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Stelline di pasta sfoglia con robiola, gorgo, mascarpone e noci

Alla rubrica "al km 0" si continua a festeggiare e a sfornare buone idee per la tavola del Natale e per capodanno, io ho preparato queste stelline di pasta sfoglia (per me home made) super sfiziose e golose, potete fare la pasta sfoglia in casa seguendo ad esempio la sfoglia tradizionale ricetta di Montersino oppure quella facile di Iginio Massari altrimenti potrebbe essere una validissima alternativa quella semplice alla ricotta, ma se volete fare velocissime potete acquistarla, mi raccomando però, che sia di ottima qualità!


Cosa serve:
350 g. pasta sfoglia (per me fatta in casa)
100 g. robiola freschissima
80 g. gorgonzola col mascarpone
gherigli di noci q.b.
1 tuorlo per spennellare

Stendere la pasta sfoglia sottilmente, con uno stampino a forma di stella ricavare 24 stelline, con i rebbi di una forchetta punzecchiarne 12 spennellare quindi la superficie in modo leggero con il tuorlo sbattuto e fare aderire le restanti 12 stelline precedentemente forate con uno stampino più piccolo (in tal modo si otterrà solo un bordo esterno, esattamente come si fa per i vol-au-vent), le stelline piccolissime di pasta sfoglia che si avanzano, si possono spolverizzare con semi di sesamo, cuocerle a parte e offrirle con l'aperitivo. 



Adagiare le stelline di sfoglia sulla placca rivestita con carta da forno e mettere in frigo, intanto preriscaldare il forno statico a 200°.
Quando il forno è a temperatura infornare e cuocere 15 minuti circa, controllare, la sfoglia deve essere cotta e dorata. Sfornare e lasciare raffreddare. 
In una ciotolina mettere i formaggi, condire con un filino d'olio evo, mescolare con una forchettina; inserire la farcia in una piccola sac a poche usa e getta oppure usare un piccolo cucchiaino e riempire le stelline di sfoglia, guarnire con le noci sgusciate. Conservare in frigo fino al momento del consumo




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BUON NATALE! 

Tapas piemontesi di fichi freschi con tacchino, lardo, miele e noci

Alla rubrica al km 0 abbiamo voglia di goduriose tapas in versione tricolore, anzi regionali. Io ho preparato succulenti bocconcini di fichi freschi neri farciti con leggera fesa di tacchino compensata da  morbido lardo :-)) miele per la dolcezza e noci per dare croccantezza. Un finger food veloce da fare, da servire per svariate occasioni, la cosa fondamentale, come ogni semplice preparazione è utilizzare materia prima eccellente, io ho usato un'affettato artigianale, da salumeria, fichi appena colti, noci fresche e miele locale. Tutto a km 0

Uno tira l'altro, garantito.


Cosa serve per ogni bocconcino:
1 fico fresco nero maturo ma sodo
1/2 fetta (o una se piccola) fesa tacchino arrosto tagliata sottile
1/2 fetta lardo d'Arnard tagliato sottilissimo (se non lo trovate usate quello pancettato senza aromi)
1/2 gheriglio noce
miele q.b.

Lavare e sbucciare i fichi, tagliarli a croce facendo attenzione ad arrivare a poco più di metà frutto, inserire la fesa di tacchino, il lardo e la noce, irrorare con miele e servire.
Se siete a dieta vi consiglio di farcire solamente con la fesa di tacchino, omettendo il lardo, saranno comunque buonissimi ed appaganti.

Salatini con pistacchi di Bronte di Knam (biscotti salati)

Inizio (anzi, continuo, perchè lo dichiaro continuamente) col dire che Knam è una certezza, io l'adoro sia come pasticcere che come persona, le sue ricette, tutte quelle che ho provato, sono impeccabili e di riuscita sicura (non si può dire altrettanto di tanti altri suoi colleghi). La pasticceria salata è di casa da noi in Piemonte e appena ho visto questi biscottini salati (che lui chiama salatini) me ne sono innamorata e mi sono messa subito all'opera per sfornarli, sono perfetti da servire con l'aperitivo; un mio amico, che di cocktail se ne intende, mi ha consigliato di abbinare un americano. Sono sapidi al punto giusto e friabilissimi, burrosi e croccanti, grazie al pistacchio si fa fatica a smettere di mangiarli, perfetti anche da offrire a chi non ama il dolce o in occasione di un buffet; perfetti anche da regalare alle donne in dolce attesa desiderose di sfiziosità salate.


Cosa serve:
140 g. burro morbido
50 g. tuorli (2 grandi o 3 piccoli, occorre sgusciare le uova e pesare la grammatura necessaria, poi sbatterli)
180 g. farina 00
50 g. pistacchi (non salati) tritati
4 g. sale fino
un pizzico pepe nero
50 g. parmigiano grattugiato
65 g. edamer grattugiato

Poi serve:
1 tuorlo per spennellare (io ho aggiunto un goccino di latte)

Montare il burro a pomata (tenuto fuori frigo) con i tuorli un po' per volta, unire i formaggi grattugiati, sale e pepe, continuare a mescolare ed aggiungere tutta in una volta la farina, lavorare il meno possibile, infine unire i pistacchi; una volta incorporati, Knam forma un panetto, lo avvolge con la pellicola e lo mette in frigo per almeno 3 ore, poi stende la frolla salata e coppa un un cutter per biscotti. Io, viste le temperature molto alte e quindi con il rischio altrettanto alto di rovinare questa frolla (ricca di burro e grassi), ho scelto di formare due salamotti, da 4 cm. di diametro, manipolandoli lo stretto necessario (poco) li ho avvolti in pellicola e messi i frigo tutta la notte (ma va bene anche 3 ore). Ho optato per questa scelta più sbrigativa in modo da non dover poi impastare i ritagli, stendere di nuovo la pasta e ricoppare, con il caldo che fa temo che la frolla salata si sarebbe rovinata. 


Preriscaldare il forno statico a 180° foderare con carta da forno una leccarda, tagliare i salamotti in dischi da 1 cm. di spessore e adagiarli nella teglia. Sbattere il tuorlo col goccino di latte e spennellare la superficie


Cuocere per 20 minuti, sfornare e disporre i salatini su una gratella, lasciare raffreddare e buona degustazione. Conservare i salatini/biscotti salati in una scatola di latta



Pizzette di melanzane

Queste "pizzette" sono buonissime e delicate, facili da fare piacciono a tutti ed è un buon sistema per fare mangiare la verdura ai bambini, sono ipocaloriche e versatili, si possono servire come aperitivo, antipasto, contorno. Io ho usato la melanzana bianca che è quella più compatta, con buccia sottile, dolce e senza semi; va bene anche quella lunga violetta striata (anche se qualche seme ce l'ha), ecco queste due qualità sono da preferire rispetto alle altre. Per quanto riguarda il formaggio consiglio di evitare la classica mozzarella perchè rilascia troppa acqua e le melanzane, si sa, sono spugnose, optare per la mozzarella in panetto (denominata per pizza) o altro formaggio a pasta filata come la scamorza o la provola, oppure fondente come la fontina e l'emmenthal; io ho usato grana padano grattugiato e gorgonzola, due formaggi del mio territorio.


Cosa serve per una teglia di "pizzette":
1 melanzana bianca grande
sale fino q.b.
300 g. polpa di datterini
un filo d'olio evo
due ciuffi basilico fresco + alcune piccole foglioline per guarnire
origano siciliano q.b.
un pizzico aglio granulare

Per farcire:
grana padano grattugiato q.b.
gorgonzola q.b.

Lavare la melanzana, asciugarla ed eliminare le estremità, tagliare fette spesse 1 cm. adagiarle sulla leccarda rivestita con carta da forno, praticare alcuni tagli incrociati sulla polpa e salarle leggermente. Intanto preriscaldare il forno ventilato a 200°
Nel bicchiere del frullatore ad immersione versare la polpa dei datterini insieme ad un filo d'olio, l'aglio, il pizzico di sale e il basilico, emulsionare per ottenere una salsa, con questa condire le melanzane versandone 1-2 cucchiai su ogni fetta, spolverizzare con origano di qualità.


Infornare per 15 minuti poi abbassare a 150° estrarre la leccarda dal forno, farcirne alcune con grana padano grattugiato, altre con cubettini di gorgonzola dolce, infornare nuovamente per 3 minuti.
Sfornare e decorare con foglioline di basilico fresco
Servire. Buonissime anche fredde




Tartellette di baccalà

Queste tartellette sono facili da fare, occorre solamente avere pazienza per i tempi di ammollo del baccalà, sono gustosissime ed essendo un fingerfood, sono facili da servire e da mangiare, perfette per un buffet si possono preparare con largo anticipo ed assemblare poco prima del consumo, ideali come antipasto per la tavola delle feste, come appetizer a capodanno, ma ideali da servire tutto l'anno, soprattutto nella stagione invernale.

Mi dispiace per la foto non bellissima, le ho preparate e servite per cena, per cui la luce è quella che è.


Cosa serve per una quindicina di tartellette

Per la frolla al parmigiano:
145 g. farina 00 W170
20 g. parmigiano grattugiato
35 g. burro salato
40 g. burro (oppure usare tutto burro normale + un generoso pizzico di sale)
1 uovo medio

Per la spuma di baccalà:
250 g. baccalà già ammollato e dissalato i giorni precedenti (peso al netto degli scarti e ben scolato)
olio evo q.b.
latte q.b.
aneto q.b.

Preparare la frolla salata al parmigiano mettendo in robot da cucina provvisto di cutter burro freddo da frigo fatto a pezzetti e farina, azionare qualche istante per ottenere uno sfarinato, poi aggiungere parmigiano e uovo e amalgamare pochi istanti, raggruppare il composto e formare un panetto, avvolgerlo in pellicola e metterlo in frigorifero un paio d'ore (anche il giorno prcedente va bene).
Trascorso il riposo, preriscaldare il forno statico a 170°, imburrare ed infarinare uno stampo da tartellette piccole o mini muffin (oppure usarne uno in silicone come ho fatto io), riprendere la pasta in frigo, manipolarla qualche istante per renderla elastica e stenderla con il mattarello su un piano leggermente infarinato in modo che non sia troppo sottile, 1/2 cm. va bene. Impastare i ritagli e formare altre tartellette fino ad esaurimento dell'impasto.



Coppare con un tagliabiscotti da 7D eadagiare il disco di frolla salata negli stampini, bucherellare con una forchettina ed infornare per 12 minuti circa. Controllare, le tartellette devono essere cotte ma non troppo colorite, altrimenti il parmigiano rilascerà un retrogusto un po' amaro.
Sfornare, lasciare intiepidire e mettere i gusci sulla gratella a raffreddare.
Preparare la farcia (si può fare anche questa il giorno precedente però consiglio di farcire le tartellette il giorno in cui si serviranno).
Mettere in una casseruolina il baccalà già dissalato bene ed ammollato, asciugato, spellato e spinato, coprire con latte e fare sobbollire coprendo con un coperchio, una ventina di minuti.


Lasciare intiepidire poi spolpare il filetto di baccalà, controllare bene che non ci siano ancora lische e mettere la polpa nel minipimer, emulsionare aggiungendo a filo olio q.b. per ottenere una spuma soffice ma densa (non esagerare con l'olio dunque), mettere poi la spuma in una sac a poche usa e getta col beccuccio a stella o(o anche liscio) e farcire le tartellette.
Servire a temperatura ambiente o appena intiepidite in forno già caldo per pochi istanti.
In ultimo aggiungere un ciuffettino di aneto.

Polpettine di ceci con crema di zucca alla cannella (vegan e senza lattosio)

Oggi è il world vegan day, io sono onnivora anche se ultimamente ho ridotto considerevolmente l'apporto delle proteine animali, invecchiando le necessità alimentari cambiano; diverso è il discorso etico che vira verso tutt'altro argomento. Io sono di natura rispettosa verso le scelte altrui anche quando non le condivido, ovvero non rompo le scatole a nessuno ma esigo che gli altri non s'impiccino delle mie. Ricordo un giorno al supermercato (credo di averlo già raccontato) ero in coda in cassa, prima di me una signora con una bimbetta che avrà avuto 5/6 anni, poso la mia spesa sul nastro scorrevole tra cui del petto di pollo; la bimba: "mamma, cos'è quello?" indicando la confezione di carne, la mamma disgustata: "cadaveri che mangiano le persone cattive".... (una frase del genere) per poi imbarazzarsi (giustamente) incrociando il mio sguardo che senza dubbio non sarà stato amichevole. Il rispetto dev'essere reciproco, anche verso un bambino, sono dell'idea che occorra fornirgli gli strumenti per poter prendere in autonomia le proprie decisioni quando avrà un’ età ragionevolmente matura per poterlo fare;  oltre il fatto che nella crescita l'organismo ha bisogno di nutrimento adeguato, ma questo lo lascio dire a chi ha le competenze per farlo. 

In merito a questa ricetta, aggiungo che sono molto curiosa e mi piace sperimentare sfumature e sapori nuovi, queste deliziose polpettine si possono servire come aperitivo (come ho fatto io) oppure per antipasto o come secondo piatto, in questo caso è sufficiente cambiare le quantità.


Cosa serve:
250 g. ceci secchi
1 costa sedano
1 pezzo carota
1 pezzo cipolla
1/2 pomodoro
30 g. acqua + 20 g. amido di mais
cannella in povere q.b. (a piacere)
un pizzico coriandolo in polvere
1 ciuffo basilico
1 cucchiaino erbe provenzali
1 pizzico aglio granulare
1 cucchiaio farina di mandorle
500 g. zucca butternut
sale e pepe q.b.
brodo vegetale (o acqua) q.b.
pangrattato + farina di mais fioretto q.b.
olio arachide q.b. per friggere

Per prima cosa mettere i ceci in ammollo per 12 ore, poi scolarli e cuocerli per 25 minuti coperti da 4 dita d'acqua in pentola a pressione insieme a sedano, carota, cipolla e pomodoro. Fare sfiatare la valvola, aprire il coperchio, aggiungere una presa piccola di sale grosso, richiudere il coperchio, portare a pressione e cuocere ancora 5 minuti. A fine cottura, fare fuoriuscire il vapore, aprire la pentola e scolarli con le verdure, quindi farli intiepidire. (se si preferisce cuocerli tradizionalmente occorrerà un'ora e mezza circa o fino a quando i ceci risultano teneri).



Intanto preparare la crema: decorticare la zucca, farla a tocchetti e metterla in una casseruola insieme al brodo vegetale, l'aglio, la cannella e il basilico (se si usa la semplice acqua, ricordare di salarla un po'), coprire con due dita e fare cuocere finchè diventa morbida, quindi togliere o aggiungere liquido a seconda di quanto se n'è consumato, si deve ottenere una purea densa, quindi frullare con il minipimer, pepare alla fine.




Nel robot da cucina frullare i ceci con una pastella fatta con l'acqua e l'amido di mais, unire la farina di mandorle e le verdure cotte, poi unire le erbe aromatiche, regolare il sale e formare le polpettine, passarle in un mix di pangrattato e farina da polenta, scuoterle bene e friggerle qualche istante in olio di arachide ben caldo.
Asciugarle su carta da cucina assorbente e servirle con la crema di zucca alla cannella.

Polpettine vegetariane di melanzane e feta

Per la rubrica al Km 0 oggi è l'ultima uscita prima della pausa estiva, torneremo belle cariche di ricette e consigli il 9 settembre, quindi vi salutiamo con un'ottimo spumante, magari un Valdobbiadene prosecco superiore DOCG, per aperitivo brindando all'estate e alla amicizia, da soli o in compagnia che sia. Io ho preparato delle polpettine piccolissime molto sfiziose, di quelle che una tira l'altra, davvero deliziose se condite con spezie ed erbe varie, altrimenti rimangono comunque si golose (essendo fritte.. fritta è buona anche una suola di scarpe), ma meno saporite.  La melanzana la cuocio al microonde, si può anche cuocerla in forno a 180° per 50-60 minuti ma perchè surriscaldare la casa quando si possono anche accorciare i tempi? Sconsiglio di bollirla, si inzuppa letteralmente d'acqua come una spugna e perde gusto (già la melanzana di per se ne ha poco..)



Cosa serve per 20-25 polpettine mignon:
250 g. polpa di melanzana violetta già cotta (che corrisponde ad 1 melanzana cruda peso lordo circa 600 g.)
1 uovo
100 g. feta
80 g. pangrattato
sale e pepe q.b.
erbe provenzali q.b.
paprika dolce q.b.
1 pezzettino piccolo aglio
farina di mais fioretto q.b. per impanare
olio arachide q.b. per friggere

Lavare la melanzana e bucherellarla con una forchetta. Metterla in una pirofila e cuocerla al microonde alla massima potenza (il mio va a 900W) per 15 minuti o comunque finchè risulta morbida.  Tagliarla a metà e farla raffreddare.


Con un cucchiaio prelevare bene tutta la polpa e metterla in un robot da cucina provvisto di cutter insieme al pezzettino d'aglio (oppure, se sprovvisti di tale elettrodomestico, usare un frullatore ad immersione), travasare quindi la polpa frullata in una ciotola ed aggiungere: il tuorlo, le erbe aromatiche e le spezie, regolare sale e pepe, unire poi la feta sbriciolata con le mani ed il pangrattato (se si ha in casa pane con una buona mollica si può tostarla leggermente in padella e grattugiarla, andrà ancora meglio), mescolare bene e lasciare riposare il composto 15 minuti.



Formare poi piccole polpettine e passarle nell'albume leggermente montato a neve con una forchetta e poi nella farina di mais fioretto. Scuotere l'eccesso e friggere in olio di arachide caldo (ma non fumante) 


Buone-buone!!! Sono adattissime per un buffet, un aperitivo, una merenda sfiziosa. Si possono anche congelare una volta cotte e raffreddate e poi semplicemente riscaldate in una padella antiaderente.


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Panini mignon con semi di chia e di lino

Generalmente per appetizer vari da buffet si usa preparare panini semidolci, adatti da farcire sia con salumi e formaggi che con creme dolci o confetture, arricchiti con zucchero, burro e uova.
Oggi invece ho deciso di preparare piccolissimi panini salati, un impasto per pane classico, molto più leggero e salutare, arricchito si ma con semi di chia e di lino, ho usato il mio fido lievito madre e un trittico di ottime farine. Li ho fatti piccolissimi, da 25-30 g.caduno, un perfetto finger food, un boccone e via. Ho fatto la foto dei panini in fase di formatura accostando un tappo da bottiglia, per far vedere quanto sono piccoli :-) Il pane piccolo è molto più semplice da fare se si usa il lievito di birra, anche se io ho voluto usare il mio lievito madre, tenerne conto se lo preferite ed accorciate i tempi di lievitazione


Cosa serve:
100 g. farina di grano saraceno
200 g. farina tipo 1 bio
200 g. farina di semola rimacinata
100 g. lievito madre rinfrescato e al raddoppio (oppure 4 g. lievito di birra fresco)
12 g. sale fino marino integrale
380 g. acqua a t.a.
1 cucchiaino malto d'orzo bio in polvere
1 cucchiaio semi di lino 
1 cucchiaio semi di chia 
latte q.b. per spennellare

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 13,30 tirare fuori dal frigo il lievito per acclimatarlo, (dopo una mezz'ora spesso faccio il bagnetto al lievito lasciandolo in ammollo in acqua leggermente tiepida con un pizzico di zucchero se ha un odore un po' acido, poi lo strizzo e proseguo) ore 14,30 rinfrescare il lievito, tenerne da parte 100 g. e l'altro (dopo aver fatto partire la lievitazione, quindi dopo 2 o 3 ore) metterlo in frigo per le panificazioni successive. 
Se si usa il lievito di birra, preparare un lievitino con 100 g. di farina tipo 1 (prelevata dagli ingredienti elencati) con 100 g. d'acqua e il lievito, fare una pastella, coprire con pellicola e lasciare riposare un'oretta prima di impastare. 
Nel frattempo preparare l'autolisi mettendo nella ciotola le farine e irrorandole con 320 g. d'acqua. Dare una mescolata sommaria e veloce, coprire con pellicola/canovaccio e lasciare riposare il tempo che il lievito sarà pronto.

Ore 18/18,30 mettere nella ciotola della planetaria il malto e il lievito a pezzi, inziare ad impastare, unire la restante acqua pochissima alla volta, lasciando incordare ogni volta, in ultimo aggiungere anche i semi ed il sale. Impastare fino a quando l'impasto risulta liscio, resterà morbido e appiccicoso, è normale quando si impasta un pane ad alta idratazione. E' giusto così.
Spegnere, ungersi le mani prelevare l'impasto e metterlo in una capiente ciotola leggermente oliata; coprire con pellicola e canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 3 ore, poi trasferirla in frigo a fare maturare l'impasto per 10-14 ore, a seconda dei propri impegni (quindi fino alla mattina successiva e se seguono gli orari che ho usato io).





Quando sono lievitati spennellarli delicatamente con il latte, intanto preriscaldare il forno statico a 220°. 
Spruzzare le pareti del forno con abbondante acqua e cuocere i panini per 10 minuti, poi abbassare la temperatura a 190° e cuocere ancora per 15 minuti circa. Controllare ogni forno è diverso. Devono essere cotti ma non perderli di vista, se cuociono troppo poi risultano secchi.
Sfornare e lasciare i panini a raffreddare sulla gratella. Una volta freddi si possono congelare per utilizzarli al bisogno, sarà sufficiente lasciarli scongelare a temperatura ambiente per una mezz'ora.
Una valida e salutare alternativa all'impasto calorico dei panini semidolci o dolci.


Il nostro paniere completo ha sfornato:

Sabrina: Panini arabi
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Cantucci salati

Siamo arrivati a dicembre, non illesi, ma i blog di cucina trattano di cibo, buon'umore e leggerezza e quindi parliamo (o per lo meno io parlo) di cucina ed entriamo appieno nel mood natalizio.

I cantucci o biscotti di Prato, sono biscottini friabili deliziosi, davvero squisiti, io li faccio sempre a Natale per la mia famiglia e da regalare agli amici, ricette ne ho provate alcune sia copiandole da vari libri che su altri blog, ma nessuna è risultata perfetta come quella del pasticcere Giovanni Pina, una garanzia, credetemi, se volete farli andate a leggere la ricetta: biscotti di PratoOggi vi propongo una versione salata messa a punto da me sulla falsa riga di quelli classici dolci, risultano un po' più complicati da fare per la consistenza dovuta alla presenza del parmigiano, ma a parte la forma non perfetta il sapore invece è delizioso, perfetti da regalare a chi magari preferisce il salato al dolce, da offrire a Natale (ma non solo) come antipasto, per stuzzichino, per una colazione o merenda salata. 

Cosa serve:
250 g di farina 00
50 g. farina di pistacchi
2 g. ammoniaca per dolci (bicarbonato di ammonio)
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
50 g. burro morbido
2 uova
50 g di mandorle intere sgusciate
50 g di pistacchi non salati o nocciole sgusciate, spellate e tostate
sale q.b.
pepe q.b.
un pizzico di semi di anice o di finocchio


In planetaria o in una ciotola, mescolare le farine, il parmigiano, i semi di anice, sale e pepe, unire il burro morbido e le uova, dare un'amalgamata rapida e poi aggiungere l'ammoniaca per dolci sciolta in un cucchiaio d'acqua e, in ultimo, la frutta secca.
Formare due o tre salomotti sulla spianatoia infarinata. 


Infornare a 180° per 20 minuti, poi sfornarli, farli intiepidire, tagliarli in obliquo e rimetterli a tostare in forno per 7 minuti circa.


Farli raffreddare bene su una gratella prima di servirli. Perfetti per accompagnare i salumi.


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Farinata di ceci

La farinata mi ricorda l'adolescenza e i week end passati a Torino con il fidanzato e gli amici, sono particolarmente legata (nonchè golosa) di questa preparazione che è, in se per se, semplice ma che nasconde non poche insidie, per la consistenza che dev'essere giusta e senza grumi e per la cottura, va detto che con la temperatura del forno di casa, un po' come per la pizza, non ci si deve aspettare lo stesso prodotto della pizzeria, perchè va (andrebbe...) cotta nella teglia in rame e ad altissima temperatura. 



Cosa serve:
250 g. farina di ceci
sale e pepe nero
4 cucchiai di olio e.v.o.
700 ml. di acqua

Mettere nel boccale del frullatore (o in una grande brocca e poi emulsionare con il minipimer)  l'acqua, la farina, due pizzichi di sale, una bella macinata di pepe e 
l'olio;  frullare fino ad ottenere una pastella 
fluida. Coprire con pellicola e mettere in frigo. Lasciare riposare 4 ore/6 ore.


Oliare abbondantemente la teglia in rame o, se non disponibile, una teglia antiaderente da forno e versare il composto.
Lo strato deve essere sottile circa 1 cm. Questa dose è perfetta per una teglia cm. 38x26 (spazio interno utile)
Infornare nel secondo ripiano (partendo dal basso) in forno preriscaldato ventilato a massima temperatura per circa 20/25 minuti (il mio 250 funzione pane e pizza, più caldo nella parte inferiore), dev'essere croccante fuori e ancora leggermente umida (ma cotta!) dentro. 


Si può anche congelare, molto comodo poi trovarla pronta, scongelandola in frigo o a t.a. per poi passarla pochi minuti in forno già caldo. Togliere dal forno e, se piace, cospargere ancora con un po' di pepe nero macinato al momento.