ovino (oppure suino o tacchino o misti) q.b.
un bel panorama da poter ammirare mentre si mangia

Per fare la polenta leggere il mio post cliccando qui
Prepararla il giorno precedente, se possibile.
Tagliarla a fette regolari, spennellare di olio evo una piastra e farla arrostire bene.
Oliare allo stesso modo un'altra piastra (o padella larga antiaderente) e rosolare gli arrosticini pochi minuti per lato. Salare alla fine
Servire! Piatto semplicissimo, super-veloce e buonissimo!




Budino di cioccolato e castagne con nocciola in pasta

Cosa serve:

550 g. latte intero
1 cucchiaino di pasta di nocciole pura
3 tuorli medi
125 g. zucchero semolato fine (o a velo)
6 g.di gelatina in fogli
15 g. farina di castagne
una presa di cannella in polvere
40 g. cacao amaro in polvere
100 g. cioccolato fondente tritato grossolanamente o spezzettato.
burro q.b. per lo stampo


In una ciotola mettere: i tuorli, lo zucchero, il cacao, la farina di castagne e la cannella.
A parte mettere a scaldare il latte in un bollilatte abbastanza capiente. Mettere la gelatina in ammollo in acqua fredda.
Iniziare ad amalgamare gli ingredienti nella ciotola, ammorbidendo piano-piano con qualche goccio di latte che sta scaldando.
Unire poi sempre poco per volta, mescolando, la pasta di nocciola al latte, ed unire il tutto nel composto della ciotola.



Travasare poi nella pentola in cui si è fatto scaldare il latte precedentemente, unire subito anche la gelatina ben strizzata, unire anche il cioccolato fondente.
Riportare sul fuoco, che deve essere medio e, sempre mescolando fare raddensare.
Imburrare leggermente uno stampo a piacere per budini (o più stampini), versare il budino, farlo raffreddare a temperatura ambiente, poi passarlo qualche ora in frigorifero.

N.B. siccome non ho copiato questa ricetta ma è un mio elaborato, replicala pure,mi fa molto piacere e sarò felice di leggere commenti e critiche costruttive, consigli in merito, se la pubblichi sul tuo sito/blog inserisci per piacere il link di riferimento di appartenenza a questo sito.
Grazie!!!






Garitole (finferli) in umido alla nonna Chicca

Mia nonna materna, piemontese, si chiamava Egidia ma tutti noi l'abbiamo sempre chiamata Chicca, era golosissima di garitole, molto più dei (per me insuperabili) porcini, lei faceva un ragù gustosissimo con questi funghi che poi cucinava anche in modo molto tradizionale (ovvero annegati nel burro spumeggiante) 
Non si parlava, all'epoca,  certo di contaminazioni sul come cucinare le pietanze che non fossero cibi del luogo e con ingredienti di stagione comprati al mercato. La cucina leggera era riservata ai convalescenti o a chi non poteva permettersi di comprare un panetto di burro o una bottiglia di buon olio.
Questo per dire che ho intitolato la ricetta col suo nome, (anche se io ho usato una noce di burro e non un etto) ma credo che in ogni famiglia piemontese le gustosissime garitole si cucinassero (e si preparino tuttora) più o meno in questo modo. In umido praticamente, niente di più semplice.
Aggiungo che avevamo, fino a qualche anno fa, una grande casa in campagna e lei, mia nonna, conosceva bene i boschi vicini, sapeva benissimo dove andare a colpo sicuro da poter raccogliere i funghi, ma non ce li diceva :-) quindi era lei che tornava sempre con una cavagna (cesta di vimini) bella colma :-) e ci sbeffeggiava.


Cosa serve:

500 g. di garitole (finferli - gallinacci) - si pronuncia garitule in piemontese
2 spicchi d'aglio
olio evo q.b.
una noce di burro
sale e pepe q.b.
mezzo cucchiaio scarso di doppio concentrato di pomodoro
prezzemolo tritato q.b.


Lavare molto bene i finferli, asciugarli e tagliarli a fette spesse (quelli piccoli lasciarli interi).
In una casseruola antiaderente fare insaporire, senza che prenda colore, l'aglio con un filo d'olio, una noce di burro ed un bel generoso trito i prezzemolo. Unire i funghi rilasceranno parecchia acqua. Cuocere a fuoco alto.


Quando l'acqua di vegetazione è evaporata aggiungere un mestolo e mezzo di acqua tiepida nella quale sciogliere il doppio concentrato di pomodoro. Abbassare la fiamma tenendola media, mettere il coperchio e completare la cottura.

Salare e pepare solo alla fine. Mescolare spesso.
Il tempo di cottura è variabile secondo il gusto personale, possono servire una ventina di minuti per garitole croccanti o anche una mezz'oretta perchè siano morbide. (Assaggiare dunque..) servire.




Risotto al nero di seppia con gamberi argentini (al cognac)


Cosa serve per DUE persone:

160 g. riso carnaroli o vialone nano
olio evo q.b.
brodo vegetale o fumetto di pesce q.b. (circa 650-700 ml.)
200 g. gamberi argentini (che sono belli grossi e carnosi)
sale e pepe q.b.
prezzemolo q.b.
cipolla di Tropea q.b.
vino bianco secco q.b.
cognac q.b.
1 sacca di nero di seppia SOLO se sicuri della freschezza! (deve essere stata pescata non più di 24 h prima, altrimenti optare per una bustina da 4 g.)


Per prima cosa sgusciare i gamberi e pulirli bene incidendo, con un coltellino, il dorso per eliminare il budello, lavarli poi sotto acqua corrente fredda e tenerli da parte.


Preparare il fumetto di pesce con il carapace del gamberi e scarti di altri pesci che potete reperire dal pescivendolo oppure optate per un brodo vegetale classico: carota, sedano, un gambo di prezzemolo, poco sale e cipolla. Tenere al caldo.
In una casseruola antiaderente e capiente fare stufare cipolla q.b. in un filo d'olio, unire il riso e mescolando, farlo tostare, sfumare con vino bianco (due dita) e, sempre mescolando, farlo evaporare.

Unire poco alla volta il brodo, mescolando spessissimo, quasi continuativamente.
Intanto in un padellino scaldare un filo d'olio evo e, a fuoco vivace, mettere i gamberi: devono cuocere  30 secondi per parte. Quando li girate, unire un bicchierino scarso (da liquore) di cognac, lasciare evaporare, Spegnere.
Dopo 8 minuti di cottura del riso, unire il nero di seppia e continuare la cottura sempre unendo poco alla volta il brodo e sempre mescolando. A due minuti dalla fine della cottura, unire i gamberi. Pepare. Assaggiare se c'è da regolare di sale. Occorre tenersi cauti, il nero di seppia è già sapido.

Per un effetto puramente cromatico di impiattamento, lasciare qualche gambero da parte per guarnire il piatto volendo. Io li ho inseriti tutti nel risotto, non mi interessava l'estetica, in questo caso.
Spegnere e mantecare con un filo d' olio evo a crudo e prezzemolo tritato. Attendere 2-3 minuti e servire.


Antipasto di fagioli dall'occhio e tonno

... lo so che i legumi vanno abbinati agli ortaggi e non con altre proteine ma.. santo cielo! Come resistere all'antipasto probabilmente più veloce, ma il più goloso che esista nel ricettario Italiano? (ogni regione asserisce che sia sua di origine ed il piemonte non è da meno)


Cosa serve per 4 porzioni:


200 g. fagioli dall'occhio già lessati (pesati cotti)

1 pomodoro cuore di bue
cipolla rossa q.b. (un pezzettino)
160 g. tonno al naturale
prezzemolo tritato q.b.
sale e pepe nero q.b.
olio evo e succo di limone q.b.
1 foglia di alloro


Sciacquare i fagioli mettendoli in un colino, eliminare eventuali impurità, metterli in ammollo 2-3 ore (Io ho usato fagioli freschi, se si adoperano secchi occorreranno 8-12 ore), scolarli e farli lessare in acqua abbondante con la foglia di alloro per 30 minuti Controllare con la forchetta dovrebbero essere perfetti, devono risultare morbidi ma assolutamente non disfatti, ci impiegano poco a cuocere sia perchè sono piccoli, sia per la qualità, pregiata e delicata, che per il fatto di essere stati appena colti.
Scolarli, passarli sotto un getto di acqua fredda corrente.


Quando ben scolati (un'idea in più: il brodo dei fagioli non buttatelo! si può utilizzare per saporitissime zuppe o risotti, magari con la salsiccia o, perchè no, con i gamberi) metterli in una ciotola, aggiungere il tonno scolato e sminuzzato (se si preferisce quello sotto'olio va bene lo stesso ma rimanere poi più scarsi nel condimento), il pomodoro lavato e tagliato a cubettini piccoli, (i semi vanno eliminati), la cipolla tritata ed il prezzemolo, regolare sale e pepe, poi condire con un'emulsione fatta con olio evo e succo di limone.
Lasciare insaporire in frigo coperto da pellicola un'oretta. Impiattare e...
Servire! Gnam.. buono!


N.b. nella ricetta originale il pomodoro non c'è, io ho voluto aggiungerlo per dare acidità e colore al piatto ed è prevista una dose generosa di cipolla, tagliata a rondelle. Invece io ne ho messa un'idea e tritata.


Teglia di zucchine con ricotta al timo


Cosa serve per due persone:

600 g. zucchine chiare novelle medie
200 g. ricotta fresca
una manciatina di timo fresco (se disponibile qualità limoncino)
70 g. prosciutto cotto tagliato a cubetti
sale e pepe
2 pomodori freschi s.marzano
olio evo q.b.
parmigiano e pecorino romano grattugiati insieme q,b,
pangrattato q.b.


Mondare, lavare ed asciugare le zucchine, tagliarle molto sottilmente per il lungo.
Portare a bollore abbondante acqua salata, tuffare per un minuto i pomodori, scolarli con una schiumarola e pelarli.
Nella stessa acqua sbollentare per due minuti (non di più) le zucchine, scolarle e passarle sotto un getto di acqua fredda.


In una ciotola mescolare la ricotta con un filo d'olio evo, sale, pepe, il timo ed il prosciutto cotto. (se avete ospiti vegetariani, omettetelo, in modo tale che potrete servire questa teglia a tutti i commensali)
In una teglia che possa andare in forno oliata e cosparsa di pangrattato, alternare stati di zucchina, pezzetti di pomodoro, la crema di ricotta col prosciutto e parmigiano + pecorino grattugiati.
Finire con uno strato di zucchine, parmigiano, una spolverata di pangrattato ed un filo d'olio.



Mettere in forno ventilato a 180° preriscaldato, per 40 minuti circa o fino a che si sia formata una bella crosticina in superficie.
Sfornare, attendere una decina di minuti e servire. Ottima anche il giorno successivo

N.B. siccome non ho copiato questa ricetta ma è un mio elaborato, (malgrado ce ne siano centinaia di ricette simili, naturalmente..) replicala pure,mi fa molto piacere e sarò felice di leggere commenti e critiche costruttive, consigli in merito, se la pubblichi sul tuo sito/blog inserisci per piacere il link di riferimento di appartenenza a questo sito. Grazie!!!

Torta gluten free di carote (con farina di riso)



Cosa serve:

150 g. fecola di patate
100 g. farina di riso
1 pizzico di sale
170 g. zucchero semolato
la scorza grattugiata di mezzo limone naturale
1 bustina di cremor tartaro
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
3 uova intere
220 g. carote grattugiate
120 g. burro fuso ma freddo
latte q.b.

Facoltativo: zucchero a velo q.b.

Tirare fuori dal frigo le uova un'oretta prima di fare il dolce.
Grattugiare le carote precedentemente pelate e lavate.
Accendere il forno a 180°

Nella planetaria o in una ciotola mettere le farine setacciate con il lievito, lo zucchero, unire le uova intere ed  il burro.
Azionare la frusta e far amalgamare bene. Aggiungere un pizzico di sale e la scorza del limone.
Unire, in ultimo, le carote grattugiate. Se occorre unire qualche cucchiaio di latte. L'impasto deve essere morbido e "scrivere", ossia: se si alza un cucchiaio di impasto e lo si fa ricadere nella ciotola, deve formare un nastro. Quella è la consistenza giusta.
Versare il composto in una tortiera da 22D imburrata ed infarinata e mettere nel forno per circa 40/45 minuti. Fare la prova stecchino.

Togliere dal forno e, quando è raffreddata, servire. Se piace si può spolverizzarla di zucchero a velo. Io l'ho lasciata al naturale.


Cous-cous speziato con pesto, olive e verdure

Che c'entra il cous-cous con il pesto genovese e le olive taggiasche? ... niente.
Ma in frigo avevo quello da fare "andare" e mi sono detta: "beh il pesto con la pasta è (ovviamente) ok... le olive taggiasche anche perchè non potrebbero abbinarsi bene al cous-cous che sempre grano è?" e infatti è piaciuto. Certo se magari non avessi usato il piatto giallo, avendo preparato una pietanza gialla dovuto alla presenza del curry e ella curcuma...magari un po' di contrasto avrebbe reso maggiormente l'dea .. ma vabbè pace.

Cosa serve:

250 g. cous-cous precotto
acqua q.b. (leggere sulla confezione - può essere diversa da un tipo ad un altro)
1 cucchiaino curry
1 cucchiaino curcuma
sale e pepe q.b.
2 cucchiai olio evo
2 carote
2 falde di peperone carnoso rosso
1 pezzetto cipolla rossa
1 cucchiaio pesto genovese (classico con aglio!)
2 cucchiai olive taggiasche denocciolate al naturale

Mettere il cous-cous in una ciotola.

Fare sciogliere nell'acqua l'olio, il curry e la curcuma, unire un trito grossolano fatto con: 1 carota, 1 falda di peperone e poca cipolla, salare e portare a bollore. Versare il tutto sul cous-cous.
Unire 1 cucchiaio di olive tagliate a metà, aggiungere una macinata di pepe ed il pesto. Mescolare, mettere un coperchio e lasciare riposare 10 minuti.
Trascorso il tempo, mescolare nuovamente, aggiungere un filo d'olio se necessario, e servire guarnendo con le altre olive, la carota ed il peperone rimasti tagliati sottilmente per lungo (utilizzando un pelapatate).


Può essere un primo piatto o un antipasto. Può essere tranquillamente preparato con anticipo e portato in ufficio, può essere consumato freddo o appena intiepidito al microonde... insomma è versatile.

Ricetta semplice ma non copiata, se la prepari e la posti, per piacere inserisci il link al mio blog, grazie!!!

Budino caramellato al cocco

Cosa serve:
400 g. latte di cocco (una lattina)
200 ml. panna liquida fresca
30 g. cocco rapè
120 g. zucchero di canna grezzo chiaro
la polpa di 1/2 bacca di vaniglia
4 uova intere grandissime xxl

Poi serve:
40 g. zucchero semolato per il caramello
2 cucchiai di cocco rapè + una spolverata per decorare
un ciuffo di menta o melissa (facoltativo) per decorare



Prima di tutto fare il caramello mettendo in un pentolino con il fondo spesso lo zucchero e, senza mescolare mai, ma muovendo solamente il pentolino, farlo sciogliere finchè diventa caramello a fuoco medio, poi travasarlo nello stampo da budino/ciambella e rivestire il fondo e parte delle pareti. Quando si è intiepidito e solidificato, cospargere sul fondo due cucchiai di cocco rapè.

Preriscaldare il forno statico a 180°.

In un pentolino mettere sul fuoco il latte di cocco con la panna, mescolare ogni tanto e fare scaldare senza portare ad ebollizione, poi spegnere e lasciare intiepidire. Intanto in una capiente ciotola, sbattere le uova intere con lo zucchero e la polpa della vaniglia, il composto non deve montare, non deve incorporare aria, ma amalgamarsi bene fino a quando lo zucchero sarà ben incorporato, in questo modo si eviteranno i buchi antiestetici poi nel budino cotto. Unire alla fine i 25 g. di cocco rapè e, a filo, il latte + panna ormai tiepidi (non aggiungere il liquido alle uova se è caldo altrimenti si otterrà un composto che avrà il sapore di frittata perchè le uova si coagulano se si unisce liquido caldo a uova crude).



Appena amalgamato il tutto, versarlo delicatamente dentro lo stampo con il caramello e il cocco rapè sul fondo, mettere lo stampo dentro una pentola appena più grande di diametro dello stampo, contenente acqua calda, e cuocere in forno a bagnomaria per un'ora abbondante.




Togliere dal forno, lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi riporre in frigo per almeno 2-3 ore (ma anche di più se possibile), al momento di servire, mettere su un piano uno o due canovacci piegati, prendere lo stampo e dare un colpo secco sbattendo lo stampo sul ripiano (ma senza esagerare..) in questo modo il dolce si dovrebbe agevolmente staccare senza dover immergere lo stampo in acqua calda rischiando di rovinare la consistenza del budino. Capovolgere dunque su un piatto di portata, dare una spolverata sui bordi del budino con un paio di prese di cocco rapè e servire (volendo guarnendo con un ciuffo di menta o melissa fresca)

N.B. siccome non ho copiato questa ricetta ma è un mio elaborato, (malgrado ce ne siano centinaia di ricette simili, naturalmente..) replicala pure,mi fa molto piacere e sarò felice di leggere commenti e critiche costruttive, consigli in merito, se la pubblichi sul tuo sito/blog inserisci per piacere il link di riferimento di appartenenza a questo post.
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Come conservare per lungo periodo il lievito madre: fare il lievito madre secco



Cosa serve: (naturalmente le dosi sono facoltative, la cosa importante è mantenere la proporzione 1:1)

60 g. lievito madre maturo e attivo rinfrescato la sera precedente (e poi mantenuto in frigo)
60 g. farina tipo 0 W 200-280
1 barattolino piccolo in vetro
1 sacchetto per congelare alimenti piccolo
2 etichette

Mettere nel robot da cucina, usando un cutter, il lievito madre (tirato fuori dal frigo 30-40 minuti prima) e la farina. Usando il tasto ad impulsi (per non fare surriscaldare il composto) tritare per ottenere uno sfarinato piuttosto fine ma NON in polvere, NON esagerare.




Mettere lo sfarinato ottenuto su un vassoio rivestito da carta da forno. Scuotere spesso il lievito madre secco e lasciarlo asciugare per una mezza giornata scarsa in luogo ben arieggiato.



Trasferire il lievito madre secco in una ciotola, impacchettare la ciotola con carta da forno (o carta del pane) in modo che non prenda umidità ma in modo che "respiri" ecco perchè non va usata la pellicola o nylon vari.. e riporre in frigo per una notte.


La mattina successiva dividere il levito madre secco e confezionare:


  1. un vasetto
  2. un sacchetto per congelare alimenti

Naturalmente io non mi sono fatta mancare niente e ho adottato entrambi i sistemi, va da sè che ognuno poi possa decidere per l'uno o l'altro in base alle proprie esigenze.

Etichettare entrambi scrivendo il contenuto e la data di confezionamento, poi conservare il barattolino in frigorifero e il sacchetto nel freezer.

In questo modo si potrà andare tranquillamente in vacanza e/o si potrà non panificare prendendosi una pausa dall'impastare ed infornare ed anche dall'obbligo di dover rinfrescare il nostro lievito madre.

Si conserverà molto bene per lunghi periodi in frigorifero (1-2 mesi) e in freezer (4-5 mesi).

Per riattivare il nostro lievito madre sarà sufficiente aggiungere acqua in quantità adeguata per ottenere il  consueto composto, dopo 3-4 rinfreschi tornerà pimpante.


N.B. Anche se alcuni conosciutissimi blogger dicono che non si fa, che non va bene... io mi fido di più dell'esperienza di un panettiere che fa questo mestiere da 40 anni. Che conosceva bene mio marito ed era stato gentilissimo da spiegarmi alcuni meccanismi in panificazione (poi si impara strada facendo..come in tutte le cose, io non peso più il lievito madre e farina e acqua quando rinfresco, faccio ad occhio e va benissimo! non stiamo li a diventare matti mica è alta pasticceria! Voi direte: "ma se nel post c'è la foto con la bilancia" rispondo: "Si, proprio perchè ho deciso di scrivere un post dedicato e, chi mi conosce, sa che io metto sempre le foto coi passaggi, ad esclusione di quando cucino a casa di altri o sono di corsa) Sicuramente questo fornaio non sa nemmeno come funziona internet, ogni tanto sbaglia i congiuntivi, non sa indicarti le dosi esatte perchè fa anche un po'  di casino con i grammi e gli etti e via dicendo e perchè lui ormai non va solo ad occhio.. ma va ad occhi chiusi.. eppure fa un pane che è una meraviglia senza essere un purista e senza avere la puzza sotto il naso di credersi chissà chi.. anzi. 

Ebbene lui panifica col lievito madre solo una volta solo la settimana perchè i suoi clienti a Torino, così richiedono. Dunque lui il lievito madre lo congela! quando rinfresca per panificare, ne toglie un pezzo e lo congela avvolto da carta da forno! Poi toglie il lievito dal congelatore il martedì, lo lascia a temperatura ambiente, quando scongelato lo rinfresca due volte e il giovedì mattina trovi caldo, profumatissimo e fragrante il suo pane sia bianco che di semola in grandisssssime pezzature (2-4 kg.) nel suo forno.

Dunque la domanda nasce spontanea.. io ho già provato a congelare il mio lievito madre? Si. Posso dire la mia esperienza? No. Si è scassato il congelatore lo scorso anno. Ora l'ho ricongelato. Sia nudo e crudo in forma solida, che secco, in polvere come sopra. Poi vi dirò.. se non sarò sommersa dal lievito madre che si sarà impossessato della mia casa e di me (o se non si scassa di nuovo il frigo..) testerò e aggiornerò il post.

Melanzane al gratin con pomodoro, formaggio ed erbe aromatiche


Cosa serve per DUE persone:

n. 2 melanzane
250 g. polpa di pomodoro crudo a pezzi/filetti (io quella che faccio in casa)
alcune foglie di basilico
60 g. formaggio francese morbido tipo taleggio (o taleggio stesso)
n. 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
n. 2 cucchiai di pane raffermo grattugiato
olio evo q.b.
n. 1 cucchiaio di capperi sotto sale
un misto abbondante tritato di: prezzemolo, maggiorana, scalogno, salvia, timo

Poi serve:
sale grosso q.b. (per spurgare le melanzane)


Lavare le melanzane e tagliarle per il lungo non troppo sottilmente, altrimenti arrostendole bruciano.
Metterle a strati in un colapasta, cospargendole di sale grosso per fare tirare fuori l'acqua amara di vegetazione, coprire con un piatto e lasciarle un paio d'ore. Poi sciacquarle sotto il getto di acqua fredda del rubinetto, asciugarle bene.
Spennellare ogni fetta con un goccino di olio evo e farle arrostire in una padella antiaderente da entrambi i lati, fuoco medio, mi raccomando, non devono bruciare. Tenere da parte.

Preparare il pomodoro, sbucciandoli, eliminando i semi e tagliandolo a filetti. Metterlo in una ciotola, salare un pochino e condire con poco olio e foglie di basilico (io uso quello che conservo al naturale nei barattoli, per la ricetta clicca qui)


Preparare la parte croccante e gustosa del piatto mettendo in una ciotolina tutti gli altri ingredienti, tranne il formaggio molle francese (o taleggio), unire i capperi dissalati sotto acqua corrente, strizzati e tagliuzzati a coltello e condire con un filo di olio evo ed amalgamare.

Preriscaldare il forno a 190°
Assemblare il piatto: oliare una teglia non troppo grande in modo da ottenere quattro strati, fare uno strato di melanzane leggermente sovrapposte, in orizzontale, il seguente in verticale, quello dopo di nuovo orizzontale ecc (come si fa per le lasagne), aggiungere qualche cubettino di formaggio francese, pezzetti di pomodoro e basilico qua e là, senza strizzarli troppo, la benissimo che si sia un po' di acqua di vegetazione, poi unire una spolveratona abbondante del mix parmigiano, pangrattato ed erbe aromatiche.
Infornare per 50/60 minuti. Togliere dal forno, coprire con il coperchio della teglia se c'è o con carta di alluminio (in modo da creare vapore e renderle morbide e ancora più gustose) lasciare riposare una bella mezz'ora e servire tiepide/temperatura ambiente.
(buone anche fredde e buone anche preparate il giorno prima)


Focaccine con aromi freschi dell'orto (e lievito madre)

Cosa serve:

500 g. farina 00 per pizze e focacce (W 170-180)
230 g. acqua (circa dipende dalla farina)
60 g. latte
2 cucchiaini rasi di sale fino
fleur de sel (o sale grosso marino integrale) q.b.
3 cucchiai di olio evo (+ quello per l'emulsione)
alcuni aghi di rosmarino
2-3 pizzichi di santoreggia sbriciolata
origano q.b. (possibilmente fresco)
120 g. lievito madre già rinfrescato (oppure 3 g. lievito di birra fresco)

Mettere nella ciotola la farina con il latte, il lievito e l'olio.
Iniziare ad impastare inserendo, poco alla volta l'acqua appena-appena tiepida. Se si ha la planetaria farla girare sulla velocità 2 e aumentare poco alla volta fino alla 4.
Unire il sale, l'origano, la santoreggia e il rosmarino a piacere spezzettato con le mani.
Potrebbe avanzare dell'acqua come potrebbe occorrerne ancora un po' (ma è difficile); deve risultare un impasto abbastanza compatto ma non duro, sicuramente non appiccicoso.

Oliare una ciotola capiente, mettere l'impasto, coprire con pellicola alimentare e mettere nella parte bassa del frigo a lievitare tutta la notte.
La mattina tirare fuori la ciotola e lasciarla (sempre coperta) a temperatura ambiente almeno un'ora.


Sulla spianatoia leggermente infarinata stendere l'impasto col mattarello, lasciandolo abbastanza spesso (diciamo 1 cm.) tagliare col coppapasta (o in assenza con un bicchiere) dei cerchi di pasta.




Mettere le focaccine sulla placca ricoperta da carta forno, ben distanziate. (io ho usato la placca del forno + un'altra teglia) formare con le dita dei buchini. Ricoprire con pellicola tenendola un po' sollevata (mettere quindi sulla placca un attrezzo/stampo/bicchiere - quel che si vuole) e fare lievitare un'oretta e mezza.


Preriscaldare il forno a 190°.
In una ciotolina emulsionare bene olio evo con un goccio d'acqua e con l'aiuto di un pennello, spennellare


abbondantemente le focaccine. Cospargere poi con qualche granello di fleur de sel (o sale grosso marino integrale) ed infornare per 20/25 minuti. Dipende dal forno e dipende da quanto sono spesse le focaccine. Devono essere ben dorate ma soffici.
Si servono tiepide o fredde sia con farciture salate che dolci


N.b. non ho copiato questa ricetta da nessuna parte, quindi replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. Grazie! :-)

Contest di Ma come cucini "Ci offrite la colazione?" HO VINTO!

Sono felicissima di avere vinto il Contest "Ci offrite la colazione?"  del blog Ma come cucini?



Le mug sono strepitose! Bellissime, ancora di più dal vivo :-) e, giuro, sembrano scelte appositamente da abbinare al mio servizio di piatti!
Sono arrivate perfettamente imballate ed incartate con deliziosa carta rosa che profumava di sapone di marsiglia. Un piacere ed una gioia anche a spacchettare.

Ringrazio ancora di cuore Elisabetta e Maria Pia per avere scelto la mia ricetta :-)