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Budino caramellato di latte condensato (PUDIM DE LAITE)

Oggi è la giornata mondiale del latte

🍼🐄🐐🥛

Io ho preparato un budino caramellato di latte condensato, il PUDIM DE LAITE leggero e delizioso.

Questo budino fa parte di quelle preparazioni molto simili tra loro, ma per bilanciamento degli ingredienti o piccole differenze di esecuzione, diverse.
Mi riferisco, ad esempio, al crème caramel, al latte in piedi, al latte portoghese.

Questo dessert non è ricco di uova, per cui risulta più leggero e non c'è aggiunta di zucchero (se si amano i dessert più dolci, consiglio di aggiungerne uno o due cucchiai, per me non è assolutamente necessario, ma sono gusti) la dolcezza la conferisce unicamente il latte condensato.


Cosa serve per uno stampo da 19D (oppure da 17D + 2 stampini monodose):
340 g latte condensato
340 g latte fresco intero
3 uova + 1 tuorlo
un pizzico sale
i semi di mezza bacca di vaniglia

Per il caramello:
180 g zucchero semolato
60 g acqua bollente
2-3 gocce succo di limone

Inserire gli ingredienti nel bicchiere del frullatore ad immersione, emulsionare pochi istanti (quel tanto che basta). Preriscaldare il forno statico a 165°
Preparare il caramello: mettere lo zucchero in una padellina dal fondo spesso, accendere la fiamma al minimo e lasciare che si formi il caramello senza mescolare ma scuotendo unicamente la padellina. Quando o zucchero è sciolto e si è formato un caramello bruno (attenzione a non bruciarlo, piuttosto usare uno spargifiamma), aggiungere l'acqua bollente e le gocce del succo di limone, a questo punto mescolare velocemente e appena si è ottenuto un caramello fluido e ambrato, versarlo nello stampo (o negli stampini), farlo roteare perchè venga ricoperto non solo il fondo ma anche i bordi. 

Se occorre aiutarsi con una spatola in silicone, posizionare lo stampo dentro una teglia, versare dell'acqua bollente che deve arrivare almeno a 3/4 dal bordo dello stampo del budino per la cottura a bagno maria.



Versare quindi con garbo l'emulsione, coprire con carta stagnola ed infornare. Lasciare cuocere 45 minuti gli stampini monodose e un'oretta lo stampo grande. La cottura a forno dolce è più prolungata e si otterrà un budino più cremoso, fare la prova stecchino che risulterà umido, se si prova a toccare il budino con un polpastrello, si sentirà la superficie morbida ma asciutta, nel caso occorra, eliminare il foglio di carta di alluminio e prolungare ancora di qualche minuto la cottura. Quando il budino è pronto, togliere la teglia dal forno, togliere lo stampo dal bagno maria, lasciarlo raffreddare a temperatura ambiente e poi passarlo in frigorifero per alcune ore prima di sformarlo. Consiglio di preparalo il giorno precedente, sarà più buono e ben rassodato.

quando è il momento di sformarlo, lo stampino monodose se utilizzato quello usa e getta, è sufficiente tagliarlo con le forbici da un lato per estrarlo agevolmente, per lo stampo grande, invece, consiglio di passare la punta di un coltellino tutt'attorno ai bordi e al foro centrale, poi dare un moderato colpetto sul piano da lavoro/tavolo sopra ad un paio di canovacci, quidi girarlo sul piatto di servizio/alzatina che possa contenere il caramello. 

Servire. Una delizia!





Melanzane agrodolci

Come le fai-le fai, le melanzane sono sempre graditissime.  Cerca nel menù altre ricette, ad esempio nella categoria verdure oppure conserve


Cosa serve:
2 piccole melanzane lunghe
1 piccola melanzana violetta
4-5 pomodori secchi
1 cucchiaio capperi
2 cucchiai salsina concentrata di pomodoro
1/2 cipolla bianca
qualche oliva verde denocciolata
origano q.b
1 ciuffo basilico
1/2 cucchiaio zucchero
1/2 bicchiere aceto balsamico
1/2 bicchiere acqua
una manciata uvetta
sale e pepe q.b.
olio evo q.b.

Dissalare i capperi, metter in ammollo i pomodori secchi una mezz'oretta dopo averli tagliati a dadini insieme all'uvetta. Poi scolare il tutto e tamponare con carta da cucina, tenere da parte. 

Tagliare a fette spesse le melanzane senza sbucciarle e metterle sotto sale per lo stesso tempo, poi asciugarle con carta assorbente da cucina. Tagliare le fette a dadi piuttosto grandi e farli saltare in una padella con poco olio evo a fuoco vivace qualche minuto, poi abbassare la fiamma unire tutti gli ingredienti, fare evaporare l'aceto e mettere il coperchio, cuocere lo stretto necessario perchè le melanzane si ammorbidiscano e si insaporiscano. Spegnere lasciare riposare mezza giornata e servire a temperatura ambiente o leggermente riscaldate.


Confettura di fichi con armelline e brandy

Quest'estate volevo fermarmi ad una sola confettura (quella di pesche e more), ma poi mi hanno regalato succosi fichi e non ho resistito anche perchè a casa mia è vietato buttare il cibo. Se vuoi dai un'occhiata a tutte le mie confetture e marmellate magari trovi quella che è di tuo gusto



Cosa serve:
1,5 kg fichi (peso netto, sbucciati e privi del peduncolo)
450 g zucchero semolato
120 g aceto di vino bianco
50 ml brandy (un bicchierino da liquore)
30 g armelline amare

Lavare e spellare i fichi con la buccia spessa, aprirli e controllare bene che non ci siano ospiti indesiderati o ammaccature varie (nel caso eliminarli), farli a pezzi e metterli in una grande casseruola antiaderente (in questo modo l'acqua evaporerà più velocemente e la confettura sarà pronta in tempi più brevi del consueto). Aggiungere lo zucchero e l'aceto, mescolare e lasciare macerare un paio d'ore. Nel frattempo lavare i vasetti e i tappi, asciugarli e metterli in forno a 100° per sterilizzarli, lasciarli una mezz'ora, poi spegnere il forno e tenere da parte.

Accendere sotto la casseruola, quando inizia a bollire abbassare la fiamma che dovrà essere dolce, continuare a mescolare fino a quando la confettura inizierà ad addensare, dopo circa mezz'ora dovrebbe essere pronta, il liquido sarà evaporato e la polpa dei fichi avrà la tendenza ad attaccare, è il momento di spegnere il fuoco, frullare con un frullatore ad immersione. Aggiungere il brandy e le armelline precedentemente tritate grossolanamente e fatte tostare qualche istante in un padellino antiaderente (attenzione non devono bruciare altrimenti diventano amare), unire quindi anche le armelline alla confettura, invasare subito e chiudere immediatamente sigillando con i tappi a vite (o capsule). Mettere i vasetti a testa in giù in modo che il tappo sia a contatto del tavolo.


Coprire con una copertina di pile per un paio d'ore, poi rivolare i vasetti, continuare a mantenerli al caldo coperti per almeno altre 12 ore. Controllare quindi che si sia creato correttamente il sottovuoto, etichettare e riporre in cantina o comunque in luogo fresco.



Confettura di pesche e more

Per le conserve casalinghe, consiglio di prestare molta attenzione alle norme igieniche e alla corretta procedura per la preparazione e conservazione, anche per una "semplice" marmellata. 

Usare frutta matura ma soda e senza imperfezioni, se si notano parti verdi o marroncine occorre toglierle. Per le marmellate e confetture consiglio sempre di usare casseruole grandi in modo che l'acqua evaporerà prima e la preparazione sarà pronta in tempi brevi mantenendo meglio la proprietà della frutta. Si può aromatizzare con vaniglia ma è opzionale (o cannella, o zenzero o cardamomo o ciò che si preferisce, se si gradisce, io aromatizzo quasi sempre perchè mi piace molto)


Cosa serve:
1,500 kg pesche gialle (peso netto)
250 g more
525 g zucchero semolato
il succo e la buccia di 1 limone bio
la buccia di mezza (o una) bacca di vaniglia (io i semi li uso per altre preparazioni)

Per prima cosa come di consuetudine sterilizzare vasetti e tappi, lavarli  e metterli in forno, accendere a 100° da quando arriva a temperatura calcolare 30 minuti, poi spegnere il forno. 
Lavare ed asciugare le more, lavare e sbucciare le pesche,  tagliarle a pezzi e mettere la frutta in una casseruola antiaderente larga e capiente, aggiungere lo zucchero, la scorza (solo la parte gialla) possibilmente intera, la buccia della bacca di vaniglia e il succo di limone, mescolare bene e lasciare riposare un paio d'ore. Accendere il fuoco, portare a bollore, poi abbassare la fiamma e lasciare sobbollire piano piano mescolando spesso. Dopo circa 15-20 minuti eliminare la buccia della vaniglia e la scorza del limone. Continuare la cottura, la confettura sarà pronta in 30-40 minuti circa (dipende dalla pentola e dall'acquosità delle pesche, possono essere necessari 10 minuti in più), verso la fine si noterà che la confettura tenderà ad inspessire velocemente, quindi allontanare dal fuoco e col frullatore ad immersione emulsionare brevemente per ottenere una parte di confettura in purea e parte a pezzi (o se piace tutta passata, frullare accuratamente), fare ora la solita prova piattino, ovvero versare un cucchiaio di confettura su un piattino, è pronta quando la consistenza non è acquosa, in questo caso rimettere sul fuoco ancora qualche minuto mescolando di continuo.


Appena tolta dal fuoco, pulire bene i bordi della casseruola (si sarà depositata la confettura più caramellata), mescolare bene ed invasare subito nei vasetti ancora caldi. Chiudere on tappi/capsule nuove, capovolgere i vasetti a testa in giù in modo che il tappo sia a contatto del tavolo, coprire i vasetti con una maglia calda e lasciare riposare almeno 3-4 ore, poi rivoltare i vasetti e attendere altre 6-8 ore perchè le capsule si abbassino regolarmente creando così il sottovuoto. Etichettare e riporre in cantina o luogo fresco. Si conserva fino ad un anno. 



Sfoglia di mozzarella con salmone e pomodoro

Continuo con le mie conserve sottovetro (prossimamente melanzane) e le mie ricette senza cucinare in realtà, il caldo si fa ancora sentire molto e la voglia di nutrirsi con alimenti freschi la fa da padrone, così come la mancanza totale di accendere il fornello e di lavorare. Ecco un'idea facile, veloce e golosa da portare a tavola, sono rotolini anche molto carini da vedere, sembra quasi sushi, vero? 

Se non piace il salmone si può optare per farcire la mozzarella con zucchine e prosciutto.


Cosa serve per 8 chioccioline/rotolini

130 g sfoglia di mozzarella
70 g salmone affumicato
1/2 pomodoro grande (io ho usato un cuore di bue)
rucola q.b.
alcune foglie basilico fresco
timo serpillo secco q.b.
origano secco q.b.
sale q.b.
olio evo q.b.

Allargare la sfoglia di mozzarella su un foglio di carta da forno e farcirla con le fette di salmone affumicato e la rucola spezzettata, tagliare il pomodoro a fette sottilissime, eliminare i semi e la parte centrale verde, adagiarle sul letto di rucola sovrapponendole leggermente, salare, condire con gli aromi e poche gocce d'olio evo. Richiudere la sfoglia spingendo la farcitura all'interno, cercando di arrotolare u po' stretto.

Avvolgere il rotolo con pellicola alimentare, chiudere le estremità "a caramella" e mettere in frigo un'oretta.  Al momento di servire, eliminare la pellicola e, su un tagliere, tagliare il salamotto di mozzarella farcita a fette regolari impiattare, decorare con olive e una spolverata leggera di timo serpillo ed infine condire con un filino d'olio evo.



Gelo di pesca con amaretti e scaglie di cioccolato

Oggi propongo un dolcino davvero di facile e veloce esecuzione, poco calorico, fresco e molto appagante, che strizza l'occhio alle nostre piemontesissime pesche ripiene prendendo spunto però dal classico siciliano gelo di anguria, da provare e gustare anche il mio gelo di arancia e mandarino

Come mia consuetudine, diminuisco la dose di zucchero che va a gusto personale, per me è giusta questa che andrò ad indicare e diminuisco sempre anche la dose di addensante, che sia colla di pesce/agar-agar o amidi (come in questo caso), perchè preferisco le consistenze cremose e non gelatinose e dure; infatti anche questo gelo, così come lo sono stati quelli che ho citato in precedenza, è di una squisita cremosità che si scioglie in bocca. 


Cosa serve per due piccoli dessert (stampini in silicone a ciambellina del diametro di 8 cm):

230 g di polpa matura di pesca gialla (peso netto)
10 g amido di mais
25 g zucchero semolato
2 cucchiaini liquore all'amaretto
cioccolato fondente q.b.
4 amaretti
4 fettine di pesca

Frullare la polpa della pesca ben pulita nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullare bene, se si vuole si può passare il composto attraverso un colino (io non l'ho ritenuto necessario). In un piccolo casseruolino provvisto di beccuccio, con una frustina mescolare l'amido di mais con lo zucchero, unire poco alla volta il frullato di pesca, portare sul fuoco dolce, mescolare continuamente e cuocere ancora un paio di minuti dopo il bollore, spegnere, unire il liquore (il cui alcool evaporerà col calore ma rimarrà l'aroma) e versare negli stampini inumiditi con acqua fredda.


Lasciare raffreddare a temperatura ambiente poi spostarli in frigorifero per 3-5 ore (va benissimo prepararli anche il giorno precedente).


Al momento di servire, allargare con le dita gli stampini per fare staccare delicatamente il gelo dalle pareti (se si usano altri stampini tipo alluminio usa e getta, tagliare i lati per agevolare l'operazione) e capovolgerli su un piattino da portata.

Con un coltellino affilato grattare le scaglie da un cubotto di cioccolato fondente e cospargere il gelo, sbriciolare con le mani 2 amaretti e cospargere anche questa granella sul gelo di pesca, decorare poi ognuno con un amaretto intero e fettine fresche di pesca (io ho usato le tabacchiere bianche)



Confettura di susine gialle profumata alla vaniglia e limone

Molti credono, erroneamente, che le susine gialle siano più dolci rispetto alle sorelle scure, in realtà sono più acidule e sode e questo le rende perfette per ottenere una confettura squisita (o da grigliare o da aggiungere alle insalate verdi...), un'alternativa perfetta alla confettura di albicocche.


Cosa serve:
2 kg susine gialle (peso netto)
700 g zucchero semolato
1 limone bio piccolo dalla buccia sottile e succoso
1/2 baccello di vaniglia (anche senza semi, che si possono utilizzare per altre preparazioni)

Lavare le susine, togliere il nocciolo e tagliarle a pezzi posizionandosi sopra una ciotola in modo da recuperare tutto il succo (che è molto), travasare quindi polpa e succo delle susine dentro una casseruola antiaderente larga e capiente (in questo modo l'acqua evaporerà più facilmente). Aggiungere lo zucchero, il baccello di vaniglia, la buccia del limone (solo la parte gialla) cercando di tagliarla in modo da ottenere una scorza unica, infine unire il succo, mescolare e lasciare macerare 3-4 ore.

Accendere il fuoco che dev'essere inizialmente allegro, poi moderato ed infine basso e lasciare cuocere e consumare, dopo 15 minuti eliminare la scorza (facendo attenzione a toglierla tutta) e il baccello di vaniglia, avranno conferito il loro aroma in modo sufficiente. Mescolare spesso e alla fine continuamente.

Questa confettura è un po' lunga da fare addensare perchè la susina è un frutto molto acquoso, tuttavia io preferisco il procedimento tradizionale piuttosto che usare la pectina, la consistenza cambia., ma se si preferisce si può ovviamente optare per utilizzarla ed accorciare i tempi, oppure si può aggiungere una mela golden matura alle susine.

La mia confettura è stata pronta in un'ora e venti circa.



Invasare in vasi e tappi come sempre puliti e sterilizzati.

Gelato alla pesca bianca con vaniglia e scaglie di cioccolato

Oggi noi della rubrica "al km 0" pubblichiamo la nostra ultima ricetta, poi ci fermiamo per la vacanze e riprenderemo il 14 settembre, per l'occasione visto il gran caldo, abbiamo preparato ricette utilizzando la frutta: semifreddi (che sono dessert al cucchiaio a base di una montata di albume e zucchero, ovvero di meringa, non basta che siano mousse fredde per denominarsi semifreddi, spesso leggo questo errore, così allo stesso modo leggo chiamare gelato quello che in realtà è un sorbetto e viceversa: se non c'è latte e/o panna e/o uova è un sorbetto), ma prepariamo anche dessert freschi e gelati; io ho portato proprio un goloso gelato alla pesca bianca del mio territorio che è squisita ed io la preferisco alla sorella con la polpa gialla; gelato che ho arricchito con preziosa vaniglia (ormai il gelato alla vaniglia - quella vera intendo - non aromi artificiali) non si trova più nelle cremerie e golose scaglie di cioccolato fondente.


Cosa serve:

250 g polpa di pesca bianca (con la buccia, ma se si preferisce si può togliere)
220 g latte
5 g semi di vaniglia
90 g panna fresca liquida
90 g zucchero semolato
20 g cioccolato fondente al 70%
mezzo cucchiaino raso farina semi di carrube bio (serve a rendere il gelato cremoso e a contrastare al cristallizzazione)


Mettere il cestello della gelatiera nel congelatore almeno 24 ore prima di fare il gelato (o seguire le indicazioni del proprio elettrodomestico) 

Scaldare panna e latte in cui si è fatta sciogliere la farina, sempre mescolando fare addensare sul fuoco senza portare al bollore (deve rimanere a 90°) poi fare raffreddare a temperatura ambiente e poi mettere il composto nel bicchiere del frullatore ad immersione e riporre in frigo almeno 5 ore. Mettere in frigo anche le pesche. Trascorso il tempo di raffreddamento unire le pesche tagliate a pezzi al latte e panna addensati, unire poi anche lo zucchero e la vaniglia, emulsionare qualche minuto fino ad ottenere un composto ben amalgamato; azionare la gelatiera e, mentre la spatola gira, versare il contenuto nel foro del coperchio, lasciare quindi mantecare 35-40 minuti. 

Alla fine ricavare da un cubotto di cioccolato fondente tante scaglie e versarle nel cestello mentre gira, attendere due minuti e spegnere, dare poi una mescolata delicata con una spatola e versare il gelato in un contenitore che possa andare in congelatore dove occorre lasciarlo almeno un'ora se si è utilizzata la farina di semi di carrube, altrimenti almeno 3 ore prima di servirlo.

Ottimo, davvero leggero e delicato. 

Carla: Mousse di yogurt greco con pesche caramellate
Sabrina: Coppette di crema allo yogurt con coulis di frutti di bosco
Simona: Gelato alla pesca bianca con vaniglia e scaglie di cioccolato






Gelo di anguria

Questi sono dessert ipocalorici ma deliziosi e freschi, perfetti per togliersi la voglia di un dolcino anche se si è a dieta o comunque non ci si vuole appesantire. 

Come da mia consuetudine, diminuisco la dose di zucchero, che va a gusto personale, per me è giusta questa che andrò ad indicare, considerando anche dolcezza naturale del frutto utilizzato, diminuisco sempre anche la dose di addensante, che sia colla di pesce/agar-agar o amido (come in questo caso), preferisco le consistenze cremose e non gommose e dure; infatti questo gelo è di una squisita cremosità che si scioglie in bocca. Personalmente sconsiglio di aggiungere gocce di cioccolato al composto perchè appena tolto dal fuoco le scioglierebbe, aggiungerle quando è freddo risulterebbe un paciugo grumoso (secondo me), meglio utilizzare cioccolato fondente a scaglie al momento di servire il gelo. La granella di pistacchio è facoltativa, ma molto gradevole sia per la parte croccante che per l'estetica.


Cosa serve per due piccoli dessert (stampini in silicone alti 5 cm. Diametro 7 cm.):
215 g di polpa matura di anguria (peso netto dalla buccia, semi e filamenti)
10 g amido di mais
20 g zucchero semolato
1 pizzichino cannella (facoltativo, solo se piace)
2-3 gocce succo di limone
cioccolato fondente q.b.
granella di pistacchio q.b.

Pulire bene l'anguria avendo cura di eliminare tutti i semi, farla a pezzettoni, metterla nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullare bene, se si vuole si può passare il composto attraverso un colino (io non l'ho ritenuto necessario). In un piccolo casseruolino provvisto di beccuccio, con una frustina mescolare l'amido di mais con lo zucchero e il pizzichino di cannella, unire poco alla volta il frullato di anguria, aggiungere 2-3 gocce di succo di limone e portare sul fuoco dolce, mescolare continuamente e cuocere ancora un paio di minuti dopo il bollore, spegnere e versare negli stampini inumiditi con acqua fredda. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente poi spostarli in frigorifero per 3-5 ore (va benissimo prepararli anche il giorno precedente).


Al momento di servire, allargare con le dita gli stampini per fare staccare delicatamente il gelo dalle pareti (se si usano altri stampini tipo alluminio usa e getta, tagliare i lati per agevolare l'operazione) e capovolgerli su un piattino da portata. 


Con un coltellino affilato ricavare le scaglie da un cubotto di cioccolato fondente, distribuirle direttamente sopra il gelo e cospargere anche con la granella di pistacchio. Servire subito.

Melanzane sott'olio con aromi e peperoncino

Le conserve sono tutte buone, ma quella di melanzane è veramente squisita, nulla a che vedere con quelle acquistate al supermercato, nemmeno confrontandole con quelle di fascia alta. Io le preparo ogni anno, le varianti sono minime perchè i passaggi per far si che la procedura consenta la corretta conservazione, sono sempre gli stessi. Superfluo dire che bisogna comprare ingredienti di qualità. Guarda anche le mie melanzane sott'olio molto simili a queste ma tagliate a fette e con qualche aroma in meno, poi le melanzane lunghe piccanti, queste sono con la maggiorana e parecchio peperoncino, il sapore di questa qualità è più marcato. Ho già in mente una variante, più ricca,  per il prossimo anno.


Cosa serve:
2,5 kg. melanzane nere tonde medio-piccole (peso netto)
1 lt. aceto bianco + 1/2 cucchiaio
1 lt. acqua
2 foglie alloro
pepe in grani (4 o 5)
sale grosso q.b.
olio d'oliva q.b. (circa 650 ml) + 1 cucchiaio
3 spicchi aglio
una manciata foglie basilico fresco
5-6 foglioline menta fresca
1 cucchiaio origano secco siciliano
1 piccolo mazzetto prezzemolo fresco
un pizzico sale fino
2-3 peperoncini secchi (secondo il gusto personale, se non si gradisce il piccante, si possono omettere)


Lavare le melanzane ed eliminare l'estremità, non sbucciarle e tagliarle a fette di circa mezzo centimetro, metterle a strati nello scolapasta spolverizzandole con sale grosso: lasciare spurgare l'acqua di vegetazione amara alcune ore, pii strizzarle e tuffarle (poche alla volta) in una pentola di acciaio alta e stretta con l'aceto e l'acqua a bollore con le foglie di alloro, qualche granello di sale grosso e di pepe. lasciare 3 minuti dalla ripresa del bollore e scolarle. Continuare fino a farle sbollentare tutte. Sistemare le fette di melanzana su un ripiano rivestito con canovacci puliti e lasciare asciugare tutta una notte (o comunque 8-10 ore).

Preparare il condimento: tritate (a mano o con un tritatutto elettrico) il prezzemolo, il basilico e la menta, aggiungere quindi l'origano e l'aglio schiacciato con l'apposito attrezzo (in alternativa tritarlo con le erbe aromatiche), aggiungere il peperoncino tagliato a coltello e un cucchiaio di olio d'oliva e mezzo cucchiaio d'aceto, un pizzico di sale. Mettere il battuto coperto in frigorifero. Tagliare le fette a metà o listarelle larghe e spostarle su alcuni taglieri o vassoi, esporle quindi mezza giornata in pieno sole affinchè asciughino dal liquido di bollitura in eccesso (rimarranno comunque umide), di seguito raccoglierle in una ciotola capiente ed aggiungere il battuto tenuto da parte. Mescolare molto accuratamente.

Riempire i vasetti di vetro precedentemente sterilizzati avendo cura di schiacciare un po' le melanzane per riempire bene gli  spazi senza pressare in modo esagerato, quindi versare l'olio fino ad arrivare ad un centimetro dal bordo del vasetto. Appoggiare il tappo (capsula) sterilizzato senza chiudere e lasciare riposare almeno 8 ore, poi controllare se il livello dell'olio è sceso e rabboccare il necessario. Infine chiudere il vasetto.


Io pastorizzo anche le preparazioni sott'olio, per cui metto in vasetti in  una grande pentola (o più d'una) li ricopro di almeno 3 cm. di acqua fredda e porto a bollore, faccio bollire 20 minuti e lascio i vasetti a raffreddare nell'acqua, poi controllo che si sia creato il sottovuoto (capsula abbassata), etichetto e trasferisco in cantina. Per i sott'oli e sott'aceti questo passaggio molti non lo fanno, io per precauzione preferisco (anche perchè è il calore che crea il sottovuoto...), attendere almeno un mese prima di degustare, se si aspetta un po' di più, molto meglio, il sapore ne guadagnerà.



Cous cous integrale al pomodoro piccante con carciofini e praga

Il cous cous mi piace sempre, sia d'estate che in inverno, e quello integrale ancora di più, si presta a molte preparazioni ed è facile e veloce, si accosta a molti ingredienti ma io lo preferisco sempre condito in modo semplice


Cosa serve per DUE persone:
140-160 g. cous cous integrale
brodo vegetale q.b.
olio evo piccante q.b.
un pezzettino peperoncino piccante fresco
poco aglio
basilico q.b.
un pomodoro grande cuore di bue
4-5 carciofini sott'olio (io home made)
100 g. prosciutto di Praga tagliato a cubetti

Preparare il cous cous integrale precotto come scritto sulla confezione con brodo caldo vegetale (di solito per 100 g. di prodotto 120 ml. di liquido)
sgranarlo e condire con olio evo piccante, tenere da parte.
Lavare e sbucciare il pomodoro che dev'essere maturo, eliminare i semi e la parte interna acquosa, tagliarlo a cubettini piccoli, unire un pezzetto di peperoncino fresco o secco tritato, e poco aglio tritato anch'esso, aggiungere il pomodoro condito al cous cous ormai raffreddato, unire il basilico spezzettato con le mani, i carciofini tagliati a listarelle, il prosciutto di Praga.
Mescolare, coprire con pellicola e lasciare insaporire almeno un'oretta in frigo prima di servire.