Visualizzazione post con etichetta consigli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consigli. Mostra tutti i post

Succo di pera fatto in casa

I succhi di frutta fatti in casa sono facili e veloci da fare, il sapore è mille miglia distante dai succhi industriali, per non parlare della qualità. Io ho usato una varietà non trattata di pere antiche piemontesi, molto dolce e gustosa, ma va benissimo la pera williams perchè poco granulosa e molto acquosa. Vedrete i bambini (ma anche i grandi) quanto lo apprezzeranno. 


Cosa serve:
1 kg. pere mature non trattate (peso netto)
il succo di 1 limone
200 g. zucchero semolato
150 ml. acqua (aumentabile a 200 ml. a seconda dell'acquosità delle pere)

Lavare e sbucciare le pere, farle a pezzetti e pesarle, ottenere il peso voluto, irrorare la frutta col succo di limone, tenere da parte.


Fare lo sciroppo: in un pentolino di acciaio sciogliere lo zucchero nell'acqua mescolando bene, accendere il fuoco moderato e portare ad ebollizione. poi spegnere e lasciare raffreddare.
Col minipimer ad immersione frullare accuratamente le pere, unire lo sciroppo, emulsionare bene con una frusta a mano (o un cucchiaio), quindi imbottigliare in bottigliette piccole o medie precedentemente sterilizzate (anche i tappi devono essere sterilizzati e nuovi).


Pastorizzare così il succo facendo sobbollire le bottigliette per 20 minuti (dal bollore), lasciare poi raffreddare il succo nella pentola, controllare che le capsule dei tappi sia correttamente abbassata (segno dell'avvenuto sottovuoto), etichettare e riporre in cantina o comunque in luogo fresco. Al momento del consumo, agitare vigorosamente la bottiglietta (la parte più liquida si depositerà verso il fondo, è normale), aprirla e servire.






Peperoni e tonno (da conservare) classico antipasto piemontese

I peperoni sono ancora belli e carnosi, la temperatura è ideale e quindi anche quest'anno l'ho rifatta; questa conserva è buo-nis-si-ma, la preparo identica da 35 anni e non stanca davvero mai. E' facile ed ha una fantastica resa. Consiglio di leggere tutti i passaggi per sterilizzare i vasetti cliccando qui 


Cosa serve per 6/8 vasetti (grammatura varia 250/320 g.)

kg. 1,800 peperoni gialli e rossi (peso netto dagli scarti) per me di Carmagnola
210 g. tonno sott'olio ben sgocciolato (peso netto)
80 g. acciughe di ottima qualità sott'olio sgocciolate
1 ciuffo basilico fresco
340 g. rubra classica (1 bottiglietta) NON altro tipo di salsa
1/2 bicchiere abbondante olio evo
1/2 bicchiere abbondante aceto di vino bianco
una dozzina mix pepe in grani
qualche granello di sale grosso
1 cucchiaio e mezzo raso zucchero semolato


Lavare i peperoni, pulirli da semi e filamenti, tagliarli a falde sottili e poi a tocchettini.
In una pentola d'acciaio dal fondo spesso e capiente, inserire l'aceto, il pepe in grani, l'olio, lo zucchero, il sale e le acciughe tritate grossolanamente, mescolare e quando le acciughe sono sciolte (al bollore) unire i peperoni, mantenere sempre la fiamma alta e mescolare spesso, lasciare bollire 15 minuti poi unire la rubra, il tonno e il basilico.


Quando riprende il bollore abbassare il fuoco e, mescolando, lasciare insaporire 3 minuti, spegnere ed invasare in vasi già sterilizzati e bollenti. Usare anche capsule nuove e sterilizzate.
Fare sterilizzare per 30 minuti da quando l'acqua bolle e lasciare raffreddare completamente nella pentola, poi etichettare i vasetti e riporli in cantina, si conservano per un anno.



Confettura di pesche gialle e tabacchiere

Agosto ancora tempo di conserve, di fare la formichina per l'inverno, oggi una confettura davvero delicata e squisita, quella di pesche. Quest'anno ho mixato le classiche a polpa gialla con le tabacchiere (o saturina) che sono una vera delizia.



Cosa serve per 6/8 vasetti da 300/350 g.
2 kg. di pesche mature ma sode e sane (peso netto) gialle e tabacchiere
600 g. zucchero semolato
2 cucchiai succo di limone

Lavare e asciugare la frutta, denocciolarla e tagliarla a pezzettini (ad alcune pesche ho lasciato la buccia) unire zucchero e succo di limone e lasciare macerare, coperto, un paio d'ore. Mettere sul fuoco e lasciare cuocere la confettura a fuoco dolce mescolando molto spesso, fino a quando lasciando cadere su un piattino un cucchiaio di composto risulta "al velo" ossia denso ma non troppo (per velocizzare il procedimento aggiungere una mela alle pesche o, in alternativa, usare la pectina, leggere sulla confezione il procedimento, ce ne sono valide biologiche ma a me non piacciono comunque, preferisco il vecchio metodo).


Intanto lavare i vasetti e i coperchi poi farli sterilizzare in forno già caldo a 100° per 30 minuti.

Quando la confettura è pronta, fuori dal fuoco, frullarla con il minipimer in modo grossolano od omogeneo come si preferisce, mescolare ed invasare subito nei vasetti ancora caldi. Capovolgerli in modo che la il tappo sia a contatto del piano di lavoro. Quando intiepiditi, girarli e coprirli con una coperta lasciandoli raffreddare del tutto, etichettare e riporre in cantina.
Buonissima per farcire crostate, per accompagnare colazioni e merende con yogurt, muesli, fette biscottate integrali e semplici biscottini oppure spalmata sul pane.


Albicocche secche fatte in casa

Questa naturalmente non è una ricetta ma un post dimostrativo, una chiacchierata su come vengono le albicocche fatte essiccare in casa. Inizio col dire che questo è il mio primo esperimento per cui, nel tempo, sicuramente imparerò le varie malizie per ottenere risultati migliori via-via che apporterò le mie personali modifiche; continuo dicendo che se vedete post in cui si dichiara di avere ottenuto un prodotto home made naturale e vedete immagini di albicocche arancioni-oni-oni e belle morbidose beh... si tratta di una bufala, quindi non seguite più quel blog perchè vi stanno prendendo per il naso, quell'aspetto è prerogativa di un prodotto industriale che contiene solfiti, dolcificanti, coloranti, sbiancanti e conservanti vari. Le albicocche essiccate naturalmente senza aggiunta di niente, utilizzando il sole, il forno a bassa temperatura o, come nel mio caso, l'essiccatore saranno marroncine/ramate e di certo con un aspetto non omogeneo e non lucido inoltre la consistenza, come dicevo, non è morbida ma croccante in alcuni punti un po' gommosetta in altri e il sapore piacevolmente dolciastro e a tratti acidulo (in pratica come le albicocche fresche al naturale ) 

Consiglio di documentarvi come ho fatto io andando a caccia di informazioni su siti e forum sicuri e seri. 

Innanzitutto occorre scegliere frutti piccoli (nel caso in cui li sceglieste grandi conviene affettarli sottilmente) maturi al punto giusto sennò il risultato sarà amaro o aspro; in ogni caso non tutte le qualità sono adatte, insomma... non è così facile avrete capito. In ultimo, ma fondamentale, dire che nell'essiccatore la frutta non brucia, tutt'al-più secca molto, così come quando viene esposta al sole, diversamente dal forno che può essere l'ultima alternativa, secondo me.Credo che il risultato e i tempi cambino anche da un essiccatore ad un altro, palesemente uno semi-professionale e di qualità avrà una resa migliore (un po' come accade con qualunque altro elettrodomestico) per cui io parlo per me, ne ho comprato uno basic.


Io ho lavato ed asciugato le albicocche, aperte in due e tolto il nocciolo. Posizionate con la parte panciuta a contatto delle grigie dell'essiccatore e ben distanziate. Ho impostato 70° lasciate per 12 ore poi abbassato a 55° per altre 8 ore. Dopo le prime dodici ore ho proceduto per step, controllando il grado di essicazione ogni 2-3 ore, quindi dopo venti ore ho deciso andassero bene, praticamente quando, al tatto,  le ho sentite asciutte, croccanti nelle parti sottili e nella "pancia" pieghevoli, vedremo se si conservano bene o se sarà necessario apportare modifiche sui tempi e temperature la prossima volta. Aggiornerò il post se avrò postille da inserire. Ecco dunque il mio risultato

La prova provata d'aver fato un buon lavoro lo da il tempo. Dopo aver fatto essiccare la frutta occorre conservarla in una vaso a chiusura ermetica con la guarnizione in luogo fresco e asciutto, se essiccate correttamente non ammuffiranno e si manterranno bene per alcuni mesi, quindi spero di aver fatto un buon lavoro perchè mi piacerebbe utilizzarle tra qualche tempo nei miei lievitati dolci 


Macedonia di frutta sciroppata home made

Chi, d'inverno, non ha una voglia pazzesca di frutta estiva? Ogni tanto ci si fa tentare e si compra frutta che arriva dall'altro capo del mondo ed è costosissima ed insapore, oppure si prova ad acquistare quella sciroppata ma non c'è nulla da fare, sembra finta... e allora prepariamo adesso una bella macedonia e conserviamola sotto vetro, è facilissima! Poi, quando fuori fa freddo e magari nevica apriamo un vasetto e la gustiamo, si potrà poi anche aggiungere frutta di stagione come mele, agrumi, kiwi; si potrà servirla anche accompagnandola con golosa crema pasticciera.

Mi raccomando, se non siete solite preparare conserve in casa, andate a leggere tutti i consigli utili nella mia sezione dedicata alle conserve


kg. 2 di frutta mista (peso netto dagli scarti) io ho usato: pere, pesche gialle e bianche, melone, ciliegie duroni, mirtilli, albicocche
1,2 l. acqua
500 g. zucchero semolato
succo di 1 limone bio
la buccia di 1 bacca di vaniglia
scorza grattugiata 1/2 arancia


Per prima cosa lavare, asciugare e sterilizzare vasetti e tappi nuovi come di consuetudine.
Lavare ed asciugare la frutta, per le ciliegie eliminare i peduncoli e denocciolarle, eliminare ogni impurità dei mirtilli, sbucciare il melone, le pere e le pesche, fare tutta la frutta a tocchettini il più possibile regolari e mescolarla delicatamente in una grande ciotola, la frutta dev'essere matura ma ancora ben soda, irrorarla con il succo di limone.
Riempire i vasetti cercando di distribuire la macedonia in modo uniforme. 


Preparare lo sciroppo: mettere sul fuoco l'acqua con la scorza della bacca di vaniglia e la scorza dell'arancia grattugiata, mescolare per fare sciogliere lo zucchero, portare a bollore e lasciare sobbollire per due minuti, spegnere e lasciare raffreddare, filtrare attraverso un colino e versare lo sciroppo in una caraffa (sarà più semplice poi versarlo nei vasetti). 
Coprire la macedonia con lo sciroppo ormai freddo, battere con delicatezza il vasetto sul piano da lavoro per eliminare eventuali bolle d'aria. Chiudere ermeticamente e sterilizzare; mettere i vasetti in una grande pentola, coprirli d'acqua fredda e da quando inizia il bollore calcolare 25-30 minuti, lasciare i vasetti nell'acqua finchè diventa fredda. Controllare che le capsule siano correttamente abbassate, ovvero che si sia formato il sottovuoto prima di etichettare e riporre in cantina o luogo fresco. Si conserva per circa un anno. Quando si apre conservare in frigo e consumare entro due giorni 
Lo sciroppo che avanza è delizioso se usato come bagna per torte. 




Confettura di albicocche e amaretti

Le conserve fatte in casa hanno proprio quel quid in più, non solo perchè si possono dosare e calibrare i vari ingredienti ma anche gli aromi (per quelle salate) e zuccheri per quelle dolci, ma soprattutto per la qualità della materia prima; certo è una vera faticaccia, non lo nascondo, ma regala una vera soddisfazione offrirle ai propri commensali e, ancora di più, regalarle ad amici e parenti. Per leggere (e replicare) le mie clicca su conserve e se vuoi vai anche a leggere i miei consigli


Cosa serve per 6/8 vasetti da 300/350 g.

2 Kg. albicocche mature ma sode e sane (peso netto)
700 g. zucchero semolato 
2 cucchiai succo di limone
100 g. amaretti
80 ml. liquore all'amaretto


Lavare e asciugare le albicocche, tagliarle a pezzetti e mescolarle allo zucchero e al succo di limone, lasciare macerare un paio d'ore. Mettere sul fuoco e lasciare cuocere la confettura a fuoco dolce mescolando molto spesso, fino a quando lasciando cadere su un piattino un cucchiaio di composto risulta "al velo" ossia denso ma non troppo (per accelerare il procedimento aggiungere una mela alle albicocche o, in alternativa, usare la pectina e leggere sulla confezione il procedimento, ce ne sono validissime biologiche, anche se onestamente preferisco fare alla vecchia maniera).
Intanto lavare i vasetti e i coperchi poi farli sterilizzare in forno già caldo a 100° per 30 minuti.

cotta da passare

Quando la confettura è pronta unire il liquore poi, fuori dal fuoco, frullarla con il minipimer in modo grossolano od omogeneo come si preferisce, aggiungere gli amaretti pestati (non tritati nel tritatutto altrimenti diventano una polvere), mescolare ed invasare subito nei vasetti ancora caldi.


Capovolgerli in modo che la il tappo sia a contatto del piano di lavoro. Quando intiepiditi, girarli e coprirli con una coperta lasciandoli raffreddare del tutto, etichettare e riporre in cantina.



Scorze di cedro candito

Questi due meravigliosi cedri biologici li ho avuti in dono da un mio caro cugino, che ringrazio, direttamente dal suo agrumeto in Sicilia, la polpa si può tenere da parte in frigorifero per altre ricette, da mangiare in insalata o nelle macedonie o come ci suggerisce la fantasia. 

Tutto il tempo occorrente e i passaggi di questa ricetta sono da rispettare se si desidera un prodotto finale dolce e senza retrogusto amarognolo, dalla consistenza morbida e non gommosa o dura; purtroppo per alcune preparazioni occorre rispettare tempi di riposo.  La fretta, il facile e veloce li lasciamo per altre ricette altrimenti, a mio avviso, per fare male meglio lasciare perdere.

Per quanto riguarda i canditi fatti in casa, che siano di cedro o arancia o limone, una volta ottenuto l'agrume candito, a mio modesto parere si può optare per conservarli in frigorifero e consumarli nel giro di poco tempo oppure procedere in questo modo: 

1) sollevare dallo sciroppo le scorze candite, riporle con delicatezza senza schiacciarle in vasetti di vetro sterilizzati (così come lo devono essere i tappi o le capsule) riportare a bollore lo sciroppo e versarlo nei vasetti fino a coprire le scorze, quindi sterilizzare come di consueto in acqua per 20 minuti dal bollore. Etichettare e riporre in cantina o luogo fresco, si conserveranno due anni. Al momento dell'utilizzo c'è da considerare che vanno sgrondate e lasciate asciugare alcune ore prima di poterle adoperare, altrimenti intrise di sciroppo questo conferirà un disequilibrio alla ricetta, soprattutto se si tratta di grandi lievitati, per cui occorre tenerne conto. Un altro fattore è: consiglio in questo caso di produrre vasetti molto piccoli, perchè una volta aperto non so in quanto tempo si dovranno consumare.

IO HO SCELTO L'OPZIONE che segue:

2) sollevare dallo sciroppo le scorze candite e adagiare su una gratella a sua volta appoggiata su una teglia da forno e metterle ad asciugare in forno statico a 40°/50° per un'ora e mezza, poi lasciarle a temperatura ambiente una notte, tagliare a cubetti (o lasciarle intere, come si preferisce) "impanarle" nello zucchero semolato extrafine, distribuirle un po'  distanziate su un vassoio rivestito con carta da forno e passarle nel congelatore alcune ore, infine riporle in un sacchetto da freezer e rimetterle nel congelatore. All'occorrenza si tirerà fuori dal congelatore la quantità che serve e saranno subito pronte all'uso morbide e golose (ma asciutte).

Questo procedimento l'ho messo a punto io e mi sembra più pratico; a questo proposito preciso che lo sciroppo che ho preparato (seguendo le indicazioni su vari libri e siti affidabili) è veramente tanto, perfetto se si opta per l'opzione n. 1, ma vista la mia scelta la prossima volta ridurrò la quantità di circa un terzo. Con lo sciroppo avanzato quindi si può pensare di metterlo in piccole bottigliette, sterilizzare per una ventina di minuti e si avrà all'occorrenza una base per bagna per torte (da allungare con acqua o liquore), ma io non faccio ogni tre per due torte farcite e quindi non l'avrei utilizzato, inoltre ha un sapore particolare, fosse stato di limoni o arancia, magari, ne avrei tenuto un po', invece l'ho buttato e mi ha dato fastidio.



Cosa serve:
600 g. scorze di cedro bio
1.200 g. acqua (il doppio del peso delle scorze)
1.200 g. zucchero (il doppio del peso delle scorze)
180 g. glucosio (15% del peso dell'acqua)
zucchero semolato extra fine q.b.

Lavare molto bene sotto l'acqua corrente i cedri spazzolando la superficie con una spugnetta abrasiva (nuova e pulita), asciugarli e tagliarli a metà, poi a spicchi (4 oppure 8 secondo la grandezza del frutto, i miei sono molto grandi per cui ho scelto di ricavarne otto spicchi), volendo si possono tagliare anche a filetti più piccoli. Eliminare la parte centrale della polpa avendo cura di togliere anche tutta la parte bianca (c'è chi ne conserva una parte, io l'ho trovata a mio gusto indigesta e amarissima, per cui l'ho tolta)


Mettere le scorze in una pentola con abbondante acqua e lasciare a macerare per eliminare l'amaro, cambiare l'acqua ogni 12 ore per 4 volte. C'è chi salta questo passaggio, idem per le marmellate di agrumi, io non voglio rischiare di compromettere il risultato finale, per cui preferisco eliminare il retrogusto amaro effettuando la macerazione, costa davvero poca fatica.

Scolare le scorze e mettere acqua nuova portare a bollore e cuocere fino a quando con uno spiedino di legno (o stuzzicadenti) la scorza risulta tenera, scolare e lasciare asciugare su un canovaccio pulito, attendere che raffreddino e che siano perfettamente asciutte, ci vorrà per tutta la notte o comunque per 8-12 ore.
Pesare le scorze e calcolare le proporzioni di acqua, zucchero e glucosio che servirà per la canditura secondo le indicazioni scritte negli ingredienti.
In una casseruola di giusta misura (non troppo larga altrimenti il liquido evapora in fretta) inserire l'acqua e lo zucchero, portare ad ebollizione e lasciare bollire 2 minuti, spegnere ed unire le scorze avendo cura che siano ricoperte abbondantemente dallo sciroppo. Io uso il cestello in acciaio per la cottura a vapore della pentola a pressione, in tal modo le scorze non le toccherò mai, sarà sufficiente scolarle semplicemente alzando il cestello dallo sciroppo, se l'avete usatelo :-) altrimenti ogni volta usate molta cautela e delicatezza, magari usando una schiumarola in silicone e non in acciaio. Posizionare un peso in modo tale che le scorze non vengano a galla e rimangano sempre sommerse dal liquido. Lasciare riposare per 12 ore a temperatura ambiente mettendo un peso in modo che le scorze rimangano ben immerse nel liquido.


Con una schiumarola prelevare le scorze (o, come me, alzate il cestello forato dal bagno nello sciroppo), metterle a scolare in uno scolapasta con sotto un piatto in modo da recuperare lo sciroppo sgrondato ( che andrà aggiunto all'altro nella pentola) riportare lo sciroppo al bollore, spegnere e aggiungere le scorze, quindi  lasciare riposare a temperatura ambiente di nuovo per 12 ore.
Proseguire la canditura in questo modo per 5 o 6 volte, all'ultima canditura, prima di portare al bollore, unire il glucosio (servirà a non far cristallizzare).


Lasciare ancora riposare 12 ore e proseguire secondo le indicazioni delle due opzioni scritte nella premessa.


Uva passa fatta in casa (uva moscato e uva fragola)

Si sa, per essiccare frutta e verdura occorre disporre di un buon elettrodomestico o, in alternativa, di un sole caldissimo, rovente al quale esporla nelle ore più roventi della giornata per poi ritirarla in casa nelle ore notturne. In questo modo, in passato, ho avuto ottimi risultati con i miei pomodorini ma era luglio; per fortuna da noi al nord a fine settembre, ovvero una settimana fa, è più fresco, i 20°-25° non sono sufficienti a tale scopo e la nostra uva viene raccolta in questo periodo, dunque che si fa? Mi ero messa in testa di fare dei tentativi con l'idea poi di utilizzarla naturalmente nei dolci, magari anche a dicembre nell'impasto del panettone. Ho quindi cercato posti in rete e video su youtube e mi si sono rizzati i capelli per le cavolate che ho letto e visto, soprattutto un tutorial trasmesso nelle nostre rete nazionali, di cui paghiamo il canone, dove un'ospite "insegnava" come essiccare in forno la frutta, sostenendo di lasciarla in forno a 40° per 3-4 ore, (nei forni di casa la prima tacca è a 50° ... ) vi invito a provare NON si smuove,  in altro tutorial viene detto di lasciarla a 100° per tot tempo, in pratica la cuoceva non la essiccava. In altro video una tipa legava i grappoli e li metteva a seccare appesi nel salotto. Ovvero a rattrappire ammuffendo. Chissà quante persone inesperte hanno ottenuto un buco nell'acqua.

Il modo migliore è ovviamente avere un essiccatore elettrico, in mancanza, come detto sopra, lasciare frutta e verdura, funghi, erbe aromatiche al sole quanto basta, per il tempo necessario.

uva fragola e uva moscato

Ho lavato ed asciugato gli acini di uva fragola e uva moscato controllando che fossero sani. Poi avrei dovuto tagliare gli acini a metà e togliere i semi, ma l'ho dimenticato e ho rimediato due giorni dopo, voi fatelo subito. Ho adagiato gli acini su una teglia rivestita con un foglio di carta da forno e messo gli acini al sole seppur pallido, poi la sera ho messo la teglia nel forno ventilato al minimo (il mio 50°) lasciandoli 2-3 ore.
Di seguito ho tolto la teglia dal forno, lasciandola a temperatura ambiente in una stanza ventilata. La mattina seguente ho ripetuto il ciclo: sole-forno-temperatura ambiente. I primi due giorni, al sole, ho coperto l'uva con una grande garza sterile in modo da tenere lontani eventuali moscerini attirati dalla polpa umida e succosa, poi quando l'acino ha iniziato a seccare, l'ho tolta (anche in forno va tolta, ovviamente). Ogni tanto cambiare il foglio di carta da forno.


Ho tenuto sotto controllo visivo l'essiccazione e dopo una settimana ho ottenuto questo risultato. Ora rimane da sapere come conservarla al meglio per scongiurare muffe e affini. Si sa che l'uvetta acquistata (tutta!) subisce un trattamento chimico che la preserva, ovvero viene completamente avvolta da cera, ecco perchè va SEMPRE lavata prima di usarla, invece vedo che moltissime persone non fanno questo passaggio inserendo l'uva passa direttamente negli impasti (e così mangiano anche la cera sintetica..)

La mia uva passa fatta in casa ovviamente rimarrà al naturale, quindi la conserverò chiusa in un barattolo ermetico in frigorifero e la controllerò bene ogni volta prima di usarla, magari assaggiandola.




Giveaway party 10 anni di Batuffolando Ricette

Festeggiamo insieme 10 anni di blog con un giveaway - party "10 anni di Batuffolando Ricette"  Prepariamo muffin e cupcake, pop-corn e tanti dolcetti!

Dal 10 settembre al 9 ottobre su Instagram e facebook ci saranno delle novità grazie al negozio online Festemix.com dove potrete trovare un ampio assortimento di addobbi, gadget e vari articoli per feste a tema e per compleanni.

Per partecipare al giveaway occorre:
1) seguire il profilo IG batuffolando_ricette  mettere un like al post del giveaway invitando a partecipare almeno tre amici con profili pubblici, taggandoli.
2) condividere nelle stories il post del giveaway inserendo tag al mio profilo

Il vincitore riceverà un pacco con i seguenti omaggi:


n. 1 pacco enorme di marshmallow alla fragola 125 pezzi (880 g.) scad. 12/2022
n. 1 alzatina in cartone per torte/muffin/cupcakes a pois giallo mis. 31 diametro
n. 6 box contenitori per popcorn a righe giallo/nero mis. cm.  7,5 x 7,5 x 12,5
n. 6 box contenitori per popcorn a pois giallo/nero mis. cm.  7,5 x 7,5 x 12,5
n. 16 tovaglioli gialli di carta a pois mis. cm. 33 
n. 24 toppers gialli per muffin/cupcakes a pois 









Vermouth home made (di Cat)

Preparare liquori in casa, da tantissima soddisfazione, il sapore è unico soprattutto se si usano materie prime di qualità, quando poi si ricevono inaspettatamente preziose e ricercate spezie in dono da un caro e generoso amico di blog (al quale sono molto affezionata), il risultato è ancora più speciale, grazie di cuore Cat per l'aperitivo sublime!

Potete anche provare il mio kirsch, oppure un delizioso liquore alla cannella e, se non si ha voglia di aspettare o se si è in periodo natalizio anche uno squisito Vin brulè.


Cosa serve:
1 litro vino bianco (Trebbiano o Cortese o Gavi)
400 ml. grappa bianca secca di qualità
3 cucchiai mix di spezie: assenzio romano, assenzio gentile, assenzio pontico, buccia di mandarino, buccia di arancia amara, chiodi di garofano, cannella, pimento, anice stellato, radice genziana (componente amaricante)
1/2 cucchiaio galgan (spezia simile allo zenzero ma più aromatica)
1 cucchiaio scarso fiori di camomilla
piccola scorza fresca limone
1 foglia alloro fresca
200 g. acqua
200 g. zucchero di canna (io integrale demerara)

Poi servono:
bottigliette
1 imbuto
vasi di vetro a chiusura ermetica
alcuni filtri di carta
1 grande caraffa
una frusta per miscelare
etichette
tanta pazienza


In un vasetto di vetro inserire tutte le spezie e gli aromi elencati nella lista degli ingredienti con 200 ml. di ottima grappa bianca, chiudere bene col tappo a vite e lasciare macerare in luogo fresco e buio per tre settimane, scuotendo il contenitore una volta al giorno.

Trascorso questo tempo, filtrare il contenuto utilizzando due filtri di carta (uno dentro l'altro), intanto preparare uno sciroppo: in un pentolino d'acciaio portare a bollore 200 g. d'acqua con lo zucchero, lasciare sobbollire mescolando per 2-3 minuti poi spegnere e lasciare completamente raffreddare; poi unirlo alla grappa filtrata.


Aggiungere 1 litro di vino bianco a scelta tra quelli elencati negli ingredienti (io ho usato un Gavi), mescolare bene, chiudere in vasi a chiusura ermetica e lasciare riposare in luogo fresco e buio (va bene dentro una credenza) per una settimana.
Trascorso anche questo secondo tempo di riposo, filtrare di nuovo ed aggiungere 200 g. di grappa

Imbottigliare ed etichettare. Lasciare riposare qualche mese e degustare fresco in purezza, con ghiaccio e con scorzette di arancia o limone, oppure utilizzare come base per cocktail.


Cin-cin Alberto :-)

Confettura di ramassin, albicocche e zenzero

I ramassin, come li chiamiamo qui in Piemonte, sono delle piccolissime e dolcissime susine tipiche del nostro territorio, sono come le ciliegie, una tira l'altra. Quest'anno, a causa del meteo pazzo, gli alberi da frutto purtroppo sono poco produttivi e la frutta ha raggiunto prezzi folli, io ho voluto comunque produrre confetture home made per le mie colazioni. Clicca per altre ricette confetture & c. e se vuoi leggere i miei consigli vai nella sezione dedicata alle conserve


Cosa serve per 6/8 vasetti da 300/350 g.
500 g. albicocche mature ma sode e sane (peso netto)
1,5 Kg. ramassin maturi ma sodi
600 g. zucchero semolato
2 cucchiai succo di limone
2 cucchiaini zenzero in polvere (o secondo il proprio gusto personale)


Lavare e asciugare la frutta, denocciolarla e tagliarla a pezzettini, unire zucchero e succo di limone, aggiungere lo zenzero e lasciare macerare, coperto, un paio d'ore. Mettere sul fuoco e lasciare cuocere la confettura a fuoco dolce mescolando molto spesso, fino a quando lasciando cadere su un piattino un cucchiaio di composto risulta "al velo" ossia denso ma non troppo (per accelerare il procedimento aggiungere una mela alle albicocche o, in alternativa, usare la pectina e leggere sulla confezione il procedimento, ce ne sono validissime biologiche).
Intanto lavare i vasetti e i coperchi poi farli sterilizzare in forno già caldo a 100° per 30 minuti.
Quando la confettura è pronta, fuori dal fuoco, frullarla con il minipimer in modo grossolano od omogeneo come si preferisce, mescolare ed invasare subito nei vasetti ancora caldi. 


Capovolgerli in modo che il tappo sia a contatto del piano di lavoro. Quando intiepiditi, girarli e coprirli con una coperta lasciandoli raffreddare del tutto per alcune ore/ una notte intera, in questo modo si creerà il sottovuoto, etichettare e riporre in cantina.
Buonissima per accompagnare colazioni a base di yogurt, muesli, biscotti ai cereali e cacao.



Marmellata di arance e mandarini tardivi con vaniglia e cannella

Inizio col dire che ho una sezione apposita dedicata alle conserve di frutta e verdura e nozioni su come sterilizzare cosa, in che modo e per quanto tempo, per cui se avete bisogno di consigli vi consiglio di leggere prima di mettervi al lavoro, leggendo il post consigli sottovetro

Per fare le marmellate di agrumi occorre avere pazienza, rispettare i tempi di ammollo per eliminare ogni traccia d amaro e ottenere così un prodotto delizioso, occorrono tre giorni, ma il tempo da dedicare è davvero poco, vale la pena.

Generalmente per le marmellate di agrumi si usa molto zucchero anche il 125% per contrastare l'acidità del frutto e l'amaro della parte bianca della scorza (se si usa), alcune ricette prevedono il rapporto 1:1 che consente la conservabilità di un anno (si parla ovviamente di preparazioni casalinghe..) per i miei gusti è comunque troppo (per le confetture uso di solito 400 g. di zucchero per chilo di frutta), indi per cui ho fatto una via di mezzo, ho ridotto di 35% lo zucchero, dipende comunque dalla qualità delle arance e dal mese: se si è inizio stagione o verso la fine, febbraio/marzo sono i migliori, consiglio le arance navel che sono le più dolci (e quindi io ridurrei ancora un po' lo zucchero) ma io ho trovato delle tarocco biologiche stupende e dolci con una bellissima scorza ed ho quindi deciso di optare per queste.


Cosa serve per circa 2 Kg. di prodotto finito:
1,500 kg. arance bio (le mie tarocco siciliane)
300 g. mandarini tardivi bio (i miei siciliani) ovvero 230 g. netti 
60 ml. succo limone bio (il mio della costa sorrentina)
1 bacca vaniglia (la scorza)
cannella a piacere (io 3 pizzichi, non deve essere preponderante)
525 ml. acqua (ovvero 300 ml. ogni chilo di frutta pulita)
1,150 kg. zucchero semolato 


Scegliere frutta biologica e freschissima, lavarla bene spazzolandola sotto acqua corrente.
Con i rebbi di una forchetta bucherellare abbondantemente gli agrumi facendo attenzione a forare solo la scorza e non affondare dentro la polpa.
Mettere i frutti in una capiente pentola e coprirli completamente con acqua fredda del rubinetto, posizionare un peso sulle arance in modo che rimangano immerse. Mettere la pentola in frigo e cambiare l'acqua ogni 12 ore per 4-5 volte. (Questa operazione è INDISPENSABILE per eliminare il sapore amaro del bianco della scorza che conferirebbe un retrogusto spiacevole alla marmellata  molti, per pigrizia credo, lo saltano ma il risultato finale cambia, come cambia anche e non si adopera tutta l'arancia)
Il terzo giorno sbucciare bene i mandarini, eliminare tutta la parte bianca, i filamenti e i semi, (mettersi su un tagliere che raccolga il succo e aggiungerlo alla frutta) tagliare poi gli spicchi in due e metterli in una ciotola, pesarli e tenere da parte (i miei pesavano g. 230)
Prendere le arance ed eliminare unicamente le estremità, poi con un coltello dalla lama liscia e larga, tagliarle a metà PER IL LUNGO (quindi dalla parte opposta rispetto al taglio che si fa per spremerle), eliminare la parte centrale bianca e filamentosa, tagliare quindi fettine sottili e il più possibile regolari SENZA SBUCCIARLE. Man mano che si tagliano sul tagliere, trasferire le fettine in una ciotola compreso il succo.


Pesare le arance, per me Kg. 1,540 (malgrado si siano eliminate le estremità, la scorza spugnosa assorbe acqua dell'ammollo).
Riunire le arance e i mandarini (io ho ottenuto quindi un totale di Kg. 1,770)
aggiungere lo zucchero, la stecca di vaniglia e la cannella, mescolare con un cucchiaio di legno, coprire con pellicola e lasciare riposare a temperatura ambiente per 4 ore.


                                            prima                                                dopo
Trascorso il tempo indicato, mettere sul fuoco aggiungendo l'acqua e il succo del limone. Consiglio d'usare una pentola antiaderente e larga in modo tale che l'acqua della marmellata evapori meglio. Fare cuocere a fuoco moderato mescolando ogni tanto, per 40-45 minuti. Assaggiare una scorza di arancia, deve risultare tenera.
Spegnere il fuoco, eliminare la stecca di vaniglia (importante! frullandola non si ridurrebbe in polvere, quindi va tolta) col minipimer frullare la marmellata avendo cura di usare il tasto ad impulsi e di lasciarla grossolana, trovare i pezzi di frutta è una vera goduria (secondo me.. se si preferisce una purea, basta frullare a lungo e a velocità massima).


                                                dopo 45 minuti prima e dopo aver frullato

Rimettere sul fuoco ma questa volta piccolo e al minimo (io uso anche uno spargifiamma), deve pippiare ovvero sobbollire pianissimo; in questa fase occorre mescolare sempre più spesso e occorre fare molta attenzione alla consistenza e che non si attacchi. 
La durata dipende se si preferisce una marmellata molto fluida o molto densa, a me piace densa e gelatinosa, per cui l'ho fatta cuocere ancora 1 ora e 15 minuti; regolarsi in base ai propri gusti, il tempo può variare da 45 a 75 minuti.
Nel frattempo lavare ed asciugare perfettamente con un canovaccio (che non sia profumato di ammorbidente) i vasetti e i tappi, poi sterilizzarli: inserirli sulla grata del forno a testa in giù e accendere il forno statico a 100° da quando arriva a temperatura lasciarli dentro 25/30 minuti poi spegnere ma lasciarli dentro al caldo.
Invasare la marmellata ancora bollente nei vasetti perfettamente asciutti e sterilizzati, (proteggere le mani con un canovaccio) chiudere i tappi senza forzare troppo ma saldamente, posizionare i vasetti a testa in giù (quindi col tappo a contatto del tavolo) e lasciarli raffreddare per alcune ore, in modo che si crei il sottovuoto.


Attendere almeno 30 giorni prima di consumare per gustare i sapori e la consistenza al meglio
.