Pane integrale di farro con zucca e patate

Un pane molto soffice e profumato, buono-buono-buono! Non ho la fotografia della fetta perchè è stato cibo da asporto :-) Ottimo da abbinare praticamente con tutto, ma perfetto per accompagnare carne di maiale, salumi, formaggi, funghi.
Se si usa una tipologia di zucca diversa bisogna ricalibrare i liquidi e il sale


Cosa serve:
300 g. farina bio di farro integrale 
150 g. farina bio tipo 1 W280/320
1 cucchiaino colmo malto d'orzo bio liquido
100 g. lievito madre già rinfrescato 3-4 ore prima (oppure 2 g. lievito di birra fresco)
1-2 cucchiai semi di zucca
150 g. polpa zucca delica pulita (peso netto) 
2 patate di montagna rosse (pasta gialla)
12 g. sale
260-280 g. acqua (dipende dalle farine e dall'acquosità sia della zucca che delle patate)

Per prima cosa cuocere la zucca in forno avvolta da carta stagnola fino a quando, infilzando la polpa con una forchetta, questa risulti tenera, (30-40 minuti a 180°) farla quindi intiepidire, eliminare buccia, filamenti, semi, pesare la quantità che serve; contemporaneamente mentre la zucca cuoce in forno, fare lessare le patate con la buccia in acqua salata, quando sono cotte, sbucciarle e schiacciarle nello schiacciapatate insieme alla zucca, aggiungere 100 g. d'acqua tiepida presa dal totale indicato negli ingredienti e mescolare per ottenere una purea. 
Nella ciotola della planetaria (o ciotola capiente se s'impasta a mano) mescolare le farine, aggiungere il lievito spezzato e il malto, unire la purea ancora tiepida e iniziare ad impastare unire, poca alla volta, la restante acqua (variabile come ho scritto) o q.b. Bisogna fare assorbire tanta acqua quanta ne serve per ottenere un impasto morbido ma malleabile ed incordato. In ultimo unire il sale. Impastare ancora qualche minuto, poi riversare l'impasto in una ciotola capiente ed unta d'olio evo, fare girare bene l'impasto in modo da oliare anch'esso, coprire con pellicola alimentare e poi con un canovaccio in modo che la ciotola sia ben sigillata e non entri aria, e lasciare a temperatura ambiente per un paio d'ore, poi riporre in frigorifero (nella parte bassa) per 14-16 ore.
Io ho fatto l'impasto nel tardo pomeriggio e l'ho ripreso dal frigo la mattina successiva.


Prendere l'impasto e delicatamente rovesciarlo sul piano da lavoro. Dare una piega a libro, coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 15-20 minuti e ripetere un'altra volta. Questo passaggio è importante, serve a dare corpo e volume al pane.
Dare un paio di pieghe di rinforzo all'impasto, (guardare il video presente nella seziona lievitati salati), fare roteare un lato del pane nei semi di zucca, poi metterlo nel cestino infarinato con la chiusura verso l'alto (e i semi di zucca in basso) coprirlo con pellicola e canovaccio e lasciarlo lievitare circa 3 ore.


Preriscaldare il forno statico a 250° con la leccarda all'interno.
Capovolgere il pane sulla leccarda tirata fuori dal forno e rivestita con carta da forno, spolverizzare leggermente il pane e rimuovere l'eventuale eccesso di farina, praticare un taglio piuttosto profondo in centro con l'aiuto di una lametta o un coltellino affilato, praticare poi altri taglietti e disegni a piacere ai lati.
Spruzzare le pareti e il fondo del forno con acqua (usando uno spruzzino o le mani semplicemente), infornare. Dopo 10 minuti aprire il forno e vaporizzare di nuovo acqua per creare umidità  - attenzione non sul pane! (serve a non fare formare una crosta dura al pane, altrimenti non cresce e non cuoce più bene) poi abbassare a 220° e lasciare cuocere per 15 minuti, di seguito abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 50 minuti, poi abbassare ancora il forno a 150° e lasciare 10 minuti con lo sportello aperto a fessura.
Infine spegnere il forno, aprire lo sportello a fessura ma lasciare ancora il pane all'interno per 5 minuti.
Tutto questo calare graduale della temperatura farà sì che il pane possa avere una bella crosta croccante esterna, che sia ben cotto internamente e che l'umidità del pane stesso possa evaporare rendendolo asciutto oltre che cotto.
Nei forni di casa occorre avere procedure un po' "arrangiate" per così dire.
Controllare ogni forno è diverso, "bussando" il sotto del pane si deve sentire un rumore sordo, lo dico sempre che è semplice ma efficace, per capire se è cotto, deve avere un aspetto ben dorato e cotto 

Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Risotto con mele fuji, taleggio e speck croccante

 Amo molto i contrasti di sapore e di colore nei piatti, così come sentire distintamente in bocca le consistenze di una pietanza, è divertente giocare e tiene viva la curiosità; la cucina è espressione del proprio carattere: chi è noioso e "piatto" cucinerà sempre le stesse cose, magari buone ma monocolore e monosapore, di quelle che non ti fanno dire "wow"; poi c'è chi esagera e al secondo boccone sei già stufo, come chi farcisce una torta magari già ricca di burro e panna, con un quintale di crema spalmabile pronta; poi c'è chi al contrario ha il braccino corto e offre porzioni miserissime, condisce poco e ti sembra di mangiare alla mensa dell'ospedale :-)) insomma... la cucina è equilibrio di profumo, vista e sapore, è eleganza e sobrietà ma anche tradizione ed osare con un pizzico di stravaganza.

Questo risotto è un po' ciò che rispecchia il mio carattere: croccante fuori ma cremoso dentro, che ti lascia in bocca un gusto saporito e un po' pungente con una nota dolce e avvolgente.


Cosa serve per DUE persone:
160 g. carnaroli
3-4 fettine sottili di speck dolce trentino
180 g. polpa di Melapiù fuji
120 g. taleggio DOP
vino bianco secco q.b.
sale fino q.b.
un pezzetto cipolla bianca
brodo vegetale q.b.
olio evo q.b.
un rametto rosmarino
1 cucchiaio pinoli
una noce burro

In una piccola padella antiaderente fare rosolare lo speck tagliato a listarelle senza alcun grasso, insieme fare tostare anche i pinoli, occorreranno pochi minuti, quando è croccante tenere da parte. Nella stessa padellina mettere un filino d'olio evo e un rametto di rosmarino, unire la mela lavata (ma non sbucciata) e tagliata a cubettini piccolissimi, farla rosolare a fiamma media un paio di minuti smuovendo il tegame, poi salare con un pizzichino di sale, sfumare con un goccino di vino bianco secco e quando è evaporato, spegnere e tenere da parte.
In un tegame o padella antiaderente fare tostare a secco (senza mettere ne olio ne burro) ma a fiamma bassa, il riso smuovendo il tegame, unire 1/2 bicchiere scarso di vino bianco secco e la cipolla tritata, quando il vino è evaporato iniziare ad aggiungere poco brodo bollente alla volta, mescolando spessissimo, non salare; il brodo è già sapido di solito non occorre.


Dopo 5 minuti aggiungere la mela precotta e continuare la cottura, aggiungere poco brodo per volta tenuto sempre sul fuoco, dopo altri 12-13 minuti il risotto è cotto, spegnere e mantecare con il taleggio tagliato a cubetti e una noce di burro, mescolare vigorosamente per mantecare ed ottenere un riso morbido e cremoso
Impiattare ed aggiungere lo speck croccante e i pinoli tostati, servire subito.



Tortine speziate con mele e albicocche secche

Queste tortine sono soffici e profumatissime, perfette per la colazione e la merenda di tutta la famiglia, di quelli che amano i dolci speziati; naturalmente si possono omettere se le spezie se non sono gradite oppure si può aromatizzare con semplice scorza di limone o arancia, si possono aggiungere gocce di cioccolato o uvetta sultanina.


Cosa serve per 6 tortine:
125 g. farina 00
1/2 cucchiaino lievito per dolci
95 g. zucchero di canna
2 uova medie
80 g. burro
20 g. burro salato (oppure 100 g. burro + pizzico abbondante sale)
1/2 bustina mix spezie (cannella, cardamomo, chiodi di garofano ecc)
1/2 mela farinosa sbucciata e grattugiata
scorza scorza grattugiata mezzo limone
scorza grattugiata mezza arancia
il succo di 1 arancia



Preriscaldare il forno a 175° e preparare i pirottini di carta (quelli per muffin) nell'apposito stampo.
Usare il burro e le uova a temperatura ambiente.
In un contenitore montare a neve gli albumi (non fermissima), a parte montare lo zucchero con il burro, unire poi i tuorli, uno alla volta, le scorze degli agrumi e unire la farina setacciata con le spezie e il lievito, aggiungere la mezza mela grattugiata e le albicocche secche tagliate a pezzettini, poi unire per ultimo il succo dell'arancia. Valutare quanto metterne in base a come si presenta l'impasto, deve "scrivere" il solito nastro, essere abbastanza denso.
Riempire a 3/4 gli stampini e mettere in forno per 30-35 minuti circa, fare la solita prova stecchino.



Fare raffreddare e servire. Conservare le tortine in una scatola di latta.


Cous cous ai 4 cereali con zucca e porri

Il cous cous mi piace sempre tanto, sia quello classico di grano duro, che integrale o ai cereali; mi piace condito in modo semplice con pomodoro e basilico asciutto, speziato con verdure o brodoso in versione autunnale come nella ricetta di oggi; mi piace abbinato legumi, sotto forma di sformatino, con pesto e pistacchi e lo trovo irresistibile con il tonno fresco


Cosa serve per 2 persone:
120 g. cous cous ai 4 cereali (grano duro integrale, farro, kamut e mais)
250 g. zucca pulita (peso netto)
2 porri
acqua q.b.
sale e pepe q.b.
un ciuffo basilico
olio evo q.b.

Per prima cosa mettere in una casseruola la zucca tagliata a tocchi grossolani e il porro a fette, coprire con due dita d'acqua, aggiungere una presa di sale, il basilico, mettere il coperchio e fare cuocere a fiamma bassa fino a quando la verdura si è sfaldata (se necessario aggiungere poca acqua calda).
Io l'ho voluto un po' brodoso ed ho fatto in modo di ottenere un volume di liquido più abbondante rispetto al peso del cous cous, se si desidera asciutto calcolarne uguale quantità.
Dunque pesare il cous cous e metterlo in una ciotola, unire il brodo della zucca e del porro e lasciare idratare 5 minuti, riversare poi il tutto nella casseruola contenente la verdura ormai sfaldata ridotta in purea, se necessario riscaldare qualche attimo la pietanza e servire con una spolverata di pepe macinato al momento ed un filo d'olio evo.



Coniglio con polenta allo zafferano, gorgonzola e mascarpone

L'autunno, per me, è una stagione meravigliosa sotto ogni aspetto: amo il clima fresco, i colori caldi della natura, il tepore di una stufa accesa e il cibo. 
Oggi con la rubrica Al Km 0 andiamo in rifugio in montagna, (magari per godere della prima neve) da noi l'alta quota chiama la polenta sempre, anche ad agosto :-) e anche qualche caloria in più; io porto il pranzo: un coniglio cotto nel vino e una polenta fumante allo zafferano appena colto Söfran di Caraglio e Valle Grana (Cuneo), arricchita da gorgo e mascarpone, una vera goduria!



Cosa serve per DUE persone:
1/2 coniglio tagliato a pezzi (per me di Cuneo)
sedano, carota e cipolla
timo, rosmarino, salvia, erba cipollina, alloro
vino bianco secco q.b.
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
250 g. farina mais fioretto integrale per polenta 
alcuni stimmi zafferano Söfran
120 g. gorgonzola piemontese con mascarpone
800 ml. acqua
una noce burro

Mettere a marinare il coniglio a pezzi, lavato ed asciugato insieme alle verdure e agli aromi in una ciotola che lo contenga di misura, coprirlo col vino e con pellicola e metterlo in frigorifero almeno 2-3 ore.

In un tegame scaldare un filo d'olio ed aggiungere il coniglio sgocciolato, lasciarlo rosolare dolcemente e poi unire tutta la marinata, alzare la fiamma, fare evaporare l'alcool del vino e quando non schiuma più unire 1/2 bicchiere d'acqua, regolare sale e pepe, mettere il coperchio e fare cuocere 50 minuti (se necessario aggiungere acqua), nel frattempo preparare la polenta:


Mettere gli stimmi di zafferano nell'acqua che occorre per fare la polenta e lasciare in infusione 15-20 minuti, poi aggiungere il sale e metterla sul fuoco, quando inizia a bollire aggiungere a pioggia la farina di mais fioretto integrale (si può usare anche la bramata o altro tipo), mescolare molto bene e molto spesso per circa 40-45 minuti, fino a quando la polenta si stacca dalle pareti; a cottura ultimata condire con una noce di burro e il gorgonzola col mascarpone, mescolare vigorosamente per farlo sciogliere, servire la polenta allo zafferano e formaggio fumante con il coniglio al vino e aromi ben caldo e il suo sughetto.
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Frittelle di mele

 Le frittelle (si chiamano friceu in dialetto) di mele sono un must in piemonte.Ci sono due modi di farle, io li faccio entrambi dipende come "mi gira", il 1) dopo aver sbucciato i frutti e tolto il torsolo con l'attrezzo adeguato, si affettano le mele (non troppo spesse ma nemmeno sottili come una sottiletta) e si impastellano; il 2) si tagliano le mele a tocchetti e si amalgamano alla pastella; in questo caso si friggono a cucchiaiate.


Cosa serve:
4 mele renette (o golden se si preferisce una frittella molto dolce)
150 g. farina 00
1 uovo + 1 tuorlo
30 g. burro fuso
latte q.b.
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
succo e scorza grattugiata di 1 limone naturale
olio di arachidi per friggere
zucchero semolato q.b.
una presa cannella in polvere (o i semi di mezza bacca di vaniglia)

Sbucciare le mele e togliere il torsolo con lo scavino. Farle a fette o a pezzettini. Spruzzarle con il succo di limone.Preparare una pastella con le uova, la farina setacciata con il lievito, la scorza di limone e un cucchiaino di succo, cannella, burro fuso e latte quanto basta per ottenere una pastella densa "che scrive a nastro" (per intenderci quanto il composto di una torta margherita) fare riposare 10/15 minuti


Intingere uniformemente le fette di mela  Scaldare bene l'olio, dev'essere caldo ma non fumante.


Friggere le frittelle di mele da entrambi i lati per qualche minuto, finchè diventino dorate, sgocciolarle ed asciugarle su carta per fritti o carta assorbente, cospargere la superficie di zucchero semolato in entrambi i lati e servire.




Biove barbarià a lievitazione naturale (world bread day 2020)

Oggi alcune di noi del team Il Granaio partecipano all'annuale appuntamento del world bread day quale migliore occasione per fare conoscere una farina antichissima del mio amato Piemonte?
Ho voluto entrare  a gamba tesa nel sacco del mulino e usare questo fantastico mix di frumento, segale e malto tostato ed impastarlo con il mio lievito madre per conferire una forma di pane a noi tanto cara, parlo della biova, comunemente di farina di grano tenero e lievito di birra ma io, si sa, amo giocare e sperimentare altrimenti non mi diverto. Sono assolutamente felice del risultato che ho ottenuto, spero piaccia anche a voi.

Il Barbarià© appellativo che deriva da "imbarbarito, imbastardito" era un'antica tecnica
che prevedeva la semina autunnale di una miscela composta da semi di grano e segale.
Si trattava di un metodo che consentiva alle popolazioni montane e pedemontane di ottenere una farina da pane più digeribile di quella che veniva prodotta con la sola segale così che se l'annata fosse stata favorevole alla fine avrebbero ottenuto una farina particolare, buona e sostanziosa.
Qualora invece l'annata fosse risultata difficoltosa, compromettendo lo sviluppo del grano ( più sensibile alle avversità climatiche) avrebbero raccolto comunque la segale, utile per la loro sopravvivenza. fonte



Cosa serve:
90 g. lievito madre già rinfrescato (oppure 2-3 g. lievito di birra fresco)
500 g. farina macinata a pietra barbariat (farine grano tenero e segale con malto di segale tostato) Molino Squillario oppure creare un mix di farine di segale integrale e frumento tipo 1
340 g. acqua a t. ambiente
12 g. sale fino marino integrale
1 cucchiaino di malto d'orzo bio in polvere

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 14,30
Rinfrescare il lievito madre e prelevarne l'occorrente indicato nella ricetta, metterlo in una ciotolina, coprirlo con pellicola e tenerlo a temperatura ambiente,  l'altro metterlo in frigo per la successiva panificazione (in un barattolo a chiusura ermetica).
Preparare l'autolisi mettendo la farina nella ciotola e irrorandola con 300 g. d'acqua, dare una mescolato sommaria, coprire con pellicola e lasciare da parte.

Ore 18,30
Mettere nella ciotola della planetaria la farina il lievito madre a pezzi (o lievito di birra sbriciolato) e il malto, iniziare ad impastare con il gancio velocità 1. (Se si fa a mano idem in una ciotola capiente usando prima una forchetta, poi ribaltare sul piano da lavoro e continuare impastando con le mani), unire poco la restante acqua poca alla volta (aumentando un po’ la velocità), in ultimo unire il sale.
Formare una palla e mettere a lievitare in una ciotola unta, coprire con pellicola e canovaccio tenuto fermo da un elastico, a temperatura ambiente per 3-5 ore, poi trasferire la ciotola in frigorifero fino alla mattina successiva.

Il giorno dopo: 
Tirare fuori la ciotola dal frigorifero e farla acclimatare. Riprendere l’impasto, dare una serie di pieghe per dare forza alla lievitazione in cottura, pesare l'impasto, se fatto con lievito madre sarà 950 g. dividere in 6 pezzature (pesarle), allargarne ognuna con i polpastrelli ottenendo 6 rettangoli, arrotolarne ognuno stringendo le estremità per dare una forma ovaloide appuntita e mettere le pagnottine a lievitare una vicino all'altra divise da un canovaccio infarinato abbondantemente, (agli estremi mettere dei pesi – pacchi di farina o zucchero - in modo che si mantengano schiacciati e crescano in altezza e non in larghezza) far lievitare due-tre ore ben coperti dal canovaccio infarinato avendo cura di mantenere la chiusura delle pagnottelle arrotolate di sotto, a contatto del piano da lavoro.





Preriscaldare il forno statico a 250°
Riprendere le pezzature, rivoltarle con la chiusura verso l'alto, cospargere con farina di riso e, con una lametta (facendo molta attenzione a non tagliarsi) praticare un taglio abbastanza profondo in centro, in prossimità della chiusura 




Spruzzare pareti, fondo e verro interno del forno con acqua per creare vapore e infornare le biove messe sulla leccarda del forno rivestita con carta da forno e cuocere 10 minuti, aprire il forno spruzzare di nuovo poi abbassare a 210°, cuocere ancora 20 minuti, poi abbassare a 170° aprire il forno a fessura e lasciare ancora le biove per 5 minuti, poi togliere dal forno e fare raffreddare su una gratella.

la ricetta è di mia proprietà, se la replichi inserisci il link di riferimento al mio sito, grazie 

Ogni anno, il 16 Ottobre, in occasione del World Bread Day, centinaia di blogger seguono l’invito di Zorra ad unirsi virtualmente nel preparare un alimento base, importante in tutto il mondo sin dagli albori dell'agricoltura: il pane appunto. La Giornata mondiale del pane è stata avviata dall'Unione internazionale dei fornai e dei pasticceri (UIBC), e in questa giornata si commemora anche l'anniversario della creazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). La FAO fu creata nel 1945 per sconfiggere la fame. Il suo motto è "Fiat panis" che tradotto dal latino significa "Sia il pane". Non a caso, la Giornata mondiale del pane coincide con la Giornata mondiale dell'alimentazione."

 #wbd2020 #worldbreadday #worldbreadday2020
Il nostro paniere completo ha sfornato:

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Tris di verdure



Avete presente il contorno tris di verdure cotto e surgelato? Ecco io mi sono lasciata tentare un paio di volte nel corso di moltissimi anni ad acquistare una confezione "per le emergenze", di marche diverse, e non mi è MAI piaciuto, forse è addirittura finito nel secchio dell'immondizia, che poi non è di così rapida cottura, le patate rimangono crude e il sapore non è buono, mentre le zucchine e peperoni mollicce... bocciato!
Ecco che è veramente semplicissimo e veloce farlo daccapo con le verdure fresche.
Non ho nemmeno impiattato ma ho preferito lasciare il tris nel suo tegame, in modo spartano come lo è questa preparazione davvero semplice.

Cosa serve per DUE porzioni:
1/2 peperone giallo (o 1 se non è grande)
2 zucchine chiare
1/2 cipolla bianca
2 patate medie
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
alcuni aghi rosmarino

Sbucciare le patate tagliarle a bastoncino dopo averle lavate ed immergerle in una ciotola d'acqua, dopo una decina di minuti spuntare le zucchine e pulire il peperone togliendo le stremità e i filamenti interni, lavare e tagliarle anche loro a bastoncino, tagliare anche la cipolla a fettine sottili.
In un tegame scaldare un filo d'olio evo e cuocere le patate a fuoco moderato per 5 minuti poi aggiungere tutto il resto e fare cuocere una decina di minuti o comunque fino al grado di cottura preferito, mescolando spesso e mantenendo la fiamma moderata senza coperchio in modo che arrostiscano (ma senza bruciare!) a me piacciono cotte ma croccanti, salare e pepare alla fine.
Servire il contorno caldo.



Crostata di farro con crema di zucca e nocciole

Oggi vogliamo colorare d'autunno la rubrica Al Km 0. Io ho preparato la colazione con i sapori che amo moltissimo: la croccantezza della frolla, la farina di farro, zucca nuova appena colta e le nostre fantastiche nocciole piemontesi freschissime di tostatura, che felicità!Non voglio peccare di presunzione ma... è di una bontà infinita!

Cosa serve per uno stampo rettangolare 35x 10 cm. o rotondo da 20-22D da crostata

Per la crosta serve:
200 g. farina di farro bianca bio (per me piemontese bio macinata a pietra)
20 g. farina 00 w 170
1 pizzico sale
35 g. olio evo toscano
35 g. olio 5 oli (vinacciolo, lino, girasole, mais e riso)
60 g. acqua
7 g. baking powder (lievito per dolci)
90 g. zucchero di canna
due pizzichi cannella in polvere

Per la farcia serve:
2 uova
150 ml panna liquida fresca
4-5 gocce di essenza naturale di vaniglia (si compra nei negozi di alimenti biologici)
250 g. zucca (peso netto)
80 g. zucchero di canna grezzo
1 pizzico di sale
40 g. nocciole rotonde gentili (piemontesi) tostate

Fare la frolla mescolando tutti gli ingredienti nella planetaria usando la foglia oppure in un robot da cucina provvisto di cutter. Avvolgerla in carta da forno e metterla in frigo almeno un'ora. Preriscaldare il forno a 170° statico e cuocere la zucca già decorticata e sbucciata e poi fatta a fette in forno sulla leccarda ricoperta da carta da forno, lasciarla in forno fino a quando, punzecchiandola con la forchetta, risulta tenera poi toglierla dal forno, tagliarla a pezzetti e metterla nel robot da cucina. Aspettare che si intiepidisca bene e poi aggiungere tutti gli altri ingredienti e frullare fino a quando risulta tutto amalgamato



Stendere la pasta frolla all'olio tra due fogli di carta da forno, rivestire uno stampo da crostata oliata ed infarinata, punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta e riempire il guscio con la farcia. (Io ho fatto la griglia classica da crostata con 1/3 della pasta, ma la farcia non è densa, quindi avrei potuto non farla, la prossima volta farò solo il guscio) 


Cuocere la crostata in forno ventilato già caldo a 180° per 35 minuti.Sfornare ed aspettare a toglierla dallo stampo che sia ben fredda (altrimenti si rischia di romperla). Servire.

 

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