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Biscotti con grano saraceno al miele, pinoli e fava tonka (senza zucchero)

Oggi le amiche del team Light & tasty mi hanno chiamata ed invitata a partecipare al party per festeggiare il decimo anniversario della rubrica, io ne ho fatto parte per un tempo discretamente lungo, ovvero per un anno abbondante. Ho deciso quindi di portare sul nostro buffet dei biscotti molto aromatici ma leggeri, zero sensi di colpa, sono dolcificati solo con poco miele, ideali per chi preferisce i sapori neutri, perfetti da cospargere con altro miele (oltre quello nell'impasto) una volta cotti e raffreddati o per chi vuole concedersi un dolcino ma deve tenere sotto controllo le calorie. Se si desidera un biscotto più dolce aggiungere nell'impasto 50 g di zucchero (o anche un po' di più a seconda del proprio gusto).


Cosa serve per n. 45 biscotti da 15 g caduno:

125 g burro morbido
225 g farina 00
75 g farina di grano saraceno
80 g pinoli
1 uovo
un pizzico sale
mezza fava tonka grattugiata (o cannella o vaniglia)
135 g miele millefiori (per me bio del mio territorio)
3 g ammoniaca per dolci
buccia grattugiata mezzo limone
poco zucchero di canna per spolverizzare

Preriscaldare il forno statico a 170° e foderare con carta da forno una leccarda.
Mettere i pinoli in un padellino antiaderente e farli tostare pochi istanti a fiamma bassa, attenzione a non farli colorire troppo. In una ciotola montare il burro morbido col pizzico di sale, la fava tonka grattugiata (o altro aroma a piacere), con il miele, unire l'uovo e di seguito le farine mescolate precedentemente. Unire la scorza grattugiata del limone e l'ammoniaca per dolci sciolta in un cucchiaino d'acqua. In ultimo aggiungere i pinoli ormai raffreddati.


Prelevare piccole noci di impasto (pesarle) e formare tra le mani 45 salsicciotti lunghi circa 5 cm. disporli sulla placca un po' distanziati perchè poi lievitano, spolverizzare con poco zucchero di canna ed infornare per 16 minuti circa. Sfornare e fare raffreddare completamente su una gratella. Disporre i biscotti su un piatto da portare e cospargere con miele liquido o consumarli al naturale, senza aggiunta di dolcificanti.



Ecco il nostro buffet

Maria Grazia: Seppie e carciofi

Tiramisù leggero con ricotta (senza uova), pesche tabacchiere e granella di pistacchio

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  portiamo a tavola succuse pesche e succulente albicocche  che, da adesso fino alla fine dell'estate, regneranno sulle nostre tavole, nei nostri cestini dei pic-nic montani e per i pranzi frugali sotto l'ombrellone.
Io ho deciso di preparare un golosissimo dessert a ridotto contenuto di calorie e di grassi, data la totale mancanza sia di uova che di mascarpone; ho aggiunto pochissimo zucchero visto e considerato che la frutta apporta già una buona dose di dolcezza con il suo zucchero naturale, ho voluto dare la parte cremosa con poca panna vegetale e quella croccante con una bella spolverata di granella di pistacchi, che conferisce anche colore e piacevolezza visiva, oltre che gustativa.

Utilizzare frutta ben matura ma soda.

Cosa serve per due bicchieri/coppe

6-8 biscotti savoiardi bicolore (cacao e vaniglia)
alchermes q.b.
150 g. ricotta vaccina a pasta fine
50 g. panna vegetale leggermente montata (va bene con la frusta a mano)
3 cucchiai zucchero a velo
1 cucchiaio zucchero semolato
la scorza di mezzo limone di Amalfi + due cucchiai del succo
2 pesche tabacchiere
1 pesca pasta gialla (o 2 albicocche)
granella di pistacchio di Bronte q.b.


Sbucciare e tagliare a cubetti piccoli le pesche, metterle in una ciotola, unire lo zucchero semolato, la scorza ed il succo del limone, mescolare e lasciare insaporire qualche minuto.
Intanto in una tazza mettere la panna vegetale e montarla leggermente con una frusta.
Unire la ricotta e lo zucchero a velo e continuare a montare per qualche minuto in modo da ottenere una crema vellutata.
Sul fondo di due bicchieri mettere uno strato di biscotti precedentemente bagnati brevemente nell'alchermes (volendo allungato con un goccio d'acqua), uno strato di pesche sgocciolate, poi un paio di cucchiaiate di crema.

Fare un secondo strato finendo con la crema, coprire con pellicola, Mettere in frigo ad insaporire almeno un'oretta. Prima di servire ricoprire la superficie con granella di pistacchio di Bronte.


Se replichi la mia ricetta inserisci per cortesia il link di riferimento al mio blog. Grazie :-) 
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... ed ecco le mie colleghe cosa propongono
Milena involtini di albicocche, robiola e speck

                            Torniamo il 3 settembre con nuove ricette e nuova energia! 

Roggenbrötchen mit bier

Avevo detto che non avrei più acceso il forno per produrre pane fino a quando la temperatura esterna avesse rinfrescato e quindi  fine agosto-settembre, ma ho fatto uno strappo per la rubrica Light & Tasty  perchè oggi noi ragazze parliamo di panini. 
Ho scelto di usare prodotti che amo molto, ovvero una farina di segale ed una birra entrambe tedesche, comprate in loco, là hanno davvero farine spettacolari e birre buonissime ed io ne ho voluto approfittare, ed ecco perchè ho scelto quel titolo.
La farina di segale è ricca di lisina e e fibre che conferiscono senso di sazietà, permettendo di eliminare tossine aiutando l'organismo a controllare il livello di colesterolo; ha inoltre un tasso basso glicemico adatta quindi per la dieta ipocalorica e dieta per chi soffre di diabete.
Avverto che non è una farina facile da lavorare pura, non lo è affatto, per cui se non si ha esperienza con gli impasti consiglio di usare metà segale metà grano tenero tipo 0.
Questi panini li ho farciti con golfetta che mi piace moltissimo ed è un salume leggero sotto tutti i punti di vista, costituito da prosciutto crudo  a ridotto contenuto di grassi (40% in meno rispetto ai salami tradizionali), ma ci si può sbizzarrire imbottendoli con formaggi magri, pesce azzurro conservato come le aringhe o il tonno o pesce affumicato, nonchè con verdure grigliate e salsine varie.

Cosa serve:
200 ml. birra chiara (per me tedesca di Monaco)
85 ml. acqua naturale a temperatura ambiente
90 g. lievito madre rinfrescato qualche ora prima (o 2 g. di lievito di birra fresco)
300 g. farina di segale bio
30 g. olio evo
1 cucchiaino e mezzo sale fino

Per farcire: golfetta q.b.

Fare una pastella: mescolare l’acqua con lievito e olio con 200 g. della farina della ricetta. Lasciare riposare 20-25 minuti, coperto.


Non mettere mai a contatto diretto il lievito con l'alcool ne inficia la lievitazione (esattamente come non si deve mettere a contatto diretto con il sale).
Prendere la pastella e mescolarla con tutti gli altri ingredienti, io ho impastato a mano, avevo voglia di avere le mani in pasta, spesso penso che il pane riesca meglio se sentita la consistenza sotto le dita. Aggiungere il sale solo alla fine.
Preciso che, per chi non lo sapesse, che il pane si segale puro e non tagliato con altre farine, non lievita quanto panini fatti con farina di grano tenero,  o duro, infatti generalmente la farina di segale viene "tagliata" con farine contenenti maggior glutine, questo fatto al 100% con farina di segale rimarrà compatto e comunque sofficissimo e durerà a lungo. Ha un sapore molto particolare che deve piacere. A me, ovviamente, piace.


Formare la solita palla e metterla in una ciotola leggermente unta, coprirla poi con pellicola ed un canovaccio e metterla in luogo tiepido a lievitare fino al raddoppio.
Riprendere l'impasto, dare due o tre pieghe a distanza di 10 minuti l'una dall'altra poi ricavare un grande filone, con una raschia tagliarlo in tre pezzi, allargare con i polpastrelli formando tre rettangoli e  poi arrotolare la pasta su se stessa per ottenere tre salsicciotti lunghi circa 12 cm.



riprendere la raschia e tagliarli in due nel senso lungo/verticale (guardare foto). Ora si avranno 6 rotolini.
Questa operazione serve per conferire una mollica compatta.
Ripiegare a ferro di cavallo ogni rotolino, girare verso l'alto la parte più larga e schiacciare col palmo della mano, ma in modo lieve cercando di dare una forma rettangolare con un lato leggermente più lungo dell'altro. (questo servirà per la forma, nient'altro, pura estetica)




Questa operazione serve per conferire una mollica compatta. Dividerli in metà, appiattirli e, con l'aiuto di un coltellino affilato, praticare alcuni intagli come da foto per ottenere una sorta di disegno a piacere (molti panettieri usano vari stampi, proprio come si fa per le rosette)


Spolverizzare con farina di riso o semola, coprire i pani messi a lievitare sulla placca rivestita da carta da forno, per 4 ore. Preriscaldare il forno statico a 210° con un pentolino d'acqua all'interno.


Quando è a temperatura, togliere il pentolino (se la pezzatura fosse grande, 1 kg di pane, lo lascio una decina di minuti) e mettere a cuocere i panini per 20 minuti, poi abbassare il forno a 190° per altri 20 minuti.

                            Lasciare raffreddare, tagliare i panini e farcirli. Buon appetito!
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Fettuccine di farro integrale con ricotta di capra, zucchine, semi di avena e noci

Oggi il team Light & Tasty porta in tavola i formaggi freschi che io adoro, tra l'altro. Amo molto la mozzarella, il primosale, i caprini sia vaccini che di capra, i tomini, ma soprattutto amo visceralmente la ricotta (mio figlio Marco infatti mi prende sempre per i fondelli, ad ogni mia preparazione mi chiede "hai messo la ricotta?" :-)) soprattutto nei dolci poi.. gnam!
Per quanto riguarda le calorie ne avevo già parlato qui, quindi oggi mi soffermo invece su qualche  altro ingredienti del piatto, ovvero l'olio di noci che è un prodotto eccezionale (peccato molto costoso) che si trova da acquistare nei negozi biologici e da Eataly, ne ho parlato già in altri post, è pregiatissimo e molto delicato, va usato esclusivamente a crudo, è un'ottima fonte di Omega-3  / Omega-6, ricco di minerali e vitamine.
I semi di avena idem come l'olio di noce, si acquistano nei negozi di alimentazione biologica, hanno molteplici proprietà, se interessati potete leggere ad esempio quiqui o su pagine simili.

Nota bene: in merito alle fettuccine secche, (tagliatelle, tagliolini ecc.) si calcola un peso diverso da quelle fatte in casa o acquistate fresche, che siano all'uovo o meno, leggere sulla confezione la quantità consigliata se non ci si sa regolare, eventualmente. Generalmente si considera una confezione da 250 g. per 3-4 persone 
Per me questo è un piatto unico essendo costituito da carboidrati (pasta), proteine (ricotta) e vitamine-fibre (zucchine) 


Cosa serve per DUE persone:

2 nidi di fettuccine secche di farro bio integrale
80 g. ricotta di capra (di malga)
2 cucchiai di panna vegetale
250 g. zucchine chiare piccole
4-6 gherigli di noce
olio di noci bio della Valle d'Aosta q.b.
Olio evo un goccio
pepe nero macinato fresco q.b.
1 scalogno piccolo
2 cucchiai di semi di avena

Mentre la pasta cuoce (questa in 12-14 minuti) mettere in una padella, molto capiente ed antiaderente, lo scalogno a stufare in un filo d'olio evo, unire le zucchine tagliate a cubettini piccolissimi (e i fiori, se ci sono,  tritati finemente) farle saltare e cuocere in modo che rimangano cotte ma croccanti. Salare alla fine. Unire la panna vegetale, la ricotta, i semi di avena ed un paio di mestoli dell'acqua di cottura, pepare e spegnere.

Aggiungere i gherigli di noce.
Scolare le fettuccine al dente con un colino e tuffarle nella padella, riaccendere il fuoco e mescolarle facendole insaporire mantecandole ancora un paio di minuti. Se necessario aggiungere ancora un pochino di acqua di cottura. Terminare con un altro filo d'olio di noci a crudo e servire

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Gelato su stecco light al melone, yogurt greco e miele senza gelatiera (no panna, no uova, no zucchero)

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty vi proponiamo ricette con il melone
La frutta estiva è più varia e succosa rispetto alle altre stagioni e ci si può sbizzarrire in varie preparazioni, oltre che consumarla natùre. Diciamo però: non bisogna esagerare primo perchè se si mangia fredda o se ne mangia troppa, è indigesta, secondo contiene comunque una bella dose di zuccheri per cui se si eccede, ingrassa (ecco perchè, tra le altre cose, chi è convinto di dimagrire mangiando solo frutta.. fa rizzare i capelli), la dose consigliata per chi è a dieta ipocalorica è di 150/200 g. al giorno preferibilmente la mattina a colazione; va detto però che non tutta la frutta apporta le stesse calorie, quelle del melone retato sono pari a 34 per 100 g. di prodotto, quindi poche, approfittiamone pure :-) e a fronte di questo ho pensato di preparare un sanissimo gelato, senza panna, senza zucchero, senza uova ma.... supergoloso!
Dolcificato in parte con l'aggiunta di latte condensato e in parte con miele.
Facile, da fare senza l'uso della gelatiera e veloce, escludendo i tempi del passaggio in freezer s prepara in 5 minuti.
Non voglio farmi i complimenti da sola perchè come dice il detto: "chi si loda, s'imbroda" però lo dico: ho azzeccato le dosi al primo colpo: con questi ingredienti ho ottenuto 4 stampini da ghiaccioli/gelati su stecco precisi-precisi (per lo meno.... quelli che ho io che sono della Snips); sono molto contenta del risultato anche per il sapore bilanciato e delicato, di solito sono ipercritica (con me stessa in primis), ma stavolta sono piacevolmente soddisfatta.


Cosa serve per 4 stampini da ghiaccioli/gelati su stecco:

150 g. polpa di melone retato/cantalupo
70 g. latte condensato
70 g. yogurt greco bianco 0% grassi
2 cucchiaini miele millefiori Mielizia


Mettere la polpa del melone tagliato a pezzetti insieme a tutti gli altri ingredienti in una caraffa/bicchiere col beccuccio alto e stretto


frullare molto bene con il frullatore ad immersione e riempire gli stampini per i ghiaccioli/gelati


inserire lo stecco e mettere in freezer alcune ore, 6-8 almeno.

     
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Scaloppine alla pizzaiola estiva

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  rivisitiamo una ricetta di scaloppine che siano di carne, pesce o verdura.
Io ho scelto di preparare le classiche alla pizzaiola, che mi piacciono tantissimo, ma in versione estiva dunque rivisitata, più fresca e leggera sia sotto il profilo delle calorie che per il sapore, utilizzando pomodoro fresco lavorato a crudo, e fesa di vitella tenerissima che si scioglie in bocca, invece di altri tagli di seconda scelta che generalmente i macellai consigliano ma che sono duri e stopposi per una preparazione rapida in padella, a mio avviso adatti a cotture brasate molto più lunghe.


Cosa serve a persona:

150 g. fesa di vitella tagliate abbastanza sottili
1 pomodoro cuore di bue non molto grande
1 spicchio aglio
Olio evo q.b.
Origano q.b.
Sale e pepe q.b.

Sbucciare il pomodoro, eliminare la parte interna acquosa coi semi e tagliarlo prima a listarelle poi a cubettini piccolissimi. Consiglio di usare questo pomodoro perché dolce, si spela molto bene senza doverlo sbollentare ed è molto polposo. Mettere il pomodoro fresco in una ciotola, unire lo spicchio d’aglio tagliato in due, salare, unire un filino dolio evo, mescolare e tenere da parte ad insaporire per 30-40 minuti.


Oliare il fondo di un tegame antiaderente, quando il tegame è caldo unire le fette di fesa di vitella, cuocere pochi istanti da un lato, poi rivoltarle salarle ed aggiungere, sopra le fette, la dadolata di pomodoro dopo aver eliminato l’aglio. Il pomodoro deve solo prendere calore, non deve cuocere, inoltre questo taglio pregiato di carne richiede una cottura rapidissima. Spolverizzare con origano e una macinata di pepe. Impiattare e servire subito.
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Zuppa tiepida di cicorietta, cannellini e datterini

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  portiamo in tavola un carico di salute, parliamo di vegetali amari che fanno tanto bene (e a me piacciono tantissimo!)  cicoria, radicchio & C. 
Io ho scelto il cicorietta tenera, (quando avevo l'orto non mancava mai) che faccio sia in insalata, con pomodori maturi e aglio tagliato finemente, oppure tritata in zuppa, anche in primavera e in estate l'organismo ha bisogno di zuppe che siano servite calde, tiepide o fredde, e comunque con sto tempo matto "ci sta" benissimo. 
La cicoria è utile per depurare fegato e reni, regola il colesterolo ed il glucosio, stimola la digestione. Le calorie sono praticamente inesistenti: per 100 g. di vegetale 10 kcal.


Cosa serve:

140 g. fagioli cannellini secchi
un mazzetto cicorietta tenera
carota-sedano-cipolla q.b.
alcuni pomodorini datterini tagliati a pezzetti
1 cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.
1 spicchio aglio
pane
parmigiano grattugiato


Mettere in ammollo in abbondante acqua fredda con un pizzico di bicarbonato di sodio i fagioli cannellini e lasciarli tutta una notte.
La mattina scolarli e farli lessare 40 minuti in acqua nuova non salata. Frullarne 1/3
In una pentola fare insaporire (senza che soffriggano) le verdure tagliate a cubetti piccoli. Unire i fagioli passati e quelli rimasti interi, aggiungere brodo caldo e salato q.b. per coprire il tutto di tre dita.
Aggiungere il pomodoro e la cicorietta lavata e tagliata a coltello prima a piccole listarelle e poi tritata grossolanamente, continuare la cottura ancora per altri 30 minuti.
Quando è pronta spegnere e fare riposare la zuppa alcune ore. Perfetta se servita a cena, magari dopo una bella camminata in montagna.

Fare abbrustolire in forno alcune fette di pane casereccio, strofinarle con aglio (se piace) e servire la zuppa appena-appena riscaldata con il pane e parmigiano grattugiato.

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Fesa di tacchino con papaya, asparagi e anacardi

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  portiamo a tavola gli asparagi, un altro ortaggio che si ama o si odia. Io ho preparato un piatto unico light a mio avviso molto accattivante ed appagante 
Moltissime regioni hanno il loro asparago dop,igp... Noi in Piemonte nella provincia di Torino abbiamo 22 ettari coltivati ad asparagi, nella provincia di Vercelli 221, nella provincia di Cuneo 89 e così via (dati Istat) un bel numero direi.

Disintossicanti e diuretici, gli asparagi sono ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze energetiche, possiedono proprietà antiossidanti e proteggono i capillari.
Gli asparagi sono costituiti per la maggior parte da acqua e hanno poche calorie. Essi apportano infatti solo 24 kcal per 100 grammi di parte edibile, quindi sono indicati in caso si stia seguendo un regime alimentare ipocalorico. Gli asparagi sono ricchi di fibre e antiossidanti. Le fibre sono molto importanti per aiutare il transito intestinale e smaltire le tossine e per ridurre i livelli nel sangue di colesterolo e glucosio dopo i pasti. Hanno anche un indice glicemico molto basso, quindi sono indicati nell’alimentazione dei soggetti diabetici. Gli asparagi sono inoltre privi di colesterolo e grassi dannosi, e sono anche poveri di sodio, inoltre contengono acido urico e purine quindi sono sconsigliati in caso di calcoli renali o altri disturbi renali, malattie reumatiche e gotta. Chi soffre di insonnia dovrebbe evitare il consumo di asparagi la sera in quanto essi sono energizzanti e quindi potrebbero disturbare il riposo notturno. Un consumo eccessivo può portare a meteorismo e difficoltà digestive. Si consiglia inoltre di introdurre questi ortaggi nell’alimentazione a partire dai 3 anni di età. fonte

Cosa serve per DUE persone

200 g. fesa di tacchino cotta tagliata sottile di ottima qualità (no affettato industriale)
200 g. punte di asparagi (per me piemontesi)
1/2  papaya gold matura ma soda (al tatto il frutto deve essere leggermente morbido)
anacardi non salati q.b. (li sto usando spesso nelle mie insalate, mi piacciono molto, stanno bene con tutto)
alcuni rametti timo
olio evo delicato q.b.
alcune gocce di succo di limone


Pulire gli asparagi eliminando la parte legnosa del gambo, lavarli e farli cuocere a vapore o lessarli, poi salarli e farli raffreddare, intanto lavare e pelare la papaya, tagliarla a metà, eliminare la parte coi semi e la buccia, tagliare il frutto a fettine sottilissime e a cubettini. Disporre sui singoli piatti le fette di fesa di tacchino, gli asparagi, la papaya e gli anacardi precedentemente fatti tostare qualche minuto in un padellino antiaderente.
Condire il piatto con poco olio evo a filo, alcune gocce di limone e il timo fresco. Servire

Un piatto unico leggero a 360° (o un secondo piatto) per una pausa pranzo veloce ma golosa o, in alternativa, servirlo come antipasto riducendo le dosi.


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Insalata di gallina e tarassaco con violette e anacardi

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty  portiamo a tavola fiori ed erbe selvatiche .
Chi mi conosce sa quanto io le adori e quanto ami andare in missione a raccoglierle;  sono gelosissima dei "miei" posti, non li dico nemmeno sotto tortura :-)
Certo, si possono comprare (da noi si trovano nelle ceste di vimini al mercato dei coltivatori diretti, altrove non so se e dove le vendano) ma ... vuoi mettere la soddisfazione di procurarsele da soli?
Occorre conoscerle, occorre qualcuno che ci insegni. Va da sè che ci siano molte erbe selvatiche non commestibili e addirittura velenose, quindi ....attenzione, mi raccomando.
Per la ricetta di oggi ho scelto tarassaco, che mi piace tantissimo e mi ricorda mia nonna (i fiori pastellati e fritti sono buonissimi! Ve li consiglio, non li posto adesso perchè non adatti a questa rubrica ma li faccio e li mangio, ecco l'ho confessato :-))) e le violette abbinandoli ad una carne leggera e magrissima, in modo tale da non coprirne il sapore, ma anzi ho cercato di esaltarlo; ho poi aggiunto anacardi non salati per conferire croccantezza e sostanza.

Qui da me in piemonte è consuetudine servire insalatine di gallina, pollo, coniglio, faraona, carni bianche e delicate cotte lessate come antipasto in abbinamento ad ingredienti vari in basa alla stagionalità dei prodotti. Ecco quindi la mia versione, ovviamente light ma se non si è a dieta consiglio di servirla con una maionese fatta in casa al prezzemolo leggera, provare per credere :-)

Cosa serve per un'antipasto per 4-6 persone (o un secondo piatto per 2-3 persone):

1 gallina
1 carota
1 costa di sedano
1-2 cipolline
1 ciuffo salvia
sale e pepe q.b.
tarassaco appena raccolto
alcune violette edibili appena raccolte e/o altri fiori spontanei commestibili
anacardi non salati q.b.
olio evo q.b.
succo limone q.b.


Lavare e cuocere la gallina con le verdure e coperta d'acqua leggermente salata in pentola a pressione per un'ora dal fischio, poi farla raffreddare nel brodo.
Intanto andare a raccogliere il tarassaco e le violette :-)


Sgrassare bene e disossare la gallina cotta e metterla in una ciotolina, regolare di sale, aggiungere una macinata di pepe e condirla con poco olio evo e una spruzzata di succo di limone, se piace dare una grattata anche di un'idea di scorza di limone. Tenere da parte ad insaporire un'oretta.
In un'altra ciotola condire il tarassaco (molto ben lavato in acqua fredda e poi passato in centrifuga per insalata) con sale, olio evo e qualche goccia di limone.

Unire la carne con la verdura, aggiungere anacardi q.b. per dare una nota croccante e saporita all'insalata e servire guarnendo con le violette edibili.

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Insalata primaverile

Oggi noi ragazze della rubrica Light & Tasty portiamo a tavola i ravanelli. A me piacciono moltissimo, soprattutto all'inizio della primavera quando sono molto dolci, poi nel giro di breve tempo iniziano a "pizzicare" purtroppo. Devo consumarli con moderazione, visto che non mi voglio fare del male (idem gli agrumi, le cipolle, la frutta acida, e tanti altri alimenti perchè chi soffre di ernia jetale/gastrite deve evitarli, dato che peggiorano acidità, reflusso e dolore allo stomaco già esistenti).
Ho deciso dunque di preparare una ricca insalata, un piatto unico, usando tra gli ingredienti, non solo questi simpatici ortaggi /tutti i cibi rotondi lo sono) ma anche i suoi germogli, preziosissimi, per avere ancora più gusto e un carico di vitamine e di folato.


Cosa serve a persona:

9-10 uova di quaglia (che corrispondono a 2 di gallina)
100 g. ricotta morbida (per me seirass piemontese)
il gheriglio di 2 noci
6 ravanelli
germogli di ravanello q.b.(crudi o appena sbollentati - a piacere)
pomodorini datterini q.b.
sale e pepe q.b.
olio di noce q.b.
alcuni ciuffi di insalata riccia

Fare lessare le uova per 4 minuti, poi passarle sotto il getto di acqua fredda e sgusciarle.
Lavare e tagliare a metà le uova, sistemarle nel piatto insieme ai ravanelli tagliati a rondelle ed ai pomodorini.
Formare piccole quenelle di ricotta utilizzando due cucchiaini da caffè, condirle con poco pepe macinato fresco.
Sistemarle nel piatto insieme a qualche ciuffo di insalata riccia, terminare con un cucchiaio di germogli di ravanello e condire con sale e olio di noci.


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... ed ecco le mie colleghe cosa propongono

Daniela insalata di cous cous con ravanelli e ceci
Elena ravanelli cotti in forno con miele, aceto balsamico e sesamo
Maria Grazia riso, ravanelli e limone
Milena frittata al forno con foglie di ravanello e uova di anatra

Cestini di barba di frate all'acciuga con uova di quaglia e aceto balsamico

Oggi noi del team della rubrica Light & Tasty cuciniamo le uova! Un altro alimento che credo piaccia a tutti, forse l'ingrediente più usato e versatile nelle preparazioni neutre, salate e dolci.


Le uova sono un ottimo alimento a tutte le età poiché contribuiscono alla regolazione metabolica e garantiscono elasticità e tonicità dei tessuti. Ricordiamo però che i bambini piccoli devono iniziare ad assumere prima il tuorlo (dai 5 mesi) e poi l'albume (dai 12 mesi in poi).
- Per bambini, adolescenti e studenti, un uovo gustato a colazione serve a migliorare la concentrazione e le performance intellettuali.
- Per chi svolge un lavoro "a tavolino", sostituire nel pasto di mezzogiorno la cotoletta con un uovo serve ad alleggerire il pranzo e a prevenire il torpore pomeridiano.
- Nelle donne in fase mestruale o dopo la gravidanza, le uova aiutano a reintegrare il ferro.
- In chi segue una dieta vegetariana, sono utili per garantire il corretto apporto di vitamina B12, fondamentale per il metabolismo del tessuto nervoso, la prevenzione della degenerazione mentale, la maturazione dei globuli rossi e la produzione del Dna, oltre che per combattere lo stress.
- Negli sportivi le uova sono preziose per il contenuto di proteine ad alto valore biologico e per lo zinco, utili per l'efficienza della massa muscolare.
- Negli anziani le uova sono ideali per compensare la minore assunzione di carne in seguito a difficoltà di masticazione e digestione, tipica della terza età.Se non vi sono patologie particolari, una persona adulta sana può consumare fino a 3-4 uova alla settimana.
Vi sono però dei casi in cui le uova non devono essere consumate. Prima di tutto chi soffre di calcoli deve escludere le uova dalla dieta poiché la colecistochinina contenuta nel tuorlo stimola la cistifellea a contrarsi (per far defluire la bile nell'intestino) provocando coliche. Anche in caso di sistema immunitario indebolito, di allergie e di intolleranze alle proteine dell'uovo quest'ultimo va bandito dalla dieta, come pure i cibi che lo contengono. fonte
Tra le diverse specie di uova che troviamo in commercio, ci sono anche quelle di quaglia, caratteristiche per essere un po’ più piccole rispetto a quelle classiche di gallina, pesano intorno ai 10 – 12 g e hanno la particolarità di essere punteggiate. Considerate un alimento curativo e dietetico, sono ricche di oligoelementi e vitamine utili. In confronto all’uovo di gallina, l’uovo di quaglia contiene sei volte più di vitamina B1, quindici volte in più di vitamina B2, cinque volte più di fosforo, ferro, potassio. Contengono anche proteine, vitamine (A, B, E), calcio, zinco e zolfo.
 A parità di quantità le uova di quaglia contengono decisamente meno colesterolo (inoltre quello buono HDL) della maggior parte delle uova di altri animali (vedi tabella sottostante) fonte

Tutti i valori si riferiscono a 100 grammi di alimento
Uovo di gallina
1085 mg
Uovo di tacchino
933 mg
Uova di anatra
884 mg
Uovo di oca
852 mg
Uova di quaglia
844 mg


Cosa serve per DUE persone:

18 uova di quaglia (il corrispondente di 4 uova di gallina)
un mazzo di barba di frate
1 spicchio aglio
una noce di burro
1 acciuga sotto sale
olio leggero q.b.
qualche goccia di aceto balsamico bianco (o tradizionale)

Pulire, lavare, e fare lessare in acqua leggermente salata la barba di frate poi scolarla bene; intanto che la verdura cuoce pulire e dissalare l'acciuga sotto sale; Mettere in una padella il burro, l'aglio e, a fuoco basso, fare sciogliere i due filetti dell'acciuga, unire la barba di frate e farla saltare bene.
Intanto fare rassodare le uova di quaglia (4-5 minuti) poi passarle sotto un getto di acqua fredda e sgusciarle. Eliminare l'aglio.
Servire le uova con la verdura di contorno condite con un filo leggero di olio di mais o di riso e qualche goccia di aceto balsamico bianco.


Un secondo piatto molto semplice e veloce ma leggero e gustoso che appaga anche la vista e che piacerà di sicuro moltissimo ai bambini.
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