venerdì 15 dicembre 2017
Tanti - Tanti auguri Andrea! 
Oggi il mio primogenito compie 30 anni.


Per festeggiare mio figlio avevo preparato (parlo al passato perchè dobbiamo sempre anticipare o posticipare per questione di distanza geografica) un dolce che gli è piaciuto davvero tanto, è sempre una grande soddisfazione cucinare per lui perchè apprezza molto la mia cucina mangiando con vero gusto. Adora i dessert cremosi e ama il tiramisù, cosa di meglio di questo straordinario dessert? Ve lo consiglio, è davvero buonissimo!

Dose per 21 bignè (grandi) quindi 5-6 porzioni:
80 g. farina 00 W 170
100 g. uova intere
10 g. latte fresco intero
1 pizzico di sale
65 g. burro
75 g. acqua

Per la crema pasticciera:
400 g. latte fresco intero
100 g. panna liquida fresca
150 g. zucchero semolato
150 g. tuorli
40 g. maizena
i semi di 1/2 bacca di vaniglia

Per la crema chantilly al caffè:
500 g. panna liquida fresca
250 g. crema pasticciera
7 g. colla di pesce in fogli
5 g. caffè solubile
50 g. caffè della moka

Per la glassa al mascarpone:
250 g. mascarpone
250 g. panna liquida fresca
60 g. zucchero a velo
150 g. crema pasticciera

Poi serve per la decorazione:
cacao amaro di ottima qualità q.b.

Preparare nel solito modo la crema pasticciera (mescolando panna e latte) Tenere da parte. (Si può fare anche il giorno precedente e conservata in frigo. Al momento dell'utilizzo, scaldarla pochi minuti a potenza media, in microonde)

Fare i bignè:

In un pentolino fare sciogliere il burro col pizzico di sale nell'acqua a bollore. Poi, fuori dal fuoco, unire tutta in una volta la farina, mescolare molto vigorosamente e rimettere sul fuoco, continuare a mescolare (il composto diventerà più compatto) fino a quando si stacca bene dalle pareti (qualche minuto).

Trasferire l'impasto nella planetaria (o robot da cucina provvisto di gancetti, o proseguire a mano mettendolo in una ciotola ampia), lasciare intiepidire bene mescolando ogni tanto.
Unire un uovo alla volta mescolando con un certo vigore, il composto diventerà sempre più duro e difficoltoso da lavorare, per cui se si gira a mano (con un cucchiaio di legno) occorre olio di gomito.
Quando l'impasto diventa omogeneo, liscio e lucido è pronto.

Preriscaldare il forno statico a 200°

Mettere la pasta choux (così si chiama) in una tasca da pasticciere e tagliare l'estremità, non occorre mettere il beccuccio, se si vuole usare, metterne uno liscio. Occorre ottenere bignè belli grossi, cicciottelli, in Piemonte serviamo il profitteroles calcolandone tre a persona, certo se si preferisce farli più piccoli, e servirne un numero maggiore, nessuno lo vieta (infatti da noi la pasticceria è mignon, ad esclusione dei profitteroles)



Disporre quindi mucchietti di impasto, un pochino distanziato, su una placca del forno (in realtà è un impasto bello burroso, non occorre interporre carta da forno ma, io avendo la leccarda nuova, ho preferito; va detto che rimane più difficoltoso "staccare" la tasca dal mucchietto una volta ottenuto il bignè da cuocere - inconveniente che se non si mette la carta forno non sussiste - per cui se anche voi mettere la carta da forno, consiglio di armarsi di una tazzina d'acqua e, ad ogni bignè fatto, con un dito inumidito, schiacciare LEGGERMENTE  la punta del bignè che avrà uno "sbecco" di pasta, per renderlo più tondo)

Mettere in forno per 15 minuti, poi abbassare a 180°, aprire a fessura il portello del forno ed interporre il manico di un cucchiaio di legno in modo che rimanga aperto a fessura e continuare la cottura per altri 10 minuti (servirà ad asciugare bene i bignè, lasciandolo leggermente aperto, l'umidità, il vapore, esce), poi togliere dal forno e mettere i bignè subito su una gratella per raffreddare.


Per fare capire quanto devono essere grandi ho fatto una foto con una tazzina da caffè vicina nella foto precedente crudi e,  foto successiva, cotti.


Preparare ora la crema chantilly al caffè:
mettere a bagno in acqua fredda i fogli di colla di pesce, intanto preparare con la moka il caffè.
Trascorsi 15 minuti di ammollo, strizzare la colla di pesce e mettere i fogli nel caffè, unire anche il caffè solubile, mescolare bene per farli sciogliere. Unire alla crema pasticciera (se nel frattempo si fosse raffreddata, riscaldarla leggermente nel microonde) mescolare con una frusta ed amalgamare bene per ottenere un composto liscio e senza grumi.


Montare la panna nella ciotola della planetaria (o altra ciotola) ben fredda da frigorifero, anche la frusta deve essere fredda. Deve essere montata ma senza esagerare altrimenti si otterrà un composto burroso fastidioso al palato.
Unire i due composti versando la panna nel composto della crema pasticciera, poca alla volta (diciamo unirla in tre step) mescolando dal basso verso l'alto con una spatola o un cucchiaio di legno. Se avete spazio nel congelatore a questo punto, riempite i bignè usando una tasca da pasticciere ed un beccuccio lungo e poi sistemarli, distanziati, in un vassoio nel congelatore, appunto, altrimenti,  coprire la crema con pellicola e conservare in frigo.



Preparare la glassa al mascarpone:
Semi montare la panna (con le fruste elettriche 90 secondi, non di più), a parte, in una capiente ciotola, amalgamare la dose prevista di crema pasticciera con il mascarpone e, quando si è ottenuto un composto spumoso e liscio unire, poca alla volta, la panna mescolando sempre dal basso verso l'alto.
Glassare ora i bignè, uno alla volta:
aiutandosi con due forchettine, immergere i bignè nella glassa, sistemarli poi su un piatto di portata.




Spolverizzarli con ottimo cacao amaro in polvere poco prima di servirli.



Una bontà pazzesca. Li rifarò presto! Non ho avuto tempo di fotografare l'interno 
(p.s. si prestano ad essere anche congelati)
mercoledì 13 dicembre 2017

Un anno fa ho vinto lo scorso contest cucinando delle buonissime e leggerissime mini cheesecake salate di pura capra con pistacchio di Bronte, portando a casa tanta soddisfazione e una fornitura di prodotti dell'azienda Aroma Sicilia, prodotti d'eccellenza Italiana, oggi ho l'ardire di cercare di bissare quel risultato (in palio, oltre a prodotti magnifici come il #pistacchiodibronteDOP in granella, la #cremaepestodipistacchioDOP, a Natale l'azienda Aroma Sicilia sforna anche un golossimo e superbo panettone al pistacchio! Come non partecipare di nuovo dunque? Insomma.. lo so che è improbabile poter vincere due volte di seguito, ma come si suol dire "ci provo" e poi è comunque un grandissimo piacere, a prescindere dal contest, parlare di questa seria azienda e condividere i loro prodotti.

Ho cercato di rendere giustizia alla loro crema di pistacchio di Bronte DOP che è un prodotto di altissima qualità, il difficile è aprire il vasetto e fermarsi, ad un certo punto. Io l'ho aperto e usato per spalmare e farcire una soffice pasta brioche. Fate colazione con me?
La ricetta originale, anglosassone nata dalla falsa riga dei cinnamons rolls, prevede una pasta brioches con uova, molto burro e moltissimo zucchero (oltre a cannella). Io non amo i dolci stucchevoli e tanto meno gli impasti dolcissimi, preferisco un sapore più neutro e magari ingolosirlo con creme, quindi per non appesantire il panbrioche, ho omesso le uova ed ho inserito invece lo yogurt-
Ho voluto dare questa forma al mio panbrioches, perchè l'ho trovata davvero molto bella, d'effetto e non di difficile esecuzione (avendo già un po' di  manualità con i lievitati) ma in realtà l'impasto è completamente diverso, non ho usato uova (se non albume per la ghiaccia), ho usato latte, acqua, un invitante yogurt, poco burro e zucchero di canna scuro. Impasto sofficissimo e light... ma... farcito bene di crema di pistacchi! Golosissima crema spalmabile che, all'altra più famosa, fa un vero e sontuoso baffo. Diciamolo :-)

Cosa serve per uno stampo da cm. 27x10 (ma va bene anche un po' più grande) peso totale impasto g. 775

5 g. lievito di birra fresco (NON serve di più! di più serve solo a gonfiare la pancia e conferire retrogusto fastidioso)
150 g. farina manitoba W340 macinata a pietra (io piemontese)
250 g. farina 00 W260 macinata a pietra (io piemontese)
60 g. zucchero di canna scuro
40 g. burro a pomata
1 cucchiaino malto d'orzo liquido bio
1/2 cucchiaino sale fino marino integrale
50 g. latte
120 g. acqua
125 g. yogurt alla stracciatella
ghiaccia alle mandorle q.b. (circa 3-4 cucchiaini) (quella che avanza, metterla in un piccolo  contenitore in freezer ed utilizzarla per altre brioches)
120-130 g. crema spalmabile al pistacchio di Bronte DOP Aroma Sicilia

Per la ghiaccia alle mandorle serve:

1 albume scarso
5 g. armelline (6-7 di numero)
10 g. mandorle pelate dolci
40 g. zucchero semolato
5 g. maizena

La ghiaccia occorre farla in giorno precedente e conservarla in frigorifero fino al momento dell'uso. (o farla almeno qualche ora prima, ad esempio prima di iniziare ad impastare): in un tritatutto ridurre in polvere gli ingredienti secchi. Mescolarli con una forchettina all'albume, senza montare, coprire con pellicola alimentare e mettere in frigo.


Setacciare le due farine e mescolarle bene. In una ciotolina scaldare pochi secondi il latte in microonde e sciogliere il lievito. Unire 50 g. di farina setacciata prelevata dai 400 g. della ricetta. Unire il malto. Mescolare con una forchettina per formare una pastella, coprire con pellicola alimentare e fare riposare in luogo caldo per 45 minuti.


Nella ciotola della planetaria (si può fare tranquillamente anche a mano) inserire lo yogurt con l'acqua, iniziare a mescolare con il gancio a foglia (o  con una forchetta se si fa a mano), unire il lievitino, continuare ad amalgamare, unire di seguito la farina alternata allo zucchero, poi poco alla volta il burro precedentemente mescolato al sale.


Quando si sarà formato un impasto incordato, trasferirlo sulla spianatoia e dare due o tre pieghe, poi metterlo a lievitare in una ciotola coperta da pellicola alimentare, fino al raddoppio. Pesare l'impasto per regolarsi su quale stampo usare. Con questi ingredienti ho ottenuto un impasto (al netto della crema) di g. 775 ed ho usato uno stampo da plumcake di dimensioni cm. 27x10 (ma la prossima volta ne uso uno più grande)



I tempi variano rispetto alla temperatura ambientale. In ogni caso per dare un'idea, ci vorranno 6-7 ore in tutto da inizio ricetta a quando si sforna. (se è estate anche meno)


Quando la pasta è lievitata, rovesciarla delicatamente sul piano da lavoro, impastare leggermente per sgonfiarla e stenderla col mattarello per ricavare un rettangolo sul quale spalmare la crema ai pistacchi Dop

Con una raschia (io evito queste operazioni usando coltelli o rotelle per la pizza perchè rigano il tappetino in silicone, mi trovo benissimo ad usare il tarocco o la raschia in acciaio) ricavare quattro strisce di pasta abbastanza regolari (ma non devono essere perfette prese col righello, il bello di questo tipo di panbrioche è proprio l'irregolarità e il movimento della forma (guardare la foto). Poi tagliare ancora 3 quadrati per striscia (quindi 12 in totale) e sovrapporli inserendoli nello stampo ben imburrato.



Coprire con pellicola alimentare e con un canovaccio e mettere a lievitare fino a quando la pasta arriva quasi al bordo dello stampo, a quel punto fare colare la ghiaccia sul panbrioche e metterlo in frigo.

Dopo 10 minuti preriscaldare il forno statico a 190°
Quando è arrivato a temperatura infornare e fare cuocere per circa 30 minuti coprendo la sommità con carta di alluminio dopo 20 minuti. (essere rapidi) controllare facendo la prova stecchino in un punto in cui non vi sia la crema. Fare raffreddare e gustare in tutta la sua bontà questo sofficissimo e golosissimo panbrioche.




Se replichi la mia versione, per piacere, inserisci nel tuo post il link al mio sito, grazie!
Questa è la ricetta per il contest Mamma Ilaria foodblogger in collaborazione con Aroma Sicilia
lunedì 11 dicembre 2017
Oggi noi ragazze della rubrica Light&Tasty cuciniamo lenticchie. Che bontà questo legume così versatile da poterlo usare in tantissime preparazioni come zuppe, polpette, ravioli ma anche lievitati gustosi infatti avevo anche preparato un altro pane, diverso da questo, usando però la farina di lenticchie rosse, la ricetta è qui.
Le lenticchie sono un toccasana poichè sono a basso contenuto glicemico, e quindi sono ipocaloriche, contenendo poco zucchero possono mangiarle, in generale, anche le persone che soffrono di diabete (secondo il parere del medico), hanno un ottimo contenuto di fosforo e ferro oltre che altre proprietà tipiche dei legumi, fibre ad esempio. 
Per questo mese di dicembre che strizza l'occhio alla tavola delle feste, ho pensato di preparare e proporre una versione di un pane alternativo, come sempre salutare, fatto in casa con farina di ottima qualità, (mi piace cambiare sempre anche le farine, mi piace sperimentare e, in questo caso,  ho usato una farina 1 che ho comprato da eataly, molto buona la consiglio) poi ho utilizzato il mio amato lievito madre, non ho aggiunto grassi ma invece ho aggiunto lenticchie all'impasto.

Qualcuno, magari poco vicino all'argomento, potrebbe pensare che questo pane sia più calorico e invece no!  Tutto il contrario, il  pane in tavola va portato sempre, ma mangiato nella giusta misura.

(ho imparato - sempre dal solito medico dietologo - nutrizionista  che è sbagliato eliminare i carboidrati dalla dieta se si vuole dimagrire, così facendo l'organismo si "impigrisce" e invece di accelerare il metabolismo, rallenta, quindi non si perde peso, anzi. Parlando di dieta ipocalorica, Il pane e la pasta non vanno assolutamente tolti ma vanno assunti nelle quantità prescritte in base al peso, all'età, al sesso, allo stile di vita e anche in base alle analisi del sangue, verificando che non ci siano patologie in corso; questo l'ho imparato sulla mia pelle quando, anni fa, ho iniziato inspiegabilmente ad ingrassare senza che io avessi cambiato nulla nella mia alimentazione. Per risolvere sono occorsi poi molti anni, anche perchè inizialmente ho seguito consigli di chi aveva una laurea, si, ma non competenze mediche pensando erroneamente che fosse sufficiente ed invece ho  peggiorato la mia situazione clinica con quella dieta, ecco perchè mi muovo sempre in punta di piedi quando si tratta di affrontare certi argomenti; credo occorra davvero molta cautela. Io riporto unicamente la mia esperienza ed i consigli che hanno dato a me e non significa che siano validi per chiunque. Lo ribadisco perchè mica detto che tutti leggano ogni mio post, preferisco essere noiosa e scriverlo ogni volta, per sicurezza, ecco. Pacifico che se si vuole perdere quei 3-4 chili perchè si ha esagerato a tavola, è tutt'altro discorso, credo valga sempre il buonsenso e/o l'aiuto di nutrizionisti.

Le proteine dei legumi abbinate ai cereali (quindi al pane in questo caso, che è un carboidrato complesso o pasta o riso in altri casi) sono innanzitutto assorbite meglio dall'organismo, le fibre delle lenticchie sommate alle fibre contenute in questo tipo di farina che non è una farina raffinata, danno una mano a depurare l'organismo e, in ultimo,  i medici specializzati in nutrizione, insegnano che la dieta dissociata e quindi l'abbinamento corretto degli alimenti nella dieta (e non circoscritta in forma ipocalorica-dimagrante, ma intesa come corretta alimentazione) è importantissima per l'assorbimento, il metabolismo e la digestione dei macronutrienti. C'è chi dissente, come in tutti i campi, io devo dire che sto molto meglio da quando uso questi accorgimenti, (sgarro sia inteso, ma sgarro poco perchè poi la differenza si sente) se poi anche l'ago della bilancia risponde bene...beh! Tanto di guadagnato.

Cosa serve per il lievitino:

150 g. lievito madre rinfrescato 5 ore prima
150 g. farina bio tipo 1 macinata a pietra
150 g. acqua a temperatura ambiente

Per l'impasto finale serve:

il lievitino
350 g. farina bio tipo 1 macinata a pietra
10 g. sale fino marino integrale
1 cucchiaino di malto d'orzo bio liquido
170 g. (circa) acqua a temperatura ambiente
40 g. lenticchie mignon già ammollate e cotte in precedenza (peso legume secco)
semi di grasole q.b.
1 cucchiaio olio evo grezzo + q. b. per spennellare

N.B. Non ho provato a fare questo pane con lievito di birra per cui do indicazioni ipotetiche sulla base della mia esperienza. Se non si possiede lievito madre, credo si possa optare per utilizzare 6-8 g. di l.d.b. fresco
questa è la proporzione che uso quando panifico con il suddetto lievito (raramente ormai, solo per alcuni formati di pane), di seguito fare un pastello con 150 g. farina, il lievito, stessa quantità di acqua. Coprire e proseguire come descritto, ma accorciare i tempi, ovvero procedere all'impasto quando il pastello sarà visibilmente raddoppiato. Potrebbe occorrere meno acqua. Consiglio di NON usare il lievito di birra disidratato perchè non conosco nessun panettiere che ne faccia uso, secondo me non è un buon prodotto)

(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 9,30-10 rinfrescare il lievito, tenerne da parte 150 g. e l'altro, dopo averlo lasciato a t.a. per tre ore, metterlo in frigo per le panificazioni successive.


Mettere in ammollo in acqua fredda le lenticchie e lasciarle un paio d'ore (io preferisco non saltare questo passaggio anche se sulle confezioni c'è scritto che si possono cuocere direttamente), poi cuocerle semplicemente in un tegamino, fino a quando risultano morbidissime, aggiungendo acqua quando si consuma e la lenticchia la assorbe; quando sono fredde tritarle grossolamente a coltello. Non passarle in un tritatutto perchè non bisogna ottenere un purè, ma un trito grossolano, in bocca poi si devono sentire (se si preferisce lasciarle intere) Tenere da parte. (Si possono fare cuocere anche la sera prima, come fa più comodo)


Ore 14,30-15

Setacciare la farina per arieggiarla. In questo caso che è farina 1 ricca di germe di grano e delle sue naturali ceneri, ribaltare ciò che rimane nel setaccio nella ciotola. Conservare dunque quel che rimane tra la griglia delle maglie, lo scopo di setacciarla è appunto per arieggiarla e togliere i grumi eventuali.

Preparare il lievitino mescolando nella ciotola della planetaria con l'accessorio foglia (o ciotola ampia se si impasta poi a mano) gli ingredienti ottenendo una pastella. Coprire con pellicola e fare lievitare per 3 ore, in contemporanea preparare l'autolisi mettendo in un'altra ciotola la restante farina e l'acqua; dare una mescolata rapida con una spatola rigida o cucchiaio di legno (o anche con le mani, io lo faccio con le mani spesso) coprire con pellicola o canovaccio umido e lasciare riposare per tre ore anche questo composto.




Trascorso il tempo di riposo, unire i due composti nella ciotola dove si andrà ad impastare, aggiungere il malto d'orzo ed iniziare quindi ad amalgamare lentamente per poi impastare in modo più energico, unire l'olio (che renderà il pane più friabile - lo voglio così questa volta) e verso la fine anche il sale e le lenticchie.
Spegnere, riversare l'impasto su un piano da lavoro in silicone o leggermente infarinato e dare una piega; coprire con pellicola e canovaccio e lasciare riposare 20 minuti. Ripetere per due volte, arrotondare l'impasto tenendo i lembi sotto e metterlo in una ciotola unta bene d'olio evo con i polpastrelli, coprire di nuovo con pellicola e un canovaccio (io poi lo tengo fermo con un grande elastico in modo che non passi aria, l'impasto non deve assolutamente seccare) e lasciare la ciotola a t.a. per 14-16 ore (quindi fino alla tarda mattinata del giorno successivo.


Se per esigenze proprie i tempi non collimano si può eventualmente riporre l'impasto in frigo - ma non prima che sia iniziata la lievitazione, quindi riporlo solo dopo 3-5 ore; si può lasciare maturare in frigo anche per 20-24 ore totali attenzione solo ad usare una farina abbastanza forte che possa sopportare le lunghe lievitazioni).


Pesare l'impasto e dividerlo in due con un tarocco-raschia (pesare le pezzature, devono essere uguali altrimenti le pagnotte non cuociono in modo omogeneo e uguale), dare quindi una piega e coprire con canovaccio, lasciare riposare 10 minuti, dare una seconda piega e aspettare di nuovo che l'impasto punti una decina di minuti coperto, infine dare la forma alle pagnotte in questo modo: arrotolale ottenendo due palle poi, spennellare solo la superficie con olio evo e in modo molto leggero, fare aderire i semi di girasole e, con la punta delle dita, tirare i lembi della pasta  verso il centro, quando il "giro" è completato, ribaltare le forme in modo che la chiusura (e quindi la parte coi semi) rimangano a contatto del tavolo.


Mettere di nuovo a lievitare indicativamente per 2 ore, ma dipende dalla forza del lievito, in ogni caso fidarsi della propria esperienza ed occhio nel vedere la forma lievitata.


Preriscaldare il forno statico a 250° con all'interno un pentolino d'acqua posto sul fondo del forno (serve per creare umidità, vapore, in modo che il pane possa lievitare ancora e non si formi subito una crosta sulla superficie).
Quando il forno arriva a temperatura, rigirare le forme del pane in modo che questa volta i semi saranno verso l'alto, spolverizzare il pane con poca farina (troppa ingiallisce e rende amaro il pane perchè brucia!), praticare anche qualche leggera incisione con un coltellino affilato o una lametta e spostare i due pani sulla leccarda ricoperta con carta da forno.
Infornare subito nel ripiano sotto a quello centrale, lasciare cuocere per 15 minuti poi togliere velocemente il pentolino dell'acqua (attenzione che è ustionante) e richiudere subito il forno, abbassare la temperatura a 190° e lasciare cuocere per altri 25 minuti circa.
Controllare ogni forno è diverso, "bussando" il sotto del pane si deve sentire un rumore sordo, lo dico sempre che è semplice ma efficace, per capire se è cotto. (prendere il pane col guanto da forno, naturalmente...)
Aprire il forno dopo averlo spento, lasciando ancora all'interno la leccarda col pane, poi sofrnarlo e metterlo a raffreddare su una gratella.
Mi piace sempre sperimentare, sono curiosa e mi annoio facilmente ecco che provo sempre tecniche nuove, alcune scovate in interet, altre le metto a punto io in base alla mia esperienza e cerco di affinarle, quindi panificando usando la tecnica del lievitino e l'autolisi il pane rimarrà morbido a lungo, il sapore ne guadagna tantissimo e si conserverà benissimo anche in freezer. Per cui poco lavoro in più per una grande resa secondo me. Io quando è freddo, lo taglio a fette e lo congelo, poi lascio scongelare a t.a. le fette che mi occorrono e in poco tempo ho pane fresco in tavola.








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... ed ecco le mie colleghe cosa propongono

Daniela biscotti con lenticchie e nocciole
Elena grissini di lenticchie al sesamo
Eva crepès di lenticchie
Maria Grazia lenticchie con purè di zucca e patate
Milena cestini di lenticchie, purè, stelline di cotechino e mostarda

venerdì 8 dicembre 2017
Oggi, in questa giornata di Festa dell'Immacolata, con le mie amiche della rubrica Al Km 0 parliamo di ricette e ricordi d'infanzia. A casa mia l'8 dicembre si è sempre fatto l'albero di Natale ed il Presepe. Cascasse il mondo è così ancora oggi: non prima, non dopo.Tassativo :-) 
In questa giornata quindi si iniziano a pensare i regali, magari anche ad incartarne qualcuno da mettere precocemente sotto l'albero appena fatto e poterlo così, consumare con gli occhi, poi c'è anche chi... (Marco...) lo strufugna (... voce del verbo strufugnare), lo scuote, lo annusa, lo soppesa.. arrivando così a Natale già consumato, poi chi invece (Andrea...) sbircia i bigliettini per capire il destinatario del dono.
... dicevo, mentre si passa la giornata su e giù cantina-casa con tutto il necessario per addobbare la casa a festa.. si trova il tempo per cucinare qualcosa di buona, di caldo, che sia il preludio del Natale che già si sta assaporando. (e quindi oggi è anche il giorno in cui addobbo il blog:-)

Bene: non sapevo, avendo già una "certa" se pensare ad una ricetta della mia infanzia (con le mie colleghe non si è stabilito) che quindi risale ai tempi del cinema muto... o se l'infanzia dei miei figli, non che ci sia una differenza sostanziale, ovvero: nella mia si aprivano già i panettoni e torroni ben prima di Natale essendo che mia mamma li riceveva dalle varie ditte come cadeau, recapitavano pacchi piuttosto sostanziosi direttamente a casa (eh... altri tempi ben più rosei rispetto adesso) e quindi ci servivamo bellamente ed in più, nella loro, avendo avuto il negozio molti anni, portavo a casa ogni ben di Dio.. (però il panettone e grandi lievitati preferisco postarli un po' più avanti quindi...)

quindi boh. che fare? mumbe..mumbe.. ho deciso dunque di ricordare mia nonna e dare così un piccolo tributo a lei che nel periodo festivo era solita comprare (da me, nel mio negozio :-))) delle piccole tortine aventi la foggia della crostata ma in realtà fatte di pasta di mandorle, dolcissime, piene zeppe di confettura di albicocche e dolcetti tipo mini (ma davvero mini) strudel di pasta sfoglia sempre con la confettura di albicocche (cotta insieme alla pasta, non aggiunta dopo) che si mangiavano in un sol boccone.
Nel dubbio ho pensato di fare una via di mezzo, un'idea del ricordo d'infanzia. Diciamo così.

Questi biscottini sono facili e veloci ma davvero graziosi da offrire e, cosa più impostante, buoni.

Cosa serve per la pasta frolla mandorlata:


Cosa serve:

200 gr. farina 00 
70 gr. farina di mandorle
125 gr. zucchero
125 gr. burro ammorbidito
2 uova intere se piccole o 1 uovo intero + 1 tuorlo
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1 limone naturale

Poi serve:

confettura di albicocche q.b. (home made o bio di ottima qualità) per vedere la mia ricetta clicca qui

Preparare la pasta frolla facendo sfarinare in un robot da cucina farina 00,  la farina di mandorle, la scorza grattugiata di mezzo limone bio, il pizzico di sale ed il burro a pezzetti e freddo da frigo, azionare le lame del cutter pochi istanti poi unire le uova intere e lo zucchero. 
Azionare nuovamente il robot da cucina (o la planetaria) per pochi istanti. Togliere il composto dalla ciotola, dare ancora una amalgamata veloce con le mani, avvolgere la pasta in pellicola alimentare e mettere in frigo a riposare almeno un'ora.

Stendere la pasta in una sfoglia mettendo tra pasta e mattarello un foglio di carta da forno.
Con un tagliabiscotti a forma di fiore coppare la sfoglia ricavandone biscotti alti circa mezzo centimetro, poi con un tagliabiscotti a forma di fiore più piccolo, coppare metà dei biscotti ottenuti precedentemente, ricavando così una sorta di cerchietto ondulato da posizionare sui fiori più grandi, in questo modo si avrà la fattezza di un vol-au-vent. Certamente usando un tagliabiscotti tondo e liscio sarà più semplice, ma mi piacevano i forellini :-)
Fare aderire quindi i cerchietti ondulati sui biscotti a fiore sottostanti, premendo delicatamente sulla pasta, (impastare nuovamente i ritagli e proseguire fino ad esaurimento della pasta) poi con un cucchiaino riempire i "gusci" di confettura.




Cuocere i finti vol-au-vent in forno preriscaldato a 165°-170° statico per circa 12-15 minuti.
Attenzione a non fare seccare la confettura e bruciare la pasta che, per la presenza di mandorle, è delicata. Ognuno conosce il proprio forno, i biscotti sono pronti quando sono appena-appena dorati.
Toglierli dal forno, farli raffreddare e conservarli in una scatola di latta.





Colazione Carla Torta stracciatella
Pranzo Consuelo Risotto al limone

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giovedì 7 dicembre 2017
Cosa serve per uno stampo rettangolare 35x 10 cm. o rotondo da 20-22D da crostata

200 g. farina di farro bianca bio
20 g. farina 00 w 170
1 pizzico sale
35 g. olio evo toscano bio Fattoria Camporomano
35 g. olio 5 oli (vinacciolo, lino, girasole, mais e riso)
60 g. acqua
7 g. baking powder (lievito per dolci)
90 g. zucchero di canna
due pizzichi cannella in polvere
210 g. marmellata di arance amare fiordifrutta Rigoni di Asiago


Fare la frolla mescolando tutti gli ingredienti nella planetaria usanto la foglia oppure in un robot da cucina provvisto di cutter. Avvolgerla in carta da forno e metterla in frigo almeno un'ora.
Preriscaldare il forno a 170° statico


Stendere 3/4 di pasta frolla all'olio tra due fogli di carta da forno, rivestire uno stampo da crostata, punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta, farcire con la marmellata e poi decorare con la restante pasta, formando la classica griglia, o come ho fatto io, con fiorellini usando un piccolissimo tagliabiscotti.

Fare cuocere 40 minuti. Controllare, dipende dal forno. Fare raffreddare bene prima di togliere la crostata dallo stampo. Io avevo fretta (di mangiarla ... :-) ed era ancora calda così. malgrado abbia uno stampo con fondo amovibile, l'ho rovinata un pochino... uffa.

Ingredienti genuini e sani! Ottima, davvero ottima, con il the. Ma anche con latte e cacao :-)



Con questa ricetta partecipo al contest "belli da vedere, sani da mangiare" di Rigoni di Asiago  Food Blogger Rigoni