Ventaglietti al coriandolo caramellati

Inizio col dire che io amo moltissimo la pasta sfoglia, sia in versione salata che dolce: non mi stanca mai.
La pasta sfoglia, si sa, è un osso duro.. durissimo.. non è così semplice da fare, perciò molto spesso si sceglie di comprarla già pronta e, devo dire, che non è niente male, almeno quella di marca.
Però.. c'è una via di mezzo, un'alternativa e cioè: la pasta sfoglia rapida.
Rapida perchè? Perchè richiede meno passaggi rispetto a quella tradizionale francese, o a quella inglese, che poco si discosta dalla versione precedente se non per la quantità di burro.
Bene: tutto questo gran chiacchierare per dire che la versione semplificata da comunque ottimi risultati in minor tempo ed occorre meno burro.


Cosa serve per la pasta sfoglia rapida:

250 g. farina 00
175 g. burro
1 dl. circa di acqua
un pizzico di sale.

Lavorare il burro a pezzettini piccoli (con le mani bagnate) con poca farina, ottenendo così un burro farinoso.
Disporre a fontana la farina col pizzico di sale e formare un'incavo. Al centro mettere il burro lavorato, circa 1 dl. di acqua fredda e lavorare il tutto senza forza (quella la riserviamo per fare la pasta per la pizza :-))
Deve risultare un impasto burroso. Dategli la forma di un panetto di burro, dunque, rettangolare.
Mettere in frigo per una 15 ina di minuti coperto da un canovaccio.
Prendete il pacchetto e stendere la pasta col mattarello, ripiegarla in tre.

Fare riposare nuovamente il "pacchetto" per 15 minuti in frigo.
Ripetere l'operazione per 3 volte.

Cosa serve per i ventaglietti:

La pasta sfoglia rapida che avrete preparato (oppure compratela pronta circa 300 g.)
70 g. si zucchero semolato
1 cucchiaino di coriandolo


Tritare finemente il coriandolo insieme a metà dello zucchero in frullino.
Setacciare lo zucchero ottenuto all'altra metà.
Su un piano da lavoro spolverizzare una cucchiaiata abbondante di questo zucchero aromatizzato e stendere la pasta sfoglia piuttosto sottilmente.



Spolverizzare con altro zucchero aromatizzato e qualche bacca sbriciolata tra le mani.
Ripiegare tre volte: non su se stessa ma una metà verso l'altra (quindi l'estremità in alto andrà piegata verso il basso, e quella in basso andrà piegata verso l'alto)
Ottenete così una striscia di sfoglia ripiegata.
Ora appiattitela con il matterello. Deve essere sottile ma non tanto da rompersi.

A questo punto ritagliate, con il coltello affilato, nel senso verticale, delle striscioline larghe circa 2 cm. ripiegatele leggermente su se stesse,  e sigillate premendo semplicemente con il pollice.
Allineate i ventaglietti su carta forno disposta sulla placca e spolverizzare ancora con abbondante zucchero aromatizzato.


Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti circa (ma controllate dipende dal vostro forno), estraete la placca, girate i ventaglietti e fate cuocere per altri 10 minuti circa
Il risultato è una fragrante sfoglia, leggerissima ma profumata. Da gustare ad ogni ora della giornata.






Insalata di mare

Questo antipasto è un evergreen, è facile da fare ed il sapore è lontano mille miglia rispetto a quella acquistata. Aggiungendo qualche verdurina tipo giardiniera, aglio ed olive taggiasche, si esalta il sapore del pesce. Consiglio, inoltre, di prepararla il giorno precedente il consumo, diventerà più saporita.


Cosa serve:

1 polpo di scoglio (circa 900 gr.)
1/2 kg. calamari freschi
1/2 kg. seppioline
1/2 kg. cozze
una manciata di gamberi freschi grigi
prezzemolo tritato
1 spicchio d'aglio
sale e pepe
1/2 bicchiere vino bianco secco
1 carota
1 costa di sedano
1/2 cipolla
Olio e.v.o.
succo di limone

Fare bollire in acqua salata con la carota, il sedano e la cipolla il polpo ben lavato. Io lo sbatacchio un po' col batticarne prima di farlo cuocere per renderlo più morbido, meno gommoso. Ma è un'operazione facoltativa. Se usate il polpo di scoglio è meglio effettuarla, se usate il polpo decongelato non è necessaria.
Fatelo cuocere circa 40/45 minuti.
Dopo circa 15 minuti di  cottura aggiungete le seppie ed i calamari.
MA: controllate sempre, con una forchetta, la cottura dei molluschi. Levateli o lasciateli ancora in cottura se risultano rispettivamente già cotti o ancora croccanti.

La buona riuscita del piatto consiste soprattutto nella cottura che deve essere a puntino. Insomma... dipende da che tipo di pesce avete comprato,  fresco o decongelato.. cambia. Io preferisco quello fresco e pescato rispetto a quello di allevamento.
Negli ultimi cinque minuti di cottura, aggiungete i gamberi che avrete già sgusciato e avrete tolto il budellino praticando un'incisione sul dorso. Risciacquateli molto bene.
Ora scolate il tutto, prima che si raffreddi, spellate il polpo.
Quando i molluschi si sono raffreddati tagliateli a tocchetti e metterli in una boule.


Raschiate bene le cozze e mettetele in una casseruola con il vino bianco secco, mettete il coperchio e portate a cottura (6/7 minuti).
Conservate un cucchiaio di liquido di cottura e filtratelo in un colino a maglie strettissime o una garza. Sgusciare parte delle cozze, alcune lasciatele invece con il guscio per completare il piatto da portare a tavola.
Unirle ai molluschi cotti e tagliati a tocchettini, ai gamberi, al prezzemolo tritato, allo spicchio d'aglio tagliato in quattro pezzi.
Aggiustate di sale e di pepe.
Ora preparate il condimento: in una ciotolina stemperate la cucchiaiata di liquido di cottura delle cozze con succo di limone (se il limone è piccolo sarà sufficiente mezzo limone, sennò usatene uno intero) ed olio e.v.o.
Condite l'insalata.
Riponete in frigo il giorno prima o  almeno 3/4 ore, al momento di servire, eliminate l'aglio e se vi piace, scaldatela proprio leggermente in forno a microonde. 







Gnocchi (raviòlas) della Val Varaita con castelmagno

Occorre spendere qualche riga per spiegare, a chi non abita da queste parti e a chi non li conoscesse, di che si tratta.

Mia nonna soprattutto in occasione della feste come il Natale o Pasqua, era solita preparare gli agnolotti, gli gnocchi di patate, i tajarin e le raviòlas. Gustare questi piatti sostanziosi e deliziosi non era, dunque, abitudine e quindi si apprezzavano molto ma molto di più.
Non sono "semplici" gnocchi di patate, ma sono una specialità occitana, la val varaita è una comunità montana delle valli cuneesi, bellissime! Queste raviòles erano il piatto forte del banchetto di fidanzamento, come buon auspicio per un felice matrimonio, oppure si preparavano per il battesimo dei bimbi. La ricetta prevede il tumin dal Mel che è un tomino tipico di Melle, che è un paese, ma si può sostituirlo con toma vaccina dolce e morbida.
Come ho condito questi gnocchi? Con il castelmagno. Ecco qui sono sicura che tutta Italia sappia di che si tratta. Comunque.. due paroline le spendo anche per questo formaggio pazzesco. Sì.. beh .. ha un certo costo, ma pensate che per fare una forma occorrono 70 litri di latte! Questo per semplificare.... se siete curiosi e volete saperne di più cliccate sulla parola "castelmagno"; Vi ho fornito un link con tutte le informazioni su questo formaggio inimitabile.
Aaaaapproposito.. non comprate un'imitazione.. non avrebbe nulla, ma nulla, a che vedere con l'originale.
Ed anche questo è un prodotto del territorio.



Cosa serve per gli gnocchi:
1 kg. patate
farina q.b. per ottenere un composto morbido ma asciutto (circa il 20% del peso delle patate cotte)
2 tuorli d'uovo
2 etti di tumin dal Mel o toma vaccina dolce.
sale
grana padano

Per il condimento:
burro q.b.
2,5 hg. di Castelmagno.


Fare bollire le patate con la buccia in acqua salata.
Quando sono cotte, ancora calde, sbucciatele e passatele nello schiacciapatate.
Aggiungere il tumin o la toma, e il grana grattugiato (quantità ad occhio a vostro piacimento), quando il composto si sarà intiepidito, aggiungere i due tuorli d'uovo precedentemente leggermente sbattuti.
Impastare bene fino ad amalgamare gli ingredienti. Formare una palla, e mettere a riposare in un canovaccio da cucina per una mezz'oretta.
Trascorso questo tempo, ritagliare delle strisce, arrotolarle (come fossero grissini) e tagliare a tocchi rettangolari. Con le mani allungate il tocco in modo da dare la forma tipica della raviola, c'è chi li fa più cicciosi, chi più allungati... ma non preoccupatevi, se non ci riuscite.. è solo questione d'estetica, il sapore di certo non cambierà!
Cuoceteli in acqua salata a bollore. Pochissimo! Come vengono a galla, toglieteli con una schiumarola. MAI scolati nello scolapasta, sennò si disferebbero.

La fonduta di castelmagno la riservo per un piatto da arricchire, siccome questi gnocchi sono già molto ricchi di formaggio e saporiti, li ho conditi facendoli mantecare per pochi istanti in una padella con burro leggermente nocciola e con il castelmagno sbriciolato.
Fate saltare un minuto e servite.
La foto finale, ahimè, è quel che è: era ieri sera tardi- era buio - ho dovuto usare il flash che peccato!


N.B. Se avete la possibilità di acquistare patate da un coltivatore, il sapore ne guadagnerà, ed anche la consistenza degli gnocchi, generalmente quelle comprate alla grande distribuzione sono acquosissime, richiederanno molta più farina, col risultato che gli gnocchi saranno pesanti, di peso e sullo stomaco.






Peperoni arrosti con battuto di capperi e olive

Qui in Piemonte e precisamente a Carmagnola, ogni anno a settembre, si tiene la sagra del peperone, sono particolari perchè si tratta di una qualità carnosissima, adatta naturalmente a qualsiasi preparazione, ma in particolare a cucinarli arrostiti. Anche la qualità di Cuneo sono molto carnosi e dolci!
Io ne ho preparati un po' e messi in congelatore in attesa dell'inverno da gustare con la bagna caöda, ma di questo ne parlerò più avanti.


Ne ho preparato qualcuno da smangiucchiare come antipasto, con un semplice ma gustoso condimento.
Cosa serve:
n.2 peperoni, uno giallo uno rosso, belli carnosi
sale
olive taggiasche
olio e.v.o.
capperini sotto sale di Pantelleria
acciughe sotto sale

Dissalare i capperini e metterli una mezz'ora a marinare un qualche cucchiaiata d'olio.Intanto mettere in forno, nella sua placca ricoperta da carta forno, a temperatura elevata, i peperoni.Girarli spesso in modo che si abbrustoliscano da tutti i lati.Spellarli e dividerli in falde della grandezza che desiderate. 
Salateli e conditeli con un battuto fatto con: una cucchiaiata di olive taggiasche denocciolate sott'olio, i capperini e qualche acciuga dissalata.La farcia vi consiglio di non tritarla al tritatutto, ma con la mezzaluna se l'avete, oppure, grossolanamente a coltello. In bocca è più piacevole.


Cipolline borettane in agrodolce (da conservare)

Eccomi qui, sono tornata e felice di vedere che non mi avete abbandonata :-) anzi.. ho intravisto volti nuovi che andrò tra poco a salutare e ringraziare sui rispettivi blog.
Sono ancora un po' con la testa altrove, veramente...  al ritorno ci vuole qualche giorno per riprendere il ritmo.
Vi propongo una ricetta da conservare nei vasetti, si potranno consumare come antipasto o contorno, sia a temperatura ambiente che appena riscaldate. Sole o accompagnate ad esempio da un arrosto di maiale o selvaggina.



Cosa serve:

2 kg. cipolline borettane con la buccia
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai d'olio e.v.o.
1 dl. di vino bianco secco
1 dl. di aceto bianco per conserve
2 foglie di alloro
500 gr. pomodori pelati o freschi
sale

Spellate le cipolline (con un po' di pazienza) scottatele  in acqua salata,  dal bollore pochi minuti.
Mettete in una casseruola l'olio, il vino, l'aceto e lo zucchero in modo che gli ingredienti si amalgamino per qualche minuto. Aggiungere le cipolline, l'alloro, i pomodori tagliati a pezzetti e privati dai semi, regolare il sale e portare a cottura quasi completa. 


Devono rimanere croccantine.
Togliere dal fuoco e distribuire le cipolline in vasetti puliti ed asciutti.
Coprire con un velo d'olio e con un canovaccio da cucina per qualche ora.
Controllate poi se il livello dell'olio si sia abbassato, in questo caso aggiungerne ancora un po'.
Chiudere i vasetti con capsule nuove e sterilizzare per 20 minuti. Lasciare i vasetti nell'acqua finchè non si sia raffreddata. Riporre in cantina o luogo fresco ed asciutto ed aspettare almeno un mese per consumare.



Caponata da conservare

E' TEMPO DI CONSERVE!!!

Questa caponata non è da mangiare subito, bensì è da conservare nei vasetti in cantina, almeno un mese prima del consumo.
E' una ricetta storica di mia zia che era siciliana ed è, a mio avviso, molto buona.
Cercherò di spiegare la preparazione passo-passo.
E' una preparazione un po' lunga perchè le verdure vanno fritte separatamente e solo alla fine si assembla il tutto.

Cosa serve:

3 kg. melanzane 
800 g. sedano bianco
300 g  olive verdi denocciolate
100 g. capperini di Pantelleria sotto sale
1/2 kg. cipolla bianca
1 litro salsa pomodoro
ciuffi basilico (abbondante)
2 bicchieri scarsi aceto bianco
4 cucchiai di zucchero
sale q.b.
1 l. olio per friggere (arachidi)



Innanzi tutto lavare e tagliare a cubetti abbastanza grossi le melanzane.
Tagliare nello stesso modo il sedano in pezzetti un po' più piccoli.
Dissalare i capperi.
Friggere a più trance le melanzane in una capiente casseruola e scolarle bene con una schiumarola in una grande pentola dove si uniranno tutti gli ingredienti.

Scottare in un'altra capiente pentola il sedano in acqua a bollore salata per qualche minuto.
Di seguito friggere anche il sedano nell'olio in cui avrete fatto friggere le melanzane e salare leggermente.
Aggiungere il sedano alle melanzane già fritte.
Ora viene la parte commovente.... spellate ed affettate abbastanza sottilmente le cipolle e friggete anche loro, salandole leggermente.
Aggiungete anche le cipolle alle melanzane ed al sedano e buttate via l'olio. Non servirà più.
A questo punto unite, alle verdure, i capperini dissalati e le olive; alcune lasciatele intere, altre tagliatele a rondelle e a metà.
A proposito, io ne ho messe due qualità di olive, dolci e più gustose.


Ora mettete sul fuoco la pentolona contenente il tutto ed unite la salsa di pomodoro, alcuni ciuffi di basilico, l'aceto, lo zucchero e, quando raggiunge l'ebollizione, lasciare evaporare 5 minuti.
Invasare in vasetti puliti e perfettamente asciutti con capsule nuove.
Sterilizzare per 30 minuti. Per eseguire correttamente i passaggi di sterilizzazione dei vasetti e delle conserve, clicca sulla mia pagina dei consigli dalla A alla Z 

Con queste quantità ho ottenuto 6 vasetti da 500 g. e 6 vasetti da 250 g.




Torta di nocciole di Cortemilia

La torta di nocciole si fa in ogni paese e provincia della mia regione, soprattutto nel Monferrato, ma ognuna ha la sua ricetta, c'è chi aggiunge una bella dose di farina bianca alle nocciole, chi poca, chi niente, il paese più famoso e rinomato per questa delizia è Cortemilia è un paesino in provincia di Cuneo e, a fine agosto, potrete deliziarvi a gironzolare alla sagra della nocciola che, qui in Piemonte, la fa da padrona.
E' una torta casalinga, facile da preparare e buonissima. La ricetta tradizionale, delle nostre nonne per intenderci, vuole più burro...molto più burro, qui la versione adattata ai giorni nostri e, dunque, più "leggera"


Cosa serve:
150 gr. farina 00
200 gr. zucchero semolato
150 gr. burro
200 gr. nocciole gentili tribolate del Piemonte tostate e spellate
3 uova
i semi di mezza bacca di vaniglia
1/2 bustina lievito per dolci

Fate tostare qualche minuto le nocciole e privatele della pellicina. Tritatele finemente.
Montate i tuorli con lo zucchero, il pizzico di sale e i semi della vaniglia ed unire il burro fatto sciogliere a bagnomaria, le nocciole tritate, la farina setacciata con il lievito e, per ultimi, gli albumi semi-montati a neve.
Amalgamate gli albumi delicatamente con un cucchiaio di legno con un movimento dal basso verso l'alto. Consiglio di usare uno stampo in carta da forno usa e getta da 22D poichè la torta è delicatissima, in tal modo potrete sformarla semplicemente tagliando lo stampo (quando fredda), in alternativa usate uno stampo a cerniera rivestito con carta da forno bagnata, strizzata e ben asciugata, infornate in forno già caldo per 25°/30° minuti circa a 180°/190° dipende dal vostro forno.
Far raffreddare la torta e servirla con zabaglione caldo o cioccolata calda :-) 






Ciambelline rustiche biscottate al profumo d'arancia

I biscotti dal sapore rustico con la farina integrale, di mais, di grano saraceno hanno sempre avuto quel non-so-chè di fascinoso ai miei occhi e alle mie papille.
Queste ciambelline sanno di "montagna" .. di quei biscotti che si trovano in quelle botteghe nei paesini d'altura...

Cosa serve: 
250 gr. farina 00
100 gr. farina di frumento integrale
2 uova
100 gr. burro ammorbidito
1 pizzico di sale
1 fialetta aroma arancia
1 bustina di lievito per dolci
150 gr. zucchero di canna chiaro
zucchero di canna chiaro q.b. per spolverizzare + 1 cucchiaio di cannella in polvere
4 cucchiai di acqua

Fare una frolla setacciando le due farine, 1 uovo + 1 albume, il pizzico di sale, il burro, la fialetta, il lievito, lo zucchero, un paio di cucchiai di acqua.
Avvolgere l'impasto in pellicola alimentare e lasciare riposare in frigo per mezz'ora.
Accendere il forno a 180°
Formare dei salamini lunghi 10 cm. circa e congiungerli formando una ciambellina. Continuare fino ad esaurimento della pasta.
Mettere le ciambelline su carta forno e poi su una placca.
Spennellare con il tuorlo rimasto mescolato a due cucchai d'acqua.
Mescolare due cucchiaiate di zucchero di canna chiaro con uno di cannella in polvere e spolverizzare le ciambelline.

Cuocerle circa 15-20 minuti

Marmellata di cipolle di Tropea

Questa marmellata è da gustare con i formaggi stagionati, pecorini nella fattispecie.
E' da fare in questo periodo con le cipolle fresche di Tropea.

Io la conservo nei vasetti piccoli, da 125 gr. perchè una volta aperto - il vasetto - si conserva per pochi giorni in frigorifero.


Cosa serve:

1 kg. cipolle fresche di Tropea
2 foglie di alloro
2 chiodi di garofano
1 bicchierino di cognac
1 bicchiere di vino bianco secco o rosato (se volete un sapore ed un colore più pronunciato usate il vino rosso)
300 gr. zucchero di canna chiaro
300 gr. zucchero semolato

Tagliate sottilmente le cipolle, metterle a macerare in un recipiente con i due zuccheri, il cognac, le foglie di alloro, i chiodi di garofano, ed il vino.
Lasciare riposare 8 ore coperto da pellicola alimentare.
Mettere il tutto in una pentola di acciaio e lasciare sobbollire, mescolando spesso per 45 minuti circa. Fate la prova piattino. Sappiate, però, che rimane più fluida di una marmellata di frutta.
Eliminare l'alloro e buttarlo. prendere i chiodi di garofano e tritarli finemente, aggiungerli poi alla marmellata. Se la volete a pezzettini, lasciatela così, altrimenti passatela.
Invasate e chiudete con capsule nuove. Fate sterilizzare mezz'ora dal bollore e riponete in cantina o luogo fresco e asciutto.

Fiori di mandorla con zucchero di canna

Questi frollini si sciolgono in bocca.
Come tutti i biscotti che si rispettino :-) sono burrosi, ma privi di uova, conferendo in bocca una piacevole sensazione di (finta) leggerezza.
Sono indicatissimi per la colazione: con il caffè sono eccezionali, ma anche con una bella spremuta o con un the in purezza. Da provare anche con un bel bicchiere di latte freddo.



Cosa serve:
150 g. farina 00
150 g. farina di mandorle
150 g. burro ammorbidito a temperatura ambiente
1 pizzico di sale
mezza bacca di vaniglia o qualche goccia di essenza di vaniglia
80 g. zucchero a velo
1 uovo per spennellare
zucchero di canna chiaro per spolverizzare i frollini

Preparate una pasta frolla con le farine, il burro, la fialetta, il pizzico di sale e lo zucchero a velo. Impastate velocemente. Mettete il composto avvolto da pellicola alimentare in frigo per una mezz'ora.

Accendete il forno a 170°/180° regolatevi.. dipende dal vostro forno.
Stendete la pasta non troppo sottilmente, ricavate la forma che più desiderate, io, in questo caso, ho scelto dei fiori.
Allineate i frollini su carta forno, spennellati con l'uovo sbattuto e spolverizzateli con zucchero di canna chiaro.
Eccoli pronti per essere infornati....


Cuoceteli per 12/15 minuti, dipende dal vostro forno. Non devono colorire troppo e devono rimanere morbidi.
Quando li sfornate, metteteli a raffreddare su una gratella. Diventeranno friabilissimi.
Eccoli.. pronti per la colazione.









Cous-cous profumato al basilico e menta

A me il cous-cous piace sempre, d'inverno caldo con pesce o carne e verdure, d'estate cucinato in modo più semplice e veloce, ad esempio così

Cosa serve:
250 gr. cous-cous
2/3 pomodori grossi e maturi
2 ciuffi di basilico
qualche fogliolina di menta fresca (opzionale)
brodo vegetale (o di dado vegetale se non avete tempo di prepararlo)
olio e.v.o. q.b.


Preparare il cous-cous come indicato sulla confezione, sostituendo l'acqua col brodo vegetale. Condire con abbondante olio e.v.o. (non con il burro)
Quando freddo, aggiungere il basilico fresco e  le foglioline di menta fresca, il tutto tagliato a coltello (o forbici ma non sminuzzato nel tritatutto perchè è buono trovarlo in bocca - e nei denti da mordere), i pomodori belli maturi ma sodi, privati della buccia e dei semi, tagliati a cubetti piccolissimi.Aggiungere ancora una bella spruzzata di olio.Fare insaporire almeno un'oretta. Ottimo anche il giorno dopo. Ah... tagliate i pomodori sul cous-cous preparato così il liquido dei pomodori andrà ad insaporirlo ed ammorbidirlo.



Zucchine in carpione

Questa è un'altra ricetta con un tot di varianti che cambiano da zona in zona e da famiglia a famiglia, quel che però le accomuna tutte è , sicuramente,  l'uso indiscusso di un buon aceto di vino, quindi non balsamico o d'altro tipo. E' una preparazione tipica estiva.
Con questo procedimento, il carpione, in piemontese BRÜSC, si possono egregiamente preparare non solo le suddette zucchine, ma la trota iridea, il petto di pollo impanato.
Io le preparo come le cucinava mia nonna.


Cosa serve:
800 g./1 kg. di zucchine chiare e piccole
olio per friggere (io uso quello di arachidi)
2 cipolle bianche
2 spicchi d'aglio
abbondante salvia: 5-6 ciuffi (+ poca tritata se piace)
2 foglie di alloro
1 bicchiere di aceto di vino bianco (o se volete il carpione più forte, aceto rosso)
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 bicchiere abbondante di acqua
sale q.b.
qualche granello di pepe se piace (opzionale)

Tagliare le zucchine a tocchetti lunghi, dopo averle naturalmente lavate, friggerle poche alla volta in olio. Le zucchine devono essere comodamente adagiate nella padella, non devono essere sovrapposte. La buccia deve formare una pellicina leggermente bruciacchiata e "bollosa" scolarle su carta da cucina e salarle.


Allontanate la padella dal fuoco.
Chiudere le porte delle stanze perchè a questo punto l'aroma che si produrrà sarà forte..
dopo aver tolto l'olio in eccesso, versare nella stessa padella tutto insieme: aceto, acqua, cipolla tagliata a fettine sottili, l'aglio, la salvia e l'alloro (e il pepe se si aggiunge)
Attenzione a non scottarsi, mettere la padella sul fuoco moderato, deve sobbollire per 7-8 minuti.


Intanto sistemare le zucchine fritte in un contenitore in pirex rettangolare, dev'essere di giusta misura perchè il liquido dovrà ricoprire perfettamente la verdura (o cotolette o pesce, quel che si sta mettendo in carpione)
A fine cottura salare molto leggermente. Coprire le zucchine con la marinata pronta e caldissima, lasciare raffreddare, mettere il coperchio e riporre in  frigorifero 24 ore prima di consumare.
Si conservano qualche giorno


Muffin ai mirtilli

Cosa serve:

200 g. farina 00
90 g. zucchero semolato
30 g. zucchero di canna chiaro
zucchero a velo q.b.
1 pizzico di sale
2 uova
100 g. burro ammorbidito
1 fialetta aroma vaniglia
1 grattata di scorza di limone
1/2 bicchiere di latte
1/2 bustina di lievito
180 g. mirtilli neri

Accendere il forno a 180°
Montare con le fruste elettriche  il burro a temperatura ambiente con i due zuccheri, unire la fialetta, unire una alla volta le uova, il latte e la scorza di limone non trattato grattugiata.
Setacciare la farina con il lievito ed il pizzico di sale.
Unire all'impasto dei liquidi e amalgamare molto velocemente.
Togliere le fruste. Unire i mirtilli e girare velocemente con il cucchiaio di legno.

Riempire a 3/4 le formine per i muffin ed infornare per 20/25 minuti dipende dal vostro forno, fate la prova stecchino.
Sformare e mettere a raffreddare sulla gratella.
In ultimo, quando saranno raffreddati, spolverizzare con zucchero a velo.





Acciughe al bagnetto verde

Le acciughe al bagnetto verde sono un altro must della cucina piemontese.
Si gustano come antipasto o, ancora meglio, dentro un panino.
Perfette per quelle merende sinoire - che sarebbero mangiate in tardo pomeriggio più consistenti di una merenda ma meno di una cena e sostituiscono quest'ultima - che spesso si fanno d'estate, all'aperto in campagna in compagnia di amici. Insomma si tratta di merende goliardiche a base appunto di acciughe al verde, bruschette con lardo, buon vino, pane e salame e così via.
Provare per credere!



Devo ancora aggiungere che il bagnét vèrt si può fare semplicemente con olio, prezzemolo e aglio. C'è chi (come me) lo arricchisce. Dipende un po' dalle zone e dalla tradizione familiare. Mia nonna le faceva esattamente così (beh forse metteva più aglio.. ma ai giorni nostri si tende ad alleggerire un po'..) In ogni caso è sempre buono.


Cosa serve per il bagnetto:
una mazzetto di prezzemolo fresco
1 spicchio d'aglio
1 pizzico di sale
1 pugnetto di mollica di pane raffermo
aceto di vino rosso q.b.
2 cucchiai di salsa rubra dolce (no ketchup)
1 tuorlo d'uovo sodo e tritato
4/5 capperini dissalati


E poi 3 etti di acciughe sotto sale.


Devono essere categoricamente sotto sale, comprate sciolte al mercato, non quelle confezionate in latte piccole al supermercato, nemmeno quelle sott'olio già pulite.
Se le trovate comprate quelle di media grandezza, quelle "rosse" che sono quelle più pregiate, gustose e che assorbono meglio il sapore del bagnetto.


Come si fa:

La parte più "rognosa" è questa, quindi armatevi di pazienza certosina.

Dissalate le acciughe sotto un filo di acqua corrente, apritele delicatamente con l'unghia facendo pressione sul dorso dell'acciuga (non sulla pancia perchè tendono a rompersi), sciacquatele  velocemente. Non importa se rimangono piccoli pezzettini di pelle. La cosa importante è togliere il sale e la lisca interna.
Man mano che le pulite mettetele dentro ad un colino a scolare l'acqua.
Finita questa operazione passate a preparare il bagnetto.


Mettete la mollica di pane in una coppetta e bagnatelo con aceto. Lasciatelo ammorbidire.
Tritate il prezzemolo, l'aglio, il tuorlo d'uovo, i capperini dissalati e il pane strizzato.
Mettete questo trito in una scodella alta e stretta.
Aggiungere i due cucchiai di rubra e, mescolando, unire a filo dell'ottimo olio e.v.o. per la quantità andate ad occhio, deve risultare una salsina molto morbida.Naturalmente non sarà omogenea come una maionese, per intenderci, l'olio si separerà dal prezzemolo e deve essere così.
Prendete ora le acciughe, allungatele una vicino all'altra  in una terrina piccola, (grande il giusto per contenere il tutto) fate così uno strato di acciughe, uno di salsa verde, un'altro di acciughe e così via. Alla fine versate sopra tutto il bagnetto rimasto per coprirle bene.
Preparatele il giorno prima del consumo così si insaporiranno per bene (sempre che resistiate)



si conservano in frigorifero per parecchi giorni.