Visualizzazione post con etichetta gelati-semifreddi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta gelati-semifreddi. Mostra tutti i post

Gelato alla pesca bianca con vaniglia e scaglie di cioccolato

Oggi noi della rubrica "al km 0" pubblichiamo la nostra ultima ricetta, poi ci fermiamo per la vacanze e riprenderemo il 14 settembre, per l'occasione visto il gran caldo, abbiamo preparato ricette utilizzando la frutta: semifreddi (che sono dessert al cucchiaio a base di una montata di albume e zucchero, ovvero di meringa, non basta che siano mousse fredde per denominarsi semifreddi, spesso leggo questo errore, così allo stesso modo leggo chiamare gelato quello che in realtà è un sorbetto e viceversa: se non c'è latte e/o panna e/o uova è un sorbetto), ma prepariamo anche dessert freschi e gelati; io ho portato proprio un goloso gelato alla pesca bianca del mio territorio che è squisita ed io la preferisco alla sorella con la polpa gialla; gelato che ho arricchito con preziosa vaniglia (ormai il gelato alla vaniglia - quella vera intendo - non aromi artificiali) non si trova più nelle cremerie e golose scaglie di cioccolato fondente.


Cosa serve:

250 g polpa di pesca bianca (con la buccia, ma se si preferisce si può togliere)
220 g latte
5 g semi di vaniglia
90 g panna fresca liquida
90 g zucchero semolato
20 g cioccolato fondente al 70%
mezzo cucchiaino raso farina semi di carrube bio (serve a rendere il gelato cremoso e a contrastare al cristallizzazione)


Mettere il cestello della gelatiera nel congelatore almeno 24 ore prima di fare il gelato (o seguire le indicazioni del proprio elettrodomestico) 

Scaldare panna e latte in cui si è fatta sciogliere la farina, sempre mescolando fare addensare sul fuoco senza portare al bollore (deve rimanere a 90°) poi fare raffreddare a temperatura ambiente e poi mettere il composto nel bicchiere del frullatore ad immersione e riporre in frigo almeno 5 ore. Mettere in frigo anche le pesche. Trascorso il tempo di raffreddamento unire le pesche tagliate a pezzi al latte e panna addensati, unire poi anche lo zucchero e la vaniglia, emulsionare qualche minuto fino ad ottenere un composto ben amalgamato; azionare la gelatiera e, mentre la spatola gira, versare il contenuto nel foro del coperchio, lasciare quindi mantecare 35-40 minuti. 

Alla fine ricavare da un cubotto di cioccolato fondente tante scaglie e versarle nel cestello mentre gira, attendere due minuti e spegnere, dare poi una mescolata delicata con una spatola e versare il gelato in un contenitore che possa andare in congelatore dove occorre lasciarlo almeno un'ora se si è utilizzata la farina di semi di carrube, altrimenti almeno 3 ore prima di servirlo.

Ottimo, davvero leggero e delicato. 

Carla: Mousse di yogurt greco con pesche caramellate
Sabrina: Coppette di crema allo yogurt con coulis di frutti di bosco
Simona: Gelato alla pesca bianca con vaniglia e scaglie di cioccolato






Ghiaccioli piemontesi (menta bianca e mela autoctona)

Per la rubrica al Km 0 oggi ricette fredde e veloci, io vado ancora oltre. I ghiaccioli sono semplicissimi da fare: acqua e sciroppo oppure succo/estratto di frutta.. nient'altro, altrimenti non si possono più chiamare ghiaccioli ma saranno sorbetti o, addirittura, gelati su stecco (in presenza di latte e derivati). Quindi questa non sarà una vera ricetta quanto voler parlare, omaggiare e fare conoscere due prodotti eccellenti del mio territorio, che poi è la base di questa rubrica, in questo della pregiatissima menta bianca di Pancalieri (TO)  sagra a settembre il cui sciroppo non ha niente a che vedere con quello dozzinale e industriale colorato e con conservanti e dolcificanti vari, lo potete acquistare in negozi specializzati di prodotti locali e di nicchia e poi una sana, bio, deliziosa spremuta naturale al 100% di mele antiche di Cavour (TO) fiera a novembre questo nettare per acquistarlo dovete venire a visitare la sagra oppure lo trovate nei nostri mercati. (ovviamente le manifestazioni in periodi consentiti no covid) 


Cosa serve:
100% succo di mela varietà antica piemontese di Cavour (TO) q.b.
sciroppo di menta bianca di Pancalieri (TO) q.b.
acqua q.b.

Ho versato il succo di mela in due stampini per ghiaccioli e negli altri due ho versato circa 1/4 di sciroppo e 3/4 d'acqua e poi li ho messi in congelatore fino al giorno successivo e comunque almeno 6 ore.
  • Se si desidera fare in casa lo sciroppo di menta si può procedere così:
1,5 kg. foglie menta piperita
500 g. zucchero semolato
1 limone naturale

Lavare in acqua fredda le foglie di menta e passarle al passaverdura raccogliendo il succo in una ciotola.
Preparare uno sciroppo facendo sciogliere lo zucchero in 100 ml. d'acqua, fare bollire mescolando e toglierlo dal fuoco, lasciarlo intiepidire ed unirlo allo sciroppo, aggiungere anche il succo e la scorza intera del limone. Quando è freddo passarlo in un colino e imbottigliarlo.
  • Se si desidera fare in casa la spremuta di mela si può semplicemente usare un estrattore o, in mancanza di questo elettrodomestico, si può procedere a fare il succo e si può procedere così: (per 4 bottigliette da 200 ml.) 
1Kg. mele (scegliere mele biologiche e dolci)
400 g. zucchero per ogni chilo di polpa cotta
1 limone
ricetta presa dal libretto Bormioli Rocco

Lavare bene le mele ed eliminare torsolo e piccolo poi, senza sbucciarle, farle a tocchi grandi e fare cuocere in poca acqua fino a quando diventano morbidissime. Passarle quindi ancora calde con un passaverdure a trama molto fine. Pesare il ricavato e aggiungete lo zucchero in proporzione di 400 g. per ogni chilo di polpa ottenuta. Mescolare bene, aggiungendo il succo di limone e portare nuovamente ad ebollizione il composto per fare sciogliere bene lo zucchero.
Dopo aver sterilizzato le bottigliette (lavarle bene e passarle nel forno a 50° per alcuni minuti) versare il succo, tappare con tappi nuovi e sterilizzare in una pentola coprendole bene d'acqua, calcolando una mezz'oretta dal bollore, poi etichettare e conservare in cantina.

Seguiteci anche sulla nostra pagina facebook cliccando QUI

Frozen yogurt (gelato) con banana senza lattosio

Buongiorno, come state? Eccomi dopo due settimane di fermo-vacanze. Il mio rientro è una ventata di fredda delizia.
Il frozen yogurt si differenzia dal gelato vero e proprio per la consistenza (è più morbido e spumoso) e per il ridotto contenuto di calorie, è un po' una via di mezzo tra un gelato classico alla frutta e un sorbetto (anche se ricordiamolo che il sorbetto è fatto da acqua zucchero e frutta. Stop); costituito da tre ingredienti: yogurt, latte e zucchero, al momento di servire si possono aggiungere biscottini, zuccherini o cioccolato, ma andrebbero ad aumentare le calorie, se si è in regime ipocalorico meglio gustarlo in purezza o con frutta fresca o, come ho fatto io, aggiungerla direttamente nel composto da mantecare; si può usare lo yogurt ed il latte che si desidera, io ho scelto di farlo senza lattosio e magro. 
Tenete presente che se non interessa un prodotto a ridotto contenuto calorico si possono usare yogurt intero e latte intero o ancor meglio panna che, grazie alla presenza di grassi, otterrete un frozen yogurt più compatto e cremoso simile dunque al classico gelato.
Ottimo da gustare sia a fine pasto che a merenda, ma è strepitoso a colazione nei caldi ed afosi risvegli di piena estate.


Cosa serve:
150 g. polpa di banana matura (1 frutto medio)
250 g. yogurt alla banana senza lattosio
50 g. latte senza lattosio magro (o parzialmente scremato)
50 g. zucchero a velo di canna (o normale)
1 cucchiaino raso farina di semi di carrube

Dopo aver messo il cestello della gelatiera per 24h. nel congelatore, preparare il composto:
sbucciare la banana, togliere i filamenti e schiacciarla bene con una forchetta, versare la purea in una ciotola ed unire lo zucchero a velo, mescolare bene ed unire lo yogurt, mescolare ancora per amalgamare. Volendo si può frullare io non ho voluto perchè mi piace trovare qualche pezzettino di frutta nel frozen. Mettere in congelatore per 30-40 minuti o frigorifero per 3-4 ore.


In un pentolino sciogliere la farina di semi di carrube nel latte, mettere sul fuoco al minimo e, mescolando, fare addensare; occorreranno pochi istanti vista la quantità minima di liquido. Quando è raffreddato (pochi minuti) travasare questo composto nella ciotola, mescolare molto bene.



Prendere dal congelatore o freezer che sia, la ciotola della gelatiera, montare la spatola e fare partire la macchina, travasare attraverso il foro del coperchio, il composto di yogurt e banana e lasciare mantecare per 40 minuti.
Intanto rivestire un contenitore che possa andare in freezer con carta da forno (io ho usato una vecchia vaschetta di un altro gelato), trascorso il tempo indicato versare il gelato nella vaschetta, livellarlo, chiuderlo e metterlo a raffreddare ulteriormente in freezer. L'aggiunta della farina di semi di carrube farà sì che il composto rimanga nell’immediato più morbido, lasciato nel freezer più a lungo il composto risulterà indurito, quindi occorrerà farlo stemperare prima di servirlo.
Conservare nel freezer e consumare entro pochi giorni.


Budino light gluten free cocco e vaniglia

Per un dolcino veloce, fresco e leggerissimo.... utilizzando un latte vegetale si può ottenere un prodotto vegan (oltre che senza glutine)


Cosa serve:
500 ml latte (quello che si preferisce, per me parzialmente scremato senza lattosio)
15 g. cocco rapè
2 g. di agar-agar in polvere
1 pizzico di sale
50 g. zucchero semolato
1 cucchiaino estratto naturale di vaniglia
cioccolato fondente al 70% q.b. (circa 40 g.)

In un pentolino mescolare accuratamente la farina di cocco rapè con lo zucchero, il pizzico di sale e l'agar-agar.
Aggiungere un pochino di latte freddo ed amalgamare con una frusta per sciogliere i grumi, continuare ad aggiungere latte poco per volta, sempre mescolando con la frusta, fino ad unirlo tutto; aggiungere anche l'aroma.


Mettere sul fuoco e mescolare vigorosamente fino a portarlo ad ebollizione, quando si starà addensando, abbassare la fiamma al minimo e continuare la cottura per 3-4 minuti.
Bagnare con acqua fredda uno stampo (o stampini individuali) per budino e fare raffreddare a temperatura ambiente, poi mettere in frigorifero 4-5 ore (o anche il giorno precedente il consumo).
Fare sciogliere il cioccolato in microonde a W360 oppure a bagnomaria e, quando è fluido ma freddo, decorare il dolce. Servire


Tiramisù classico con uova intere pastorizzate (pâte à bombe)

Sul tiramisù c'è spesso diatriba, è uno dei dolci preferiti da tutti, io personalmente lo amo davvero tanto-tanto, mi piacciono versioni alternative e creative come quello con la crema al pistacchio, oppure con la frutta, con l'uso di altri biscotti e magari ingolosito dalla panna o, al contrario, le versioni light con la ricotta: io stessa mi sono divertita, guarda ad esempio 
Tiramisù con ricotta, fragole e lamponi
Tiramisù alla frutta
Tiramisù senza uova con pesche e granella di pistacchio
Tiramisù con savoiardi bicolore, ricotta e fichi caramellati
Tiramisù classico (non pastorizzato)

... MA: il vero tiramisù è fatto con savoiardi, uova, caffè e mascarpone. STOP
non è fatto solo con i tuorli + panna montata (bensì con le uova intere), non è fatto con pan di spagna o con i pavesini, non c'è la nutella o il marsala.
La versione del tiramisù "di una volta" è quello fatto con uova fresche biologiche della nonna o della contadina di cui ci fidiamo, l'ho fatto anch'io sempre così ed è sempre andata bene, la texture della crema è un po' diversa da quella pastorizzata, un palato fine lo riconosce subito, così come riconosce le uova o meglio, gli albumi crudi montati male, io ho mandato indietro/lasciato molte volte il tiramisù sia in pizzeria che al ristorante, purtroppo solo in locali di un certo livello si trova fatto come si deve come equilibrio di sapori e con la pâte à bombe, io sinceramente preferisco farmelo, MA al giorno d'oggi con la cultura che abbiamo acquisito e l'esperienza possiamo tranquillamente evitare il rischio per la salute che comporta l'uso delle uova crude. La stessa maionese fatta in casa io ormai la pastorizzo sempre, se vuoi guarda la ricetta:  maionese pastorizzata
Ci vuole davvero poco per pastorizzare le uova, è sufficiente avere un termometro a sonda che è utile per tante altre preparazioni e si trova da comprare ovunque ormai e non è costoso, ma se non si dispone si può comunque procedere osservando lo sciroppo, quando inizia ad inspessire e fare delle piccole bollicine in superficie è pronto, però se non si è già esperti ad avere un occhio clinico, io eviterei pena sbagliare ed avere poi un tiramisù che sa di frittata, lo dico spassionatamente.
Lo sciroppo va versato sulle uova appena pronto, io ho scelto di pastorizzare le uova intere invece di separare albume e tuorlo e procedere con la pastorizzazione e mi sono trovata bene. La preparazione della pâte à bombe è utile per ottenere semifreddi, dolci al cucchiaio e gelati in cui si utilizzano uova crude, pastorizzandole.

Cosa serve:
300 g. savoiardi morbidi e freschi (classici o sardi)
caffè della moka amaro q.b.
cacao amaro in polvere q.b.
200 g. mascarpone
i semi di 1/2 bacca di vaniglia (opzionale e facoltativo)
3 uova (il corrispettivo di 150 g. ovvero 50 g. tuorlo e 100 g. albume)
100 g. zucchero semolato (se vi piace più dolce aumentate un po' la dose o zuccherate il caffè)
50 g. acqua

Preparare il caffè e tenerlo da parte in una pirofilina di misura per poter inzuppare i savoiardi.


Mettere il mascarpone in una ciotola e lavorarlo un po' con una spatola per renderlo morbido, intanto preparare la mettere nella ciotola della planetaria (o altra ciotola capiente se si usano le fruste elettriche) le uova intere, 20 g. di zucchero e i semi di vaniglia (che nella ricetta originale non ci sono, io li ho messi copiando da molti pasticceri che la aggiungono), intanto preparare lo sciroppo: mettere sul fuoco l'acqua con 80 g. di zucchero, quando la temperatura arriva a 115° iniziare a montare le uova a velocità bassa e quando lo sciroppo raggiunge 121° unirlo subito alle uova inserendolo a filo sul bordo della ciotola, senza mai smettere di montare, aumentare la velocità delle fruste e montare fino a quando la crema sarà raffreddata e spumosa, mescolare poi la pâte à bombe al mascarpone mescolando con una frusta a mano, in tre volte, facendo attenzione a non smontare il composto.


Procedere con l'assemblaggio del dolce: intingere i savoiardi nel caffè freddo amaro, formare uno strato in una pirofila, versare metà del composto della crema al mascarpone, altro strato di biscotti inzuppati e altro strato di crema. Terminare con spolverizzata di cacao amaro fatto passate in un colino. 
Conservare in frigorifero.
Consiglio di preparare il tiramisù 5-6 ore prima di servirlo o anche il giorno precedente (meglio ancora!) ma il cacao meglio aggiungerlo poco prima di servire, in questo modo non si bagnerà al contatto con la crema, rovinando il dolce.


Gelato marrakech (ricotta e yogurt all'arancia con zenzero - senza uova)

Il gelato fatto in casa ha proprio un altro sapore, con tutti ingredienti freschi e non preparati pronti di base, non c'è storia. 
L'unico neo è che va mangiato subito o comunque nel giro di pochi giorni (certo... se ci mettete i conservanti e altri ingredienti per far si che duri nel tempo, allora potrete conservarlo più a lungo, ma a sto punto tanto vale andarlo a comprare in gelateria... che poi c'è gelateria veramente artigianale e gelateria .. che no, non lo è anche se si spaccia per tale, ma mi dilungherei e quindi la chiudo qui).
Ho deciso di chiamare questo gusto marrakech visto il nome dello yogurt (a produzione limitata, credo estiva) che mi è piaciuto molto (sia lo yogurt che il nome abbinato al gusto), di solito mangio yogurt senza lattosio, ma ogni tanto se sgarro non succede niente e quindi mi piace assaporare sapori meno usuali dai soliti, per uscire un po' dalla banalità; quindi mi è caduto l'occhio su questo che è arancia e zenzero. Non volevo usare le uova e, approfittando del fatto che amo la ricotta e usandola avrebbe abbassato le calorie (dici poco...) e avrebbe dato cremosità al gelato fungendo anche da addensante.. non ho avuto dubbi. Ho poi aggiunto cubetti di scorza d'arancia candita per esaltare il sapore agrumato. 



Cosa serve:

150 g. ricotta
90 g. zucchero semolato o a velo
125 g. yogurt arancia e zenzero
130 g. latte (di solito si usa intero, io ho usato quello parzialmente scremato)
50 g. panna liquida fresca
30 g. arancia candita a cubetti


Bisogna usare tutto freddo da frigo e il cestello della gelatiera deve essere messo in congelatore almeno 12 ore prima.
Tagliare l'arancia candita a cubetti, sgranarla bene e metterla nel congelatore distesa su un pezzetto di carta da forno, intanto nel bicchiere del minipimer inserire tutti gli ingredienti tranne l'arancia candita, emulsionare qualche minuto per far sì che lo zucchero si sciolga e si amalgami il tutto (non monterà ma gonfierà leggermente), azionare la gelatiera e, mentre la pala gira, versare a filo il composto tramite il foro del coperchio. Lasciare addensare per 35-40 minuti, prendere l'arancia candita nel congelatore ed aggiungerla (sempre attraverso il foro) al gelato pronto, lasciare mantecare un paio di minuti e poi spegnere.


Dare una mescolata al gelato con una spatola e travasarlo in un contenitore adatto ad andare in congelatore (oppure mettere il coperchio al cestello e rimetterlo a gelare.
Lasciare raffreddare ancora un paio d'ore e poi servire.
A noi è piaciuto tanto! Poca panna, latte parzialmente scremato, minor zucchero rispetto allo standard, zero uova.. anche chi è a dieta, gustando una pallina, può sgarrare :-)


Frullato di fragole, zenzero e miele

Spesso, troppo spesso, le persone per darsi un po' un tono, usano termini stranieri, per lo più inglesi senza sapere che cosa stiano scrivendo.
Personalmente preferisco informarmi prima di chiamare una preparazione con un nome che è di moda ma di fatto non so di preciso cosa sia. Detto ciò, consiglio a chi chiama smoothies o frappè un semplice frullato di frutta, di verificare che lo sia veramente :-))

Differenze tra smoothies, centrifugati e frullati:
Tanti nomi per indicare dei concentrati di benessere. Partiamo dalla differenza tra centrifugati e frullati. Il centrifugato è un concentrato di vitamine e sali minerali ottenuto mediante centrifuga di frutta o verdura. L’estrattore separa il succo dalla polpa e dalla buccia. Spesso quindi centrifugato è sinonimo di estratto. Il frullato è una bevanda che si ottiene mixando frutta frullata e latte fresco. Il frappè si ottiene quando al frullato si aggiunge il gelato. Lo smoothie, infine, è una bevanda di frutta o verdura frullata; nella preparazione si aggiunge acqua e yogurt magro oppure, se siete vegani, latte di soia. fonte



Cosa serve:

fragole lavate ed asciugate q.b.
miele q.b.(si può omettere se la frutta è dolce)
zenzero fresco pelato e grattugiato q.b.
latte freddo q.b. quello che si preferisce (io bevo quello senza lattosio al 1% di grassi; si può usare quello di soia, di riso, di mandorle...)

Credo sia impossibile dare la giusta quantità di latte e zucchero. Il latte usato dipende dalla qualità di frutta utilizzata e non solo: dipende dall'acquosità della frutta stessa che cambia. La fragola del supermercato ha tot d'acqua e di polpa e quella del contadino è completamente diversa, ad esempio. Cambia anche se il frutto è una primizia o se in piena stagionalità. Il miele o dolcificante che sia, cambia in base al proprio gusto, quindi io mi regolo frullando la frutta con poco latte e lo aggiungo man mano in base alla consistenza che desidero. Quindi questa preparazione è tutta q.b.
Per una persona ho usato una manciata di fragole, un goccio di miele ed una grattata di zenzero, ho frullato tutto con il frullatore ad immersione, l'ho travasato nel bicchiere di dimensioni abbastanza generose mi sono seduta e, per merenda, ho goduto a piccoli sorsetti il mio frullato.

Questo frullato è tanto semplice quanto delizioso in ogni momento della giornata ma, se siete sportivi professionisti o amatoriali chiedete consiglio alla mia allenatrice di fiducia Ylenia Vignolo Personal Trainer, lei vi indicherà il momento giusto per assaporarlo, prima o dopo, durante...(ahaha no scherzo, durante no), gli allenamenti.




Gelato su stecco light al melone, yogurt greco e miele senza gelatiera (no panna, no uova, no zucchero)

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty vi proponiamo ricette con il melone
La frutta estiva è più varia e succosa rispetto alle altre stagioni e ci si può sbizzarrire in varie preparazioni, oltre che consumarla natùre. Diciamo però: non bisogna esagerare primo perchè se si mangia fredda o se ne mangia troppa, è indigesta, secondo contiene comunque una bella dose di zuccheri per cui se si eccede, ingrassa (ecco perchè, tra le altre cose, chi è convinto di dimagrire mangiando solo frutta.. fa rizzare i capelli), la dose consigliata per chi è a dieta ipocalorica è di 150/200 g. al giorno preferibilmente la mattina a colazione; va detto però che non tutta la frutta apporta le stesse calorie, quelle del melone retato sono pari a 34 per 100 g. di prodotto, quindi poche, approfittiamone pure :-) e a fronte di questo ho pensato di preparare un sanissimo gelato, senza panna, senza zucchero, senza uova ma.... supergoloso!
Dolcificato in parte con l'aggiunta di latte condensato e in parte con miele.
Facile, da fare senza l'uso della gelatiera e veloce, escludendo i tempi del passaggio in freezer s prepara in 5 minuti.
Non voglio farmi i complimenti da sola perchè come dice il detto: "chi si loda, s'imbroda" però lo dico: ho azzeccato le dosi al primo colpo: con questi ingredienti ho ottenuto 4 stampini da ghiaccioli/gelati su stecco precisi-precisi (per lo meno.... quelli che ho io che sono della Snips); sono molto contenta del risultato anche per il sapore bilanciato e delicato, di solito sono ipercritica (con me stessa in primis), ma stavolta sono piacevolmente soddisfatta.


Cosa serve per 4 stampini da ghiaccioli/gelati su stecco:

150 g. polpa di melone retato/cantalupo
70 g. latte condensato
70 g. yogurt greco bianco 0% grassi
2 cucchiaini miele millefiori Mielizia


Mettere la polpa del melone tagliato a pezzetti insieme a tutti gli altri ingredienti in una caraffa/bicchiere col beccuccio alto e stretto


frullare molto bene con il frullatore ad immersione e riempire gli stampini per i ghiaccioli/gelati


inserire lo stecco e mettere in freezer alcune ore, 6-8 almeno.

     
Se replichi la mia ricetta, per cortesia, inserisci il link di riferimento al mio sito, Grazie! 
Seguiteci anche su facebook!

Semifreddo ai fichi neri, pesche tabacchiere e gocce di meringa

Cosa serve per il semifreddo:
4 pesche tabacchiere
4 fichi neri
25 g. di gocce di meringa
g. 125 zucchero semolato
g. 125 acqua
4 tuorli
g. 200 panna liquida

Per la decorazione serve:
fichi neri q.b.
caramello q.b.
gocce di meringa q.b.




Per prima cosa lavare e sbucciare la frutta che deve essere matura. Metterla a pezzi nel bicchiere nel minipimer e frullare. Tenere da parte.


Montare la panna, unire le gocce di meringa, mescolando con un cucchiaio e tenere in frigo.
Fare uno sciroppo facendo bollire per un minuto lo zucchero mescolato all'acqua.
Intanto, in una capiente ciotola che possa andare a bagnomaria, mettere i tuorli e montarli con le fruste elettriche, quindi versare a filo lo sciroppo. L'acqua deve fremere, NON bollire. Continuare a montare il composto finchè diventa biancastro e gonfio, soffice.


Quindi raffreddare la crema ottenuta subito immergendo la ciotola in un bagnomaria freddo. (Ovvero immergerla ora in una altro recipiente con dentro cubetti di ghiaccio), unire la purea di frutta fatta precedentemente, e continuare a sbattere con le fruste elettriche finchè il composto si raffredda (monterà ancora un po'). Se si vuole si può aromatizzare con un pochino di liquore.


Unire ora la panna montata con le gocce di meringa mescolando con un movimento dal basso verso l'alto delicatamente.
Foderare uno stampo adeguato (io ho usato uno stampo rettangolare dimensioni: cm. 24x10 altezza cm. 8) con carta di alluminio spennellata di olio di mandorle alimentare oppure foderare con pellicola alimentare, versare dentro il semifreddo, coprire bene e mettere nel freezer almeno 6-8 ore, meglio se il giorno precedente il consumo.


Lasciare raffreddare.
Tirare fuori dal freezer lo stampo, lasciare a temperatura ambiente dai 5 ai 10 minuti prima del consumo (dipende se lo mangiate a marzo o agosto.. dipende dalla temperatura esterna, il semifreddo deve risultare ammorbidito.. semifreddo appunto!) tagliarlo a fette, guarnire con fichi freschi, semplicemente lavati e tagliati con la buccia, qualche goccia di meringa e con caramello ottenuto facendo sciogliere qualche cucchiaio (5 o 6) di zucchero in un pentolino dal fondo spesso a fiamma media senza mai mescolare ma scuotendo il pentolino. (Se si desidera un caramello più chiaro e delicato occorre fare sciogliere lo zucchero in un paio di cucchiai di acqua e qualche goccia di limone e procedere nel farlo cuocere)

Se replichi la ricetta, inserisci per cortesia il link di riferimento al mio sito. Grazie!