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Spezzatino di tacchino in bianco con funghi

Questo è un secondo piatto molto gustoso e leggero, la carne risulta tenerissima e succulenta, buonissimo anche riscaldato il giorno successivo.

Puoi provare anche il mio spezzatino di vitello al porto con zafferano e piselli oppure lo spezzatino di faraona al brandy e, perchè no, lo stufato al mirto con patate


Cosa serve per 3/4 persone:

600 g spezzatino di tacchino (coscia)
50 ml latte
un bicchierino vino bianco secco
300 g funghi misti freschi
brodo di carne o vegetale q.b.
trito di: carota, cipolla, sedano, aglio q.b.
rosmarino, salvia, alloro, prezzemolo q.b.
un piccolo peperoncino intero (opzionale)
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
farina bianca q.b.

Versare un filo d'olio evo in un capiente tegame antiaderente, rosolare il trito delle verdure insieme a un rametto di rosmarino, un ciuffo di salvia e due foglie di alloro, poi aggiungere lo spezzatino leggermente infarinato, fare dorare da tutti i lati poi sfumare con il vino bianco, quando è evaporato unire brodo caldo fino a coprire la carne, mettere il coperchio e cuocere mezz'oretta circa mescolando ogni tanto, aggiungere quindi i funghi tagliati e affettati non finemente, salare e pepare, unire il peperoncino se piace (andrà poi eliminato a fine cottura), aggiungere ancora brodo se necessario poco alla volta e terminare la cottura (altri 30 minuti circa). Aggiungere prezzemolo tritato gli ultimi 5 minuti. Servire caldo con il suo intingolo



Lonza alle mele

La carne di maiale (questo vale anche per il pollo, il tacchino, il coniglio, anatra, galletto, faraona...) essendo carne bianca. dev'essere cotta il giusto, non troppo altrimenti diventa stopposa e asciutta, ma nemmeno troppo poco (viceversa, la carne di vitello e manzo gradisce essere brasata a lungo). Le fette devono risultare bianche o leggermente rosacee, ma proprio appena-appena. Se in casa avete a disposizione un termometro a sonda (cosata pochissimo e si trova da acquistare un po' ovunque ormai) potete utilizzarlo, consiglio di considerare una temperatura di 72° al cuore a mio gusto.

Nel caso non ne siate provvisti, per un pezzo di lonza cotta in tegame, calcolate un tempo di cottura di circa 50 minuti per la quantità che ho utilizzato io, in ogni caso controllate. Se verso fine cottura, pungendo la carne coi rebbi di una forchetta, questa risulta difficile da infilzare e fuoriesce liquido trasparente o rosa lasciatela ancora qualche minuto, non è pronta. 



Cosa serve per 3/4 persone:
un trancio di lonza da 700 g circa
olio evo q.b.
un cucchiaino di mix secco tritato: sale, pepe, rosmarino, aglio secco, ginepro, alloro, semi di finocchio, salvia
un rametto rosmarino fresco
due foglie di alloro fresche
1 spicchio aglio
brodo vegetale (o acqua) q.b.
vino bianco secco q.b. (circa 50 ml)
1 mela gala (piccola)

Massaggiare la carne da entrambi i lati con il mix di aromi, steccarla con un rametto di rosmarino e lo spicchio d'aglio (incidere la polpa in profondità ed inserire i due aromi).

In un tegame antiaderente dai bordi alti scaldare un filo d'olio e fare rosolare bene a fuoco sostenuto la lonza, abbassare la fiamma, sfumare con il vino bianco ed unire l'alloro, quando la parte alcolica è evaporata, aggiungere un bicchiere di brodo vegetale, mettere il coperchio e cuocere per circa 40 minuti, rivolando l'arrosto ogni tanto. Controllare che ci sia sempre liquido sufficiente per creare poi, a fine cottura, la salsa di accompagnamento Nel caso aggiungerne un po'. Unire la mela sbucciata e tagliata a piccoli tocchetti, finire la cottura (10/15 minuti circa).


Togliere la carne dal tegame, adagiarla su un tagliere e farla intiepidire prima di tagliarla a fette. Intanto travasare le mele cotte col fondo di cottura nel   bicchiere del frullatore ad immersione ed emulsionare. Se la salsina dovesse essere troppo liquida rimetterla sul fuoco quando è fredda, unire un cucchiaino di maizena o farina di riso, riaccendere il fuoco e, sempre mescolando con una frusta, farla addensare. Servire la lonza a fette nappata con la salsa alle mele (bene averne a sufficienza da servirne ancora a parte)


Insalata di pollo con salsa allo yogurt

Ecco un'altra preparazione super veloce e facile che piace davvero tanto (ed è anche light...)  può essere servita come antipasto oppure come secondo piatto, indifferentemente 


Cosa serve:
1/2 petto di pollo arrostito
120 g prosciutto cotto arrosto in una fetta sola
1 piccola mela croccante
1/2 costa sedano bianco
5 noci
125 g yogurt bianco magro naturale (senza aggiunta di zuccheri)
1 cucchiaino succo limone
2 foglie grandi insalata rossa orchidea
olio evo q.b.
pepe q.b.
alcuni steli erba cipollina fresca
un pizzico aglio in polvere

In una ciotolina emulsionare lo yogurt con il succo del limone, olio, pepe, erba cipollina sminuzzata finemente con le forbici e l'aglio (se non piace, ometterlo)

In un'altra ciotola grande mescolare il pollo e il prosciutto tagliati a dadini, la costa del sedano a tocchetti, l'insalata tagliata finemente, le noci sgusciate e fatte a pezzi con le mani e la mela sbucciata e tagliata a tocchi grandi quanto la carne. Mescolare, se serve regolare di sale e versare sopra la salsa allo yogurt. Coprire con pellicola e lasciare insaporire un'oretta prima di servire.

Saltimbocca alla romana

Cosa serve:
4 fettine vitello (coscia)
4 fettine prosciutto crudo d'alta qualità
4 foglie grandi salvia
sale e pepe q.b.
farina di riso q.b.
vino bianco secco q.b.
burro e olio evo q.b.

Far tagliare al macellaio le fettine di carne non troppo sottili, (e nemmeno grandi, nel caso tagliarle a metà) devono essere tenere e senza nervature, adagiare da un lato il prosciutto crudo e una foglia di savia, fermare il tutto con uno stuzzicadenti, impanare nella farina di riso (io la preferisco perché la preparazione rimane più leggera e croccante).

In una padella antiaderente fare spumeggiare una noce di burro con un filo d'olio evo (poco, la carne deve rosolare non friggere ne galleggiare nel grasso), unire i saltimbocca, fare rosolare pochi istanti da un lato, poi rivoltarli, salare e pepare leggermente (c'è il prosciutto crudo che da sapidità) solo nel lato della sola carne, sfumare col vino bianco e, sempre mantenendo la fiamma allegra, cuocere pochi istanti.

Servire subito.


Tajine di coniglio speziato

Amo molto aggiungere spezie alla carne bianca e la cottura lenta e dolce della tajine arricchisce il piatto, rendendolo umido e morbido, come ad esempio il galletto, ma è perfetta anche per i moscardini cotti in tajine con melanzane


Cosa serve per DUE persone:
1/2 coniglio tagliato a piccoli pezzi
trito di: carota, sedano, cipolla e aglio q.b.
rosmarino, salvia, alloro e timo serpillo q.b.
1 cucchiaio paprika dolce
1 cucchiaio garam masala
1 piccolo peperoncino di piccantezza media (facoltativo)
aceto di vino rosso q.b.
poca acqua calda
olio evo q.b.
sale q.b.

Nella tajine inserire un filo d'olio evo con le verdure tritate e le erbe aromatiche, il peperoncino tagliato a pezzi, lasciare insaporire a fuoco basso, unire il coniglio lavato ed asciugato, fare rosolare e sfumare co un goccio di aceto di vino rosso, salare, aggiungere le spezie e poca acqua calda, portare la fiamma al minimo, se disponibile usare anche uno spargifiamma, mettere il coperchio della tajine e lasciare cuocere 40 minuti, girando i pezzi di carne almeno due o tre volte, portare a cottura controllando anche se serve aggiungere ancora un po' d'acqua.




Mini burger di ceci e aglio orsino (vegan)

Ho parlato varie volte dell'aglio orsino, nel nostro Paese poco conosciuto, anche perchè è un'erba spontanea che cresce solo nel sottobosco in alcuni luoghi del nostro nord Italia, molte persone lo confondo con il bulbo, ma non c'entra nulla. Potete dare un'occhiata al mio pesto di aglio orsino ((bärlauch) oppure replicare il mio hummus all'aglio orsino, rifare il godurioso burro all'aglio orsino per citare alcune ricette.

Oggi, alla rubrica "al km0" parliamo di erbe spontanee ed io porto quindi la mia preferita con questa ricetta vegan e senza lattosio, per ottenere una preparazione senza glutine e quindi  adatta a tutti, è sufficiente utilizzare pangrattato e lievito in polvere gluten free, un secondo piatto leggero e appagante. 



Cosa serve per 6 mini burger:
80 g ceci secchi (oppure 200 g già cotti)
un pezzo di carota-sedano-cipolla + 1 foglia di alloro*
40 g aglio orsino
1 cipollotto di Tropea
sale e pepe q.b.
mezzo cucchiaino miele di castagno
2 cucchiai olio evo + q.b per la cottura
2/3 cucchiai pangrattato
1 pizzico lievito per torte salate
scorza di mezzo limone
poca salsa piccante di pomodoro (facoltativa)


La sera prima mettere in ceci in una ciotola e coprire abbondantemente con acqua fredda, lasciare in ammollo i legumi per 12 ore. Il giorno seguente scolare i ceci e metterli in pentola a pressione con carota-sedano-cipolla e la foglia di alloro, coprire con acqua, chiudere la pentola e cuocere 25 minuti dal sibilo (in alternativa lessare in pentola normale ma occorrerà un tempo molto più lungo, leggere sulla confezione). *Se si utilizzano ceci in scatola gli aromi naturalmente non serviranno. 

Nel robot da cucina inserire i ceci cotti, dare una frullata grossolana e toglierne metà, tenere da parte.

Alla metà rimasta nel bicchiere del robot aggiungere il cipollotto tagliato a rondelle (solo la parte più tenera), il miele, il pizzico di lievito per torte, l'aglio orsino e la scorza del limone grattugiata. Azionare di nuovo le lame, unire a filo l'olio evo. Trasferire il composto in una ciotola, aggiungere la metà dei ceci cotti frullati in precedenza, unire il pangrattato, regolare sale e pepe e valutare se unire altro pangrattato o se il composto è abbastanza sodo (ma non asciutto). Coprire con pellicola e metterlo in frigo un'oretta.

Adagiare un coppapasta/tagliabiscotti da 7D oliato internamente su un foglio di carta da forno, versare all'interno del composto, schiacciare con il dorso di un cucchiaio per ottenere dei mini burger alti circa 1 cm e mezzo; proseguire fino a terminare il composto. Scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente, fare rosolare i mini burger qualche minuto da entrambi i lati. "sporcare" il fondo del piatto da portata con un po' di salsa piccante di pomodoro, adagiare i mini burger e servirli caldi.






Farinata di ceci ai porcini secchi

Le giornate si allungano e alla rubrica "al km 0" abbiamo voglia di passare più tempo fuori casa, viva quindi le ricette veloci. Oggi ho preparato la farinata, da noi a Torino in pizzeria è irrinunciabile, oggi la propongo aromatizzata ai funghi porcini. La cottura ideale è in forno a legna, in casa bisogna un po' aggiustarsi, quindi optare per la temperatura massima disponibile e la modalità ventilata, di seguito regolarsi a seconda del proprio forno. Puoi anche provare la mia farinata di ceci classica

Io ho utilizzato una farina di ceci piemontese e i funghi porcini li ho fatti seccare io lo scorso autunno, scegliere comunque ingredienti di qualità! Pochi ma buoni, mi raccomando.

Una ricetta vegana, senza lattosio, senza glutine. Davvero per tutti




Cosa serve per una teglia da 32D (se disponibile, in rame):
180 g farina di ceci
580 g acqua
10 g funghi porcini secchi
4 cucchiai olio evo
3 generosi pizzichi sale fino
pepe macinato al momento q.b.

In una brocca inserire la farina di ceci, l'acqua e il sale, emulsionare col frullatore ad immersione molto bene per eliminare ogni grumo. Tritare finemente i porcini a coltello (sconsiglio di tritarli con il tritatutto elettrico perchè si otterrebbe una polvere), versarli nella pastella e mescolare con un cucchiaio. Coprire con pellicola e mettere la brocca in frigo lasciando riposare la pastella per 5/6 ore, se si fa la farinata per pranzo consiglio di farla anche la sera prima; se si serve a cena, di preparala la mattina.


Al momento di cuocerla preriscaldare il forno in modalità ventilata al massimo della temperatura (il mio 250° modalità ventilata intensa), versare l'olio evo all'interno della teglia e distribuirlo in modo omogeneo (l'olio anche se sembra, non sarà troppo, anzi...), tirare fuori dal frigo la brocca, mescolare con un cucchiaio e quando il forno è arrivato a temperatura estrarre parzialmente la gratella, appoggiare la teglia, quindi versare lentamente la pastella all'interno, poi con un cucchiaio mescolare in modo casuale per distribuire meglio l'olio all'interno e in superficie. 


Cuocere per 20/25 minuti poi con una forchetta alzare la base della farinata e decidere se cuocerla ancora 5 minuti lasciandola nel ripiano intermedio o spostarla nel ripiano più basso, o al contrario più alto col grill acceso in base alla doratura formata, dev'essere bella croccante sia sopra che in superficie.
Infine, sfornare, aspettare qualche minuto e macinare pepe nero q.b. secondo il proprio gusto e servire.






Rolata di manzo all'amarone con frittata

Gli arrosti, i bolliti, gli stracotti, le lunghe cotture sono sempre piatti squisiti, comfort food per eccellenza e questa rolata (o arrosto arrotolato che dir si voglia) ne è un valido esempio. Ottima anche fredda, si presta anche ad essere congelata.


Cosa serve:
500 g fesa di manzo/bovino adulto in un'unica fetta
2 uova
1 carciofo sardo spinoso
3 fette sottili prosciutto cotto (non magro)
sale e pepe q.b.
rosmarino, alloro, aglio q.b.
olio evo q.b.
vino amarone q.b. circa 1/4 bicchiere (o vino rosso corposo)

Chiedere al macellaio di allargare la fesa o taglio idoneo e batterla per ottenere una grande fetta di carne spessa il giusto, salare e pepare leggermente.

Sbattere le uova, condirle con un pizzico di sale e tenerle da parte.

Pulire il carciofo dalle foglie esterne, eliminare la punta e la barbetta interna, tritarlo a coltello (compreso il gambo al quale occorre eliminare la parte dura esterna e i filamenti) e stufarlo per una decina di minuti con poca acqua e un filo d'olio nella padella che si userà per fare la frittata (che dovrà risultare larga quasi quanto la fetta di carne e sottile), quindi quando sarà tenerlo unirlo alle uova, mescolare e riversare il tutto nella padella oleata. Si dovrà ottenere una frittata sottile ma spumosa e non troppo cotta.
Adagiare il prosciutto (che se è un po' grassetto è meglio) sulla fetta di carne, quindi la frittata intiepidita e arrotolare abbastanza stretto, formando la rolata. Legare con spago da cucina.

In un tegame piuttosto alto e antiaderente, mettere un filo d'olio evo e un trito di rosmarino e aglio insieme ad una foglia di alloro, fare rosolare la rolata molto bene da ogni lato, quindi sfumare con vino rosso corposo, lasciare che evapori, salare molto leggermente anche l'esterno della carne, aggiungere mezzo bicchiere d'acqua calda, il coperchio e fare cuocere a fiamma bassissima (se si dispone di spargifiamma, consiglio di usarlo) per un'ora e mezza dal momento in cui si mette il coperchio.

Rivoltarla ogni tanto e se necessario aggiungere man mano un goccio d'acqua (calda).
Lasciare intiepidire e tagliarla a fette regolari, servire con il suo sughetto. Ottima anche fredda. La frittata si può fare anche di spinaci o di bietoline


Pollo in potacchio

Questa è una preparazione semplice ma va fatta bene, non si tratta di un pollo in umido (tipo alla cacciatora), infatti il pomodoro è poco, deve dare un po' colore e di acidità, ma non un sugo liquido, il pollo deve rimanere morbido e ben cotto (come sempre per le carni bianche), ma molto ben rosolato esternamente, con la pelle croccante e lucida. Si otterrà un intingolo davvero gustoso, lo vedo bene anche su una bruschetta strofinata d'aglio :-) 


Cosa serve per DUE persone:

1/2 pollo tagliato a pezzi (per me piemontese, bio allevato a mais)
250 ml vino bianco secco
un bicchierino olio d'oliva
abbondante rosmarino
2 spicchi aglio
3 cucchiai polpa fine di pomodoro (o passata)
sale e pepe q.b.

Lavare ed asciugare il pollo mantenendo la pelle. In un tegame di rame o di coccio (o comunque dal fondo spesso) scaldare l'olio con gli aghi di rosmarino e l'aglio tritati finemente insieme, unire il pollo dalla parte della pelle e a fiamma alta fare rosolare bene per alcuni minuti, rigirare i pezzi di carne, poi salare e pepare, aggiungere il vino e lasciare evaporare completamente la parte alcolica, dopo 10-15 minuti (non prima) unire la polpa di pomodoro, mettere il coperchio, abbassare la fiamma e proseguire la cottura per un'altra mezz'ora rivoltando ogni tanto i pezzi di pollo. Servire caldo con il suo intingolo, squisito per la scarpetta.




Trippa piccante con datterini e cannellini

Oggi, per la rubrica "al km0" cuciniamo piatti che scaldano cuore e pancia, io ho deciso di portare una ricetta che so non essere per tutti, la trippa si ama o si odia, come tutto il quinto quarto, però da noi è un piatto della tradizione, è famosissima la trippa di Moncalieri soprattutto la trippa alla piemontese con le patate, è povero, semplice da preparare, richiede una lunga cottura (e la pentola a pressione al giorno d'oggi, ci viene incontro), ma soprattutto a me ricorda tanto i miei nonni. Mia nonna la cucinava spesso e ne riservava un piatto per me perchè mia madre (malgrado non l'avesse mai provata in vita sua), non la cucinava. Va detto e sottolineato che è ipocalorica (malgrado tante persone credano erroneamente il contrario), che viene ricavata dallo stomaco (e non dall'intestino), va da se che, come detto prima, che piaccia o meno è questione di gusto personale che è imprescindibile, ma se non si è vegetariani o vegani, il mio consiglio è quello di assaggiarla almeno una volta prima di dire che non è di proprio gradimento, l'importante è cucinarla a dovere.


Cosa serve per due persone:
300 g trippa
150 g cannellini freschi o surgelati
trito di: carota, porro, sedano e aglio
1 foglia alloro
due pizzichi maggiorana
due pizzichi salvia tritata
2 fette prosciutto crudo dolce
1 bacca ginepro
1 peperoncino
una dozzina datterini
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.
brodo vegetale q.b.


Lavare accuratamente sotto acqua corrente la trippa, tagliarla a listarelle. Nella pentola a pressione fare appassire il trito di verdure e il prosciutto crudo e il peperoncino tritati in un filo d'olio evo, unire le erbe aromatiche e la trippa, fare insaporire qualche minuto mescolando, aggiungere i datterini tagliati a metà per il lungo, unire brodo quanto basta da coprire la trippa di tre-quattro dita, chiudere il coperchio e calcolare un'ora e un quarto dal sibilo della valvola, mantenendo la pentola su un fuoco piccolo e al minimo. 


Passato il tempo di cottura della trippa, fare fuoriuscire il vapore, aprire la pentola ed aggiungere i fagioli cannellini, regolare sale e pepe, valutare se aggiungere ancora un po' di brodo nel caso si desideri più brodosa, chiudere di nuovo il coperchio e lasciare cuocere 5 minuti dal sibilo. Condire con un filo d'olio evo a crudo.
Servire con parmigiano grattugiato a parte se gradito







Polpette di melanzane, ceci e prosciutto

Per una versione vegetariana è sufficiente omettere il prosciutto e sostituirlo con un insaccato vegetale oppure aumentando la quantità di ceci. In ogni caso le polpette sono sempre super gradite.


Cosa serve:
200 g ceci già cotti
200 g melanzane già cotte*
100 g prosciutto cotto
1 uovo
la mollica di mezzo panino raffermo
latte q.b.
2- 3 cucchiai formaggio grattugiato + 2- 3 di pangrattato
1 cipollotto
sale e pepe q.b.
curcuma q.b.
curry verde q.b.
noce moscata grattugiata q.b.
aglio granulare q.b.
mix spezie provenzali q.b.

Per la panatura serve:
pangrattato q.b.
farina di mais q.b.
prezzemolo tritato q.b.

Per la cottura serve:
olio evo q.b.
alcune foglie alloro
alcune foglie salvia
un rametto rosmarino

*Tagliare la melanzana a fette spesse, poi a cubetti e metterle sotto sale per spurgare l'amaro per una o due ore poi strizzarle, asciugarle e farle stufare in un tegame con un filo d'olio, il cipollotto a rondelle e poca acqua, fare cuocere una decina di minuti (o poco più) fino a quando risultano tenere. Lasciare intiepidire.

Intanto mettere in ammollo la mollica del pane nel latte.

Nel robot tritatutto inserire: ceci, melanzane, prosciutto a dadini, l'uovo, la mollica del pane strizzata. Frullare e versare il composto in una ciotola, aggiungere tutte le spezie a piacere nella quantità gradita, salare e pepare ed unire formaggio grattugiato e pangrattato per rendere il composto manipolabile (ma senza esagerare, sarà comunque un impasto molto morbido). Riporre in frigo un'oretta perchè si compatti e asciughi.

In un contenitore mescolare pangrattato, farina di mais (io integrale bramata) e prezzemolo tritato, bagnare le mani sotto acqua corrente e prelevare un po' di composto, formare le polpette senza stringere e metterle nel mix per panare, farle ruotare per impanarle bene e metterle in un altro piatto. Ribagnare le mani ogni 3-4 polpette (in tal modo il composto non si appicca alle mani) e proseguire fino a terminare.

In una padella antiaderente scaldare un filo d'olio evo (devono rosolare non essere immerse e fritte) e gli aromi, quando è caldo (ma non fumante) mettere le polpette e farle rosolare bene da entrambi i lati perchè si formi una bella crosticina, scolarle su carta assorbente da cucina e servire. Ottime anche riscaldate in forno già caldo per qualche minuto

Costine di maiale in umido

Ottime da servire con la polenta oppure con purè di patate. Il sugo, se avanza, è squisito per condire la pastasciutta.

Cosa serve per DUE persone:

800 g costine di maiale
300 g polpa pomodoro pelato (che sia di ottima qualità)
un rametto rosmarino
una foglia alloro
un ciuffo salvia
1 spicchio aglio
2 bacche ginepro
poco vino bianco secco
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

In un tegame dal fondo spesso, possibilmente di coccio, fare scaldare un filo d'olio evo, unire le costine e farle rosolare bene da ogni lato, sfumare col vino bianco e, quando è evaporato, unire l'aglio e gli aromi, aggiungere i pelati schiacciati con una forchetta e coprire la carne con acqua, salare (poco) e pepare leggermente, mettere il coperchio e lasciare cuocere per due ore e mezza; ogni tanto girare le costine aggiungendo poca acqua calda se serve (La carne per essere perfettamente cotta deve staccarsi dall'osso).


Cotolette in carpione

Il tema di oggi per la rubrica "al km 0" è: sapori da gustare all'aria aperta; io ho pensato di portare un piatto che da noi, in Piemonte, si prepara sempre in primavera-estate soprattutto da mangiare alle scampagnate, si cucina per farcire un panino del pranzo al sacco, (tipico delle gite scolastiche) ma anche in vista di pranzi all'aperto con gli amici. 

Il carpione (un mix di aceto e vino caldo - oppure solo aceto - aromatizzato con erbe, aglio e cipolla) è un valido metodo di conservazione di carne, pesce (da noi si fa la trota) e verdure, nella nostra regione sono famose le zucchine. Purtroppo l'aspetto estetico del piatto non rende l'idea della bontà.


Cosa serve:
4 fettine sottili di coscia di vitello o petto di pollo
1-2 uova
pangrattato q.b.
olio di arachidi o di oliva evo
2 cipolle bianche
2 spicchi d'aglio
abbondante salvia: 5-6 ciuffi + qualche foglia tritata
2 foglie di alloro
1 bicchiere di aceto di vino bianco (o se volete il carpione più forte, aceto rosso)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere abbondante di acqua
sale q.b.

Panare le fettine di carne passandole nell'uovo, nel pangrattato poi friggerle in olio di arachidi o evo, toglierle dalla padella, salarle ed asciugarle con carta assorbente da cucina.
Allontanate la padella dal fuoco.
Chiudete le porte delle stanze perchè a questo punto l'aroma che produrrete sarà forte..
dopo aver tolto l'olio in eccesso, versare nella padella tutto insieme: aceto, acqua, cipolla tagliata a fettine sottili, l'aglio, la salvia e l'alloro.
Attenzione a non scottarvi.
Rimettete sul fuoco moderato. Deve sobbollire per 7-8 minuti.


Intanto adagiate le cotolette  in un contenitore in pirex rettangolare, dev'essere di giusta misura perchè il liquido dovrà ricoprire perfettamente la carne, versare sopra la marinata pronta e caldissima. Lasciare raffreddare poi mettere il coperchio e riporre in frigorifero 24 ore prima di consumare.
Si conservano qualche giorno



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Frittelle ricotta e zucchine

C'è poco da dire sulle frittelle, crocchette o polpette ... falle di carne, di pesce, vegetali o dolci che siano, sono golose e piacciono a tutti. Io friggo molto raramente, ogni tanto rosolo in poco olio caldo, come in questo caso; naturalmente si può optare per una cottura completamente senza grassi in forno ventilato, ma non ci sarà la crosticina deliziosa che è quella che fa godere e internamente saranno meno morbide. 



Cosa serve:
350 g. ricotta
350 g. zucchine (peso netto dagli scarti)
35 g. grissini o pane raffermo
latte q.b.
1 tuorlo d'uovo
sale e pepe q.b.
alcune foglie di basilico
pane grattugiato (io panko) 3-4 cucchiai
scorza grattugiata 1/2 limone
un pizzico origano fresco
olio evo o di arachide q.b.

Grattugiare le zucchine con una grattugia a fori larghi, salare e lasciare spurgare un'oretta. Nel frattempo scolare la ricotta mettendola in un colino (sopra una ciotola) in frigo; mettere anche in ammollo i grissini nel latte.

Trascorsa l'ora strizzare le zucchine e buttare via l'acqua di vegetazione, unirle alla ricotta, condire con poco sale e pepe, aggiungere il basilico spezzettato con le mani, la zerze di limone, l'origano, i grissini strizzati e il tuorlo; aggiungere pane grattugiato per addensare il composto. Far scaldare l'olio in una larga padella e formare le frittelle con l'aiuto di due cucchiai, io ho formato delle quenelle ma si possono fare tonde semplicemente mettendole a friggere o rosolare  a cucchiaiate.

Fare dorare da entrambi i lati, poi scolare bene su carta assorbente e servire subito.

Tajine di galletto speziato con patate

Viva le spezie! In casa mia non mancano proprio mai, ho una cassettina ben fornita accanto al piano di cottura, le utilizzo quasi sempre sia nel dolce che nel salato, non esagero mai perchè non amo che possano sovrastare il sapore della pietanza, ritengo che dosandole correttamente esaltino il cibo, diversamente lo  coprirebbero e, nota positiva, consentono di diminuire la dose del sale.


Cosa serve per DUE persone:
 
un galletto aperto a libro
4 patate medie
paprika dolce q.b.
zenzero in polvere q.b.
trito fresco di: salvia, rosmarino, timo, maggiorana, aglio e peperoncino
olio evo q.b.
sale q.b.
semi di sesamo q.b.

Mescolare spezie ed erbe aromatiche (tenerne un pochino da parte)  massaggiare la carne da entrambi i lati. Oliare il fondo della tajine e adagiare il galletto, fare rosolare prima dalla parte della pelle e poi l'altra, cuocere una decina di minuti coperto, poi unire le patate tagliate a spicchi, condirle con le spezie ed erbe tenute da parte, salare e continuare la cottura per altri 20 minuti se necessario aggiungere un goccino d'acqua, all'ultimo aggiungere i semi di sesamo e servire. Carne morbida, succulenta e gustosa.


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Capunèt classici (pes coj) involtini di verza piemontesi

I capunèt (o caponet o pes coj)  sono deliziosi involtini di verza, la cui farcia si distingue per la presenza obbligatoria di carne e riso, ma ci sono molte varianti sia territoriali che di famiglia in famiglia, alcuni usano carne fresca (come questi), altri carni avanzate lessate (come quelli che ho postato in precedenza capunèt light); c'è chi usa la salsiccia (luganega) fresca di maiale al posto della carne. Oggi ho voluto preparare quelli classici fatti rosolare in padella, una vera squisitezza, provare per credere. 
Consiglio di prepararli dopo la prima gelata dei campi, la verza sarà molto più tenera e gustosa.


Cosa serve:
8/10 foglie grandi di cavolo verza
300 g. tritata di bovino adulto
50 g. mortadella
1 uovo
2 cucchiai parmigiano grattugiato
1 fetta di pane raffermo
latte q.b.
sale e pepe q.b.
due pizzichi noce moscata
prezzemolo tritato q.b.
50 g. riso per risotti
1 cucchiaino concentrato di pomodoro
1 pezzettino di aglio

Poi serve:
olio evo q.b.
un rametto rosmarino
1 o 2 foglie di alloro
1 ciuffo salvia

Mettere in ammollo il pane nel latte, fare bollire il riso in acqua salata per 20 minuti, scolarlo e condirlo con il concentrato di pomodoro, tenere da parte. Fare bollire abbondante acqua leggermente salata e fare sbollentare pochi minuti le foglie lavate della verza, scolarle con una schiumarola e tuffarle in una ciotola di acqua freddissima, poi scolarle su un canovaccio di cucina. In un tritatutto elettrico inserire la mortadella, il pezzettino di aglio e il pane ammollato, tritare e versare il composto in una ciotola, aggiungere tutti gli altri ingredienti (tranne le foglie di verza naturalmente, che saranno l'involucro degli involtini) e amalgamare (con le mani). Mettere la farcia una mezz'oretta in frigo. Con un coltello tagliare le foglie a metà per il lungo ed eliminare la costola dura centrale (che va buttata). Adagiare mucchietti di farcia sulla verza e chiudere a pacchetto cercando di inglobare bene il composto in modo che non fuoriesca, chiudere i capunèt con lo spago da cucina legandoli gentilmente, senza stringere.




In un tegame scaldare un filo d'olio evo con il rosmarino, la salvia e l'alloro, aggiungere i capunèt e, a fuoco abbastanza allegro fare rosolare bene da entrambe le parti per ottenere una bella crosticina alla verza, poi abbassare la fiamma, mettere il coperchio e fare cuocere ancora 10-15 minuti in modo che cuociano bene internamente. Servire caldi
Buoni anche riscaldati il giorno seguente, si possono congelare.



Polpette di carni bianche con champignon

Avete presente il detto: "brutto ma buono"? Ecco... queste polpette sono proprio così, poco invitanti visto il colore pallidino, ed invece sono super morbide, leggere di calorie e delicate di sapore si sciolgono in bocca. 


Cosa serve:
300 g. macinato di carni bianche (pollo, tacchino e maiale/lonza)
2 cucchiai besciamella (per la ricetta clicca qui)
2 cucchiai grana padano
noce moscata q.b.
prezzemolo tritato q.b.
trito di: cipolla, sedano, carota e aglio
1 spicchio aglio
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
pangrattato q.b.
150 g. funghi champignon
poco latte

Preparare la besciamella come di consueto, quando fredda mescolarla alla carne macinata, aggiungere sale, pepe, noce moscata, grana padano e pangrattato q.b. per ottenere un composto manipolabile (ma morbido), coprire con pellicola e mettere a riposare in frigo una mezz'oretta. Intanto fare cuocere i funghi: lavare e tagliare a fette gli champignon, cuocerli in una padella con un filo d'olio,  aglio intero e prezzemolo tritato, aggiungere poca acqua e portare a cottura, salare e pepare alla fine. Riprendere la ciotola in frigo e, con le mani umide, formare le polpette, passarle quindi nel pangrattato. 

In un tegame antiaderente fare scaldare un filo d'olio col trito di verdure, aggiungere le polpette, farle rosolare da entrambi i lati poi mettere il coperchio e lasciare cuocere una decina di minuti, aggiungere gli champignon già cotti e un goccio di latte (o di acqua)  lasciare sul fuoco ancora pochi istanti e servire.

Polpette con funghi portobello

Oggi al km 0 il tema delle nostre ricette è:  "a tutto tondo, le polpette" io le amo follemente, ma vorrei sapere a chi non piacciono, beh certo per me devono essere umide e morbide all'interno, avere la giusta croccantezza esterna, rosolate e non fritte per immersione in olio, mi piacciono gustose ma non troppo sapide ne troppo pasticciate, ok... facile dire "polpette"  :-)  Non le acquisto mai già pronte perchè so per certo che a volte gli ingredienti non proprio di qualità, diciamo così, per essere gentili. Se vuoi dai un'occhiata anche alle mie polpettine di ceci con crema di zucca (vegan) poi per un aperitivo polpettine morbide mignon (carne e ricotta) per una versione vegetariana polpette melanzane e feta, poi le goduriose polpette alla norma ma anche le polpettine ceci e prosciutto con salsa al curry, quelle classiche al sugo, quelle leggere vegetariane di zucchine gialle e ricotta e, tra le mie preferite, le polpette di lesso e patate.

 Oggi, sull'onda di questa stagione che, per inciso, adoro, le ho preparate coi funghi coltivati.


Per DUE persone:
250 g. carne tritata di vitello
50 g. tritata di maiale
4 fette di pancarrè o la mollica di un piccolo panino
1 uovo
prezzemolo tritato q.b.
latte q.b.
una grattata generosa noce moscata
200 g. funghi portobello
uno spicchio aglio
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
pangrattato q.b. per impanare
un rametto rosmarino


In un tegame capiente fare scaldare un filo d'olio evo con l'aglio e fare saltare a fuoco vivo i funghi lavati e tagliati a fette non troppo sottili, quando l'acqua di vegetazione sarà evaporata, sale e pepare, prelevarne un paio di cucchiai ed unire prezzemolo tritato mettere il coperchio, aggiungere poca acqua per volta e proseguire la cottura ancora per una decina di minuti circa, quando risultano abbastanza teneri spegnere e tenere da parte.
Ammorbidire il pane privato dalla crosta nel latte, poi strizzarlo e metterlo in una ciotola, unire la carne tritata, i due cucchiai di funghi precotti tritati a coltello, poi aggiungere il prezzemolo, l'uovo, sale e pepe e la noce moscata, amalgamare bene con le mani e lasciare riposare una decina di minuti l'impasto.

Formare le polpette, impanarle poi rosolarle in un tegame in cui si sia fatto scaldare olio evo insieme ad un rametto di rosmarino, rosolare bene ogni parte della polpetta, poi trasferirle nel tegame dei funghi, abbassare la fiamma e cuocere per 10 minuti circa, se necessario aggiungere un goccio d'acqua.
Infine negli ultimi due-tre minuti di cottura aggiungere poca panna (o latte) per amalgamare e creare un po' di salsina.

Io ho accompagnato il piatto con radicchio precoce di Treviso fatto semplicemente brasare in padella con un filo d'olio, sale e pepe.


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Costine di maiale cotte in forno

Oggi al km 0 si parla di sagre e fiere, il cibo che aggrega ogni regione d'Italia è sicuramente la costina di maiale cotta alla brace, così ho voluto provare ad ottenere un risultato accettabile in casa, certamente l'aroma ed il sapore conferiti dalla legna, dalla carbonella, dalla pietra sono unici ed irripetibili, ma sono comunque soddisfatta del risultato. Quando leggo che le persone cuociono in una mezz'ora le costine di maiale, sia in forno che sul barbecue inorridisco, la carne di maiale (come tutta la carne bianca) che non sia ben cotta fa malissimo, contiene batteri che, se non uccisi, creano danni all'organismo umano, inoltre il grasso non si scioglie, rimane attaccato alla carne che tra l'altro risulta dura ed indigesta a prescindere.

Con questo metodo, bassa temperatura iniziale e alta per terminare, in 4 ore le costine di maiale saranno perfettamente cotte, tenere e succulente, la carne si stacca benissimo dall'osso, (come si vede nell'ultima foto) segno che la cottura è giusta,  "burrose " internamente e ben rosolate esternamente, lucide grazie alla caramellizzazione dei succhi della carne stessa senza aver aggiunto zucchero, ne miele ne salsine preconfezionate (che salubri non sono)


Rassegna dell'artigianato di Pinerolo

Cosa serve per DUE persone:
1 Kg. costine di maiale in due pezzi (scegliere carne di ottima qualità che non abbia pezzi grossi di grasso evidente)
paprika dolce q.b.
erbe provenzali q.b.
aglio secco q.b.
sale e pepe nero q.b.
senape in polvere q.b.
mix spezie per patate q.b.
rosmarino fresco alcuni rametti
salvia fresca alcune foglie
alloro fresco alcune foglie
olio evo q.b. (pochissimo)

Per prima cosa bisogna pulire le costine tirando via la membrana (pellicina) che riveste le costole, con un coltellino affilato  eliminare il grasso in eccesso (non tutto, una piccola parte si scioglierà cuocendo e serve a mantenere le costine umide). In una ciotola mescolare tutte le spezie secche (io ne ho messo 1/2 cucchiaino caduna, tranne il sale e pepe che ne ho aggiunto pochi pizzichi) mescolare e con questa miscela massaggiare la carne in ambedue i lati, condire con pochissimo olio evo (proprio solo qualche goccia) e mettere le costine in una pirofila insieme alle erbe aromatiche fresche, coprire con pellicola e mettere in frigorifero 5-6 ore (la mattina se la carne si mangia a cena o la sera prima per il pranzo del giorno successivo).

Quando si liberà la pirofila dalla pellicola si sarà investiti di un profumino buonissimo :-)

Scaldare il forno statico a 100°, rivestire la leccarda con doppio strato di carta di alluminio e appoggiare sopra una griglia che possa andare in forno, adagiare su di essa le costine ed infornare. Dopo 1 ora e mezza rivolare la carne e rimetterla in forno per un'altra ora e mezza, poi estrarre il tutto dal forno, alzare la temperatura a 175° eliminare la griglia, posizionare la carne direttamente sulla leccarda e chiuderla a pacchetto con la carta stagnola presente, sigillare bene e rimettere in forno per 30 minuti, poi aprire il pacchetto e formare tutt'attorno alle costine una sorta di bodo rialzato sempre con la stagnola in modo che i succhi non si disperdano nella leccarda, e lasciare ancora rosolare le costine per un'altra mezz'oretta. 

Dopo 4 ore le costine sono pronte!




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