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Torta margherita al cacao

Questa è la torta preferita da sempre di mio figlio Marco.
Un caposaldo della pasticceria :-)
Nella torta margherita (o pasta margherita), la torta paradiso, la genoise e il pan di spagna NON va usato il lievito! E' sbagliato. Così come è sbagliato aggiungere latte o qualsiasi altro ingrediente che non sia: farina e fecola (o amido di mais), uova, zucchero e aromi. A volte burro. Punto. Sono paste cotte rese sofficissime dall'alto contenuto di uova che, inglobando tanta aria, risultano leggerissime e morbide, adatte da farcire o da mangiare al naturale. Sul mio blog trovi anche la ricetta della Torta margherita classica
Se si desidera ottenere una torta margherita al cacao gluten free usare metà fecola di patate e metà amido di mais.
Queste sono torte apparentemente semplici, ed è palese non lo siano altrimenti non si spiega perchè moltissimi aggiungono il lievito per avere una scorciatoia, vita facile e sicura, in realtà, aggiungendolo, il risultato quale la  sofficità, consistenza e durata della torta non sono paragonabili. Le insidie sono poche ma incisive, avendo comunque cura nel rispettare a tavolino i passaggi e le temperature, il risultato è garantito ed è davvero molto soddisfacente.


Cosa serve per uno stampo a cerniera apribile da 24D:
80 g. farina 00
80 g. fecola di patate o amido di mais
40 g. cacao amaro
180 g. zucchero semolato
6 uova
125 g. burro
1 cucchiaio raso di marsala secco (o i semi di mezza bacca di vaniglia)
un pizzico di sale
zucchero a velo q.b.

Se si possiede un termometro a sonda e un po' di esperienza, l'ideale è riscaldare le uova leggermente sbattute a bagnomaria, fino a 40° e poi montarle insieme con lo zucchero e saltare il prossimo passaggio fino ad incorporare il marsala e poi proseguire. Si può comunque fare questo passaggio che secondo me è importantissimo anche senza termometro: bisogna tenere un pentolino con acqua bollente che freme (la fiamma non deve fuoriuscire dalla base del pentolino ed arrivare alla ciotolina in cui ci sono le uova; tenere quindi la fiamma bassissima e muovere in continuazione le uova mentre scaldano con una forchetta, toccarle ogni tanto: quando si sentono appena tiepide (e quindi una temperatura poco più altra di quella corporea, le uova sono a temperatura giusta. A questo punto trasferirle velocemente nella ciotola con lo zucchero e montarle subito, poi aggiungere il marsala e proseguire da questo punto *).
Se si teme di fare la frittata lasciare perdere e procedere come segue:
usare uova lasciate a temperatura ambiente da qualche ora,  montare i tuorli con metà dello zucchero finchè si ottiene un composto molto spumoso e biancastro (circa 15 minuti con le fruste elettriche) occorre incorporare molta aria all'impasto.
Sbattere gli albumi con il pizzico di sale, quando stanno per montare aggiungere il rimanente zucchero, gli albumi devono essere ben montati ma non a neve fermissima (tipo blocco), perchè in cottura devono ancora gonfiare, se sono montatissimi poi non crescono più; aggiungere ora il marsala secco a filo sempre mentre si monta la massa.


Amalgamare con una spatolina i due composti in modo delicato.
* Incorporare ora sempre delicatamente, in 3 step e a pioggia, le farine precedentemente setacciate con il cacao.
Unire il burro fuso ed intiepidito (NON deve essere caldo ma solo appena-appena tiepido, cioè a 40°, procedere esattamente come per le uova), unirlo lentamente e a filo nel composto di uova e farine, sempre mescolando dal basso verso l'alto con la spatola. Appena viene inglobato smettere di mescolare altrimenti il composto si smonta (questo è un passaggio molto delicato, non bisogna sbagliare).
Trasferire il composto senza sbatterlo e senza livellarlo in una tortiera con cerniera apribile imburrata ed infarinata o rivestita con carta forno.
Cuocere in forno preriscaldato a 170° statico per 30-35 minuti. Fare la prova stecchino.
Quando è fredda, spolverizzarla con lo zucchero a velo.


La potete mangiare tal quale o utilizzarla, al posto del classico pan di spagna al cacao, per torte farcite. Ormai è di moda fare come base torte anglosassoni o d'altri Paesi, dimenticando che i nostri classici della pasticceria sono perfette a tale scopo e non invecchieranno mai.


Crema di mandarini (aroma naturale per dolci vari)

Una crema aromatica naturale per panettoni, pandori, colombe, brioches, lievitati dolci, ma anche torte e crostate, biscotti, dolcetti ecc. ecc.
Naturalmente si può fare anche con la scorza di limoni, arance, agrumi misti (tutti rigorosamente naturali!) mi sono ispirata ad un crema preparata da Terry


Alcune settimane prima dell'utilizzo, in un momento di stagione piena,  preparare la crema (per me di mandarini - Non clementine, proprio mandarini -  a volte qualcuno li confonde) dopo averli lavati ed asciugati perfettamente, sbucciarne 4-5 avendo cura di eliminare ogni pellicina bianca, mettere le scorze in un robot provvisto di cutter molto tagliente e tritare molto finemente. Sistemare le scorze tritate a strati in un vasetto a chiusura ermetica: uno strato di scorze tritate, uno di zucchero. Finire con uno strato di zucchero.


Schiacciare con una forchettina per eliminare eventuali bolle d’aria e riporre il vasetto nella parte alta del frigo per 20 giorni. Aprire il vasetto, mescolare, ricompattare, richiudere e lasciare ancora macerare per 10 giorni.


Trascorso il mese totale, travasare tutto in una ciotola e, col il frullatore da immersione (tipo minipimer) frullare fino ad ottenere una crema. Conservare ciò che serve nell’arco di poco tempo in frigo e il resto dividerlo in piccoli contenitori e congelarlo.



Gufi di pasta sablée alle mandorle profumati al mandarino

Questi simpaticissimi stampini me li ha regalati mio figlio Andrea.



Cosa serve:
100 g. farina di mandorle
250 g. farina 00
1 uovo
1 pizzico di sale
125 g. zucchero a velo
150 g. burro morbido
la scorza grattugiata di un mandarino (NON clementina)

Nella planetaria con il gancio a foglia o su in tagliere aiutandosi con un tarocco, sabbiare la farina 00 e la farina di mandorle con il burro. (da qui il nome sablée) ovvero, lavorare velocemente farina e burro in modo che la farina si intrisi del grasso senza lavorarlo con le mani, perchè scaldandolo, si rovinerebbe la friabilità del composto. Unire poi l'uovo precedentemente sbattuto leggermente per renderlo omogeneo, e tutti gli altri ingredienti. Amalgamare molto velocemente. Si otterrà un impasto morbido grazie alla farina di mandorle. 


Avvolgere la pasta in pellicola alimentare leggermente infarinata o carta da forno. Una volta avvolta, appiattirla con le mani molto velocemente, o col mattarello. (in modo tale che sarà avvantaggiata la stesura successiva senza dover lavorare con le mani troppo l'impasto, scaldandolo, che non va bene. Questa è una pasta molto delicata da trattare.


Mettere in frigo un paio d'ore. (ma se c'è il tempo anche tre o quattro)

Passato il tempo, riprenderla, sarà una pasta molto morbida, metterla su una spianatoia o foglio di silicone leggermente infarinato, e stenderla col mattarello (infarinato appena-appena) e ricavare una sfoglia spessa circa 1 cm. Volendo si può stenderla sovrapponendo, tra pasta e mattarello, un foglio di carta da forno. Coppare con il tagliabiscotti preferito. Io ne ho usato uno rotondo (grande quanto i biscotti digestive per intenderci) liscio, poi ho usato un timbro con raffigurato un simpaticissimo gufo.
Sistemare i biscotti su una placca rivestita da carta forno, cercando di maneggiarli il meno possibile, caso mai, passarli dieci minuti in frigo, una volta fatti prima di passare alla cottura.


Infornare in forno già bello caldo a 160° ventilato o 170° se statico, per circa 15-20 minuti dipende dal forno e dalla modalità scelta. Saranno pronti quando i bordi (e la base sotto) inizieranno a diventare dorati, attenzione a seguire la cottura, se bruciano diventeranno amari per via della farina di mandorle: conferisce dolcezza se la cottura è giusta, se va oltre si guasta.
Si possono anche spolverizzare molto leggermente di zucchero a velo.

Questi sono biscotti davvero friabilissimi che si sciolgono in bocca, talmente buoni e delicati con il sapore della mandorla e mandarino che occorre non coprirlo con the o caffè, secondo me. Adattissimi quindi per la merenda dei bambini accompagnati da un buon bicchiere di latte.