Orecchiette con zucchine, pomodorini e pinoli

Cosa serve per DUE persone:

180 g. orecchiette secche
4 zucchine piccole novelle (genovesi)
una manciata di pomodorini ciliegino
olio evo q.b.
sale e pepe
alcune foglie piccole di basilico fresco (io ho usato quello di Albenga, tenerissimo e profumato)
1 scalogno
una manciata di pinoli

Mettere a cuocere la pasta e, nel frattempo, in una padella far appassire lo scalogno in un filo d'olio evo, unire le zucchine tagliate a cubettini, farle saltare un attimo ed unire i pomodorini lavati, asciugati e tagliati a metà o in quarti, secondo il proprio gusto.
Salare e pepare, unire il basilico spezzettato con le mani e, in ultimo, i pinoli.
Scolare le orecchiette e metterle nella padella con in condimento e un pochino di acqua di cottura. Mantecare e condire ancora con un filo d'olio a crudo.

Servire


Gateau di patate con prosciutto e formaggio

Io adoro i gateau di patate, con ogni farcia e ripieno (o quasi),  questa versione poi è davvero semplicissima e leggera ed è tra l'altro, un buon metodo per arrangiare un pranzo o una cena (capita spesso di avere del prosciutto cotto comprato da due giorni in frigo che nessuno vuole più, giusto?) il formaggio e le patate di solito in qualunque casa non mancano, et voilà! Poco sforzo, avanzi finiti e sono tutti contenti. Ottimo anche da portare al lavoro il giorno successivo.


2 kg. patate pasta bianca o gialla (comunque devono essere vecchie)
sale q.b.
due belle grattate di noce moscata
1 tuorlo d'uovo
due cucchiai di parmigiano
4 fette prosciutto cotto
3 fette di edamer
pangrattato per la supeficie e per la teglia
olio q.b. per la teglia

Fate lessare bene le patate con la buccia (precedentemente ben lavate) in acqua salata.
Sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate quando sono ancora calde (ma non bollenti), unire il tuorlo d'uovo e la noce moscata. Mescolare con una forchetta molto velocemente, regolare di sale (quindi assaggiare).
Oliare e spolverizzare bene di pangrattato una terrina da forno (ceramica o pirex) di giusta misura (io ne ho usata una ovale ma va bene una quadrata  cm. 20x20 o simile) disporre uniformemente (senza schiacciare troppo) metà delle patate, distribuire il prosciutto ed il formaggio, ricoprire con l'altra metà delle patate.


Fare dei ghirigori con la forchetta e spolverizzare con pangrattato. (volendo aggiungere fiocchettini di burro per creare una crosticina più appetitosa), infornare in forno già caldo a 190° se ventilato o 200° se statico, per 40 minuti.
Togliere dal forno, attendere una decina di minuti e servire. Il gateau di patate è più buono se preparato in anticipo e poi riscaldato.

Come classificare preparazioni come queste? Non so mai che etichetta usare... piatti unici? contorni? secondi? Mah..

Pesce spada in umido con pomodorini


Cosa serve per DUE persone:

2 fette generose di pesce spada
una manciata di pomodorini ciliegino o datterini
un cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro
olio evo q.b.
uno spicchio d'aglio
prezzemolo tritato q.b.
origano secco q.b.
qualche foglia di basilico fresco
sale e pepe q.b.
una spruzzata di coriandolo in polvere
(facoltativo un pizzico di peperoncino)

E' un piatto veloce ma molto gustoso.
In una larga padella mettere un filo d'olio evo con lo spicchio d'aglio, fare insaporire ed aggiungere i pomodorini tagliati in metà o quarti, il doppio concentrato di pomodoro, qualche cucchiaiata d'acqua e mescolare per qualche minuto per amalgamare. Aggiungere tutti gli aromi, unire le fette di pesce spada e mettere il coperchio.


Dopo 5 minuti girare la fetta e scuotere la padella, fare cuocere ancora altri 5 minuti (o qualche minuto di più o di meno in base allo spessore delle fette, le mie sono piuttosto spesse).
Servire con il proprio sughetto, altre foglioline di basilico fresco ed un giro d'olio a crudo


Biscotti di riso e avena con cacao, nocciole profumati agli agrumi

Cosa serve:

130 g. farina di riso
100 g. farina di avena
5 g. lievito per dolci
15 g. cacao amaro
1 pizzico di sale
100 g. burro
80 g. zucchero di canna chiaro
50 g. nocciole sgusciate e tostate
la scorza grattugiata di 1/2 arancia naturale bio
la scorza grattugiata di 1/2 limone naturale bio
la scorza grattugiata di 1 mandarino
la scorza grattugiata di 1 lime
1 uovo ed 1 tuorlo
(se serve un goccio di latte)

Setacciare le farine con il lievito ed il cacao amaro.
In un tritino ridurre a farina le nocciole tritandole finemente con 30 g. dello zucchero della ricetta.
Mettere tutte queste polveri nella ciotola della planetaria o in un robot da cucina con l'accessorio cutter (o ancora se si vuole impastare a mano, in una capiente ciotola.) Unire il burro leggermente morbido a pezzetti e il pizzico di sale. Fare amalgamare per ottenere uno sfarinato burroso. Aggiungere il rimanente zucchero e tutti gli altri ingredienti. Amalgamare lo stretto necessario. Formare una palla, mettere in frigorifero avvolto da pellicola alimentare per circa 1 ora.

Accendere il forno ventilato a 160° o statico a 170°
Riprendere l'impasto, riversarlo su un foglio di silicone (o anche su un foglio di carta da forno) o un tagliere non in legno perchè il cacao macchia.
Con la farina di riso infarinare leggermente piano di lavoro e mattarello. Stendere ad uno spessore di circa 1 cm. abbondante.
Devono rimanere belli corposi da mordere.
Con la rotella dentellata ritagliare delle striscioline ed unirle a formare delle ciambelline. (o usare un tagliabiscotti a vostro piacimento), disporre sulla placca rivestita da carta da forno e cuocere circa 15 minuti


Sfornare e mettere sulla gratella a raffreddare.
Conservare in una scatola di latta

siccome non ho preso la ricetta da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 

Grazie! :-)


Muffin alle fragole, yogurt e cioccolato bianco

Non siamo ancora nel pieno-pieno della stagione, qui al nord sono ancora verdi, per questo ho trovato delle fragole provenienti dalla basilicata succose e profumate (ma non non ancora dolcissime) ed ecco la prima ricetta, di quest'anno, con questi frutti golosi


Cosa serve:

200 g. farina 00
100 g. fecola di patate
1 bustina scarsa di lievito per dolci
un pizzico di sale
3 uova medie
80 g. burro
120 g. zucchero semolato
zucchero a velo q.b.
120 g. yogurt al miele compatto
scorza grattugiata di mezzo limone bio
150 g. latte intero
180 g. fragole
gocce di cioccolato bianco q.b.


Accendere il forno a 180°.
Montare le uova (tenute a temperatura ambiente almeno un'ora) con lo zucchero semolato, il pizzico di sale e il burro a pezzi morbido.
Unire lo yogurt, la scorza del limone e il latte.


Unire poi la farina setacciata con la fecola e il lievito.
Mescolare velocemente ed unire le fragole tagliate a pezzi piccoli.
Riempire i pirottini (collocati nella placca per muffin) per 3/4.
Cospargere la superficie con le gocce di cioccolato bianco.


Cuocere in forno statico per circa 25 minuti.
Far raffreddare e spolverizzare leggermente con zucchero a velo





Rolata di tacchino farcita


Cosa serve per due persone:

una coscia di tacchino disossata (peserà circa 350-400 g.)
2 fette di prosciutto cotto
4 fette di pancetta arrotolata piacentina
mix aromi tritati (1-2 foglie di salvia, alcuni aghi di rosmarino e di timo)
un rametto di rosmarino
una foglia di alloro
2 bacche di ginepro
sale e pepe
poco olio evo
vino bianco secco per sfumare q.b.
brodo vegetale q.b. (mezzo bicchiere scarso)

Fare disossare ed appiattire col batticarne la coscia di tacchino da macellaio.
Aprirla bene e cospargerla con gli aromi tritati, salare e pepare. Ricoprirla poi con le fette di prosciutto cotto e la pancetta. Arrotolare la carne e chiudere con lo spago la rolata.
In una casseruola dal fondo spesso mettere un filo d'olio e rosolare da ogni parte la rolata. Unire i rametti di rosmarino, salvia e le bacche di ginepro. Salare ancora leggermente. Unire il vino e fare sfumare, abbassare la fiamma, unire mezzo bicchiere circa di brodo vegetale, mettere il coperchio, e lasciare cuocere, girandola ogni tanto, a fioco dolce per circa 40-45 minuti (peserà 1/2 chilo circa).


A fine cottura, spegnere e lasciare intiepidire. Tagliare la rolata solo tiepida per non fare rompere le fette. Stemperare al fondo di cottura la punta di un cucchiaino di maizena e un goccio d'acqua per addensare la salsina da servire con la carne.


Bavaresi monoporzione bicolore alla ricotta e cioccolato

Cosa serve:
250 g. ricotta a pasta fine setacciata
125 g. zucchero a velo
125 g. yogurt bianco
100 ml panna fresca
50 g. cioccolato fondente (io ho usato ovetti e pezzi di uova di Pasqua rimasti)
8/10 g. fogli di gelatina
3 cucchiai di succo di arancia o di agrumi misti
1 cucchiaio raso di cacao amaro

Per decorare:
sfoglie di cioccolato fondente e bianco

In una ciotolina piena d'acqua a temperatura ambiente mettere in ammollo la gelatina.


In un casseruolino piccolo mettere il cioccolato fondente, il cacao, metà della panna. Fare sciogliere a bagno maria mescolando con un cucchiaio di silicone (possibilmente in modo che non attacchi e non ci sia uno spreco degli ingredienti).
Mettere da parte.
In una ciotola mescolare, con una frustina, la ricotta con lo yogurt, lo zucchero a velo e la restante panna.

In un altro casseruolino piccolo scaldare il succo di arancia o agrumi. Togliere dal fuoco ed unire i fogli di colla di pesce ben strizzati. Mescolare bene con un cucchiaio e, quando è raffreddato (occorrono pochi minuti) unire al composto di ricotta.



Mescolare molto bene poi dividere il composto. Una metà quindi metterla in un'altra ciotola ed unire il cioccolato fuso e freddo. Mescolare di nuovo molto bene.
In stampini individuali leggermente imburrati, mettere un primo strato di composto bianco.


Molto velocemente far passare nel freezer per qualche minuto.
Occorre fare attenzione che il composto ricotta/cioccolato non si raddensi.
Tirare fuori dal freezer (sarà appena-appena rappreso) e versare sopra, lentamente, il composto scuro.


Coprire quindi con pellicola o (se lo stampo è pieno fino all'orlo optare per questa seconda possibilità) con una ciotola/piatto capovolta.
La superficie non deve seccare ma non deve nemmeno essere toccata dalla pellicola.
Mettere in frigo per almeno 4 ore.
Sformare le bavaresi bicolore, decorare a piacere con sfoglie di cioccolato fondente e bianco, ....e servire
L'effetto che si otterrà sarà un "guscio" di bavarese esterno alla ricotta e un cuore di bavarese al cioccolato.

Non ho preso la ricetta da nessuna parte se non dalla mia fantasia, per piacere replicala pure, anzi mi fa molto piacere e se è stata gradita aspetto commenti, critiche e consigli, ma per piacere inserisci il link di attribuzione e provenienza al mio blog. 
Grazie! :-)

Carote glassate

Un po' di tempo fa ho riguardato il mio vecchio (anni '80) ma famoso, immortale, libro di cucina: "Il cucchiaio d'argento" e non mi sono stupita di leggere ricette facilissime come l'uovo alla coque, carote al burro, spinaci lessi, patate al forno, cotoletta impanata e così via.. e: 1) mi sono domandata cosa sia successo alla cucina italiana e soprattutto ai grandi chef ma anche alle persone comuni, ai food blogger che non dormono la notte per partorire ricette "innovative" ma a mio avviso, di dubbia bontà 2) mi sono domandata perchè nei libri di cucina moderni sono sparite le ricette base, quelle da insegnare ai propri figli, alle novelle sposine (se esistono ancora..), ergo: io continuo a postare (anche) ricette semplici e forse banali ma pensando che possano essere utili a qualcuno, a me di sicuro: sono per la tradizione e per utilizzare i prodotti del territorio e, ad esclusione di rarissime occasioni, non voglio cambiare il mio modo di spadellare e mangiare.

...Quindi oggi un'altra ricettina facile-facile che tuttavia non deve mancare in un ricettario.

Cosa serve per due persone:

400 g. carote tenere
30 g. burro
1/2 cucchiaino di zucchero
acqua q.b.
sale q.b.

Pelare, lavare e tagliare a rondelle fini le carote.
In una padella fare sciogliere il burro, senza che prenda colore, unire le carote girarle un minuto nel condimento, salarle e coprirle d'acqua. Aggiungere lo zucchero, mettere il coperchio e cuocerle a fuoco dolce fino a quando il liquido sarà assorbito mescolandole ogni tanto. Devono rimanere pallide e dunque non devono assolutamente bruciacchiare e prendere colore, devono invece rimanere belle arancioni ed essere avvolte dalla glassatura e risultare morbidissime. (Se le carote non fossero novelle è possibile dover aggiungere altra acqua e prolungare la cottura).

Un contorno davvero semplicissimo e molto veloce da preparare ma gradito da tutti, ed inoltre è un piatto jolly da abbinare un po' a qualunque pietanza.


Colomba di Pasqua con fichi, arance e cedro canditi (base ispirata a Giorilli - mia variante)

Ho provato la versione del pasticcere Giorilli, raddoppiando le dosi per ottenere due colombe e, in base al mio gusto personale,  modificando pochi ingredienti (lui farcisce solo con arancia candita) ma cambiando le proporzioni del primo e del secondo impasto ed anche la proporzione del lievito madre, delle uova e del burro. Ho aggiunto il limoncello che nella versione di Giorilli non c'è, ho usato il miele d'arancio per richiamare l'aroma (lui usa quello di acacia)  ho fatto varianti anche alla glassa. Ok .... è un'altra ricetta :-) Beh diciamo che mi sono liberamente ispirata alla sua ricetta ma poi ho fatto di testa mia, tolto, aggiunto, variato... Per onestà dico che non è risultata sofficissima come quelle comprate, ma più compatta,meno alveolata.

Però..sempre per onestà voglio dire una cosa: lo so che sono polemica in questo periodo... ma le ho viste fare le colombe (ed i panettoni) artigianali, io lavoravo davanti alle quinte ma ogni tanto andavo dietro a ficcare il naso (e a mangiare, all'epoca non ingrassavo..) e voglio dirlo: anche dove non si utilizzano conservanti chimici si aggiungono emulsionanti e additivi antimuffa ed altre cosucce che rendono l'impasto più sostenuto e morbido nonchè altre caratteristiche che non sto qui a dettagliare.. insomma a casa non si può avere un risultato di pasticceria. Anche per questione di macchinari.
Sarà che non ho usato una VENTINA di tuorli ma il corrispettivo del peso aggiungendo anche albumi? (già così il mio colesterolo mi sta mandando tanti accidenti.... sarà che ho diminuito la quantità di zucchero e invece di utilizzare ben 440 grammi di burro ne ho usato 100 g. in meno? Mah .. può essere, ma mi sembrava e mi sembra già piuttosto ricca con queste proporzioni). In ogni caso, come dicevo, tanto lavoro e non sono soddisfatta, devo trovare il modo di calibrare la consistenza della pasta senza ammazzare il mio fegato già di suo dolorante.

In ogni caso mi scoccia che ne ho fatte due, una l'ho regalata e non ho fatto la bella figura che mi ero prefissata di fare, so che posso fare di meglio, e lo farò.... Il prossimo anno. Ora la cucina è chiusa. 
Forse non ho usato una farina abbastanza forte? (360W/390W) Forse il mio lievito madre non era sufficientemente arzillo malgrado i tanti rinfreschi? Forse sono troppo esigente? Forse di tutto un po'. Sarà che il 1° impasto si è stracciato un pochino ed è stata la mia prima colomba seria? ecco si... :-))) penso sia questo.



Dosi per due colombe da 1 kg. caduna
Impasto n. 1:

520 g. farina 350W
200 g. acqua
30 g. limoncello
170 g. lievito Madre Rinfrescato (*leggere di seguito)
170 g. zucchero semolato
140 g. burro
130 g. tuorli

Emulsione aromi:

30 g miele d'arancio
la polpa di due bacche di vaniglia
la scorza grattugiata di 2 arance naturali

Impasto n. 2 :

L'impasto n. 1
120 g. farina  400W
2 g. malto d'orzo in polvere
120 g. zucchero semolato
170 g. uova intere
6 g. sale
il mix dell'emulsione aromi
200 g. burro
350 g. Mix di arancia candita, cedro candito e fichi secchi - qualità morbidi senza picciolo

Glassa:

40 g. mandorle grezze (sgusciate con buccia)
30 g. farina di mandorle
6 gocce di aroma naturale mandorle amare (l'ho comprata in Germania, non so se qui c'è)
30 g. nocciole tostate
200 g. zucchero semolato
20 g. fecola di patate
90 g. albume

La ricetta originale prevede tre rinfreschi nelle 12 ore precedenti l'esecuzione del 1° impasto. Io invece per rendere il lievito madre più vispo, l'ho rinfrescato sì tre volte ma al giorno, nei 5 giorni precedenti la lavorazione del 1° impasto, lasciando il lievito sempre fuori frigo.



La mia tabella di marcia:
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato: 3 rinfreschi al giorno - ore 10 - 16 - 22
domenica: 2 rinfreschi - ore 8 - 14

Ore  16:
  1. Preparare l'emulsione aromatica mescolando il miele con la scorza delle arance grattugiata e la polpa della vaniglia. Coprire con la pellicola e conservare in frigo.
  2. Tirare fuori dal frigo burro e uova del 1° impasto
Ore 18:
  1. Preparare il 1° impasto:  
Mettere nella planetaria il lievito madre e l'acqua, iniziare a stemperare con una forchetta, inserire l'accessorio gancio e azionare la macchina sulla velocità minima, unire in due o tre trance la farina precedentemente setacciata alternandola a tocchetti di burro molto morbido (a pomata) e cucchiaiate di zucchero.
Sbattere leggermente i tuorli con il limoncello ed unirli poco alla volta all'impasto. Non bisogna avere fretta. Lasciare incordare bene ed eventualmente spegnere la macchina e mettere la ciotola nel frigo per una decina di minuti e poi ricominciare (l'impasto non deve scaldare)
Oliare leggermente (passare carta da cucina) una capiente ciotola e riversare l'impasto, Coprire con pellicola alimentare e mettere in luogo tiepido (dovrebbe essere l'ideale 28° ma CHI in casa ha quella temperatura? e chi ha l'elettrodomestico apposito penso sia una mosca bianca), quindi: preriscaldare il forno a 50°, spegnere subito, attendere 10 minuti e mettere la ciotola con l'impasto da lievitare all'interno lasciando la lucina accesa. (o mettere su un davanzale con sottostante termosifone o sopra una stufa spenta ma ancora calda, bisogna ingegnarsi in qualche modo..)
Lasciare lievitare per 12-16 ore. L'impasto deve triplicare, Se non sono sufficienti 16 ore prolungare ancora il tempo.

Giorno successivo
Ore 9,30
  1. Farsi un bel caffè doppio, nel frattempo mettere una decina di minuti planetaria e gancio in frigorifero (così l'impasto non si surriscalderà rovinando la maglia glutinica), tirare fuori dal frigo l'emulsione aromatica, le uova ed il burro.  Lasciare a temperatura ambiente per una mezz'ora (o passare pochi secondi al microonde nella funzione scongelamento o alla minima potenza)
  2. Prendere tutto il 1° impasto (anche se si sarà appiccicato alla pellicola come è successo a me), non fa niente, staccarla piano piano e si sgonfia un po' ma non importa, e metterlo nella planetaria, iniziare a fare impastare lentamente, inserire la farina setacciata con il malto. Inserire molto lentamente lo zucchero alternandolo con le uova + tuorli sbattuti ed amalgamati all'emulsione aromatica. Occorre procedere con cautela in modo che l'impasto non "impazzisca" ma si incordi bene e non si surriscaldi. Bisogna avere tanta calma e pazienza.
  3. Riversare l'impasto sulla spianatoia appena-appena spolverizzata con farina di riso, coprire l'impasto e lasciarlo riposare (puntare) per 15 minuti.
  4. Allargare delicatamente con i polpastrelli l'impasto ed inserire tutta la frutta tagliata a cubettini e precedentemente mescolata, ruotare (pirlare) ed amalgamare bene. Fare riposare l'impasto altri 15 minuti (sempre coprendolo con un canovaccio)


Pesare l'impasto, deve essere Kg. 2,100 circa. Dividerlo in due parti esatte aiutandosi con una raschia/tarocco (se non si possiede il laser nel bulbo oculare, dividere l'impasto e poi "aggiustare" il peso prelevando il pezzetto che serve all'altra metà, si ingloberà tranquillamente).


Dalla pezzatura di Kg. 1,050 ricavare due parti: una di 600 grammi, che servirà per il corpo della colomba, l'altra di 450 per le ali



Fare la stessa cosa con l'altra pezzatura e sistemare le pezzature nel pirottino a forma di colomba. Coprire con pellicola o canovaccio e mettere a lievitare fino a quando l'impasto sarà arrivato ad cm. 1,5 - 2 dal bordo (occorreranno molte ore ..di media  5-6 ma possono volercene anche 8-9 addirittura 10-12 non bisogna avere la fregola di infornare...).


Nel frattempo preparare la glassa mettendo nel robot con il cutter tutti gli ingredienti secchi, (tranne le mandorle grezze) tritare ma non ridurre in polvere finissma (sarà piacevole trovare qualche pezzo di nocciola), poi aggiungere l'albume ed amalgamare pochi istanti. Travasare la glassa in una ciotola, coprire con pellicola e mettere in frigorifero.


Quando, finalmente, vedrete che sarà quasi ora di infornare, tirare fuori dal frigo la glassa ed accendere il forno STATICO a 170°. Io ho cotto una colomba per volta. Togliere la pellicola o canovaccio che la ricopre e lasciarla all'aria per una decina di minuti in modo che si formi una pellicina.

Delicatamente stendere metà della glassa, senza schiacciare sull'impasto nel modo più assoluto ma accompagnandola con una spatola di silicone (o il dorso di un cucchiaio) fino a ricoprire la superficie. Cospargere con le mandorle grezze (Volendo anche con granella di zucchero che io ho omesso perchè non la amo particolarmente). (La foto non è delle migliori era mezzanotte inoltrata...ho sfornato la seconda colomba all'una abbondante di notte)



Rimettere la glassa in frigo.Quando il forno è a temperatura, infornare e lasciare cuocere per 50-55 minuti, Fare la prova stecchino con un lungo spiedino di legno, esattamente come si fa per controllare la cottura di una torta. Quando mancano 15 minuti alla fine della cottura tirare di nuovo fuori dal frigo la glassa per l'altra colomba
Procedere con la seconda.
Lasciare raffreddare bene 10-12 ore prima di confezionare nell'apposito sacchetto per panettoni e colombe. (si trovano nei negozi specializzati e/o nei negozi di vendita all'ingrosso e dettaglio di carta alimentare)






Vincitore Giveaway Le Primavere

...ed ecco il risultato, come promesso, lampo! Anche perchè non ho dovuto valutare nulla, (che comodità pazzesca, che leggerezza di spirito.. tirare a sorte..
...mi sa che d'ora in poi farò sempre così :-))

Quindi bando alle ciance.. la fortunata che si acciuffa il premio è.....



LA NUMERO DIECI!!! Congratulazioni! Tucc per Tucc

Mandami i tuoi dati tramite il modulo di contatto cara! (Fai con comodo... spedisco dopo Pasqua)

Tortelloni classici (fatti a mano)

Un tempo avevo una gastronomia, una volta i tortellini e i cappellacci erano decisamente grandi, se ne calcolavano 5-6 a persona (peso 150 g) ora se guardo le riviste, i blog e i libri vedo che è usuale chiamare così anche la pasta ripiena più piccola (come quella che ho fatto io che è un po’ più grande del tortellino e del tortello.

Allora: tortellino, cappelletto, raviolino, agnolottino, pansotto, panzerotto, anolino, raviolo, tortello, totrellone, agnolotto, cappellaccio (appunto...) poi? ...uhm.. non mi viene in mente altro. In Italia c’è davvero l’imbarazzo della scelta. 

Per non parlare della farcia. Da noi, Piemonte , l’agnolotto è per antonomasia ripieno di carne e verdura ovvero classico piemontese, anche se varia da zona a zona e da famiglia a famiglia. Poi ci sono i ripieni vegetariani classici tipo ris e coj (riso e cavoli), e l’agnolotto al brasato, carne. Poi abbiamo il raviolo di magro ovvero ricotta e spinaci. Poi abbiamo il raviolo del plin classico (carne) e varianti: verdure, tartufo, fonduta.
Poi in verità, una volta, c'era anche l'agnolotto con creste di gallina e non so quale altra frattaglia...
Che caos...  ma non potrebbe esserci A: pasta  ripiena di carne.

Poi c'è la pasta ripiena chiamata con nomi di fantasia in base allo stampo usato: margherite, triangoli, lune e via dicendo.
...FACILE dire... faccio la pasta fresca ripiena fatta in casa! :-)
Io i tortellini junior e senior li faccio così:



Cosa serve (per kg. 2,200 di prodotto finito - 12/14 persone)
Per la pasta:

800 g. farina 00
8 uova
1 pizzico di sale
1 giro d'olio evo

Per il ripieno:

150 g. prosciutto crudo
250 g. mortadella
250 g. coscia di vitello
100 g. lonza di maiale
100 g. fesa di tacchina/o (se femmina meglio, la carne è più buona)
150 g. parmigiano grattugiato
sale e pepe q.b.
due pizzichi noce moscata
3 uova
olio evo q.b.

Preparare il ripieno:


In una casseruola fare rosolare in un filo d'olio la carne tagliata a cubettoni, prima la polpa del vitello, poi aggiungere il maiale e infine la tacchina, deve rimanere morbida ma risultare cotta, salare e pepare. Fare intiepidire.

Procurarsi un tritacarne (io ho un modello delle guerre puniche, faticoso da matti con una manovella durissima da girare... tuttavia il robot da cucina con il cutter non va proprio per niente bene. La farcia della pasta ripiena va MACINATA non tritata, non frullata. Punto. Quindi o si possiede l'accessorio della planetaria - e occorre avere la planetaria - che macina e fa tutto da solo oppure si porta a macinare dal macellaio che vi manderà se siete fortunate a farvi benedire oppure vi arrangiate con tritacarne di cui sopra o, in ultimo, andate a comprare in pastificio)
Tagliare a cubetti la mortadella, tritare grossolanamente il prosciutto crudo e macinare tutto insieme: affettati e carne cotta.
Mettere il tutto in una ciotola (non fare caso all'acido lattico dei bicipiti che urlano vendetta...) ed unire il resto degli ingredienti. Amalgamare bene, coprire con pellicola e mettere al fresco a riposare. Intanto fare la pasta.


Con gli ingredienti elencati preparare la pasta fresca all'uovo e stendere sottilmente la sfoglia seguendo il procedimento qui. Coprire le sfoglie con pellicola alimentare e mettendo della carta forno tra una sfoglia e l'altra per non farle attaccare e seccare.
Prendere una sfoglia per volta e fare dei mucchietti di impasto (tirato fuori dal frigo una decina di minuti prima e rimescolato) a distanza regolare e tagliare dei quadrati abbastanza grandi (o più piccoli se volete fare i tortellini), poi unire gli angoli ottenendo un triangolo (non combaciandoli perfettamente altrimenti la pasta raddoppierà di spessore e in cottura si rischia di avere l'estremità crude rispetto al resto del tortellone, quindi chiuderli sfalsando leggermente i lembi) schiacciare bene per fare aderire la pasta. Poi fare aderire le altre due estremità.




Mettere sul fuoco acqua salata, come di consueto, e metterli a cuocere al primo bollore (non quando bolle e ribolle, in questo modo si margina il rischio che si aprano) fare cuocere (dalla ripresa del bollore) per 3-4 minuti, scolare con una schiumarola e condire a piacere. Io preferisco sempre il classico burro e salvia per gustare al meglio il ripieno.
P.s, non è che dobbiate per forza avere una dozzina di invitati.. potete tranquillamente congelarli semplicemente mettendoli, distanziati, su un vassoio nel freezer. Quando saranno surgelati, riporli nel solito sacchetto. Quando si faranno cuocere, metterli nell'acqua salata che freme ancora surgelati e contare qualche minuto in più di cottura