venerdì 20 ottobre 2017
In Piemonte abbiamo, tra tanti altri, un prodotto che è d'eccellenza ed è il castelmagno, un formaggio DOP che prende il nome dal suo paese nativo in provincia di Cuneo situato nella Valle Grana a circa 1200 mt. di altitudine.
In molti tentano di imitare il nostro fantastico prodotto caseario, fallendo miseramente :-) è un fiore all'occhiello della nostra regione per la nostra tavola. Per saperne di più vi invito a cliccare qui

Cosa serve per 8 crêpes (4 persone):

80 g. farina 00
1,5 d. di latte
2 uova
1 cucchiaio di burro fuso + quello che serve per la piastra
1 pizzico di sale

poi serve:

80 g. funghi porcini secchi (i miei erano stati raccolti lo scorso anno a  Giaveno - TO -  e li ho fatto seccare io)
una noce burro
sale q.b.
120 g. castelmagno grattugiato
300 g. besciamella

Per prima cosa mettere in ammollo i funghi in acqua tiepida almeno un'ora, poi risciacquarli sotto acqua corrente e pulirli bene da eventuali residui di terra. Asciugarli e farli cuocere, tagliati a pezzetti, in una noce di burro per circa 15-20 minuti. Unire un goccio d'acqua e salare leggermente.
Nel frattempo fare le crêpes e la besciamella seguendo la ricetta ed istruzioni in un mio precedente post, clicca qui.
Risultati immagini per castelmagno


In una ciotola mescolare metà della besciamella con metà del castelmagno grattugiato e tutti i funghi.
Distribuire la farcia sulle crêpes, chiuderle ed adagiarle in una pirofila grande o (come ho fatto io in questo caso) in cocotte individuali che possano andare sia in forno che in tavola.
Ricoprire con la besciamella avanzata (se si fosse nel frattempo addensata troppo, rimetterla sul fuoco allungandola con un goccio di latte, mescolare velocemente per renderla più liquida), spolverizzare con il castelmagno avanzato ed infornare in forno statico già caldo a 200° per circa 15 minuti o fino a quando si è formata una crosticina dorata.


Togliere dal forno, lasciare riposare qualche minuto e portare a tavola.

 

Se replichi la mia ricetta, per cortesia inserisci il link di riferimento e crediti al mio sito, Grazie!






mercoledì 18 ottobre 2017
Cosa serve per una torta da 22D (6-8 persone)

Per la marquise al cacao: (le uova da usare sono 3 o 4 dipende dalla grandezza, bisogna sgusciarle e pesare, separatamente, tuorlo ed albume)

Usare uova a temperatura ambiente (io le ho tirate fuori dal frigo la sera precedente dato che ho fatto la torta la mattina presto)

20 g. fecola di patate (o maizena)
60 g. cacao amaro
70 g. tuorli + 70 g. zucchero a velo (circa 4 uova grandi ma bisogna pesarle)
150 g. albumi + 90 g. zucchero a velo (circa 4 uova grandi ma bisogna pesarle)
1 pizzico di sale (mia aggiunta)

Cosa serve per la mousse al cioccolato:

Usare ciotola della planetaria (o quella che si usa) e la frusta freddissime. Io li ho messi in frigorifero la sera precedente

400 g. panna fresca (33% grassi) fredda da frigo
200 g. cioccolato fondente (55% cacao NON di più! altrimenti cambiano le proporzioni)
cacao amaro q.b.
granella/ riccioli di cioccolato q.b.
decorazioni di cioccolato q.b. 
qualche lampone fresco* leggere in seguito

Preparare la marquise setacciando fecola (o maizena) con i cacao. Tenere da parte.
Preriscaldare il forno, statico, a 200°. Foderare con carta da forno una leccarda.


Montare gli albumi (con un pizzico di sale) con 90 g. di zucchero a velo fino a quando risultano essere a neve ferma, tenere da parte.
Montare i tuorli con 70 g. di zucchero a velo fino a quando risultano chiari e spumosi.
Unire gli albumi ai tuorli, poco alla volta, (va bene in 3 step) mescolando con una spatola in silicone o cucchiaio di legno, con un movimento dal basso verso l'alto.
Unire ora le polveri sempre poco alla volta e sempre mescolando come sopra per non smontare il composto.
Non mescolare a lungo, bensì lo stretto necessario per amalgamare il composto.
Versare il composto sulla leccarda preparata facendolo colare in centro, delicatamente.
Con una spatola a gomito (o il dorso di un cucchiaio) allargare leggermente lisciando la superficie in modo da ottenere uno spessore di 8 mm.


Infornare subito e mettere un timer. Bisogna essere precisi, tempo di cottura: 8 minuti.
Poi togliere dal forno e trasferire su una gratella per fare raffreddare il disco di marquise.


Preparare la mousse:

per prima cosa sciogliere il cioccolato a bango maria. Attenzione all'acqua sottostante..deve fremere non bollire. Non devono andare goccioline d'acqua, ma nemmeno vapore, nel cioccolato altrimenti si rovinerà tutto.
Mescolare con una spatolina di silicone. Il cioccolato, appena fuso, toglierlo dal fuoco e portarlo a 55° (non deve scendere sotto i 45°)
Knam spiega molto bene il motivo: una temperatura più bassa il cioccolato si indurirà e, mescolato alla panna, si trasformerà in stracciatella, al contrario una temperatura più alta farebbe smontare la panna e si otterrebbe una salsa al cioccolato, non una mousse.


Montare intanto la panna (come detto in contenitore e frusta ben freddi) a velocità massima in modo che si incorpori molta aria (a velocità bassa si riscalderebbe) se usate la planetaria contate ESATTAMENTE 80 secondi. La panna è pronta.
Deve essere semi-montata (perchè poi si monterà ancora qualche istante a mano con i cioccolato). Non montatela oltre altrimenti si otterrà non una mousse delicata bensì un composto burroso e nauseante.
Quando il cioccolato ha raggiunto la temperatura giusta (se non si possiede un termometro a sonda si può regolarsi mettendo il pentolino che è stato a bagnomaria in una ciotola di acqua fredda con qualche cubetto di ghiaccio per qualche istante - solo qualche istante - e, mescolando, si abbassa la temperatura in modo rapido, toccandolo si deve sentire appena tiepido), versarlo sulla panna semimontata, tutto in una volta ma a filo. Mescolare subito e velocemente con una frusta a mano. In un attimo si avrà una mousse al cioccolato soffice e spumosa.
Non mescolare oltre, è Importante!



Prendere una base di cartone e un disco d'acciaio da 22D OPPURE una tortiera apribile ed appoggiarla sulla marquise al cioccolato cotta. Schiacciare leggermente per segnare il cerchio esatto, rifinire poi tagliando il disco con un coltellino ben affilato. Poi:


1) togliere il cerchio d'acciaio/apribile della tortiera
2) appoggiare sulla base della tortiera un foglio di carta da forno bagnato, strizzato benissimo ed asciugato benissimo.
3) foderare il cerchio con una striscia di acetato per alimenti
4) chiudere la tortiera
5) appoggiare la base di marquise al cioccolato
6) riempire con la mousse al cioccolato, livellare con una spatola a gomito (o il dorso di un cucchiaio) non schiacciare! coprire con pellicola alimentare facendo attenzione che non entri in contatto con la mousse, e mettere in frigo almeno 2 ore (ma se 3 o 4 è meglio)





Intanto preparare le decorazioni in cioccolato.
Fare fondere a bagnomaria (come prima) o in microonde (attenzione! a 160W NON a potenza forte altrimenti il cioccolato si brucia e conferirà sapore amaro fastidioso) cioccolato q.b. dipende da quante decorazioni si vuole fare, se si vuole fare riccioli di cioccolata per i bordi della torta o se si è scelto per usare la granella acquistata.
Occorreranno quindi dai 20 g ai 60 g.
Quando il cioccolato è fuso occorrerebbe temperarlo (mettere 1/3 del cioccolato su un piano di marmo, lavorarlo con spatola per farlo abbassare di temperatura ed unirlo di nuovo al resto del cioccolato fuso) ma si può anche saltare questo passaggio per due decorazioni anche se non rimangono lucide.. insomma, pazienza.

Stendere quindi il cioccolato fuso con una spatola in modo uniforme su una striscia di acetato per alimenti a sua volta appoggiata su carta da forno precedentemente bagnata, strizzata e asciugata (in questo modo sta ferma sul tavolo), poi con l'aiuto di un raschietto per alimenti, formare delle strisce (come fossero stelle filanti per intenderci)



Aspettare qualche istante e attorcigliare un pochino la striscia di acetato con sopra i "fili" di cioccolato fuso.
Un'altra striscia di può lasciare distesa, senza aver passato il raschietto (per poi ricavare i riccioli con un coltellino una volta che il cioccolato si sia ben solidificato).
Attendere che si raffreddi e poi togliere le strisce di acetato.



Poco prima di servire, decorare come segue: (se si è fatta passare una mezz'oretta in congelatore questo passaggio sarà molto ma molto più semplice perchè la torta-mosse sarà manipolabile senza problemi)  Io non avevo posto e quindi ho delicatamente preso la torta, tolto il cerchio, tolto la striscia di acetato ma lasciato ancora la base sottostante con carta da forno.



Indossare un guanto in silicone per alimenti e, con delicatezza e pazienza, fare aderire i riccioli o granella di cioccolato ai bordi. Con l'aiuto di un setaccino a maglie fitte, cospargere la superficie con cacao amaro (senza esagerare! Solo una spolverata).
Ora con l'aiuto di una spatola trasferire la torta in un piatto di portata sfilando la carta da forno sottostante.
(ecco perchè se la torta sarà semi-congelata questo passaggio sarà più semplice)
Decorare, volendo (questo non c'è scritto sul libro) con lamponi freschi e decorazioni fatte in precedenza di cioccolato.


Knam suggerisce, volendo,  di servire questa torta-mouse con una gelatina di lamponi (un disco appoggiato in superficie invece della spolverata di cacao) oppure con lamponi freschi inseriti direttamente nella mousse ma, specifica, la mousse sarà diversa. Ottima ma diversa.

Ecco che io ho voluto dare una piccola nota di acidità semplicemente con pochi lamponi in superficie (nella quantità di uno a fetta, per conferire un leggero retrogusto e per rendere più piacevole l'estetica)
Prima di servire questa torta, tenerla fuori frigo 15-20 minuti (se fa caldo bastano 5 minuti)
Si conserva al massimo due giorni in frigo (anche se il cacao in superficie prenderà umidità, bagnandosi) o in congelatore più a lungo.




SQUISITA!


Con questa ricetta partecipo Al Contest "dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei" del blog Una famiglia in cucina ; il regolamento prevede che si dia una motivazione e quindi ... eccola... ho scelto questo dolce per partecipare al contest perchè l'ho preparato per il compleanno di mio figlio, che non è stato adesso, ma avevo già altre ricette programmate da pubblicare (che è golosissimo di cioccolata) e quindi è una ricetta eseguita con tanto amore, perchè è una torta che mi assomiglia: è apparentemente difficile, ma con qualche preciso accorgimento risulta invece di facile esecuzione; occorre avere pazienza e rispettare i tempi della preparazione per ottenere un ottimo risultato. E' dolce ma assolutamente non stucchevole, ha una doppia consistenza: morbida e sostenuta. Ecco famiglia in cucina... spero vada bene :-)
lunedì 16 ottobre 2017
Oggi con le mie colleghe, per la rubrica Light & Tasty, vogliamo esaltare quel magnifico frutto autunnale che è l'uva  ed vi offro non una vera ricetta vera e propria, con dosi pesate, ma piuttosto un'idea di come preparare un crostino davvero molto-molto buono. Da leccarsi i baffi. Ok non è propriamente light... beh basta mangiarne poco.

Può essere servito (in pezzature ancora più piccole tipo finger food) con l'aperitivo, oppure per una colazione salata, o per merenda o, ancora, per antipasto (io, a dire il vero, l'ho mangiato a pranzo con l'aggiunta di insalata verde a parte).
Il fattore unico e principale per ottenere un crostino davvero squisito è la ricerca ed utilizzo di materie prime fresche ed eccellenti (come per tutti i piatti poi... ma in questo caso, trattando e servendo gli ingredienti a crudo, a maggior ragione).

Ricordando la mia vacanza meravigliosa in Trentino ho voluto rievocare al palato, e al naso, sapori e profumi utilizzando prodotti d'eccellenza che ho acquistato in loco. Ne ho fatto un po' di scorta, fortuna che esiste il sottovuoto.
Credetemi che lo speck è magro (Si! magro) è morbido, ed è dolcissimo. Completamente diverso da quello acquistato al supermercato (anche se ovviamente proviene dal Trentino) E il formaggio? acquistato al Caseificio Sociale della Val di Fiemme: squisito! Qui, in piemonte, non lo trovo. 

Cosa serve:

q.b. fette di pane casereccio (per me un pane che ho fatto io di cui parlerò in seguito, in un post a parte)
q.b. speck dolce - non affumicato o leggermente - di ottima qualità (da comprare in salumerie - negozi di prodotti tipici... non speck industriale possibilmente)
q.b. formaggio mezzano trentino della Valle di Fiemme (è simile al piave stagionato per intenderci)
q.b. uva bianca qualità senza semi (acini piccoli e dolci)
q.b. miele di montagna - per me bio di rododentro delle mie valli. (quindi, ad esempio, NO di arancio o di limone ecc. che non c'entra niente con il resto degli ingredienti. Va bene di tiglio ad esempio o millefiori o, ancora, castagno.)


Fare tostare leggermente il pane, da entrambi i lati, appoggiandolo sulla gratella del forno (già caldo) a 200° per qualche minuto.
Intanto lavare, asciugare e tagliare a metà gli acini dell'uva. Tenere da parte.
Tagliare a cubettini piccoli il formaggio e tritare a coltello lo speck.
Adagiare sul piatto il pane e condirlo con tutti gli ingredienti preparati. Irrorare con il miele scaldato pochissimi secondi al microonde.
Servire subito.



SQUISITO!
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... ed ecco le mie colleghe cosa propongono

venerdì 13 ottobre 2017
Mi piace molto che in questi ultimi anni si sia inventata di sana pianta la festa dei nonni, avvenuta il 2 di ottobre, forse perchè ho l'età per poterlo essere? Può darsi, in ogni caso c'è tempo.. ed ecco che per la nostra rubrica al Km 0 abbiamo deciso di dedicare loro una ricetta.
Ho scelto per festeggiare una semplice ma aromaticissima, golosissima e profumatissima frutta cotta che mi ricorda quando la preparava mia nonna, (anche se penso usasse solamente chiodi di garofano e cannella ed in più aggiungeva cacao amaro ed amaretti) ed usava probabilmente ciò che rimaneva, nel periodo autunnale e ciò che si iniziava a cogliere, dai vari alberi da frutto che avevamo alla casa di campagna: colti e cotti: lei spesso la faceva pippiare (proprio come si fa col ragù) sulla stufa a legna nella grande cucina, ed il profumo che emanava lo ricordo ancora adesso.

Cosa serve per ottenere una tazzona/ciotola piena di frutta:

3 pesche gialle
3 meline piccole rosse (io ho usato quelle del mio albero) il corrispettivo di una mela grande normale
1 anice stellato
un cucchiaino raso di cannella in polvere
un cucchiaino raso di cardamomo
1/2 cucchiaino raso di coriandolo
due cucchiai di porto bianco (o altro vino da dessert liquoroso bianco)
1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo scuro
1/2 cucchiaio di miele di montagna
granella di pistacchi di Bronte q.b.


Lavare e sbucciare la frutta. Tagliarla a dadini non troppo piccoli. Metterla in un tegamino ed aggiungere tutti gli ingredienti tranne il porto.
Portare al bollore sempre mescolando, quando il miele e lo zucchero saranno sciolti, ovvero pochi minuti, unire il porto e farlo evaporare, unire una tazzina d'acqua, abbassare il fuoco, mettere il coperchio e fare cuocere la frutta a lungo; una buona mezz'ora (ma anche più) deve essere ben cotta non soda (sennò che frutta cotta è) ma nemmeno sfatta come una marmellata, quindi regolarsi semplicemente infilzandola con una forchettina.


Spegnere, lasciare intiepidire a temperatura ambiente, eliminare l'anice stellato e guarnire con granella di pistacchi.
Servire

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Colazione Carla ciambella di mele e yogurt
Cena Ospite Terry pane rustico al farro e ceci

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mercoledì 11 ottobre 2017
Cosa serve per DUE persone:

400 g. funghi porcini ( o quanto basta.. la quantità dipende da quanto si ha voglia di abbuffarsi)
1-2 spicchi aglio
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
una manciatina prezzemolo tritato fresco

Innanzitutto scegliere funghi porcini nostrani e non stranieri che costano molto meno ma non hanno alcun sapore (forse ce l'hanno sul luogo di raccolta ma dopo un lungo viaggio, arrivano già mollicci e quindi vecchi, conservati nell'umidità di frigoriferi; bisogna conservarli al fresco non al freddo! anzi non bisognerebbe conservali affatto, ma cucinarli subito) , scegliere funghi che siano stati raccolti o da persone di nostra assoluta fiducia o, se comprati, controllare il certificato di controllo dell' ASL. se il venditore non lo possiede adducendo scuse improbabili, non comprateli. Con i funghi non si scherza.


Non lavare assolutamente i funghi porcini sotto acqua corrente, sono spugne e si inzupperebbero.
Staccare, con l'aiuto di un coltellino, il cappello dal gambo.
Con la lama grattare delicatamente la terra. Con uno straccetto ben bagnato e strizzato, (o carta da cucina - scottex) ) pulire accuratamente più e più volte fino a quanto non rimane traccia di impurità e terriccio.
Tagliarli poi a fette. (il mio era uno molto grande)

In una padella antiaderente fare scaldare un filo d'olio evo con l'aglio, mettere subito i funghi (non fare colorire l'aglio) e saltarli quasi in continuazione. Non devono cuocere molto altrimenti si spappolano, non bisogna aggiungere assolutamente acqua e non bisogna mettere il coperchio, cuocere a fiamma abbastanza allegra. Salare e pepare solo alla fine (il pepe è facoltativo). Eliminare l'aglio.
A fuoco spento, aggiungere il prezzemolo tritato.
Servire caldi.


lunedì 9 ottobre 2017
Ma quanto sono buoni i dolci speziati?  E non solo a Natale :-) oggi per la rubrica Light & Tasty dedichiamo le nostre ricette alle fantastiche spezie che io ho abbinato a golose mele. Io ho usato frutti acquistati dai coltivatori diretti (come faccio sempre) alla ricerca di qualità antiche piemontesi e alla ricerca di acquistare frutta e verdura bio o quanto più possibile meno pasticciata

Cosa serve:

300 g. di mele (peso netto: sbucciate e detorsolate)
1 limone bio (scorza)
succo limone q.b.
125 g. farina 00 per dolci
50 g. amido di mais
8 g. lievito per dolci bio
1 pizzico di bicarbonato
100 g. zucchero di canna + 1 cucchiaio circa
1 cucchiaino di mix spezie in polvere: coriandolo, semi carvi, chiodo di garofano, noce moscata, anice stellato, cardamomo
60 g. olio di riso o di lino bio
50 g. latte di riso
un pizzico di sale
un pizzico di vaniglia in polvere bio (NO vanillina)
40 g. uvetta di corinto bio
rum q.b.


Per prima cosa mettere l'uvetta di corinto (che è diversa dalla sultanina) in una ciotolina e ricoprirla con acqua. (bisogna sempre lavare le uvette o i piccoli frutti secchi, per eliminare la cera con la quale vengono trattate), metterle in microonde a potenza 350W per 20 secondi. Poi tenere da parte.
Preparare le spezie. Sbucciare le mele e tagliarle a spicchi. Le mie mele erano piccole per cui le ho tagliate in 8 parti, se sono più grosse, regolarsi di conseguenza. Metterle in un piatto, irrorare subito con succo di limone perchè non anneriscano, spolverizzare con metà (dunque mezzo cucchiaino) delle spezie, la scorza di mezzo limone grattugiata, un cucchiaio raso di zucchero di canna. mescolare con le mani facendo attenzione a non romperle e tenere da parte.


Preriscaldare il forno statico a 180°
In una ciotola setacciare la farina con l'amido di mais, il lievito, unire il pizzico di bicarbonato. Aggiungere l'altra metà del cucchiaino di spezie e la scorza grattugiata di mezzo limone.
Riprendere l'uvetta di corinto, strizzarla e metterla in una tazzina, irrorare con rum, mescolare e lasciare macerare.
In un'altra ciotola, con l'aiuto di fruste elettriche, montare le uova con il pizzico di sale e 100 g. di zucchero di canna, unire a filo l'olio.

Con una spatola o cucchiaio di legno unire il contenuto delle polveri. Aggiungere latte di riso q.b. (circa 50 g.) Unire metà delle mele e l'uvetta passata precedentemente nella farina (questo farà sì che si distribuirà in modo omogeneo nel dolce e non si depositerà in fondo).


Travasare il composto in uno stampo da 20D imburrato ed infarinato oppure rivestito da carta da forno bagnata e ben strizzata.
Disporre in superficie, in modo casuale, le mele avanzate.


Cuocere per 40-45 minuti. Fare la prova stecchino
Lasciare raffreddare e servire.



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venerdì 6 ottobre 2017
Cosa serve per DUE persone:

500 g. bocconi di manzo (spezzatino fatto tagliare a tocchi grossi)
2-4 patate a pasta gialla (dipende dalla grandezza)
olio evo q.b.
1 rametto di rosmarino
1 rametto di mirto (oppure 2-3 bacche)
1 foglia alloro
sale aromatizzato: ginepro, maggiorana, rosmarino, salvia
un bicchierino di liquore mirto
acqua q.b.
carota-sedano-scalogno tritati

In una casseruola di rame o di acciaio con il fondo spesso, fare scaldare a fuoco basso un filo d'olio evo con gli aromi. Quando sfrigolano, aggiungere i bocconi di manzo e farli rosolare bene da ogni lato senza bucarli con la forchetta. Rigirarli con una pinza da cucina o con l'aiuto di due cucchiai, in modo tale da non fare fuoriuscire i succhi della carne. Quando sono ben rosolati, unire il trito delle verdure, insaporire col sale aromatizzato e sfumare con il liquore.



Abbassare quindi la fiamma e mettere il coperchio. Aggiungere ogni tanto un goccio di acqua e cuocere un'ora e 50 minuti. (se si tratta di bovino adulto accorciare ad un'ora e mezza).
Sbucciare e lavare la patate, asciugarle e tagliarle a spicchi grandi, (se le patate sono piccole, è sufficiente tagliarle in quattro) disporle in un piatto ed insaporirle con lo stesso sale aromatizzato, aggiungerle ai bocconi, mescolarle al fondo di cottura e continuare a cuocere a fiamma moderata e con il coperchio, aggiungendo acqua poca alla volta se serve, per altri 20 minuti circa o secondo la grandezza degli spicchi.


Servire caldo, appena tolto dal fuoco.


martedì 3 ottobre 2017
Ogni tanto si ha voglia di impastare a mano. E' terapeutico e soddisfacente :-)
Cosa serve:

80 g lievito madre rinfrescato
250 g. farina mix segale e farro
2 cucchiai olio evo + quello per spennellare
1 cucchiaino malto d'orzo in polvere
1 cucchiaino sale fino marino integrale
alcuni rametti di timo limoncino fresco 
acqua appena-appena tiepida o a temperatura ambiente q.b.
alcuni granelli di fleur de sel

Tirare fuori dal frigo il barattolo con il lievito madre da rinfrescare. Lasciarlo acclimatare, rinfrescarlo, prelevarne 80 g. e il resto riporlo in frigo per le prossime panificazioni.


Dopo tre ore unire tutti gli altri ingredienti (tranne il sale grosso), il timo sfogliato dai rametti centrali ed acqua q.b. (ho dimenticato di pesarla ma ad occhio ne avrò messa sui 180 ml. in tutto - come sempre dipende dalla farina utilizzata, da quanta ne assorbe) ed iniziare a mescolare in una ciotola, poi trasferire su una spianatoia e continuare ad impastare a mano fino ad ottenere un composto morbido ma sostenuto e non appiccicoso. 


Oliare leggermente con carta da cucina una ciotola pulita ed asciutta, mettere la palla di pasta, coprirla con pellicola alimentare e mettere a lievitare fino al raddoppio. 



Prendere l'impasto e fare le solite pieghe per due o tre volte, coprendo l'impasto per 15 minuti tra una piega e l'altra. Riprendere poi l'impasto e tirarlo con il mattarello (o con la nonna papera, io ho optato per la seconda opzione) ripiegandolo e facendolo ripassare due o tra volte.
Quindi in modo non omogeneo formare dei quadrati o rettangoli utilizzando la rotella tagliapizza (un po' come si usa fare per ritagliare i maltagliati) però se piacciono perfetti come quelli comprati industriali, ritagliarli in modo regolare ovviamente, ognuno scelga quello che preferisce...
trasferirli su una placca ricoperta da carta da forno, spennellarli con olio evo e cospargerli con qualche granello di fleur de sel. Infornare a 200° statico preriscaldato per 15 minuti circa o comunque fino a doratura. 


Occhio alla cottura, non farli bruciacchiare perchè la farina di segale (ma anche quella di farro) diventa amara.
Fare raffreddare e riporre o in una scatola di latta o ancora meglio in un sacchetto di cellophane (come quello per conservare il panettone).





Con questa ricetta partecipo al contest: MEAT FREE CONTEST ideato da Una mamma che cucina ed ospitato dal blog i biscotti della zia