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Welcome!

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mercoledì 22 novembre 2017
Cosa serve:
100 g. lievito madre già rinfrescato 3/5 ore prima; se si vuole utilizzare il lievito di birra usarne 6-8 g. fresco sbriciolato aggiunto alle farine.
100 g. farina 0 W 220/240
150 g. farina 0 manitoba W 340/360
100 g. mix farina segale e farro
20 g. farina di mandorle
1/2 cucchiaio malto d'orzo in polvere bio
1 pizzico di sale
1 uovo medio intero
125 g. yogurt bianco magro
40 g. burro
70 g. latte
30 g. zucchero di canna grezzo chiaro
60 g. melata di abete Mielbio
la scorza di mezzo limone di Amalfi (importante usare questo limone molto-molto aromatico e molto grande, diversamente se non lo trovate, usate la scorza di 1 limone naturale a foglia)

Per la superficie serve:
mandorle a lamelle q.b.
1 uovo
latte q.b.

Per accompagnare serve:
confettura alle more di rovo fiordifrutta Rigoni di Asiago q.b.


Setacciare le farine e mescolarle bene.
Nella ciotola della planetaria usando l'accessorio foglia (oppure se si impasta a mano, in una ciotola capiente) unire il lievito spezzettato con le mani ed iniziare a miscelare.
In una ciotola fare sciogliere (ma non completamente) a bassa potenza, nel microonde, il burro con il latte, proprio pochi secondi. Unire la melata e lo zucchero, mescolare per farli sciogliere. Unire poco alla volta all'impasto che sta incordando in planetaria (o a mano).
Unire infine l'uovo e lo yogurt, continuare ad impastare a velocità bassa ed unire infine il sale e la scorza del limone.
L'impasto si presenterà appiccicoso; ungere le mani con poco burro e dare una serie di pieghe direttamente nella ciotola. Lasciare l'impasto riposare per 20 minuti poi trasferirlo sul piano da lavoro, dare di nuovo una piega a libro e di seguito metterlo in una ciotola (dopo averla passata con un pezzettino di burro freddo o spennellata con poco olio) a lievitare fino al raddoppio.


Come al solito subentra in gioco la stagione, la temperatura ed umidità dell'ambiente per determinarne in tempo e, non per ultimo, la forza del lievito madre. Il mio è decisamente forte e maturo, se più recente sarà meno arzillo e ci vorrà più tempo perchè avvenga la corretta lievitazione; al contrario, se si adopera lievito di birra fresco, i tempi si accorceranno.
Riprendere l'impasto, rovesciarlo delicatamente sul piano da lavoro appena-appena infarinato e con l'aiuto di un tarocco, dividere l'impasto in 5 parti (pesarle) formare dei salsicciotti ed intrecciarli come si desidera. Io, usando il lievito madre ho ottenuto un impasto del peso di 800 g. circa, indi per cui ho ricavato 5 porzioni da 160 g. l'una per formare una treccia doppia.



Imburrare ed infarinare uno stampo da cm. 27x10, mettere dentro delicatamente la doppia treccia di panbrioche.
Coprire con un canovaccio e mettere a lievitare fino a che arrivi al bordo dello stampo, io l'ho lasciata lievitare 4 ore (se si usa lievito di birra sicuramente occorrerà minor tempo, come detto precedentemente)


Preriscaldare il forno ventilato a 190° (io ho la funzione cottura pane che è un ventilato più potente nella parte inferiore, vedete voi conoscendo il vostro forno se utilizzare la funzione ventilato o statico, in questo caso aumentare di 10° la temperatura del forno) se non l'avete consiglio di posizionare la griglia del forno non in centro ma il piano appena sottostante.


Riprendere la treccia. Sbattere un uovo intero con un goccio di latte e spennellare con molta delicatezza, senza premere, in modo uniforme e senza creare colature, la superficie della treccia.
Infornare quando il forno è a temperatura per 15 minuti, poi abbassare il forno a 170°, coprire la superficie del panbrioche con carta di alluminio (fare questa operazione più rapidamente possibile facendo attenzione a non scottarsi) e lasciare cuocere ancora altri 25 minuti circa. Controllare infilzando uno stuzzicanti esattamente come si fa per le torte.
A cottura avvenuta, spegnere ed aprire il forno, eliminare la carta di alluminio ma lasciare ancora all'interno la treccia di panbrioche per cinque minuti, in modo che inizi ad evaporare l'umidità all'interno del dolce.
Poi toglierla dal forno. Quando lo stampo è tiepido da poterlo tenere in mano senza problemi, sformare la treccia semplicemente capovolgendola sul palmo della mano, metterla su una gratella a raffreddare.

Io l'ho servito con la confettura alle more di rovo che, con le mandorle e la melata, si sposa benissimo.

Per cortesia se replichi la ricetta che è di mia inventiva, inserisci nel tuo post il link di riferimento al mio sito, grazie! 




Con questa ricetta partecipo al contest "belli da vedere, sani da mangiare" di Rigoni di Asiago  Food Blogger Rigoni



21 commenti:

  1. Cara Simona, una ricetta chiara e si vede anche il risultato, certo che per la prima colazione un paio di pezzi andrebbero bene.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ormai i tuoi gusti li so caro Tomaso e sono contenta che ti piaccia! Un caro saluto e un abbraccio e te 🤗

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  2. Complimenti Simona! E' superlativo!
    Immagino il profumo appena sfornato!
    Un abbraccio
    Sy

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh guarda Silvia ... è complicato trattenersi dall’affettare e affettare e affettare 😁

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  3. Ciao Simona,
    il fascino degli impasti lievitati nella tua bellissima treccia trova anche una notevole realizzazione estetica per un composto rustico e raffinato ad un tempo!
    Complimenti e saluti
    Marilena

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marilena, ti ringrazio per avere apprezzato il mio panbrioche e per il tuo commento davvero molto gradito. Un abbraccio a presto!

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  4. Wow che meraviglia, adoro le farine alternative, ti è venuto benissimo, complimenti! Baci!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Molly! Anche io le amo moltissimo e mi piace sperimentarle un po’ tutte 😉

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  5. Vedere le varie foto e la trasformazione di questo panbrioche e' un piacere per gli occhi.
    Bravissima!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni tanto mi dico ma chi me lo fa fare di fotografare passo-passo ... è una faticaccia. Poi, però, mi scrivono che hanno seguito alla lettera i procedimenti e sono soddisfatti, ed io più di loro ... ecco che se è un piacere per gli occhi per chi guarda, lo è maggiormente per me 🤗

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  6. Ma che meraviglia Simo...domattina sono a fare colazione da te :-P

    RispondiElimina
  7. Eh cara mia: nei lievitati sai davvero il fatto tuo: bellissima e certamente tanto buona questa treccia Di panbrioche, ti abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Cri, sei sempre gentilissima. I lievitati Sono la mia più antica passione, di una vita, è il caso di dirlo 😉

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  8. E' bellissima Simo! Complimenti e in bocca al lupo per il contest :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono felice che ti piaccia 😘 grazie per l’augurio... ho giusto quasi finito le mie scorte 🤞

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  9. Basta guardare il tuo panbrioche e vien subito acquolina in bocca. Si nota la morbidezza e poi, con le mandorle che a me piacciono tanto, che voglia !

    RispondiElimina
  10. omammamia che treccia superlativa! Davvero bella da vedere e sana da mangiare. Azzeccatissimo anche l'abbinamento con le more :)
    In bocca al lupo per il contest!
    Un bacione

    RispondiElimina

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