Visualizzazione post con etichetta fatto in casa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fatto in casa. Mostra tutti i post

Confettura di mirtilli neri con cardamomo

Ho ricevuto dei mirtilli neri in regalo davvero fantastici! Ecco una bella scorta da trasformare in confettura (e da congelare per le macedonie invernali); ho usato una dose moderata di zucchero (come mia consuetudine, se la confettura piace più dolce, naturalmente basta aumentare la dose, di meno consiglierei di no, primo perché risulta sbilanciata, secondo perché si conserverebbe pochissimo tempo, oltre che dolcificare ovviamene funge da conservante. Con questa quantità si mantiene per un anno e più, opportunamente riposta in cantina. Ho aromatizzato la confettura con profumatissimo cardamomo che mi è arrivato in dono (anche questo, sono stata molto fortunata) direttamente dall'India, l'ho comprato molte volte qui, anche nel corso di sagre e fiere ma non l'ho mai trovato così intenso. Se si usa già in polvere è più comodo, altrimenti occorre aprire i baccelli e polverizzarlo con un frullino (perfetto il macinacaffè). 

La spezia si può omettere, se non piace o, al contrario, se ne può aggiungere di più se è molto gradita.



Cosa serve:
1,500 kg mirtilli nero maturi e intatti
400 g zucchero semolato
il succo di mezzo limone bio
7-8 baccelli cardamomo verde


Per prima cosa come di consuetudine sterilizzare vasetti e tappi, lavarli  e metterli in forno, accendere a 100° da quando arriva a temperatura calcolare 30 minuti, poi spegnere il forno. 
Lavare ed asciugare i mirtilli, metterli in una casseruola antiaderente larga e capiente, aggiungere lo zucchero, il cardamomo polverizzato e il succo di limone, mescolare bene e lasciare riposare un paio d'ore. 


Accendere il fuoco, portare a bollore, abbassare la fiamma, mettere se disponibile uno spargifiamma.  La confettura sarà pronta in 30 minuti circa (dipende dalla pentola e dall'acquosità dei mirtilli, possono essere necessari 10 minuti in più, verso la fine si noterà che la confettura tenderà ad inspessire velocemente, quindi allontanare dal fuoco e col frullatore ad immersione emulsionare brevemente per ottenere una parte di confettura in purea e parte a pezzi (o se piace tutta passata, frullare accuratamente), fare ora la solita prova piattino, ovvero versare un cucchiaio di confettura su un piattino, è pronta quando la consistenza non è acquosa, in questo caso rimettere sul fuoco ancora qualche minuto mescolando di continuo.
Appena tolta dal fuoco, pulire bene i bordi della casseruola (si sarà depositata la confettura più caramellata), mescolare bene ed invasare subito nei vasetti ancora caldi. Chiudere on tappi/capsule nuove, capovolgere i vasetti a testa in giù in modo che il tappo sia a contatto del tavolo, dopo un'oretta rivoltarli e coprirli con una maglia calda; lasciare raffreddare completamente i vasetti, controllare che la capsula si sia abbassata creando così il sottovuoto. Etichettare e riporre in cantina o luogo fresco. Si conserva fino ad un anno. 




Marmellata di arance washington navel e anice stellato

Per fare la marmellata di arance (e per tutti gli agrumi) occorre avere pazienza, rispettare i tempi di ammollo per eliminare ogni traccia d amaro e ottenere così un prodotto delizioso, occorrono tre giorni, ma il tempo da dedicare è davvero poco, vale la pena.

Lo so che l'ho già scritto altre volte ... tra le confetture e marmellate quest'ultime le preferisco, amo molto farle in casa, quelle acquistate non mi piacciono proprio. Le consumo ogni mattina a colazione e mi piace variare, puoi dare un'occhiata nella mia sezione dedicata nel menu cliccando qui: conserve 

Generalmente per le marmellate di agrumi si usa molto zucchero anche il 125% per contrastare l'acidità del frutto e l'amaro della parte bianca della scorza (se si usa), alcune ricette prevedono il rapporto 1:1 che consente la conservabilità di un anno (si parla ovviamente di preparazioni casalinghe..) per i miei gusti è troppo tenendo conto che non bisogna ridurre esageratamente perchè lo zucchero funge da conservante oltre che smorzare l'acidità delle arance; questa qualità bionda, però,  è molto dolce per cui ho diminuito ancora un po' del mio solito. Ho aromatizzato con un anice stellato ma si può usare la buccia di una bacca dii vaniglia o cannella oppure omettere del tutto le spezie.


Cosa serve:
1,5 kg washington navel siciliane bio (buccia edibile)
50 ml succo limone bio
450 ml. acqua 
950 g zucchero semolato 
1 anice stellato

Scegliere arance naturali e freschissime (leggere anche l'etichetta, deve riportare la buccia edibile, è fondamentale)  lavarle bene sotto un getto di acqua corrente fredda, spazzolandole con una spugnetta abrasiva nuova.
Con i rebbi di una forchetta bucherellare abbondantemente le arance facendo attenzione a forare solo la scorza e non affondare dentro la polpa.
Mettere le arance in un grande contenitore o una capiente pentola (o più d'una) e coprirle completamente con acqua fredda del rubinetto, posizionare un peso sulle arance in modo che rimangano immerse. Mettere il contenitore in frigo (o su un balcone in cui la temperatura sia tra i 2 e i 7 gradi) e cambiare l'acqua ogni 12 ore per 4-5 volte.

Il terzo giorno scolare le arance ed eliminare unicamente le estremità, poi con un coltello dalla lama liscia e larga, tagliarle a metà PER IL LUNGO (quindi dalla parte opposta rispetto al taglio che si fa per spremerle), eliminare la parte centrale bianca e filamentosa, tagliare quindi fettine sottili e il più possibile regolari SENZA SBUCCIARLE. Man mano che si tagliano sul tagliere, trasferire le fettine in una ciotola compreso il succo. Pesarle solo adesso per calcolare la quantità di zucchero (malgrado si siano eliminate le estremità, la scorza spugnosa assorbe acqua dell'ammollo).

Mettere il tutto dentro una grande casseruola antiaderente larga e bassa (così l'acqua evapora prima e la marmellata cuoce in modo più uniforme) aggiungere lo zucchero, mescolare con un cucchiaio di legno, coprire con pellicola e lasciare riposare a temperatura ambiente per 4 ore.
Trascorso il tempo indicato, mettere sul fuoco aggiungendo l'acqua, l'anice stellato e il succo del limone. Fare cuocere a fuoco moderato mescolando ogni tanto, per 40-45 minuti. Assaggiare una scorza di arancia, deve risultare tenera.
Spegnere il fuoco, eliminare l'anice stellato (importante) e, col minipimer, frullare la marmellata avendo cura di usare il tasto ad impulsi e di lasciarla grossolana, trovare i pezzi di frutta è una vera goduria (secondo me.. se si preferisce una purea, basta frullare a lungo e a velocità massima).
Rimettere sul fuoco ma questa volta piccolo e al minimo (io uso anche uno spargifiamma), deve sobbollire pianissimo; in questa fase occorre mescolare quasi continuamente ed occorre fare molta attenzione alla consistenza e che non si attacchi. 
La durata dipende se si preferisce una marmellata molto fluida o molto densa, a me piace densa e gelatinosa, per cui l'ho fatta cuocere in tutto 1 oretta abbondante ma regolarsi in base ai propri gusti e soprattutto dall'acquosità dell'agrume, il tempo può variare.
Nel frattempo lavare ed asciugare perfettamente con un canovaccio (che non sia profumato di ammorbidente) i vasetti e i tappi, poi sterilizzarli: inserirli sulla grata del forno a testa in giù e accendere il forno statico a 100° da quando arriva a temperatura lasciarli dentro 25/30 minuti poi spegnere ma lasciarli dentro al caldo.


Invasare la marmellata ancora bollente nei vasetti perfettamente asciutti e sterilizzati, (proteggere le mani con un canovaccio) chiudere i tappi senza forzare troppo ma saldamente, posizionare i vasetti a testa in giù (quindi col tappo a contatto del tavolo) e lasciarli raffreddare per alcune ore, in modo che si crei il sottovuoto.
Attendere almeno 30 giorni prima di consumare per gustare i sapori e la consistenza al meglio.


Squisita sul pane, sulle fette biscottate o con i biscotti ai cereali e cioccolato

Succo di pera fatto in casa

I succhi di frutta fatti in casa sono facili e veloci da fare, il sapore è mille miglia distante dai succhi industriali, per non parlare della qualità. Io ho usato una varietà non trattata di pere antiche piemontesi, molto dolce e gustosa, ma va benissimo la pera williams perchè poco granulosa e molto acquosa. Vedrete i bambini (ma anche i grandi) quanto lo apprezzeranno. 


Cosa serve:
1 kg. pere mature non trattate (peso netto)
il succo di 1 limone
200 g. zucchero semolato
150 ml. acqua (aumentabile a 200 ml. a seconda dell'acquosità delle pere)

Lavare e sbucciare le pere, farle a pezzetti e pesarle, ottenere il peso voluto, irrorare la frutta col succo di limone, tenere da parte.


Fare lo sciroppo: in un pentolino di acciaio sciogliere lo zucchero nell'acqua mescolando bene, accendere il fuoco moderato e portare ad ebollizione. poi spegnere e lasciare raffreddare.
Col minipimer ad immersione frullare accuratamente le pere, unire lo sciroppo, emulsionare bene con una frusta a mano (o un cucchiaio), quindi imbottigliare in bottigliette piccole o medie precedentemente sterilizzate (anche i tappi devono essere sterilizzati e nuovi).


Pastorizzare così il succo facendo sobbollire le bottigliette per 20 minuti (dal bollore), lasciare poi raffreddare il succo nella pentola, controllare che le capsule dei tappi sia correttamente abbassata (segno dell'avvenuto sottovuoto), etichettare e riporre in cantina o comunque in luogo fresco. Al momento del consumo, agitare vigorosamente la bottiglietta (la parte più liquida si depositerà verso il fondo, è normale), aprirla e servire.