venerdì 24 marzo 2017
La ricetta di oggi non è una vera ricetta, è semplicemente un consiglio sulla cottura del pesce spada sulla rostiera/bistecchiera (ma anche tutti i pesci a tranci e anche carni e, voglio esagerare... anche le verdure!).
Ho pensato che forse non tutti sanno che c'è un trucchetto per cuocere in modo sano e gustoso le pietanze senza sporcare la padella o, meglio, certo che poi si sciacquerà.. ma giusto per eliminare l'odore di ciò che si è cucinato (soprattutto se si tratta di pesce) perchè in realtà con questo sistema semplicissimo anche le scalanature rimarranno pulitissime.

Oliare leggermente le fette di pesce spada, salare con sale aromatizzato e lasciare riposare 20-30 minuti in frigo.
Ritagliare carta forno della misura della rostiera-bistecchiera ed adagiarla sul fondo. Scaldare molto bene in modo che sia caldissima, mettere il pesce spada e farlo cuocere in entrambi i lati, Servire
Come si vede dalle foto, il pesce rimane ben arrostito e il fondo - il bruciacchiato rimane sulla carta da forno





Così è come si presenta sotto la carta da forno... PULITA!



martedì 21 marzo 2017
Ecco una crostata davvero molto golosa! Bella generosa da mordere :-)

Per la pasta frolla al cacao:

200 g. farina 00
20 g. cacao amaro
100 g. zucchero
100 g. burro
scorza grattugiata di un mandarino
1 pizzico di sale
3 tuorli medi (se serve aggiungere un albume)

Per la crema al mandarino:

400 g. latte intero
100 g. panna liquida
35 g. amido di mais
2 cucchiai di liquore al mandarino
la scorza grattugiata di un mandarino
100 g. zucchero semolato
4 tuorli medi

Per la farcia:

1 grossa pera kaiser (se si adopera uno stampo rotondo da 24D quindi più grande di questo rettangolare, usare 1 pera e 1/2) bella soda priva di ammaccature
1 noce di burro
1 cucchiaio di zucchero semolato
3 cucchiai di liquore al mandarino

Poi serve: poca marmellata di mandarino allungata con un goccio d'acqua
calda oppure gelatina neutra per lucidare la crostata

(Io ho fatto sia la pasta frolla che la crema il giorno prima di fare la crostata e dunque del consumo)

Fare la pasta frolla come di consuetudine: setacciare farina e cacao e pizzico di sale. In un robot da cucina (o nella planetaria) mettere le polveri ed il burro freddo a pezzetti. Azionare le lame (o la foglia nel caso dell'impastatrice) pochi istanti. Unire poi tutti gli altri ingredienti (se i tuorli fossero piccoli, unire un albume).
Assemblare poi velocemente con le mani la pasta ottenuta, appiattirla un pochino col palmo della mano, avvolgerla nella pellicola alimentare e mettere nel frigo 2-3 ore (io come ho detto l'ho fatta il pomeriggio precedente).

Fare poi la crema (in un pentolino antiaderente) frullando con una frusta (in silicone) o un cucchiaio di legno, tuorli e zucchero fino ad amalgamarli bene e a rendere il composto soffice. Unire la scorza del mandarino grattugiata, unire l'amido di mais mescolando velocemente per rendere il composto privo di grumi.
Nel microonde far scaldare il latte con la panna. Unire al composto di uova poco alla volta, sempre mescolando con una frusta.

Porre il tutto sul fuoco e, sempre mescolando, fare addensare a fuoco medio.

Trasferire la crema in una ciotola, mettere a contatto della crema della pellicola per alimenti (eviterà la formazione della pellicina) e fare raffreddare. Solo quando è fredda, unire, poco alla volta e sempre mescolando, il liquore al mandarino. (è molto delicato e leggero, se non ci sono bambini piccoli-piccoli secondo me si può utilizzare, in alternativa usare del succo di frutta agli agrumi).
Mettere in frigo fino all'utilizzo.

Quando si prepara la crostata: accendere il forno a 180° statico o 170° se ventilato.
Imburrare ed infarinare uno stampo per crostata (io ho usato quello dal fondo removibile da 35 x 10 cm. ma va benissimo un qualunque stampo rotondo). Prendere in frigo la frolla al cacao e, sulla spianatoia o foglio di silicone leggermente infarinato, lavorarla un po' per renderla morbida.

Poi stenderla col mattarello e foderare bene lo stampo. Con i rebbi di una forchetta bucherellare bene il fondo e coprire con carta da forno (bene anche i bordi della crostata) riempire di ceci secchi (o fagioli secchi) che poi si utilizzeranno molte altre volte a questo scopo, e proseguire per la cottura cosiddetta "in bianco" ossia cuocere solo la crosta senza ripieno. Cuocere per 15 minuti, poi tirare fuori lo stampo, eliminare carta da forno coi ceci, rimettere lo stampo nel forno per altri 5-7 minuti.



Sfornare e fare raffreddare.

Tirare fuori la crema dal frigo e farla passare (a 360W) a microonde qualche minuti per farla appena intiepidire, mescolare velocemente per renderla di nuovo vellutata.
Quando il guscio è freddo, mettere la crema nella tasca da pasticcere (o se non vi è congeniale, usate semplicemente un cucchiaio...) e riempire la crosta di frolla.


Lavare bene la pera (o le pere) con la buccia, tagliarla in quarti, eliminare il torsolo e tagliarla a fettine abbastanza sottili.
Mettere sul fuoco una capiente padella con una noce di burro e lo zucchero, unire subito il liquore, appena lo zucchero è sciolto, unire le fette di pera ben divise una dall'altra, con MOLTA cura, girarle per farla caramellare da entrambe le parti. Non devono cuocere le fette, ma prendere sapore e, appunto caramellare.



Spegnere subito e mettere le fette di pera (attenzione che ustioneranno) su un foglio di carta da forno (altrimenti nella padella si attaccano in pochi minuti). Sistemare a piacere le fette di pera sulla crostata.


Lucidare con gelatina neutra o emulsionando poca marmellata con un goccio di acqua tiepida.
Mettere in frigo per un'ora o due e poi servire


Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie
Con questa ricetta partecipo al contest della cara Tania del blog Cucina che ti passa

Nessun testo alternativo automatico disponibile.
venerdì 17 marzo 2017
Cosa serve:

200 g. farina di farro bio bianca
50 g. farina bio tipo 1
200 g. acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo bio in polvere
1 cucchiaino di sale fine marino integrale
1 cucchiaio olio evo grezzo
120 g. lievito madre rinfrescato al raddoppio (oppure usare 5 g. di lievito compresso*)

Generalmente consigliano di tagliare la farina di farro con il 25% di manitoba ma io ho preferito usare farina tipo 1 nella proporzione del 20%

*Se si usa il lievito di birra fresco (compresso) in una scodella scioglierlo in 30 g. di acqua, unire 30g. farina tipo 1, girare con una forchetta, coprire con pellicola e lasciare lievitare a temperatura ambiente 8-12 ore (dipende dalla temperatura, dalla stagione se calda o fredda) creando un lievitino, poi proseguire con la ricetta.
Rinfrescare il lievito madre il giorno precedente la panificazione (e conservarlo in frigo) e poi di nuovo 4-5 ore prima di procedere con l'impasto (tirandolo fuori dal frigo 45 minuti prima del rinfresco)
Sarà un impasto molto appiccicoso, data la farina, è proprio una sua caratteristica, quindi se si impasta a mano si farà un po' di fatica, si può usare anche un comune robot da cucina provvisto di gancetti (e non solo di fruste) oppure si può usare la macchina del pane per impastare.

Orari indicativi - quelli che ho usato io.

Ore 18
Nella ciotola della planetaria mettere tutta l'acqua e le due farine.
Inserire il gancio ad uncino e dare una giro al minimo, giusto il tempo di formare un impasto molto grezzo. Staccarlo dal gancio, lasciarlo nella ciotola, coprire bene in modo che non entri aria, con un canovaccio e lasciare riposare 30 minuti (si chiama autolisi)

Trascorsa la mezz'ora, azionare nuovamente la macchina, sempre al minimo. Unire il lievito, il malto e l'olio, lasciare impastare cinque minuti poi unire infine il sale.
Impastare ancora una decina di minuti fino a quando l'impasto si stacca dalle pareti, poi prelevarlo e metterlo in una ciotola unta d'olio (poco.. stenderlo con un foglio di carta scottex), coprire prima con due o tre giri di pellicola, poi con un canovaccio asciutto e pulito ed infine con una copertina di pile se è stagione fredda, altrimenti non è necessaria.
Lasciare lievitare a temperatura ambiente fino al mattino successivo (o comunque per 14-16 ore)


Ore 9,30
Riprendere l'impasto lievitato, (si noteranno alcune bolle, buon segno) rovesciarlo delicatamente sul piano di lavoro (perfetto il tappeto di silicone)
Allargarlo con i polpastrelli e formare le solite tre pieghe a libro a 20 minuti l'una dall'altra; ogni volta occorre ricoprire l'impasto con pellicola e canovaccio. Questo serve a dare forza all'impasto.
Al termine delle tre pieghe, allargare nuovamente l'impasto coi polpastrelli, arrotolarlo dalla parte più larga, su se stesso formando un filone lungo, poi arrotolarlo dalla parte più lunga formando così una massa arrotondata, poi eseguire la pirlatura.




(L'impasto sarà sempre appiccicoso, è normale, ma sarà anche morbido e facile da gestire)
Prendere un colino-colariso/pasta di giusta misura, inserire un foglio di carta da forno abbondantemente spolverizzata con farina, adagiare all'interno l'impasto pirlato, coprire con due giri di pellicola, facendo attenzione che rimanga a contatto con il colino e non con l'impasto, poi coprire di nuovo con un canovaccio e di nuovo con la copertina di pile se è stagione fredda.
Lasciare lievitare fino al raddoppio (qui subentra fattore lievito e temperatura come sempre. Potrebbero servire 3 ore come 6)



Quando l'impasto è ben lievitato, preriscaldare il forno (statico) a 230° con all'interno la leccarda (o chi ce l'ha, con pietra refrattaria. Io l'ho provata, ma sinceramente non trovo molta differenza e, anzi, preferisco usare la leccarda, la trovo più pratica - ma è questione di gusti), mettere anche sul fondo del forno il solito pentolino con acqua calda per creare umidità. (Tenere d'occhio il forno comunque.. perchè usando la carta da forno sarebbe consigliabile non superare i 220°)


Quando il forno è a temperatura, togliere naturalmente pellicola e quant'altro rivesta l'impasto durante la lievitazione, trasferire delicatamente la pagnotta con tutta la carta da forno sottostante, sulla leccarda rovente, velocemente spolverizzare l'impasto con poca farina e praticare tagli a piacere sulla superficie, usando una lametta o un coltellino ben affilato. NON incidere la superficie come ho fatto io, la prossima volta io evito di farlo. L'impasto è molto morbido ed idratato, incidendo si sgonfia un po'. Infornare subito. Piano non centrale del forno ma quello appena sotto.

Cuocere per 15 minuti. Poi eliminare il pentolino con l'acqua ed abbassare la temperatura a 190° ancora per 30 minuti circa.
Fare raffreddare sulla gratella.



mercoledì 15 marzo 2017
Oggi per la rubrica Idea Menù si dedica il piatto alla festa del papà, il mio ormai.. l'ho perso all'età di otto anni per cui, una vita fa. Auguri quindi al papà dei miei figli e a tutti gli altri!

Cosa serve per 2-3 persone:

1/2 coniglio (per me qualità grigio di Carmagnola)
olio evo q.b.
1/2 cipolla di tropea (una se è piccola)
abbondante rosmarino, salvia, alloro (per me aromi del mio giardino)
3 bacche di ginepro
sale e pepe q.b.
un bicchierino di brandy
50 g. albicocche secche


Pulire dal grasso il coniglio tagliato a pezzi grandi, lavarlo ed asciugarlo.
Metterlo in una ciotola a marinare con gli aromi, la cipolla, le bacche di ginepro ed irrorarlo di olio evo, coprire con pellicola alimentare e metterlo in frigo tre ore.
Trascorso il tempo, mettere sul fuoco una casseruola e versare il coniglio con la marinatura. Tenere la fiamma alta e farlo ben rosolare, salare e pepare.


Unire il brandy e quando è evaporato unire le albicocche tagliate a dadini ed aggiungere un bicchiere scarso d'acqua, coprire e cuocere 50 minuti.


Se replichi la ricetta per cortesia inserisci il link di attribuzione al mio sito, grazie!!!

Ecco il nostro menù per la festa del papà



Carla ha cucinato l'antipasto: girandola al prosciutto
Linda ha cucinato il primo: spaghetti alla carbonara
Simona ha cucinato il secondo: coniglio al brandy e albicocche secche
Consuelo ha cucinato il dolce: biscottini al limone da inzuppo
lunedì 13 marzo 2017
Sempre in regime di dieta non lasciamoci scoraggiare e pensiamo ad una pietanza gustosa ed accattivante, anche se le immagini (per forza di cose..) non rendono l'idea dell'appetibilità del piatto.. fidatevi che è buonissimo! Io l'ho concepito come secondo piatto, ma si può benissimo offrire come antipasto

Cosa serve a porzione:

100 g. di feta originale Greca
1 zucchina
semi d girasole, zucca e lino q.b. (circa 3-4 cucchiaini)
mix di spezie: sale, coriandolo, basilico, origano, aglio secco, prezzemolo q.b.
olio evo q.b.

Preriscalare il forno ventilato a 200°

Adagiare dentro una cocotte o pirofilina individuale che possa andare in forno, un pezzo di carta da forno inumidito e strizzato, formare uno strato di zucchine grattugiate (cercando di dare una forma rettangolare se la pirofila è rettangolare o rotonda se la pirofila è rotonda e così via..), sbricolare sopra la feta formando un secondo strato.


Condire con un filo generoso di olio evo. (deve risultare cremosa, non asciutta)
Spolverizzare con il mix delle spezie e ditsribuire ancora sopra i semi.



Chiudere il pacchetto per formare il cartoccio ed infornare per 15-18 minuti.
Togliere dal forno, aprire il pacchetto, attendere 5 minuti (anche perchè ustiona...) e servire!

Ottima davvero e SANA!


Questa ricetta, seppur semplice non l'ho copiata, quindi se la replichi per piacere inserisci il link di riferimento al mio sito, Grazie!

Con questa ricetta partecipo al contest itinerante "Meat free contest ideato da Barbara del blog "Una mamma che cucina" ospitato per i mesi di marzo e aprile da Sabrina del blog "Sabrina in cucina"

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venerdì 10 marzo 2017
Cosa serve:

300 g. ricotta di pecora
2 uova + 1 tuorlo (medi)
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
110 g. cioccolato fondente in gocce o tritato grossolanamente
90 g. zucchero a velo vanigliato
la scorza grattugiata di 1 arancia naturale (o 2 mandarini)
la scorza grattugiata di 1 lime naturale
8 g. lievito per dolci

Per guarnire facoltativo:

zucchero a velo q.b.
striscioline di arancia e cedro canditi di ottima qualità (da acquistare in pasticceria)


Usare solo ricotta freschissima. Fare scolare la ricotta in un colino per qualche ora (in frigo), poi passarla in un setaccio-colino schiacciandola bene con il dorso di un cucchiaino, tenerla da parte.
In una ciotola mettere uova + tuorlo e lo zucchero e montare bene e a lungo fino ad ottenere un composto molto spumoso e biancastro. Intanto accendere il forno ventilato a 170° (o 180° se statico).

Quando il composto di uova è pronto, amalgamare alla ricotta setacciata il lievito e mescolare bene, unirla al composto montato, unire anche il cioccolato e la scorza degli agrumi, aggiungere anche la cannella. Amalgamare bene tutto.


Imburrare ed infarinare (con farina di riso) uno stampo rettangolare 27x10cm. scuotendo molto bene l'eccesso di farina. Versare il composto di ricotta e sbattere leggermente lo stampo sul tavolo un paio di volte per livellarlo.
Infornare per 40 minuti. Spegnere, aprire completamente lo sportello del forno lasciando ancora dentro lo stampo per 10 minuti. Poi tirarlo fuori e lasciarlo a temperatura ambiente. Sformare il flan quando è appena-appena tiepido.

Servire, a piacere, con una leggera spolverata di zucchero a velo, arancia e cedro canditi tagliati a fettine sottilissime (facoltativi)



Questa ricetta non l'ho copiata ma l'ho elaborata secondo la mia fantasia ed il mio gusto, dunque se la replicherete mi fa molto piacere ma, per cortesia, inserite il link di riferimento di proprietà al mio sito.
 Grazie

I dolci che preferisco in assoluto sono quelli con la ricotta. 
Ecco perchè ho deciso di dedicarlo ad una foodblogger speciale!

Con questa ricetta partecipo al contest della cara Tania del blog Cucina che ti passa

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mercoledì 8 marzo 2017
Ho creato questi biscotti leggendo l'etichetta di quelli al farro di marca Alce Nero; ho letto gli ingredienti e le proporzioni (raramente lo specificano), quindi li ho riprodotti, con una golosa variante: l'aggiunta di una piccola mela grattugiata nell'impasto. Molto golosi e più aromatici rispetto agli originali, ma altrettanto sani!
Niente burro, nè uova.

Non faccio pubblicità a questa azienda per accordi di scambio favori, nomino i prodotti che uso e che mi piacciono. Stessa cosa per quelli che fotografo.

Cosa serve per 300 g. di prodotto finito:

115 g. farina di farro bio
90 g. fiocchi d'avena
40 g. olio evo (per me novello toscano)
60 g. zucchero di canna grezzo
1 g. (punta di un cucchiaino) bicarbonato d'ammonio (ammoniaca per dolci)
1 piccola mela grattugiata (per me qualità piemontese: grigia di Torriana che è croccante e dolce con retrogusto di vaniglia)

Poi serve:

farina di riso per spolverizzare il piano di lavoro


In un tritatutto elettrico ad impulsi, tritare grossolanamente i fiocchi d'avena.
Nella ciotola della planetaria (o anche a mano ma utilizzando un leccapentole perchè si tratta di un impasto abbastanza morbido) usando la foglia, inserire tutti gli ingredienti. Il bicarbonato d'ammonio DEVE essere sciolto in un cucchiaio d'acqua. Non deve essere aggiunto in polvere!
Azionare la planetaria pochi minuti (o mescolare a mano con la spatola) il tempo necessario perchè il composto si amalgami.



Trasferire l'impasto in pellicola alimentare, formare un panetto rettangolare, avvolgerlo e mettere in frigo un'oretta.
Preriscaldare il forno statico a 180° e rivestire una placca con carta da forno.
Sulla spianatoia infarinata, stendere l'impasto alto 1/2 cm. abbondante, coppare usando un tagliabiscotti rotondo liscio di media misura (da biscotto standard), mettere i biscotti un po' distanziati sulla placca e cuocerli per 12 minuti.



Appena sfornati saranno morbidi, poi raffreddandosi, diventeranno belli croccanti come devono essere! Ecco perchè l'ammoniaca per dolci non può essere sostituita con il lievito per dolci, è un'altra cosa, la consistenza non sarebbe la stessa. Un'accortezza: bisogna usarne poca, ovvero la quantità corretta in base alla quantità di farina, io consiglio di usarne una quantità minore rispetto a quella indicata sulla confezione, il risultato sarà ottimo e non si rischia il retrogusto di ammoniaca spiacevole. Altra accortezza: mangiare i biscotti perfettamente freddi! (meglio il giorno successivo o comunque a distanza di qualche ora, per lo stesso motivo)

Quando sono freddi conservare i biscotti in una scatola di latta. Davvero ottimi e sani!



Quelli a destra nella fotografia sono i miei

Se replichi la ricetta per cortesia inserisci il link di attribuzione al mio sito 
Grazie
Con questa ricetta partecipo alla raccolta creata da Linda  questo mese ospitata da Consu 
lunedì 6 marzo 2017
Sto provando e testando vari tipi di farine, comprese quelle di semola rimacinata. Uno può pensare: "vabbè.. la semola, è semola". NO. A parte quella molto conosciuta per via della cultivar particolarmente felice e quindi prodotto d'eccellenza, ve ne sono altre di tutto rispetto, ne sono certa. Ed io sperimento, felicemente. Le compro eh! No sponsor. Questa non mi è dispiaciuta affatto

Cosa serve:

150 g. lievito madre già rinfrescato (oppure 8 g. lievito compresso sbriciolato nella farina)
500 g. farina di semola rimacinata di Altamura
330 g. acqua a t. ambiente
1 cucchiaino e 1/2  di sale fino marino integrale
1 cucchiaino di malto d'orzo bio in polvere
2 cucchiai olio evo grezzo

Poi serve: (opzionale)

semi di sesamo (in realtà nel pane di Altamura non si mettono, ma a me piacciono e li aggiungo)
(orari indicativi: quelli che ho usato io)

Ore 10,00
Rinfrescare il lievito madre e prelevarne l'occorrente indicato nella ricetta, metterlo in una ciotolina, coprirlo con pellicola e tenerlo a temperatura ambiente,  l'altro metterlo in frigo per la successiva panificazione (in un barattolo a chiusura ermetica)


Ore 17,00
Nella ciotola della planetaria (o ciotola capiente se si impasta a mano) mettere l'acqua e la farina, mescolare con una forchetta o azionare la planetaria per pochi secondi, giusto il tempo di amalgamare grossolanamente, coprire con un canovaccio e lasciare riposare 20 minuti. Unire il lievito madre, l'olio evo, il malto d'orzo ed azionare la macchina lentamente, velocità 1 per 5 minuti, unire il sale ed aumentare a velocità 2 fino a quando si stacca dalle
pareti, se si impasta a mano

Ore 18,00
Mettere l'impasto in una capiente ciotola leggermente oliata e coprirla con pellicola e con un canovaccio pulito.
Eventualmente anche con una copertina.
Lasciare lievitare in modo naturale a temperatura ambiente (18°- 20°) fino alla mattina successiva, dunque per
14-16 ore.
--------------
Ore 8,30
Prendere l'impasto ben lievitato, riversarlo molto delicatamente sul piano da lavoro leggermente infarinato (l'impasto sarà molto soffice e sempre appiccicoso come detto prima), iniziare a fare le solite pieghe di cui parlo spesso. (vedere altre ricette)
Quindi farle per tre volte.
Ogni volta lasciare "puntare", cioè riposare coperto da un panno, sul piano per 20 minuti.

Quindi:
1) piega > coprire e attendere 20 minuti
2) piega > coprire e attendere 20 minuti
3) piega > coprire e attendere 20 minuti

Riprendere l'impasto. Pesarlo.
Sarà sul chilo. Dividerlo a metà, poi arrotondare le pezzature e disporle distanziate l'una dall'altra, su una placca foderata da carta da forno.


Coprire con pellicola alimentare, poi ancora con un canovaccio. Se la temperatura è sotto i 20° coprire anche con una copertina leggera (di peso, ma calda) per 2 ore o comunque fino al raddoppio.
Qui, come sempre, entra in gioco il fattore lievito. Il mio è decisamente forte e maturo. Se si ha un lievito madre giovane, occorrerà più tempo. (se si usa lievito compresso al contrario, occorrerà minor tempo)
Quindi: quando manca mezz'ora alla completa lievitazione, preriscaldare forno statico a 230° Con dentro la pietra refrattaria o un'altra leccarda in modo che diventi caldissima e pentolino d'acqua bollente sul fondo.

Aspettare ancora 10 minuti da quando si spegne la lucina che indica forno a temperatura.
Intanto: con una lametta o un coltellino molto affilato, praticare alcuni tagli leggeri su ogni pezzatura di pane, inumidirsi le mani e passarle su ogni pane, spolverizzare poi con i semi di sesamo. Oppure ruotare il pane sui semi di sesamo messi a spaglio sul piano da lavoro.


Trasferire velocemente, ma sempre delicatamente, i pani sulla pietra (o leccarda, in questo caso va rivestita con carta da forno) facendo ben attenzione perchè ustiona!
Infornare per 20 minuti. Ripiano non centrale bensì la misura sottostante.  Con un pentolino d'acqua sul fondo.
Serpentina sia sotto che sopra. Poi togliere il pentolino d'acqua ed abbassare la temperatura a 190°. Continuare la cottura delle pagnotte ancora per 30-35 minuti. Dipende dal forno. Il pane deve essere, come sempre, ben cotto.
Poi spegnere ma lasciare ancora dentro il pane per altri 5 minuti prima di sfornare e mettere i pani a raffreddare su una gratella.
"bussando" il fondo deve sentirsi un rumore "sordo-vuoto" come già detto tante volte. Non è facile stabilirne la cottura, occorre esperienza e un po' di fortuna coi forni di casa..